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Vecchio 04-02-2008, 02.50.33   #4
griselda
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Originalmente inviato da Uno Visualizza messaggio
Avere la mente a quadretti significa essere portati al calcolo matematico e a righe all'espressione umanistica... in linea di massima, il foglio bianco lasciamolo per dopo.
In realtà le cose non sono così semplici, il quadretto permette un solo carattere, un solo numero (o lettera) cioè divide la realtà in proporzioni precise, uguali, molto comode per classificare, sappiamo già con precisione quanto grande è l'insieme, una lettere/numero.
Le righe invece permettono le parole, insiemi di lunghezza variabile. le parole si uniscono in frasi, uno spazio tra due parole non significa che la frase (gruppo superiore) sia terminata, invece se scriviamo una cifra sapiamo che con quando arriviamo ad uno spazio bianco la cifra è terminata, altrimenti dobbiamo unirla con un segno, un'operazione, ad un'altra cifra.
Il linguaggio matematico ci permette di sintetizzare, poche cifre ci possono raccontare l'evoluzione dell'universo, ma una parola e/o una frase è più facile da ricordare.....

In soldoni stiamo parlando di come la nostra mente può classificare la realtà, come può dare un posto, un'ordine a ciò che percepiamo, anche non con i sensi ma solo concettualmente...

Questa è solo una traccia, ci torno...
La mente a quadretti è una quella che vede i problemi come qualcosa da risolvere, come un problema matematico, prende in esame i tutti i dati in suo possesso li analizza e cerca la soluzione come nella matematica. All'estremo può esserci il freddo calcolatore. A non avere dubbi o il risultato c'è o non c'è, nessuna via di mezzo, nessuna sfumatura.

Per la mente a righe ogni parola è un'evento che ne trascina con se un'altro, consecutivamente, ogni parola è un babà intriso di liquore. ( che a volte brucia, a volte va di traverso, a volte è gustoso e piacevole)
La mente a righe scrive sempre i vari risvolti, li sente, li vive, ci si nutre è il foglio stesso in cui si imprime l'inchiostro.
Per lei i problemi sono una marea di dati mai incolonnati e che danno sempre lo stesso risultato e quasi mai quello giusto. Ogni frase ogni parola ha innumerevoli sfumature e mille interpretazioni che dipendono da come ha corso la mano sul foglio, a quanto grandi sono le parole, alla punteggiatura, e anche agli spazi vuoti, quelli a volte fanno paura.

Per la prima un foglio bianco può essere qualcosa da usare, da riempire.
Per la seconda può essere un mistero, il niente, un momento di defaiance, il momento prima dell'esplosione delle emozioni.

L'arte in generale che sia del musicista o del pittore o del poeta che tiene conto di entrambe crea l'opera d'arte.
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