Visualizza messaggio singolo
Vecchio 20-07-2009, 13.03.14   #5
stefano
Richiesta Cancellazione
 
Data registrazione: 11-05-2009
Messaggi: 1,322
Predefinito

Citazione:
Originalmente inviato da Kael Visualizza messaggio
Ero in un mondo governato dalle macchine e gli esseri umani tenuti in una realtà fittizia, in un misto fra matrix e the thruman show. In pratica il mondo conosciuto non era altro che un misero paesino di pochi abitanti, mentre le vallate e i monti tutto intorno erano ologrammi che cammuffavano quello che realmente c'era dietro. Gli uomini vivevano felici in quella specie di set cinematografico pensando che fosse il mondo reale.

Io mi ero accorto dell'inganno, e così a casa mia gli ologrammi avevano smesso di funzionare e potevo vedere realmente quello che c'era "oltre" il mio confine. Per non farmi scoprire però dalle macchine avevo ricreato un'illusione simile, ma non avendo le conoscenze tecniche per ricreare dietro la mia proprietà degli ologrammi, mi ero costruito degli enromi cartelloni sui quali avevo disegnato l'orizzonte e le vallate.

Nel sogno arriva una donna (in realtà un cyborg, una macchina, almeno così io la percepivo) e io vedo il sogno dagli occhi di lei. Quando arriva nei pressi di casa mia si accorge dell'inganno, il blu con cui avevo dipinto il cielo sui cartelloni era più chiaro rispetto al blu che gli altri ologrammi producevano tutto intorno, e così sempre dagli occhi di lei, vedo me stesso che, scoperto, inizio a scappare.

Lei allora inizia a inseguirmi dicendomi "Svegliati.... svegliati!", e a quel punto dagli occhi di lei passo a vivere il sogno dai miei. Scappo mentre la donna continua a dirmi amorevolmente "Svegliati" (sembrava sincera) e mi rincorre per la stradina del paese.

Quando mi sono svegliato ho avuto però l'impressione che quella donna non avesse cattive intenzioni, e volesse aiutarmi davvero. Ma era una macchina, un cyborg, e voleva farmi ricadere nell'illusione... o forse no? Ho pensato subito alla mia anima, ma poi ha iniziato a farsi strada in me l'idea che quella donna fosse davvero una macchina, una parte di me che era uscita dalla sua meccanicità e voleva aiutare anche me a fare altrettanto...
Purtroppo ho avuto paura e il sogno è finito.

nella prima parte emerge il fatto che ti sei reso conto di una determinata cosa.
ossia della meccanicità nella vita delle persone.
successivamente tenti di uscire da questi schemi ma in realtà ricadi nel giochetto.
la chiave (a mio avviso) sta nel fatto che per andare oltre occorre non avere paura (che invece hai sentendoti "scoperto" dalle macchine) di quella parte di te (anima) che sa benissimo quando fingi e quando non lo fai.

Un abbraccio
stefano non è connesso