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Vecchio 11-12-2007, 18.07.59   #4
jezebelius
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Il fatto è che, credo, spesso si creano situazioni per le quali o è il datore di lavoro che " ti prega " affinchè non si sappia in giro, per evitare sanzioni o chissà cos'altro, che non è in regola o, addirittura, è stesso lui che tende a nascondere, anche ai suoi dipendendenti, la mancanza delle condizioni di sicurezza.
Se da un lato la negligenza del lavoratore, talvolta, è causa di lesioni, per altro verso è la mancanza del datore di lavoro, e quindi dell'azienda, il presupposto della lesione se si verifica, secondo me.
Lavorare in un ambiente sicuro, tenendo conto, comunque, della stanchezza del prestatore di lavoro e di un possibile calo di attenzione,dovrebbe essere il minimo in una società, diciamo, civile che dichiara di avere aziende e/o imprese all'avanguardia.
Se ci sono regole e se queste, sicuramente perfettibili in un certo senso, sono poste a tutela e salvaguardia del lavoratore ci sarà un motivo; oltre naturalmente agli aspetti economici che un meccanismo di tal tipo ( corsi, corsini, corsetti e finanziamenti )può attivare. Che però siano realizzati, almeno in parte anche se mi rendo conto non è poi mica tanto giusto per chi " finanzia ", questo, sicuramente, dovrebbe assumersi come obiettivo.
Purtroppo viviamo in un sistema in cui la sicurezza, in se, non è uno standard primario, anzi per la maggior parte, viene individuato non come presupposto in un ambinete in cui si possa svolgere il proprio lavoro al sicuro ma come spesa ulteriore da affrontare per il datore.
Mi è capitato di essere a contatto, nel luogo ove lavoravo, con un atteggiamento passivo, scarso, per non dire menefreghista, rispetto a questi temi ove lo standard sicurezza si "fermava", per cosi dire, a richiedere l'attenzione ai dipendenti nel mentre svolgevamo il nostro lavoro. Eppure fior fiore di leggi e leggine chiedevano ( chiedono o quanto meno obbligano ) al datore di seguire procedure standardizzate, per rendere l'ambiente di lavoro sicuro. Spesa, però, in quel caso mai affrontata che io sappia e sempre nella compiacenza, questo si può dire tanto mica è una novità in Italia, delle strutture preposte al controllo.
Solo una volta, a causa della rottura del vetro di una porta del bagno, quando invece doveva essere in plastica, a seguito del ricovero al pronto soccorso, ho rilasciato la dinamica dei fatti così come si era verificata ( anche se, il datore, mi aveva chiesto di non dirlo! ) e poco dopo la ASL ha aperto un fascicolo al fine di verificare lo standard di sicurezza richiesto dalla legge. Ebbene, poichè questo era al di sotto della norma, è partita la sanzione stratosferica. Non so se abbia pagato ma mi pare, se non tutta, qualcosa si.
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Dr. Marc Haven
“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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