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Vecchio 27-12-2007, 12.38.45   #1
Ray
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Predefinito Legge Basaglia e suoi effetti

Argomento difficile e assai complesso, sicuramente non esauribile in pochi post, neancha a livello introduttivo. Tuttavia mi piacerebbe che si esplorasse, come possibile, la questione qui in forum per vari motivi che cercherò di veicolare.

Innanzitutto cos'è: la legge Basaglia (13 Maggio 1978, nr. 180), così chiamata per il suo fautore, regola una serie di trattamenti sanitari ed è stata pensata per iniziare a risolvere un'enorme serie di problematiche inerenti le cure psichiatriche.
In questo link trovate il testo completo... in ogni caso essa è famosa per aver avuto gli effetti, tra le altre cose, di aver eliminato i manicomi e restituito i diritti civili alle persone affette da disturbi psichici.

Basaglia era uno psichiatra che ha lavorato prima a Gorizia e poi a Trieste, luoghi dove ha iniziato, per l'epoca, nuovi sistemi di cura ottenendo lo smantellamento del manicomio. Nel sito del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste trovate un po' di storia, sia sua personale che dei cambiamenti e della loro portata. Consiglio vivamente la lettura delle sezioni che ho citato per farsi un'idea base della cosa.

Fondamentalmente tutto parte dal fatto che i manicomi erano soprattutto luoghi di detenzione nei quali chi era affetto da patologie psichiche soggiornava senza diritti e a tempo indeterminato. Questo non significa che siano stati tutti dei lager o cosa... immagino che abbiano anche curato qualcuno... tuttavia la riforma verte su due linee: una tecnica che si riferisce alla tipologia e qualità delle cure e l'altra etica. E' soprattutto la seconda ad aver smosso le acque... la prima è spesso e tuttora poco nota al di fuori di chi si occupa del settore.

Come in tutte le grosse riforme - e in questo caso si può parlare a mio avviso di vera e propria rivoluzione - la situazione che ha generato è stata notevolmente caotica (cercherò di spiegare perchè)... inoltre a 35 anni circa dalla sua entrata in vigore la discussone sulla questione, a tutti i livelli dal pratico al teorico all'etico, è ancora aperta ed attuale.

Ci sono varie linee di approfondimento che mi piacerebbe seguire, quindi cercherò di accennarle, anche via via che la discussione va avanti.
Una di queste è connessa con la situazione caotica cui accennavo prima. La legge, ma non solo essa, anche e soprattutto gli stessi principi di base espressi da Basaglia e il suo staff, spinge nella direzione della de-istituzionalizzazione. In pratica, oltre a chiudere i manicomi, obbliga il servizio sanitario a rispondere alle esigenze delle persone affette da disturbi psichici sul territorio e non in un luogo ad esso avulso... staccato da ogni contesto sociale ed affettivo.
Questa direzione poneva il problema di costruire dei servizi che non c'erano ancora. Da una parte per re-inserire in qualche modo nel territorio che stava nei manicomi, dall'altra per accogliere le esigenze di chi, prima della legge, ci sarebbe finito. Si trattava quindi di escogitare dei sistemi per chiudere tutti i manicomi senza per questo lasciare un completo vuoto istituzionale e costruire delle pratiche che funzionassero meglio delle precedenti... correggendole via via che fosse stato necessario.

Come ci si può immaginare non si tratta di cosa di cinque minuti e non si tratta di cosa semplice. Non solo per motivi tecnici e economici (che non mancano e non sono mancati) ma anche per le varie resistenze che un nuovo modo di operare, totalmente diverso, incontra un po' dappertutto.

Il Dipartimento di Salute Mentale di Trieste che è considerato all'avanguardia da questo punto di vista (conosco personalmente molto bene questo dipartimento e posso in caso entrare nel merito anche di questioni assai specifiche) si è trovato e si trova di fronte a miriadi di difficoltà nel seguire le linee che si è prefisso. A volte le risposte tentate hanno dato buon esito, a volte è stato necessario correggere... una cosa posso dire: allo stato attuale dei servizi le cose non sono certo perfette, ma hanno un buon grado di funzionamento (se rapportate con altri servizi sanitari e altri servizi in generale) e soprattutto la linea di principio iniziale è sempre stata seguita.
Per fare un esempio si parla poco di cura e molto di riabilitazione, si tende a guardar altrettanto bene le capacità del "malato" delle sue incapacità e si cerca di connettere sempre meglio il tessuto sociale di cui le persone affette da disturbi fanno parte.
I servizi sono sul territorio, si cerca di curare le persone a casa loro e quando sono necessari ricoveri o cose del genere essi avvengono in strutture sparse sul territorio e aperte, durano il minor tempo possibile eccetera... insomma come qualsiasi altro ricovero.
Sono garantiti i diritti civili, è ricercata l'adesione alla cura proposta (che spesso è richiesta proprio) e via così... insomma le cose stanno più o meno come suppongo si immagini debbano stare la maggior parte delle persone di buon senso.
E' scontato ovviamente che ci sono un'infinità di piccole cose che funzionano male... come in tutti i lavori c'è chi se ne frega, chi "rubacchia la paga", chi è meno competente di un altro e così via... ma per esperienza posso dire che il tutto funziona assai meglio, per esempio, dei trasporti su rotaie .

In Italia esistono ancora invece gli Ospedali Pschiatrici Giudiziari... una volta chiamati manicomi criminali. Sono luoghi di detenzione oltre che di cura. E viene presa in considerazone la pericolosità sociale del malato. La differenza dai manicomi tradizionali è che questa pericolosità è presa in considerazone dopo che la persona ha commesso un reato (parliamo di roba seria, non che ha rubato le caramelle) e non prima. In ogni caso il dibattito è aperto da ogni punto di vista. Anche in questi casi tuttavia esistono dei programmi di riabilitazione, di competenza del servizio sanitario, più o meno validi secondo la mia opinione.

Mi rendo conto di non aver detto praticamente nulla. D'altra parte ribadisco le mie intenzioni... si tratta di esplorare come possibile un discorso ampissimo... ho quindi cercato di introdrre alcuni punti della questione e dare degli spunti e nulla più. Spero nel proseguo...

Un'ultima linea del discorso che mi preme iniziare riguarda la mezza polemica sorta tra me ed Aria nell'altra sezione. Sono molto curioso di sentire la sua esperienza come lei ha promesso. In modo da capire in base a cosa è pervenuta a certe conclusioni e fa certe affermazioni che mi permetto di - e desidero - contestare (le attuali comunità sono come i manicomi di una volta). Ritengo importante sentire queste esperienze e capire come portano, quando lo fanno, a vissuti del genere e mi interessa moltissimo capire quale è l'opinione comune in merito a queste questioni.

Altra questione che sorge sempre dalla stessa polemica (tirata in ballo da lei) è la preparazione degli operatori di certi settori della riabilitazione psichica. Lei fa capire che è molto approfondita, invece la mia opinione è che sia ancor oggi troppo scarsa e che questa problematica riguardi la maggior parte delle figure professoineli che operano nel settore. In effetti questo deficit è stato rilevato in varie sedi istituzionali e si è cercato di dare delle risposte congiunte, tra università e servizi sanitari. Purtroppo a mio avviso, nonostante qualche passo si sia fatto negli ultimi anni, le cose sono ancora lungi dal potersi ritenere soddisfacenti.
E' mia esperienza che la quasi totalità degli operatori che cercano sul serio di lavorare (ovviamente non parlo di quelli che se ne fregano) lamentano l'enorme mancanza di conoscenze delle questioni che si trovano ad affrontare quando vanno a lavorare e l'enorme divario (che sussiste ormai quasi in ogni settore) tra la scuola e la realtà. Questo vale come ho detto per moltissime figure... dagli infermieri, agli assistenti sociali, agli educatori eccetera. Anche questo problema sussite a vari livelli istituzionali come è ovvio. Da una parte si sa poco, dall'altra spesso si deve lottare per il riconoscimento in termini contrattuali, delle proprie competenze. Insomma discorso ampio.

Vabbeh mi fermo e lascio a voi il tempo di far mente locale... a presto

Ultima modifica di Ray : 27-12-2007 alle ore 12.46.15.
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