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Vecchio 09-07-2011, 00.36.45   #51
Ray
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Se una persona non ha ricevuto amore...
Se una persona non ha ricevuto amore (ma poi, chi non l'ha ricevuto? Semmai non ne ha ricevuto abbastanza... ) è chiaro che deve capirlo. Poi però, dopo che l'ha capito non è che può stare lì tutta la vita ad averlo capito... oddio, si può eccome, sai quanti...

Dopo che l'ha capito deve andare oltre. Quello che non ha ricevuto, quel po' che non ha ricevuto, non lo riceverà mai. Ma se anche un minimo ha ricevuto, sa dare. Sarà più difficile, ma non impossibile. Farebbe meglio, quella persona, a smettere di considerare quanto poco ha ricevuto, quanto poco ha dato e inizi a cercare di dare. Il come un po' l'ho descritto... se ne può parlare più approfonditamente ma solo se uno ci prova e ha qualche sprazzo, sennò restano favole.
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Vecchio 09-07-2011, 01.39.06   #52
griselda
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Se una persona non ha ricevuto amore (ma poi, chi non l'ha ricevuto? Semmai non ne ha ricevuto abbastanza... ) è chiaro che deve capirlo. Poi però, dopo che l'ha capito non è che può stare lì tutta la vita ad averlo capito... oddio, si può eccome, sai quanti...

Non so se diciamo la stessa cosa tu mi pare che parli di sentire io invece di trasmettere insegnamenti ricevuti che però hanno a che vedere con il provare amore.
Ti faccio un esempio io ho ricevuto per amore il lasciar correre e lasciar fare quel che un figiio vuole senza troppa gestione, un lasciar fare per non crearsi troppi problemi che avrebbero portato ansia e problemi che l'incapacità di risolverli li avrebbe sopraffatti, cosa che ho visto oggi, quando l'ho vista sta cosa ho iniziato a fare diversamente io. Come anche la discordia tra genitori crea poi i conflitti interni ed io quando l'ho capito ho messo rimedio iniziando ad agire diversamente.
Perchè intendevo che quello che hai ricavuto sei abitualmente portato a ridarlo, se poi vedi il perchè ne comprendi i motivi ti sforzi di comportarti diversamente e di essere anche diverso, ma mica sempre vedi e puoi, del resto come io ho ricevuto quel che mi hanno potuto dare anche io faccio del mio meglio
Quote:


Dopo che l'ha capito deve andare oltre. Quello che non ha ricevuto, quel po' che non ha ricevuto, non lo riceverà mai. Ma se anche un minimo ha ricevuto, sa dare. Sarà più difficile, ma non impossibile. Farebbe meglio, quella persona, a smettere di considerare quanto poco ha ricevuto, quanto poco ha dato e inizi a cercare di dare. Il come un po' l'ho descritto... se ne può parlare più approfonditamente ma solo se uno ci prova e ha qualche sprazzo, sennò restano favole.
Qui invece per me si parla di sentire, di sentimento, quel che mi è stato trasmesso da cuore a cuore e che fa star bene nell'anima.
E faccio riferimento a quello che hai suggerito e che se guardo bene nel mio passato facevo cercavo di rimanere nell'amore ed ogni modo era quello buono l'importante era esserci, un film, l'animaletto, un libro, un ragazzo, un luogo qualunque cosa creasse dentro di me un sentimento di amore, perchè stare nell'amore, provare amore è la cosa più bella che si possa vivere è come espandersi e quando quello stato si interrompeva facevo come il ragno che costruisce un'altra ragnatela

Non ho capito se vuoi dire che ognuno deve accontentarsi dell'amore che è capace di dare quand'anche facesse parte delle passioni più basse
Spero di aver capito ciò che volevi dirmi
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Vecchio 09-07-2011, 10.47.05   #53
Astral
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Mi viene da pensare che quando siamo piccoli dobbiamo ricevere amore dal cibo, dal sonno e dai genitori.
Quando siamo bambini dobbiamo ricevere attenzioni da tutto ciò che c'è intorno l'ambiente, giocattoli e cose varie, quando si è adolescenti dovremmo ricevere amore dagli amici e quando si è adulti in genere lo riceviamo dal mondo del lavoro (posso farmi una risata?) o dal partner/famiglia.
L'amore perso non torna come dice Ray, anche se individuare le fasi dove non abbiamo ricevuto amore, può aiutare.
Poi penso che sia una questione di sensibilità personale, diversa in ognuno di noi. Ci sono persone più ciniche per esempio che hanno meno bisogno di dare amore, e anche meno di riceverlo, magari il loro amore è dato per esempio dal lavoro.

In ogni caso dipende anche dal nutrimento dei rapporti, io quando sto con un amico/a con cui sto veramente bene mi sento nutrito, e probabilmente anche lui/lei perchè c'è scambio, con persone con cui mi trovo meno bene, si può sentire che spesso prende o da solo uno, o nessuno e di conseguenza il rapporto si perde.

In ogni caso valuterei il fatto che il cibo significa nutrirsi di qualcosa, perchè abbiamo fame, ma non è detto che siano amore e attenzioni in senso stretto, potreebbe essere che non riusciamo ad assaporare tutto, o abbiamo fame di divertimento di nuovi spazi, di nuove esigenze.
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Vecchio 09-07-2011, 14.47.11   #54
griselda
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Voglio provare a fare come dice Ray...quando sento il vuoto d'amore d'affetto trovare qualcosa che mi riempia che non sia il cibo per il corpo che è nutrimento per lui mentre l'affetto e l'amore sono nutrimento per l'anima.

L'ho già detto che ho letto che non si dovrebbe mai mangiare arrabbiati ma mettersi a pregare sino ache non stiamo meglio e poi avvicinarsi al cibo.
Quindi se ho quel desiderio sfrenato quel bisogno di mandar giù qualcosa... che nutra l'anima posso farlo con qualcosa di piacevole ma che sia un'impressione e non cibo qualcosa che cambia anche l'umore ed eleva lo spirito.
Anche se penso che dopo un po' di volte se mi conosco l'abitudine toglie il piacere di quel nutrimento, e allora bisognerà trovarne altri.
Bon voglio provare e poi riporterò qui i risultati.

Oggi a pranzo nonostante non ci fosse calma piatta ho mangiato tre pezzi di agnello mezzo panino un pomodoro e un cucchiaio di maionese questa per coccolarmi era per consolazione.
(però stavo considerando che alla fine poi questi strappi che faccio ad una dieta corretta non sono altro che dare energia alla parte in conflitto che approfitta di questi momenti di sbarellamento in cui vado in cerca di consolazione per fregarmi ad ogni strappo dieta do energia alla parte in conflitto a cui piace pasticciare)
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Vecchio 09-07-2011, 17.35.13   #55
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Sentendo mancanza di affetto viene fame, perchè con la pancia piena non si affetto in abbondanza pure da elargire?
Ma forse, al contrario, elargendo amore, passa la fame?
Pare di si a quanto dicono i giovani innamorati


.........
La mancanza che si avverte e che si riempie con il cibo è sempre di affetto/amore?
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Vecchio 09-07-2011, 17.43.05   #56
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La mancanza che si avverte e che si riempie con il cibo è sempre di affetto/amore?
Per come la vedo io si, nel senso che può essere anche mancanza di sicurezza, bisogno di sentirsi protetti, paura, ansia... ma se si guarda bene tutte queste mancanze non sono altro che mancanza d'amore. O, se vogliamo vederla dall'altra parte, l'amore è il jolly e riempie tutto.

D'altronde in sto modo si finisce in quei discorsi melensi da pseudo spiritualità per i quali ad ogni domanda la risposta è amore (paceamoreluce) fatti da gente che più che piena d'amore sembra vuota di cervello...
quindi, anche se alla fin fine i discorsi di cui sopra ad un certo livello sono pur veri, tocca però conoscersi e conoscersi, capire le nostre specifiche mancanze, o meglio le forme che in noi hanno preso le mancanze e utilizzare le stesse per conoscersi meglio e accettarsi eccetera... e questo apre la strada all'amore che poi darà una prospettiva del tutto diversa alla questione.
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Vecchio 09-07-2011, 19.13.36   #57
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Per come la vedo io si, nel senso che può essere anche mancanza di sicurezza, bisogno di sentirsi protetti, paura, ansia... ma se si guarda bene tutte queste mancanze non sono altro che mancanza d'amore. O, se vogliamo vederla dall'altra parte, l'amore è il jolly e riempie tutto.

D'altronde in sto modo si finisce in quei discorsi melensi da pseudo spiritualità per i quali ad ogni domanda la risposta è amore (paceamoreluce) fatti da gente che più che piena d'amore sembra vuota di cervello...
quindi, anche se alla fin fine i discorsi di cui sopra ad un certo livello sono pur veri, tocca però conoscersi e conoscersi, capire le nostre specifiche mancanze, o meglio le forme che in noi hanno preso le mancanze e utilizzare le stesse per conoscersi meglio e accettarsi eccetera... e questo apre la strada all'amore che poi darà una prospettiva del tutto diversa alla questione.
A parere mio l'amore unidirezionale , coiè da noi a fuori, è un traguardo a cui si deve tendere, un traguardo intermedio cui si deve arrivare per progredire ancora.
Non so fino a che punto sia un traguardo però raggiungibile solo con le nostre forze,il nostro impegno,, impegno comunque necessario ma temo non sufficiente,se parliamo di amore puro e non di altro mascherato da amore puro.

A meno di essere mistici o santi invasati sin da piccoli, il percorso dovrebbe comprendere almeno all'inizio delle fasi a due versi, in entrata ed in uscita, poi dopo , avendo il giusto atteggiamento con osservazioni lavoro su se stessi ecc, si può arrivare oltre.
Però un qualcosa che ci permetta di arrivare ad un punto critico, al punto di fusione del nocciolo , secondo me, è necessario ed in alcuni casi pressochè obbligatorio.
Poi magari per alcuni può essere l'amore per il lavoro, per altri per una compagna/o o per la religione ecc ma un momento di grazia nel quale si da fuoco alle polveri ci deve essere, a patto di aver accumulato le polveri ovviamente.
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Ultima modifica di luke : 09-07-2011 alle ore 19.16.10.
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Vecchio 09-07-2011, 22.15.06   #58
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D'altronde in sto modo si finisce in quei discorsi melensi da pseudo spiritualità per i quali ad ogni domanda la risposta è amore (paceamoreluce) fatti da gente che più che piena d'amore sembra vuota di cervello...
Mi domando se invece un eccesso di cervello è quello che ci fa creare poi tutte le sofferenze, e non ci fa entrare o esprimere l'amore. Se infatti lavoriamo molto di testa, in certi casi sembra che contrasti con l'amore.
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Vecchio 10-07-2011, 02.15.22   #59
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Mi domando se invece un eccesso di cervello è quello che ci fa creare poi tutte le sofferenze, e non ci fa entrare o esprimere l'amore. Se infatti lavoriamo molto di testa, in certi casi sembra che contrasti con l'amore.
Non è il tanto cervello il problema, ma sempre lo scarso cuore. Siccome il cuore è scarso ci si rifugia nella testa. Ma quando si riapre il cuore non è che si diventa scemi...
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Vecchio 10-07-2011, 15.25.17   #60
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Non è il tanto cervello il problema, ma sempre lo scarso cuore. Siccome il cuore è scarso ci si rifugia nella testa. Ma quando si riapre il cuore non è che si diventa scemi...
Più che altro sembra che gli scemi se la passino meglio... non si fanno tante pare, vivono e basta.
Ma non è questo il discorso...

Ieri mi sono trovata nervosetta (che vuoi, ciclo, lavoro, boh... ) e che ho fatto?
Primo impulso: mangiucchiare, ho smesso subito.
Mi sono piazzata davanti al pc (che per ora viaggia in win) e mi sono messa a giocare ad un gioco .. o mamma non ve lo dico altrimenti la mia considerazione qui finisce nel pattume
Mi sono ben ben scaricata e sembra che abbia riempito quel vuoto.
Ma sono ben conscia che questo è solo un paravento, Ray ha ragione quando dice che bisogna connettersi con il flusso...
Il problema è trovare il veicolante e poi il mantenerlo.
Questa notte ho sognato (eh si lo faccio anch'io ) che piangevo su un foglio dove c'era una storia/racconto ora non ricordo bene, commovente.
E mi sono detta, questo è il veicolante, senti come mi sento vicina al tutto.. ma come fai a mantenerlo? Mica hai sempre questi stimoli..
Specialmente persone come me che non si commuovono quasi mai
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Non ho bisogno di chi la pensa come me, ma di crescere aprendo la mente a diversi modi di vedere e di pensare.
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Vecchio 10-07-2011, 16.49.10   #61
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Mi sono ben ben scaricata e sembra che abbia riempito quel vuoto.
Questo è interessante: sembra un controsenso...
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Vecchio 11-07-2011, 12.48.21   #62
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Di bene in meglio o di male in peggio Nikeeeeeeee, saremmo fifone?
Non ci dai neppure la capacità di una scelta?
E' piu' facile rinunciare e restare a pensare a quello che si dovrebbe fare piuttosto che decidere di fare .
Siamo talmente persona cioe' maschera per rimanere integrati e pieni del consenso collettivo , consenso collettivo che agisce in noi anche se si e' soli in bagno cioe' nella massima intimita' , che anche solo per fare qualcosa di personale e quindi inevitabilmente fuori dai canoni accettati ci vuole un coraggio leonino .
Da qui il senso del ridicolo che va affrontato per essere fuori dal collettivo : ci si sente ridicoli e gli altri ci vedono ridicoli o ci si immagina visti ridicoli da altri .....e la pressione sale , meglio sale la pesantezza alle membra che dovrebbero muoversi per fare .
Ci vuole coraggio anche solo per ammettere di aver bisogno d'altro , figurati per farlo .
Prova ne sia l'appagamento del tutto corrispondente al senso di sazieta' che si prova quando si riesce a rompere gli schemi e a seguire una sana semplice e naturale propria esigenza .

Ora , quel fare , quell'esigenza naturale che se realizzati avrebbe agito a livello di impressioni e nutrito l'anima cosi' da influenzare il corpo col senso di sazieta' ed appagamento indovinate se insoddisfatti quale effetto contrario hanno prima sull'anima e dopo sul corpo ?
Non c'e' dubbio che quel NON fare crea prima vuoto spirituale , e poi voglia di riempire con un surrogato .
Ecco allora la comparsa di quel surrogato che e' il cibo che agisce come risposta alla richiesta dell'anima prima e del corpo dopo .
Il fare compulsivo del mangiare supplisce per un breve periodo al fare vero di cui si ha bisogno e a livello fisico quel corpo vuoto e' riempito come se si trattasse di un sacco.... vuoto .
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Vecchio 11-07-2011, 13.26.49   #63
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E' piu' facile rinunciare e restare a pensare a quello che si dovrebbe fare piuttosto che decidere di fare .
Siamo talmente persona cioe' maschera per rimanere integrati e pieni del consenso collettivo , consenso collettivo che agisce in noi anche se si e' soli in bagno cioe' nella massima intimita' , che anche solo per fare qualcosa di personale e quindi inevitabilmente fuori dai canoni accettati ci vuole un coraggio leonino .
Da qui il senso del ridicolo che va affrontato per essere fuori dal collettivo : ci si sente ridicoli e gli altri ci vedono ridicoli o ci si immagina visti ridicoli da altri .....e la pressione sale , meglio sale la pesantezza alle membra che dovrebbero muoversi per fare .
Ci vuole coraggio anche solo per ammettere di aver bisogno d'altro , figurati per farlo .
Prova ne sia l'appagamento del tutto corrispondente al senso di sazieta' che si prova quando si riesce a rompere gli schemi e a seguire una sana semplice e naturale propria esigenza .

Ora , quel fare , quell'esigenza naturale che se realizzati avrebbe agito a livello di impressioni e nutrito l'anima cosi' da influenzare il corpo col senso di sazieta' ed appagamento indovinate se insoddisfatti quale effetto contrario hanno prima sull'anima e dopo sul corpo ?
Non c'e' dubbio che quel NON fare crea prima vuoto spirituale , e poi voglia di riempire con un surrogato .
Ecco allora la comparsa di quel surrogato che e' il cibo che agisce come risposta alla richiesta dell'anima prima e del corpo dopo .
Il fare compulsivo del mangiare supplisce per un breve periodo al fare vero di cui si ha bisogno e a livello fisico quel corpo vuoto e' riempito come se si trattasse di un sacco.... vuoto .
Questo può valere in alcuni casi, non è così semplice.
Questo non fare di cui parli è generico, potrebbe voler dire tutto o nulla.
E' scontato che se fai fai fai non senti il vuoto, ma solo perché non ne hai il tempo. Non ti prendi il tempo di fermarti e sentire il tuo corpo.
Ma è sbagliato anche questo.


Ray mi hai fatto pensare che magari quello che si definisce vuoto non è tale, ma è un esubero e non è il cibo che riempie ma l'atto della masticazione che scarica, la prossima volta provo con una carota (o sedano a chi piace )..
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Vecchio 11-07-2011, 15.02.34   #64
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E' piu' facile rinunciare e restare a pensare a quello che si dovrebbe fare piuttosto che decidere di fare .
Siamo talmente persona cioe' maschera per rimanere integrati e pieni del consenso collettivo , consenso collettivo che agisce in noi anche se si e' soli in bagno cioe' nella massima intimita' , che anche solo per fare qualcosa di personale e quindi inevitabilmente fuori dai canoni accettati ci vuole un coraggio leonino .
Da qui il senso del ridicolo che va affrontato per essere fuori dal collettivo : ci si sente ridicoli e gli altri ci vedono ridicoli o ci si immagina visti ridicoli da altri .....e la pressione sale , meglio sale la pesantezza alle membra che dovrebbero muoversi per fare .
Ci vuole coraggio anche solo per ammettere di aver bisogno d'altro , figurati per farlo .
Prova ne sia l'appagamento del tutto corrispondente al senso di sazieta' che si prova quando si riesce a rompere gli schemi e a seguire una sana semplice e naturale propria esigenza .

Ora , quel fare , quell'esigenza naturale che se realizzati avrebbe agito a livello di impressioni e nutrito l'anima cosi' da influenzare il corpo col senso di sazieta' ed appagamento indovinate se insoddisfatti quale effetto contrario hanno prima sull'anima e dopo sul corpo ?
Non c'e' dubbio che quel NON fare crea prima vuoto spirituale , e poi voglia di riempire con un surrogato .
Ecco allora la comparsa di quel surrogato che e' il cibo che agisce come risposta alla richiesta dell'anima prima e del corpo dopo .
Il fare compulsivo del mangiare supplisce per un breve periodo al fare vero di cui si ha bisogno e a livello fisico quel corpo vuoto e' riempito come se si trattasse di un sacco.... vuoto .
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Questo può valere in alcuni casi, non è così semplice.
Questo non fare di cui parli è generico, potrebbe voler dire tutto o nulla.
E' scontato che se fai fai fai non senti il vuoto, ma solo perché non ne hai il tempo. Non ti prendi il tempo di fermarti e sentire il tuo corpo.
Ma è sbagliato anche questo.
Io mi ritrovo a concordare con quello che dice Faltea e che poi collima anche con quello che ha detto Ray.
Non è così generico e magari quel comportamento che uno usa per riempire è un anestetico...se non ti conosci non puoi sapere dietro a quel palliativo cosa si nasconde davvero.
Perchè certi comportamenti che scaricano una serie di droghe endogene e che scaricano proprio perchè si va contro al collettivo: quella che si definisce trasgressione non è risolutiva. Mi sembra un po' seguire l'istinto e stop messo così

Faccio un esempio...solo nel mio enturage di amici...sono tutti spostati per l'amore libero, senza però essersi svincolati dal matrimonio perchè seocndo loro da vita ed è quella la strada giusta....si ma con il tizio poi che passa a chiederti il conto del cuore aperto per se e chiuso per gli altri e il cervello a lungo andare si annacqua, ma vaglielo a dire...pare la moda del momento! E questo è solo un esempio.

Poi invece ci sono altre cose che sono l'andare contro la propria IP che fanno bene e creano tensione che è roba buona,ma questo è altro.
Magari però tu volevi dire altro che non ho capito in caso son qui che leggo.
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Vecchio 11-07-2011, 15.06.01   #65
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Ray mi hai fatto pensare che magari quello che si definisce vuoto non è tale, ma è un esubero e non è il cibo che riempie ma l'atto della masticazione che scarica, la prossima volta provo con una carota (o sedano a chi piace )..
Sono curiosa anche io...che spesso e volentieri sento la necessità di scarivare la tensione mangiando cewingum.
Aspettiamo Ray...
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Vecchio 11-07-2011, 17.21.23   #66
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Magari però tu volevi dire altro che non ho capito in caso son qui che leggo.
Certo che volevo dire altro .
Quelli dell'amore libero alla fine si innamorano come liceali.
Il collettivo si contrappone alle intime aspirazioni della persona come loro antagonista e repressore , non delle trasgressioni che sono invece in opposizione a tutto : collettivo ed intimo .

Quanto al fare , certo che e' generico : sta alla ricerca di ciascuno trovare il suo fare che e' in stretta relazione al suo Essere .
Fare per fare meglio stare a casa a leggere..... che poi e' un fare anche quello .

Da condannare allora e' la rinuncia giustificata dal collettivo e dalla paura di affrontare se' stessi .
Gli esempi possono essere moltissimi e se li cercate vedrete che saranno esempi che sfiorano il ridicolo non fosse altro per la difficolta' che si incontra a fare cose cosi' banali .

Ultima modifica di nikelise : 11-07-2011 alle ore 17.55.01.
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Vecchio 11-07-2011, 18.00.58   #67
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Da condannare allora e' la rinuncia giustificata dal collettivo e dalla paura di affrontare se' stessi .
Gli esempi possono essere moltissimi e se li cercate vedrete che saranno esempi che sfiorano il ridicolo non fosse altro per la difficolta' che si incontra a fare cose cosi' banali .
Scusa ma non capisco, perchè non ne fai tu uno di esempio?
Non è facile capire cosa vuoi dire mica ti leggo nel pensiero eh sembra che organizzi al caccia al tesoro
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Vecchio 11-07-2011, 19.17.12   #68
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Scusa ma non capisco, perchè non ne fai tu uno di esempio?
Non è facile capire cosa vuoi dire mica ti leggo nel pensiero eh sembra che organizzi al caccia al tesoro
Andresti in giro con due code intrecciate stile squaw indiana ?
Scherzo , ma e' ridicolo raccontare una cosa ridicola che alla fine mi riguarderebbe .
Con cio' e' dimostrato quanto e' difficile togliersi di dosso la maschera .
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Vecchio 11-07-2011, 21.29.10   #69
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Mi sono ben ben scaricata
Visto da un altro punto di vista hai messo amore e passione in quel gioco.
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Vecchio 12-07-2011, 00.34.10   #70
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Mica hai sempre questi stimoli..
Chissà di chi era quella storia...

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Ray mi hai fatto pensare che magari quello che si definisce vuoto non è tale, ma è un esubero e non è il cibo che riempie ma l'atto della masticazione che scarica, la prossima volta provo con una carota (o sedano a chi piace )..
Come si capisce da quello che ha detto Uno e come abbiamo già detto recentemente altrove, in realtà quando ci sentiamo scarichi non siamo quasi mai davvero vuoti, anzi siamo pieni ma non circola. Quindi spingendo fuori inizia a circolare...
I vuoti che percepiamo, posto che percepiamo sempre dopo, più che vuoti li vedo come nuclei che attraggono... quando il circolo si ferma, dopo un po' che è fermo, ecco che lo sentiamo tirare...
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Vecchio 12-07-2011, 12.29.31   #71
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Come si capisce da quello che ha detto Uno e come abbiamo già detto recentemente altrove,

non m ricordo dove ne ha parlato
Quote:


in realtà quando ci sentiamo scarichi non siamo quasi mai davvero vuoti, anzi siamo pieni ma non circola.

no spetta che non ho capito, siamo pieni di energia ma che è stagante come un acquitrino e non circola invece come il fiume.
Quote:


Quindi spingendo fuori inizia a circolare...

E' questo spingendo fuori che non lo iinquadro, come la spingo fuori ?
Quote:

I vuoti che percepiamo, posto che percepiamo sempre dopo, più che vuoti li vedo come nuclei che attraggono... quando il circolo si ferma, dopo un po' che è fermo, ecco che lo sentiamo tirare...
Questo pezzo proprio non lo Leggo booh

Comunque ieri sera dopo una giornata di piscina lavori vari e attenzione data mi sentivo vuota ma non vuota dentro e non avevo fame ero solo piacevolmente stravolta e avevo sonno...gli occhi pesanti etc beh pensavo che sarei andata a letto immediatamente crollando per la stanchezza. Bon invece no, mi è bastato trovare delle formiche per farmi uscire dall'altra energia da impiegare per pulire etc....dopo di che ancora la stanchezza....poi un battibecco e mi sono messa a pulire casa.
Quindi in effetti per ben due volte pensavo di aver terminato l'energia ma non era così, però era così nel senso che pensando alle parole di Ray....ero come tappata piena o vuota ero tappata nel senso che in me non scorreva, perchè l'emozione anche pur bassa fa scorrere energia al nostro interno questo è quello che ho avuto idea che succedesse...non era la mia energia ma io venivo attraversata e questo mi dava forza di fare...
Faccio fatica però a capire il vuoto della fame finta....se ho capito bene quel che dice se ho un tappo come lo definoso io l'energia non scorre e questo crea un fermo del flusso che può dare anche il senso di vuoto?
Ho incasinto peggio?
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Vecchio 12-07-2011, 12.37.05   #72
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Andresti in giro con due code intrecciate stile squaw indiana ?
Scherzo , ma e' ridicolo raccontare una cosa ridicola che alla fine mi riguarderebbe .
Con cio' e' dimostrato quanto e' difficile togliersi di dosso la maschera .
Beh è ciò che bisogna fare per creare tensione questo ma non lo lego con il vuoto da riempire lego invece di più quello che ho scritto che se ho dei bisogni e non li sento perchè li reprimo poi sento fame e la scambio per fame fisica.

Magari può essere anche che si possa parlare anche di aspirazioni inevase ma il fulcro è semper la repressione delle stesse quindi il tutto si rimanda alla repressione se non vedo come faccio come e perchè non posso porvi rimedio.

Poi è anche vero quello che dici che il "mondo" ci condiziona ma io vedrei più l'imporanza che diamo ad esso e le paure che viviamo che ci impediscono di fare quel che vorremmo eil non poterlo fare o il crederlo anche solo ci condiziona a non sentire più quel bisogno per non soffriren etroppo e farne una malattia che poi invece è proprio quel che avviene diveramente.

Per passione posso anche andare in giro con tre treccie sulla testa sempre che mi bastino i capelli
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si rimanda alla repressione se non vedo come faccio come e perchè non posso porvi rimedio.
Ma se si applica la formula del far fluire amore poi piano piano qualcosa si va a muovere. Anche se non sai cosa e come.
Ad esempio si può potare una rosa con moltissimo amore (in questo periodo può capitare di potarle per farle continuare a fiorire e questo darle aria è un gesto d'amore). Si può dare una carezza al micio con tantissimo amore. Si può annaffiare il prato la sera con amore per farlo bere e nutrirlo. Si può leggere un libro per il solo piacere di farlo o anche mangiare una qualunque cosa che ci sfizia la mente con amore. Si può aiutare qualcuno che ce lo chiede con amore.
Insomma è vero che diventa un discorso mieloso, ma la mente tende a dirci che se non capisce prima, meglio non agire. Invece si può bene agire, poi le aspetterà i nostri tempi per capire.
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Se non sarò me stesso chi lo sarà per me? E se non ora, quando?
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Ma se si applica la formula del far fluire amore poi piano piano qualcosa si va a muovere. Anche se non sai cosa e come.
Ad esempio si può potare una rosa con moltissimo amore (in questo periodo può capitare di potarle per farle continuare a fiorire e questo darle aria è un gesto d'amore). Si può dare una carezza al micio con tantissimo amore. Si può annaffiare il prato la sera con amore per farlo bere e nutrirlo. Si può leggere un libro per il solo piacere di farlo o anche mangiare una qualunque cosa che ci sfizia la mente con amore. Si può aiutare qualcuno che ce lo chiede con amore.
Insomma è vero che diventa un discorso mieloso, ma la mente tende a dirci che se non capisce prima, meglio non agire. Invece si può bene agire, poi le aspetterà i nostri tempi per capire.
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Vecchio 12-07-2011, 17.47.08   #75
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Beh è ciò che bisogna fare per creare tensione questo ma non lo lego con il vuoto da riempire lego invece di più quello che ho scritto che se ho dei bisogni e non li sento perchè li reprimo poi sento fame e la scambio per fame fisica.

Magari può essere anche che si possa parlare anche di aspirazioni inevase ma il fulcro è semper la repressione delle stesse quindi il tutto si rimanda alla repressione se non vedo come faccio come e perchè non posso porvi rimedio.

Poi è anche vero quello che dici che il "mondo" ci condiziona ma io vedrei più l'imporanza che diamo ad esso e le paure che viviamo che ci impediscono di fare quel che vorremmo eil non poterlo fare o il crederlo anche solo ci condiziona a non sentire più quel bisogno per non soffriren etroppo e farne una malattia che poi invece è proprio quel che avviene diveramente.

Per passione posso anche andare in giro con tre treccie sulla testa sempre che mi bastino i capelli
E' repressione dici tu, e' mancanza di coraggio dico io .
Cosa e' meglio delle due?
Per me la seconda .
Per te , mi sembra , sia meglio la prima ipotesi.
Sei sicura ?
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