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Vecchio 22-03-2012, 10.00.27   #26
Edera
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Poi c'è chi tenta di usare la ricapitolazione per darsi una sistemata alla psiche. Bon, si può usare una ferrari per andare a fare la spesa, ma non la si sfrutterà certo al massimo, per non dire nulla dei consumi.
Quello che mi chiedo è se sia utile fare ricapitolazione prima di aver dato una sistemata alla psiche... I due sistemi possono coesistere o uno esclude l'altro? Mi sembra di aver capito che nel caso si abbia un certo vissuto alle spalle, prima sia necessario sistemare o poi sempre se si è seriamente interessati a un certo percorso, passare alla ricapitolazione
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Vecchio 22-03-2012, 10.02.16   #27
luke
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Secondo me la copia è "solo" la conseguenza di una ricapitolazione fatta bene, quello che manca, per quel che riguarda la mia esperienza è il colpo che porta via il mandala del tuo esempio, il perdono, che la ratio, da sola non può concedere. .
Si a volte ho anche io questa sensazione, cercando di ricapitolare sento una "percezione" maggiore nei vissuti passati, ri-vedo le cose meno "attappate", però capita di sentirsi immerso in una nebbia pesante e non riuscire a staccarsene, manca lo stacco netto e definitivo, si sente quasi una necessità fisica di saltarne fuori.
Psicologicamente certe situazioni mi sembra di gestirle meglio una volta ricapitolate, sul piano energetico e altro non lo so, non ho modo di giudicare.

Certo se stiamo dicendo che l'analisi ha valore se fatta con cognizione, in modo guidato da persone esperte, a maggior ragione dovrebbe essere così per una vera e completa ricapitolazione....
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...cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

C'è una pace che si trova soltanto al di là della guerra. Se quella battaglia deve arrivare, io la combatterò.

Flectere si nequeo superos, Acheronta movebo

Ultima modifica di luke : 22-03-2012 alle ore 10.18.51.
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Vecchio 22-03-2012, 10.37.58   #28
Ray
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Quello che mi chiedo è se sia utile fare ricapitolazione prima di aver dato una sistemata alla psiche... I due sistemi possono coesistere o uno esclude l'altro? Mi sembra di aver capito che nel caso si abbia un certo vissuto alle spalle, prima sia necessario sistemare o poi sempre se si è seriamente interessati a un certo percorso, passare alla ricapitolazione
Una non esclude l'altra... se la ricapitolazione fosse uno strumento che ne prevede un altro prima le tradizioni che ce l'hanno tramandato lo avrebbero incluso.
In ogni caso concordo con Luke.

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Certo se stiamo dicendo che l'analisi ha valore se fatta con cognizione, in modo guidato da persone esperte, a maggior ragione dovrebbe essere così per una vera e completa ricapitolazione....
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Vecchio 22-03-2012, 10.38.35   #29
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Secondo me poi tra le due passa la stessa differenza che passa tra Ricerca e accontentarsi di star bene, il che che non è poco di certo.
Direi che questo è un punto fondamentale. Indipendentemente da quale sia il tipo di analisi l'obiettivo è appunto guarire, stare meglio, liberarsi da una sofferenza che ci affligge, mentre dal punto di vista della ricapitolazione questo al più diventa una conseguenza perchè il vero obiettivo è recuperare quelle energie rimaste incastrate nel passato per poterle finalmente usare in altro (leggasi Ricerca Spirituale, per la quale contrariamente a quanto si pensa occorre energia a palate..). Ricapitolare in senso esoterico l'ho sempre visto come un passaggio obbligato per affrontare poi altro, non come un fine.

Se invece anche la ricapitolazione diventa un modo per cercare di "stare meglio" (sacrosanto diritto per carità...) ho paura che sia destinata a fallire (per quanto riguarda i suoi scopi più alti)
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Vecchio 22-03-2012, 10.47.27   #30
Sole
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Vorrei chiarire una cosa prima che la discussione prenda una piega che secondo me non ha utilità, ma poi se la deve prendere pazienza... L'intenzione che avevo non era di affermare chi è meglio di chi, ma come è scritto anche nel titolo, chiarirci insieme quando e cosa applicare nei singoli momenti. In esoterismo perchè anche la psicologia ha i suoi risvolti energetici.
Per cui può essere che uno che tende molto in alto esotericamente, a volte non abbia materiale da ricapitolare perchè troppo sotto e serve un'analisi prima. Analisi che può essere fatta anche da soli. O racconando certi fatti ad amici, ma al solo scopo di riuscire a cogliere nelle proprie parole qualcosa che sfugge.
Se questo far da soli è un analizzare maniacalmente qualcosa può servire e non, può distruggere piuttosto che sistemare. Ma analizzare da soli si può fare.

Per chi non ha provato la ricapitolazione, non servono grosse metodologie. Basta solo farlo. Il thread sulla ricapitolazione chiarisce moltissime cose ed è tutt'altro che teorico.. è sostanzialmente pratico.
E' molto difficile però ricapitolare senza cadere nell'analizzare. Ecco perchè diventa importante capirne la differenza. Cosa si fa analizzando e cosa si fa ricapitolando?
Comprendendo questo poi usarle entrambe, da soli, perchè è importante non dipendere da nessuno per quel che riguarda se stessi, nel momento giusto diventa semplificato.

Proprio l'altra sera tra amici ci stavamo aiutando a far questo. E quel che si evidenzia immediatamente è il trasferimento di attenzione al di fuori di noi.
Questo aspetto è sicuramente, per la mia esperienza, il primo se non il grosso ostacolo femminile. Il maschile invece penso sia l'emotività stessa.
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Ultima modifica di Sole : 22-03-2012 alle ore 10.49.50. Motivo: non ho letto kael
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Vecchio 22-03-2012, 10.59.06   #31
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sto leggendo con attenzione, non riesco a seguire tutto e quindi attendo di farmi un'idea piu' strutturata prima di dire la mia.

ho solo due flash, che butto, per quello che possono servire (temo a poco, sono osservazioni collaterali)

1) se l'obiettivo è stare meglio, non capisco la diffidenza/condanna verso gli psicofarmaci che mi è sembrato di trovare in alcuni thread qui in città.

2) e' piu' forte di me, io non ce la faccio a impostare un discorso come questo su base di genere. Il femminile, il maschile. C'e' del vero, eh, ma qualcosa in me si ribella. Continuo a leggere e vedo se ci capisci qualcosa di piu'.
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Vecchio 22-03-2012, 11.16.19   #32
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2) e' piu' forte di me, io non ce la faccio a impostare un discorso come questo su base di genere. Il femminile, il maschile. C'e' del vero, eh, ma qualcosa in me si ribella. Continuo a leggere e vedo se ci capisci qualcosa di piu'.
No no, non ne voglio fare una questione di genere... molto più semplicemente le femmine hanno bisogno di esternare e i maschi mooooooolto di meno. Pertanto ne viene fuori anche un approccio al lavoro diverso. Quando si arriva a certi livelli di conoscenza interiore e gestione interiore, sono convinta che le cose si equiparano e si abbattono certe caratteristiche primarie. Per il resto anche se noto spessissimo e lo dico altrettanto spesso, certe differenziazioni.. in realtà ci muoviamo solo su metodologie diverse.
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Vecchio 22-03-2012, 11.22.10   #33
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... le femmine hanno bisogno di esternare e i maschi mooooooolto di meno....certe caratteristiche primarie...
capisco cosa intendi. e' proprio li' che mi schianto. non ci credo, non mi ci ritrovo, la mia esperienza (limitata, parziale, personale) in quel concetto li' non riesco a farla entrare. i biondi amano i pomodori, le brune odiano il fumo, i geometri vestono di verde... leggo e penso alle persone che conosco che odiano i pomodori e che bionde non sono, ai piu' accaniti fumatori che ho incontrato che mi parlavano da nuvole con sotto chiome corvine...

sui geometri invece e' vero, non si discute.
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Vecchio 22-03-2012, 11.24.50   #34
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spetta pero' che andiamo OT. ci apro un topic apposta e continuiamo li', se interessa.

EDIT: fatto. F/up nelle comari.
http://ermopoli.it/portale/showthread.php?t=7723
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Ultima modifica di Cubo : 22-03-2012 alle ore 11.44.43.
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Vecchio 22-03-2012, 14.50.03   #35
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Analisi che può essere fatta anche da soli. O racconando certi fatti ad amici, ma al solo scopo di riuscire a cogliere nelle proprie parole qualcosa che sfugge.
A me questa più che analisi sembra condivisione, chiarirsi le idee, o anche confronto ma non mi sembra proprio analisi.
Probabilmente va bene solo quando non ci sono problemi particolari, si ha l'animo sereno, non c'è molto da analizzare altrimenti non basta.
Quando ci sono problematiche di una certa natura non si riesce nemmeno in analisi a tirar fuori subito quel che deve.

Citazione:
Se questo far da soli è un analizzare maniacalmente qualcosa può servire e non, può distruggere piuttosto che sistemare. Ma analizzare da soli si può fare.
Non capisco cosa vuol dire analizzare maniacalmente, puoi spiegare meglio, magari con un esempio?

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Per chi non ha provato la ricapitolazione, non servono grosse metodologie. Basta solo farlo. Il thread sulla ricapitolazione chiarisce moltissime cose ed è tutt'altro che teorico.. è sostanzialmente pratico.
E' molto difficile però ricapitolare senza cadere nell'analizzare.
Da come lo descrivi sembra una cosa facile farla, basta farla, ma poi dici che è molto difficile non confonderlo con l'analisi.
Quindi come fai a sapere se hai ricapitolato o se hai solo analizzato, o tentato di farlo? Voglio dire da soli siamo poi veramente in grado di capire se abbiamo ricapitolato sul serio o ci siamo convinti di averlo fatto solo perchè la procedura seguita è quella descritta?
Io credo che da soli si corre il pericolo di nutrire l'ego che ci fa credere di poter fare questo e quello autonomamente, di poter fare a meno di aiuto esterno, di saper fare da soli.

Io su di me mi pongo sempre il dubbio e per questo chiedo conferme, conosco bene questo pericolo.
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Ultima modifica di diamantea : 22-03-2012 alle ore 15.01.04. Motivo: ho aggiunto un "non"
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Vecchio 23-03-2012, 00.29.30   #36
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La mia sensazione è che alla fine tutte le inquietudini della vita si possano ricondurre alla paura della morte, o forse più genericamente all'ignoto per cui, l'unico modo credo sia quello di andare oltre l'analisi, oltre la psicologia.
Se tu senti così è giusto che ricerchi nella direzione che pensi ti possa dare le risposte esistenziali, la psicologia di per se non si occupa di queste cose, anche se la prima volta a me è capitato di avere la necessità di soffermarmi su certi misteri di fede che non volevano più avere credito su di me e mi faceva impazzire idea di dovere affrontare quel vuoto. Fui ascoltata, mi furono date delle risposte, cioè che non dipendeva da me, che ciò che era mio veramente non sarebbe andato perduto. Vero o falso, potei andare avanti, anzi potei iniziare un lavoro per alleviare la nevrosi che mi divorava. Ebbi quella opportunità, come potevo incontrare un Maestro, o un amore che mi ricolmasse di molte attenzioni che mi mancavano, perchè in defintiva io credo che l'uomo possa essere nutrito, guarito da diverse fonti, e spesso nella nostra strada ci capitano delle cose e non altre delle quali noi sappiamo approfittare.

La terapia psicologica fatta nel bisogno è sempre una medicina molto amara all'inizio, innaturale, ci vuole forte motivazione, perchè al contrario di un farmaco che assumi con un sorso d'aqua lì devi stabilire un contatto umano con un estraneo a cui devi aprire inevitabilemente parti di te, non solo della psiche, ma anche dell'anima. Oggi non lo reggo più; quando il bisogno è forte invece ti affidi.
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Ma una psicoterapia di questo tipo, fa ripercorrere, analizzandola, tutta la propria vita?
A che serve Red ripassare tutta la propria vita? Perchè questa idea? A meno che uno non debba scrivere un'autobiografia con stile psicologico...
L'analisi in terapia si fa quanto basta perchè il terapeuta conosca un pò chi ha davanti,e nella misura in cui serve al paziente sia perchè si renda conto di ciò che occupa la sua mente e il suo cuore, sia per la catarsi che non avviene solo con la ricapitolazione visto che è stato detto. E n'analisi non è solo parlare, è forte ciò che accade e si sente mentre si consegna a chi ascolta.

Riguardo alla domanda se con l'analisi si potrà mai risalire alla scena madre che ha originato l'inghippo, credo abbia ragione il tuo medico quando parla di ago nel pagliaio, e spesso anche individuandola, se sono passati ventanni, o se la cosa ha procurato uno squarcio profondo non è nemmeno detto che elimini il danno che ne è derivato, lo scoprirne l'origine. Ma nel mezzo c'è la possibilità di migliorare altri aspetti al limite, che faranno pesare meno il difetto strutturale(strutturale della psiche ma che si si riflette su tutto il corpo), che se di tale portata è diventato, è difficile si potrà mai correggere.
Questo è ciò a cui sono arrivata.
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Vecchio 23-03-2012, 00.58.28   #37
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1) se l'obiettivo è stare meglio, non capisco la diffidenza/condanna verso gli psicofarmaci che mi è sembrato di trovare in alcuni thread qui in città.
Gli psicofarmaci per me vanno usati come gli antibiotici, cioè quasi mai tranne nei casi dove salvano la vita. Ne ho fatto uso per trenta gg più quindici a metà dose per regolarizzare il sonno dopo che mi stavo fregando l'articolazione del braccio con cui usavo dei macchinari, senza tono muscolare a causa dell'insonnia. Dormii senza problemi per quattro anni(non di seguito), e ho benedetto quelle pillole, ma ti ricordo che sono sostanze tossiche, danno assuefazione; nei ragazzi posso rallentare la crescita, vedi epilessia.
Io ho sempre preferito sopportare periodicamente l'insonnia ma sto lontana dai psicofarmaci pur non godendo dei benefici dei vari prodotti da banco come infusi, melatonina e roba simile. Se serve all'occasione che non trova altra soluzione va bene, ma mi meraviglio che tu lo abbia detto, che cosa mai avrai letto...
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Vecchio 23-03-2012, 09.49.58   #38
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Gli psicofarmaci per me vanno usati come gli antibiotici, cioè quasi mai tranne nei casi dove salvano la vita. Ne ho fatto uso per trenta gg più quindici a metà dose per regolarizzare il sonno dopo che mi stavo fregando l'articolazione del braccio con cui usavo dei macchinari, senza tono muscolare a causa dell'insonnia. Dormii senza problemi per quattro anni(non di seguito), e ho benedetto quelle pillole, ma ti ricordo che sono sostanze tossiche, danno assuefazione; nei ragazzi posso rallentare la crescita, vedi epilessia.
Io ho sempre preferito sopportare periodicamente l'insonnia ma sto lontana dai psicofarmaci pur non godendo dei benefici dei vari prodotti da banco come infusi, melatonina e roba simile. Se serve all'occasione che non trova altra soluzione va bene, ma mi meraviglio che tu lo abbia detto, che cosa mai avrai letto...
quindi mi confermi che esiste la diffidenza.
"sono sostanze tossiche" praticamente tutti i medicinali. poi magari la definizione di "tossico" è un casino, ma in linea di massima penso si possa affermare.

sull'assuefazione: sempre? in qualsiasi dosaggio e posologia? in qualsiasi organismo? tutte le molecole?
e anche fosse: la medicina è un rapporto costo beneficio: le gocce per il glaucoma hanno altri effetti, e le prendi a vita, ma il beneficio è mantenere la vista. la decisione sul rapporto costo/beneficio spetta al medico e al paziente insieme. io continuo a non spiegarmi cos'abbiano di brutto questi psicofarmaci, oltre alla tendenza ignorante (non tua, che li hai usati e parli a ragion veduta) a considerare la sofferenza mentale simbolo di debolezza, insomma quelli con le palle mica prendono psicofarmaci, quelli sono per i deboli, quelli con le palle risolvono, sopportano, ricapitolano.
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Vecchio 23-03-2012, 09.56.17   #39
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Seconde me il problema della dipendenza dal farmaco dipende dalla solvibilità del problema.
Nel caso del glaucoma o di altre malattie croniche non risolvibili il farmaco è l'unica alternativa per vivere discretamente. Anche in casi di insonnia o ansia patologica il farmaco può essere l'unica soluzione.
Ma se un soggetto ha la possibilità di risolvere con un lavoro su di sè, allora è più giusto tentare prima di ogni cosa soluzioni non farmacologiche, poi se proprio non se ne può fare a meno si ricorre ai farmaci.
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Vecchio 23-03-2012, 10.37.27   #40
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Seconde me il problema della dipendenza dal farmaco dipende dalla solvibilità del problema.
Nel caso del glaucoma o di altre malattie croniche non risolvibili il farmaco è l'unica alternativa per vivere discretamente. Anche in casi di insonnia o ansia patologica il farmaco può essere l'unica soluzione.
Ma se un soggetto ha la possibilità di risolvere con un lavoro su di sè, allora è più giusto tentare prima di ogni cosa soluzioni non farmacologiche, poi se proprio non se ne può fare a meno si ricorre ai farmaci.
punti di vista. ci ritrovo appunto l'idea che lo psicofarmaco sia un male necessario.

per me lo è come tutti i farmaci. non è un'ultima ratio. per me se c'e' sofferenza alleviabile farmacologicamente, non vedo "in generale" motivi per non farlo, e magari NEL FRATTEMPO percorrere strade di soluzione "a lungo termine".

incidentalmente, io sono a disagio con questa posizione perche' "culturalmente" mette le persone che soffrono in condizione di "vergognarsi" di prendere un antidepressivo. se è un errore l'eccesso, lo è anche l'ostracismo. sono farmaci come altri, da assumere alla bisogna, sotto guida competente. fanno stare meglio.
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Vecchio 23-03-2012, 11.33.02   #41
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se è un errore l'eccesso, lo è anche l'ostracismo. sono farmaci come altri, da assumere alla bisogna, sotto guida competente. fanno stare meglio.
Purtroppo gli psicofarmaci danno assuefazione, sono dopanti e spesso si scivola nello ritenere la soluzione più facile e a portata di mano per superare il disagio.
Secondo me è più difficile superare la vergogna di ammettere di avere un problema psicologico risolvibile affrontando una terapia psicologica, mentre risulta più facile prendere la pillolina che fa stare subito meglio, se poi ne prendiamo due vuol dire che ne abbiamo più bisogno.
E' il problema della dipendenza di qualunque natura da non sottovalutare.
Tanti prendono poi il caffè per annullare l'effetto rimbambimento.
Il punto è capire cosa ci sta dietro il disagio dell'ansia o dell'insonnia. Un problema legato ad una patologia specifica va curato con i farmaci, ma un problema di ordine psicologico che può essere trattato con la terapia analitica è meglio affrontarla con il giusto professionista prima di rassegnarsi al farmaco.
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Vecchio 23-03-2012, 11.39.42   #42
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Un problema legato ad una patologia specifica va curato con i farmaci, ma un problema di ordine psicologico che può essere trattato con la terapia analitica è meglio affrontarla con il giusto professionista prima di rassegnarsi al farmaco.
chi decide se il problema è di ordine psicologico o se è legato a una patologia specifica?

nel caso in cui ci sia una patologia specifica che ha anche risvolti psicologici (es. depressione) che si fa?
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Vecchio 23-03-2012, 11.46.42   #43
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incidentalmente, io sono a disagio con questa posizione perche' "culturalmente" mette le persone che soffrono in condizione di "vergognarsi" di prendere un antidepressivo. se è un errore l'eccesso, lo è anche l'ostracismo. sono farmaci come altri, da assumere alla bisogna, sotto guida competente. fanno stare meglio.
Esiste il problema, è vero, ma le cose stanno cambiando, perchè se è per questo, anche verso la terapia psicologica ci sono stati grossi pregiudizi, ma vedo che oggi la gente di apre, i miei clienti come niente mi dicono che la loro figlia ha avuto bisogno, ect...Io non ho mai nascosto di averne usufruito. Il farmaco però mi fa paura e non perchè mi sentirei matta, io non prendo nemmeno un banale analgesico, sopporto se posso. Non ho per esempio detto che il quelle settimane mi alzavo con leggero sapore amaro in bocca. Sono cose che io non tollero, certo se domani l'angoscia dovesse opprimermi non esiterei a ingoiare qualunque cosa, perchè vivrei con effetti di sicuro peggiori di quelli che darebbe il farmaco.

Quì poi si sta parlando di curare malesseri che non sconfinano nelle malattie mentali dove i parenti sono i primi a chiedere i farmaci.
Quando ebbi attacchi di nevrosi grave forse avrei potuto star subito meglio, ma per quanto mi riguarda non sono mai stati disturbi che distinguevo da disagi sia esistenziali che morali, che affettivi, ma allora scelsi di non venire sedata, avevo paura di affezionarmi a qualcosa di artificiale, forse ho avuto una paura eccessiva, e non era ignoranza, ma la conquista fu molto gratificante, anche dopo ogni ricaduta.

Leggo ora gli ultimi post
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Vecchio 23-03-2012, 11.53.14   #44
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chi decide se il problema è di ordine psicologico o se è legato a una patologia specifica?
La gente oggi si consulta con chi di dovere.

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nel caso in cui ci sia una patologia specifica che ha anche risvolti psicologici (es. depressione) che si fa?
Io credo che il paziente sia libero di scegliere e di capire che sta male e che è depresso, e se sia il caso di accettare dei farmaci, che sicuramente i medici consigliano. La medicina allopatica usa ancora prescrivere i farmaci fino a prova contraria. Se poi siamo di fronte ad un disabile mentale, è chiaro che sceglie la struttura e stai tranquillo che lo sedano, ma ripeto anche i parenti sono propensi a farlo sedare.
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Ultima modifica di webetina : 23-03-2012 alle ore 12.01.09.
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Vecchio 23-03-2012, 11.55.24   #45
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webetina, a me sembra un approccio consapevole, un rifiuto consapevole, il tuo.
sai che potrebbe essere illogico, ma pensi sia la cosa giusta per te, e lo fai (e infatti non hai un'idiosincrasia specifica, lo applichi anche agli analgesici).

il mio discorso va a chi non li prende perche' si sente superiore, perche' non ama la via facile, perche' lo vive non come una terapia ma come una scappatoia, una scorciatoia un po' vigliacca (forzo il concetto per chiarezza).

chi invece dice "potrebbe essere una buona cosa ma per me ritengo di fare diversamente, perche' sento che per me è meglio cosi'" applica semplicemente un libero arbitrio personale, ci mancherebbe.

è la risposta a #43
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Vecchio 23-03-2012, 12.35.45   #46
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Ragazzi trasferitevi qui: http://ermopoli.it/portale/showthread.php?t=1218 o aprite un altro thread.
Grazie
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Se non sarò me stesso chi lo sarà per me? E se non ora, quando?
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Vecchio 23-03-2012, 12.36.56   #47
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nel caso in cui ci sia una patologia specifica che ha anche risvolti psicologici (es. depressione) che si fa?
In questo specifico caso sarebbe sempre meglio affiancare alla terapia farmacologica anche quella psicologica. Ritengo che in questi casi il supporto psicologico o psichiatrico in casi gravi sia fondamentale.

Io penso che per quanto possa funzionare la terapia farmacologica anche sedando leggermente, poi è sempre meglio tentare lo svezzamento dal farmaco, per non creare dipendenze da cui è sempre difficile uscirne.

Anche a me da ragazza il dottore mi ha consigliato la valeriana, e non facendomi effetto qualcosa di più forte, ed ho capito da sola che non andava bene così, con il farmaco, dovevo trovare altre soluzioni.
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Vecchio 23-03-2012, 12.46.15   #48
dafne
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No no, non ne voglio fare una questione di genere... molto più semplicemente le femmine hanno bisogno di esternare e i maschi mooooooolto di meno. Pertanto ne viene fuori anche un approccio al lavoro diverso..

Forse le donne hanno più l'abitudine al rimugino, probabilmeente molto per un fattore culturale.
Forse, sempre in linea generale, esterniamo tendenzialmente un disagio a parole mentre il maschile lo fà con l'azione (una volta la palestra era un'abitudine molto più machile ad esempio).

Per tornare in tema credo che analisi e ricapitolazione siano differenti sostanzialmente per la posizione in cui ci si mette verso l'emozione da guardare. Ricapitolare comunque non è facile ma nemmeno analizzarsi.

Forse la ricapitolazione se fatta bene ha in sè anche una sorta di soluzione mentre l'analisi se non viene poi seguita da un momento di sintesi reale difficilmente risolve.

Infine, sicuramente un esperto aiuta nell'analisi meglio di mio zio ma se mio zio vede in quel che vivo delle cose che io non vedo, quindi le analizza più accuratamente magari perchè non ne è direttamente coinvolto...non ha forse anche quello un suo valore benefico?

Se poi passa il tempo ad analizzarmi ogni capello..posso tranquillamente dirgli che non è l'unica cosa che stà spaccando...
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Vecchio 23-03-2012, 12.51.56   #49
Sole
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sto leggendo con attenzione, non riesco a seguire tutto e quindi attendo di farmi un'idea piu' strutturata prima di dire la mia.

ho solo due flash, che butto, per quello che possono servire (temo a poco, sono osservazioni collaterali)

1) se l'obiettivo è stare meglio, non capisco la diffidenza/condanna verso gli psicofarmaci che mi è sembrato di trovare in alcuni thread qui in città.
L'obiettivo a mio modo di vedere non è semplicemente stare meglio, ma è stare bene consapevolmente in tutta libertà. Lo psicofarmaco non ti da questa libertà, non ti da nessuna consapevolezza, alcuni anzi - necessariamente - addormentano la coscienza insieme al sentire. Il punto di distinzione è ampissimo.
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Vecchio 23-03-2012, 16.21.23   #50
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In questo specifico caso sarebbe sempre meglio affiancare alla terapia farmacologica anche quella psicologica. Ritengo che in questi casi il supporto psicologico o psichiatrico in casi gravi sia fondamentale.

.
Tempo fa parlavo con un bravo medico.
Mi diceva che la gran parte dei danni che provengono dagli psicologi sono causati dal far emergere le cause del malessere psichico quando ancora la struttura psico fisiologica non e' forte non e' in grado di sopportare lo stress dell'evocare e sanare le ferite dell'inconscio personale .
Io su questo concordo e dico che un certo lavoro va fatto solo quando il paziente e' pronto .
E lo psicofarmaco svolge proprio questa funzione di far passare la fase acuta .
Le conseguenze dell'errore sulla tempistica possono essere drammatiche .

Ps non ho letto il post di sole sul 3d psicofarmaci

Ultima modifica di nikelise : 23-03-2012 alle ore 16.24.10.
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