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Vecchio 29-10-2005, 15.11.10   #1
Ray
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Predefinito origine e interpretazione dei nomi

Apro questo tread... è un po' che lo voloevo fare... con lo scopo di scambiarci informazioni sull'etimologia ed eventuale interpretazione dei nomi propri. Lo faccio qui perchè, anche se la questione potrebbe limitarsi ad un giochino più o mneo divertente, si può facilmente risalire ad una serie di simbologie che trovano trattazione adeguata in questa sede (sto pensando ai nomi degli Evangelisti, per esempio).

Altro possibile argomento collegato le modalità e gli influssi che un dato nome può avere su chi lo porta... e viceversa.

Inizio da due nomi a caso... buttando lì qualcosa. E' chiaro che chiunque abbia volgia di integrare anche nomi già trattati è il benvenuto e sarà oggetto della mia gratitudine. Chi non se ne intende per nulla è ovviamente liberissimo di chiedere nomi specifici.

I due nomi che mi sono venuti in mente non so perchè sono Paolo e Laura.

Premetto che dico "Paolo" perchè è la forma attualmente più comune, ma il discorso vale sia per il femminile (Paola) che per i diminutivi e derivati (Paolina, Paolino ecc.). Stesso dicasi per Laura (Lauro esiste anche se è poco usato).

Paolo viene direttamente dal latino "paulus" che significa "piccolo, scarso". L'apostolo, come avveniva quasi sempre, aveva due nomi. Quello ebraico era Saul, che vuol dire "figlio molto atteso". Tuttavia poi scelse di mantenere quello latino. Pare fosse basso di statura, comunque il "piccolo", che può non essere considerato una caratteristica meravigliosa, da un punto di vista "spirituale" riporta alla modestia. E quindi alla necessità specifica dell'individuo di concentrarsi sulla quale... motivo per cui, magari, si trova in un corpo piccolo.
Varie leggende e storie di santi si intercciano sul nome... se avete voglia racconto qualcosa.

Laura invece è un nome importantissimo. Il laurus (genere femminile occhio) in latino indica l'alloro, che già in età imperiale era simbolo di vittoria e di conoscenza. La corona di alloro si consegna infatti sia alla laurea (appunto) sia al vincitore di qualcosa. Oltre che ai poeti... ci torno. Averlo come nome è in primo luogo un augurio di queste cose.
L'origine comunque è sicuramente più antica. In greco l'alloro si diceva dafne. Dafne era la ninfa figlia di Peneo e di cui Apollo si era innamorato. Ella cambiò forma, assumendo quella vegetale, per sfuggire alle attenzioni del dio del sole. Apollo, giunto all'albero, sentì che anche in quella forma a Dafne pulsava il cuore. Non potendola avere in forma fisica decise di averla in forma simbolica e la scelse come ornamento per la sua cetra e per i suoi capelli.
La storiella dice tanto da un punto di vista "tradizionale". Lascio a chi ha voglia di divertirsi le possibili interpretazioni.
Aggiungo solo il collegamento tra Laura e l'aura (e l'aurora)... infatti la corona d'alloro a simboleggiare proprio l'aura, in particolar modo dei poeti (si pensi a Dante) che cercano la spiritualità attraverso l'amore (storiella di Dafne).

Concludo questo scarno primo intervento collegando almeno un po' i due nomi scelti. Visto che siamo in tema di esoterismo il collegamento, molto meno casuale di quanto si possa pensare, ce lo propongono proprio i Fedeli d'Amore... il Paolo di Francesca che Dante ha cantato come mai nessuno e la Laura di Pertarca che ... beh, chi meglio di lui?...

L'aura che 'l verde lauro e l'aureo crine
soavemente sospirando move,
fa con le sue viste leggiadrette e nove
l'anime da' lor corpi peregrine
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Vecchio 31-10-2005, 21.49.52   #2
celinher
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Predefinito Ho trovato questo!

Definizione e considerazioni sulla numerologia
La scelta del nome per un figlio non è mai facile. Se a volte preferiamo chiamarlo come il nonno o come chi ha rappresentato tanto nella nostra esistenza o - non è da escludere - come il nostro attore preferito, più spesso invece si consulta il libro che raccoglie tutti i nomi possibili ed immaginabili, regalato magari dall'amica una volta appreso che siamo "incinti".
Può così capitare che, al settimo mese di gravidanza, si siano letti i capitoli relativi alle lettere A e B e, precipitandosi nottetempo in ospedale - perché sì talvolta accade che si verifichi un parto prematuro - ci si guardi smarriti chiedendosi " E allora, come lo chiamiamo?". Alla fine siamo folgorati da un nome che ci attrae in modo particolare, senza alcuna apparente spiegazione ed improvvisamente tutti i nostri dubbi sono fugati: " Lo chiameremo…". Un caso?
Secondo la numerologia, arte divinatoria antichissima, la scelta del nome di un nascituro rappresenta invece un momento determinante della sua vita: infatti, imponendogli un nome, gli si conferisce tutta una serie di caratteristiche espresse dal significato e dall'essenza del nome stesso. Esso infatti esprime principalmente il suo carattere e, secondo gli orientali, il suo karma. Senza contare che l'insieme delle lettere che lo costituiscono ha un suono, una vibrazione, che, analogamente ai "mantra" o ai comandi ipnotici, nasconde una tremenda forza che si manifesta ogniqualvolta ci si presenta.
Nel nome è contenuta l'essenza di una persona: per chi studia questa materia vi si possono rintracciare le caratteristiche psicologiche, il suo atteggiamento nei riguardi del prossimo, il suo modo di agire e perfino le predisposizioni relative al suo destino.
Se generiamo un figlio, nel momento in cui gli imponiamo un nome lo rendiamo individuo a sé stante, separato da tutti gli altri, riconoscendolo ogni volta come nostro, riconfermandolo nella sua identità e nella sua irripetibile unicità.
Conseguentemente chiamare una persona per nome è un'operazione comune ma molto importante, perché quando lo facciamo in realtà la riconosciamo in quanto tale e riconfermiamo una volta di più la sua esistenza.
La numerologia, pur riconoscendo l'esistenza del libero arbitrio, ci consente di essere coscienti dei condizionamenti ai quali dobbiamo sottostare, per riuscire, possibilmente, a liberarcene e rappresenta un prezioso strumento di consapevolezza che ci insegna ad affrontare gli ostacoli, man mano che ci si presentano.
Per questa disciplina, ad ogni lettera dell'alfabeto corrisponde un numero al quale si riferisce un preciso significato.
Il nostro nome ed il nostro cognome possono essere così espressi mediante una combinazione numerica che equivale ad una traduzione in altra lingua e che è a sua volta riducibile ad un valore "basico". Quest'ultimo, secondo la numerologia, è dotato di una sua propria forza vitale che ci viene trasmessa mediante specifiche "vibrazioni" ed è in grado d'influenzare il nostro comportamento.
Dal numero "basico" si può trarre l'indicazione generale della personalità di un individuo più o meno con l'approssimazione con cui questa è indicata in astrologia dal "segno solare" nel quale l'individuo stesso è nato. Dire che una certa persona è un 2 o un 6 o un 9 significa di conseguenza descriverla allo stesso modo che definendola uno Scorpione, un Toro, un Gemelli o un Sagittario.
Praticamente, si procede sostituendo tutte le vocali e le consonanti del nostro nome e cognome con i numeri corrispondenti a ciascuna di esse in base alla seguente tabella, che è in assoluto la più utilizzata da chi studia numerologia:

123456789ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ
I numeri presi in considerazione sono solo quelli che vanno da 1 a 9. A ciascun numero corrispondono tre lettere, eccezion fatta per il 9 a cui corrispondono due sole lettere, la I e la R.

ESEMPIO: consideriamo la signora Anna Bianchini. Utilizzando la tabella, la combinazione numerica corrispondente al suo nome ed al suo cognome sarà la seguente:
ANNABIANCHINI1551291538959

Il risultato dell'addizione dei suddetti numeri (1+5+5+1+2+9+1+5+3+8+9+5+9) è 63. Sommando e riducendo 63 (6+3) ad un numero compreso fra 1 e 9, si ottiene 9 che rappresenta il numero "basico" della signora Bianchini, il numero che rivela indicativamente, come già accennato, la sua personalità, le sue potenzialità e le sue debolezze ed il suo comportamento nei confronti del prossimo. Ulteriori studi permettono di approfondire più dettagliatamente ad esempio il nostro carattere, quello del nostro partner o del nostro socio, quali strategie adottare per conquistare chi ci piace, per individuare il candidato ideale da assumere o per infinite altre opportunità.
Un discorso a parte meritano gli pseudonimi, i diminutivi, i soprannomi ed i vezzeggiativi: se abitualmente utilizziamo o siamo conosciuti con un nome che non corrisponde a quello anagrafico, dobbiamo tenerne conto, in quanto il primo rappresenta il "compito" che ci hanno dato da svolgere i nostri genitori ed il secondo ci offre delle preziose indicazioni circa il tipo di relazioni che abbiamo e che potremmo avere con le persone e l'ambiente che frequentiamo di solito. Analogo discorso per quanto riguarda quelle donne che si presentano con il cognome del marito: esse dovranno considerare sia il risultato derivante dalla somma dei numeri corrispondenti alle lettere del loro nome anagrafico, sia di quello da sposate.
Dietro al nome, al cognome ed alla data di nascita di ciascuno di noi si cela un mistero che la numerologia, la "scienza dei numeri", è in grado di svelare: volete scoprirlo?
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Vecchio 26-11-2005, 13.15.39   #3
Ray
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Date le entusiastiche manifestazioni di interesse sull'argomento quivi trattato, proseguo buttando lì spunti su qualche altro nome... restano gradite integrazioni e domande varie.

Altra coppia di nomi scelti a caso.

Comincerei da Claudia (Claudio)... così, senza motivo.
Innanzitutto Claudio è un appartenente alla Gens Claudia, casate gentilizia piuttosto importante nell'antica Roma. Al censore Appio Claudio dobbiamo la via Appia (appunto) e il primo acquedotto romano. L'imperatore Claudio, successore di Caligola, fu protagonista di un'importante opera moralizzatrice all'interno del Senato... tuttavia, se mi chamassi così, farei attenzione a non sposare una che si chiama Agrippina.
Il significato, pur derivando direttamente dal latino, è incerto. Da una parte Claudius significa "claudicante, zoppo"... dall'altra è piuttosto probabile una derivazione sabina, il cui latino clausus significa "chiuso".
Se vediamo la cosa da un punto di vista di influssi "spirituali", colui che porta questo nome dovrebbe lavorare molto sulle "aperture", il comunicare e partecipare agli altri... il dedicarsi a loro. Se invece ci riferiamo allo zoppo dovremmo dire che c'è uno squilibrio... che il suo incedere è trascinato... la gamba buona, destra o sinistra che sia, avanza e si trascina l'altra parte... quindi sul ri-equilibrio c'è da lavorare...
Tuttavia, dati anche i portatori illustri del nome, Claudio è anche colui che buoni semi introduce nel terreno fertile... come ci ricorda ancora una volta il buon Petrarca:

colui... che col consiglio e co' la mano
a tutta Italia giunse al maggior uopo:
di Claudio dico, che notturno e piano, come il Metauro vide
a purgar venne di ria semenza il buon campo romano...
(Trionfi)


Il post è già lungo... niente coppia di nomi... faremo uno alla volta
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Vecchio 26-11-2005, 17.48.09   #4
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che ne dici di continuare a caso? chessò? Eleno/Elena
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Vecchio 28-11-2005, 09.25.54   #5
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oh beh dopo Elena/o ci potrebbe essere anche Cristina ... Cristino non esiste eh ???

E non dire che è abbastanza ovvio !!!!!
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Vecchio 28-11-2005, 11.58.52   #6
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Ma se invece di aspettare Ray provassimo a darci noi una risposta?
Cioè...io so (perché l'ho letto da qualche parte non meglio precisata) che il mio nome (Caterina) ha 3 possibili etimologie :
  1. L'aggettivo greco Kataròs ---->puro
  2. L'epiteto di Apollo Ekathos---->saettante
  3. La dea Ekate, considerata una divinità infernale, invocata ai crocicchi delle strade e raffigurata come una donna a tre teste o a tre corpi sembra che William Blake per il Macbeth la raffigurasse in questo modo
Cosa dire...un nome con un lato oscuro?
Se Ray volesse aggiungere qualcosa ne sarei contenta (ovviamente dopo aver risposto alle altre due)
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Vecchio 28-11-2005, 13.21.14   #7
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hai ragione Cat....ma io preferisco aspettare Ray
sai ha esperienza e poi è il mio analista di fiducia



p.s.bella immagine Cat...vero quel che si dice di Ecate...
io ne conosco una che di infernale non ha nulla
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Vecchio 03-12-2005, 17.41.21   #8
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Seppure con un certo ritardo eseguo quanto richiestomi... dal caso. Sempre così, senza motivo.
Ecco quindi Elena/Eleno... seguiranno Cristina e Caterina.

Elena è il risultato italiano del nome greco Helene (latino Helena), piuttosto diffuso già nell'antichità, e che, preso come nome comune, indica la fiaccola, torcia. Viene da Hele... che vuol dire "splendore di Sole".

L'origine del nome si perde nei meandri del Mito... infatti Elena era figlia proprio del Sole (Zeus) in forma di cigno (purezza) e della ninfa Leda. Dall'accoppiamento mistico si produssero due uova... da uno nacque Elena, bella come il sole (suo diretto splendore) e dall'altro i dioscuri, i gemelli Castore e Polluce, salvatori dell'umanità.
Come tutti ricorderanno (Iliade) Elena fu rapita da Teseo e, dopo essere stata liberata dai fratelli (mentre Teseo scendeva negli inferi) tutti i principi greci la chiesero in sposa. Lei scelse Menelao di Sparta ma si lasciò rapire da Paride... questa pare la causa della guerra di Troia ed il motivo per cui Dante la pone nel girone dei lussuriosi concedendole un solo verso...
Elena vedi, per cui tanto reo tempo si volse (inf)

In qualche modo il nome Elena porta con se influssi solari... una certa perfezione già iniziale, da una nascita elevata. E' proprio questa caratteristica tuttavia che la rende desiderata da tutti e che, almeno all'inizio, risulta la causa dei suoi guai.

Molti personaggi illustri portarono questo nome... conferendogli, se possibile, ulteriori valenze di significato. Ne cito solo due... una in campo spirituale e una in quello temporale.
Nel primo si deve ricordare Sant'Elena, la madre dell'imperatore Costantino, la quale pare abbia ritrovato la croce di Gesù.
Nel secondo Elena di Montenegro, moglie di Vittorio Emanuele III, famosa per la sua compassione e semplicità... pare che durante la prima guerra moandiale assistesse personalmente i feriti accomodandoli addirittura all'interno del Quirinale.

Concludo con l'ormai consueta dedica in versi. Su Elena c'era l'imbarazzo della scelta... l'Iliade straripa di splendidi passi che la citano... ne ho scelto uno a caso... non so perchè... m'ha colpito.
Sono parole di Priamo, re di Troia.

Vieni, Elena, vien qua, figlia diletta,
siedimi accanto, e mira il tuo primero
sposo e i congiunti e i cari amici. Alcuna
non hai colpa tu meco, ma gli Dei,
che contra mi destar le lagrimose
arme de' Greci

(Iliade, III, 212-217...
nella versione del traduttor dei traduttor d'Omero, l'unica accettabile)


Ah si... esiste anche Eleno... è un altro personaggio dell'Iliade, figlio di Priamo ed Ecuba e dotato di capacità divinatorie.


PS: ringrazio sentitamente Sole per la consulenza sui contenuti di questo post...
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Vecchio 03-12-2005, 20.17.24   #9
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grazie ad entrambi
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Vecchio 03-12-2005, 21.09.10   #10
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... e che ho fatto ?????


vabbe' ... prego !!!
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Vecchio 04-12-2005, 01.35.53   #11
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Citazione:
Originalmente inviato da Sole
... e che ho fatto ?????


vabbe' ... prego !!!
vabbè ritiro i ringraziamenti!!!!
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Vecchio 05-12-2005, 08.36.26   #12
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Grazie anche dalla marmottina...
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Vecchio 21-12-2005, 23.26.23   #13
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Mi dispiace molto che abbiate dovuto attendere così a lungo per "Cristina-Cristino"... il significato è piuttosto semplice, non era per quello.
Il fatto è che, come ormai era consuetudine, cercavo qualche verso per concludere il post... bon, in tutta la letteratura italiana (a me nota) niente... neanche una canzonetta degna o indegna (indegna a dire il vero si... ma troppo indegna)... nada.
Quindi ci si dovrà accontentare...

Il nome Cristina-Cristino, così come Cristiana-Cristiano sono trasposizioni per analogia dell'aggettivo (Cristiano). Latino Christinus, greco Christianòs.

Il significato letterale è "consacrato/a a Cristo".

Il nome è divenuto di uso comune solo dopo l'editto di Costantino (313 d.c.)... prima di quel momento il cristianesimo era molto più simile ad una congregazione esoterica che ad un movimento religioso, come tutti ignorano. Dopo l'editto invece dichiararsi cristiano era dichiarazione pubblica di appartenenza... fino a chiamare così i figli.
Sull'etimologia di "Cristo" non mi ci metto neanche... ci vorrabbe una discussione solo per quella... diciamo solo, a mo' di accenno, che viene dal greco Crisòs, che vuol dire "unto"... traduzione letterale dell'ebraico mashiàh... da cui Messia.

Molte donne illustri hanno portato il nome Cristina. Anche molte sante. Vale la pena citare Cristina di Bolsena, che ha pure i suoi Misteri... ogni anno una processione ricorda il suo martirio.
Dal punto di vista "temporale" va ricordata Cristina di Svezia che, per convertirsi al cattolicesimo, abdicò al trono (1654). In seguito fu lei che, giunta in Italia e circondatasi da artisti e letterati, formò il primo nucleo dell'Arcadia.

Per quanto riguarda l'impronta del nome su chi lo porta, così come per il significato, c'è poco da dire. In qualche modo c'è già una strada aperta... una facilitazione... in una certa direzione (non intendo per questo religiosa, sia chiaro)... come dire che, al limite, un certo modo di vedere le cose dovrebbe risultare più familiare.

Per concludere:

fin da quel giorno che si puote dir cristiani
i giorni, i riti, i loci e anco la prole
senza il timore di saltar la china
Tarpea, già fu uso che ormai suole.
ma in mezzo ai molti sol fulgida Cristina
con sua raggianza può dar luce come Sole
(pseudo Dante... molto molto pseudo)

PS: cosa si fa per mantenere le consuetudini...
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Vecchio 22-12-2005, 09.20.20   #14
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...caspita ..


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Vecchio 26-12-2005, 14.06.32   #15
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E veniamo ora al più difficile "Caterina".
Tutto quel che dice Cat è corretto... solo che, facendo un po' di ordine, si può scoprire, come in tutte le questioni del resto, che ciò che inizialmente appare staccato, contrastante, alla fine poi risulta unito, concorde...

Il nome è, senza tema di errore, di origine greco-bizantina. Si diceva Haikaterinè o Hakaterinè.
Con molta probabilità è la contrazione di tre parole greche... hai (le, art.fem. plu.), katharài (pure) e veai (giovani). Messa così Caterina è letteralmente "la giovane pura".
Tuttavia, le derivazioni da Hekàte (la dea Ecate) e da Hècatos (colui che saetta) in quanto appellativo di Apollo, possono essere entrambe corrette... il fatto è che non c'è reale contraddizione.

La dea Ecate, così come tutti gli dei antichi e tutti i simboli, presenta un duplice aspetto. Questi due aspetti risultano, in prima istanza, opposti (uno benevolo, l'altro malefico) proprio per permettere, a chi li utilizzasse in tal senso, la sintesi ad un livello superiore dove entrambi gli aspetti convergano in una più ampia realtà.
Essendo dea lunare e ctonia, l'aspetto benefico riporta al presiedere alle germinazioni e ai parti. Essa infatti accordava prosperità e pesca abbondante ma soprattutto era guida verso la via orfica della purificazione (da qui il nome che rimanda alla purezza). L'aspetto malefico invece la descrive come dea dei fantasmi e delle stregonerie.

La faccenda delle tre teste può aiutarci a mettere ancora un po' di più in ordine... in quanto dea lunare le tre teste rappresentano le tre fasi lunari (crescita, decrescita, scomparsa) che si riferiscono alle fasi dell'evoluzione della forza vitale... mentre in quanto dea ctonia collegherebbe i tre mondi (infero, terreno, celeste)... da qui la questione dei crocicchi, che rapprsentano scelte... come dire che ogni volta che siamo di fronte ad una scelta i tre aspetti di Ecate che collega le tre possibili strade da intraprendere evocano entrambi i suoi aspetti... possiamo cedere alla nostra parte infera, seguire quella pura o ignorare e proseguire fino al prossimo crocicchio. L'aspetto mostruoso della dea è quindi collegato unicamente alla parte infera... uno dei suoi aspetti... se si vuole quell'inconscio popolato di mostri che lo spirito deve mettere in ordine.

La sintesi superiore ci dice, senza star qui a far trattati sulla meditazione sui simboli, semplicemente che infero e celeste son due aspetti della stessa questione... due possibili manifestazioni della stessa essenza.

Tornando a Caterina dunque... colei che era "consacrata ad Ecate" era anche, sicuramente la "giovane pura" di cui all'inizio.
L'aspetto saettante di Apollo ha anch'esso un rimando diretto alla purezza. Solamente portando un aspetto solare anzichè lunare... la purezza gli viene dal saettarla, emetterla, piuttosto che dal contenerla in se come possibilità.

Brevemente qualche accenno alle sante famose... oltre alla notissima Caterina da Siena, copatrona d'Italia e tra le altre cose cooperatrice al ritorno del Papa in Roma dal quel di Avignone, ricorderei Santa Caterina d'Alessandria che, diventata la protettrice delle ragazze da marito e delle apprendiste sarte, ha conferito loro il nomignolo di "caterinette".
Tra le regine varie ricordiamo ovviamente Caterina de Medici hce, seppure ordinò la strage dei calvinisti, anche introdusse il mecenatismo alla corte francese... pare anche che introdusse l'uso della forchetta... ma bon.

Molto del merito della diffusione del nome agli inzi del '900 lo si deve a Riccardo Cordiferro, napoletano immigrato in America che scrisse per Caruso la bellissima canzone "Core 'ngrato"...

Catarì, Catarì,
pecchè me dice ste parole amare...
... Core, core 'ngrato,
t'aie pigliato 'a vita mia.
Tutt'è passato
e nun nce pienze cchiù!


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Vecchio 26-12-2005, 16.23.12   #16
jezebelius
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Qualche assonanaza col nome dei Catari in Francia...è possibile?
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“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 24-01-2006, 14.36.50   #17
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Citazione:
Originalmente inviato da jezebelius
Qualche assonanaza col nome dei Catari in Francia...è possibile?
Penso di sì Jez....Catari da Kataròs...puro e poi...ci vedo altre assonanze....più che altro concettuali.
I catari (da quanto ho letto su wikipedia), chiamati anche Albigesi (dal nome della loro roccaforte, Albi) credevano:

Citazione:
che l'intera vita umana fosse segnata dalla lotta tra il principio divino del bene, identificato con il Cristo e con il Dio del Nuovo Testamento, e la divinità del male, delle tenebre e della materia, identificata con Satana e con il Dio dell'Antico Testamento.
da http://it.wikipedia.org/wiki/Catari
....e quotando Ray (che ringrazio per la spiegazione):
Citazione:
La dea Ecate, così come tutti gli dei antichi e tutti i simboli, presenta un duplice aspetto. Questi due aspetti risultano, in prima istanza, opposti (uno benevolo, l'altro malefico) proprio per permettere, a chi li utilizzasse in tal senso, la sintesi ad un livello superiore dove entrambi gli aspetti convergano in una più ampia realtà.
Essendo dea lunare e ctonia, l'aspetto benefico riporta al presiedere alle germinazioni e ai parti. Essa infatti accordava prosperità e pesca abbondante ma soprattutto era guida verso la via orfica della purificazione (da qui il nome che rimanda alla purezza). L'aspetto malefico invece la descrive come dea dei fantasmi e delle stregonerie.
Non so se sia corretto associare i Catari ad Ecate però a livello concettuale anche nella dea erano presenti il bene e il male..
La domanda sorge spontanea....la purezza ha anch'essa due facce?
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Vecchio 20-02-2006, 19.16.34   #18
ticol
Gli/le piace l'aria
 
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Una persona a me cara si chiama Orietta e non riesco a trovare da nessuna parte il significato.
mi aiutate?
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Vecchio 20-02-2006, 23.29.49   #19
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Beh dai Ticol, non hai cercato troppo bene... è abbastanza facile...

Orietta, che etimologicamente ha la stessa valenza di Oriana e Oriella, è il diminutivo di Oria, molto usato in tempi medioevali. Oria è la mutazione tardo latina del nome Aurea, il cui culto (24 Agosto) dell'omonima santa, martire nel terzo secolo, era molto in auge appunto, nel medioevo.

Aurea significa precisamente "dorata", nel senso di fatta d'oro e non ricoperta. Orietta è quindi la piccola fanciuilla d'oro. Con tutto quel che ne consegue sia a livello di "augurio" che di "influenza" simbolica.

In campo letterario Orietta ha avuto poca fortuna (lasciamo stare la Berti che vabbeh...), mentre Oriana ha origini che potremmo definire nobili nel vero senso della parola. E' infatti protagonista femminile del romanzo cavalleresco spagnolo Amadis De Gaula, di Garcia Rodriguez, romanzo collegato al ciclo epico dei Cavalieri della Tavola Rotonda. Oriana, figlia del Re di Bretagna, presenta i tratti della donna angelicata che muove la vita, la passione e le imprese di Amadigi il quale, a conclusione del suo vittorioso percorso, la otterrà in premio.

PS: ringrazio Ticol perchè mi ero dimenticato quasi di questo tread che mi diverte assai... riprenderò con i nomi scelti "a caso"...
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Vecchio 19-08-2006, 14.44.27   #20
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Ogni tanto mi ricordo di sto tread perchè, per motivi qualsiasi, mi vengono in mente nomi a caso...

Ne ho in mente due o tre... ma inizierò con Silvana/Silvano... poi vediamo.

La coppia di nomi italiani sono la traduzione diretta dei latini Silvana e Silvanus, aggettivazioni di silva (bosco). I Silvani sono quindi propriamente gli "abitanti del bosco" o "coloro che provengono dal bosco".

Anche se il nome è stato largamente adottato in tempi cristiani (ci sono un sacco di santi che si chiamano così), è ben più antico. Nel pantheon romano c'era un Silvanus, dio più importante di quel che si possa pensare. Era considerato il protettore delle greggi e delle proprietà terriere, quindi il suo influsso copriva sia la pastorizia che la coltivazione... un ampio spettro di influssi "terrestri". Infatti in seguito il suo culto venne associato a quello dei Lari e dei Penati.

Gli influssi di cui sopra sono quindi quelli associati ai portatori del nome... la loro base, il loro trampolino, ma anche il posto dove dormono più volentieri...

Concludo con la classica citazione letteraria, anche se il termine viene usato come aggettivo e non si riferisce a delle persone, ciò non toglie nulla alla bellezza dei versi...

...
piove sui nostri volti
silvani,
piove sulle nostre mani
ignude,
sui nostri vestimenti
leggeri,
sui freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude
o Ermione.
(G. D'Annunzio - La pioggia nel Pineto)


PS: se qualcuno è particolarmente interessato a qualche particolare nome... o vuole aggiungere qualcosa... è benvenuto
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Vecchio 28-08-2006, 21.57.02   #21
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Meglio che proseguo... ho una lista piuttosto lunga e va a finire che resto indietro...

Dunque: Stefano/Stefania.

Vengono dal latino Stephanus e Staphania, i quali vengono a loro volta dal greco Stéphanos che significava in origine "corona".

Stefano quindi, abbreviato da Stephaneforos, è colui che porta la corona, colui a cui la corona si addice.

Ora, lungi da un simbolismo di tipo regale, la corona riporta originariamente alla casta sacerdotale. Infatti in Grecia la corona era appannaggio di colui che era addetto al culto degli dei... vuoi per la circolarità della stessa (perfezione), vuoi per il richiamo all'"aura"...

Anche la cristianità, adottando il nome, ha mantenuto il concetto di "regalità spirituale" collegato alla corona. In ogni caso va ricordato che anche il simbolo di regalità, riferente il potere temporale, era dipendente e suddito di quello spirituale nelle società di tipo tradizionale. Era infatti il potere spirituale che poteva "incoronare" qualcuno re... senza quell'appoggio non sussusteva nulla di reale.

La corona, a livello di simbolo, richiama anche alla realizzazione. Chiaramente la più alta realizzazione possibile è quella spirituale. Quindi chi porta questo nome ne ricava da una parte un augurio, dall'altra una predisposizione, una tendenza... a livello di segnalazione potremmo dire.

Nella tradizione cattolica S.Stefano è il santo più importante (26 Dicembre) e il primo martire della cristianità. Lo si sa lapidato dagli ebrei, come riportano gli Atti degli Apostoli. Molti si sono fatti ispirare da questo avvenimento... credo comunque che nessuno abbia utilizzato l'ispirazione meglio di Dante...

poi vidi genti accese in foco d'ira
con pietra un giovinetto ancider, forte
gridando a se pur : "Martira, martira!".
E lui vedea chinarsi, per la morte
che l'aggravava già, inver la terra
ma delli occhi facea sempre al ciel porte
orando all'alto Sire, in tanta guerra,
che perdonasse ai suoi persecutori,
con quell'aspetto che pietà disserra.
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Vecchio 29-08-2006, 08.24.37   #22
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Predefinito Che mi dici del nome Graziano?

Ray, lo trovo molto interessante questo 3ad... che mi dici del nome Graziano?... ovviamente mettilo in ultimo posto nella tua lista...hehehehe
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Vecchio 31-08-2006, 00.04.24   #23
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Invece mi occupo subito del nome "Graziano", dato che era già nella mia lista da molto... per motivi casuali.

A prima vista la questione è molto semplice... Graziano è colui che è dotato di grazia, che è votato alla grazia, che riceve la grazia... insomma la solita valenza di augurio e predisposizione. Il corrispondente femminile, da cui il maschile cmq deriva, è proprio Grazia, diminutivo Graziella.

Il fatto è che se diamo un'occhiata più da vicino a "grazia" le cose si complicano non poco.
Proviamo a seguire un percorso a ritroso... ilo senso moderno del nome è del tutto profano e Grazia è sinonimo di graziosa... qualcosa di relativo all'ordine fisico della persona.

Nel medioevo invece il nome aveva una valenza spirituale, la Grazia essendo l'azione dispensata dalla divinità, spesso per tramite della Madonna... da cui Maria Grazia. Non è il 3d per approfondire il concetto cristiano di grazia, in linea di massima possiamo dire che rappresenta un "intervento", una "concessione" divina alla dispensa nei confronti di una serie di pesi, di qualcosa da scontare... tuttavia tale dispensa sopravviene per innalzameneto intenzionale del richiedente ad altezza sufficiente. In qualche modo la dispensa c'è, ma ce la si procura con la fatica. Dico questo perchè spesso si è portati a pensare l'opposto, fermandosi alla prima parte di quel che ho descritto. (forse è confuso... magari ne parliamo altrove).

In ogni caso questa valenza spirituale del nome ha un'origine ben più antica. Nella mitologia greca la grazia era personificata non in una ma addirittura in tre divinità. Si chiamavano Eufrosine, Aglaia e Talia (gioia, splendore e prosperità), erano figlie di Zeus ed Era ed erano seguaci di Venere. Si conoscono compagne delle muse... meno noto il fatto he erano anche e soprattutto compagne di Hermes...

La questione si complica quando prendiamo in considerazione che i latini non le chiamavano grazie ma Càriti.
Questo non significa però che non esisteva il termine "grazia" in latino. Anzi il termine è antichissimo. L'etimologia di gratus è il part. pass. di un verbo che all'infinito ci porta ad una radice religiosa comune a moltissime lingue (GwERE) e rimandante al significato di "innalzare inni di gioia al cielo"... e qui arriviamo alla grazia come stato dell'essere, connesso direttamente alla spiritualità più generale e antica. Da questo punto di vista l'augurio che il nome reca è piuttosto importante.

Concludo questo lunghissimo intervento con il tradizionale passaggio poetico... un magnifico carme di U.Foscolo dedicato proprio alle Grazie:

Alle Grazie immortali
le tre di Citerea figlie gemelle
è sacro il tempio, e son d'Amor sorelle;
nate il dié che a' mortali
beltà ingegno virtù concesse Giove
onde perpetue sempre e sempre nuove
le tre doti celesti
e più lodate e più modeste ognora
le Dee serbino al mondo. Entra ed adora.
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Vecchio 31-08-2006, 09.15.38   #24
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Grazie Ray... ti rin-grazio... hehehe
questo tuo 3ad mette in evidenza come l'uomo moderno cammini su ceneri di storia e di antiche conoscenze... e' importante che tu ce lo faccia notare.
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Vecchio 26-09-2006, 23.10.00   #25
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C'è un nome che ho in lista da molto, molto tempo. Potremmo dire che è in lista da quando ho aperto il tread. Mi è stato sollecitato talmente tante volte che ormai non viene neanche più sollecitato. Orbene è giunto il momento (c'è un motivo) quindi... rullo di tamburi... tarattattatà...

Michele/ Michela

Come è abbastanza noto è il nome di un arcangelo (angelo di secondo coro, prima schiera) ed è quindi ebraico, pur avendo corrispondenti in latino e greco.

L'ebraico Mikaèl è la fusione di tre parole... Mi (chi), KA (come), EL (Dio)

Il grido Mikael (chi come Dio?... domanda retorica) era il grido di battaglia dell'angelo guerriero (Michele appunto) che, spada in mano, si scaglia contro il drago a protezione del divino (vedi Apocalisse). Anche San MIchele viene raffigurato spada in mano e piede in testa al drago sconfitto.

Quindi portare questo nome ha valenza di augurio per la realizzazione della sconfitta del drago e indica anche una modalità di tendenza... la via guerriera.
Aggiungo una piccola sottosezione a questo tread... il nome che si ha dalla nascita è una cosa. Ha una certa influenza e una certa importanza... tuttavia è un nome imposto. Molti di voi sapranno che esiste un nome iniziatico... un nome altro che viene dato alla nuova individualità che è in cammino sulla Via. Iniziazione è anche nuova nascita... uno dei motivi del nuovo nome. Il nome iniziatico ha ben altri e maggiori influenze e significati di quello profano. E' infatti un nome sacro. Se ci pensate cmq, in molte religioni, la nostra compresa, in molti casi si adotta un nuovo nome che dovrebbe essere scelto per "ispirazione", quindi in realtà suggerito.

Adottare come nuovo nome qualcosa come Mikael (o parte di esso) conferisce un'impronta che è più di una traccia e una spinta che è più di un augurio... arrivare a realizzare il nome corrisponde alla Realizzazione, almeno in questo caso direi.

Dicevo all'inizio che c'era un motivo per questo post... beh è piuttosto banale: l'onomastico di Michele (riunito a Raffaele e Gabriele) cade il 29 Settembre... tra tre giorni...
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