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Uno 13-12-2006 23.40.26

Agricoltura biodinamica secondo Steiner
 
4 Allegato/i
Un metodo affascinante, sano e intelligente di curare la terra, lei poi ci ripaga con la vita dandoci i suoi frutti. Se dovessi scrivere uno spot pubblicitario scriverei qualcosa del genere, invece purtroppo sono tra i tanti che deve accontentarsi del supermercato, ciò non toglie che è interessante saperne almeno qualcosa, chissà che quando avrò tempo il mio giardino non possa ospitare un piccolo orticello.
Ho avuto la fortuna di vedere la tv in una delle poche occasioni che ne valgono ancora il possesso, mi è capitato alcune domeniche fa di assistere ad una puntata di mela verde in cui splendidamente si è visto all'opera ciò che io conoscevo solo nella teoria, non praticando agricoltura impegnativa, ho solo un piccolo giardino... e poco tempo.
Il simpatico signore (di cui purtroppo non ricordo il nome) che faceva vedere le sue opere, da ciò che raccontava ha iniziato, con buoni e visibili frutti, a sperimentare la biodinamica di Steiner circa trenta anni fa. Vedendo la differenza con l'emergente (quella volta) industrializzazione agricola pian piano ha convertito l'azienda di famiglia a questi naturali metodi.
Non voglio entrare ora nel merito della complessa opera di Steiner (oltre l'agricoltura), sarebbe assurdo, incompleto e fuorviante, ci proveremo nel tempo nelle varie forme, divulgative e di confronto, del sito, però quello che voglio dire ora è che questo importante personaggio (Steiner) ha rispolverato la vera tecnologia naturale, complessa nei risultati e nelle forze in gioco ma semplice nelle forme e attrezzi, questo in tutti i campi (e sono molti) che ha toccato.
I dedrattori di Steiner lo accusano di mancanza di scientificità dei metodi, comunque se l'empiricità di una pratica è sufficiente a stabilirne la licealità scientifica, basta osservare dei terreni coltivati con metodi biodinamici e altri coltivati chimicamente, per capire come stanno le cose.

Le fasi principali dell'attività dell'agricoltore sono: semina, raccolto e tutte le opere di rivitalizzazione (si dice fertilizzare di solito ma rivitalizzazione mi garba di più) e di pulizia del terreno, con l'aggiunta di una piccola organizzazione, se un terreno fosse lasciato alla natura produrebbe al massimo ma non nelle qualità di vegetazione che si desiderano per alimentazione etc.

Sulla semina e il raccolto dal punto di vista biodinamico possiamo dire poco, se non che pur utilizzando anche tecnologie moderne chi la pratica dovrebbe sempre mantenere il lato umano in tali attività, non c'è solo un senso di tipo sentimentale, ci sono motivazione di ordine pratico, che comprese ci farebbero produrre il giusto, ma eliminando molti bisogni indotti e superflui. Un esempio semplice può essere l'imballaggio dei graminacei, imballandoli con le macchine, le balle sono compresse, occupano meno posto e sono esteticamente più ordinate, ma il grano che è ancora vivo non respira e nel centro della balla muore velocemente, per morte intendo che perde tutti quei "lavori" che continua a fare anche quando è staccato dalla terra, nella raccolta ed imballaggio a mano nel centro delle balle rimane aria, ossigeno, quindi il grano continua a maturare, inoltre ha una fermentazione e compie una prima "digestione".
I mugnai di una volta conoscevano questo e pagavano di più il grano lavorato a mano che dava migliore farina, oggi spesso si scambia il grezzo (ma sempre lavorato a macchina) con il vecchio "a mano", non è la stessa cosa, è un paliativo alle intelligenze, un trucco per non scendere a compromessi, mantenendo efficienze e costi dell'industrializzazione, ma pretendendo prezzi da lavorazioni manuali, se fossero reali (lavorazioni manuali) varrebbero il costo a fronte di un immenso risparmio, per esempio sulla salute.




Non conosco (e sinceramente non mi interessa, neanche culturalmente) il metodo chimico e i suoi tempi, la biodinamica segue i due cicli principali con la preparazione in inverno per l'autunno ed in estate per la primavera.

Per la pre-preparazione l'attrezzo principale, altamente tecnologico, studiato in milleni da Madre Natura è il semplice corno di mucca,

Due parole sul corno, simbolicamente (e non solo) è un'antenna verso il cielo, raccoglie e condensa/concentra energie dell'etere verso l'organico, le corna sono fatte di osso o di cheratina, quindi hanno proprietà orgoniche particolari che vedremo in altra sede, quelle della mucca sono di osso e cave nell'interno, la punta e la forma le rende perfette per essere usate come contenitore/ricevitore. Anche in tradizioni orientali il corno è al centro di rituali antichi.
Inverno per l'Autunno
Nella stagione invernale si riempie di letame e si sotterra in punti propizi, passata la stagione si dissotterra e si preleva il contenuto che ha subito una trasformazione percepibile, non ha odore ed è diventata simile a creta, materia prima per plasmare la vita. Si può conservare in contenitori naturali (tipo casse di legno, imballo di foglie e paglia e terricio, che lascia respirare senza evaporare) anche per due anni prima della dinamizzazione e uso effettivo.

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(non ho trovato un immagine del paiolo sul mastello in legno, immaginate la prima foto con il palo e le catene della seconda)

Al momento dell'uso (in autunno) si finisce l'opera con le ultime lavorazioni da eseguire all'aperto per raccogliere le energie non filtrate del cielo.
In un pentolone si scalda dell'acqua che poi si travasa in un mastello di legno che per comodità esecutiva è sormontato da un'asse a cui è agganciato un bastone/paiolo. In questo modo con facilità l'operatore potrà effettuare il "rito". Il tutto è concreto e simbolico allo stesso tempo, girando con vigore in senso orario il bastone si deve creare una rotazione dell'acqua fino al punto in cui diventa un vero e proprio vortice, si deve arrivare a vedere il fondo del mastello in quel momento si può iniziare a versare il composto corno-concime continuando a mescolare, dopo un pò di colpo si inverte la rotazione di colpo rompendo il vortice, il caos primordiale dal quale scaturisce la vita....
L'operazione si ripete per alcune volte coperti solo dalla volta celeste, dopo di che si prende una di quelle vecchie pompe a spalla in metallo e si inizia a rivitalizzare il terreno dal basso, con l'erogatore vicino al terreno, dove la pianta assorbe la forza di Madre Terra.


Estate per la Primavera
Nella stagione estiva si ripete lo stesso procedimento solo che nel corno, da sotterrare poi, si inseriscono dei quarzi sminuzzati, polverizzati finemente manualmente, in primavera si procede con la dinamizzazione che sostanzialmente è uguale, cambia l'erogazione che questa volta avviene spruzzando dall'alto, la polvere di quarzo dinamizzata nell'acqua nella fontana raccoglie la luce solare e la potenzia per la pianta nelle bagnado le zone dove la pianta assorbe la Luce.




In un breve scritto posso aggiungere ben poco a queste affascinanti e valide pratiche, anche se l'agricoltura biodinamica è cosa ben più complessa, basti pensare ai calendari per esempio, in questo articolo volevo solo darne un'idea, ricordo solo che comunque tutte le tecniche di questo naturale modo di coltivare pongono la terra al centro delle attenzioni, la si deve sempre lavorare arieggiandola, frantumandola e mescolandola rimescolandola in modo che possa respirare, mai schiacciandola e compattandola chiudendole i "polmoni", questo implica un diverso modo di usare i macchinari, un maggiore intervento umano che in questo modo partecipa ai processi vitali, cambiano le prospettive ed i punti di vista un albero non è più uno schiavo da sfruttare ma è terra che emerge.

dafne 18-02-2008 12.15.17

Mi piacerebbe molto approfondire quest'argomento, ho cominciato solo ora ad avvicinarmi a Stainer e mi chiedevo se c'è qualcuno che mi vuole dare qualche spunto e qualche informazione oltre a questo bell'articolo postato da Uno.
Un libro da cui cominciare o un sito che ne parli in modo semoplice semplice?
Il massimo sarebbe scoprire che qualche ermopolitano ha voglia di raccontarcelo abbraccio:


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