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Vecchio 18-02-2012, 17.22.20   #1
diamantea
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Predefinito Pausa caffè

Da due giorni ho deciso di non bere più il caffè. Mi sono imbattuta in un 3d dove Uno parla di questo, caffè che tiene svegli chimicamente ma non sveglia.
Diverse volte mi sono tolta il caffè senza soffrire. Invece stavolta ho avuto una vera crisi di astinenza, ma non da caffè, bensì da social moment cafè.
Quello che mi è mancato è il rituale, non tanto mio al mattino, perchè non ho l'abitudine farmi il caffè appena sveglia, quanto tutti i momenti legati al caffè, cioè la mattina in comunità appena entro subito il caffè, poi a metà mattinata idem, oppure fuori al bar in compagnia, o da sola se devo chiudermi in ufficio amministrativo tutta la mattinata.
Insomma, ieri mi è venuta la depressione, mi sono mancati i miei momenti di socializzazione e di gratificazione affettiva legati attorno alla tazzina del caffè. Ho cercato cioccolato ed altre gratificazioni rimaste deluse dalla vuotezza dei miei sportelli di cucina. Poi nel frigo ho trovato un'oliva e quella mi ha calmato quel senso di disagio da privazione. Non vedevo l'ora si facesse sera per andare a dormire, desiderio di rimozione, di rifugiarmi nel sonno.
Dopo le 17,00 mi è passata la voglia di caffè perchè oltre quell'ora non sono più abituata a prenderlo, semmai accetto una tazza di the anche se raramente, mi fa acidità.
Ho potuto vedere come il cibo e il sesso sono i due piaceri più forti in assoluto, i più difficili a cui rinunciare.
Forse il cibo è ancora più difficile del sesso. Quella gratificazione orale, del palato è ineguagliabile. Attorno al cibo quanti rituali, condizionamenti, desideri irrefrenabili, sbalzi d'umore... mi è sembrata una cosa assurda essere schiava di una tazzina. E dire che fino a i 20 anni non sopportavo nemmeno l'odore del caffè.
Ma il caffè è solo un esempio...

Ieri sera ero in conflitto perchè stamattina sarei andata con mamy nel solito giro del sabato, con colazione al bar e caffè, almeno due. Pensavo che non avrei resistito alla tentazione della pasta sfoglia e crema bianca e del caffè, ma poi ho trovato l'alternativa della brioches del panificio con lo zucchero sopra e un cappuccino senza caffè ma con cacao diviso con Tina. Mi è bastato, sono stata serena senza pensarci più.

So per esperienza che quando si fa un lavoro particolare su di sè occorre anche una dieta particolare. Pare che la privazione del corpo con la fame e l'astinenza sessuale dia alcuni risultati.
Io non l'ho ragionando con la testa, ci sto arrivando piano piano da sola, in modo naturale, ma questo non vuol dire che mi risulta facile, solo trovo la forza di osservare.
Ho deciso di prendermi cura di me stessa, della mia salute e smettere di ignorare il mio nemico silenzioso: il colesterolo.
Occorre cambiare stile di vita, di alimentazione, e rinunciare ai condizionamenti mentali che se il corpo vuole vuol dire che fa bene e quello che non sente fa male, non sempre è così, non per tutte le cose è così.
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Vecchio 20-02-2012, 12.12.35   #2
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Mi sono documentata, il caffè aumenta la produzione di LDL così pure lo stress.
Del caffè ne sto facendo a meno, non che questo risolva il mio problema ma di sicuro tolgo tutto ciò che può farmi male. Lo stress invece non riesco a toglierlo, anzi... dopo due giorni di astinenza da social moment mi è spuntata una bella afta sulla lingua, ed oggi dopo un'ora che ero in ufficio mi è venuto il mal di testa.
Non sopporto la mia collega con il suo fare stressante e pressante. Ogni tanto le faccio assaggiare il mio freddo glaciale e lei si ribella, dice che la faccio stare troppo male ma non vuol capire che pressandomi con le sue richieste, legittime di lavoro per carità, ma il modo che non sopporto, e non lo dico solo io, poi deve beccarsi il mio freezer appuntito.
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Vecchio 25-02-2012, 00.38.52   #3
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Questi incontri di lavoro al bar mi uccidono!
Mercoledì pioveva, entriamo nel solito bar quando vado nel paesetto della centenaria, mi incontro con le operatrici e ci beviamo un caffè insieme... insomma pioveva e ci ritroviamo al bar, io in crisi, lo prendo o non lo prendo? decido di prenderlo come una sfida, vediamo che succede... succede che il primo sorso lo prendo distrattamente senza nemmeno sentire il sapore impegnata nel pensiero del lavoro successivo. Ma come? allora il secondo sorso lo bevo per capire com'è questo caffè! Potevo risparmiarmelo, non è stato buono e piacevole come le altre volte. Però ho avuto una strana agitazione ed energia tutto il giorno, quasi euforia, felicità. Mi è sembrato un caso.
Oggi vado in un paese ai piedi dell'Etna innevata, apertura di buste di ammissione ad un gara, una cosa pallosa ma impegnativa, ogni avversario spera già nell'eliminazione di qualche partecipante per inammissibilità. Entro in crisi, sono già le dieci, non ho preso caffè come in genere mi concedo se vado fuori giusto per darmi un momento piacevole per sopportare meglio mezza giornata ad ascoltare il bando e il disciplinare di gara decine di volte fino ad impararlo a memoria...
Ma non riesco oggi ad essere attenta, ho paura pure che gli altri si accorgano del mio stato quasi comatoso.
Poi pausa caffè ed invito al bar naturalmente... che faccio? lo prendo o non lo prendo? sono in compagnia e sto morendo di sonno, di noia, di depressione, di conflitto per un maledetto caffè di cui non sento più la mancanza durante il giorno se non nei momenti condizionati. Decido di prenderlo senza nemmeno giustificarmi tanto con me stessa.
Mi pento di averlo preso dopo averlo bevuto, potevo resistere. Ma da lì a poco sento l'energia rimontare, improvvisamente sto attenta, il tempo passa più veloce e la gara non è più una noia, e una carica che mi dura tutt'ora, sarà un problema dormire, mi sento sveglissima, e che bella resa fisica e mentale al resto della giornata, tutto il tempo riempito a lavorare tra ufficio e casa anticipandomi tante pulizie per domani. E ho avuto pochissima fame, una specie di sazietà energetica. Sono stata persino gentile e disponibile con la mia ansiosa collega...
Non parliamo di sesso però, quello è ancora inesistente e non mi pesa affatto...
Oggi è il primo giorno dopo mesi che non sento il bisogno di riposarmi, ovvero accomatarmi in qualche poltrona appena possibile. Ho passato un inverno molto duro, pensavo non finisse mai.

Dico, è una coincidenza? è il caffè che preso ogni tanto mi fa questo effetto? oppure c'è qualche contorto meccanismo, di cui non sono cosciente, che mi fa risvegliare l'energia?
Voglio essere così tutti i giorni
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Vecchio 25-02-2012, 00.50.28   #4
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Stavo riflettendo che ieri non ho preso caffè ma ho avuto lo stesso molta energia, verso sera ero stanca e l'ansia della mia collega mi ha fatto venire uno stato depressivo, allora ho detto basta, per stasera sono stanca non voglio più nemmeno parlare.
Poi una bella pratica yoga serale che ho fatto con rinnovata attenzione dopo i mesi bui, ho dormito bene e stamattina sono balzata fuori dal letto piena di energia.
E' stato il pensiero condizionato di trovarmi fuori senza il mio caffè che mi ha mandato in depressione.
Ora sinceramente non so dire se non l'avessi preso cosa sarebbe accaduto. A volte mi tiro dietro tutto il girno il malumore, non riesco a uscire da quella cappa depressiva, facendo tutto sotto sforzo per poi buttarmi in coma da qualche parte.
Mi sto chiedendo a cosa e a chi servono le dipendenze, i condizionamenti. Mi pare scandiscono il tempo, il ritmo, colmano la paura di restare con momenti di vuoto, senza energia. Energia che si cerca fuori perchè non si sa trovare dentro.
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Vecchio 25-02-2012, 01.45.21   #5
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Ciao, Diamantea.

Ti rispondo, spesso, sull'alimentazione.

Il caffè ha sicuramente qualità 'particolari'.

Gurdjieff lo annovera fra le piante con all'interno il triangolo 369 (ma in questa sezione saremmo OT).

Quanto all'esperienza posso dirti che ho conosciuto un maestro (d'armi) che mi diceva come prima delle gare fosse abituato a bere mezzo limone spremuto in una tazzina di caffè.

Rigorosamente senza zucchero !!!

Il gusto è mostruosamente disgustoso, ma l'effetto è doopante e i risvolti medici sconosciuti (quindi potenzialmente dannosi).

Con le arance non so se funziona -soprattutto alla sera-
ma, forse, è meglio eliminarlo del tutto il caffè.

Rientra fra le astinenze.
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Vecchio 25-02-2012, 08.48.34   #6
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Interessante Fufi, si può approfondire in altra sezione. Già ieri avevo deciso di non prendere più caffè, soprattutto stamattina durante il mio giro con mamy come tradizione ormai, voglio restare in astinenza visto l'effetto dipendenza. Prossima volta che mi invitano al bar dovrò essere granitica.
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Vecchio 25-02-2012, 21.38.10   #7
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Avevo dimenticato l'appuntamento preso per oggi dopo pranzo con il parrucchiere. Anche lì naturalmente l'agguato caffè, spesso preso con la ragazza che mi prepara di solito e lo porta caldo appena fatto.
Me ne sono ricordata a metà mattinata dopo aver superato egregiamente il tour con mamy, per lei caffè e cornetto, io una brioches del panificio e un bicchiere d'acqua, giusto per fare colazione insieme a lei. Non ci ho fatto molto caso, ero decisa già da ieri sera, ma il parrucchiere lo avevo dimenticato, poi dopo pranzo concilia bene il caffè... mi è venuto un piccolo conflitto ma presto superato, insomma, a casa ho deciso di non prenderne e rifiutare con un cortese "no grazie, l'ho già preso".
Devo dire che ci ho pensato tante volte, mi è mancato ma tutto sommato ho resistito bene senza coma.

E' stata una buona giornata, una delle migliori in questi ultimi mesi invernali, energia, positività, voglia di fare, tranquillità.
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Vecchio 09-03-2012, 16.48.59   #8
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Ormai è da tanti giorni che non prendo caffè, non ci penso più molto se non i quei casi in cui mi richiama qualche vecchia abitudine.
Stamattina però mi sono recata di nuovo in quel paesino etneo dove ci sta una pasticceria fantastica. La giornata uggiosa ma con una bella luce, non faceva nemmeno tanto freddo. Non so perchè appena arrivata una voglia irresistibile di entrare in quel bar, riempirmi gli occhi di tutte quelle paste di mandorla a vari gusti, riempirmi il naso di quel buon profumo di sfoglie da colazione appena uscita dal forno, caffè o cappuccino anche se avevo già fatto la mia colazione buona con succo di limone, frutta fresca, mandorle, e un fettina di pane.
Sono entrata in crisi, ferma in auto a pensare mentre aspettavo una persona per lavoro. Stavo male, avevo il crampo del desiderio allo stomaco. Mi son detta che era facile ora trovare una scusa qualsiasi con me stessa per entrare nel bar e consumare qualcosa di cui mi sarei pentita dopo, era una trappola a cui dovevo rinunciare, ma come?
Sono scesa dall'auto e mi sono diretta verso la terrazza panoramica invece che sul banco dei pasticcini, a riempirmi gli occhi di un orizzonte bellissimo, il mare, la montagna, la valle verde, le case in pietra lavica, e quel silenzio tipico del luogo interrotto solo dai rintocchi della chiesa.
Piano piano ho sentito che ho riempito di cose giuste il vuoto del mio stomaco, che vuoto non era, avevo già mangiato ma qualcosa sarebbe entrato lo stesso.
Mi sono sentita di nuovo bene, nel frattempo è arrivata la persona e non ci ho pensato più per tutta la mattinata.
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Vecchio 10-03-2012, 11.16.32   #9
Uno
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Vincere una dipendenza Tea, è uguale seppur in forma diversa, ai passi da fare in un percorso spirituale.
All'inizio devi vincere le scuse che mentalmente ti dai per evitare di non eccedere, poi quando hai vinto quelle devi vincere "la mania" dell'essere vincente.

Detto in altre parole, puoi dire di aver vinto realmente una dipendenza se sei in grado di "cascarci" volontariamente una volta, una sola volta ogni tanto quando vuoi tu.

Per andare sul pratico, se anche bevi un caffè, perchè qualcuno che non sa della tua "crociata" te lo offre, non c'è nessun problema, purchè il giorno dopo tu non sia da capo.

Se ti accontenti solo degli effetti positivi dell'astenerti in qualcosa va bene così, essere categorici e non essere mai tentata, ma se vuoi veramente andare oltre....
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Vecchio 10-03-2012, 13.36.19   #10
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Per andare sul pratico, se anche bevi un caffè, perchè qualcuno che non sa della tua "crociata" te lo offre, non c'è nessun problema, purchè il giorno dopo tu non sia da capo.

..
L'unica dipendenza che ho vinto è stata quella dalle sigarette, nel senso che non mi fanno davvero voglia e sto tranquillamente con gente che fuma. Giusto l'altra sera ho acceso quella dell'amica storica e ne ho fumato metà, in quel momento mi sono davvero accorta che fumare non esercita più la minima attrazione, né repulsione.
Però magari ne elimini una e tac! Per compensazione ne spunta fuori un'altra e allora... non è la stessa cosa che cambia solo forma? Oppure si può stare 'contenti' di averne eliminato almeno una possibile manifestazione?
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Vecchio 10-03-2012, 22.00.06   #11
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Detto in altre parole, puoi dire di aver vinto realmente una dipendenza se sei in grado di "cascarci" volontariamente una volta, una sola volta ogni tanto quando vuoi tu.
Il rischio quindi è di nutrire l'ego nel ruolo della vincente.
Mi sono misurata con me stessa ultimamente, ho tenuto duro dimostrandomi che la mia volontà è forte abbastanza per mantenermi centrata nel mio proposito, però potrei prenderci gusto, compiacermi di questa forza, sopportando il disagio iniziale.
E' difficile capire per me in questo momento quando lo voglio io e quando è un cedimento di volontà verso la dipendenza. C'è un conflitto dentro di me nel capire cosa è meglio fare o non fare, se mortificare il desiderio o mortificare la volontà.

Però ho una grande energia, sono fattiva, dormo di meno, mangio di meno e non ho più momenti di depressione. Faccio TA regolarmente. A qualcosa sta servendo ma non voglio accontentarmi solo di questo risultato.
Voglio veramente andare oltre... è la cosa che desidero di più.

Ci presterò più attenzione nei prossimi giorni.
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Vecchio 12-03-2012, 13.44.39   #12
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L'unica dipendenza che ho vinto è stata quella dalle sigarette, nel senso che non mi fanno davvero voglia e sto tranquillamente con gente che fuma. Giusto l'altra sera ho acceso quella dell'amica storica e ne ho fumato metà, in quel momento mi sono davvero accorta che fumare non esercita più la minima attrazione, né repulsione.
Però magari ne elimini una e tac! Per compensazione ne spunta fuori un'altra e allora... non è la stessa cosa che cambia solo forma? Oppure si può stare 'contenti' di averne eliminato almeno una possibile manifestazione?
Mah.. non so se riuscirei a fumare mezza sigaretta e come niente riprendere la mia esistenza da non fumatrice.. Credo che si scatenerebbe il pensiero bè, visto che fumandone una non è successo nulla, ne prendo un'altra e un'altra...e zac!
PErsonalmente non ho notato una dipendenza spostata su un'altra, cioè il mio dipendere dalle sigarette è finito con lo smettere di fumare, non si è spostato su qualcosa d'altro ma penso che sia fattibile e corretto quello che dici, magari non me ne accorgo ma qualcosa che mi rende "dipendente" c'è...
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Non ho bisogno di chi la pensa come me, ma di crescere aprendo la mente a diversi modi di vedere e di pensare.
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Vecchio 12-03-2012, 15.46.00   #13
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PErsonalmente non ho notato una dipendenza spostata su un'altra, cioè il mio dipendere dalle sigarette è finito con lo smettere di fumare, non si è spostato su qualcosa d'altro ma penso che sia fattibile e corretto quello che dici, magari non me ne accorgo ma qualcosa che mi rende "dipendente" c'è...
Non credo che per forza una dipendenza abbandonata debba sfociare in un'altra. Che valore ha la volontà che abbiamo avuto a disposizione per smettere? La storia è complessa me ne rendo conto, credo però ci sia differenza tra un drogato che coattamente viene ricoverato e disintossicato, e una persona che liberamente cerca la forza di smettere di fumare e ci riesce.
Come te Faltea non mi arrischio a mettere una sigaretta in bocca, da quindici anni; mi piacerebbe avere la libertà di fumarmene una in compagnia ogni tanto, o un paio al giorno, per sentire più rilassamento e non come prima in modo automatico per scandire ogni azione che facevo. Rinuncio a questa libertà proprio perchè non ho mai smesso di desiderare di fumare.
Cosa diversa con l'alcol. Ho smesso di mettere il vino a tavola(fuori i pasti non consumo nessun tipo di alcol), mentre quando ero ragazza lo usavamo ogni giorno. Non è stato facile togliere questa che chiamo abitudine, ma quasi non si gustava il pasto se mancava, ci ho messo un bel pò quando ho avuto casa mia e oggi anche se ce l'ho davanti scelgo in base alla opportunità di farlo e non perchè muoio dalla voglia di berlo. Posso stare mesi senza assaggiarne, fa lo stesso, come posso ubriacarmi per una sera ma poi non ci torno.

La libertà da una dipendenza secondo me si acquista quando si perde anche il desiderio fine a se stesso della cosa. Molti prendono caffè e sigaretta al mattino perchè li aiuta ad andare in bagno, perchè togliere l'abitudine in questo caso? Ha un effetto positivo senza che possa dare effetti secondari più dannosi di altre cose. Certo io che mi vieto la liertà di fumarmi una sigaretta ogni tanto non mi sono liberata dalla dipendenza, con la volontà impedisco che continui a subirmene le conseguenze, e faccio benissimo secondo me e avrò altre cose sulle quali lavorare, ma ho scelto il male minore.

Mi piace oltremodo lavorare col pc, anche per diletto, è una dipendenza?
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Vecchio 12-03-2012, 16.11.32   #14
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Mi sono documentata, il caffè aumenta la produzione di LDL così pure lo stress.
lo stress causato dalla rinuncia al caffe', per esempio.
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Vecchio 12-03-2012, 17.04.57   #15
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lo stress causato dalla rinuncia al caffe', per esempio.
Potresti avere anche ragione, però considera che ogni privazione a cui la mente tiene è stress.
Questo è uno stress momentaneo, poi superata la crisi di astinenza e da privazione si inizia a gustare gli effetti benefici di quello che viene vissuto come un sacrificio iniziale ma necessario.
Non credo siamo in grado in generale di evitare lo stress totalmente ma occorre imparare a conoscerlo e farlo rimanere una tensione che porta cambiamenti, risultati.

Ultimamente mi ero resa conto che questa storia del caffè stava prendendo una brutta piega, recitavo una parte che non era mia, gli stavo dando un valore troppo importante, mi stavo convincendo che senza caffè non potevo restare sveglia, non potevo lavorare più di due ore consecutive, non ricevevo abbastanza attenzioni se non c'era il rituale di chi mi preparava il caffè, che spesso non bevevo dimenticando la tazzina sulla scrivania, era un senso di possesso, di autoaffermazione nel chiedere e ricevere.
Ma dove lo avrò visto scritto? Vivo benissimo senza!
Il caffè era l'unica cosa che mio marito mi preparava dopo il pranzo, io seduta sul divano aspettavo la tazzina a domicilio. Abitudine che ho mantenuto con ogni mio compagno, con mia sorella, al lavoro, al bar naturalmente. Raramente lo preparavo io. Insomma non è solo la caffeina è tutto il resto che mi è mancato, ora molto meno, mi sto disidentificando con la parte di me che ha bisogno di questo rituale. Mi stressa certo ma mi stressava anche prima se non l'avevo, se non era a portata di mio desiderio, se non potevo berne più di due, massimo tre desiderandone ancora, però me lo facevo preparare e lo tenevo li fermo nella tazzina, quanto meno dovevo sapere che desiderandolo potevo averlo. Il mio corpo mal riceve sostanze eccitanti in quantità. In maniera naturale non posso assumere molto alcol, bevande gassate, caffè, sigarette (una volta quando fumavo), cibi irritanti.

Capiterà l'occasione che ne berrò uno se ne avrò voglia ma non voglio ricadere nella storia del rituale, è troppo assurdo.
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Vecchio 12-03-2012, 17.08.22   #16
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Non credo siamo in grado in generale di evitare lo stress totalmente
Come no? Quando ci metteremo il vestitino di legno nulla potrà più stressarci

La vita è stress, lo stress è vivere, ma c'è differenza, come in parte stavi dicendo, tra stress subito e stress funzionale.
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Vecchio 12-03-2012, 17.10.32   #17
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Vincere una dipendenza Tea, è uguale seppur in forma diversa, ai passi da fare in un percorso spirituale.
All'inizio devi vincere le scuse che mentalmente ti dai per evitare di non eccedere, poi quando hai vinto quelle devi vincere "la mania" dell'essere vincente.

Detto in altre parole, puoi dire di aver vinto realmente una dipendenza se sei in grado di "cascarci" volontariamente una volta, una sola volta ogni tanto quando vuoi tu.

Per andare sul pratico, se anche bevi un caffè, perchè qualcuno che non sa della tua "crociata" te lo offre, non c'è nessun problema, purchè il giorno dopo tu non sia da capo.

Se ti accontenti solo degli effetti positivi dell'astenerti in qualcosa va bene così, essere categorici e non essere mai tentata, ma se vuoi veramente andare oltre....
questo post mi ha fatto salire immediatamente una sorta di rabbia dentro come fa il mercurio quando sale nel termometro e anche dispiacere poi

Perchè non l'ho trovato, ma ricordo bene un post che diceva che fumatori si rimane tutta la vita e che bisogna stare attenti perchè basta una volta sola per ricaderci dentro beh io non ho voglia di ricadere nel vizio (anche per quello che mi ci sono giocata) e non mi sento di giocare alla roulette russa sarò poco spirituale eh pazienza!
Anche perchè non ho più desiderio di fumare ma nemmeno lo cerco se c'è sotto da qualche parte mi parrebbe di andare a stuzzicare un mostro che ho battuto e che mi è costato tanto e il buttare tutto all'ortiche per vedere se .........no grazie il gioco per me non vale la candela.
Scusate eh se sono così rigida ma su certe cose se non si è sicuri meglio esserlo che poi piangere dopo
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Vecchio 12-03-2012, 18.12.24   #18
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Scusate eh se sono così rigida ma su certe cose se non si è sicuri meglio esserlo che poi piangere dopo
Ma si Griselda, se si parla di sigarette alla fine, a me personalmente non importa molto se non posso concerdermi la libertà di mettere veleno nei polmoni...
Stessa cosa per il caffè, visto che proprio salutare non è.
In generale considero più brutto privarsi di altre cose per la paura di volerne in eccesso, tipo l'affetto di un uomo, o di un animaletto.

Il distacco dalle cose in un pecorso di maturità e di crescita è un discorso che non vorrei perdere di vista nemmeno io, ma credo si vada per intanto per priorità.
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Il distacco dalle cose in un pecorso di maturità e di crescita è un discorso che non vorrei perdere di vista nemmeno io, ma credo si vada per intanto per priorità.
Hai messo in risalto la cosa più importante e di cui ho parlato di recente che è il distacco che in questo caso è anche il distacco dal risultato.

Essendo una che si è sempre buttata allo sbaraglio oggi voglio ponderare bene prima e scegliere alla "mia misura" perchè anche strafare è IP.
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Vecchio 13-03-2012, 10.48.16   #20
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Potresti avere anche ragione, però considera che ogni privazione a cui la mente tiene è stress.
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Ultimamente mi ero resa conto che questa storia del caffè stava prendendo una brutta piega, recitavo una parte che non era mia, gli stavo dando un valore troppo importante, mi stavo convincendo che senza caffè non potevo restare sveglia, non potevo lavorare più di due ore consecutive, non ricevevo abbastanza attenzioni se non c'era il rituale di chi mi preparava il caffè, che spesso non bevevo dimenticando la tazzina sulla scrivania, era un senso di possesso, di autoaffermazione nel chiedere e ricevere.
Ma dove lo avrò visto scritto? Vivo benissimo senza!
Il caffè era l'unica cosa che mio marito mi preparava dopo il pranzo, io seduta sul divano aspettavo la tazzina a domicilio. Abitudine che ho mantenuto con ogni mio compagno, con mia sorella, al lavoro, al bar naturalmente. Raramente lo preparavo io. Insomma non è solo la caffeina è tutto il resto che mi è mancato, ora molto meno, mi sto disidentificando con la parte di me che ha bisogno di questo rituale. Mi stressa certo ma mi stressava anche prima se non l'avevo, se non era a portata di mio desiderio, se non potevo berne più di due, massimo tre desiderandone ancora, però me lo facevo preparare e lo tenevo li fermo nella tazzina, quanto meno dovevo sapere che desiderandolo potevo averlo. Il mio corpo mal riceve sostanze eccitanti in quantità. In maniera naturale non posso assumere molto alcol, bevande gassate, caffè, sigarette (una volta quando fumavo), cibi irritanti.

Capiterà l'occasione che ne berrò uno se ne avrò voglia ma non voglio ricadere nella storia del rituale, è troppo assurdo.
ah, bene questo è altra cosa e su questo ci sto. non condividevo il tono della crociata contro la caffeina, ma se tu non vuoi piu' essere schiava di un rituale lo condivido, proprio perche' potrai, se ti andrà, gustarti un caffe' qui e uno là senza problemi. senza essere schiava del rituale, ne' della rinuncia.
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Vecchio 13-03-2012, 10.50.35   #21
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Hai messo in risalto la cosa più importante e di cui ho parlato di recente che è il distacco che in questo caso è anche il distacco dal risultato.
standing quotation
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Vecchio 13-03-2012, 13.38.38   #22
Faltea
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Web mi ha fatto notare una cosa.. in realtà io non ho vinto la dipendenza, c'è ancora ecco perché non si è spostata... lì è rimasta...
Come dice ci imponiamo un continuo controllo per evitare di caderci.
MA concordo con Gris, io una sigaretta in bocca non me la metto per poter dire che non sono più dipendente...

Mi tengo la dipendenza e continuo a combattere
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Non ho bisogno di chi la pensa come me, ma di crescere aprendo la mente a diversi modi di vedere e di pensare.
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Vecchio 13-03-2012, 16.56.48   #23
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PErsonalmente non ho notato una dipendenza spostata su un'altra, cioè il mio dipendere dalle sigarette è finito con lo smettere di fumare,..
A molti si sposta sul cibo infatti quando smettono ingrassano. Oppure si possono masticare un sacco di gomme... Da quello che ho capito, non è tanto la dipendenza che si sposta ma quello che gestiamo inconsapevolmente attraverso di essa. Io fumando ad esempio gestivo lo stress, l'ansia, solo lottando contro tutte le abitudini (alcool, sigarette ecc) mi sono accorta di tutto quello che reprimevo sotto... Il problema ora è sgropparlo e metterlo al suo posto.. Mastico pacchetti di gomme, non è cambiato molto anche se non ho voglia di fumare..

Ultima modifica di Edera : 13-03-2012 alle ore 16.59.25.
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Vecchio 13-03-2012, 17.41.02   #24
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Vecchio 13-03-2012, 17.54.32   #25
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che immagine meravigliosa.
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