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Uno 20-07-2007 11.24.00

Luci ed ombre dell'Illuminazione -1° parte
 
3 Allegato/i
Potrebbe sembrare un articolo di architettura, invece è peggio, è un articolo per dissetarsi raccogliendo acqua con il retino delle farfalle.
Con questa parola in ambito Esoterico e/o Spirituale oggi si intende tutto ed il contrario di tutto, ma la tendenza che va per la maggiore è che saremmo tutti Illuminati ma non ne saremmo coscienti.
  
Caspita... mi suona molto simile a dire "ho il mal di pancia ma non ne sono cosciente", se non ne sono cosciente, se non sento dolore non ho mal di pancia, magari potrò avere patologie in atto nella pancia ma non ne sento dolore, quindi non ho mal di pancia... al massimo una pancia che sta male.
Cosa significa? Non so se avete notato l'ultima frase, ok c'è un mal di pancia ma è quasi una cosa separata, anzi tutta la pancia in questo modo diventa "un'organo" separato.
Questo si intende? C'è qualcosa, che fa parte di me, Illuminata, ma è praticamente separata a tal punto che se non leggessi queste cose non saprei neanche che esiste?
Ok potrebbe anche starci, non è il mio approccio preferito ma bisogna essere larghi di vedute per Conoscere. Ma allora dovrò far qualcosa per conoscerla questa parte? No avviene, sempre secondo i cosiddetti bene informati, da se.
E allora perchè ne parliamo? Non ho neanche bisogno di saperlo, aspetto che arrivi, anzi neanche quello se non c'è attaccamento.
Ma allora sono dei bastardi, scusate l'irruenza, mi mettono al corrente di una cosa che deve succedere (anzi è già successa, a seconda delle correnti), ma poi devo dimenticarla, fate a meno di dirmelo, così quando arriva arriva, o se è già arrivata meglio.
Non ci si accorge che già solo il fatto che tale cosa sia resa "pubblica", sia nell'immaginario collettivo ma che non debba essere bramata è un fare e tanti saluti al pseudo-orientalismo o peggio all'intellettualismo "spirituale"

Fare per fare allora preferisco capire di cosa stiamo parlando.
Dato che io sono molto pragmatico ed ho osservato direttamente che tutto è connesso inizio dagli aspetti più fisici e fenomenici

  
Se prendo un oggetto qualsiasi come può essere completamente illuminato in senso fisico più materiale?
Se la luce viene da fuori ho bisogno di più fonti luminose altrimenti delle zone rimarranno in ombra, comunque illuminerò solo la superficie.
Se la luce viene da dentro la cosa migliora, e anche in tempi di sensibilizzazione energetica è più efficiente, basta un'unica fonte... comunque le singole cellule saranno illuminate solo da un lato e dei leggeri riflessi di rimbalzo.
Uffa non se ne esce.... lampo di genio, l'oggetto deve essere trasparente e la luce interna ad ogni cellula.
Che bravo che sono, ho risolto il problema, uhum... eh no, un momento che cambia rispetto alla situazione iniziale? Ho solo portato più in piccolo quello che succedeva già nel grande, non ci siamo, che sia trasparente o no la cellula, che la luce venga da fuori o meno sempre alcune zone non godranno della stessa luce.
L'unica soluzione è che il corpo di questo oggetto sia fatto di sola luce, non c'è scampo, come la giro la giro sempre li torno.
Ma allora un uomo come comunemente lo intendiamo può essere illuminato?
Cosa intendiamo con questa parola? Se intendiamo illuminato da qualche parte, come tutto il resto dell'universo a seconda di come girano i soli c'è sempre un lato alla luce. Ma se il concetto è completamente ed assolutamente illuminato in questa dimensione non è possibile se non diventando un Sole.
Qualcosa allora non quadra nell'iniziale postulato, l'universo non è un'unico gigantesco Sole, ci sono dei Soli (che stanno soli, anche se non tolgono mai il contatto con noi) e c'è tutto il resto che riceve luce.
Ad onor di cronaca diremo che qualsiasi corpo emette della luce, il discorso verte sul da dove la prende questa luce, quella che riflette dal sole comunque non è frutto della sua illuminazione.

Sento già i pensieri di alcuni particolari lettori: "Che c'entra questo "trattato" sulla manifestazione fisica della luce?"
Beh a parte il fatto che divisione tra manifestazione fisica e Spirituale non ce n'è, comunque la manifestazione fisica è fatta ad immagine e somiglianza di quella Spirituale, ma anche volendo usare il tutto come semplice metafora è semplicissimo trasportare quello scritto sopra nello psicologico per esempio (psicologico che ancora non sarà Spirituale, ma che comunque diventa meno materiale).

Come fa un uomo a non avere dentro di se parti in ombra, essere completamente illuminato? Intanto deve conoscersi per intero senza nessuna esclusione anche se minima.
Deve conoscere anche la parte di se che è in grado di conoscere, intendo che è in grado di conoscere il resto e se stessa, mica facile, facciamo conto che ci mettiamo di fronte ad uno specchio in modo da poterci vedere completamente, però aggiungiamo che questo specchio dovrebbe permetterci di vederci anche dietro, sotto, sopra etc etc e poi anche dentro... inoltre complichiamo ancor di più togliendo lo specchio e riuscendo a fare la stessa cosa.
Una quisquiglia vero? Non siamo capaci neanche di ricordare cosa abbiamo mangiato ieri a pranzo ma crediamo di essere capaci di fare tutto questo.

Anche solo psicologicamente questa cosa dell'Illuminazione non è poi una cosa tanto semplice, ecco che allora molti spostano il problema in regni meno tangibili, se nessuno può definire questi regni vale tutto.... mica vero, se io non sono in grado di conoscere, visualizzare, sperimentare etc etc tutto lo spazio siderale mica posso dire a tot anni luce la realtà è come mi passa per la mente oggi. Mica che il fatto altri non possano provare il contrario significa che è così. Volendone fare un discorso molto pratico, se sono stato in Cina, anche se non ho foto per dimostrare, se un'altro mi dice che ci sono elefanti rosa, io so che non è vero... comunque questo ora non ci interessa, ci interessa "inquadrare" cosa possiamo chiamare Illuminazione.




Se vogliamo prendere per buona la manifestazione fisica del Sole un parametro dovrebbe essere il non bisogno di nulla e il dare incondizionato senza limiti e senza pretesa conscia od inconscia di ritorno.
Concetti semplici ma non spesso chiari, il non bisogno significa che il Sole non riceve irradiazione da altri corpi del sistema, questo non significa che se nel movimento dei corpi gli vadano incontro non vengano assorbiti.
Intendo che trasportando sull 'umano l'essere evoluto (adesso lasciamo stare l'Illuminato anche se il concetto è quello) via via i bisogni necessari diminuiscono fino a sparire, questo non significa che non si debba mangiare, ridere o che altro, significa che non è un'esigenza, più sono un sistema evoluto più non sono costretto a fare qualcosa, posso farla ma non sono costretto da nulla e da nessuno.
Adesso cerchiamo di chiarire, questa è una conseguenza non una via principale, non è che decido di non mangiare (per esempio) magari succede che non sento più che mangiare è una delle cose più importanti della vita, che poi alcuni percorsi nella sperimentazione includano periodi di digiuno è un'altro discorso.
  
Stesso discorso per il dare incondizionato o amore incondizionato trasportato all'umano, non è una cosa a cui ci si può costringere, non esistono forumulette da ripetere, non cambia nulla gridare la mondo intero "ti amo" se poi i fatti contraddicono ciò che dico, per fatti intendo anche il pensiero che possa attraversare la nostra materia grigia per un milionesimo di secondo.
Ora esula dall'argomento principale di questo articoletto, ma non è semplice come potrebbe sembrare seguire completamente tutti i percorsi che i nostri gesti fanno, non è facile riuscire a vedere come in un gesto che a prima vista (anche nostra) sia disinteressato poi non ci sia un riprendersi con gli interessi.
Posso farvi un esempio breve, reale ed esplicativo di quanto possa essere nascosta la cosa.
Divento amico con qualcuno, lo ascolto, ne raccolgo confidenze, lo consiglio e gli do amicizia senza nulla in cambio chiedere, lo faccio in maniera completamente disinteressata ai miei, ai suoi e ai di tutti occhi. Se poi il rapporto è uomo/donna la cosa assume un valore più grande nell'essere disinteressati. Bene in quel momento sono assolutamente (qui ci sta ad hoc questa parola) disinteressato nulla può affermare o far affermare il contrario.
Passano alcuni anni, ho perso la persona di vista o meglio le nostre strade si sono divise per incompatibilità uscite alla lunga distanza, io per farmi bello di fronte ad un'altra persona svelo alcune cose segrete della prima persona, oppure ne parlo male o che altro (aprite la fantasia) ecco che ciò che era disinteressato anni prima perde ogni valore ho ripreso tutto con gli interessi.
Stesso discorso al contrario quando faccio prima un torto e poi mi comporto bene, è giusto e corretto e andrebbe sempre fatto, ma quel fare dopo non è disinteressato anche se così può sembrare agli occhi poco attenti.

Ok per oggi vi ho annoiato abbastanza, se avrete la costanza di aspettare la seconda parte, vi svelerò (oltre ad altro) perchè ho scelto quell'antico simbolo (triquetra) in un articolo sull'illuminazione.

Uno 23-10-2007 16.04.39

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