Discussione: Il giudizio
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Vecchio 19-10-2009, 00.03.16   #29
Ray
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Ci sarebbe un trucchettino che non è detto vada bene per tutti, ma che forse, in determinati casi e quando si inizia ad aver a che fare con sta cosa può tornare utile, posto che ci si ricordi che è un artifizio.

Consiste in una versione un minimo raffinata del non estendere alla persona il giudizio verso la sua azione. Facevamo, se non erro, tempo fa, parlando di bambini e dei messaggi da dargli, l'esempio sulla differenza tra il dirgli che sono sciocchi e che hanno fatto una sciocchezza.
Nella necessità di insegnargli e di correggere le loro azioni, il secondo messaggio (hai fatto una sciocchezza) permette loro di prendere distanza dalla loro azione e di restare integri pur ammettendo (con gli altri e con se stessi) di aver sbagliato. Il fatto di aver fatto qualcosa di errato e non di essere errati, permette loro di agire diversamente, di scegliere. In futuro, grazie anche a quell'errore, agirano meglio.
Vicevesa, se sciocchi sono, non potranno prendere le distanze dalla loro azione, ma ci si identificheranno e saranno anche portati a ripeterla, aumentando così il loro senso di inadeguatezza.
La cosa poi è estendibile a quelo che provano, pensano eccetera. La posibilità di disidentificarsi gli permette di avere sentimenti negativi vicino ai positivi, pensieri eccetera e via via di sceglierli, giudicando queste cose e non loro stessi. Tra l'altro un'azione che compio posso giudicarla, dato che appartiene ad un ambito inferiore al mio... anche se poso farlo oggettivamente soo dopo che ho visto in me tutti i risvolti della cosa.

Possiamo applicare lo stesso concetto e la stessa procedura alle parti di noi che indaghiamo. Sono appunto parti e non il tutto. Se c'è IN me qualcosa che mi spinge a desiderare ics, dire ispilon, fare zeta, quel qualcosa poso anche giudicarlo ma non devo estendere quel giudizio a me.
Era un po' il senso della domanda: chi giudica chi?

E' un dividere mi si dirà. Si ma per imperare ... si deve ricordarsi poi di fare un tutt'uno.
Il punto è che usando questo sistema, sia con la cosa delle azioni (o pensieri o sentimenti), sia con le parti di noi, possiamo riuscire a svincolarci dal giudizio, o perlomeno a svincolare la parte che osserva e quindi osservare tutto ciò che c'è da osservare. Quando ci riusciamo, e potremmo anche dare un giudizio obiettivo, cambi qualcosa e non abbiamo più voglia di giudicare, ma solo di stare a guardarci, guardarci cambiare.
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