Discussione: Il giudizio
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Vecchio 16-10-2009, 18.21.21   #16
Ray
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Originalmente inviato da dafne Visualizza messaggio
Su questo anche stò ancora ragionando perchè mi hanno parlato di un "falso sè" che si sarebbe creato raccogliendo i desideri, le direttive, i ritorni delle persona della famiglia. Quest'immagine da assumere per "essere a posto" però non è ciò che davvero siamo
Da lì, in teoria, nelle mie riflessioni, parte il nostro primo giudizio su noi stessi.
La cosa del falso se è collegata al così detto "super-io"...una specie di insieme delle influenze-insegnamenti dei genitori e della società che avrebbelo scopo di coadiuvare l'io a controllare le pulsioni. Un super-io troppo rigido risulterebbe eccessivamente repressivo.
E' collegata anche alla "falsa immagine" che abbiamo di noi stessi... che ingloba inoltre il bisogno di essere accettati, mescolato alla influenze superegoiche fa si che pretendiamo di essere come non siamo per mantenere l'illusione di avere diritto all'altrui approvazione.

Il senso di colpa... non è provocato dal giudizio, spesso è viceversa, se si osserva. Il senso di colpa in se non è negativo, oltre ad essere inevitabile finchè non riusciamoa digerire le impressioni tutte in una volta.

Ci sono vari problemi legati al giudizio che possono dare punti di vista e di riflessione interessanti. Uno è: se giudico me stesso, chi sta giudicando? Per giudicare devo essere sopra (super-io da un'idea di sta cosa), ma essere non è mettersi...
Un altro è il processo (parola interessante) che il giudizio innesca. Ha ragione stefano nel dire che è bloccante (anche se come la dice non si capisce cosa blocca) perchè il giudizio ha una valenza definitiva. Intrerrompe il divenire e comporta qualcosa di altro, perdono o condanna che sia. Si può benissimo osservarsi e stabilire cosa va e cosa non va senza giudicare. Basta osservare e reggere di sentire gli effetti di questa osservazione. Il giudizio interrompe questo sentire (e para il cu..) e quindi non è mai neanche obiettivo. Potrebbe esserlo solo se giudicassimo qualcosa di cui comprendiamo tutto, che sia davvero "sotto" di noi.
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