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Vecchio 23-03-2012, 17.24.30   #51
Cubo
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Originalmente inviato da Sole Visualizza messaggio
Ragazzi trasferitevi qui: http://ermopoli.it/portale/showthread.php?t=1218 o aprite un altro thread.
Grazie
Grazie per il link, Sole, leggero' con attenzione.
Per quanto riguarda il continuare ho avuto le risposte che volevo, ho capito il punto, la mia curiosità e' soddisfatta e per me l'argomento è chiuso. Continuo nella lettura.

[nota: è la quarta volta che provo a inserire questo post, temo che il motore di vBullettin stia facendo una pennica. se quando si sveglia ne spara 4 semiuguali, me ne scuso in anticipo]
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Vecchio 23-03-2012, 19.46.39   #52
RedWitch
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Nel frattempo siete andati molto avanticol discorso, ma volevo riprendere un po' di punti.

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Originalmente inviato da diamantea Visualizza messaggio
........
Io credo molto in questo tipo di analisi, anche se bisogna andare oltre a un certo punto, come in tutte le cose, non bisogna ancorarsi, è un percorso secondo me che deve arrivare prima di quello esoterico. Tranne che incontri il Maestro, ma secondo me non si incontra il Maestro in certe condizioni psicologiche...
Io invece credo che possa succedere di incontrarlo nonostante le proprie condizioni psicologiche e che non necessariamente si passi per un lavoro psicologico questo perchè una delle condizioni essenziali per intraprendere un percorso, sia la Volontà vera di cambiare qualcosa di sè...anche se si crede che sia solo voler guarire, voler stare bene. A volte quello che noi crediamo essere condizioni disagevoli, possono invece favorire un certo tipo di lavoro secondo me

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Originalmente inviato da diamantea Visualizza messaggio
........
Io non mi sento di dire che ora analizzo da sola, lo faccio da sola qui, ma non sono sola, seguo una direzione, un riferimento importante, altrimenti non lo farei proprio.
E se Uno spazza tutto lo accetto, e ricomincio con il mattone che mi lascia sempre.

Però non conosco le vostre esperienze e il risultato ottenuto da queste analisi fatte da soli. Perchè quello che conta poi è il risultato.
Come dicevo sopra non ho seguito un percorso di psicoterapia, e da quel che poi è venuto fuori dal discorso, credo che quella che chiamo "analisi", sia un tentativo della mente di trovare dei perchè e "percome", che potrei benissimo risparmiarmi, ma questo in me succede quando tento di ricapitolare qualcosa in maniera inesatta, spaccando il famoso capello in quattro . Non ho quindi riscontri tangibili, ma alla fine credo che anche questo mi possa servire a conoscere me stessa un po' meglio (se non altro per cambiare metodo).

ps: Grazie per la testimonianza sull'ansia


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Originalmente inviato da Ray Visualizza messaggio
.....Se invece parliamo di un lavoro psicologico serio le cose stanno diversamente, ma in quel caso dovremmo dire quale (psicanalisi, analisi del profondo, altri approcci ecc.) e parlarne con qualche cognizione. In un lavoro psicologico, che quasi sempre è legato ad una determinata problematica anche se a volte può venire usato per una ricerca generica, l'obiettivo è comunque un cambiamento, direi pure radicale se la problematica non è propriamente una cosuccia.
Si grazie, in effetti, per analisi ho inteso qualcosa di molto più generico, quell'indagine appunto mentale o ricerca di cause di cui poi hai parlato.


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Originalmente inviato da Ray Visualizza messaggio
.....Detto questo, come già detto altrove, un'indagine psicologica seria e un lavoro esoterico sono due cose ben diverse e sopratutto con diversi obiettivi. L'obiettivo del lavoro esoterico è infinitamente più alto di quello psicologico (l'immortalità e la compensazione della psiche stanno su piani parecchio distanti) e quindi gli strumenti tentano di essere adeguati alle finalità... ovvio che non c'è paragone.

Poi c'è chi tenta di usare la ricapitolazione per darsi una sistemata alla psiche. Bon, si può usare una ferrari per andare a fare la spesa, ma non la si sfrutterà certo al massimo, per non dire nulla dei consumi.
Sì sul fatto che siano due lavori diversi con obiettivi diversi sono d'accordo, anche se resto convinta che un lavoro esoterico non possa escludere una certa indagine psicologica (in fondo la conoscenza di sè almeno in parte lo è per forza no?), mentre è vero il contrario. Bisognerebbe pero' vedere se poi chi, trovando una soluzione al proprio problema, attraverso un cambiamento, sia soddisfatto della propria vita o meno, fermandosi allo psicologico piuttosto che proseguire oltre.

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Originalmente inviato da Sole Visualizza messaggio
.....................
Per chi non ha provato la ricapitolazione, non servono grosse metodologie. Basta solo farlo. Il thread sulla ricapitolazione chiarisce moltissime cose ed è tutt'altro che teorico.. è sostanzialmente pratico.
E' molto difficile però ricapitolare senza cadere nell'analizzare. Ecco perchè diventa importante capirne la differenza.
Ecco questo è quel che intendevo io genericamente con analisi, perchè mentre ricapitolo, spesso, soprattutto ultimamente mi capita di cercare perchè, per come, quando etc... che spesso poi mi impediscono di andare avanti con la ricapitolazione. Quindi in qualche maniera la frenano. Per questo sopra chiedevo, fin dove si puo' arrivare con questo tipo di approccio mentale? E' utile? A me , sinceramente non molto.

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Originalmente inviato da Cubo Visualizza messaggio
sto leggendo con attenzione, non riesco a seguire tutto e quindi attendo di farmi un'idea piu' strutturata prima di dire la mia.

ho solo due flash, che butto, per quello che possono servire (temo a poco, sono osservazioni collaterali)

1) se l'obiettivo è stare meglio, non capisco la diffidenza/condanna verso gli psicofarmaci che mi è sembrato di trovare in alcuni thread qui in città.
Ho visto che ti hanno già risposto in molti, devo acora leggere con attenzione il resto del thread, poi magari riprendiamo altrove l'argomento se ti/vi fa piacere, ma per mia esperienza diretta posso dirti che gli psicofarmaci non fanno altro che farti vivere al rallentatore. Non so se rende come immagine, ma è proprio quello che provavo. Alleviano i sintomi, ma non risolvono (almeno nel mio caso non avevano risolto), creano dipendenza e addormentano la coscienza....
Forse, in alcuni casi con patologie molto gravi possono essere un coadiuvante alla terapia, ma non la soluzione...
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Vecchio 23-03-2012, 20.05.02   #53
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In alcuni casi l'auto analisi è abbastanza inevitabile, per esempio in soggetti introversi alquanto sarebbe assurdo pensare di eliminarla.
Poi è ovvio ci possono essere analisi più serie e profonde e analisi più superficiali, chiacchiericci mentali.
Inoltre l'analisi (parlo sempre di auto analisi) ha spesso il merito di tenerti ancorato a certe problematiche, di evitare di andare così alla spera in Dio, totalmente inconsapevole si ciò che sei, dove vai, dove dovresti andare.

E' ovvio che anche nei casi più profondi non è che ti realizzi solo con questo, al massimo potresti arrivare a vivacchiare un pò meglio di come avresti fatto senza, poi sta a te scegliere se accontentarti o meno.

Se però la vita ti morde troppo non puoi rimanere lì e basta qualcosa devi pur fare, è logico che per cambiare le cose in modo deciso non basta, ma d'altra parte non è che si può avere la fortuna di avere Maestri esoterici sotto casa o di vivere in ambienti/contesti che ti permettano di entrare subito in contatto con certe conoscenze.

Per esempio la Ricapitolazione non è che te la insegnano a scuola, io fino a un paio di anni fa non sapevo proprio cosa fosse e probabilmente non l'avrei mai saputo senza ili percorso fatto anche grazie all'autoanalisi.
Magari me ne starei a cavoleggiare su facebook o , nel mio caso ,più probabilmente, a tirare capocciate al muro dentro qualche istituto .
Preferisco stare qui....
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...cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

C'è una pace che si trova soltanto al di là della guerra. Se quella battaglia deve arrivare, io la combatterò.

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Vecchio 24-03-2012, 00.41.39   #54
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Originalmente inviato da webetina Visualizza messaggio
.......A che serve Red ripassare tutta la propria vita? Perchè questa idea? A meno che uno non debba scrivere un'autobiografia con stile psicologico...
L'analisi in terapia si fa quanto basta perchè il terapeuta conosca un pò chi ha davanti,e nella misura in cui serve al paziente sia perchè si renda conto di ciò che occupa la sua mente e il suo cuore, sia per la catarsi che non avviene solo con la ricapitolazione visto che è stato detto. E n'analisi non è solo parlare, è forte ciò che accade e si sente mentre si consegna a chi ascolta.
Era solo un'ipotesi per capire in che modo si puo' cercare il famoso ago nel pagliaio Comunque la mia era più curiosità che altro, perchè credo che rientri in quel che diceva Ray sul distinguere il tipo di terapia e parlarne con cognizione di causa... che al momento non ho.

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Originalmente inviato da nikelise Visualizza messaggio
.............
E lo psicofarmaco svolge proprio questa funzione di far passare la fase acuta .
Le conseguenze dell'errore sulla tempistica possono essere drammatiche .

Ps non ho letto il post di sole sul 3d psicofarmaci
Non ho ben capito, quindi tu sei favorevole all'uso degli psicofarmaci quando il malessere del paziente è in fase acuta? Una specie di cuscinetto che permetterebbe al paziente di attutire il colpo che non puo' ancora reggere? O in attesa di essere pronto per lavorare sulle cose che non puo' sopportare ancora?


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Originalmente inviato da luke Visualizza messaggio
In alcuni casi l'auto analisi è abbastanza inevitabile, per esempio in soggetti introversi alquanto sarebbe assurdo pensare di eliminarla.
Poi è ovvio ci possono essere analisi più serie e profonde e analisi più superficiali, chiacchiericci mentali.
Inoltre l'analisi (parlo sempre di auto analisi) ha spesso il merito di tenerti ancorato a certe problematiche, di evitare di andare così alla spera in Dio, totalmente inconsapevole si ciò che sei, dove vai, dove dovresti andare.
Sì, sì sono d'accordo Luke, e non credo si tratti solo dei soggetti introversi, credo che questo tipo di auto-analisi la facciamo tutti, in qualche misura, e non era mia intenzione denigrarne l'utilità, ma dicevo che per me, ai fini di risolvere qualcosa con qualcuno, se mi perdo in troppe elucubrazioni, non è molto utile, perchè in quel caso non riesco a ricapitolare. E' come una sorta di protezione da quel che non voglio/posso sentire ancora. Diventa un problema quando mi ostino a ripassare le stesse cose senza trovarne un capo e una coda.

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Originalmente inviato da luke Visualizza messaggio
....Per esempio la Ricapitolazione non è che te la insegnano a scuola, io fino a un paio di anni fa non sapevo proprio cosa fosse e probabilmente non l'avrei mai saputo senza ili percorso fatto anche grazie all'autoanalisi.
Magari me ne starei a cavoleggiare su facebook o , nel mio caso ,più probabilmente, a tirare capocciate al muro dentro qualche istituto .
...
Ecco un altro punto di vista , ci rifletterò su...

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.....
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Vecchio 24-03-2012, 14.09.15   #55
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A volte quello che noi crediamo essere condizioni disagevoli, possono invece favorire un certo tipo di lavoro secondo me
Sono daccordo su questo, anzi io credo che difficilmente chi sta bene così com'è si scommette in una ricerca, magari su un progetto più pratico si.

Nessuno credo dica che per incontrare un maestro debba prima fare un lavoro psicologico, può succedere però, che se un sintomo grave come l'ansia, giusto per restare nel concreto, ci attanaglia, non si sia nella condizione di cercare/trovare un maestro, pechè l'ansia di per se può ostacolare la capacità di valutazione e discelta. Potrebbe darsi anche che sia il maestro a catturarci, ma che fortuna rara sarebbe in quel caso...

Per me è chiaro e sottinteso sempre che una persona che sta mediamente bene, certo che non ha bisogno della tarapia, così come, chi non ha dismetabolismi vari, per perdere dei chili in più non ha bisogno dell'alimentarista.

Poi mi sembra che non si sia parlato del fatto che una terapia ha un costo elevato in denaro, tempo, fiducia. Nella struttura priavata elimini il costo, ma hai problemi di privacy, per me importante, di attese, di qualità, con le dovute eccezioni per carità.
Della terapia psicologica quindi è più facile parlarne che usufruirne. Quelle tre cose non è facile metterle insieme. La fiducia, il gradimento poi sono ancora più difficili. Ho avuto bisogno di diversi cicli di terapia, sia con tecnici uomini che donne. Mi è capitato di dire che non sceglievo di fare la terapia se la persona in quella prima ora non chiamava il mio tipo di essere.
Io ho avuto enormi benefici e a volte niente. Se ci fosse altro per andare avanti in quella ricerca che mi ha fatto stare sempre meglio tra le persone io lo farei mio.

Ho già dato una prima lettura al thread che Sole ha indicato sulla ricapitolazione. Per ora non faccio domande, ancora mi sfuggono tante cose, e per ora non mi resta che attuare il "basta farlo" .
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Vecchio 24-03-2012, 15.32.17   #56
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Vecchio 24-03-2012, 17.37.52   #57
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Sì, sì sono d'accordo Luke, e non credo si tratti solo dei soggetti introversi, credo che questo tipo di auto-analisi la facciamo tutti, in qualche misura, e non era mia intenzione denigrarne l'utilità, ma dicevo che per me, ai fini di risolvere qualcosa con qualcuno, se mi perdo in troppe elucubrazioni, non è molto utile, perchè in quel caso non riesco a ricapitolare. E' come una sorta di protezione da quel che non voglio/posso sentire ancora. Diventa un problema quando mi ostino a ripassare le stesse cose senza trovarne un capo e una coda.
Purtroppo come ho detto spesso non ci sono molte alternative ad una analisi introspettiva di qualche tipo....
E'naturale che questa può servire a delimitare a grandi linee il campo di gioco, a dare una prima sgrezzata , poi è ovvio che più di quello non può fare, più in profondità di tanto non ci si va...magari diciamo le stesse cose, anche giuste, per anni ma stiamo sempre ai margini di un problema perchè l'analisi non ti permette di andare a fondo a livelli che vadano oltre lo psicologico.
E'come se hai una foresta aggrovigliata, con l'analisi grossomodo ti fai un'idea di come la vorresti cambiare, dei sentieri che vorresti costruire, magari dai una pulita ai rami che sono per terra, però non hai in mano gli strumenti tipo forbici, seghe, o macchinari più avanzati per realizzare concretamente il tutto.

Una volta che qualcosa di più ti viene in aiuto, es.la ricapitolazione pur parziale, allora già il discorso può cambiare, l'energie che prima impegnavi quasi esclusivamente in quello puoi impiegarle in altro modo, inizi magari ad essere un minimo più sveglio, attivo, ad andare incontro a ciò che ti viene senza dover prima metterlo in quarantena nel cervello, a dover sondare il tutto solo col razionale psicologico, puoi avere visioni più ampie o meglio hai la sensazione di non essere solo la sonda che mandi in esplorazione, ma anche qualcosa che resta più indietro.
Poi anche qui si parte in modo confuso, non avendo ancora strumenti ed energia per capire bene cosa c'è dietro, hai vaghi scuarci, vaghe sensazioni, ma ancora niente di più...
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Vecchio 24-03-2012, 17.59.43   #58
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es.la ricapitolazione pur parziale...

Perdonate la mia domanda ignorante ma la ricapitolazione è processo che si può fare anche parzialmente? per gradi? cioè si può ricapitolare a poco a poco?
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Vecchio 24-03-2012, 18.46.20   #59
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Perdonate la mia domanda ignorante ma la ricapitolazione è processo che si può fare anche parzialmente? per gradi? cioè si può ricapitolare a poco a poco?

A mio avviso è inevitabile dover fare più tentativi, ricapitolare diversi eventi legati da un certo filo, poi altri legati da un altro filo, poi ritornarci sopra altre volte, non è che ricapitoli tutto in una volta sola in poche settimane.....

Ovviamente, come dicevamo anche sopra, da soli è probabile non riuscire ad arrivare in fondo a tutto, magari a volte arrivano risultati altre volte no.
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Vecchio 24-03-2012, 19.19.09   #60
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Non sarebbe più corretto dire allora "tento di ricapitolare più volte finchè non ricapitolo?". Da quel che ho capito, forse poco e male, la ricapitolazione è un processo che o lo fai o non lo fai, i vari tentativi ritornando sul tema da ricapitolare sono forse quelli che qui si sono chiamati autoanalisi, da cui la confusione tra analisi e ricapitolazione. Voglio dire che finchè si ha il dubbio o la certezza di aver ricapitolato solo in parte forse si è solo fatto autoanalisi ma non si ha ancora ricapitolato.
Come con il TA, finchè il calore e la pensantezza non è in tutto il corpo stiamo tentanto di fare il TA.
Una cosa ricapitolata è ricapitolata, non credo richieda necessità di tornarci altre volte.

Il mio è puro ragionamento logico, può darsi che mi sbaglio.
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Vecchio 24-03-2012, 19.47.05   #61
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..magari diciamo le stesse cose, anche giuste, per anni ma stiamo sempre ai margini di un problema perchè l'analisi non ti permette di andare a fondo a livelli che vadano oltre lo psicologico.
Ti va di dire cosa è per te lo psicologico Luke? Andare oltre se sai veramente di esserci entrato ci sta. Non capisco bene se parli di quell'attività che fai da solo con i tuoi pensieri, perchè devi esserne sicuro di riconoscere i meccanismi psicologici, poi vai oltre. Se invece ti riferisci al lavoro terapeutico assistito allora posso dirti che in me è in quella sede che ho scoperto molto altro, tipo il mondo lontano da noi dei maestri orientali, della cultura di altre religioni, che esisteva Gurdijeff e ne ho letto un paio di libri. Se questo stesso forum mi ha attirato è perchè qualcosa di diverso proprio attraverso dalla psicologia nel mio caso era entrato dentro di me.

Scusa, non vuol essere un disappunto, cerco solo di capire a quale lavoro e a quali strumenti ti riferisci.
Volevo farti anche una domanda, se quando fai le tue riflessioni e pure quando ricapitoli lo fai in determinato ambiente, o in qualche modalità, non so, solo o con altri.

La ricapitolazione di sicuro comincio a farla in assenza di disturbi esterni , poi immagino che si possa essere più bravi.

Vorrei fare un esempio di meccanismo psicologico che si può imparare aindividuare.
Mi capita di avere abbassamenti repentini di umore che prima subivo e basta. Ho imparato che è un pensiero passato nella mia mente in una frazione di un secondo che ha intorbidito lo stato rilassato che avevo. A volte riesco a bloccare quella serie di reazioni fisiche emotive che immediatamente cambiano la chimica del mio corpo. Posso sentire anche paura, aggressività, lascio scorrere se non posso fare altro, ma di sicuro so che un pensiero una scritta, il tono di una voce, o aprire FB e vedere cose cattive che altri oubblicano (che alla prima depenno)con la scusa di metterli alla gogna. Posso avere anche tremore se ho piena visione di ciò che mi turba e lì mi è chiaro perchè sto male, ma prima parlavo dei segnali subliminari, quelli che io non sapevo mi procurassero inconsapevoli reazioni.

Scusate se ho scritto tanto, ma se parliamo solo di teoria io non capisco. Spero di non essere fuori dallo scopo del thread, e se è il caso qualcuno mi ricordi come si resta nell'ambito esoterico se è necessario, ho la solita difficoltà ad attenermici per mancanza di formazione.
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Vecchio 24-03-2012, 20.29.49   #62
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Cioè praticamente ho scoperto che ho sempre ricapitolato, pur non sapendo che si chiamasse ricapitolazione...
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Vecchio 24-03-2012, 21.12.47   #63
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Non sarebbe più corretto dire allora "tento di ricapitolare più volte finchè non ricapitolo?". Da quel che ho capito, forse poco e male, la ricapitolazione è un processo che o lo fai o non lo fai, i vari tentativi ritornando sul tema da ricapitolare sono forse quelli che qui si sono chiamati autoanalisi, da cui la confusione tra analisi e ricapitolazione. Voglio dire che finchè si ha il dubbio o la certezza di aver ricapitolato solo in parte forse si è solo fatto autoanalisi ma non si ha ancora ricapitolato.
Come con il TA, finchè il calore e la pensantezza non è in tutto il corpo stiamo tentanto di fare il TA.
Una cosa ricapitolata è ricapitolata, non credo richieda necessità di tornarci altre volte.

Il mio è puro ragionamento logico, può darsi che mi sbaglio.
Il problema è che è difficile partire con la ricapitolazione e di botto ottenere risultati.Si deve tentare più volte, magari con alcuni episodi riusciamo meglio con altri peggio, non so se possa esistere solo modalità non ricapitolato o modalità ricapitolato tutto perfettamente, può anche essere un processo progressivo per come la vedo io....che migliora man mano che ci stiamo "svegliando", perchè se siamo ancora addormentati come quando abbiamo vissuto per esempio 5 anni fa tale episodio, sarà un ricapitolare da ancora addormentati, mentre se rispetto ad allora siamo un minimo più "svegli" dovrebbe essere più facile osservare come eravamo e cosa non abbiamo vissuto coscientemente.Se fra un anno saremo ancora più svegli la stessa cosa potrebbe essere sistemata ancora meglio.
Se poi esista una sorta di segnale inequivocabile di "fine ricapitolazione, " di copia realizzata, non lo so ....

Sulla possibilità di confondere autoanalisi e ricapitolazione non credo sia possibilie, non hai molto da parlare quando ricapitoli, anzi cerchi di scoprire quello che, pur in presenza di contemporanea autoanalisi, all'epoca ti era sfuggito perchè non avevi la "presenza" e/o la capacità di cogliere al momento.
Rivivi le cose, in modo non solo razionale o ricordando, ma in modo più pieno, fisicamente più coinvolgente, tra le altre cose.
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Ultima modifica di luke : 24-03-2012 alle ore 21.36.26.
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Ti va di dire cosa è per te lo psicologico Luke? Andare oltre se sai veramente di esserci entrato ci sta. Non capisco bene se parli di quell'attività che fai da solo con i tuoi pensieri, perchè devi esserne sicuro di riconoscere i meccanismi psicologici, poi vai oltre. Se invece ti riferisci al lavoro terapeutico assistito allora posso dirti che in me è in quella sede che ho scoperto molto altro, tipo il mondo lontano da noi dei maestri orientali, della cultura di altre religioni, che esisteva Gurdijeff e ne ho letto un paio di libri. Se questo stesso forum mi ha attirato è perchè qualcosa di diverso proprio attraverso dalla psicologia nel mio caso era entrato dentro di me.

Si tratta, come avevo già specificato, solo di lavoro di auto osservazione e di dialogo interno con e su me stesso, niente di professionale quindi.
Quote:


Scusa, non vuol essere un disappunto, cerco solo di capire a quale lavoro e a quali strumenti ti riferisci.
Volevo farti anche una domanda, se quando fai le tue riflessioni e pure quando ricapitoli lo fai in determinato ambiente, o in qualche modalità, non so, solo o con altri.

Solo soletto in camera mia.....
Solo soletto in camera mia.....quindi con tutti i limiti e gli errori che ciò può comportare.
Non so in cosa possa consistere la "ricapitolazione assistita", presumo potrebbe essere qualcosa di più che stare con uno di fianco che ci ascolta intervenendo ogni tanto, magari una cosa più ad hoc, con una persona mooolto più avanti di noi, che intuisce o vede in qualche modo svariate cose e cerca di condurci in modo utile a riprenderle.
A volte ho letto che esistono anche tecniche di agevolazione tipo un respiro particolare, o esercizi fisici particolari , ne abbiamo già parlato nel 3d apposito, possono forse essere un aiuto in più se fatte con cognizione, ma sempre partendo da un processo efficace.
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Ultima modifica di luke : 24-03-2012 alle ore 21.26.38.
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Vecchio 24-03-2012, 21.27.34   #65
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Cioè praticamente ho scoperto che ho sempre ricapitolato, pur non sapendo che si chiamasse ricapitolazione...

Personalmente lo escluderei, poi non si può mai dire....
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Vecchio 25-03-2012, 00.19.16   #66
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Non ho ancora finito di leggere bene tutto.

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A me questa più che analisi sembra condivisione, chiarirsi le idee, o anche confronto ma non mi sembra proprio analisi.
Probabilmente va bene solo quando non ci sono problemi particolari, si ha l'animo sereno, non c'è molto da analizzare altrimenti non basta.
Quando ci sono problematiche di una certa natura non si riesce nemmeno in analisi a tirar fuori subito quel che deve.
Io non sto parlando di uno sfogo o una chiacchierata con amici. Sto parlando di usare verso se stessi sincerità ed onestà. Senza di questa è davvero tutta aria. Per fare questo non ti serve nessuno altro che te stessa/o. Puoi essere in confessione e puoi essere davanti al professor Taldeitali che se non sei onesto verso te stesso non ne viene fuori mai. Mi sembra banale dire che non stiamo parlando di persone con patologie particolari che non si pongono nemmeno il problema di un percorso evolutivo e probabilmente non hanno neppure la struttura per farlo... parliamo di noi che siamo qui (non in Ermopoli) a parlarne.

Quote:

Non capisco cosa vuol dire analizzare maniacalmente, puoi spiegare meglio, magari con un esempio?
Prendo ad esempio i nodi di cui parliamo spesso in altre discussioni, senza con questo voler parlare di te.
Se un nodo non si scioglie, non si scioglie... è necessario usare altri metodi e non incaponirsi su quello. In quel caso l'analisi non è più una autoconoscenza di se stessi.. ma una dimostrazione di forza, ma contro chi? Perchè il male lo si fa a se stessi.. si rischia di perdere tempo ed energie. In quel caso per me è più analizzare ma incapunirsi. Il rischio poi di girare a vuoto su idee che sono fuori anni luce dal punto è altissimo.
L'autoanalisi per me è autoconoscenza di se, osservazione, scoperta. Questo comporta che se ci troviamo ad insistere su un particolare senza risultato c'è qualcosa di noi che non conosciamo abbastanza e stiamo pretendendo di costruire un palazzo senza fondamenta.... o forse, a volte basta solo far sedimentare.
Volevo dire questo.
Quote:

Da come lo descrivi sembra una cosa facile farla, basta farla, ma poi dici che è molto difficile non confonderlo con l'analisi.
Quindi come fai a sapere se hai ricapitolato o se hai solo analizzato, o tentato di farlo? Voglio dire da soli siamo poi veramente in grado di capire se abbiamo ricapitolato sul serio o ci siamo convinti di averlo fatto solo perchè la procedura seguita è quella descritta?
Io credo che da soli si corre il pericolo di nutrire l'ego che ci fa credere di poter fare questo e quello autonomamente, di poter fare a meno di aiuto esterno, di saper fare da soli.

Io su di me mi pongo sempre il dubbio e per questo chiedo conferme, conosco bene questo pericolo.
Diam, io non solo credo che si possa fare da soli, dico pure che è l'unica vera sana maniera di fare.
Ma mi spiego... se anche si chiede aiuto esterno, se il lavoro, di qualsiasi tipo esso sia, non lo si fa da soli, seppur guidati, seppur seguiti è come non aver fatto nulla. Quindi avere un aiuto esterno,non vuol dire che il lavoro non lo fai solo ed esclusivamente tu.
Ma ancora più importante, nessuno a parte te sa se stai facendo bene o no. Chi può davvero guardare dentro il tuo animo e valutare? Sai quanti esperti ho visto spararne certe da scandalizzare i polli?
Per cui i rischi prima o poi bisogna prenderseli e le esperienze, per quanto spiacevoli... io me ne sarei evitate alcune, ma non sarei dove sono, sono necessarie. La necessarietà di certe esperienze è l'unica risposta che riesco a dare/darmi a questo.

Come si fa a capire...bisogna sperimentare, sbaglaire, sperimentare, sbagliare, trovare il come..


Finisco di leggere il resto
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Ultima modifica di Sole : 25-03-2012 alle ore 00.22.42.
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Vecchio 25-03-2012, 00.30.56   #67
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Una cosa ricapitolata è ricapitolata, non credo richieda necessità di tornarci altre volte.
Sì è così infatti. Ci sono pero' argomenti/persone in cui ci si puo' girare intorno, e metterci un po' più tempo. E in quel caso almeno per me , è perchè utilizzo i ricordi, una mera ricorstruzione del vissuto ripescato dalla memoria, mentre la ricapitolazione è qualcosa in più.

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Cioè praticamente ho scoperto che ho sempre ricapitolato, pur non sapendo che si chiamasse ricapitolazione...
Se ricapitoli lo sai.

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Se poi esista una sorta di segnale inequivocabile di "fine ricapitolazione, " di copia realizzata, non lo so ....
Un riferimento è che quando una cosa è realmente risolta, non torna più alla mente in maniera autonoma (hai presente quei pensieri che salgono improvvisamente senza motivo apparente?), ma naturalmente tu puoi richiamarla alla memoria volontariamente, se ti serve.

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Vecchio 25-03-2012, 00.49.20   #68
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Per esempio la Ricapitolazione non è che te la insegnano a scuola, io fino a un paio di anni fa non sapevo proprio cosa fosse e probabilmente non l'avrei mai saputo senza ili percorso fatto anche grazie all'autoanalisi.
Se capisco cosa intendi (non tantissimo a dire il vero) è un pò come dire che grazie all'autoanalisi sei in grado di trovare quel che è da ricapitolare. Una cosa del genere?

Se è così arriviamo finalmente a capire come usarle e quando...
Sempre se è così.. per me è molto più semplice dall'autoanalisi passare alla ricapitolazione che dal semplice ricordo passato per "caso" per la mente.
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Vecchio 25-03-2012, 00.59.44   #69
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Se capisco cosa intendi (non tantissimo a dire il vero) è un pò come dire che grazie all'autoanalisi sei in grado di trovare quel che è da ricapitolare. Una cosa del genere?

Se è così arriviamo finalmente a capire come usarle e quando...
Sempre se è così.. per me è molto più semplice dall'autoanalisi passare alla ricapitolazione che dal semplice ricordo passato per "caso" per la mente.
Per me anche ...oltre, ripeto che senza autoanalisi non sarei arrivato qui e la ricapitolazione non avrei saputo neanche cosa fosse.

Poi magari dipende anche dai singoli individui, per alcuni la strada è quella per altri può essere diverso, a me viene più "naturale" farmi un quadro della situazione e della direzione che voglio prendere e degli ostacoli che potrei incontrare o che ho incontrato in passato e dopo, successivamente, andare a rimuoverli quasi "materialmente" per come posso con la ricapitolazione.

Poi oltretutto fino ad ora le poche tornate che ho fatto si sono concentrate su 2-3 cose massimo,(le più impellenti) le altre non le ho toccate, eventualmente lo farò in futuro, dopo altre autoanalisi e , si spera , dopo una fase più concreta e pratica di vita vissuta un minimo più sciolto e libero da legami col passato,magari escono in tal modo altre cose che ora non mi sovvengono.
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Ultima modifica di luke : 25-03-2012 alle ore 01.02.36.
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Vecchio 25-03-2012, 01.08.54   #70
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Non sarebbe più corretto dire allora "tento di ricapitolare più volte finchè non ricapitolo?". Da quel che ho capito, forse poco e male, la ricapitolazione è un processo che o lo fai o non lo fai, i vari tentativi ritornando sul tema da ricapitolare sono forse quelli che qui si sono chiamati autoanalisi, da cui la confusione tra analisi e ricapitolazione..
In un certo senso è giusto. Si è ricapitolato quando si è ricapitolato. Ma prima di ricapitolare è neceassario fare delle ricapitolazioni possibili. Cioè si passa più volte la stessa emozione, lo stesso episodio perchè ogni volta acquista ricordi nuovi, maggiore chiarezza ma soprattutto ogni volta viene svuotato della forza emotiva che inconsapevolemnte avevamo lasciato li.
Questo che ho detto può anche dare l'idea di cosa accade quando si è finito di ricapitolare.
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Vecchio 25-03-2012, 01.12.56   #71
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Aggiungo al post precedente, che ricapitolare tutto in una volta sola credo che comporti una tale dosa di energia che per quanto mi riguarda non credo di poter impiegare.
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Vecchio 25-03-2012, 01.17.27   #72
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Aggiungo al post precedente, che ricapitolare tutto in una volta sola credo che comporti una tale dosa di energia che per quanto mi riguarda non credo di poter impiegare.
In effetti non dico sia sfiancante ma parecchio impegnativa come cosa....poi mentre sei all'opera ritornano fuori sensazioni piuttosto forti anche durante il resto della giornata, alternate a momenti di quiete , di energia ne consumi parecchia anche se si presume che poi te ne ritroverai ancora di più una volta finita una tornata.
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Vecchio 25-03-2012, 10.39.50   #73
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Ma in definitiva in cosa consiste la ricapitolazione ?
Cosa si fa quando si ricapitola cioe' si rivive un'esperienza , ogni esperienza vissuta ?
Diceva Uno si producono nella nostra mente delle copie dell'esperienza ma queste copie se ripetono il fatto in realta' anche ne differiscono , non sono uguali al fatto perche' ne sono in parte un'astrazione .
In parte , perche' da un verso fanno riferimento all'esperienza vissuta e dall'altro sono smaterializzate e sublimate cioe' arricchite di un significato che vale per tutti e quindi trascendente l'esperienza concreta .
Le copie dei fatti sono dunque arricchite di un senso comune cioe' che vale per tutti ma personale nello stesso tempo e queste copie cosa sono se non simboli ?
Dunque se questo e' vero l'analisi differisce dalla ricapitolazione per il fatto che la prima e' solo un sezionare , rivedere nei particolari l'esperienza vissuta come prima fase di un processo mentre ricapitolare e' arricchire l'esperienza di un senso attraverso il valore simbolico che quell'esperienza ha , assume per noi .
Questo arricchimento di senso e significato fa la differenza e' il risultato del lavoro e' un vedere quello che sta nascosto dietro al fatto vissuto .

Ultima modifica di nikelise : 25-03-2012 alle ore 10.52.37.
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Vecchio 25-03-2012, 11.27.20   #74
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C'e' una frase molto'' ad effetto'' in alchimia :

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Non sarebbe più corretto dire allora "tento di ricapitolare più volte finchè non ricapitolo?". Da quel che ho capito, forse poco e male, la ricapitolazione è un processo che o lo fai o non lo fai, i vari tentativi ritornando sul tema da ricapitolare sono forse quelli che qui si sono chiamati autoanalisi, da cui la confusione tra analisi e ricapitolazione. Voglio dire che finchè si ha il dubbio o la certezza di aver ricapitolato solo in parte forse si è solo fatto autoanalisi ma non si ha ancora ricapitolato.
Come con il TA, finchè il calore e la pensantezza non è in tutto il corpo stiamo tentanto di fare il TA.
Una cosa ricapitolata è ricapitolata, non credo richieda necessità di tornarci altre volte.

Il mio è puro ragionamento logico, può darsi che mi sbaglio.
Una cosa ricapitolata è ricapitolata ma a volte, per arrivarci, dobbiamo passarla più volte. Il motivo dipende dalla nostra capacità di vivere quello che abbiamo non vissuto tutto in una volta.
Quando una cosa è ricapitolata si capisce dal fatto che se si rievoca il ricordo esso fluisce ma non provoca emozioni. Pur permanendo il ricordo delle stesse.
Se invece un ricordo mi provoca emozioni qui adesso non è ricapitolato. Fine, tutto qui.

La ricapitolazione non prevede "parole", ossia un pensiero dialettico. E' evidente che può provocare delle riflessioni, dato che grazie ad essa emergono altre cose, tra cui le connessioni degli eventi della nostra vita. Diventano chiari. Capiamo che un episodio era stato innescato da un altro e cose così. Questo può portare ovviemente a dei ragionamenti, a dei pensieri, che possiamo anche chiamare analisi se vi va, ma io la vedo più sintesi. E' però certamente un arricchimento ed un ampliamento della visione della propria vita... qui forse c'è un acquisizione di senso che non so se è ciò che intendeva Nike o no.

Ma soprattutto c'è un recupero energetico. E' questo un aspetto del suo scopo. Certamente costa fatica, sopratuttto all'inizio, anche se poi scorre. Ma si recuperano le energie che abbiamo lasciato indietro, negli episodi non vissuti o vissuti parzialmente, roba che forma complessi che poi vivono di vita propria. Quindi la ricapitolazione, tra l'altro, scioglie i nodi, i complessi, e restituisce libertà.
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