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Vecchio 28-01-2006, 18.32.54   #1
Ray
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Predefinito La Tradizione Primordiale

Il punto di vista della Tradizione Primordiale è quello per il quale tutte le tradizioni che esistono o sono esistite derivino, più o meno direttamente, da un unico nucleo originario.

Coloro che se ne sono occupati rilevano l'unità sostanziale, dietro la diversità dei simboli e delle espressioni, di tutte le dottrine spirituali, sia esoteriche che essoteriche.

Una specificazione che va fatta subito riguarda proprio la questione esso-eso terico. Le due cose non sono per nulla scollegate, ma se si vuole essere precisi, non si può nemmeno vederle come due facce della stessa medaglia. Il punto di vista tradizionale impone una gerarchia tra le due e vede la parte essoterica come l'emanazione esteriore (la punta dell'iceberg) di una dottrina trascendentale (metafisica). Questa parte esteriore, rivesta essa la forma di una religione oppure no, è quella destinata a tutti in modo indifferenziato e quindi, è necessariamente "adattata" in basso e priva di tutta una parte di contenuti riservati alla parte esoterica, destinata invece ad un'elite.

Quindi detta parte essoterica è contenuta in quella esoterica, che la precede gerarchicamente. Per fare un esempio, esiste un Cristianesimo esoterico. Tuttavia, lungi quest ultimo dal trovarsi contenuto in quello ufficiale, vale invece viceversa.

Questo non significa però che la parte essoterica non sia valida. Essa è valida sotto tutti gli aspetti. Infatti mantiene il nucleo originale della Tradizione da cui è emanata e, nei suoi contenuti, mantiene degli "agganci" più o meno palesi che permettono a chi li può vedere di rintracciare la parte esoterica.
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Vecchio 28-01-2006, 18.55.29   #2
Ray
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L'unità sostanziale delle tradizioni è trascendente e non immanente. Ovvero essa può essere trovata, o meglio ri-trovata, solo tramite percorso ascendente.

Quindi il tentativo profano di "unificazione" tradizionale, o magari solo religiosa, sullo stesso piano dove sussiste invece la diversificazione, è da considerarsi, nel migiore dei casi, ridicolo. Nel peggiore, anti-tradizionale.

L'origine della Tradizione Primordiale e, di conseguenza, di tutte le tradizioni secondarie è sempre "non umano". Forse sarebbe meglio dire "sovra-umano". Le varie tradizioni infatti hanno in comune perlomeno il Principio da cui emanano. Ed è proprio sui Princìpi che infatti concordano tutte le tradizioni "regolari", dove per "regolare" si intende propio la concordanza dei Princìpi.

La Tradizione, emanando dal Principio e via via scendendo per i vari piani di manifestazione fino al contingente, è suscettibile di modificazioni ed adattamenti in relazione ai tempi, ai luoghi ed alle genti cui è rivolta.

La regolarità delle diversità, e quindi alla fin fine di una specifica tradizione, dipende dalla sua connessione con il Centro, con i Princìpi. Simbolicamente questa connessione è rappresentata dall'appartenza dei o del rappresentante di una tradizione al "centro del mondo". Limitandosi a qualche accenno (approfondiremo) figure come il "re del mondo" o "Melqui-Tsedek" vanno ricollegate anche a questo tipo di simbolismo.

Essendo il collegamento di cui parliamo riferito alla sfera "spirituale" esso è appunto trascendente... si consustanzia ad un livello più alto di quello contingente... e si riferisce ai piani "sovra-umani" dove avvengono, o dovrebbero avvenire, sia le emanazioni che le differenziazioni formali (da forma appunto)...

- continua - se ci sono interventi...
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Vecchio 28-01-2006, 20.36.58   #3
jezebelius
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RAY HA SCRITTO
"Quindi il tentativo profano di "unificazione" tradizionale, o magari solo religiosa, sullo stesso piano dove sussiste invece la diversificazione, è da considerarsi, nel migiore dei casi, ridicolo. Nel peggiore, anti-tradizionale"

Concordo, solo che se prendiamo ad esempio una unificazione soltanto formale è ovvio che la considerazione ricada nell'ambito che hai citato; la Tradizione, e chi ne è rappresentante, ( per linee di masssima e naturalmente per quanto possibile) a mio avviso tenta di seguire, ad oggi, il percorso inverso.
Cerca di standardizzare il tutto ( brutta parola...ma solo per indicare che pur trovandoci noi nella manifestazine essoterica questa abbisogna, per andare avanti, di partire da un punto in comune, almeno agli occhi della massa ) per poi, in maniera ascendente, risalire la Tradizione stessa .....Questo è ovvio è un mio personale punto di vista.
Continuando credo che per certi versi " L'elite" della quale si è accennato, non voglia significare ( o contenere ) chi, ad un profano aspetto, viene considerato come " superiore " quanto, invece, particolare "tramite" al fine di assumersi l'onere di portare a conoscvenza o quanto meno far " sapere " che esiste una parte essoterica ed una esoterica, giacchè ad oggi, soprattutto in questo, bisogna fare i conti con le strutture che per secoli si sono formate.
Scusami se ho sottolineato ma onde evitare fraintendimenti che in questi casi possono nascondersi dietro l'angolo per chi legge, forse anche per la prima volta, mi sono permesso di chiarire
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“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 31-01-2006, 23.34.36   #4
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In linea di massima la simbologia si riferisce alla Tradizione Primordiale come "polare" o "iperborea".

Essa è collegata al Nord... niente oriente od occidente quindi... a mostrare come, in qualche modo, tutte le altre le stanno rispettivamente a sud, sotto... ad indicare una gerarchia.

Nelle varie tradizioni si trovano indicazioni riferite alla "collocazione" del centro primordiale, dove è stata (ed è) custodita la Tradizione e da cui Essa si è "emanata", diversificandosi ed adattandosi a seconda della destinazione.

La "montagna del Paradiso Terrestre"... Agartha... Thule... Salem... sono alcune diciture piuttosto note (si può approfondire... cmq è meglio specificare che le diciture di cui sopra possono indicare sia il centro della Tradizione Primordiale sia la sua copia (immagine) specifica per una tradizione particolare... quindi possono esserci più di una Thule, e così via).

Per adesso mi limito ad aggiungere che simbolicamente il concetto di polo è strettamente connesso a quello di "centro" per un'evidente analogia spaziale.
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Vecchio 01-02-2006, 09.52.24   #5
Uno
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Questo non significa però che la parte essoterica non sia valida. Essa è valida sotto tutti gli aspetti. Infatti mantiene il nucleo originale della Tradizione da cui è emanata e, nei suoi contenuti, mantiene degli "agganci" più o meno palesi che permettono a chi li può vedere di rintracciare la parte esoterica.
Bravo... sottolineiamo questo punto... come dire che un acqua riscaldata dal sole, non è il sole ma ha il suo calore.... questo può essere un "effetto" secondario per esempio delle Religioni... far sentire il calore e venire il desiderio (a chi poi non soddisfa il palliativo) di cercare il sole con tutte le altre caratteristiche.
Purtroppo come accennato da Jez alcune struture si sono talemente strutturate da perdere un pò il senso di quello che stanno facendo... ma ricordiamoci sempre che all'interno di grandi strutture c'è sempre qualcuno che può ricollegarsi alla fonte... anche usando solo la forma esteriore della sua Tradizione.

In sintesi (sintesi che non vuole banalizzare ciò che hai scritto... anzi...) esiste un fil rouge... un filo rosso che come il filo di Arianna nella caverna del Minotauro ci dovrebbe portare fuori dall'animalità per farci diventare Uomini (intesi come genere).





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Questa sottolineatura serve anche per dirti Ray.... anche se lo sai già, che seguo... anche se in questo periodo non ho molto tempo.... e quindi continua pure quando hai voglia... capisco che se qualcuno intervenisse (non serve "sapere" per farlo) sarebbe più facile... ma allenati.
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Vecchio 01-02-2006, 13.10.36   #6
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In merito alle varie tradizioni particolari e diversificate risulta molto spesso assai difficile - e a volte del tutto impossibile - stabilire con certezza quale di esse derivi direttamente da quella iperborea e quale invece sia da ricondurre ad altra sua "filiazione".

In ogni caso stabilirlo non è essenziale. Questo perchè, in un modo o nell'altro, tutte le tradizioni regolari si riconnettono a quella primordiale.

Questa ri-connessione parla, se si capisce, di un collegamento e di una trasmissione ininterrotta. Come dire che non ha alcuna importanza quanti e quali "giri" ha fatto una certa dottrina prima di assumere quella data forma specifica... quel che conta è che detta trasmissione ci sia effetivamente stata e che non ci siano state "interruzioni" da un punto di vista dei Princìpi, che è dire "spirituale".

Detto questo, entrando un minimo nello specifico anche se a mo' di accenno, si può dire che i simbolismi che si ritrovano in tutte le tradizioni si possono riconnettere a quella iperborea, e sono più "vicini" ai Princìpi... mentre le varie Scienze Tradizionali particolari possono considerarsi "filiazioni" secondarie e specifiche per le destinazioni a cui sono rivolte.

Un possibile fraintendimento è quello di applicare una successione temporale... almeno in modo rigoroso. Innanzitutto le notizie che noi possiamo avere su taluna o talaltra tradizione possono non indicare precisamente le epoche delle loro origini (la trasmissione orale...) e poi, quando si parla di connessioni tra le tradizioni, non significa necessariamente contatti diretti sul piano materiale... o addirittura "scambi" di pezzi... ma semplicemente (nel senso di essenziale) sviluppi più o meno simili dell'impulso iniziale che, per quanto ci riguarda, possono benissimo risultare più o meno contemporanei... e la similarità eventuale è da attribuirsi all'unità dei principi, piuttosto che ai contatti e scambi.



Ps: Uno...
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Vecchio 25-02-2006, 19.46.39   #7
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Predefinito cicli cosmici

Una delle dottrine che si riscontrano in tutte le tradizioni, anche se più o meno sviluppate a seconda dei casi, è quella dei cicli cosmici.

Si potrebbe obiettare che l'aggetivo "cosmici" è già una specificazione particolare e che si dovrebbe parlare di dottrina dei cicli e basta. Tuttavia, se facciamo riferimento al significato tradizionale della parola "cosmici", scopriamo che "cosmo", opposto a "caos", si riferisce ad ogni possibilità di manifestazione, qualunque ambito più o meno ristretto si voglia attribuirgli di volta in volta.
Cosmo è tutto ciò che ha una "struttura" (vedi "costruire") e si riferisce indistintamente alla totalità dell'esistente come ad una sua particolare e specifica espressione.
D'altra parte ogni manifestazione contiene in potenza tutte le altre, essendo la singola specificità di una generale possibilità.

Traducendo quanto sopra si può dire che ogni cosa manifestata simboleggia sia il tutto che tutte le altre cose. E che la differenza che può risultare tra due specifiche manifestazioni non è altro che l'indizio della loro somiglianza e origine comune riscontrabile tramite sintesi superiore.
Infatti il microcosmo è l'immagine "umana" del macrocosmo e viceversa. E questo vale per qualsivoglia singola specificità... la quale, per analogia, rappresenta e contiene in potenza, tutte le altre... in ogni uomo c'è tutto il cosmo e nel cosmo c'è ogni singolo uomo... siamo fatti a Sua immagine e somiglianza...

Detto questo - spero si capisca, ma ogni ulteriore chiarimento è il benvenuto - risulta chiaro che dire "cicli cosmici" e dire "cicli" è assimilabile, non potendo essere i cicli atro che cosmici.


Data la legge di analogia, di cui una delle possibili espressioni è il famoso "come in alto così in basso", la faccenda dei cicli cosmici è applicabile a qualsiasi aspetto della manifestazione, oltre che alla manifestazione stessa. Questo fa di essa una dottrina fondamentale della Tradizione.

Uno dei possibili aspetti di questa dottrina è la sua applicazione in ambito temporale... quella più nota. La tradizione che ha sviluppato maggiormente questo aspetto, per quel che ne sappiamo, è la tradizione indù e forse sarebbe da continuare il discorso nella specifica sede.
Accenno solo che alcuni numeri che escono da questa applicazione risultano importanti anche per lo studio e la comprensione di altre tradizioni o dottrine... per fare un esempio, il numero 4320, che è strettamente connesso sia alla precessione degli equinozi, sia alla suddivisione in Yuga dei manvantara, secondo l'alchimia cinese è anche il numero di anni che un metallo impiega a diventare oro naturalmente... cioè senza che l'alchimista acceleri il processo.

Tornerò su queste faccende, un po' di qua e un po' di la... nel frattempo, se ci sono domande o se qualcuno vuol dare una mano...
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Vecchio 08-03-2006, 14.02.53   #8
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L'applicazione della dottrina dei cicli all'ambito temporale (piano di manifestazione del corporeo in senso ampio) comporta una visione del tempo molto diversa da quella "comune", che è dire occidentale moderna e, in questo caso, scientifica.

La visione comune del tempo è lineare... cioè il tempo si sussegue più o meno in modo costante... c'è un inizio e forse ci sarà una fine... e il tempo per così dire procede in una sola direzione. questa visione comporta che un avvenimento passato è concluso, non esiste più e nulla può interagire con esso.

La visione tradizionale invece è circolare... o meglio a spirale. E' un continuo susseguirsi di inizi che portano a fini che rappresentano altri inizi... questo a tutti i livelli. Indipendentemente da quanto ampio sia l'ambito considerato la visione tradizionale troverà un costante procedere ritornando... un rinnovarsi compiuto un percorso... un andare avanti verso il punto da cui si è partiti.
questo non significa che il tempo vada indietro... ma che gli avvenimenti, pur se diversi nello specifico, sono anche gli stessi in un ambito più generale.
Il mondo avanza verso la distruzione e rinasce dalle sue ceneri... la luna cresce splende cala e muore per ricominciare da capo... stessa cosa per i cicli vari all'interno del nostro corpo o nella natura... tutto insomma.
Il mito della fenice dice innanzitutto questo.

I cicli più piccoli (di ambiti minori) sono compresi in quelli più grandi, così come gli ambiti maggiori comprendono le loro parti. Inoltre tutti i cilci sono interconnessi in un unica enorme e complessa struttura (senso etimologico)... ed è proprio questo a fornire realtà alle cose... a fare cosmos dal caos.


La ciclicità della realtà produce la possibilità (e la necessità) dei Riti.

Siccome tutti gli ambiti, ampi o ristretti che siano, sono interconnessi, la mia azione, se voglio che sia Reale (cooperazione alla Struttura) deve essere ritualizzata... ovvero valere non solo nell'ambito dove sto agendo ma in tutti. Per fare questo deve richiamare... ripetere gli atti corrispondenti (analoghi) esistenti ai livelli più alti. I riti funzionano così... sono la ripetizione e il rinnovamento di atti cosmici o promordiali o eroici o antichi o qualcosa di più grande.
Nell'Eucarestia la comuniopne cristica viene ripetuta e rinnovata... non solo ricordata. Questo la rende sacra (sacrum facere... sacrificio) e quindi reale vera. Un atto non rituale, che non richiama nulla ma vuole valere di per se è un atto che non esiste (agitarsi a vanvera), che non è dotato di realtà (sacralità)... non ha struttura perchè non vi partecipa... non è costruire, è distruggere.

Bon l'argomento può risultare ostico... e non è facile da esprimere (per le mie limitate possibilità... non che sia impossibile anzi)... cmq qualcosa di connesso lo avevamo già detto in Religioni.
magari qualche esempio può chiarire... bon fate voi...
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Vecchio 24-03-2006, 15.48.33   #9
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Ecco una livello di spiegazione, molto sottile, di questo verso:

Onora poi i radiosi Eroi divinificati e ai daimoni sotterranei offri, secondo
il rito


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La ciclicità della realtà produce la possibilità (e la necessità) dei Riti.

Siccome tutti gli ambiti, ampi o ristretti che siano, sono interconnessi, la mia azione, se voglio che sia Reale (cooperazione alla Struttura) deve essere ritualizzata... ovvero valere non solo nell'ambito dove sto agendo ma in tutti. Per fare questo deve richiamare... ripetere gli atti corrispondenti (analoghi) esistenti ai livelli più alti. I riti funzionano così... sono la ripetizione e il rinnovamento di atti cosmici o promordiali o eroici o antichi o qualcosa di più grande.
Nell'Eucarestia la comuniopne cristica viene ripetuta e rinnovata... non solo ricordata. Questo la rende sacra (sacrum facere... sacrificio) e quindi reale vera. Un atto non rituale, che non richiama nulla ma vuole valere di per se è un atto che non esiste (agitarsi a vanvera), che non è dotato di realtà (sacralità)... non ha struttura perchè non vi partecipa... non è costruire, è distruggere.

...

E' in questo modo che possiamo avere chiara l'idea di come sia tutto interconnesso, che i Maestri del passato, Pitagora compreso, si rifacevano a questa grande tradizione primordiale.
C'è da considerare che questa però anche si evolve nella conoscenza umana.
Resta Completa in se, ma evolve nell'uomo.
Così ad ogni ciclo si espande con maggiore chiarezza.
Sole non è connesso  
Vecchio 11-04-2006, 13.35.41   #10
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Dire che la Tradizione si evolve non è proprio correttissimo. Presupporrebbe che essa sia perfettibile, che possa migliorare.

La Tradizione si sviluppa però. E si adatta.

Nel suo manifestarsi... o meglio, nel seguire il corso della Manifestazione, si sviluppa e si adatta alle particolari situazioni e necessità che via via si presentano.
Ma non possiamo considerarlo un arricchimento. Solo un divenire manifesto di una serie di aspetti potenziali.

Scusate la puntualizzazione ma non mi pareva inutile, data l'inusualità dell'argomento.
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Vecchio 07-07-2006, 14.24.47   #11
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per fare un esempio, il numero 4320, che è strettamente connesso sia alla precessione degli equinozi, sia alla suddivisione in Yuga dei manvantara, secondo l'alchimia cinese è anche il numero di anni che un metallo impiega a diventare oro naturalmente... cioè senza che l'alchimista acceleri il processo.
per portare un altro esempio, a mo' di spunto e senza pretesa alcuna, di come certi numeri rivestano importanza particolare e si ritrovino, in un modo o nell'altro, nelle varie tradizioni, potremmo notare, di sfuggita altre particolarità.

Tenendo sempre l'attenzione su questo numero appaentemente strano... 4320... si potrebbe notare che esso, oltre a quanto citato sopra, corrisponde al numero di minuti che ci sono in tre giorni.

Ora, se pensiamo che, stando appunto all'alchimia cinese, questo numero esprime in anni il tempo necessario all'Opera senza accelerazioni, e se consideriamo che invece, "accelerando", in tre giorni si distrugge e ricostruisce il tempio, potremmo chiederci quale rapporto intercorre tra minuto e anno... e cosa questo rapporto potrebbe a sua volta mostrare...
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Vecchio 07-07-2006, 22.52.32   #12
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per portare un altro esempio, a mo' di spunto e senza pretesa alcuna, di come certi numeri rivestano importanza particolare e si ritrovino, in un modo o nell'altro, nelle varie tradizioni, potremmo notare, di sfuggita altre particolarità.

Tenendo sempre l'attenzione su questo numero appaentemente strano... 4320... si potrebbe notare che esso, oltre a quanto citato sopra, corrisponde al numero di minuti che ci sono in tre giorni.

Ora, se pensiamo che, stando appunto all'alchimia cinese, questo numero esprime in anni il tempo necessario all'Opera senza accelerazioni, e se consideriamo che invece, "accelerando", in tre giorni si distrugge e ricostruisce il tempio, potremmo chiederci quale rapporto intercorre tra minuto e anno... e cosa questo rapporto potrebbe a sua volta mostrare...
Secondo il calendario Maya, un ciclo di 4320 anni dovrebbe concludersi tra sei anni, 2012 ....

La terra e il nostro sistema solare si muovono nel cosmo in un movimento a spirale identico al piano elicoidale del nostro DNA, chissà... nel nostro piccolo racchiudiamo i segreti del cosmo... e proveniamo da quel Principio a cui si rifà la tradizione primordiale....
L'unico che veramente ha distrutto e ricostruito il tempio in tre giorni è Gesù Cristo, la pietra angolare, il primo e l'ultimo... assumendo la natura umana ci ha fatto partecipi di questo e ci ha fatto capire che il nostro corpo racchiude in scala i segreti del cosmo e della materia... plasmati a sua immagine e somiglianza.

Una domanda: molti popoli antichi hanno avuto un culto solare, e anche oggi alcuni identificano Gesù Cristo con il sole....
Ed è un fatto che il ciclo del nostro sistema solare finirà quando il sole collasserà...
Che ci sia qualche nesso???

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Vecchio 07-07-2006, 23.39.14   #13
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Originalmente inviato da stella2
L'unico che veramente ha distrutto e ricostruito il tempio in tre giorni è Gesù Cristo, la pietra angolare, il primo e l'ultimo...
no dai, non dire così... l'unico che lo ha fatto "pubblicamente"

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Originalmente inviato da stella2
Una domanda: molti popoli antichi hanno avuto un culto solare, e anche oggi alcuni identificano Gesù Cristo con il sole....
Ed è un fatto che il ciclo del nostro sistema solare finirà quando il sole collasserà...
Che ci sia qualche nesso???
Beh siamo anche tra i pochi sistemi solari con una sola stella... un solo sole... quindi può essere che si distrugga tutto il sistema, che arrivi un'altro sole e poi prenda le redini... o che il tutto prenda altre forme... come nel nostro micro anche nel macro....
Non Gesù è identificato con il sole ma è Cristo lo spirito solare.

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Vecchio 09-07-2006, 17.17.15   #14
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Dire che la Tradizione si evolve non è proprio correttissimo. Presupporrebbe che essa sia perfettibile, che possa migliorare.

La Tradizione si sviluppa però. E si adatta.

Nel suo manifestarsi... o meglio, nel seguire il corso della Manifestazione, si sviluppa e si adatta alle particolari situazioni e necessità che via via si presentano.
Ma non possiamo considerarlo un arricchimento. Solo un divenire manifesto di una serie di aspetti potenziali.
Ritorno un attimo alla Manifestazione della Tradizione ed ai personaggi che in un certo qual modo l'hanno rappresentata.
Questa con una ciclicità regolare, ed oserei dire anche quasi costante, si " affaccia ", o si è affacciata, nella Storia attraverso persone di grande calibro. Ad esempio Melqui-Sedek, Abramo, Mosè, Salomone e via discorrendo, tutti punti di riferimento nei periodi in cui hanno prestato la Loro Presenza.
Non vorrei dire baggianate dicendo che Tutti sono stati l'Espressione di un Unica Tradizione che ovviamente, per quanto ne so, si è adattata al periodo come ha accennato Ray.
Per quanto riguarda i " Cicli " mi chiedevo se, ad ogni rapporto tra macro e micro , si poteva parlare di " Connesione " tra ciò che è in basso e ciò che è in Alto. L'analogia tra riferimenti a volte è davvero disarmante, come quella che si è postato sul numero 4320 rapportandolo al numero dei minuti contenuti in tre giorni.
Questo ad esempio, dal il mio punto di vista, rafforzerebbe la tesi secondo la quale per la distruzione del " Tempio ", a livello microscopico, ci vogliano tre giorni ma il Tempio in tale prospettiva potrebbe, a livello macrocosmico, essere rappresentato dal nostro Universo, come dice Stella .
Da questo si potrebbero considerare i numerosi spunti che sottointendono una " Trasformazione " che colpisce tutti i livelli del micro e del macro.
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Ritorno un attimo alla Manifestazione della Tradizione ed ai personaggi che in un certo qual modo l'hanno rappresentata.
Questa con una ciclicità regolare, ed oserei dire anche quasi costante, si " affaccia ", o si è affacciata, nella Storia attraverso persone di grande calibro. Ad esempio Melqui-Sedek, Abramo, Mosè, Salomone e via discorrendo, tutti punti di riferimento nei periodi in cui hanno prestato la Loro Presenza.
Non vorrei dire baggianate dicendo che Tutti sono stati l'Espressione di un Unica Tradizione che ovviamente, per quanto ne so, si è adattata al periodo come ha accennato Ray.
Questo esempio che porti permette di vedere meglio la questione della Tradizione originale e delle sue filiazioni, che sono adattamenti alle specifiche condizioni in cui si devono manifestare.

Queste filiazioni generano ovviamente una gerarchia... per la quale la "madre" che genera o può generare uno o più "figli" diversi, è posta superiormente rispetto ad essi, dove quel superiorimente indica la vicinanza al Principio che l'ha emanata.

Riporto un passo del Genesi (14, 18):
Citazione:
E Melchisedek, re di Salem, portò pane e vino: egli era sacerdote d'Iddio Altissimo, e lo benedisse dicendo: "Benedetto sia Abramo dall'Altissimo Iddio, creatore del cielo e della terra, e benedetto sia Iddio Altissimo, che ti ha dato nelle mani i tuoi nemici!" E Abramo gli dette la decima di tutto.
Qui è espressa una gerarchia chiarissima che vede Abramo, capostipite della Tradizione Ebraica, pagare la decima a Melchisedek... ossia gli riconosce rango superiore. Infatti viene designato come "sacerdote d'Iddio Altissimo", a specificare che non c'è intermediario tra la tradizione che egli rappresenta e il Principio che la emana. E' designato anche come "re di Salem", e Salem è una delle designazioni del Centro del Mondo (anche se potrebbe essere un centro specifico e non il centro).

Abramo, ricevendo le benedizione direttamente da Melchisedek e pagando a lui le decime, attesta che la sua Tradizione deriva direttamente da quella del Re di Salem. Ossia riconosce la "paternità" della sua Tradizone direttamente in quella primoridiale.


PS: beh dai, neanche tre anni per rispondere... mica male.
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Vecchio 28-04-2009, 15.37.39   #16
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Continuando credo che per certi versi " L'elite" della quale si è accennato, non voglia significare ( o contenere ) chi, ad un profano aspetto, viene considerato come " superiore " quanto, invece, particolare "tramite" al fine di assumersi l'onere di portare a conoscenza o quanto meno far " sapere " che esiste una parte essoterica ed una esoterica,
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come dire che un acqua riscaldata dal sole, non è il sole ma ha il suo calore.... questo può essere un "effetto" secondario per esempio delle Religioni... far sentire il calore e venire il desiderio (a chi poi non soddisfa il palliativo) di cercare il sole con tutte le altre caratteristiche.
Purtroppo ............... alcune struture si sono talemente strutturate da perdere un pò il senso di quello che stanno facendo... ma ricordiamoci sempre che all'interno di grandi strutture c'è sempre qualcuno che può ricollegarsi alla fonte... anche usando solo la forma esteriore della sua Tradizione.
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In merito alle varie tradizioni particolari e diversificate risulta molto spesso assai difficile - e a volte del tutto impossibile - stabilire con certezza quale di esse derivi direttamente da quella iperborea e quale invece sia da ricondurre ad altra sua "filiazione".

In ogni caso stabilirlo non è essenziale. Questo perchè, in un modo o nell'altro, tutte le tradizioni regolari si riconnettono a quella primordiale.

Questa ri-connessione parla, se si capisce, di un collegamento e di una trasmissione ininterrotta. Come dire che non ha alcuna importanza quanti e quali "giri" ha fatto una certa dottrina prima di assumere quella data forma specifica... quel che conta è che detta trasmissione ci sia effetivamente stata e che non ci siano state "interruzioni" da un punto di vista dei Princìpi, che è dire "spirituale".

Detto questo, entrando un minimo nello specifico anche se a mo' di accenno, si può dire che i simbolismi che si ritrovano in tutte le tradizioni si possono riconnettere a quella iperborea, e sono più "vicini" ai Princìpi... mentre le varie Scienze Tradizionali particolari possono considerarsi "filiazioni" secondarie e specifiche per le destinazioni a cui sono rivolte.
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per portare un altro esempio, a mo' di spunto e senza pretesa alcuna, di come certi numeri rivestano importanza particolare e si ritrovino, in un modo o nell'altro, nelle varie tradizioni, potremmo notare, di sfuggita altre particolarità.

Tenendo sempre l'attenzione su questo numero appaentemente strano... 4320... si potrebbe notare che esso, oltre a quanto citato sopra, corrisponde al numero di minuti che ci sono in tre giorni.

Ora, se pensiamo che, stando appunto all'alchimia cinese, questo numero esprime in anni il tempo necessario all'Opera senza accelerazioni, e se consideriamo che invece, "accelerando", in tre giorni si distrugge e ricostruisce il tempio, potremmo chiederci quale rapporto intercorre tra minuto e anno... e cosa questo rapporto potrebbe a sua volta mostrare...
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Questo esempio che porti permette di vedere meglio la questione della Tradizione originale e delle sue filiazioni, che sono adattamenti alle specifiche condizioni in cui si devono manifestare.

Queste filiazioni generano ovviamente una gerarchia... per la quale la "madre" che genera o può generare uno o più "figli" diversi, è posta superiormente rispetto ad essi, dove quel superiorimente indica la vicinanza al Principio che l'ha emanata.

Riporto un passo del Genesi (14, 18):
<< E Melchisedek, re di Salem, portò pane e vino: egli era sacerdote d'Iddio Altissimo, e lo benedisse dicendo: "Benedetto sia Abramo dall'Altissimo Iddio, creatore del cielo e della terra, e benedetto sia Iddio Altissimo, che ti ha dato nelle mani i tuoi nemici!" E Abramo gli dette la decima di tutto >>.


Qui è espressa una gerarchia chiarissima che vede Abramo, capostipite della Tradizione Ebraica, pagare la decima a Melchisedek... ossia gli riconosce rango superiore. Infatti viene designato come "sacerdote d'Iddio Altissimo", a specificare che non c'è intermediario tra la tradizione che egli rappresenta e il Principio che la emana. E' designato anche come "re di Salem", e Salem è una delle designazioni del Centro del Mondo (anche se potrebbe essere un centro specifico e non il centro).

Abramo, ricevendo le benedizione direttamente da Melchisedek e pagando a lui le decime, attesta che la sua Tradizione deriva direttamente da quella del Re di Salem. Ossia riconosce la "paternità" della sua Tradizione direttamente in quella primordiale.

Ho preso vari passaggi ....probabilmente avrei dovuto procedere con due interventi.

In fondo stiamo dicendo che " esiste ", è Viva, una Tradizione Primordiale che di volta in volta assume forme e caratteristiche contingenti ma che è emanata da un Principio Comune.
Abbiamo fatto l'esempio delle Religioni che se per un verso, come accennava Uno, hanno perso il loro compito di " guida" per chi voglia andare alla radice - da evidenziare però che proprio per il fatto che all'interno di una religione è compreso il Principio stesso da cui è stata generata, la finalità, benché intrinseca della religione stessa evidenzia un cammino, una sorta di "ritorno", di percorso ascendente per chi ne fa parte - per altro si propongono quale punta dell'iceberg, visibile della Tradizione Primordiale.

Possiamo anche ricordare, e sottolineare per chi si ferma all'apparenza della manifestazione, che " Tutte" seppur differenti nella forma e talvolta anche simili nei riti " vogliono" - hanno ed intendono - portare allo stesso fine, l'uomo o la donna che ne fa parte!

Approfitto per chiedere a Ray un esempio, se è agevole e si può fare, circa il nerettato di su, per il quale si possa marcare una differenza tra tradizioni che utilizzano simbolismi, vicine ai Principi e le Scienze Tradizionali quali filiazioni specifiche per i fini a cui sono rivolte.


Ancora, per tornare all'ultimo esempio che Ray ha introdotto col Genesi, cercando di collegare questo alla " filiziazione" che da questo passo risulta evidente, direi che la stessa filiazione - della Tradizione - segue " linee " particolari.
Le linee o i punti potremmo anche dire, sono rappresentati da Uomini i quali nel " loro " percorso sono divenuti, al tempo stesso, Testimoni ed Espressione, come ho detto su, della Tradizione medesima.
Tali Uomini per comprendere in se stessi questo particolare e delicato Compito, oltre che presentarsi gerarchicamente inferiori rispetto a chi, come nel caso di Melquisedek, ha " trasmesso ", si presentano gerarchicamente superiori rispetto a chi, per conseguenza, è posto sotto.

Da ciò si potrebbe ricavare che c'è sempre una Trasmissione, che si definisce probabilmente come " iniziazione" ed è questa trasmissione che, nello specifico, individua la filiazione " figlia", la quale, poi dopo, assumerà una data forma nella contingenza del periodo storico di riferimento.

Per concludere è sempre all'interno della Tradizione che tale trasmissione deve essere fatta, poichè, al di fuori di essa, ovviamente, non si è nella Tradizione.
Questo potrebbe ricollegarci alle iniziazioni, come per esempio quella che si ricava dal Genesi appunto, o anche fare riferimento a quelle dell'Antico Egitto o ancora prima dai Caldei o più in generale nella zona del Medio Oriente; o anche quelle, ai giorni nostri, che " date" in Scuole Tradizionali.
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“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 28-04-2009, 18.08.58   #17
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Questo esempio che porti permette di vedere meglio la questione della Tradizione originale e delle sue filiazioni, che sono adattamenti alle specifiche condizioni in cui si devono manifestare.

Queste filiazioni generano ovviamente una gerarchia... per la quale la "madre" che genera o può generare uno o più "figli" diversi, è posta superiormente rispetto ad essi, dove quel superiorimente indica la vicinanza al Principio che l'ha emanata.

Riporto un passo del Genesi (14, 18):


Qui è espressa una gerarchia chiarissima che vede Abramo, capostipite della Tradizione Ebraica, pagare la decima a Melchisedek... ossia gli riconosce rango superiore. Infatti viene designato come "sacerdote d'Iddio Altissimo", a specificare che non c'è intermediario tra la tradizione che egli rappresenta e il Principio che la emana. E' designato anche come "re di Salem", e Salem è una delle designazioni del Centro del Mondo (anche se potrebbe essere un centro specifico e non il centro).

Abramo, ricevendo le benedizione direttamente da Melchisedek e pagando a lui le decime, attesta che la sua Tradizione deriva direttamente da quella del Re di Salem. Ossia riconosce la "paternità" della sua Tradizone direttamente in quella primoridiale.

PS: beh dai, neanche tre anni per rispondere... mica male.
Vorrei far notare che Salem significa "pace" quindi Melchisedek è re di pace e di giustizia e potrebbe essere il fondatore di Gerusalamme, la città culla della Tradizione dove si è consumato il sacrificio di Gesù Cristo.
Melchisedek è quindi figura di Gesù Cristo per un sacerdozio più alto di quello dei discendenti della tribù di Levi da cui proviene Aronne.
Questa è la conferma che la Tradizione di Dio Altissimo (infatti in questi versi non viene chiamato Jhavè) è Dio di tutti e da sempre ha avuto dei sacerdoti fedeli a Lui e alla Tradizione.
Di Melchidesk non viene accennato nè la nascita nè la morte, nè la genealogia, quindi si tratta di una forma più alta di sacerdozio che non viene dalla discendenza della came come per i sacerdoti della Tribù di Levi ma viene direttamente da Dio.
Dei Principi di questo sacerdozio non viene detto nulla, ma i simboli del pane e del vino ci sono familiari, sono gli stessi che ha usato Gesù e per mezzo dei quali è stato riconosciuto anche dopo la risurrezione nell'episodio di Emmaus...
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Vecchio 28-04-2009, 22.16.40   #18
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Approfitto per chiedere a Ray un esempio, se è agevole e si può fare, circa il nerettato di su, per il quale si possa marcare una differenza tra tradizioni che utilizzano simbolismi, vicine ai Principi e le Scienze Tradizionali quali filiazioni specifiche per i fini a cui sono rivolte.
Non sono sicuro di aver capito. Vuoi una differenza tra tradizioni o tra una tradizione e una scienza sacra da lei emanata? O cosa?


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Ancora, per tornare all'ultimo esempio che Ray ha introdotto col Genesi, cercando di collegare questo alla " filiziazione" che da questo passo risulta evidente, direi che la stessa filiazione - della Tradizione - segue " linee " particolari.
Le linee o i punti potremmo anche dire, sono rappresentati da Uomini i quali nel " loro " percorso sono divenuti, al tempo stesso, Testimoni ed Espressione, come ho detto su, della Tradizione medesima.
Tali Uomini per comprendere in se stessi questo particolare e delicato Compito, oltre che presentarsi gerarchicamente inferiori rispetto a chi, come nel caso di Melquisedek, ha " trasmesso ", si presentano gerarchicamente superiori rispetto a chi, per conseguenza, è posto sotto.

Da ciò si potrebbe ricavare che c'è sempre una Trasmissione, che si definisce probabilmente come " iniziazione" ed è questa trasmissione che, nello specifico, individua la filiazione " figlia", la quale, poi dopo, assumerà una data forma nella contingenza del periodo storico di riferimento.
Ecco. Come giustamente dici le trasmissioni, e quindi le filiazioni e le diffrenziazioni di forme, avvengono tramite Uomini e sono apportate da Uomini. Ossia, da una parte la Tradizione si trasmette attraverso gli uomini, li usa come tramite per così dire, dall'altra, gli stessi Uomini che l'hanno ricevuta e la dominano, sono in grado di apportare le modifiche necessarie affinchè venga accolta da coloro ai quali si rivolgerà.

Se ci si pensa un attimo, c'è un ulteriore fattore di modifica o, se vogliamo, di sviluppo. E dipende dalla "forma" del veicolo, ossia l'Uomo in questione.
Se pensiamo che anche all'interno della stessa tradizione, o addirittura della stessa Scuola, ogni singolo riceverà ogni determinato dato e lo adatterà a se stesso (ovvero ognuno ha una modalità di ricezione), vediamo come la Tradizione è capace di svilupparsi solo muovendosi, venendo tramandata. Quando questa modifica, questo adattamento (parlare di modifica forse è eccessivo) sta entro i limiti imposti dai Principi, nulla va perso e invece c'è un arricchimento dal punto di vista della manifestazione (la Tradizione non si arricchisce, quella è). In modo quasi automatico, nel senso di necessità. Come la luce quando passa attraverso un vetro... viene deviata.

Se applichiamo questo nell'insieme più grande, ossia la filiazione, vediamo come le determinate forme tradizionali sono nel modo in cui sono per necessità.
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Vecchio 29-04-2009, 19.41.19   #19
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Non sono sicuro di aver capito. Vuoi una differenza tra tradizioni o tra una tradizione e una scienza sacra da lei emanata? O cosa?
Ehm...si...mi rendo conto che non mi sono spiegato bene, ovviamente per la mia incapacità di fare, per l'appunto, una differenza,cosa che hai centrato, tra una tradizione ed una scienza sacra da lei emanata....
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“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 01-05-2009, 00.39.39   #20
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Ehm...si...mi rendo conto che non mi sono spiegato bene, ovviamente per la mia incapacità di fare, per l'appunto, una differenza,cosa che hai centrato, tra una tradizione ed una scienza sacra da lei emanata....
Potrei limitarmi a dirti: la tradizione egizia e l'astrologia (entrambe del tutto perdute temo).
Ma forse è meglio dire qualcosa di più sulle scienze tradizionali, che poi è come dire sacre e soprattutto sul loro rapporto con le tradizioni che le emenano.

La Tradizione in se si occupa di Principi e quindi, alla fin fine, consiste di una dottrina. Da un certo punto di vista anche la dottrina è un'emanazione, dato che lo scopo sarebbe il contatto diretto coi Principi stessi.
Sia come sia, la dottrina è la prima e più diretta emanazione di questi Principi ed espone la tradizione nel modo più vasto e completo che sia possibile.

Una scienza invece è l'applicazione di questi principi in un determinato ambito contingente.
Data la legge di analogia (ciò che è nel grande è nel piccolo), se non si perdono di vista i principi, essi sono suscettibili di essere applicati in qualsiasi ambito contingente. Ne segue che le scienze tradizionali che ne possono scaturire sono molteplici ed indefinite di numero.

Un altro esempio può essere la dottrina cosmogonica applicata al contingente umano sensibile che produce la scienza dei Costruttori.

Ci sono due conseguenze importanti che derivano direttamente dal rapporto tra scienza sacra e tradizione. La prima è che ogni scienza, potendo solo derivare dalla tradizione e dai suoi principi, racchiude pur in un ambito ristretto tutta la tradizione, o meglio tutto ciò che è necessario a quell'ambito in cui è applicata... la seconda è che può fungere, se percorsa al contrario per così dire, da ponte per i principi stessi.
Cioè, per qualcuno potrebbe essere più semplice avvicinarsi ad una scienza, quindi in un ristretto ambito contingente, e da essa e dalla sua comprensione, risalire al nucleo originante. Insomma una via dal basso verso l'alto.

Molteplici scienze, molteplici vie.

Andrebbe aggiunto che lo stesso discorso che vale per le scienze tradizionali, vale anche per le arti tradizionali, anche se essendo entrambe sacre, non diferiscono poi così tanto... non certo nel modo in cui intendiamo modernamete i due termini arte e scienza.
Basti pensare alle arti marziali... potrebbero essere intese come scienze.
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