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Vecchio 30-03-2010, 00.45.40   #53
Ray
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Originalmente inviato da stella Visualizza messaggio
Quindi qualsiasi cosa farà l'attore-giocatore sarà esprimere un se stesso meno noto da far agire nel personaggio, mentre il master recita i ruoli non interpretabili dagli attori come nel caso del diario che fa la sua parte aprendosi, chiudendosi o facendo apparire pagine scritte a seconda delle azioni o parole degli attori-giocatori che interagiscono con esso, se ho capito bene...
Il succo sta nell'interpretazione ossia nel comportarsi come farebbe il personaggio e non come faremmo noi. A prescindere da questo il master fa la parte della realtà che risponde alle nostre azioni-parole eccetera data la mancanza di un mondo reale che fa proprio questo.
Il canovaccio della storia esiste sempre, come si sarà capito. D'altra parte è proprio questo che permette ai giocatori di esperimersi e far "vivere" il personaggio. Senza contesto manca l'appiglio.

A questo punto introduco il secondo tema fondamentale, che se si ha capito il primo diviene subito ovvio. Si può muovere il proprio personaggio ma non quello degli altri. Anche perchè c'è qualche altro giocatore a farlo. Se ci si immagina di essere attorno ad un tavolo e ognuno fa un componente del gruppo che interagisce è più immediato da capire.
Questo accade anche nella realtà: noi non possiamo decidere cosa un altro dice, fa, pensa eccetera e anche se possiamo cercare di indurlo a fare qualcosa che a noi interessa sarà sempre lui a farlo oppure no. Stessa cosa nel gioco, stessa cosa nella recitazione.

Insomma i confini imposti sono nulla di più e nulla di meno di queli che abbiamo nella realtà: non possiamo decidere cosa l'altro dice e fa e non possiamo decidere cosa troviamo per terra. Ma possiamo cercare, interagire eccetera.

Vi prego di dire se qualcosa non è chiaro.
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