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Vecchio 01-05-2007, 12.09.46   #1
RedWitch
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Predefinito Un intervento chirurgico contro la depressione

Pare che sia riuscito con successo il primo intervento chirurgico contro la depressione, che consiste nell'applicazione di un pace-maker nel collo, che va a stimolare il nervo vago, da delle scariche elettriche in grado di stimolare la reattività cerebrale ad intervalli regolari che vanno dai 20 secondi ai 5 minuti. Questo intervento è stato studiato per i pazienti affetti da depressioni più gravi (quelle che portano al suicidio) e refrattarie ad ogni tipo di terapia farmacologica... pare insomma che l'intervento sia adatto alle persone più anziane, che soffrono da tempo di questa malattia, e che siano in gravi condizioni. E sembra che questo intervento non abbia praticamente nessun effetto collaterale.
Lo chiamano l'intervento anti-suicidio, quasi come se avesse del miracoloso. A me questa notizia lascia un po' perplessa.. perchè è come dare la pillola della felicità "perenne", senza andare a vedere le cause della depressione. Soprattutto.. se il pace-maker per qualche motivo smettesse di funzionare, e il paziente non se ne accorgesse.. quali potrebbero essere le conseguenze?Mi sembra un po' come la pillola che toglie il mal di testa... toglie il dolore ma non la causa.. e alla base di una depressione più o meno seria, c'è sempre qualcosa che non dovrebbe essere sottovalutato a mio parere..
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Vecchio 01-05-2007, 12.49.46   #2
Ray
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E' come girare perennemenmte attaccati ad una flebo o ad un respiratore... mah, sono scettico però non saprei dire di più con queste poche informazioni. Tipo: cosa si intende per casi "più gravi"? Cosa si intende per "anti-suicidio"? Come si fa ad avere la controprova di aver impedito un suicidio? (secondo una certa logica morbosa, qualsiasi intervento, anche la più misera pillolina o addirittura la tisanetta sarebbe anti-suicidio).
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Vecchio 01-05-2007, 14.22.23   #3
Era
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come sempre "sparano notizie con i famosi effetti speciali"
non ho letto nè sentito questa cosa....dico tuttavia la mia...

ci sono forme diabetiche controllabili con l' alimentazione
eppure consigliano l' insulina....nel momento in cui l' assumi....ne diventi dipendente......(non parlo di forme
gravi)....
quanto costa controllarsi nel mangiare...e quanto costa
usare l' insulina? in termini di palanche intendo.....
ci sono forme influenzali che con due giorni di letto si
superano tranquillamente....ma guarda che bravi...ci
sono a disposizione vaccini per qualsiasi cosa....anche
per l' influenza che arriverà chissà quando...chissà da dove.....(cavolo ma che fanno consultano la boccia di
cristallo?)......
quanto costa stare a letto due giorni....e quanto le
miluionate di vaccini?...sempre in termini di svanziche?
solo esempi....

come hanno detto Red e Ray....intanto
"copri"...mimetizzi la causa....e se non sai cosa puzza
non puoi eliminare l' odore....e poi come mai non scoprono
quasi mai i rimedi per i problemi gravi e RARI?
sempre di soldi...euro...dollari...insomma si tratta....
quelli rari appunto non rendono

ah senza nulla togliere a chi lavora con coscienza
anche nel campo della ricerca....
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Vecchio 01-05-2007, 15.24.17   #4
MoonCat
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Sono allibita, mi chiedo se un giorno troveranno un pace maker anche per la stupidità, la superficialità e la cocciutaggine.
Per la maggiorparte dei medici, ormai (o forse è sempre stato così), non saprei, sembra che la perosna sia vista come un oggetto ambulante, con un complesso meccanismo al suo interno, il cervello, come uno dei tanti muscoli.
Come dicevate, qualsiasi problema, che sia fisico e mentale si risolve curando il sintomo senza mai arrivare alla causa (che spesso fisica non è) e questa filosofia sembra stia peggiorando più andiamo avanti.
Come si può pensare di curare una malattia come la depressione che, è ovvio sia un disturbo mentale, solo trattandola a livello fisico? .. e la possibilità di guardarsi dentro, di usare la malattia per crescere, per capire, per cambiare?
..sembra che l'unica cosa importante oggi giorno sia cercare di guardarsi dentro il meno possibile, rappezzando il corpo finchè regge ...
è triste..

Ultima modifica di MoonCat : 01-05-2007 alle ore 15.33.33.
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Vecchio 01-05-2007, 15.45.06   #5
Faltea
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La depressione si sta avvicinando sempre di più ad essere considerata una malattia a tutti gli effetti, percui non riconducibile solamente al fattore psicologico.
Si sono riscontrati anche fattori legati all'ereditarietà, sono state fatte ricerche anche nei casi di adozione per sostenere maggiormente questa tesi.
E' stato inoltre scoperto che nelle persone affette da depressione c'è una carenza di serotonina nel fluido cerebrospinale.

Non conosco informazioni a riguardo dell'operazione citata, ma ormai è stato provato che tale problema non è più riconducibile solamente ad uno stato di emotività o problematiche mentali ma ad un problema anche fisico.

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Vecchio 01-05-2007, 17.12.10   #6
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La depressione si sta avvicinando sempre di più ad essere considerata una malattia a tutti gli effetti, percui non riconducibile solamente al fattore psicologico.
Si sono riscontrati anche fattori legati all'ereditarietà, sono state fatte ricerche anche nei casi di adozione per sostenere maggiormente questa tesi.
E' stato inoltre scoperto che nelle persone affette da depressione c'è una carenza di serotonina nel fluido cerebrospinale.

Non conosco informazioni a riguardo dell'operazione citata, ma ormai è stato provato che tale problema non è più riconducibile solamente ad uno stato di emotività o problematiche mentali ma ad un problema anche fisico.

E come potrebbe esistere l'uno senza l'altro?

Che ci siano delle corrispondenze tra stati fisici e psichici è cosa assodata e piuttosto ovvia, la ricerca cerca, o dovrebbe cercare, di stabilire quali.
Quello che fa specie è il dare per scontato che queste corrispondenze siano causali senza averne una controprova. Non solo, ma l'approccio allopatico da per scontata anche la direzione di questa causalità (anche se non sempre, va detto), nel senso che ritiene, senza nessuna evidenza scientifica, che lo stato fisico sia causa di quello psichico.

Non dico che non possa essere così, in certi casi sarà pure, dico che non lo sanno e che, dato l'approccio, sono ben lontani da riuscire a stabilirlo.

Prendiamo l'esempio della depressione e ammettiamo anche che si riesca a stabilire una connessione tra "stato depressivo" (da definire con precisione a questo punto) e "carenza di serotonina" (anche questa da definire, quali sono i parametri?).

Piccolo inciso sulle definizioni: se voglio stabilire una connessione che sospetto, devo definire i due punti che voglio connettere uno senza l'altro. Ovvero non posso chiamare lo stato depressivo come una carenza di serotonina, se voglio stabilire scientificamente che sono connessi.

Tornando all'ipotesi: mettiamo che si stabilisca questa connessione. La connessione non basterebbe a stabilire anche che tutti i casi di depressione siano dovuti alla carenza di serotonina, e neanche viceversa, che tutti i casi di carenza di serotonina sfocino in depressione. Poterbbe ben darsi, ad esempio, che per Tizio valga una e per Caio valga l'altra... non solo, ma può ben darsi che per Semprionio non valga nessuna delle due (e che entrambe le questioni siano dovute ad un terzo fattore).

C'è ancora una questione (beh sarebbero di più, ma per adesso penso che basti) e cioè che, sempre ipotizzando questa connessione, non è detto che entrambi i fattori vadano nella stessa direzione. Per esempio potrebbe darsi che la carenza di serotonina vada ad equilibrare lo stato depressivo e non viceversa... nel senso che sia una difesa. Per quel che ne sanno (o che io so che ne sanno, dato che anche la divulgazione è quello che è... in effetti è probabile che negli ambienti di studio gli atteggiamenti siano completamente diversi da quel che viene poi passato dai media).

Insomma ci mancano tantissime informazioni...
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Vecchio 01-05-2007, 19.00.59   #7
MoonCat
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La depressione si sta avvicinando sempre di più ad essere considerata una malattia a tutti gli effetti, percui non riconducibile solamente al fattore psicologico.

Si sono riscontrati anche fattori legati all'ereditarietà, sono state fatte ricerche anche nei casi di adozione per sostenere maggiormente questa tesi.

E' stato inoltre scoperto che nelle persone affette da depressione c'è una carenza di serotonina nel fluido cerebrospinale.



Non conosco informazioni a riguardo dell'operazione citata, ma ormai è stato provato che tale problema non è più riconducibile solamente ad uno stato di emotività o problematiche mentali ma ad un problema anche fisico.




Faltea, se hai notato, negli ultimi anni, a tutte le malattie possibili ed immaginabili vengono trovate delle cause fisiche, da scompensi di alcune sostanze, alla genetica, all'ereditarietà, ecc. cause mentali: mai.

Mai viene riconosciuto il potere che la mente può avere nel ritrovare un equilibrio che possa aiutare anche la malattia fisica a, per lo meno, migliorare.

E' un discorso accantonato, la mente è un muscolo e sul corpo non ha nssun potere, come non ce l'ha nei confronti della realtà.

La mentalità dei medici è: cambia la realtà intorno a te, e di conseguenza, cambierai tu.... (se ci riallacciamo al discorso del thread "rinnovi reali e di fuga), mai ti proporrano qualche cura che parte da un ragionamento del tipo: prova a cambiare approccio e, come conseguenza, avverranno dei cambiamenti fisici e nella realtà esteriore.

E' così, lo sguardo è sempre rivolto all'esterno, a ciò che è fisico e materiale.

Forse semplicemente perchè più facile.

Ultima modifica di MoonCat : 01-05-2007 alle ore 19.07.56.
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Vecchio 01-05-2007, 19.44.13   #8
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.....................
E' così, lo sguardo è sempre rivolto all'esterno, a ciò che è fisico e materiale.

Forse semplicemente perchè più facile.
Credo che il banalizzare qualcosa che è mentale piuttosto che fisico (anche se le cose sono sempre connesse come diceva Ray), sia esorcizzare qualcosa che non si riesce a conoscere bene.. i medici spesso non sono preparati davanti a qualcosa che non riescono a comprendere .. e quindi via di pillolina "della felicità ". Che molto spesso non fa altro che dare l'illusione di stare meglio..
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Vecchio 01-05-2007, 20.48.33   #9
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ultima sentita oggi in tv in un mio momento di pazzia
la pillola che aumenta la statura....
allora...qui si parla di ormoni....azz ma li trovano
al supermercato che li propinano per qualsiasi cosa?
e badate bene...se ho ben capito...mica ai bimbi (meno
male va....anzi non so...ad 11 anni son tutti più alti
di me ) ma agli adulti!!!!!!!!!

ok lo spettacolo continua siamo quasi pronti
per l' uomo bionico....
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Vecchio 01-05-2007, 21.20.28   #10
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Sono costretto a percorrere tutti i giorni una strada disastrata e piena di buche, se mi distraggo le ruote e gli ammortizzatori si rovinano.. arrivano anche a rompersi.
Se mi stanco e sono disattento faccio danni, nei giorni in cui sono in forma la strada è comunque usurante ma evito le buche più grandi, rallento i quelle inevitabili etc...
Quel tipo di terapia è come se mi mettessero una piazzola con officina e gommista ogni 100 metri, continuo a viaggiare, ma è il modo migliore?


Quindi che sia la serotonina o altro, non credo molto in questi interventi, ho visto persone che si sono sottoposte all'altrettanto moderna ed innovativa operazione per mitigare il morbo di Parkinson (il concetto è molto simile, solo che è la dopamina imputata) e non sono sicuro che siano risultati così esaltanti.

Ah.... è uscita anche una pillola ormonale per crescere... nel senso di aumentare l'altezza
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Vecchio 01-05-2007, 21.21.52   #11
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Anche se c'è una differenza di mezz'ora, quando ho iniziato a scrivere (poi lasciato per fare una cosa) il post di Era non c'era
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Vecchio 02-05-2007, 14.46.21   #12
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Come mio personale giudizio, concordo con tutti voi nel dire che principalmente va ricercata la motivazione interiore (mente) di una malattia, prima di definirla fisica. Anzi la definizione fisica è scorretta comunque. Le due cose non sono scindibili. Si sta male dentro, sfocia nel star male fisicamente. Si sta male fisicamente, la causa o concausa va ricercata interiormente.

Ma conosco una persone affetta da depressione, non quella che viene ogni tanto magari ti dura anche una settimana, sei giù, triste, sconsolato, vedi tutto nero, ecc.
Ma che vive tutto questo quotidianamente, svegliandosi con il nodo in gola, la lacrima facile conscia che non è la sua vita malsana ma qualcosa dentro che non funziona.
Bè questa persona ha passato 6 anni in terapia per cercare di combatterla a livello interiore. Mi racconta che l'hanno rivoltata da capo a piedi (è passata da vari specialisti..)
Nessun risultato, tutt'ora anche se aiutata da farmaci lei convive con questo problema. Ci convive, non è guarita, un pagliativo che la sostiene, che la fa "sopravvivere".
Pratica Shatzu da anni, (idilliaco per la mia schiena mal ridotta ), conosce svariate tecniche curative, ha rivoltato il mondo (dopo esser stata rivoltata lei stessa) per cercare una cura.
Il nulla. Ce ne possono essere milioni di motivazioni del perché lei stia così, ma sua madre ha lo stesso problema come sua sorella, suo fratello...
E qui mi rode il tarlo:
Come giustamente dice Ray, anche la stessa serotonina potrebbe essere una sostanza generata dal corpo umano come reazione alla malattia, ma... in persone così, con malattia confermata, forse un'operazione renderebbe loro la vita più vivibile, anzi vivibile.
Certo che ci vorrebbe una selezione a monte, selezione che richiede tempo, denaro.. impossibile non la faranno mai. Opereranno tutti quelli che hanno le giornate storte...

Sono combattuta....


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Vecchio 02-05-2007, 16.21.42   #13
griselda
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Non avevo risposto sino ad ora perchè anche io la vedo come Faltea conosco una persona che ancora oggi non si è ripresa dalla depressione nonostante abbia fatto tutto il possibile....lei ed anche i suoi famigliari, inoltre avendo vissuto in prima persona un periodo di depressione un periodo veramente buio dal quale sono uscita.... per cui mi chiedo se ci siano gradi diversi di depressione e che se si arriva ad un certo limite poi è quasi impossibile il ritorno e di conseguenza l'aiuto li ci può stare? Che la soluzione non sia delle migliori sono d'accordo ma quella persona che ha provato tutto e che non trova in questa società la possibilità di fare altro cosa deve fare rimanere nella depressione?
Boh non so che dire qualcuno mi aiuti a vedere l'altro lato della medaglia che non afferro.
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Vecchio 02-05-2007, 17.43.11   #14
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Mi concedete 5 minuti di apparente cinismo?
In realtà non sono cinico, vi sottopongo una versione nuda e cruda, senza voler addolcire l'amaro anche se mi rendo conto che persone depresse leggono o potranno in futuro leggere e magari pure offendersi.
Se uno è depresso (ma anche qualsiasi altra malattia) come giustamente fatto da notare da Faltea c'è una potenzialità in noi che proviene da molto lontano, la genetica riesce solo ad immaginare la cosa.... questa potenzialità si attiva, diviene attiva al giungere di determinate circostanze (ripeto per tutte le malattie non solo per la depressione) inizialmente esterne ma poi anche interne al soggetto.
Se sono predisposto a seconda della potenza di tale predisposizione dovermi alzare dal letto potrebbe essere una terza guerra mondiale, quando invece per un bambino (quasi qualsiasi bambino, tranne specifici casi che è inopportuno trattare adesso) è motivo di gioia in vista della giornata ricca di nuove cose...
Quindi un fattore scatenante in uno in altro potrebbe non significare nulla (o causare altri tipi di problemi) o addirittura essere motivo di crescita, di creatività o che altro... pensate per esempio ad un tracollo finanziario che potrebbe portar uno al suicidio ed un altro a ritrovare la gioia di vivere perchè era entrato in un circolo vizioso morto (solo un esempio).
Questo però determina che la parte più importante dell'intero processo, che sia anche solo l'un per cento... o per mille o uno su un miliardo.... ma è l'ultima parola è determinata dall'individuo... detto in altri termini è il famoso libero arbitrio che potenzialmente abbiamo tutti in pratica usiamo quasi mai nella vita.
Non sto dicendo che se uno è depresso (o altre malattie/problemi) lo vuole... è ovvio che nessuno facendogli tale domanda risponderebbe di volere una tale cosa... ma non esiste cosa impossibile al mondo per quanto fantascientifica possa sembrare questa mia affermazione, è soltanto una questione di risorse disponibili e dedicate ad un qualcosa da fare/risolvere... e il modo con cui si dedicano ovviamente.
Quindi, spesso sento parlare di persone che prima dalla medicina ufficiale, poi da quella alternativa, poi in giro per il mondo in chissà quali modi diversi "cercano" di guarire senza risultati... i fattori sono molteplici, ma potrei riassumerli in un unico punto, non usano quell'un per cento, per mille, per bilione di possibilità che hanno per rovesciare la situazione.
La ricerca incessante che viene fatta da chi non si lascia andare è quasi più per accontentare gli altri, per sentirsi a posto con la coscienza "ci ho provato" ma mettendo quella foga che nessun risultato permette, foga dovuta al fatto che "se sta cosa s'ha da fare facciamola", quindi si cerca un risultato velocemente e se non arriva si passa all'altra soluzione, due minuti e via con la prossima... ma mai fermandoci a guardarci realmente... a chiederci: "come posso saltarne fuori realmente per Me, perchè io lo Voglio?
Scoprendo poi che non c'è una risposta... è sufficiente farci la domanda con sincerità.
A quel punto la cura potrebbe essere anche un giro di casa, un viaggio, un'ora al giorno in chiesa, una medicina, un piatto di minestra o che altro.....
Ma se non si muove quell'un per cento, per mille etc etc... neanche la clonazione del corpo potrebbe guarirci... avremmo un corpo provvisoriamente sano ma destinato a tornare a capo all'incontro del primo fattore scatenante....

Potrei porre la questione dal punto di vista scientifico (anche se la Scienza moderna non accetterebbe la "mia" versione) parlando del dna e di come anche se la scienza adesso non ha poteri a dado tratto (a dire il vero neanche prima di tirare il dado, può solo decidere di giocare o no la partita), a noi non è preclusa la cosa... ma mi sono anche troppo allungato e credo sia meglio riservare tali cose per altri discorsi.


Ah... in noi in dosi e percentuali variabili (dipendenti dal percorso genetico) sono presenti le potenzialità di qualsiasi malattia... siamo un bel vasetto di Pandora , sta a noi tenere il tappo chiuso o scatenare qualche disastro (per noi e per chi è più vicino)
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Vecchio 04-05-2007, 13.02.30   #15
MoonCat
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In questi giorni, ho inizato a scrivere questo post almeno 10 volte e poi ho lasciato perdere.
E' un argomento che mi riguarda personalmente e non mi riesce facile parlarne.
Una cosa però mi sento in dovere di dirla.
La malattia, parlo per me ovviamente, si sta rivelando davvero una grande possibilità, (parlo di malattie curabili, per quelle croniche sicuramente l'approccio è diverso e l'impatto molto più difficile da gestire).
Per quanto mi riguarda, la malattia è stata l'occasione di prendere in mano la mia vita e ribaltarla completamente.
Ho rivalutato chiunque avessi vicino (quelli che reputavo amici, si sono rivelati delle "schifezze" a livello umano e chi non avevo mai degnato della minima considerazione, ho scoperto essere persone stupende, ho scoperto anche di aver passato anni e anni con persone che, mi sono accorta, non conoscere assolutamente (non conoscevo neanche me stessa in fondo).
Per la prima volta, invece di sentirmi sempre gli occhi degli uomini puntati addosso, sono io che, da invisibile, osservo loro, per la prima volta ho avuto l'occasione di guardare la morte in faccia, di guardarmi dentro sul serio.
Ho scoperto di avere un coraggio, una pazienza, una forza interiore, una sopportazione del dolore, sia fisico che emotivo, che non avrei mai saputo di avere altrimenti.

E' il momento più sincero, umile, introspettivo e permeato di affetto che io abbia mai vissuto. Il più difficile ma anche il più entusiasmante.
Io ne uscirò, sono avvantaggiata rispetto a molti altri, mi rendo conto, ma nell'atrocità della situazione, sarò una persona diversa al termine di questa esperienza quindi se anche fossi stata io a volerla, mi congratulo con me stessa (non augurandolo comunque a nessuno).
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