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Vecchio 27-10-2009, 08.59.50   #1
filoumenanike
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La troppa gioia diventa tristezza,
il troppo vino... ubriachezza.

Mi è capitato più volte di provare tanta allegria, magari serate passate con gli amici, piene di risate, poi di colpo quando resto sola...avverto un sottile velo di tristezza e non so spiegarmi perchè.
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Vecchio 27-10-2009, 10.27.05   #2
griselda
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La troppa gioia diventa tristezza,
il troppo vino... ubriachezza.

Mi è capitato più volte di provare tanta allegria, magari serate passate con gli amici, piene di risate, poi di colpo quando resto sola...avverto un sottile velo di tristezza e non so spiegarmi perchè.
Mi capita di definire quel troppo lussuria uno dei sette peccati capitali ovvero l'eccesso di...

Però non so se sono collegate le due cose che hai scritto, per ora non vedo il nesso.
Certo è che come tutte le cose che raggiungono l'apice poi ridiscendono, il down che esiste anche con quelle sostanze chimiche esaltanti che poi finito l'effetto ti sparano a terra di nuovo.

Ah ecco forse il nesso consiste nel rimanere sull'onda senza superare il limite, l'apice che porta inevitabilmente al down, ma non sono capace quindi non so che dire.


p.s. si dice che il troppo storpia o stroppia.
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Vecchio 27-10-2009, 12.21.55   #3
m@pi
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mia nonna ci diceva sempre quando da bambine ridevamo troppo "attente! tanto riso tanto pianto" e in genere dopo tanto chiasso ce le prendevamo perchè disturbavamo troppo gli adulti.
Ora credo che è dovuto all'equilibrio di cui ha bisogno l'universo, e teoricamente se ne dovrebbe uscire da questa sorta di compensazione solo se viviamo quei momenti come un testimone, l'essere al di sopra della felicità o della tristezza
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Vecchio 27-10-2009, 12.36.20   #4
Ray
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Mi è capitato più volte di provare tanta allegria, magari serate passate con gli amici, piene di risate, poi di colpo quando resto sola...avverto un sottile velo di tristezza e non so spiegarmi perchè.
Perchè assorbi ma non trattieni... come un fuoco che scalda la stanza, quando si spegne dopo un po' a stanza si raffredda.

___________


Ma quant'è troppo?
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Vecchio 27-10-2009, 15.46.56   #5
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Perchè assorbi ma non trattieni... come un fuoco che scalda la stanza, quando si spegne dopo un po' a stanza si raffredda.

___________


Ma quant'è troppo?
Non so cosa significa trattenere, verbo che sento usare spesso, ma di cui non conosco l'effettiva dimensione.

Mi capita soprattutto in feste tra amici molto numerosi, organizzo la serata a casa mia, preparo ogni particolare per star bene, siamo affiatati da tempo e ognuno porta un cibo da dividere con gli altri, ci si racconta fatti spiritosi, si suona un pò di musica allegra, si balla e si ride come si riesce a fare solo da piccoli...il culmine della festa tende poi a scemare, chi raccoglie le sue cose, chi stanco, sfinito si addormenta davanti al camino, mio marito suona canzoni sempre più tranquille, un pò malinconiche, tra l'altro le più belle, insomma la festa è finita, tornano i pensieri, si formano piccoli crocicchi, chi parla dei genitori che stanno poco bene, chi ha problemi con qualche figlio...
Quando diventa troppo? forse quando al culmine della serata ci si libera da tutti i legami razionali per tornare tanti bambini adulti che riescono a ridere per i racconti sfortunati di caccia di un amico, delle vicende assurde capitate in un viaggio avventuroso mettendo a nudo i nostri difetti e scherzandoci sopra, le disavventure matrimoniali sottoposte allo scherzo di tutti, quasi ridimensionandone la portata, nel momento in cui il fatto si ridicolizza...perde, infatti, la sua drammaticità!
A fine serata, verso le tre o le quattro del mattino vado a letto con un senso di svuotamento, a volte provo una senso di benessere...altre no, mi prende la malinconia, che dire, non so proprio spiegarmelo!
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Vecchio 27-10-2009, 18.45.33   #6
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Intendevo quanto è "troppo" in generale, una specie di definizione.
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Vecchio 27-10-2009, 19.01.16   #7
stefano
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quando va oltre ciò che sei .
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Vecchio 27-10-2009, 19.06.11   #8
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quando va oltre ciò che sei .
Ciò che sono? Fammi capire, allora, quand'è troppa pasta col pomodoro?
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Vecchio 27-10-2009, 19.09.34   #9
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forse sarebbe meglio dire.
quando è in eccesso rispetto al mio equilibrio.
è troppa quando per ingollarne altra devo forzare me stesso.
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Vecchio 27-10-2009, 19.38.42   #10
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forse sarebbe meglio dire.
quando è in eccesso rispetto al mio equilibrio.
è troppa quando per ingollarne altra devo forzare me stesso.
Ok, questo è interessante. E sono d'accordo per quanto riguarda la pasta però... però, quando è troppa l'acqua per il bicchiere?
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Vecchio 27-10-2009, 23.02.12   #11
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Intendevo quanto è "troppo" in generale, una specie di definizione.
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quando va oltre ciò che sei .
Sì, avevo compreso la domanda, ho deviato la risposta perchè non sapevo rispondere, ho tentato di far capire con l'esempio quanto mi succede. Ora, però, alla luce delle vostre risposte sono ancora confusa, quanto è troppo...chi lo può stabilire? di certo quando si va oltre l'abitudine del quotidiano, di quello che si è quando si è presi dal lavoro, dalle vicende della famiglia...
in realtà mi sento in me sia quando vivo nella quotidianità che quando mi ebbro della gioia di stare con gli amici a ridere e scherzare, sono sempre io in manifestazioni diverse, non contrastanti, non c' è dicotomia tra il me giornaliero e il me che si diverte.
Di fatto la gioia eccessiva che, in qualche modo, scatena le parti meno allo scoperto, esaurisce quasi tutte le energie positive risparmiate...forse

Ultima modifica di filoumenanike : 27-10-2009 alle ore 23.16.46.
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Vecchio 27-10-2009, 23.09.53   #12
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Ok, questo è interessante. E sono d'accordo per quanto riguarda la pasta però... però, quando è troppa l'acqua per il bicchiere?
E' troppa quando va oltre la capacità del bicchiere e fuoriesce, tracima .
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Vecchio 27-10-2009, 23.59.16   #13
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E' troppa quando va oltre la capacità
Eccolo qua. Oltre la capacità. Per il bicchiere la capacità è fissa: può riempirsi ma non può mettere una goccia in più di quel che tiene e non può imparare a tenere di più (sviluppare la sua capacità) a meno di diventare altro.
Lo stomaco (di stefano ) invece può aumentare la sua capacità e la aumenta proprio buttando dentro più pasta di quella che facilmente o normalmente gestirebbe. Certo, se parliamo dello stomaco e della pasta forse non è una cosa sana, ma se trasponiamo la cosa nella domanda di Filo, forse adesso possiamo risponderle.
O ci manca ancora qualcosa?
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Vecchio 28-10-2009, 01.40.53   #14
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Eccolo qua. Oltre la capacità. Per il bicchiere la capacità è fissa: può riempirsi ma non può mettere una goccia in più di quel che tiene e non può imparare a tenere di più (sviluppare la sua capacità) a meno di diventare altro.
Lo stomaco (di stefano ) invece può aumentare la sua capacità e la aumenta proprio buttando dentro più pasta di quella che facilmente o normalmente gestirebbe. Certo, se parliamo dello stomaco e della pasta forse non è una cosa sana, ma se trasponiamo la cosa nella domanda di Filo, forse adesso possiamo risponderle.
O ci manca ancora qualcosa?
Forse possiamo tornare al trattenere cui hai fatto cenno all'inizio.....trattenere, fermare , non far uscire in modo da aumentare gradualmente la propria capacità , la propria portata.
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Vecchio 28-10-2009, 08.27.35   #15
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...
Quando diventa troppo? forse quando al culmine della serata ci si libera da tutti i legami razionali per tornare tanti bambini adulti che riescono a ridere per i racconti sfortunati di caccia di un amico, delle vicende assurde capitate in un viaggio avventuroso mettendo a nudo i nostri difetti e scherzandoci sopra, le disavventure matrimoniali sottoposte allo scherzo di tutti, quasi ridimensionandone la portata, nel momento in cui il fatto si ridicolizza...perde, infatti, la sua drammaticità!
A fine serata, verso le tre o le quattro del mattino vado a letto con un senso di svuotamento, a volte provo una senso di benessere...altre no, mi prende la malinconia, che dire, non so proprio spiegarmelo!
Secondo me qui hai detto tutto. Mettere a nudo i difetti e scherzarci su ridimensionandoli, liberarsi di tutti i legami razionali per sentirsi come bambini, finchè si è in tanti e tutti nello stesso stesso d'animo e con le stesse aspettative ci si sente veramente bene ed è anche un fattore disintossicante di tutte le grane che si vive nel quotidiano, ma quanto si resta soli ci si ridimensiona perchè ogni bel gioco dura poco, dice un proverbio, e si torna alla realtà e può subentrare la tristezza forse perchè si è interrotta una magia di quei momenti.
Forse se nel quotidiano ci si vedesse con la stessa ironia non ci sarebbe tanto maliconia quando gli amici se ne tornano ognuno alla loro vita.....
Perciò in questo non ci vedo un troppo, ci vedo invece una verità che forse prendiamo troppo sul serio le cose che ci accadono nel quotidiano.

In altra ottica il troppo può significare che abbiamo straforato, una medicina se presa in dosi massicce comporta delle controindicazione e produce l'effetto contrario o ci fa star male dove volevamo star bene.

p.s.
Mi hai fatto venire una nostalgia di certe serate con gli amici in cui si rideva si scherzava e si giocava, si ascoltava musica fino al mattino e da queste serate mi sentivo ricaricaricata e felice...
ora non li vedo più perchè ho cambiato città e qui non ho una cerchia di amici come prima, peccato.

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Vecchio 28-10-2009, 10.12.56   #16
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Secondo me qui hai detto tutto. Mettere a nudo i difetti e scherzarci su ridimensionandoli, liberarsi di tutti i legami razionali per sentirsi come bambini, finchè si è in tanti e tutti nello stesso stesso d'animo e con le stesse aspettative ci si sente veramente bene ed è anche un fattore disintossicante di tutte le grane che si vive nel quotidiano, ma quanto si resta soli ci si ridimensiona perchè ogni bel gioco dura poco, dice un proverbio, e si torna alla realtà
Interessante modo di dire... si torna alla realtà... quindi quello che ha vissuto con gli amici non era realtà?
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Vecchio 28-10-2009, 11.26.37   #17
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diciamo che era un eccesso rispetto a quanto fa normalmente (quindi la sua capacità)
se uno lo fa normalmente non sente particolare differenza rispetto al modus normale ne sente svuotamento successivo.
perchè di suo è già "pieno"
non so se mi sono spiegato bene
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Vecchio 29-10-2009, 22.28.04   #18
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Interessante modo di dire... si torna alla realtà... quindi quello che ha vissuto con gli amici non era realtà?
Era una realtà diversa forse perchè condivisa in serenità e in una dimensione in cui i problemi vengono in qualche maniera esorcizzati, in contrasto con il senso di solitudine che sopravviene quando la serata finisce, senso di solitudine che è altrettanto reale e che magari è primario rispetto al resto.

Quindi è come se si fosse reduci da un'ubriacatura, che provoca allegria ma che altrettanto velocemente può trasformarsi in tristezza e maliconia.
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