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Vecchio 02-03-2007, 22.32.23   #4
'ayn soph
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La parola ebraica "Quabbalah" significa essenzialmente "tradizione". Nel senso più ampio del termine.

La radice QBL, sia in ebraico che in arabo, esprime il rapporto di due cose poste una di fronte all'altra. Da questo rapporto si originano le idee di "accogliere" ed "accettare" (verbo quabal ) e quindi di una trasmissione (latino traditum da cui "tradizione") da una all'altra. Quabbalah è letteralmente "ciò che è trasmesso, ricevuto.

Quindi con questa parola si dovrebbe intendere una qualsivoglia tradizione, tuttavia ( ), dato che è appunto ebraica il suo uso riferisce alla specifica tradizione ebraica... o meglio, alla forma ebraica della Tradizione.

Poi è vero che con "cabala" generalmente si intende la dottrina esoterica... e con Talmud quella essoterica... ma, come abbiamo visto in "tradizione primordiale", le due cose non sono contrapposte, anzi la prima "contiene" la seconda.

Il fatto che la forma tradizionale ebraica abbia sviluppato la Scienza dei Numeri e delle Lettere al punto da non poter più essere scissa da essa non significa però che sia tutt'uno con essa.
La Scienza dei Numeri è applicazione secondaria dei Principi e, come tale e come tutte le altre possibili applicazioni, può essere elevata al rango di strumento principale per "comunicare" ed "interpretare" la tradizione tutta.
Resta tuttavia un supporto e non un'essenza... essendo l'essenza appartenente al campo metafisico.

Questo tipo di sviluppo ed applicazione la accomuna decisamente alla tradizione araba (islam)... cosa tra l'altro confermata dalla decisa somiglianza della maggior parte delle radici linguistiche. La accomuna molto meno invece, contrariamente alle apparenze, al Pitagorismo... il quale se pure anch'esso ha sviluppato molto la dottirna dei Numeri, lo ha fatto più in direzione "geometrica" che "algebrica"... si dice che per la costruzione del Tempio di Salomone fu necessario rivolgersi ai Costruttori di altre tradizioni, molto più addentro alla "Geometria Sacra"... d'altra parte proprio i "Costruttori" poggiano fortemente sul Pitagorismo.

Come si è detto in "tradizione Primordiale" è piuttosto difficile stabilire le varie discendenze tradizionali... ma in linea di massima, se possiamo riferire il Pitagorismo ad uno sviluppo del precedente Orfismo... invece la forma tradizionale ebraica, così come quella araba, verrebbe da connettere ad una derivazione della tradizione dell'" isola perduta d'occidente"


Riassumere e rendere bene l'idea di che cosa sia e a che cosa serva la Qabalah è un'impresa, poichè numerose sono le sue applicazioni, ed infiniti i punti di vista con cui approcciarsi.
Precisiamo che essa fa sì parte del misticismo, ma è necessario specificare in quale accezione va considerata in questo caso la parola misticismo; in pratica è misticismo, ma è anche esoterismo e teosofia.
Sholem ci dice "se il termine misticismo viene circoscritto alla profonda aspirazione ad una diretta comunione umana con Dio attraverso l'annientamento dell'individualità (bittul ha-yesh), allora soltanto alcune manifestazioni della Quabalah possono venire designate come tali."
La Quabalah può venire inserita nel misticismo in quanto è alla ricerca di una percezione di Dio che implichi la trascensione dei limiti posti dall'intelletto, sebbene quest'ultimo sia alla base del suo studio e sia tenuto in grande considerazione dai cabalisti.
Fondamentalmente potremmo dividere la Quabalah, per rendere più semplice il discorso, in due livelli (anche se in verità ve ne sono infiniti).
Il primo livello è l'approccio intellettuale, che contiene quella che è la Tradizione, ed è fatta di collegamenti intrinsechi tra i vari nomi, lettere, numeri e significati.
Da qui parte il secondo livello, che implica la necessità di trascensione: il segreto è per definizione ciò che non si può comunicare attraverso il limite del linguaggio, dunque attraverso simboli e i collegamenti sopra citati sta al singolo, grazie alla propria capacità e secondo la sua comprensione, ritrovarne il significato "occulto".

Passiamo ad una rappresentazione di ciò che sono le basi e la struttura della Qabalah:
L'Albero della vita, perno della Tradizione, è composto da dieci Sephirot (sfere) più una che non viene rappresnetata, Daath (conoscenza), che viene indicata come la falsa Sephirà.
Le Sephirot sono collegate fra loro da 22 sentieri, ad ognuno dei quali viene associata una lettera dell'alfabeto ebraico, che sono appunto 22.
Ogni sentiero inoltre viene associato ad ognuno degli ATU (Arcani Maggiori dei Tarocchi) che, attraverso i simboli ivi rappresentati, identifica la natura del sentiero in rapporto alla sua collocazione sull'Albero e alle Sephirot che unisce.Ogni lettera possiede un suo valore numerico, ed è appunto sui numeri che si basa il primo passaggio "obbligato" in questa pratica.
Ogni numero qualitativamente in rapporto agli altri assume determinati significati e, facendo un esempio, nel valore numerico di una parola (calcolato assommando tutti i valori delle singole lettere che compongono la parola) sono depositati tutti i suoi significati concettuali, che vanno rapportati a quelli di altre parole che abbiano lo stesso valore numerico (tecnica detta gematria)

E' importante, prima che ci si addentri in questo mondo, fare una specifica distinzione tra Qabalah teorica e Qabalah pratica:
La Qabalah teorica, di cui abbiamo accennato, è il "contenitore" dei principali strumenti di COMPRENSIONE della realtà fenomenica e noumenica.
La Qabalah pratica è invece l'applicazione di questi principi alla realtà, per meglio comprenderla o per modificarla.
Questo si collega perfettamente al concetto di MAGIA, purchè si sia in grado di spogliare questo termine di tutte le sue implicazioni popolari e dunque superstiziose.

E' questo fondamentalmente un metodo, che implica un percorso, il cui fine dipende ovviamente dal soggetto che si applica nello studio della suddetta disciplina. E' ognuno di noi ad attribuire un fine ultimo allo studio, esattamente come in una qualsiasi altra disciplina che implichi il miglioramento di sè in funzione della ricerca della propria Verità, assoluta e insindacabile, purchè nel rispetto e nella dovuta umiltà.
Nessuno vi darà mai prova dei possibili risultati che si possono ottenere attraverso questo studio, poichè sarà briga del singolo lavorare e scoprire se questo è un metodo che può essere utile o meno.
"Il successo sarà la tua prova", questo se vi sarà alla base un lavoro onesto e privo della brama del risultato, perchè solo "la pura volontà, non soddisfatta dal fine, distinta dalla lussuria del risultato, è in ogni modo perfetta".

I testi base a cui far riferimento per lo studio tecnico della Qabalah sono lo Sefer Yetzirah (Libro della Formazione), lo Sefer HaBahir (Libro della Chiarezza, e lo Sefer HaZohar, o semplicemente Zohar (Libro dello Splendore).

Concludo questo passaggio introduttivo specificando che secondo i Cabalisti l'intera Torah è stata scritta in funzione dei valori numerici di ogni singolo termine, ed è dunque, nelle storie in essa contenute, una rappresentazione allegorica dei principi segreti della Creazione e delle regole che determinano la sua evoluzione.
Nel Sefer Yetzirah si afferma che gli Elohim crearono l'Universo basandosi su numeri e lettere (l'alfabeto ebraico sarebbe stato creato in funzione di tali concetti). Comprendere dunque l'essenza di questi numeri e lettere e le relazioni esistenti tra esse, fungerebbe da illuminazione per le menti "ben disposte" riguardo il funzionamento delle leggi che regolano lo stesso Universo.
Inoltre, e questo è un fatto importante, il rapporto grafico con i numeri è diverso dalla nostra concezione. E' impreciso dire che ad ogni lettera corrisponde un numero; sarebbe più corretto dire che ogni lettera è un numero e viceversa. Infatti in ebraico i numeri si scrivono mediante l'uso grafico delle lettere, e non con altri simboli.
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