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Vecchio 13-03-2010, 14.24.45   #1
Uno
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Predefinito Insegnanti, cosa è lecito pretendere e cosa no?

L'altra mattina mentre facevo colazione, come sempre, facevo zapping tra i tg regionali e/o locali. Mi sono soffermato su una notizia.
In sostanza stava montando una sorta di diatriba (con tanto di intervistati) sul fatto che un insegnante (professore delle medie credo, ma non ne sono sicuro) è stato sospeso o licenziato.
La prima versione che circolava era che questo insegnante (originario del sud in scuola del nord) in classe si rivolgeva ai ragazzi nel suo dialetto e non riusciva coniugare decentemente un verbo arrivando a veri "virtuosismi" con i congiuntivi. Una mamma ha reclamato etc...
Il dirigente scolastico intervistato sembrava che si scusasse e ha detto che non era questo il problema bensì altre questioni.

Ora non so come sono andate realmente le cose, ma come da titolo, cosa è lecito pretendere da un insegnante?
Io ritengo che non è discriminazione (perchè mi pare che nel caso in esempio la "difesa" puntava su questo) pretendere che chi forma i ragazzi parli un italiano decente, non sto parlando di accenti, quelli ognuno li ha come li ha e non è detto che tutti debbano fare corsi di dizione.
Penso che già nelle assunzioni, nelle abilitazioni o che altro dovrebbe essere preso in considerazione questo aspetto, tra le altre cose.

Cosa pretendereste da chi deve formare (in parte) i vostri figli? (ed in definitiva la società di domani)
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Vecchio 13-03-2010, 14.48.00   #2
'ayn soph
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Ci sono differenti varianti al tema, mi spiego:

1) cosa si intende per venire formati e
2) la materia del formare

1a) per venire formati si intede avere un bagaglio culturale utile ai fini del mondo del lavoro? oppure
1b) qualcosa che va oltre il lavoro inteso come fruzione di ricchezza soltanto fisica?
1c) entrambe le componenti sopra descritte?

2a) la materia del formare sia univocamente la disciplina studiata (considerando che fino a poco tempo fa non si è guardato all'insegnante ma al professionista)?

2b) la materia insegnata sia l'insieme del sapere pluri-disciplinare maturata attraverso l'esperienza di vita vissuta dell'uomo?

Una volta chiarita la posizione da prendere allora si entra nel giudizio specifico sempre in base all'opzione scelta.

Edit: e sempre ammesso che chi giudica sia veramente in grado di vedere o distinguere quello che ha difronte.
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Vecchio 13-03-2010, 14.56.26   #3
Uno
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Ci sono differenti varianti al tema, mi spiego:

1) cosa si intende per venire formati e
2) la materia del formare

1a) per venire formati si intede avere un bagaglio culturale utile ai fini del mondo del lavoro? oppure
1b) qualcosa che va oltre il lavoro inteso come fruzione di ricchezza soltanto fisica?
1c) entrambe le componenti sopra descritte?

2a) la materia del formare sia univocamente la disciplina studiata (considerando che fino a poco tempo fa non si è guardato all'insegnante ma al professionista)?

2b) la materia insegnata sia l'insieme del sapere pluri-disciplinare maturata attraverso l'esperienza di vita vissuta dell'uomo?

Una volta chiarita la posizione da prendere allora si entra nel giudizio specifico sempre in base all'opzione scelta.

Edit: e sempre ammesso che chi giudica sia veramente in grado di vedere o distinguere quello che ha difronte.
1d formati come individui ma allo stesso tempo integrati nella società.
2c ciò che occorre per l'1d

Ma perchè complichi sempre le cose?
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Vecchio 13-03-2010, 15.19.49   #4
RedWitch
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..........

Cosa pretendereste da chi deve formare (in parte) i vostri figli? (ed in definitiva la società di domani)
Qualche sera fa, al tg hanno fatto vedere una classe di ragazzi che come era successo tempo fa per una maestra, stavano "manifestando" affinchè il loro professore non andasse in pensione alla fine di quest'anno. Hanno anche mandato un'intervista di quest'ultimo in cui lui diceva che la maggior parte dei professori tratta gli alunni come dei contenitori da infarcire di nozioni, mentre secondo lui quello che un professore deve fare è preparare i giovani alla vita (non erano proprio queste le parole, ma il senso si).
Ecco a me piacerebbe che mia figlia trovasse sulla sua strada persone che siano in grado di darle gli strumenti per diventare indipendente e crescere in maniera equilibrata, e, a scuola, dai 6 anni in su ci si passa tanto tempo.. per cui è indispensabile che i maestri/professori, siano in grado di indicare una strada, di fornire i mezzi ed un metodo di studio.. e poi anche le nozioni si, ma non solo quelle.
Poi mi piacerebbe che gli insegnanti che formeranno mia figlia, amassero il loro lavoro, perchè in quel modo le trasmetterebbero l'amore per le materie

Purtroppo come in tutte le cose, si assiste ad un progressivo degrado della scuola, e trovare buoni insegnanti non so se sia cosi facile...

ps: anche io non credo che sia discriminare, pretendere che un insegnante parli un italiano decente, anzi dovrebbe essere alla base dell'insegnamento.

Ultima modifica di RedWitch : 13-03-2010 alle ore 15.22.17.
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Vecchio 13-03-2010, 15.49.32   #5
Era
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Non pretendereì un insegnante del tipo 'L' attimo fuggente' questo no..di certo augurerei agli studenti di Italiano che il prof della materia..pur essendo di altra regione e avendo accenti o doppie alla sua maniera..dicendo: " la lezione di oggi tratta della fiabba" che mi sta pure bene..ma che dicendolo lo scriva a caratteri cubitali sulla lavagna FIABBA questo no..e il prof in questione 'formava' una classe liceale..
(non sentito dire trattasi di esperienza personale di genitrice)

Secondo me chi ama il suo lavoro..qualunque esso sia saprà trasmettere l' entusiasmo e la voglia di apprendere..tuttavia l' entusiasmo non basta..la preparazione dell' insegnante ad insegnare/formare è importante
__________________
Dio mi conceda
la serenità di accettare
le cose che non posso cambiare
il coraggio di cambiare
quelle che posso cambiare
e la saggezza
di distinguere tra le une e le altre
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Vecchio 13-03-2010, 18.30.15   #6
filoumenanike
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Secondo me l'insegnante dovrebbe innanzitutto conoscere bene l'italiano, qualsiasi sia la materia che insegna, fondamentale è saper riconoscere le regole fondamentali che sono alla base della nostra lingua.
Ho avuto insegnanti meridionali e amici meridionali e posso testimoniare che, a parte l'accento...la dizione, le regole le sapevano molto bene e nelle loro materie erano preparati e non solo nelle loro materie.
L'insegnante un tempo esercitava una professione, il suo impegno era tutto per la scuola e veniva rispettato anche quando a volte l'uso della disciplina era eccessivo!
Oggi insegnano gli sfigati, sia del nord, del sud, del centro!La dedizione all'insegnamento viene meno per molti motivi, tra i primi il poco riconoscimento morale che i genitori e quindi gli alunni danno a chi insegna, spesso vengono derisi, denunciati per aver sgridato i ragazzi anche per validi motivi.
Il compenso del loro lavoro è al di sotto della media di tutte le altre professioni che hanno bisogno di una laurea e di corsi abilitanti, sono al fondo della categoria dei laureati, pertanto si danno all'insegnamento in gran parte chi non trova di meglio, chi ha preso una laurea con i punti, magari laureandosi in lettere classiche senza aver dato neppure un esame di greco!
L'insegnante del nord che non ha le doppie nella sua pronuncia, non è per questo immune da errori gravi di grammatica, come l'uso indiscriminato dell'apostrofo, della acca, della zeta a posto della esse, della punteggiatura etcetera....per non parlare dei condizionali o dei congiuntivi nei discorsi ipotetici o indiretti!
Un altro grave problema dell'isegnamento è dato dalle graduatorie territoriali, ancora oggi insegnanti del centro devono andare al nord, quelli del sud al centro e così via, non conosco gente del nord che vada ad insegnare al centro o al sud, mancano forse gli insegnanti al nord?
Agli insegnanti, poi, secondo me, non bisogna demandare il compito di educare i nostri figli, quello è un compito soprattutto dei genitori e posso garantire che i ragazzi di genitori attenti si notano sempre, non sono maleducati, sgarbati, indisponenti!
Spesso arrivano a scuola dei bulletti viziati, malmessi, che scambiano la scuola come luogo di ricreazione e ciò che più meraviglia è che la maggior parte di loro hanno alle spalle famiglie di avvocati, dottori e quant'altro dovrebbe costituire la crema della società!

Ultima modifica di filoumenanike : 13-03-2010 alle ore 18.37.36.
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Vecchio 13-03-2010, 18.54.28   #7
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L'insegnamento è, e deve essere una vocazione per cui, se uno l'ha nell'anima, non può fare danni.

Cosa vorrei da un insegnante?
Che amasse il suo lavoro, che amasse i bambini se è un maestro e i ragazzi se è un professore. Una persona che non si sia dimenticata di essere passato per di là.

Sembra banale, ma il non pronunciare bene le consonanti ad esempio all'elementari può creare un problema al bambino nei dettati. Il fare errori di ortografia anche se da parte dell'insegnante di matematica diventa un problema perchè i bambini sono spugne e come tali assorbono tutto, oppure la mancanza di disciplina, logicamente adeguata all'età.
Quindi alti principi morali, sensibilità, e capacità professionali sono alla base dell'insegnamento qualunque esso sia.

E sopratutto saper interessare è secondo me la base per riuscire in tutto, imparare divertendosi.
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Vecchio 13-03-2010, 19.44.33   #8
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Oggi insegnano gli sfigati, sia del nord, del sud, del centro!
Vorrei proprio sapere da Filoumenanike in base a quali elementi si permette di fare simili asserzioni!
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Vecchio 13-03-2010, 19.57.22   #9
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cosa è lecito pretendere da un insegnante?
Che domini la materia che insegna e il contesto che gli serve per insegnarla.

Il che significa che deve conoscere e dominare (non sono parole scelte a caso, eventualmente spiego cosa intendo)
  • la lingua con la quale comunica con gli allievi
  • il contesto sociale in cui agisce e in cui vivono gli allievi
  • il constesto intellettuale ed emotivo degli allievi
Inoltre deve essere inserito adeguatamente nella società in cui e per cui opera. Deve essere psichicamente equilibrato. Deve avere qualità educative (in senso ampio) e far propria la missione educativa degli allievi (per educazione intendo il mettere gli allievi in grado di cavarsela da soli, almeno per quanto riguarda il contesto in cui lui opera).

Insomma deve essere un adulto.


Aggiungo, a costo di risultare antipatco, che chi non presenta queste qualità non ha, a mio avviso, il diritto di dirsi insegnante e non gli si dovrebbero affidare degli allievi.
E non mi si venga a dire che prendono pochi soldi e scemenze del genere... sono due discorsi separati. Che siano o diventino adeguati, poi si discuterà dell'adeguatezza del contesto in cui si pretende operino.
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Vecchio 13-03-2010, 20.22.46   #10
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Vorrei proprio sapere da Filoumenanike in base a quali elementi si permette di fare simili asserzioni!
Forse Carlotta non hai letto tutto il post...cercavo di spiegarlo!
Tra l'altro ho fatto parte della categoria degli insegnanti e poi ho rinunciato, la scuola oggi è veramente in declino, ogni provvedimento preso da destra e da sinistra è stato sempre peggiorativo, sempre secondo la mia opinione!
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Vecchio 13-03-2010, 20.26.21   #11
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E non mi si venga a dire che prendono pochi soldi e scemenze del genere... sono due discorsi separati. Che siano o diventino adeguati, poi si discuterà dell'adeguatezza del contesto in cui si pretende operino.
Gli altri non ti possono offendere e tu invece non scherzi nel giudicare le opinioni altrui!

Sai quanti validi insegnanti sono venuti via dalla scuola per dedicarsi ad attività più remunerative e meglio considerate nell'ambito sociale? tanti...troppi!

Ultima modifica di filoumenanike : 13-03-2010 alle ore 20.43.26.
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Vecchio 13-03-2010, 21.02.07   #12
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Prima vorrei chiarire che se ho specificato che l'insegnante è del sud e si parlava di una scuola del nord era per definire il contesto. Per me era identica la cosa se l'insegnante era del nord su una scuola del nord o del sud o un insegnante del sud in una scuola del sud.
E' anche importante chiarire che le frasi in dialetto di cui si parlava erano "extrascolastiche" tipo: "vai a posto" detto nel suo dialetto etc...
Dal mio punto di vista ritengo che sarebbe buona norma comunque sempre parlare in italiano a scuola, ma forse la cosa è stata più notata e marcata essendo un dialetto fuori dal contesto della zona.
Insomma se a Napoli l'insegnante che parla sempre in italiano corretto dicesse ad un ragazzo "guagliò smettila di far stu casino" magari potrebbe passare scherzosamente, se lo dice al nord ci si fa più caso.
Però sui congiuntivi e sulle coniugazioni dei verbi non c'è scusante che tiene.

Detto questo, "scemenze" per quanto detto come si usa nel comune parlare non è il massimo del rispetto, quindi cerchiamo di evitarlo, grazie.
Lo stesso definire sfigata un'intera categoria non è rispettoso a prescindere da quello che si può aggiungere sotto.

Lasciamo perdere, per un momento, le istituzioni e la situazione attuale. Possiamo comunque stabilire delle linee che vorremmo per gli studenti, che siano o non siano nostri figli.
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Vecchio 13-03-2010, 22.13.53   #13
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So non ho tradotto male mi sembra che state girando in tondo. Oggi si direbbe "essere dentro un loop" (=circolo o suono registrato e ripetuto)
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Vecchio 13-03-2010, 23.19.53   #14
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Gli altri non ti possono offendere e tu invece non scherzi nel giudicare le opinioni altrui!

Sai quanti validi insegnanti sono venuti via dalla scuola per dedicarsi ad attività più remunerative e meglio considerate nell'ambito sociale? tanti...troppi!
Hai ragione, mi sono lasciato un po' andare e ho usato un termine forse un po' forte. Tuttavia non intendevo offendere nessuno, se è accaduto non era mia intenzione. Con "scemenze", ripeto usato in modo sbagliato, intendevo che quella della scarsa remunerazione è un'argomentazione che non c'entra con quello che dicevo. Più che scemenza in se, ritengo una insensato accostare le due cose.
Questo non significa che io concordi con chi dice che gli insegnanti sono poco pagati, anzi. Tuttavia è un'argomentazione che rispetto e riconosco che ha qualche fondamento. Entrando nel merito, anche se non c'entra col tread, per quello che è l'attuale insegnante medio e per quello che relamente fa dico che sono pagati anche troppo. Se però fossero e facessero quello che chiedo io allora andrebbero pagati di più, così come un scco di atri mestieri.

Ultima modifica di Ray : 13-03-2010 alle ore 23.22.17.
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Vecchio 13-03-2010, 23.27.56   #15
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Oggi, a differenza di quando frequentavo io il liceo si sono aperti tanti nuovi orizzonti soprattutto in campo scientifico, sicuramente tutti interessanti ed importanti, ma le ore di lezione sono rimaste inalterate, se si escludono alcune ore in più per qualche sezione sperimentale.I ragazzi quindi sono letteralmente bombardati da nozioni su nozioni.Basta sfogliare un qualunque testo scientifico per rendersi conto della vastità degli argomenti trattati. Mi sono tante volte chiesta quali sono i saperi fondanti e quali invece si potrebbero tralasciare. Purtroppo gli insegnanti non hanno libertà di scelta in tal senso, se non in minima parte perchè alla fine del quinquennnio gli alunni devono affrontare l'esame di stato con prove scritte ministeriali.E' da evidenziare anche che oggi i giovani non hanno solo la scuola ma tanti impegni pomeridiani, sport, musica, attività di volontariato, corsi di lingua straniera,ecc quindi lo studio pomeridiano è ridotto al minimo. Il compito di un insegnante è di rendere gli studenti autonomi in un processo di apprendimento,io non ritengo tanto importanti i contenuti quanto piuttosto una buona impostazione nel metodo di studio, con una logica coerente e non contradditoria.
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Vecchio 13-03-2010, 23.48.35   #16
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quella della scarsa remunerazione è un'argomentazione che non c'entra con quello che dicevo. Questo non significa che io concordi con chi dice che gli insegnanti sono poco pagati, anzi. Tuttavia è un'argomentazione che rispetto e riconosco che ha qualche fondamento. Entrando nel merito, anche se non c'entra col tread, per quello che è l'attuale insegnante medio e per quello che relamente fa dico che sono pagati anche troppo. Se però fossero e facessero quello che chiedo io allora andrebbero pagati di più, così come un scco di atri mestieri.
In fondo penso che diciamo la stessa cosa, anch'io sono convinta che gli insegnanti attuali non meritano molto tuttavia li giustifico perchè come dice Carlotta sono troppo oberati da circolari ministeriali, da programmi da dover portare a termine costi quel che costi! A volte la classe si fermava su un argomento perchè di difficile comprensione, ora non è così semplice farlo, il tempo stringe e soffoca l'operato degli insegnanti che il più delle volte, se non hanno una forte personalità, cedono le armi e seguono la corrente!
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Vecchio 14-03-2010, 00.13.05   #17
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Lo stesso definire sfigata un'intera categoria non è rispettoso a prescindere da quello che si può aggiungere sotto.
Per sfigata intrendo una categoria sfortunata e mal considerata, considerando che per arrivare ad insegnare si deve prendere una laurea, fare vari corsi di abilitazione, di aggiornamento, supplenze per lunghi anni, tutto prima di passare di ruolo in qualche città lontana chilometri dalla propria regione!

E' offensivo?
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Vecchio 14-03-2010, 01.16.19   #18
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Per sfigata intrendo una categoria sfortunata e mal considerata, considerando che per arrivare ad insegnare si deve prendere una laurea, fare vari corsi di abilitazione, di aggiornamento, supplenze per lunghi anni, tutto prima di passare di ruolo in qualche città lontana chilometri dalla propria regione!

E' offensivo?
Anche Ray con scemenza intendeva senza senso, ma cambia la prospettiva se chi legge è coinvolto.

Sfigato e sfortunato non è la stessa cosa anche se spesso si usano come se così fossero. Il primo termine nasce nel gergo giovanile per intendere chi vive ai margini di quelli che per contrapposizione sono definiti fighi. "E' sfigato, le ragazze non lo badano" (ed è proprio volgarmente, non vado oltre, l'etimologia della parola). Con il tempo si traduce ed usa anche come sfortunato, ma nasce come dispregiativo.
Le tue intenzioni non erano offendere, ma magari un'altra volta (magari anche in casi più delicati nella vita) saprai che qualcuno se coinvolto si può offendere.
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Vecchio 14-03-2010, 11.08.52   #19
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....Con il tempo si traduce ed usa anche come sfortunato, ma nasce come dispregiativo.
Le tue intenzioni non erano offendere, ma magari un'altra volta (magari anche in casi più delicati nella vita) saprai che qualcuno se coinvolto si può offendere.
OT: non riesco a non risponderti, se uso un termine che il senso comune ormai definisce per sfortunato, non capisco perchè occorra farne l'etimologia, per potermi mettere alla pari di Ray!

Certo che so che se parlo possono esserci persone coinvolte, nel mio caso comunque il termine era a difesa degli insegnanti!
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Vecchio 14-03-2010, 11.21.08   #20
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Perchè anche scemenza con il tempo si usa come "senza senso", però tu hai tutto il diritto di offenderti come Carlotta o migliaia di insegnanti hanno il diritto di offendersi se gli dici sfigati.
Non avevo nessuna intenzione di metterti sullo stesso piano di Ray, lui è lui e tu sei tu, avete entrambi scritto una cosa senza pensare a chi legge e ve l'ho detto, punto. Ho fatto il suo esempio visto che è qui in questo stesso thread
Se hai intenzione di andare avanti altri 20 post apri un thread in "comunità" per favore, grazie.
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Vecchio 14-03-2010, 16.46.48   #21
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Cosa pretendereste da chi deve formare (in parte) i vostri figli? (ed in definitiva la società di domani)
Per prima cosa differenzierei in base all'età, dal momento che quello che deve saper dare ai ragazzi un insegnante delle elementari è molto diverso da quello che deve saper dare uno delle superiori.

Dopo questa premessa mi trovo un po' in difficoltà dato che, a fare un po' la lista delle qualità che pretenderei, mi rendo conto che non basterebbe scrivere un libro intero
Sintetizzando al massimo direi che l'insegnante dovrebbe essere prima di tutto un esempio, sia dentro che fuori da scuola. L'insegnante è il veicolo, se il veicolo non è buono il suo apporto diventa nullo o quasi. Modi di dire come "senti da che pulpito viene la predica" calza a pennello col mio pensiero, può davvero insegnare il rispetto ai ragazzi un insegnante che lui per primo si dimostra irrispettoso? Naturalmente no, e ciò vale anche per il resto, come nell'esempio dell'insegnante che non parla in italiano in classe o quello che arriva sempre in ritardo alle lezioni.
Come Carlotta sostengo anch'io che i contenuti sono secondari, quelli ci sono a prescindere, quello che conta è l'esempio vivo, concreto, tangibile, che ovviamente nessun libro potrà mai dare... Altrimenti chiudiamo tutto e in quest'era telematica facciamo prendere ai ragazzi i diplomi su internet.
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Vecchio 17-03-2011, 16.52.06   #22
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L'altra mattina mentre facevo colazione, come sempre, facevo zapping tra i tg regionali e/o locali. Mi sono soffermato su una notizia.
In sostanza stava montando una sorta di diatriba (con tanto di intervistati) sul fatto che un insegnante (professore delle medie credo, ma non ne sono sicuro) è stato sospeso o licenziato.
La prima versione che circolava era che questo insegnante (originario del sud in scuola del nord) in classe si rivolgeva ai ragazzi nel suo dialetto e non riusciva coniugare decentemente un verbo arrivando a veri "virtuosismi" con i congiuntivi. Una mamma ha reclamato etc...
Il dirigente scolastico intervistato sembrava che si scusasse e ha detto che non era questo il problema bensì altre questioni.

Ora non so come sono andate realmente le cose, ma come da titolo, cosa è lecito pretendere da un insegnante?
Io ritengo che non è discriminazione (perchè mi pare che nel caso in esempio la "difesa" puntava su questo) pretendere che chi forma i ragazzi parli un italiano decente, non sto parlando di accenti, quelli ognuno li ha come li ha e non è detto che tutti debbano fare corsi di dizione.
Penso che già nelle assunzioni, nelle abilitazioni o che altro dovrebbe essere preso in considerazione questo aspetto, tra le altre cose.

Cosa pretendereste da chi deve formare (in parte) i vostri figli? (ed in definitiva la società di domani)
Concordo sul parlare l'italiano corrente, sopratutto se è un professore scolastico. Che poi ci siano molti studenti che non capiscono perchè non sanno l'Italiano è un altro discorso.

Dall'insegnante mi aspetto che sappia trasmettere la sua arte, nella teoria, nella pratica e che sappia individuare le pecularietà di ogni suo studente, per discernere ed adottare un metodo didattico più appropriato.

Molti... sono bravi professionisti, ma pessimi insegnanti, in quel caso preferisco uno meno bravo nella materia, ma che abbia una grande capacità di trasmissione, ed un immediatezza nell'espletare il compito.

QUALITA RICHIESTE: Pazienza, fermezza, voglia di aggiornarsi, sensibilità, intelligenza, che sappia verificare il suo studente presso vari step. Capacità di essere imparziali, ma allo stesso tempo dare di più agli studenti più portati o che si impegnano di più nella materia.

Essendo stato anche dall'altra parte, ma nell'ambito del volontariato, credo invece che per uno studente sia importante, la curiosità (che è sintomo di intelligenza), l'impegno, l'ascolto, l'insistere se qualcosa non è chiaro e non si è capito, e soprattutto deve essere pronto a ricevere.

Nel caso citato non penso si tratti di discriminazione, non c'è niente di più avvilente del vedere che c'è qualcuno che deve darti una lezione, e che sa meno di te...
Frequentai un corso sulle buste paga, me ne andai perchè il professore aveva 21 anni, non sapeva rispondermi e quando facevo una domanda mi rispondeva il laureto di 36 anni che era li per apprendere... una situazione decisamente bizzarra
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Cosa muove il mio braccio? Sole Esperienze 7 18-01-2008 16.37.26


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