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Ray 05-04-2008 21.40.21

La funzione sacedotale
 
5 Allegato/i
Il sacerdote è una figura presente in tutte le popolazioni e culture, più generalmente in tutte le organizzazioni umane e, per quanto se ne sa, lo è sempre stato. Anzi, più indietro si va, quindi più si va verso le culture tradizionali, più la figura del sacerdote si delinea come trait d'union dei vari popoli e la sua funzione si mostra come centrale e predominante.
Anche se in vari luoghi e tempi è stato chiamato in modi diversi, dallo sciamano al druido, appare evidente che è sempre esistita una figura atta a svolgere determinate e fondamentali funzioni nei popoli, come se si trattasse di qualcosa di assolutamente necessario.


La parola “sacerdote” da subito un'idea abbastanza precisa di questa funzione. Anche senza addentrarsi troppo nell'etimologia, il latino sacerdos è un composto di sacer (sacro) e dos, dotis che vuol dire dote, sia nel senso di eredità che come qualità posseduta. Inoltre, la dote è riferibile ad una derivazione del verbo latino (con)dere... porre insieme, fondare, istituire.

Il sacerdote è quindi colui che ha il compito di conoscere, conservare e tramandare la dottrina sacra, qualunque essa sia, o meglio, qualunque forma particolare abbia assunto la Tradizione in quelle specifiche condizioni in cui si è manifestata.

E' quindi un compito di conservazione e di insegnamento. Di guida. E anche se si assume altri compiti, da considerarsi comunque come oneri in quanto responsabilità e mai come privilegi gratuiti, come svolgere i riti o occuparsi di questioni ancora più grossolane, ciò dipende dalle condizioni specifiche in cui si trova quella particolare organizzazione e si tratta in ogni caso di funzioni secondarie.


Essendo la dottrina sacra l'insieme di conoscenze direttamente derivanti dai principi è da essa che normalmente (in senso etimologico, da norma) devono discendere tutte le altre conoscenze specifiche che, a questo punto, sono applicazioni particolari di principi generali. Ne segue che una società realmente tradizionale fonda ogni sua emanazione, più o meno indirettamente, su questi principi e, sempre a questi principi si rifanno tutte la altre figure che si occupano di altre funzioni, come quella di amministrare il popolo o la giustizia o quel che si vuole.
Da questo si può facilmente capire che, se per qualche motivo degenera la funzione sacerdotale, la guida, degenera di conseguenza tutta la società.


In ogni caso il sacerdote non è necessariamente legato ad una società come la intendiamo modernamente ma può riferirsi a qualsiasi organizzazione, come ad esempio ad un ordine iniziatico. Anzi, in qualche modo è proprio questo ultimo caso quello più “puro”... in un ordine iniziatico Sacerdote e Maestro coincidono.


Essendo i principali compiti del Sacerdote quelli di conservare (conservare vuol dire anche impedire che vada a male) ma anche di insegnare la dottrina a chi la vuole egli non tiene per se come appannaggio esclusivo in quanto sacerdote, anzi si occupa che chiunque possa ricevere quanto cerca e nella forma che gli è più confacente, per quanto questo sia possibile. La conservazione però implica anche un certo discernimento, il compito di impedire la degenerazione, e di qui il noviziato, il doversi mostrare degni di ricevere.
C'è da dire comunque che degenerazione completa non c'è fino a quando non c'è allontanamento dai principi che sono sempre principi di ordine spirituale e che quindi derivano da piani più elevati, dal “non umano”. E' forse questo che il sacerdote “tiene per se”, anche in quanto incomunicabile ma solo raggiungibile dal singolo per suo proprio lavoro. Questa conoscenza dei principi che egli conserva non è certo sapere in senso moderno, informazione, ma conoscenza reale, che implica partecipazione dell'essere, comprensione. Il Sacerdote vive il “divino” in se e da ciò partecipa ai Principi.


Concludendo questa breve e non certo esaustiva introduzione, si potrebbe dire che in una organizzazione “normale” tutto discende dai principi e quindi al sacerdote rimane la funzione di guida e di insegnamento, salvo rifarsi a lui in caso di “dubbio”, di incertezza, di mancanza, pecca.
Il sacerdote è quindi anche un iniziatore. Spetta a lui dare le iniziazioni alle varie funzioni (come quella regale, magari in un altro articolo) e ovviamente agli altri sacerdoti.





Il sacerdote sta nel tempio che è sacro quindi non in quanto tale ma perchè vi si svolge la funzione sacra. Infatti i tempi, anche cristiani, vengono consacrati.
In origine il templum era il luogo in cui il sacerdote osservava il cielo, il punto sulla terra in cui meglio si poteva svolgere questa osservazione.
Il tempio sorgeva quindi in posizioni particolari nelle quali era più agevole “portare in terra ciò che sta in cielo”, coglierne l'essenza e i messaggi. Che poi è quello che il sacerdote primariamente fa: osserva, contempla il divino in se e ne trae partecipazione ai Principi. Il tempio tradizionale è quindi una copia in terra del cielo, della sua struttura, la costruzione è eseguita secondo regole “auree” che sono le stesse con cui, ad altri livelli, è stato costruito il cosmo. Quindi il tempio simboleggia il creato. Da qui tutta l'arte (o Scienza) sacra di costruire, di orientare (le chiese sono poste ad oriente, ma orientare vale anche come insegnare, introdurre a qualcosa, mettere sulla retta via, iniziare). Anche tutto il resto della società, dalla città alle funzioni varie dei suo abitanti ai mestieri e quant'altro dovrebbero essere immagini di questo, derivare dai principi e quindi riprodurre, nello specifico e in quella specifica forma, ciò che sta in cielo.


Se il tempio è il luogo più attrezzato per osservare il cielo, il sacerdote che vi abita è il più attrezzato a svolgere questa funzione. Infatti nelle società antiche il sacerdote non usciva mai o quasi dal tempio ed erano gli altri, re compreso, che vi entravano a chiedere qualcosa.
Nel tempio inoltre si svolgevano i riti, almeno quelli più importanti o non necessariamente legati ad altri luoghi. Quindi dire abitare è dire poco... il sacerdote in qualche modo era tutt'uno col tempio. Entrambi simboleggiavano la stessa cosa, il divino, e svolgevano la stessa funzione di riferimento per tutti gli altri: il luogo in terra di accesso al divino, che sia la pietra del tempio o la carne del sacerdote è solo forma diversa, l'essenza è la stessa.

Uno 06-04-2008 02.42.29

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