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Vecchio 30-03-2012, 20.43.23   #1
Sole
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Predefinito Osservazioni sulla rabbia - causa ed effetti

Metto qui in esperienze perchè non sono in grado di farne un discorso generale che sia oggettivamente valido. Ma non volevo farmi mancare l'occasione di parlarne anche se molto è stato detto sulla rabbia. Farla salire, usarla ma per me è come chiedere ad un bambino di disinnescare una bomba atomica.

Ho scoperto che quando sono arrabbiata lo sono contro nessuno, sono rabbia e basta, Non ho idea se questo sia oggettivamente vero o solo una mia sensazione personale, ma è una gran brutta sensazione. Un buco nero. Un abisso che ti risucchia e dal quale, in quel momento venir fuori sembra una impresa titanica. Eppure.... basterebbe poco. Basterebbe spostare il polo di attrazione dall'abisso al cielo. Baterebbe riuscire a mettere a tacere quell'io che in quel momento ha vibrato male e che si sente gridare e rivendicare...
Ho provato a farlo, ho avuto la sensazione di essere riuscita, ma non ho ancora la certezza che fosse reale perchè in molte altre occasioni proprio non ci sono riuscita.

Le dinamiche di scambio...
Ho notato ad esempio che non c'è niente al mondo che possa farmi arrabbiare se già non vibra qualcosa dentro di me pronto a difendersi, il che è una banalità... ma non lo è più quando mi sento inerme davanti a questa cosa e so che non sono arrabbiata con l'altro ma molto peggio.... ho rabbia dentro di me, solo dentro e non verso l'altro. L'altro accende la miccia, ma non è colpevole.
Ed è un gran casino... perchè improvvisamente diventa assurdo litigare o difendersi, ma allo stesso tempo non posso fare a meno di essere arrabbiatissima, furibonda a volte. Cosa che per me è qualcosa di molto recente come sensazione...
In questa condizione posso solo andare a cercarmi la corda che ha vibrato così stonata e prendermi il tempo di elaborare... ma se passa un poveraccio nei paraggi... non vorrei essere nella sua aura.

Gli scambi energetico che ci sono durante un litigio sono dei veri pugni davvero dolorosi. Io non ho ancora ben sentito se sono solo nostri, nel senso che ci tronano indietro contro la chiusura dell'altro o nello scambio c'è qualche cosa.
Ho osservato per esempio in diversi tentativi di gestire il passaggio da sento rabbia che sale a sono arrabbiata, che non rispondere o non permettere all'altro di sfogare la sua frustazione e rabbia su di me non fa altro che aumentare la tensione nell'altro provocando botte esplosive maggiormente violente. Non solo verbali, sto parlando di fuoco, di fiammate che mi colpiscono in pieno.. Quello che molto probabilmente non riesco a gestire insieme in quel momento, è ciò che realmente parte da me verso l'altro. Io posso pure dire e fare: ok sto zitta, non gli permetto di sfogarsi. Ma ormai la miccia è accesa e qualunque minimo alito di vento la fa divampare. Quindi anche un mio piccolo annuire tendenzioso provoca l'attacco dell'altro... che si triplica e a quel punto non reggo più. E la rabbia mi possiede e divento arrabbiata.
Ho come l'impressione che nello scambio, la chiusura di due persone che stanno discutendo non fa altro che far rimbalzare ricaricato della forza dell'altro il colpo, finchè alla fine penetra e non è più gestibile se non si resta svegli e centrati.
All'istante sento le gambe tremare, freddarsi, indebolirsi, come se perdessi in un istante il contatto con la terra. La fiammata divampa, brucia tutto quello che trova e ogni energia è finita in carbonella tossica. Tutto è stato vano.

Il problema è più che evidente che parte e finisce con me. L'altro può scambiare energia che vuole che se io resto abbastanza aperta da far passare ed uscire tutto e centrata, niente mi possiede, ma fluisce. Però non sono capace.

Quando ci si sfoga, questa la mia impressione, ci si libera, ma se l'altro fa muro ritorna tutto indietro. E si moltiplica perchè si ricarica di ciò che è nell'ambiente creato da due o più che litigano. Quindi con tutte le più buone intenzioni, cosa fare? Mi vien da dire aprirsi, non facendo muro che è chiudersi, e lasciare scorrere.. lasciando nell'ambiente e stando ben attenti a non restiuire all'altro il pacchetto caricato pure del nostro fardello e lui a noi in un'infinita partita a tennis.

Io non voglio più questo per me. Io sento male, sento il male quando sono dominata dall'abisso. So che questa magari non è facilmente afferrabile, ma non mi risulta neanche facilmente spiegabile...

Spero ci abbiate capito qualcosa.
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Vecchio 30-03-2012, 22.18.17   #2
dafne
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Rabbia. Negli animali è una malattia che infetta.
Negli esseri umani..anche
Un cumulo di rabbia dentro che fatica a sciogliere e credo che passato un certo stadio viva quasi di vita propria.
E' come se ci fosse un pulsantino e determinate situazioni lo schiacciano e via..Dino si arma e buonanotte ai sognatori (Dino è la mia brontobiscia interiore ndr).

Dove nasce e come cresce è sicuramente una strada necessaria per domare la bestia ma nel mentre?
E' comunque energia, energia che reagisce e brucia velocissimamente quando entra in reazione.

Credo che riguardi il fattore agressività che in dose normale è fin necessaria alla vita, si diceva, allora forse dovremmo chiederci quando l'agressività positiva si trasforma in rabbia distruttiva..
Dino gode particolarmente quando si ritrova davanti soggetti che gli rendono indietro le fiammate, sia nel ribattere verbalmente che nel trattenere col silenzio le sue fucilate..perchè rimane in attesa del colpo e si fomenta da solo chiedendosi come dove e quando arriverà, che forma avrà che effetto farà godendo ancora prima dell'arrivo il suo ribattere ancora indietro.
La rabbia gode forse di se stessa? Si autonutre in un certo senso.

Un amico proprio stamattina mi ha portato un'immagine davvero carina del Signore degli anelli 3 dove il principe nonmiricordoilnome deve assoldare i soldati morti e l'elfo tira una freccia che però attraversa ilo scheletro con un semplice sbuffo di polveri..così dovrebbe essere con la rabbia altrui..addirittura Uno postulava una fantascientifica (per me) possibilità di schivare il colpo..senza cadere
Poi mi guarda (l'amico, non Uno) e mi dice..se per caso la schivi tu gli corri dietro...settimana scorsa mi ha detto che cerco lo scontro..l'ho guardato..mortacci...se non l'amassi così tanto l'avrei disintegrato (cosa di cui poi ha ammesso essere assolutamente a conoscenza )

Ecco. L'amore. Quel guardare in alto che dici tu immagino, ma non son sicura.

Ok.Mi piace. Ci stò.
Ditegleilo voi a Dino

Una cosa è certa, almeno per me, se sono stanca sono decisamente più rabbiosa. Ho la sensazione che dipenda dal fatto che se sono in forma controllo meglio la rabbia. Ma di per sè neanche va bene, la rabbia non andrebbe controllata ma canalizzata, spinta in qualcosa che sia utile a qualcosa.
Ancora prima la rabbia non dovrebbe esserci, dovrebbe esserci normale agressività volta a vivere e basta.

Quindi?
Aprirsi dici tu.
Aprirsi ai conflittI? No grazie, ci perdo sempre e comunque, anche se a parole magari riesco a vincere.
Forse dipende dai conflitti in corso.

Forse mantenere un minimo di distacco e dire..oh..cacchio...sono incazzosissima oggi..che è? Da dove viene?
Se poi il litigio scatta con qualcuno che ha solo bisogno di sfogarsi meglio spostarsi, se possibile. Se la miccia è già innescata però tocca di trovare noi uno sfogo alla nostra.
Ci sono periodi in cui casa mia è pulitissssima ma Dino si aggira allertatissimo e anche una porta che sbatte per il vento diventa un buon motivo per incavolarsi con..il vento

Vabbeh..un papiro..comunque rabbia spesso fà tandem con l'insoddisfazione...insoddisfazione che magari parte da luoghi o persone lontanissime.
Uhm..forse non si tratta di aprirsi ma diventare più elastici verso le sollecitazioni che la vita ci propone..mah..
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Vecchio 30-03-2012, 23.45.46   #3
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Aprirsi dici tu.
Aprirsi ai conflittI? No grazie, ci perdo sempre e comunque, anche se a parole magari riesco a vincere.
.
No ai conflitti, aprirsi alle possibilità, all'ascolto, alle percezioni di se stessi e dell'altro.


Schivare il colpo... sempre che sia possibile, oppure è necessario mettersi nelle condizioni di non crearlo sto colpo.
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Vecchio 30-03-2012, 23.46.53   #4
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Il fatto è che la rabbia è un potenza fulminante. Sarebbe necessario arrivare a non farla proprio salire.
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Vecchio 30-03-2012, 23.51.42   #5
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Il fatto è che la rabbia è un potenza fulminante. Sarebbe necessario arrivare a non farla proprio salire.
Eggià, soprattutto alla testa dove scombina proprio tutto...
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Vecchio 31-03-2012, 10.32.35   #6
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Alla fine resta solo una cosa reale da fare che è resistere alle Tentazione.

Rimanere attenti, sentire ciò che sta accadendo, ma non diventare arrabbiati. Una volta che lo "siamo", cioè che ci identifichiamo con l'io che recrimina e si rinforza con l'energia della rabbia, ormai siamo in bocca all'abisso e se ci siamo caduti vuol dire che non abbiamo abbastanza forza per uscirne.

Una cosa di cui ho l'impressione è che la rabbia sia energia della Terra. La rabbia sale dal basso. Ad esempio quando abbiamo paura, successivamente scatta rabbia... entrambe anche fisicamente le si sente dal basso.
Si, credo che la rabbia sia l'energia della Terra (se non è così che qualcuno mi corregga perfavore), potente e forte che se il corpo non è in grado di sopportare, il mio non lo è, io soffro fisicamente non solo nel corpo fisico, la sento in in diversi punti e per questo sto male, si trasforma in ciò che conosciamo e ritorna all'abisso con enormi fette di noi in bottino.

Possiamo resistere prima e ricapitolare dopo se ci si siamo caduti dentro, in entrambi i casi dovrebbe risultare una battaglia non violenta, la nostra almeno... ecco perchè forse mi sento così attratta dalla guerra di Ghandi.

Anche queste sono riflessioni ed osservazioni aperte alla discussione.
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Vecchio 31-03-2012, 10.47.11   #7
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Eggià, soprattutto alla testa dove scombina proprio tutto...
Parlo ancora soggettivamente.
A me si blocca la gola, mi esplode la gola. Ma poi comunque passa e quando arriva in testa la perdo..., la testa.
Questo secondo me perchè prima di arrivare in testa deve essere trasformata. Il blocco penso che per quanto mi riguarda sia inconsciamente tutelativo. Ho provato a sentire e rilasciare la gola coscientemente e quel passa è appena diverso, anche perchè non era dal vivo ma durante una ricapitolazione, e mi ha dato un effetto alla testa che boh, devo guardare meglio.

Ci sono tante tecniche nel Pranayama che insegnano come fare circolare il Prana a comando all'interno del corpo.... a volte (per non dire sempre, secondo la mia esperienza) inconsciamente le applchiamo senza accorgercene.
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Vecchio 31-03-2012, 12.14.19   #8
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No ai conflitti, aprirsi alle possibilità, all'ascolto, alle percezioni di se stessi e dell'altro.
.
Mi ha lavorato dentro fino a stamattina tardi questa frase, grazie Sole, mi sono resa conto che ancora non ho idea chiara di cosa significhi aprirsi.
Come nel post che ho scritto mi sono aperta..a me..e non ho considerato te, scusami, ho fatto sfogatoio e basta

C'era un passo in particolare del tuo primo post che non mi è chiaro e se ti và di riprovare a spiegare magari stavolta non mi faccio assorbire siolo da me stessa


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Ho osservato per esempio in diversi tentativi di gestire il passaggio da sento rabbia che sale a sono arrabbiata, che non rispondere o non permettere all'altro di sfogare la sua frustazione e rabbia su di me non fa altro che aumentare la tensione nell'altro provocando botte esplosive maggiormente violente. Non solo verbali, sto parlando di fuoco, di fiammate che mi colpiscono in pieno.. Quello che molto probabilmente non riesco a gestire insieme in quel momento, è ciò che realmente parte da me verso l'altro. Io posso pure dire e fare: ok sto zitta, non gli permetto di sfogarsi. Ma ormai la miccia è accesa e qualunque minimo alito di vento la fa divampare. Quindi anche un mio piccolo annuire tendenzioso provoca l'attacco dell'altro... che si triplica e a quel punto non reggo più. E la rabbia mi possiede e divento arrabbiata.
Ho come l'impressione che nello scambio, la chiusura di due persone che stanno discutendo non fa altro che far rimbalzare ricaricato della forza dell'altro il colpo, finchè alla fine penetra e non è più gestibile se non si resta svegli e centrati.
All'istante sento le gambe tremare, freddarsi, indebolirsi, come se perdessi in un istante il contatto con la terra. La fiammata divampa, brucia tutto quello che trova e ogni energia è finita in carbonella tossica. Tutto è stato vano.
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comunque è proprio come far disinnescare una bomba a un bambino, hai ragione. Ma è la bomba o il bambino la variabile da cambiare? Voglio dire, io non credo che si possano davvero creare le condizioni per cui non si crei il colpo. O meglio ancora. Possiamo disarmare i nostri colpi ma solo cercare di evitare quelli degli altri..a meno di non essere Santi...poi non ho certezze, non sono il massimo come esempio di pacificatore
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Vecchio 01-04-2012, 15.24.21   #9
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Quando sento che in una discussione la rabbia sta montando dal basso, se sono attenta posso tentare di modificare la situazione dal suo naturale ed automatico divenire, togliendo importanza ad esempio a ciò che mi sta facendo diventare "essere arrabbiata". Spesso mi è bastato pensare a ciò che davvero è importante per smettere di diventare "essere arrabbiata" e tornata a poter gestire la situazione.
C'è un passaggio dal "sentire/avere rabbia" all'"essere arrabbiati". Superato il passaggio senza che ci accorgiamo non c'è più tanto da fare a meno di non applicare una forza molto alta per governare se stessi e gettare nell'abisso, nel fosso nero, il motivo della rabbia. Cioè togliere importanza all'evento e alle recriminazioni. Cambiare luce, cambiare visuale..
La rabbia è una forza disgregatrice se la subiamo, se ci facciamo possedere ecco che per riunire i pezzi... va da se che ci vuole un magnete molto più forte.
In sostanza a me pare che la rabbia sale e possiede il piccolo io, o la parte di noi (non ha importanza come la si vuol chiamare), che in quel momento viene colpito dall'influenza esterna, tentato. Una volta che ci lasciamo possedere, esorcizzarci è un'impresa importante. Vuol dire che dobbiamo non solo riattirare verso il nostro centro magnetico l'io scappato ma anche scacciare la forza che lo ha posseduto.
Vuol dire essere più forti. Per esserlo non possiamo stare rivolti nella direzione da cui viene la forza che possiede.
Possiamo osservare.


Questo per la prima parte, la seconda parte del discorso era un tentativo di gestire la cosa prima del passaggio.
Ma non si possono gestire gli altri, pertanto ci si deve autogestire. QUello che dicevo di aver notato, in realtà è una banalità, è che ad esempio in un litigio, più ci si rimbalza la rabbia a vicenda è più si è posseduti. Allora ho fatto degli esperimenti per cercarre un modo di salvaguardare il salvabile. Nel momento in cui sentivo colpire le corde dell'io di turno ho tentato di bloccare la situazione. Ma ho notato che questo muro crea un rimbalzo. Cioè noi siamo tendenti allo sfogo. E se siamo arrabbiati ci sfoghiamo con il fuori, con l'altro che diventa una specio di fogna in cui buttare tutto il marcio che abbiamo dentro. Ma se l'altro non fa entrare nulla, si chiude, non ci permettere di liberarci, non coglie la provocazione, non muove attacchi, non risponde... mette un muro insomma tutto ciò che lanciamo ci torna indietro, sai il gioco dei bambini: specchio riflesso? Ne avevamo anche parlato in forum.
Purtroppo anceh questo è controproducente perchè arriva il momento che il rilacio è troppo forte e infuoca o che ci si autotenta un altro io superbo che in quel momento sfugge perchè siamo presi dall'io offesso e perdiamo comunque il controllo. In ogni caso sarebbe una chiusura e chiudersi in un bastione è sempre rischioso se non si hanno tante tante tante risorse per sopravvivere.
Inoltre ho potuto osservare che anche volendo non farlo, comunque l'io bastardello ti parte con un sorrisetto, un commentino ... e quindi la palla anche se non vorresti, la ritiri. Controllare proprio tutto vorrebbe dire avere un buon grado di IO integrato. Ma se subiamo la rabbia, così non è.

Quando la rabbia ti possiede hai varcato la soglia del passaggio che dicevo prima. Ma se varchi il passaggio e diventi "essere arrabbiato" diventi tu stessa "rabbia" vuol dire che ti sei addormentata e se ti addormenti duranti i passaggi... non porti con te il ricordo del posto che lasci e quindi tutto è stato vano .. perdi coscienza e tutto è da rifare la prossima volta o recuperandolo. Di fatto se ti arrabbi ti dimentichi di te.
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Vecchio 01-04-2012, 18.14.38   #10
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Sto cercando di raccapezzarmici, ma già di per sé l'argomento è difficile, in più, il sapere che ne avete parlato altrove e tanto, mi fa temere che incoccerò in quello che allo stato è uno scoglio non da poco, ovvero il non riuscire a dare alle parole, ai rimandi la stessa valenza che saprebbe darci chi da più tempo interagisce qui sul forum, ma a leggere dal di fuori non è che abbia chissà quante più speranze di evitare fraintesi, quindi provo a levarmi il primo dubbio che ho.

A me pare di leggere nel tuo discorso una visione della rabbia in maniera unicamente invasiva (e non mi ci ritrovo tanto). E' così o ho preso fischi per fiaschi?
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Vecchio 01-04-2012, 23.49.19   #11
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Non ho capito cosa intendi Ari. Vuoi dire che arriva a me e io non la provoco? magari, la provoco eccome. Ho palato infatti di scambi.

Ma aspetto che mi chiarisci meglio.

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non importa quanto e come ne abbiamo parlato. Ogni volta è sempre e comunque un discorso nuovo.
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Vecchio 01-04-2012, 23.52.42   #12
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La rabbia sale dal basso. Ad esempio quando abbiamo paura, successivamente scatta rabbia... entrambe anche fisicamente le si sente dal basso.
Cercavo di vedere la relazione o meglio la sequenza tra paura e rabbia ma non mi è chiara così. A me accade al contrario, quando provo rabbia può assalirmi la paura della mia stessa reazione.
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Vecchio 02-04-2012, 00.04.43   #13
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La osservo più facilmente quando ad esempio in strada qualcuno in auto mette a rischio me in scooter. In quel momento sento paura e poi successivamente e quasi istantaneamente la paura si sfoga nella rabbia contro chi mi ha messo in rischio, inveisco, lo etichetto. Ma il tutto è nato dallo spavento.
Stessa cosa la osservo quando mi arrabbio con qualcuno chemi accusa di qualcosa. La paura non la si sente subito ma a monte c'è la paura di perdere qualcosa, una posizione, un ruolo, la faccia, qualunque cosa.. e subito la paura diventa rabbia e si riversa contro chi ci muove accuse.

Quello che invece descrivi tu mi sembra un passo ancora successivo, che ho vissuto anche io una volta.. quando ho visto me stessa perdere il controllo in maniera distruttiva per la prima volta ho avuto paura di cosa potevo fare e cosa avevo dentro ben represso e nascosto. Ma non è la stessa paura che ha fatto nascere la rabbia, è successiva.

Comunque la successione paura->rabbia è molto veloce che è difficile da stanare,
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Vecchio 02-04-2012, 00.07.08   #14
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Comunque la successione paura->rabbia è molto veloce che è difficile da stanare,
Tanto che se la stanassimo non avremmo motivo di arrabbiarci.
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Vecchio 02-04-2012, 00.24.51   #15
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Non so se può essere utile, ma la rabbia credo si provi perchè dentro di noi abbiamo impotenza. Spesso ci arrabbiamo perchè siamo impotenti, non possiamo o non accettiamo una situazione.

Io ad esempio troppo spesso mi arrabbio per la politica, perchè non ho il potere di controllarla e cambiarla, allora poi o subentra la rassegnazione o dovrei sfocare sta rabbia andando a prendermela con qualcuno.

La rabbia invece andrebbe trasformata in determinazione, è pur sempre un energia che se trasformata permette di avere più determinazione e volontà.

Dici che quando ti arrabbi non ce l'hai con nessuno, allora probabilmente potrebbe essere una rabbia antica, dove hai perso il perchè di questa rabbia, e visto che sai ricapitolare, potresti ritrovarla sta rabbia perduta.

Ohi se vado troppo sul personale dimmelo, spero di non essere stato troppo critico
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Vecchio 02-04-2012, 00.26.40   #16
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La osservo più facilmente quando ad esempio in strada qualcuno in auto mette a rischio me in scooter. In quel momento sento paura e poi successivamente e quasi istantaneamente la paura si sfoga nella rabbia contro chi mi ha messo in rischio, inveisco, lo etichetto. Ma il tutto è nato dallo spavento.
Si mi torna benissimo così, mi mancava l'esempio. devo però riflettere sul fatto che la rabbia sia nata direttamente dallo spavento. Se per esempio fosse stata una raffca di vento anzichè una persona a farti quasi perdere l'equilibrio, se lo stesso alla paura seguirebbe la rabbia. A volte è l'errore dell'altro che scatena il giudizio e la rabbia, mentre ci sono cose che pur infastidendoci non riteniamo facciano capo ad abuso o errore. Potrebbe essere probabile che tra la paura e la riabbia in quel caso si infili un pensiero negativo di giudizio e quindi la rabia setssa non sarebbe più conseguenza diretta della paura.

Oppure la rabbia dopo la paura può derivare semplicemente dal realizzare nella frazione di un secondo che stavi per perdere come dicevi tu qualcosa. Aggiungo qualcosa a cui si è attaccati fermamente, la vita per esempio, e ci fa andare fuori di testa il non essere perparati a perderla. Era un esempio estremo, a volte non siamo preparati nemmeno a veder graffiata la nostra macchina.
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Vecchio 02-04-2012, 09.41.12   #17
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Hai ragione Tina, detta così non è completa. Mi limitavo a quando la paura diventa rabbia. Spostiamo un minuto il discorso ma penso che ne valga la pena, poi mi piace molto il discorso che fai sull'essere preparati a perdere qualcosa..

La paura non diventa necessariamente rabbia sono io che in quel caso ho esplorato quella possibilità.
La paura io la vedo come una sorta di energia primordiale che proviene anche lei (forse solo lei) dal basso e che si presenta come fosse indifferenziata. All'istante ed automaticametne (quando non siamo capaci o attenti a coglierla) prende la forma che più facilmente ed automaticamente o anche economicamente riesce ad incanalare. Quindi nei miei esempi prende la forma di rabbia.
Può capitare che la paura di cadere in un burrone incanali in massima attenzioni e controllo del corpo. La paura di sbagliare incanali in precisione. La paura di morire in energia di vita.
Il male fa quando questa potente energia di vita incanale in qualcosa che il corpo non riesce a contenere e nemmeno il cuore.
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Vecchio 02-04-2012, 10.44.11   #18
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Non ho capito cosa intendi Ari. Vuoi dire che arriva a me e io non la provoco? magari, la provoco eccome. Ho palato infatti di scambi.

Ma aspetto che mi chiarisci meglio.

p.s.
non importa quanto e come ne abbiamo parlato. Ogni volta è sempre e comunque un discorso nuovo.
No, non mi riferivo alle cause o alla provenienza della rabbia, ma all'impressione che mi ha dato leggere la descrizione dei suoi effetti su di te. Dici che ne sei dominata, la subisci, te ne senti invasa, parli di buco nero ed abisso ed io ti chiedevo se la vivi sempre in questo modo o se invece non stai descrivendo delle situazioni limite, quelle in cui sembra esistere solo la rabbia e non più tu.

In più, riflettevo e cercavo di ritrovare esperienze simili in me, ma non me ne sono venute in mente, perché nella più forte che io ora ricordi (magari ce ne sono altre, ma non le ho presenti ), quella in cui il picco di rabbia ha bypassato la razionalità posso dire che mi sono comunque mossa per ottenere qualcosa che volevo. Che volevo sia in quel momento, che prima e che dopo, anche.
A mente fredda non riuscirei ad avere quella stessa reazione, non l'azzarderei nemmeno, però tramite quella ho ottenuto lo scopo che volevo.
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Vecchio 02-04-2012, 11.00.43   #19
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stai descrivendo delle situazioni limite, quelle in cui sembra esistere solo la rabbia e non più tu.
Si, così appare. Ma volendo ogni volta che un io prende il sopravvento siamo solo quell'io e non più Noi.
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Ultima modifica di Sole : 02-04-2012 alle ore 11.11.33. Motivo: sistemato quote
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Vecchio 02-04-2012, 11.07.07   #20
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stai descrivendo delle situazioni limite, quelle in cui sembra esistere solo la rabbia e non più tu.
Si, così appare. Ma volendo ogni volta che un io prende il sopravvento siamo solo quell'io e non più Noi.

Ed è dunque solo incidentale che quell'io abbia conseguito un risultato che sta bene a tutti? Un caso, dici?
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Vecchio 02-04-2012, 11.24.49   #21
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Ed è dunque solo incidentale che quell'io abbia conseguito un risultato che sta bene a tutti? Un caso, dici?
No, non ho detto questo. Ho detto che non siamo Noi. Ma un io che agisce diventa un magnete che attira quel che gli serve per ottenere e soddisfare ciò che vuole. "Noi" per me vuol dire che quell'io non può fare quello che vuole ma fa quello che vogliamo "Noi".

Mettiamola diversamente: in quella circostanza potevi scegliere liberamente e serenamente di fare diversamente da come hai fatto?
Quando sei arrabbiata poco o tanto, razionali e emotivi e fisici che siamo, puoi dire di saper scegliere il male minore valutandolo in un istante e provvedendo a questo (le domande sono funzionali al discorso, non è un esame )?

Se la risposta è no allora in quel caso siamo dominati, perchè ci manca la scelta. Poco o tanto.. a seconda del contatto e la sensazione che abbiamo con noi stessi.
Più ci si avvicina a certe emozioni e più aumenta la forza con cui le percepiamo ...
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Vecchio 02-04-2012, 11.28.05   #22
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Se la risposta è no allora in quel caso siamo dominati, perchè ci manca la scelta. Poco o tanto.. a seconda del contatto e la sensazione che abbiamo con noi stessi.
Più ci si avvicina a certe emozioni e più aumenta la forza con cui le percepiamo ...
Sto parlando di un cambiamento all'interno di noi, di ciò che sentiamo, di come lo trasformiamo. Non sto parlando delle reazioni esterne con o verso gli altri.
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Vecchio 02-04-2012, 11.46.11   #23
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(le domande sono funzionali al discorso, non è un esame )?
Anche le mie, anzi, approfitto della tua precisazione per appoggiarmici


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Mettiamola diversamente: in quella circostanza potevi scegliere liberamente e serenamente di fare diversamente da come hai fatto?

In quella circostanza io sento d'aver scelto d'usare gli strumenti che in quel momento avevo. E che mi venivano dalla rabbia anche.
Passata quella, non rifarei la stessa scelta perché mi mancherebbe la capacità di portarla avanti, mi saprei condannata all'insuccesso, su quella strada. Ed altre opportunità, in tempi brevi, lì non se ne son date (o viste, questa devo dirla, pur senza mettermi a lavorare di precisazioni sennò facciamo notte che oggi non mi sento tanto abile a sintetizzare).

Spero d'aver ben interpretato la domanda, sennò rifammela o magari ti ci piazzo su i riferimenti alla circostanza concreta, che magari spiegano di più.



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Quando sei arrabbiata poco o tanto, razionali e emotivi e fisici che siamo, puoi dire di saper scegliere il male minore valutandolo in un istante e provvedendo a questo
?
In generale quanto meno ci provo, mi sforzo di farlo, perché comunque so che poi la rabbia passerà e quindi cerco di guardare a quel che voglio davvero.
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Vecchio 02-04-2012, 12.40.46   #24
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Il male fa quando questa potente energia di vita incanale in qualcosa che il corpo non riesce a contenere e nemmeno il cuore.
A me puo capitare che in meno casi la paura si trasformi in rabbia, perchè più spesso può evolvere invece in depressione o eccessi di iperattività e azioni di coraggio. Ma di sicuro quì centra anche il carattere che ci predispone appunto. E ogni emozione di cui non si ha il dominio è male allo stesso modo; vedi la depressione, l'invidia, la pigrizia ect....
Leggendo la tua esperienza sei nella condizione di non farla sfociare in aggressività la rabbia, a parte le parole che posso scappare, ma delle quali poi fai rapporto a te stessa, e la croce è proprio questa, sapere che vuoi o vuoi devi contenerla, e l'impresa è titanica nel tentativo di bloccarla, deviarla senza dirigerla però nemmeno verso te stessa.

Di osservarla sembra che tu lo abbia fatto, e da tempo, ne conosci molte sfaccettature.
Chiederei se hai mai provato a riderne di questa tua rabbia. Togliere importanza, come già hai detto di fare a quello che stai provando nel momento di rabbia, ma soprattutto togliere importanza alla parte di te che la prova. Riderne significa prenderne le distanze, darsi dello stupido da solo, e in fine alleggerire il carico di giudizio, o di attaccamento verso quell'ideale di buono che il quel momeno è minato per noi e che molte volte non era una cosa importante, perchè quando lo è, la rabbia è sacrosanta e giustifica anche una azione, quella che meglio ti libera dalla rabbia e con ragione.

Mirabile il modo in cui hai descritto la tua rabbia. Ho immaginato te di fronte al drago. Gli hai già buttato addosso diverse corde per allacciarlo, reti di imbracatura che ancora non hai cucito tra di loro, e ancora ricevi i suoi colpi bassi....Ti lamenti del dolore che provi, ma il desiderio è forte di riportare te ed esso ognuno al proprio rango.
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Vecchio 02-04-2012, 14.29.46   #25
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Leggendo la tua esperienza sei nella condizione di non farla sfociare in aggressività la rabbia, a parte le parole che posso scappare, ma delle quali poi fai rapporto a te stessa, e la croce è proprio questa, sapere che vuoi o vuoi devi contenerla, e l'impresa è titanica nel tentativo di bloccarla, deviarla senza dirigerla però nemmeno verso te stessa.
Esatto.
Il nucleo che si annida sotto lo conosco, so come si chiama, esattamente non so dove abita, ne ho però un'idea, ma vuole essere troppo importante per mollare la presa, ma..
Quote:


hai mai provato a riderne
..no, non l'ho mai fatto, non sono mai riuscita a togliere importanza a quell'io, ne vuole tanta e tutta per lui... in ogni minuto della mia giornata. Di lui non ho mai riso, no. Eppure che soluzione semplice...
Prenderlo meno sul serio... vorrebbe dire non dargli da mangiare... è vero. Io invece che svuotarlo non facevo altro che ingozzarlo.

Grazie Tina....
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