Discussione: Arte in generale
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Vecchio 29-12-2004, 09.55.29   #6
Uno
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No... no perfetto l'esempio che allarga il discorso.... io mi ero riferito ai due estremi ma ci sono (come in tutto) infinite sfumature...
Allora se da un estremo ci sono gli "artisti" che esprimono solo la loro follia.... quelli adesso quotati dai critici (sarebbe da fare, e prima o poi lo faremo, un discorso su chi sono e come lavorano questi personaggi ) al lato opposto ci sono coloro che percepiscono oltre la realtà ordinaria e la impressionano (che sia tela, marmo, carta etc..) con determinate regole che danno all'opera universalità.... in mezzo ci sono infinte sfumature di percezione ... certo preferisco un opera di un mediocre piuttosto che di un semplice folle, ma se riesco a "lavorare" con le opere dei Grandi è molto meglio.... ricordiamoci che anche senza Comprendere l'osservare con cura.... "sentire" l'opera ci può predisporre a determinati stati d'animo per il principio di risonanza.... come quando una nota perfetta mette in risonanza tutte le minori (non è proprio una definizione perfetta ma non sono esperto neanche di musica ).
Se si riesce distinguere già a priori la levatura dell'opera sarebbe anche meglio entrare in sintonia solo con quelle migliori (sono quelle che diventano/sono diventate immortali) ma non ci vieta di valutare le sensazioni anche di quelle sconosciute, ma sarebbe consigliabile non entrarci in risonanza finchè non si capisce il valore.... Es se vedo un quadro di un folle perchè devo immergermi nella sua follia? E' pur vero che il simile attira il simile e incosciamente saremmo attratti da ciò che più si avvicina al nostro essere...

P.s. ad un livello di percezione diverso dal nostro comune la nostra realtà fisica è geometrica... le rette intersecanti del disegno che hai postato Shanti sono il tentativo di tradurre la percezione di altri stati percettivi
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