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Vecchio 23-04-2008, 13.06.08   #1
griselda
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Predefinito Un mostro che si chiama ansia

Cammino da sempre con un gigante sulle spalle che si chiama ansia.
Nonostante sia enorme gli avevo dato un sacco di nomi tranne quello giusto, insomma un mostro trasformista che mi ha schiacciato per tutta la vita. Persino se analizzo gli eventi della mia vita scopro che in qualche modo è stato questo mostro a farmi agire a mai io. Tutto quello che ho fatto e compiuto è stato compiuto e fatto sono l’anestetico di questo essere mostruoso che si nutre della mia energia tanto da rendermi pigra e così crearsi un mostro amico con il quale fare comunella a mie spese.
Ho portato talmente tanto peso che il solo guardarmi allo specchio avrebbe dovuto mettermi in allarme, ascoltando il mio corpo avrei dovuto vederne gli effetti: muscoli e tendini tesi all’inversomile.
Vi va di dirmi qualche consiglio pratico su come posso, non dico subito, liberarmi di questo mostro, che deve essere enorme, ma almeno come non alimentarlo costantemente come sono abituata ormai a fare dalla mia infanzia?
Ci sono dei passi da compiere che possa comprendere e soprattutto mettere in atto?
Non ho intenzione di impasticcarmi come la medicina ordinaria consiglia, non credo a questo tipo di cure che drogano la persona ulteriormente io voglio prendere in mano la mia situazione, non scappare dalla porta di servizio ancora una volta.
Tutti i consigli sono bene accetti, grazie infinite a tutti voi.
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Vecchio 23-04-2008, 14.09.15   #2
Ray
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Ci sono tantissime cose che si possono dire su questo argomento e non è certo con un post (e neanche con un tread) che si possono dirimere tutte. Inoltre è bene a mio avviso tenere il discorso anche in termini generici... i consigli si possono dare ma ogni situazione è una storia a se e per affrontarla non bastano certo i pochi cenni che possiamo avere qui, poi ognuno con se stesso può riportare le cose nell'ambito della sua propria vita e situazione e vedere se gli servono o meno. Come dire che non possiamo aspettarci di trovare l'origine di un problema specifico (che andrebbe ricercato) in questa sede.

Una delle mille cose che si possono dire e che forse per iniziare può essere utile a molti, senza occuparci subito delle storie personali, è che l'ansia quasi sempre diminuisce di molto (o addirittura scompare) quando siamo concentrati. Non parlo solo di esercizi specifici di concentrazione (molto utili... il TA per esempio può avere buoni risvolti in questa cosa anche se come effetto secondario) ma anche e soprattutto della concentrazione con cui facciamo le cose. Stare nell'adesso, non nel senso di qui e ora che sennò qualcuno tira fuori l'aion , ma nel senso di svolgere le attività che ci capitano in quel momento con la massima intensità possibile, impedendo più che si può alla mente di svolazzarsene in giro (anche e soprattutto su quello che dobbiamo fare dopo) aiuta notevolmente.
Non che risolve alla radice (anche se se fossimo sempre sempre concentrati il problema almeno si trasformerebbe) ma fornisce, dopo un certo tempo, una maggiore quantità di energia e una maggiore autonomia nel riceverla che poi permette di compiere meglio altri passi. Da inoltre dei momenti sempre più lunghi di diciamo ristoro che poi possono diventare una forza aggiunta, un'arma, un ricordo a cui tornare, un punto di riferimento comportamentale, sia fisico che mentale.
Quindi per adeso m sento di consigliarti questo... di provare a stare concentrata, "ferma" in quello che fai, soprattutto se si tratta di azioni quotidiane e semplice, acquisite, dal lavarsi i denti al preparare da mangiare (poi da trasportare anche in altre più complesse). Senza per questo aspettarsi grossi risultati immediati... come dire che l'aspettativa che l'ansia cali perchè ci si sta concentrando toglie la concentrazione e ripuff nell'ansia.

Poi c'è la questione centrale del non avere paura dell'ansia, sulla quale c'è tantissimo da dire (messa giù così non vuol dire quasi nulla) ma che almeno in parte è connessa col non aspettarsi risultati e non temere di averne quando non si riesce o non si riesce del tutto ad operare bene. Si deve concedersi il tempo necessario a modificare meccanismi forti e antichi, quindi avere pazienza e cercare di valorizzare i momenti "buoni" senza demonizzare quelli in cui, nonostante gli sforzi, l'ansia c'è comunque.

Bon ripeto, ci sono altre mille cose da dire... un po' alla volta.
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Vecchio 23-04-2008, 15.11.32   #3
griselda
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Ci sono tantissime cose che si possono dire su questo argomento e non è certo con un post (e neanche con un tread) che si possono dirimere tutte. Inoltre è bene a mio avviso tenere il discorso anche in termini generici... i consigli si possono dare ma ogni situazione è una storia a se e per affrontarla non bastano certo i pochi cenni che possiamo avere qui, poi ognuno con se stesso può riportare le cose nell'ambito della sua propria vita e situazione e vedere se gli servono o meno. Come dire che non possiamo aspettarci di trovare l'origine di un problema specifico (che andrebbe ricercato) in questa sede.
Innanzitutto grazie Ray, poi mi domando se potrebbe servirmi aprire un thread su ciò che mi mette ansia o che me l'ha messa in passato, oppure dovrei spingermi in terapia da un buon psicologo che mi aiuti ad arrivare dove non arrivo.


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Una delle mille cose che si possono dire e che forse per iniziare può essere utile a molti, senza occuparci subito delle storie personali, è che l'ansia quasi sempre diminuisce di molto (o addirittura scompare) quando siamo concentrati. Non parlo solo di esercizi specifici di concentrazione (molto utili... il TA per esempio può avere buoni risvolti in questa cosa anche se come effetto secondario) ma anche e soprattutto della concentrazione con cui facciamo le cose. Stare nell'adesso, non nel senso di qui e ora che sennò qualcuno tira fuori l'aion , ma nel senso di svolgere le attività che ci capitano in quel momento con la massima intensità possibile, impedendo più che si può alla mente di svolazzarsene in giro (anche e soprattutto su quello che dobbiamo fare dopo) aiuta notevolmente.
Non che risolve alla radice (anche se se fossimo sempre sempre concentrati il problema almeno si trasformerebbe) ma fornisce, dopo un certo tempo, una maggiore quantità di energia e una maggiore autonomia nel riceverla che poi permette di compiere meglio altri passi. Da inoltre dei momenti sempre più lunghi di diciamo ristoro che poi possono diventare una forza aggiunta, un'arma, un ricordo a cui tornare, un punto di riferimento comportamentale, sia fisico che mentale.
Quindi per adeso m sento di consigliarti questo... di provare a stare concentrata, "ferma" in quello che fai, soprattutto se si tratta di azioni quotidiane e semplice, acquisite, dal lavarsi i denti al preparare da mangiare (poi da trasportare anche in altre più complesse). Senza per questo aspettarsi grossi risultati immediati... come dire che l'aspettativa che l'ansia cali perchè ci si sta concentrando toglie la concentrazione e ripuff nell'ansia.
Sto facendo il T.A. a volte mi aiuto anche con registrazioni audio in modo che l'ascolto mi aiuti a concentrarmi meglio e in effetti qualcosa fa perchè sento la tensione nel corpo alleggerita spesso.
Per quanto riguarda la concentrazione nelle azioni quotidiane, ho notato che non posso perdere di vista il mio corpo è esso che ( almeno a me pare) mi da dei segnali di stress. Spetta che mi spiego, Ieri mi sono concentrata sul post che volevo mettere in viaggi la concentazione mentale era li, ma ad un certo punto mi sono accorta che il corpo soffriva ero tesissima come stessi per dare un esame da cui dipendeva la mia vita, non so se è compensibile, dovevo dirmi ogni istante che non ero sotto accusa, che non avevo fretta, che non era una prova da superare, che dovevo farlo con calma e che non c'era nulla di urgente o di preoccupante, che non sarebbe stato comunque perfetto, tanto per farmi capire dovevo parlare con me per mollare la tensione che mi prende qualunque cosa io faccia, se mi distraggo il corpo si tende in maniera esponenziale. So che dietro ci sta anche l'ip che lavora e cerco di non darle importanza. Ma è tutto meccanico, automatizzato tanto che va da se, se per un attimo mi distraggo.

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Poi c'è la questione centrale del non avere paura dell'ansia, sulla quale c'è tantissimo da dire (messa giù così non vuol dire quasi nulla) ma che almeno in parte è connessa col non aspettarsi risultati e non temere di averne quando non si riesce o non si riesce del tutto ad operare bene. Si deve concedersi il tempo necessario a modificare meccanismi forti e antichi, quindi avere pazienza e cercare di valorizzare i momenti "buoni" senza demonizzare quelli in cui, nonostante gli sforzi, l'ansia c'è comunque.

Bon ripeto, ci sono altre mille cose da dire... un po' alla volta.
Direi che nell'ultima parte parli di lasciarsi andare o sbaglio e di accettare tutto ciò che viene, l'ansia deriva dalla paura e l'ansia l'alimenta è un circolo vizioso.
Ci vedo acnhe la paura di aver perso il controllo che poi controllo di che, che non ne ho su nulla?
Spunta da cose banali come aver dimenticato una cosa banale, di aver fatto qualcosa dimenticamedomi di qualcosa di cui dovevo tenere conto, quindi anche dall'autogiudizio giusto?
Lo so, lo capisco che per ovviare al problema bisogna lavorare su tante cose ma per iniziare seguirò i tuoi consigli: TA e concentrazione, perchè se mi metto davanti un infinità di cose me la vedo spuntare all'orizzonte grazie Ray.
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Vecchio 23-04-2008, 15.32.03   #4
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Ieri mi sono concentrata sul post che volevo mettere in viaggi la concentazione mentale era li, ma ad un certo punto mi sono accorta che il corpo soffriva ero tesissima come stessi per dare un esame da cui dipendeva la mia vita, non so se è compensibile, dovevo dirmi ogni istante che non ero sotto accusa, che non avevo fretta, che non era una prova da superare, che dovevo farlo con calma e che non c'era nulla di urgente o di preoccupante, che non sarebbe stato comunque perfetto, tanto per farmi capire dovevo parlare con me per mollare la tensione che mi prende qualunque cosa io faccia, se mi distraggo il corpo si tende in maniera esponenziale.
Ecco, questo è un bell'esempio di quel che intendevo. Stavi facendo il post ma la mente stava facendo altro, tanto che dialogavi con te stessa... ma non stavi scrivendo di viaggi?

Concentrazione non vuol dire tensione eccessiva, anzi dovrebbe incorrere un certo rilassamento, almeno del corpo. Certo che una certa tensione c'è... siamo tesi verso qualcosa, ma possiamo restare raccolti, concentrati appunto. Diciamo che anche se la mente e il corpo lavorano (e quindi una certa tensione muscolare non eccessiva può starci) dovrebbero fare la stessa cosa... occuparsi assieme di quel che TU stai facendo, non che lo fa il corpo e la mente automatica ti suggerisce robe tipo devi fare bene o non stai facendo bene o cose così. O meglio, la mente automatica può anche suggerire, siamo noi che non dovremmo dargli più di tanta retta e continuare a fare. Ripeto: non che questo sia solutivo ma rafforza tantissimo e da energie per altro.

Si, c'è anche una sorta di lasciarsi andare, anche se non è il termine perfetto a mio avviso. Ma in qualche modo dobbiamo lasciarci concentrare... è come se l'altra parte facesse resistenza alla nostra concentrazione... ma anche qui, se guardiamo sto fatto troppo, rischiamo di distrarci da quel che facevamo. Sarebbe da mettere intensità in quel che facciamo con serenità, senza darci importanza eccessiva... importanza verso i risultati... fare per fare, magari perchè fa bene (e se non fa pazienza).

Il discorso sulla pazienza che si faceva tempo fa è connesso. Pazienza non è solo saper aspettare ma anche dire "eh bon" quando le cose vanno come vanno e non come vorremmo... si dice "pazienza..."

Mi ricordo di una frase di un qualche maestro orientale, non so più chi, che diceva che il segreto per la serenità è la collabrazione incondizionata con l'inevitabile... bon, bello sarebbe, intanto possiamo darci da fare un po' senza preoccuparci troppo.
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Vecchio 23-04-2008, 16.24.49   #5
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Ecco, questo è un bell'esempio di quel che intendevo. Stavi facendo il post ma la mente stava facendo altro, tanto che dialogavi con te stessa... ma non stavi scrivendo di viaggi?
Adesso risondo solo a questo pezzo.
eggià? Sai cosa: ho sempre paura di aver dimenticato qualcosa, di dimenticare qualcosa insomma te la li che spunta fuori e manco me ne accorgo. Cioè forse scambio l'impegno per perfezione?
A questo punto ho dei seri dubbi di sapere cosa sia la concentrazione anzi non l'ho mai compresa anche se avete tentato di spiegarmela in un altro thread, probabilmente dovrò impararla.
La pazienza è la famosa compensazione alla mancanza?
Va bon, granzie ancora Ray intanto vedo di allenarmi con il TA probabilmente allenandomi li qualcosa imparerò.
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Vecchio 23-04-2008, 20.59.35   #6
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Adesso risondo solo a questo pezzo.
eggià? Sai cosa: ho sempre paura di aver dimenticato qualcosa, di dimenticare qualcosa insomma te la li che spunta fuori e manco me ne accorgo. Cioè forse scambio l'impegno per perfezione?
A questo punto ho dei seri dubbi di sapere cosa sia la concentrazione anzi non l'ho mai compresa anche se avete tentato di spiegarmela in un altro thread, probabilmente dovrò impararla.
La pazienza è la famosa compensazione alla mancanza?
Va bon, granzie ancora Ray intanto vedo di allenarmi con il TA probabilmente allenandomi li qualcosa imparerò.
Prima ero concentratissimo su una partita ad un videogioco che stavo facendo. Ho ottenuto un punteggio pessimo (certamente per colpa della sfiga sisi) e inoltre in se la partita e tutto il videogioco non serviva ne alla mia crescita individuale ne al mondo... anzi non serviva proprio a nulla. Però ero immerso e non avevo ansia e, da un certo punto di vista non potevo averne finchè restavo concentrato. Certo, se avessi avuto un impegno e per via della partita avessi rischiato di fare tardi, una parte di me avrebbe tarlato...

vabbeh tutto questo forse non c'entra nulla ma mi andava di dirlo, in ogni caso la concentrazione è un mezzo anche se ottenerla può sembrare un fine se sto dedicandomi ad impararla.

Scambiare impegno per perfezione è scambiare il fare con il risultato. Si può fare con impegno e ottenere perfezione (sempre relativa) oppure no, così come si può fare senza impegno e ottenere qualsiasi risultato, anche se con l'impegno è più probabile un risultato un po' migliore. Ma il suggerimento è proprio di non occuparsi del risultato, ma della modalità con cui facciamo.

Una mancanza si potrebbe compensare solo con un'altra mancanza, oppure riempirla ma allora sarebbe eliminare la mancanza, rimediarvi. La pazienza è però una modalità con cui afforntarla a volte.

L'idea del TA è buona per come la penso, ma non puoi fare TA tutto il giorno o troppo spesso (anche se...). Invece se usi anche la questione delle piccole cose fatte con concentrazione e intensità hai qualcosa che puoi applicare in qualsiasi momento...
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Vecchio 23-04-2008, 21.19.16   #7
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Stare nell'adesso, non nel senso di qui e ora che sennò qualcuno tira fuori l'aion , ma nel senso di svolgere le attività che ci capitano in quel momento con la massima intensità possibile, impedendo più che si può alla mente di svolazzarsene in giro (anche e soprattutto su quello che dobbiamo fare dopo) aiuta notevolmente.
Per come io la vivo infatti l'ansia è una paura sempre spostata nel futuro, nel dopo: mi prende quando so che devo affrontare una situazione soprattutto nuova, ma non ho la minima idea di quello che mi aspetterà. Concentrarsi su quello che si sta facendo aiuta molto infatti, cerco di farlo in ogni cosa quando so che non ho via di fuga a quello che tanto mi spaventa e mi aspetta, perchè è l'unico modo per non far tornare la mente lì. A volte addirittura mi tranquillizzo pensando che ho davanti ancora un po' di tempo, cerco di godermi quello, manco dovessi morire. E sì... la tensione rimane, se mi fermo ad ascoltare il corpo ci trovo di tutto.
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Vecchio 23-04-2008, 22.21.46   #8
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Anche io ci soffro un po' e ti capisco, perchè penso sempre al futuro, e sopratutto mi creo degli ostacoli prima del tempo, e questo non mi fa godere il presente.

A volte per calmare l'ansia può essere utile lo sport, l'alimentazione, ed il rilassamento del corpo. Infatti molto spesso le tensioni muscolari possono predisporre all'ansia.

Ovviamente però le radici vanno viste con un lavoro interiore più che fisico, comunque si può diminuire, ma eliminare non saprei...

Ci sono ansie di cui tutti soffriamo: la guerra, le malattie, la povertà, la solitudine. Nessuno è immune. La differenza è che chi soffre d'ansia magari ci pensa troppo e gli da un peso eccessivo.

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Vecchio 23-04-2008, 22.46.59   #9
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Per come io la vivo infatti l'ansia è una paura sempre spostata nel futuro,
Si Sha hai ragione, io ho la sensazione per ogni cosa che faccio ( questa è patologica) che non vedo l'ora di finire, sono spostata sulla fine, non mi godo il momento, non so come farlo credo di non averlo mai imparato.
Se gioco al videogioco sono talemente in tensione che sono prosciugata dopo, non gioco per giocare ma per finire il livello passare al successivo.( questa è brama)
Se guardo un film giallo sono spostata sempre sull'indovinare chi è l'assassino, in compenso mi perdo sempre l'inizio del film perchè non riesco a concentrarmi subito.
Ho provato a non pensare a ciò che devo fare, tipo domani dovrò vedere una persona di cui non so nulla quindi non ci penso, faccio altre cose ma ogni tanto la mente mi riporta al mio impegno per far si che non mi dimentichi e quando ci penso una staffilata al cuore mi prende come una puntura al petto.
La mia ansia nasce dal non controllare una situazione, la paura di perdere il controllo della stessa credo.
Se rivado al mio passato ci trovo quest'ansia in tutte le mattine quando dovevo andare a scuola ero terrorizzata, quando mi alzavo dal letto era come se dovessi andare in guerra, se ripenso a quanta paura ho sempre avuto e non ho mai detto niente a nessuno tenendo tutto dentro altro che ansia poteva scaturirne. O quando un mio coetaneo mi minacciò per mesi di dire che avevo fatto qualcosa di cui mi vergognavo, a tutte le maestre, mi ricattava e io andavo a scuola con il terrore di lui e della sua minaccia. Ma questo è solo uno degli episodi che contraddistinguono la mia vita.
Li attiravo come le mosche.
Potrei metterli tutti qui in fila e crerei un'anaconda.
Aggiungete un padre ed una madre ansiosi e ne esce un bel cocktail. io.
Sono cresciuta a pane paura e ansia.
Vabbon non si piange sul latte versato mi concentro sulla concentrazione e quello che ne verrà verrà.
Mi è venuto in mente prima che da bambina mia mamma mi portò a fare degli esami tra cui uno strano esame con un boccaglio in bocca attaccata ad una macchina, dovevo respirare li dentro e mi pare che fosse un esame per la tiroide, poi mi diedero una cura di calcio, ma sono passati così tanti anni che non ricordo più.
Grazie ragazzi
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Vecchio 23-04-2008, 22.54.32   #10
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Anche io ci soffro un po' e ti capisco, perchè penso sempre al futuro, e sopratutto mi creo degli ostacoli prima del tempo, e questo non mi fa godere il presente.

A volte per calmare l'ansia può essere utile lo sport, l'alimentazione, ed il rilassamento del corpo. Infatti molto spesso le tensioni muscolari possono predisporre all'ansia.

Ovviamente però le radici vanno viste con un lavoro interiore più che fisico, comunque si può diminuire, ma eliminare non saprei...

Ci sono ansie di cui tutti soffriamo: la guerra, le malattie, la povertà, la solitudine. Nessuno è immune. La differenza è che chi soffre d'ansia magari ci pensa troppo e gli da un peso eccessivo.

Ecco in effetti era l'unica cosa che mi faceva stare bene, lo sport. Dovrei riprendere a fare qualcosa, beh certo oggi devo fare qualcosa di dolce con miei muscoli massacrati dalla tensione ma mi ha dato una buona idea grazie Astral
Ad esempio mi trovavo alla grande con i Tibetani mi facevano stare bene ma ho dovuto smettere per via di un dolore muscolare che ancora non ho risolto. Vabbeh troverò qualcosa di adatto, che non sia girare i pollici.
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Vecchio 24-04-2008, 22.27.33   #11
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Per quanto riguarda la mia esperienza con l'ansia, anch'io ne ho sofferto molto nella mia vita...
E l'ansia si associava sempre alla paura, paura di non farcela, paura del giudizio degli altri.
Così stavo sempre in tensione, sempre in pensiero per quello che mi aspettava, o che qualcosa mi sfuggisse al controllo, o per la paura di sbagliare qualcosa...
Mi succedeva anche che per dare una buona impressione di me agli altri mi davo degli standard che poi dovevo rispettare e questo mi metteva un'enorme ansia, e chiedevo scusa se avevo sbagliato qualcosa o se non c'ero riuscita, ma qualche volta me ne accorgevo soltanto io perchè gli altri non ci facevano nemmeno caso...
Ma per fortuna (e anche per lo sprone di persone amiche) c'erano dei momenti e anche delle giornate in cui quest'ansia rallentava la presa ed anzi spariva, ed erano quelli in cui potevo fare qualcosa per me, qualcosa che mi piaceva e di cui mi appassionavo, qualcosa che nessuno poteva giudicare perchè era soltanto mia, in questi passatampi mi sembrava di rinascere...
Visto che concentravo naturalmente lì tutta la mia attenzione, mi dimenticavo delle cose che mi creavano ansia....
Poi si sa veniva il momento di affrontarle, ma dopo questa ricreazione fisica e mentale le affrontavo più facilmente...
Quando si fa qualcosa per se stessi, qualsiasi cosa che piace, una passeggiata, un libro che ti prende, un lavoro a maglia, una cosa creativa tipo scrivere o disegnare, ascoltare musica, realizzare una ricetta di cucina, un gioco in compagnia dove ci si impegna per vincere in un sano agonismo che è anche divertente, il tempo passa più piacevolmente che stare a pensare...
Qualche volta capita anche che poi sto in ansia perchè per fare una cosa piacevole ho trascurato quello che dovevo fare, però pensandoci bene tante cose ce le imponiamo noi, ci diamo noi un sistema a cui se poi non riusciamo a stare dietro ci sentiamo in colpa...
Un periodo mi è successo anche di chiedere scusa se mi prendevo dei momenti nella giornata tutti per me... quasi togliessi qualcosa agli altri...

Ora non soffro più tanto di ansia perchè ho imparato a prendere le cose come vengono, dove è richiesto l'impegno ce lo metto, ma non pretendo più tanto da me per poi sentirmi in colpa perchè non sono riuscita...
L'ansia di perfezione è pretendere troppo da noi stesse, siamo quelle che siamo e dobbiamo accettarci e volerci bene...
Il voler migliorare è una cosa positiva, ma stando meglio con noi stesse miglioreremo naturalmente senza sforzo, se ci vogliamo bene scopriamo che se pensiamo un po' o noi non succede nulla di terribile e ci guadagnamo anche nelle altre cose.... e siamo più contente e più rilassate.

Ora cerco il più possibile di essere come sono, un giorno più in forma in cui riesco a fare tante cose, altri un po' meno... e gli altri mi accettano come sono, così un po' alla volta riesco a scacciare l'ansia anche se ti confesso non è ancora scomparsa del tutto, ma almeno così riesco a tenerla sotto controllo.

Un abbraccio

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Vecchio 25-04-2008, 09.50.30   #12
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Volevo aggiungere che poi c'è un'altra ansia più difficile da controllare, che è quella che danno le preoccupazioni contingenti della vita, quando mi prende questa ansia non riesco proprio a rilassarmi qualsiasi cosa faccia, perchè il mio pensiero corre automaticamente sulla preoccupazione, in questo caso l'unico modo di tenerla a bada è di affrontare la cosa che mi preoccupa, o se non posso di accettarla, perchè l'ansia tende a ingigantire le cose in un modo tale che le sentiamo come una minaccia incombente, e più si ingigantiscono più ci fanno paura più cresce l'ansia...
Ma ho visto anche che affrontandole l'ansia sparisce perchè l'ansia è soprattutto un pensiero, quando si agisce l'attenzione si sposta sull'azione quindi il pensiero ansioso si blocca.
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Vecchio 25-04-2008, 11.00.45   #13
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Per quanto riguarda la mia esperienza con l'ansia, anch'io ne ho sofferto molto nella mia vita...
E l'ansia si associava sempre alla paura, paura di non farcela, paura del giudizio degli altri.
Così stavo sempre in tensione, sempre in pensiero per quello che mi aspettava, o che qualcosa mi sfuggisse al controllo, o per la paura di sbagliare qualcosa...
Anche io conosco bene l'ansia, ci ho convissuto per così tanto tempo che adesso quando sto bene troppo a lungo mi preoccupo e la vado a cercare.. sembra una sciocchezza, ma in realtà in un certo senso sono affezionata alla sofferenza e a quello che per me rappresentava (e rappresenta a volte..)
La dico tutta.. per me, il fatto di preoccuparmi sempre per gli altri, era un non voler vedere i miei di problemi, e anche il fatto di voler apparire a tutti i costi la buona di turno, un gioco al massacro che si basava sull'immagine che credevo di dover dare al fuori... tu Stella hai detto che all'ansia si associava la paura, io ho come l'impressione che fosse il contrario.. la paura diventava ingestibile e si trasformava in ansia (panico per me).
Anche in quel "tutto sotto controllo", mi ci ritrovo molto ... il controllo pero' non era al mio interno, ma sull'esterno e finchè è così, finchè si cerca di gestire (inconsciamente) gli altri, di dare loro un'immagine di perfezione (quella che noi crediamo sia perfezione agli occhi degli altri), tutto quel che si ottiene è di vivere costantemente sotto pressione (una pressione che ci generiamo da sole pero'.. gli altri ci "filano" molto meno di quanto immaginaniamo e non gli importa poi molto se un altro è "perfetto" o meno.., ma se trovano uno sempre disposto a correre per loro, possono approfittarsene inconsciamente o meno...)

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Volevo aggiungere che poi c'è un'altra ansia più difficile da controllare, che è quella che danno le preoccupazioni contingenti della vita, quando mi prende questa ansia non riesco proprio a rilassarmi qualsiasi cosa faccia, perchè il mio pensiero corre automaticamente sulla preoccupazione, in questo caso l'unico modo di tenerla a bada è di affrontare la cosa che mi preoccupa, o se non posso di accettarla, perchè l'ansia tende a ingigantire le cose in un modo tale che le sentiamo come una minaccia incombente, e più si ingigantiscono più ci fanno paura più cresce l'ansia...
Ma ho visto anche che affrontandole l'ansia sparisce perchè l'ansia è soprattutto un pensiero, quando si agisce l'attenzione si sposta sull'azione quindi il pensiero ansioso si blocca.
Avete mai notato che nell'urgenza, è come se non ci fosse tempo per avere ansia? se capita qualcosa fra capo e collo, di poco piacevole, ma per cui c'è la necessità di muoversi, di fare per risolvere subito , non c'è tempo per pre-occuparsi perchè ci si deve occupare subito della cosa... mentre se c'è il tempo per pre-occuparsi la mente ingigantisce la cosa, che diventa enorme e ci si fantastica sopra (si immaginano un sacco di possibilità che poi non corrisponderanno mai a come andrà effettivamente la cosa) e questo da quel che ho visto su di me è sempre deleterio... ci lasciavo un sacco di energie in tutti quei "se", "ma" e immagini spaventose che mi si paravano davanti.. dunque quel che cerco di fare è cercare di vivere il meno possibile nel futuro , in quel possibile futuro che è nella mia mente , e quello che consigliava Ray a Gris qualche post sopra, per me si è rivelato un buonissimo metodo. Il problema dell'ansia è alla fin fine che si vive sempre spostati nel futuro.. non ci si gode mai il momento presente, e anche se c'è all'orizzonte una grossa novità (che sia negativa o positiva), la cosa importante credo sia si prepararcisi, ma senza vivere già in quell'ipotetico momento perdendosi le piccole cose..

ps: Il dedicare del tempo a sè stessi Stella credo sia un ottimo modo, per volersi bene e per spostare l'attenzione su sè stessi almeno in un momento della giornata, piuttosto che sempre e solo sugli altri e sulle loro esigenze...


Ultima modifica di RedWitch : 25-04-2008 alle ore 11.04.18. Motivo: aggiunto una "a" non si capiva il senso di una frase
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Vecchio 14-05-2008, 13.44.14   #14
griselda
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Mi è successa una cosa e vorrei capire se è possibile che succeda ciò che mi è successo insomma comprendere meglio sta cosa.
Lo stres mi porta l'ansia e l'ansia mi porta lo stres mi pare di aver visto.
Ma mi è capitato di essere stressata ed in andare in ansia e essere catapultata nel passato. Mi spiego meglio,( forse se ci riesco eh) degli eventi mi hanno messo in surpluss ed è arrivato lo stres non sono riuscita a staccarmene e mi è presa l'ansia, ma un ansia non per ciò che avevo risolto, li nonostante l'ansia che avevo, ho fatto ciò che dovevo fare. Ma mi è scivolata o questo è quello che mi è parso, dove sono più debole, dove ho una mancanza. Ovvero è come se quell'ansia mi avesse rispedito nel passato, uff non riesco a dirlo bene. Mi sono ritrovata in ansia per qualcosa che al momento non esisteva, come se l'ansia provata mi avesse fatto rivivere il passato, chissà forse in quel passato dove mi capitò di viverla? Può essere o sono seghe mentali? Avete presente l'abbinamento automatico? Provo questa sensazione e la mente mi ripresenta tematiche che nulla hanno a che vedere con il presente, ma nel presente penso che succeda o possa succedere, il tutto automaticamente senza avere una spiegazione plausibile. Come se l'ansia mi ripresentasse le varie possibilità in cui l'ho provata e li partono i fantasmi.
A quel punto sono già dopata e tutto quello che ne consegue è sonno che crea l'assurdo.
Mi rendo conto che non è chiaro non riesco a dirlo meglio.
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Vecchio 13-06-2008, 15.45.57   #15
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Allora uno dei miei demoni è senz'altro la paura che genera l'ansia....
Abbiamo visto che la concentrazione aiuta a non perdersi nelle pippe mentali a rimanere nel qui e ora.
Oggi mentre mi osservavo, osservavo i miei pensieri, appena qualcosa si scostava da ciò che mi aspettavo tentava di prendere possesso di me, sussurrandomi cose spiacevoli se le avessi ascoltate mi avrebbe preso l'ansia e mi sarei stressata.
Mi sono allora messa a guardare l'acqua scorrere e a vedere i miei pensieri trasportati via dalla corrente, ad osservare gli insetti, e le foglie bucate da essi e piano piano la paura si affievoliva, ma come smettevo di concentrare l'attenzione su altro da me la vedevo riapparire con i suoi soliti sussurri. Tra l'altro mi suggeriva anche cose assurde, come se cercasse in tutti i modi possibili un varco per entrare ed impossesarsi di me. E' stata un lotta, proprio una vera lotta per non cedere alla tentazione se appena mi distraevo zack quando non riuscivo più a concentrarmi cercavo di aiutarmi con la razionalià (scusate ma viene da ridere al solo nominarla)
Insomma è stata come una partita a scacchi e per oggi è andata abbastanza bene.

Mi domando come si sarà insinuato in me questo demone? E se serve ricapitolare tutti gli episodi infantili in cui l'ho vissuta?
Magari li metterei qui se va bene, o no?
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Vecchio 11-04-2009, 23.40.56   #16
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Predefinito l' ansia

Anch'io sono una persona ansiosa e vorrei migliorare perchè molte volte mi sta fare male senza che poi succeda nulla di quello che la mia mente prevede.Vi porto un esempio: oggi abbiamo accompagnato nostro figlio in Trentino a raccogliere dei ginepri. Ci siamo fermati presso una ripidissima salita sulla quale c'era la linea ferroviaria , lui si è arrampicato su come uno stambecco e dal momento che dal basso non riuscivo a vederlo mi sono arrampicata anch'io; è passato il treno, io ero sul bordo della linea ferroviaria (chissà cosa ha pensato il macchinista) e , con le gambe che tremavano, son scesa. Mio mariro non era assolutamente preoccupato, giustamente asseriva che il ragazzo non è scemo e si sa arrangiare.Dopo circa un'ora è riapparso, ferito alla mano perchè ha sradicato una pianta senza mettersi i guanti ma sano e salvo.Questo è solo un esempio, ma tante volte in situazioni analoghe, la mia mente comincia a partire per la tangente pensando solo a cose nefaste che potrebbero succedere. Poi mi sforzo di non pensaci, se ho la possibilità di farlo mi concentro su qualcosa per far passare il tempo e aspettare che l'episodio si concluda felicemente, ma vorrei capire perchè l'ansia mi fa pensare solo a cose brutte, anche se non credo di essere una persona pessimista.
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Vecchio 11-04-2009, 23.58.06   #17
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vorrei capire perchè l'ansia mi fa pensare solo a cose brutte, anche se non credo di essere una persona pessimista.
Io credo che sia l'inverso, cioè sia il pensare a cose brutte che ti genera ansia...

Le volte che sei riuscita a concentrarti realmente su altro, benchè in ansia, non sei stata meglio?
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Vecchio 12-04-2009, 21.57.52   #18
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Sì, senz'altro se mi concentro su qualcosa di diverso riesco a dominare la mia paura; quello che mi chiedo è: perchè mi devono venire in mente simili pensieri?
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Vecchio 12-04-2009, 23.06.26   #19
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Sì, senz'altro se mi concentro su qualcosa di diverso riesco a dominare la mia paura; quello che mi chiedo è: perchè mi devono venire in mente simili pensieri?
Perchè non riusciamo a vivere pienamente il presente... ma siamo spostati ad un futuro imminente e tremendo.. che poi non si avvera quasi mai, per fortuna.
Dirti il perchè questo accada non lo so, e non so nemmeno se accada a tutti, e in che misura, ma se per natura si è ansiosi (come me) capita spesso. Se cerchi di stare il più possibile nel tuo presente, senza lasciare che la mente vada dove vuole, le cose migliorano
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Vecchio 14-04-2009, 10.38.39   #20
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Sì, senz'altro se mi concentro su qualcosa di diverso riesco a dominare la mia paura; quello che mi chiedo è: perchè mi devono venire in mente simili pensieri?
Quello che ti ha detto RedW è sicuramente importante, ecco che se ancora non si riesce a dominare la mente concentrarsi il più possibile su altro aiuta molto.
Ad ogni modo credo che questa discussione possa esserti molto utile: Fatti male che godo!, in particolare questo post di Uno che copio:
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Esiste una sorta di vampiro interno, la nostra ombra detta in altro modo, che pur essendo noi ha una sua indipendenza e ha bisogno di nutrimento per continuare a vivere, paradossalmente a noi serve quest'ombra, senza saremmo carne morta, vegetali non dualisitici ("dualistici"come va di moda dire oggi) ma senza poter vivere realmente.
La risposta alla tua domanda è che simili pensieri vengono in mente proprio per nutrire questa parte, e che in quanto parte di noi, deve essere nutrita. Ciò che possiamo fare è darle in pasto coscientemente alcune cose che non ci piacciono o di cui possiamo fare a meno, altrimenti questa si prende da sola quello che vuole, e spesso ciò ci genera ansia perchè non siamo noi a deciderlo e ci troviamo investiti da pensieri macabri e schifosi...
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Vecchio 28-10-2010, 11.49.23   #21
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Poi c'è la questione centrale del non avere paura dell'ansia, sulla quale c'è tantissimo da dire (messa giù così non vuol dire quasi nulla) ma che almeno in parte è connessa col non aspettarsi risultati e non temere di averne quando non si riesce o non si riesce del tutto ad operare bene. Si deve concedersi il tempo necessario a modificare meccanismi forti e antichi, quindi avere pazienza e cercare di valorizzare i momenti "buoni" senza demonizzare quelli in cui, nonostante gli sforzi, l'ansia c'è comunque.
Eh scritto pare così semplice...spero sempre che una volta decisa una cosa, capito un meccanismo, puff! magicamente tutto si risolva.

Di ansia soffro anch'io, sono così ansiosa che oramai non sento quasi più nulla e quando mollo un attimo il controllo (perchè non ce la fò più) mi fà male quasi tutto e poi mi scatta la paura e la rabbia.

O forse è la frustrazione che mi genera paura ma bon, direi che rispetto ai suggerimenti di Ray capirlo in questo momento non è essenziale.

Ho provato a concentrarmi in quel che faccio ma ci sono momenti (come nell'esperienza del supermercato che avevo scritto) in cui sono distratta da mille cose, dalle voci dai rumori dai pensieri e vado completamente in tilt
Ho provato ad ascoltarla quest'ansia, senza darle nomi e quel che ne ho ricavato è un dolore fisico preciso e netto come un bollo doloroso prima appena sopra l'ombelico e un'altra volta all'altezza, più o meno, dello sterno. Sono fitte molto dolorose che allievo respirando e cercando di non pensare.(sarà un caso che mi è tornata la gastrite? )

Altre volte invece, specie se non sono nelle vicinanze di un letto, cerco di camminare immaginandomi puntolino nella città, non sò spiegarmelo bene ma se cerco di allargare la visuale alle vie parlallele e m'immagino altre strade e persone e case mi cala l'ansia, non sò perchè, forse mi sento meno sotto il controllo di me stessa
L'unica cosa che devo evitare è di pensare a delle persone care (o meno care ) perchè se entro nella sfera personale riconinciano a vorticare i pensieri.

Ecco, ci stò provando, e purtroppo non riesco a dirmi "pazienza" e qesta cosa mi fà stare quasi peggio, ho l'aggressività che scappa da tutte le parti e hai voglia a tenerla buona. Però ci provo, se ho capito qualcosa questo dovrebbe essere il mio motorino d'alimentazione per il momento..
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Vecchio 28-10-2010, 13.36.26   #22
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Ho provato ad ascoltarla quest'ansia, senza darle nomi e quel che ne ho ricavato è un dolore fisico preciso e netto come un bollo doloroso prima appena sopra l'ombelico e un'altra volta all'altezza, più o meno, dello sterno. Sono fitte molto dolorose che allievo respirando e cercando di non pensare.(sarà un caso che mi è tornata la gastrite? )
Rilassarsi, respirare e restare in ascolto è qualcosa che da certamente buoni frutti anche se, come hai visto, non con i tempi da bacchetta magica che ogni ansioso (e non solo lui) vorrebbe.
In ogni caso, quando cambia l'atteggiamento mentale e invece di scappare dalla sensazione gli si va incontro, qualcosa cambia anche subito.
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Vecchio 04-11-2010, 14.52.51   #23
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Provo a fissare.
Oggi ho preso una decisione, naturalmente appena dopo che l'ho presa ha cominciato a sfuggirmi con mille "e se" ed "e ma" ...
Come prevedibile m'è partito il mal di stomaco, ero in attesa del bus e ho ascoltato.
Salto tutti passaggi vari per fissare questa cosa.
Ho percepito l'ansia come un buco, il mal di stomaco era il corpo che reagiva a uno stato di allarme.
Più cercavo di sentire e pù il mal di stomaco si acuiva. Poi ho scartato una caramella e si è allentato, per tornare più forte appena ci ho pensato

Volevo stare immobile e allo stesso tempo sapevo che solo muovendomi sarei riuscita a sbloccarmi. Mentre cercavo disperatamente di tenere sotto controllo i pensieri tipo "sei la solita def...ehm..daf " , evitando ti tempestare chiunque di telefonate o messaggi ho legato il buco al mio grumo di pensieri bloccanti.

Acc mi stò intortando, quando l'ho vista sta cosa sembrava più chiara ma esiste un problema -> il broblema è una novità -> devo agire su una novità -> non sò come agire entro in crisi -> genero un vuoto= cosa faccio?

Quando arrivo a quel cosa faccio mi muovo in un campo che è decisionale e che per X motivi non sò gestire. Il vuoto che crea questa mancanza di decisione deve essere colmato.
Genera l'ansia e viene colmato da un certo solito tipico comportamento che è quello del lasciarsi decidere.

Ora potrei chiedermi quando è stata la prima volta che ho smesso di decidere visto che da piccola piccola non avevo problemi a socializzare e a dire cosa volevo. Probabilmente un episodio più di un altro mi può essere illuminante ma in buona sostanza se penso a quel buco che nasce quando nasce un problema non posso che pensare che stò scappando da me stessa. Il vuoto è il vuoto di quel direttore dei lavori che dovrebbe saper gestire, o tentare di gestire, le decisioni.

Io l'ho licenziato e adesso quando si presenta il nuovo quel vuoto viene colmato da qiuella fuffa di zucchero soffiato che mi ciuccia all'estremo e mi lascia sempre la spossante sensazione di essere tutta sbagliata.

Con la musica si attenua, con il movimento anche, questo mi fà pensare che se entrano in campo altre parti diverse dal ragionamento (ragionamento inteso come pensieri circolari già esistenti, non che ci ragiono davvero ) quel vuoto viene colmato da altro, meno distruttivo.

Ad un certo punto il mal di stomaco è diventato fame ma non languorino eh, fame da svenimento ho ascoltato anche quella e quando mi sono accorta che una caramella bastava per scatenare l'acidità ho pensato che era di nuovo quel vuoto con un altro vestito...e m'è tornato il mal di stomaco!

E più mi dico che non mi fido di me, che mi sono inbruttita, che sono pigra, che sono vigliacca ecc ecc e più il mal di stomaco peggiora, come se allontanassi ad ogni parola quella parte che dovrebbe entrare in campo e sistemare le cose.

Non sò se sono andata fuori tema con questo post ma tutto deriva da un'osservare l'ansia e quindi lo posto qui. Anche se tanti fili che stò tirando ultimamente mi pare portino verso una comune direzione.....
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Vecchio 05-11-2010, 18.29.16   #24
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Provo a fissare.
Oggi ho preso una decisione, naturalmente appena dopo che l'ho presa ha cominciato a sfuggirmi con mille "e se" ed "e ma" ...
....
In questi giorni ho riletto il thread dell'esercizio della ballerina, e ho trovato questa specie di trucchetto per "fregare" la mente, che sto sperimentando... in genere quando parte l'ansia, con i se i ma, la mente prende la sua strada ed io ne sono schiava, fino a quando non mi concentro su altro, e ... torno coi piedi per terra. Nell'esercizio della ballerina, c'è un momento in cui il si sospende il pensiero, e poi la ballerina inverte il giro. Quindi, credo che sospendere per un momento il pensiero, possa produrre un piccolo reset, che mi permette di riprendere il controllo e ragionare, invece che essere sommersa dai pensieri che aumentano lo stato d'ansia. Un po' come quando sono presa da un vortice di pensieri neri, li butto fuori parlando e qualcuno inverte il giro , cambiando argomento completamente...

Posto che non è che abbiamo sempre a disposizione l'immagine della ballerina, possiamo pero' provare anche senza.

Sono in fase di sperimentazione di questa cosa, ma non mi sembra incompatibile con l'ascolto dell'ansia.

Se ti va di provare con me, o chi vuole, poi ne riparliamo
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Vecchio 05-11-2010, 18.41.59   #25
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Ma sai che la ballerina era venuta in mente anche a me? Anche se l'avevo collegata a quello spostamento che percepisco in me quando prendo posizione su me stessa.
Anche nel sogno dell'abbraccio avevo percepito quel piccolo vuoto ma non sapevo se potevo collegare le cose o se stavo facendo il mio solito minestrone.

Ci provo sisi, qualsiasi cosa per attenuare stà sottile angoscia con cui vivo per la maggior parte della giornata

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