Discussione: Il giudizio
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Vecchio 16-10-2009, 17.08.14   #3
nikelise
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Originalmente inviato da dafne Visualizza messaggio
Ho avuto l'occasione di riflettere in questi giorni, in varie e diverse occasioni, sul giudizio.

Non so da che parte cominciare lo ammetto per cui butto gi come viene (anche perch sono gi al terzo tentativo) e cerchiamo di uscirne insieme, se vi v.

Qualche giorno f ho avuto un pessimo comportamento in forum perch ho percepito un giudizio nei miei confronti sminuitivo e mi sono ingrugnata.
Come ho scritto in realt era un giudizio che avevo io dentro di me e che ho visto, pardon, voluto vedere nelle parole di altri.
Qualcosa ha dato assonanza con il mio pensiero e non mi son nemmeno preoccupata di verificare ma l'ho dato per certo.

Il peggior giudice che abbiamo siamo noi stessi, recita un vecchio adagio e mi st accorgendo che proprio cos.

Ma che significa giudicare? Io penso che sia avere delle etichette, una sorta di collezione di foto, in cui mettere qualsiasi gesto, comportamento e persona.
Io giudico gli altri in base alle mie esperienze e persino me stessa in base a un certo insieme di foto "giuste".

In buona sostanza c' un insieme di partenza a cui posso assomigliare o non assomiglire e cos gli altri.

Forse giudicare quindi anche paragonare, paragonare una situazione con altre gi vissute e con un punto di partenza assoluto.

Quando il giudizio degli altri su di me si scolla da quello che credo di essere, che vorrei essere ecco la crisi e la ricerca di altri paragoni per confermare che il giudizio esterno sbagliato e io vado bene.

Se riceviamo indietro sempre che non siamo come dovremmo partono i sensi di colpa e i meccanismi di compensazione...ma viene dopo.

Il motivo per cui io riesco ad entrare in chiesa oggi arrabbiata ed uscirne serena la percezione, interiore, dell'assenza di giudizio, dell'assenza di paragoni, assenza di classifiche. Il perdono recepito come una cancellazione, non tanto di quello che avvenuto ma quanto degli strascichi che si porta dietro. Giudizio e castigo..all'infinito...perch il giudizio basato sui paragoni abita in me e purtroppo non c' mai un paragone che sia abbastanza per emettere quello che sia un giudizio definitivo.

Su questo anche st ancora ragionando perch mi hanno parlato di un "falso s" che si sarebbe creato raccogliendo i desideri, le direttive, i ritorni delle persona della famiglia. Quest'immagine da assumere per "essere a posto" per non ci che davvero siamo
Da l, in teoria, nelle mie riflessioni, parte il nostro primo giudizio su noi stessi.

Si sono come mi vogliono (e a qualcuno basta e a qualcun altro no) no non sono come dovrei..con relative conseguenze.

Quando mi hanno detto che una persona che, come me, si sminuisce sempre in realt ha dentro una grande immagine di se stessa ci son rimasta male. Ero incredula di fronte a questa cosa..ma come..mi considero un'inetta e mi dici che ho una visione di me che perfettissima?

In effetti torna, torna se l'immagine a cui dovrei assomigliare di una bravissima, torna se poi non mantengo lo standard e mi giudico per non avercela fatta, per aver deluso l'aspettativa, torna che il giudizio degli altri non mai abbastanza se non collima in assoluto col mio..di essere pessima. che per non reale ma poggiato su qualcosa di acquisito.
Il giudizio quindi impedisce anche di conoscersi, perch ci spinge sempre a cercare delle comparazioni in cui risulti confermato..giusto?

Mi fermo, lo s che pasticciato ma non l'ho messo in esperienze per non relegare il discorso a un episodio.

Piu' che il giudizio e' la colpa ed il senso di colpa quello che frena e che va combattuto .
Il giudizio da jus dicere e' necessario invece altrimenti come fai a capire cio' che devi o non devi fare?
nikelise non  connesso