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Vecchio 27-04-2010, 23.55.25   #8
Ray
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Per quanto qui non intendo portare avanti un discorso generale, è necessario fare una premessa, seppur minima, che serve per inquadrare almeno in parte quello che dirò dopo. Anche se questo è un post specifico, fondato su un unico verso della divina commedia, è impossibile seguire il seppur minimo filo senza dire due parole... avrebbe poco senso commentare il verso e fermarsi li.

Quindi parto con l'affermare che la Divina Commedia è un poema iniziatico. Il che significa che è composto da un Iniziato, parla dell'Iniziazione e, addirittura, nasconde una capacità di agevolare il Ricercatore della stessa.
Non solo questo. Affermo anche che la Divina Commedia, in quanto poema iniziatico, è inserita, se non addirittura fa da fulcro, appieno nella Tradizione Occidentale. Affermo anche che Dante faceva parte di una Fratellanza Iniziatica, i Fedeli d'Amore, che è stata custode di un'importante Tradizione e che era (è?) collegata ad altre importanti Fratellanze dello stesso tipo, tra cui l'Ordine dei Cavalieri del Tempio, per citare la più famosa.
Ne segue che è solo dal punto di vista esoterico che si possono cogliere i significati più profondi del poema.
Prove di ogni genere di quanto affermo sono sparse in tutta la Commedia e in tutta l'opera del Vate, oltre che nelle opere di tanti altri che ne hanno parlato.
La cosa, per altro, è stata oggetto di moltissimi studi, compilati sia da esoteristi che da "profani" (non uso, in questo caso, il termine in senso spregiativo) e in una certa parte e misura è abbastanza accettata dalla cultura ufficiale... ossia si può parlarne senza per forza incorrere in fischi, insulti e pomodori.
Il primo, a quanto mi risulta, a tentare un'interpretazione esoterica dell'opera di Dante fu nientemeno che Pascoli, il quale ha sollevato il problema del rapporto tra la Croce e l'Aquila nel poema.
A cogliere la sua eredità, dal punto di vista esoterico, fu Luigi Valli, studioso che ha dedicato moltissimo lavoro nel tentativo di dipanare la questione, portando effettivamente alla luce un'enorme quantità di utilissime informazioni e spunti. Dopo di lui molti eminenti studiosi di esoterismo hanno portato il loro contributo, alcuni più valido altri meno, palesando però tutti la medesima cosa: è ancora tutto da scoprire.

La Divina Commedia nasconde significati e verità profondissime, anzi un'intera dottrina, ovviamente iniziatica. La cosa per altro è segnalata dallo stesso Dante in maniera molto chiara:

O voi ch'avete li 'ntelletti sani,
mirate la dottrina che s'asconde
sotto il velame de li versi strani.
(Inf, IX, 61-63)

Insomma Dante dice a quelli sani d'intelletto (i Ricercatori) di prestare attenzione alla dottrina e in particolare a determinati versi, che per "stranezza", hanno la proprietà di velare meglio degli altri ciò che è nascosto.

E' indubbio che le parole di Pluto siano uno di questi versi.


Detto questo passerò alla richiesta specifica... tuttavia, se c'è interesse, prossimamente su questi schermi potremmo tentare di parlare più diffusamente di questo argomento, che m'appassiona moltissimo, ma che richiede un notevole dispendio da tutti i punti di vista.

Ultima modifica di Ray : 28-04-2010 alle ore 00.00.21.
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