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Vecchio 18-12-2008, 02.14.05   #18
jezebelius
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Originalmente inviato da filoumenanike Visualizza messaggio
la filosofia è basata sul ragionamento logico e dunque se definiamo dio come l'essere perfettisssimo e immutabile e eterno, non soggetto alle leggi fisiche e umane, sarebbe un paradosso affermare la perfezione di dio e nello stesso tempo farlo sottostare alle leggi della natura fisica e, pertanto, si deduce che dio non può nè nascere nè crescere, dunque divenire nè tantomeno morire, dio "è" "esiste" e non genera e non crea niente, ma tutto "è "in lui, come in un continuo presente.
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Originalmente inviato da stella Visualizza messaggio
I tuoi esempi filano, partendo dal fatto che come umani siamo emanazioni di Dio, anzi più esattamente creature...
La creatura però può anche degenerare nella negazione di Dio, ma sempre da Dio proviene, come la materia e l'antimateria.
Se l'antimateria annichilisse tutta la materia l'universo cesserebbe di esistere in un lampo di energia e Dio avrebbe ucciso se stesso e tutta la creazione...

Ma alla seconda domanda di Uno, quale Dio può uccidere quale Dio, direi che solo Dio può farlo... ma non lo fa perchè dal momento che Dio cesserebbe di esistere non esisterbbe più nulla e nemmeno noi saremmo mai esistiti nè la storia....

Mi viene in mente un'altra cosa, prendendo a prestito la tua teoria del corpo e delle cellule... come le cellule muiono e rinascono in continuazione, così anche Dio potrebbe in continuazione morire e rigenerarsi rimanendo Assoluto...
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Originalmente inviato da Grey Owl Visualizza messaggio
Si, Dio può uccidersi e spiego il perchè della mia affermazione.
Rimango nell'esempio intuitivo di cui prima, ovvero uomo-Dio e cellula-uomo.Ammettiamo che io venga rapinato in strada da un delinquente. Durante la colluttazione (ammesso che io reagisca all'intimidazione) il criminale mi sferra un colpo mortale col suo coltello. Rimango a terra agonizzante ed infine il mio cuore cessa di battere, il corpo freddo ed ogni cellula del mio corpo piano piano diventa fredda.
Dio è morto, ogni cellula (emanazione del Dio) muore con lui.
Un'altro Dio ha ucciso Dio e tutto quello che era Dio ora non cè più.
La cellula del mio corpo poco a poco si spegne e non può fare nulla per rimediare alla ferita mortale. Quando Dio muore tutta la sua emanazione muore con lui.

No, Dio non può uccidersi e spiego il perchè della mia affermazione.
In quel momento io sono morto ma con me non è morta l'umanità.
E' stato recisa una rosa ma il roseto continua a fiorire ogni primavera.
Esiste l'umanità che è fatta dalle singole persone, un concetto sempre più astratto ma ancora tangibile. Rimanendo sempre nell'esempio intuitivo uomo-Dio e cellula-uomo. Le cellule morte ritornano alla terra, un seme nasce dalla terra, il frutto nutre l'animale, l'uomo si nutre dell'animale e cresce. Posso affermare che il mio corpo è rientrato nel ciclo vitale dell'umanità ma sotto differenti spoglie. I sali minerali, i liquidi, ogni elemento del mio corpo si è trasformato ed è rientrato nel ciclo vitale ma io non sono più manifesto in quella forma. L'umanità non può essere uccisa da un solo uomo. Dio può tornare alla sorgente (non manifesta) per poi manifestarsi sotto un'altra forma.
Riprendo un momento da questi interventi anche quello di Ray che non ho messo, sennò si incasinava ma tento di ricollegarmici.

Posto che stiamo parlando di Dio e della sua relatività mi vien da dire che ogni cosa è relativa al piano di manifestazione. Mi spiego meglio.
L'uomo per esempio creatura, non nel senso religioso, è manifestazione di " questo " piano.
Potremmo dire che l'uomo è come l'ultimo degli scalini ed il suo " dovere " è quello di risalire nella e sulla scala della manifestazione. Insomma dovrebbe cominciare a divenire Uomo per poi riuscire a divenire altro di Superiore gerarchicamente parlando.
Detto ciò, mi ricollego soltanto per citarla alla teologia ebraico-cristiana secondo cui " l'uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio " oppure si potrebbe richiamare il " come in Alto, così in Basso" della tavola smeraldina.
In queste, come in altre analoghe, giacche siamo in esoterismo, c'è, secondo me, il fulcro.
Se teniamo presente quel che ha detto Ray più su, collegandola a queste affermazioni ne viene che c'è un Assoluto e via via a discendere fino in basso i vari gradi di manifestazione a spirale.
Più è in basso e più sarà, come dire, soggetto alla dinamiche, alle forze, al consumo ( anche questo relativo ovviamente al piano in cui si trova quella manifestazione ).
Man mano che si sale invece tale manifestazione si discosterà da queste leggi fino, via via, a lasciarle ( ma non del tutto, in quanto per non rimanere " assolutamente soggetta" a queste, si dovrebbe tornare all'Assoluto).

In base a questo rapporto c'è anche da dire che più la Manifestazione scende verso il basso, più ci sarà, anche, una frammentazione di questa.
A questo punto, rischio di incasinarmi per questo mi fermo al nostro piano. Se consideriamo l'esempio di Grey e consideriamo anche che l'uomo, in quanto manifestazione di Dio - e per certi versi Dio stesso in un piano differente appunto - potremmo cercare di dare una risposta ad entrambe le domande che Uno ha posto.
Alla prima una risposta affermativa ma anche no, sia perchè l'uomo " potrebbe" uccidersi - considerando il punto di vista umano e quindi togliersi la vita " fisica" - ma anche perchè tutto quello che è stato ritornerà sempre nel circuito ( nulla si crea e nulla si distrugge etc etc, coem diceva Grey nell'esempio ).
Alla seconda si potrebbe rispondere invece che un uomo potrebbe uccidere un altro uomo e dunque levargli la vita " fisica ". Partendo però sempre dalla constatazione che l'uomo è frammentato in questo piano, non è integro.
Se prendiamo entrambi i ragionamenti e li portassimo nei vari piani forse...per quanto ci è concesso ovviamente gia potremmo avere una visione diversa.

Pur non essendo di tutto ciò sicuro, mi va di aggiungere però anche che l'azione di uccidere va, allo stesso modo, traslata nei vari piani in quanto non si tratta di " ammazzare" nel senso come lo conosciamo e al quale attribuiamo un contenuto negativo ma di trasformare ( trasformarsi...) in altro per risalire.
Se nella discesa della manifestazione Dio " ha perso " la sua potenzialità per, appunto, manifestarsi in ( con ) una determinata forma, allo stesso modo, per risalire, dovrà venire nuovamente in possesso di quel che " ha perso "

Ci tengo a chiarire che non intendo dire che l'uccidere è cosa buona, questa è assolutamente da rigettare come azione!
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Dr. Marc Haven
“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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