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Vecchio 05-04-2010, 21.01.41   #1
diamantea
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Predefinito La nostra fiaba (la piccola fiammiferaia)

Ho già raccontato in un mio post della piccola fiammiferaia che albergava dentro di me e mi condizionava soprattutto nella sfera affettiva, e successivamente l'ho utilizzata come strumento di crescita e di guarigione.
Mi piacerebbe condividere e soprattutto capire il significato psicologico di questa fiaba di cui non si parla molto nè sui libri nè su internet, almeno non ho trovato materiale sufficiente a fornirmi le spiegazioni di cui ho bisogno.

ps: l'ho messa in esoterismo ma forse poteva andare anche in psicologia.
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Vecchio 05-04-2010, 21.07.03   #2
'ayn soph
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Bè, mi sembra che è un grande segreto quello della Piccola Fiammiferaia
che tra l'altro le ha detto sua nonna.

Ultima modifica di 'ayn soph : 05-04-2010 alle ore 21.14.30.
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Vecchio 05-04-2010, 21.16.35   #3
'ayn soph
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Un' anima che non si trova bene nella materia, prima o poi riesce a fare brillare se stessa e volare via.

Ultima modifica di 'ayn soph : 05-04-2010 alle ore 21.49.12.
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Vecchio 05-04-2010, 22.25.28   #4
diamantea
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Un' anima che non si trova bene nella materia, prima o poi riesce a fare brillare se stessa e volare via.
mumble mumble...
mi stai dicendo che la mia anima non si trova bene dentro la materia o la dimensione in cui mi trovo?
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Vecchio 05-04-2010, 22.31.13   #5
'ayn soph
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mumble mumble...
mi stai dicendo che la mia anima non si trova bene dentro la materia o la dimensione in cui mi trovo?
No, no diamantea sto interpretando la favola della piccola fiammiferaia, me ne guardo bene da dare interpretazioni personali.
Poi ognuno ci vede quello che sente o che vuole in quel dato momento, sia nella fiaba come nella mie parole. Se non ci conosciamo come potrei sbilanciarmi?
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Vecchio 05-04-2010, 22.48.06   #6
stella
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Ho già raccontato in un mio post della piccola fiammiferaia che albergava dentro di me e mi condizionava soprattutto nella sfera affettiva, e successivamente l'ho utilizzata come strumento di crescita e di guarigione.
Mi piacerebbe condividere e soprattutto capire il significato psicologico di questa fiaba di cui non si parla molto nè sui libri nè su internet, almeno non ho trovato materiale sufficiente a fornirmi le spiegazioni di cui ho bisogno.

ps: l'ho messa in esoterismo ma forse poteva andare anche in psicologia.
Penso che questa fiaba ha più significati, come tutte le fiabe.
La bimba povera, sfruttata da suo padre che la manda nel freddo a vendere fiammiferi, nell'ultima notte dell'anno.
I fiammiferi sfregati contro il muro si accendono, e alla loro luce e calore la bimba ha delle visioni di tutto ciò che desidera, buon cibo e calore, ma durano solo una attimo perchè subito si spengono, facendola trovare di nuovo affamata e infreddolita e sempre più debole.
Vede una stella cadente e si ricorda delle parole della sua cara nonna, che quando una stella cade un'anima sale a Dio, non sapeva che quella era la sua stella.
Accende ancora un fiammifero pensando intensamente alla sua nonna e la vede nel chiarore della fiammella che le tende le mani, ma sa che è una visione e che scomparirà presto come le altre, non vuole farla scomparire e allora accende i fiammiferi rimasti, e corre nelle braccia tese della nonna, incontro a tutte le cose belle che aveva sognato.
La bimba, non riuscendo a vendere i suoi fiammiferi per poter tornare a casa mangiare e riscaldarsi, li usa illudendosi così di soddisfare i suoi bisogni, ma si tratta di un'illusione e se ne accorge ma è sempre meglio di niente nelle sue condizioni... ma equivale anche a scambiare la realtà con un sogno, anche se alla fine quella è diventata la sua realtà.
Infatti accade che vede un segno, una stella cadente, e allora usa tutte le sue risorse per non far scomparire la nonna che le appare bella e sorridente come un angelo, e si trasforma in un angelo anche lei, volando in cielo e lasciando qui una piccola bimba infreddolita con una manciata di fiammiferi bruciati nella mano.
Anche il tempo, l'ultima notte dell'anno, fanno pensare alla fine di un ciclo e l'inizio di uno nuovo...
Anche qui si può dire che alla fine vissero per sempre felici e contente, come nella fiaba di Cenerentola, anche lì quella che doveva essere solo l'illusione di una notte diventa realtà.
Le bambine delle fiabe sono sempre infelici perchè nessuno le ama e si sentono sole e abbandonate, ma accade sempre qualcosa che trasforma radicalmente la loro condizione iniziale, si potrebbe dire un miracolo d'amore, e la situazione iniziale viene rovesciata.
Inoltre mi ha colpito il fatto che quando una cosa cade, un'altra sale, e questo mi fa pensare a un fattore di estremo equilibrio che aggiusta le situazioni ingiuste.
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Vecchio 05-04-2010, 23.40.58   #7
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Mi piacerebbe condividere e soprattutto capire il significato psicologico di questa fiaba di cui non si parla molto nè sui libri nè su internet, almeno non ho trovato materiale sufficiente a fornirmi le spiegazioni di cui ho bisogno.
Forse ci starebbe bene una versione della fiaba da cui partire, per fare questo interessante lavoro che proponi. Stella un po' l'ha raccontata, ma mischiando a quello che pensa lei. Il che va benissimo, ma magari il testo sarebbe utile.
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Vecchio 05-04-2010, 23.46.38   #8
luke
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Ho trovato e copia/incollato dalla rete questa versione, se può andar bene:



Era l'ultimo giorno dell'anno: faceva molto freddo e cominciava a nevicare. Una povera bambina camminava per la strada con la testa e i piedi nudi. Quando era uscita di casa, aveva ai piedi le pantofole che, però, non aveva potuto tenere per molto tempo, essendo troppo grandi per lei e già troppo usate dalla madre negli anni precedenti. Le pantofole erano così sformate che la bambina le aveva perse attraversando di corsa una strada: una era caduta in un canaletto di scolo dell'acqua, l'altra era stata portata via da un monello. La bambina camminava con i piedi lividi dal freddo. Teneva nel suo vecchio grembiule un gran numero di fiammiferi che non era riuscita a vendere a nessuno perché le strade erano deserte. Per la piccola venditrice era stata una brutta giornata e le sue tasche erano vuote. La bambina aveva molta fame e molto freddo. Sui suoi lunghi capelli biondi cadevano i fiocchi di neve mentre tutte le finestre erano illuminate e i profumi degli arrosti si diffondevano nella strada; era l'ultimo giorno dell'anno e lei non pensava ad altro! Si sedette in un angolo, fra due case. Il freddo l'assaliva sempre più. Non osava ritornarsene a casa senza un soldo, perché il padre l'avrebbe picchiata. Per riscaldarsi le dita congelate, prese un fiammifero dalla scatola e crac! Lo strofinò contro il muro. Si accese una fiamma calda e brillante. Si accese una luce bizzarra, alla bambina sembrò di vedere una stufa di rame luccicante nella quale bruciavano alcuni ceppi. Avvicinò i suoi piedini al fuoco... ma la fiamma si spense e la stufa scomparve. La bambina accese un secondo fiammifero: questa volta la luce fu così intensa che poté immaginare nella casa vicina una tavola ricoperta da una bianca tovaglia sulla quale erano sistemati piatti deliziosi, decorati graziosamente. Un'oca arrosto le strizzò l'occhio e subito si diresse verso di lei. La bambina le tese le mani... ma la visione scomparve quando si spense il fiammifero. Giunse così la notte. "Ancora uno!" disse la bambina. Crac! Appena acceso, s'immaginò di essere vicina ad un albero di Natale. Era ancora più bello di quello che aveva visto l'anno prima nella vetrina di un negozio. Mille candeline brillavano sui suoi rami, illuminando giocattoli meravigliosi. Volle afferrarli... il fiammifero si spense... le fiammelle sembrarono salire in cielo... ma in realtà erano le stelle. Una di loro cadde, tracciando una lunga scia nella notte. La bambina pensò allora alla nonna, che amava tanto, ma che era morta. La vecchia nonna le aveva detto spesso: Quando cade una stella, c' è un'anima che sale in cielo". La bambina prese un'altro fiammifero e lo strofinò sul muro: nella luce le sembrò di vedere la nonna con un lungo grembiule sulla gonna e uno scialle frangiato sulle spalle. Le sorrise con dolcezza.
- Nonna! - gridò la bambina tendendole le braccia, - portami con te! So che quando il fiammifero si spegnerà anche tu sparirai come la stufa di rame, l'oca arrostita e il bell'albero di Natale.
La bambina allora accese rapidamente i fiammiferi di un'altra scatoletta, uno dopo l'altro, perché voleva continuare a vedere la nonna. I fiammiferi diffusero una luce più intensa di quella del giorno:
"Vieni!" disse la nonna, prendendo la bambina fra le braccia e volarono via insieme nel gran bagliore. Erano così leggere che arrivarono velocemente in Paradiso; là dove non fa freddo e non si soffre la fame! Al mattino del primo giorno dell'anno nuovo, i primi passanti scoprirono il corpicino senza vita della bambina. Pensarono che la piccola avesse voluto riscaldarsi con la debole fiamma dei fiammiferi le cui scatole erano per terra. Non potevano sapere che la nonna era venuta a cercarla per portarla in cielo con lei. Nessuno di loro era degno di conoscere un simile segreto!
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Vecchio 05-04-2010, 23.52.25   #9
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Mi piacerebbe condividere e soprattutto capire il significato psicologico di

[.....]
ps: l'ho messa in esoterismo ma forse poteva andare anche in psicologia.
Infatti ho spostato il 3d visto che si parlava di significato psicologico e che usciva da una esperienza psicologica.
Se ci vuole voltare sull'esoterico risposto.
Non mi sono permesso di cambiare completamente il titolo, ma sinceramente quel "la nostra fiaba" non è che fosse chissà che descrittivo, mi sono limitato ad aggiungere tra parentesi: la piccola fiammiferaia.

Stella non tutte le bambine delle fiabe sono infelici, per esempio cappuccetto rosso è felice, poi ha dei problemi ma era felice, Alice nel paese delle meraviglie è felice etc...
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Vecchio 06-04-2010, 00.11.32   #10
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mi sono limitato ad aggiungere tra parentesi: la piccola fiammiferaia.
Sicuro?


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Vecchio 06-04-2010, 00.16.50   #11
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Sicuro?


Certo che sono sicuro

(non l'aveva preso prima)
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Vecchio 06-04-2010, 17.03.25   #12
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Non mi sono permesso di cambiare completamente il titolo, ma sinceramente quel "la nostra fiaba" non è che fosse chissà che descrittivo, mi sono limitato ad aggiungere tra parentesi: la piccola fiammiferaia.
Grazie Uno per aver messo le cose al posto giusto, ed anche per aver messo le parentesi alla piccola fiammiferaia.
Ci ho pensato molto prima di scegliere il titolo. All'inizio volevo mettere solo il titolo della fiaba, poi ho pensato che 'la nostra fiaba' poteva evocare anche la fiaba presente in altri.
Ma stamattina, avendo letto il tuo titolo ho avuto un forte turbamento. Molte emozioni e intuizioni sono affiorate, tra cui la paura di vedere la piccola fiammiferaia tutta sola ed esposta freddamente in un titolo!
Incredibile, come questo tema dell'abbandono mi condiziona ancora in questo modo quasi ridicolo.
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Vecchio 06-04-2010, 17.27.01   #13
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Ho trovato e copia/incollato dalla rete questa versione, se può andar bene:
Grazie Luke.

E dire che da bambina la nonna mi raccontava sempre fiabe, ma questa mai, credo perchè non fosse a lieto fine.
L'ho letta in un libro alle scuole elementari. Poi me ne dimenticai per anni.
Sto cercando ora i punti di identificazione, lavoro non facile in quanto da bambina non ho mai patito la fame nè il freddo, nè fui mai costretta a lavorare o picchiata da mio padre che mi adorava, e fui un bambina molto felice con molti giocattoli e coccole da tutta la famiglia.
L'unico punto in comune è la presenza della nonna con la quale sono cresciuta fino all'età di 8 anni. I miei abitavano con la nonna fino ai 6 anni poi per due anni in una casa distante solo 100 metri. Infine, il trasferimento definitivo in una casa distante 1,5 km dalla nonna, non lontano ma essendo in periferia non era facile raggiungerla a meno che non mi accompagnassero di proposito.
Questo distacco fu per me una vera tragedia. L'ho vissuto come un vero e proprio abbandono, dovendomi adattare ad una famiglia che pur amandola non la riconoscevo come tale.
Piansi per un anno intero tutte le sere prima di andare a letto, a volte anche la mattina al risveglio. La nonna mi mancava troppo.
Spesso mio padre, avendo pietà, mi accompagnava da lei, e facevo molte assenze da scuola perchè distante per andare a piedi. Oppure la nonna si trasferiva da noi per un pò di giorni ed io tornavo serena.
Fu per me una vera lotta alla sopravvivenza.
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Vecchio 06-04-2010, 17.40.34   #14
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Se non impari a chiudere il quote finale ti rubo tutti i fiammiferi
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Vecchio 06-04-2010, 18.03.33   #15
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Se non impari a chiudere il quote finale ti rubo tutti i fiammiferi

I fiammiferi, no ti prego!!!

Cavoli, ci metterò più impegno a imparare
Promesso
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Vecchio 06-04-2010, 18.28.54   #16
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I fiammiferi, no ti prego!!!

Cavoli, ci metterò più impegno a imparare
Promesso
Ciao diamantea, ti consiglio però di smettere con quel martello, mi fa soffrire , non credo che imparerai molto dopo che sarà distrutto quel poverino del cervello
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Vecchio 06-04-2010, 18.30.02   #17
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Non so se posso diamantea, ma la figura della nonna cosa ti trasmette?
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Vecchio 06-04-2010, 18.38.18   #18
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I fiammiferi, no ti prego!!!

Cavoli, ci metterò più impegno a imparare
Promesso
Non preoccuparti dopo 2 anni io ancora sbagliavo .
Sembra cattivo ma fa finta .
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Vecchio 06-04-2010, 20.16.03   #19
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Stella non tutte le bambine delle fiabe sono infelici, per esempio cappuccetto rosso è felice, poi ha dei problemi ma era felice, Alice nel paese delle meraviglie è felice etc...
E' vero, mi ero lasciata prendere dalle due che ho citato, senza passare in rassegna tutte le fiabe.

Tornando alla piccola fiammiferaia, mia madre diceva la stessa cosa della nonna della bambina, che quando una stella cade un'anima sale al cielo, io invece la associavo al fatto di esprimere un desiderio, nella fiaba le due cose coincidono e questo mi faceva pensare...
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Vecchio 06-04-2010, 20.48.11   #20
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Non so se posso diamantea, ma la figura della nonna cosa ti trasmette?
Certo che puoi!
Non so dare una definizione, posso dire cosa rappresentava nella mia vita. Lei era mia madre, l'ordine nella quotidianità, il rifugio, era rassicurante la sua presenza costante. Era la principale figura di riferimento.
Quando lei andava a Milano dalla figlia per due mesi io rimanevo a casa con i miei ma soffrivo la sua mancanza, non stavo bene. La figura sostitutiva era la mia sorella maggiore che faceva un pò le veci della nonna.
Sapevo cmq che era una situazione temporanea ed aspettavo.
Invece, dopo il nostro trasloco capii che era una situazione definitiva ed io non ero pronta a lasciare il nido.
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Vecchio 06-04-2010, 22.03.42   #21
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Certo che puoi!
Non so dare una definizione, posso dire cosa rappresentava nella mia vita. Lei era mia madre, l'ordine nella quotidianità, il rifugio, era rassicurante la sua presenza costante. Era la principale figura di riferimento.
Quando lei andava a Milano dalla figlia per due mesi io rimanevo a casa con i miei ma soffrivo la sua mancanza, non stavo bene. La figura sostitutiva era la mia sorella maggiore che faceva un pò le veci della nonna.
Sapevo cmq che era una situazione temporanea ed aspettavo.
Invece, dopo il nostro trasloco capii che era una situazione definitiva ed io non ero pronta a lasciare il nido.
Non è semplice per me capire ma credo che non ci sia da capire quanto da ascoltare.
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Vecchio 07-04-2010, 00.15.16   #22
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Mi piacerebbe condividere e soprattutto capire il significato psicologico di questa fiaba ....
Ho cercato un pò e ho trovato questo, ho tolto dei pezzi, ma credo ci sia abbastanza.


#############
Nota di Uno: mi dispiace ma viene da un sito politico, quindi lo devo eliminare
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Vecchio 07-04-2010, 00.31.56   #23
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Ho cercato un pò e ho trovato questo, ho tolto dei pezzi, ma credo ci sia abbastanza.
Carino. Belli spunti di discussione. Da dove viene?
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Vecchio 07-04-2010, 00.37.02   #24
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Carino. Belli spunti di discussione. Da dove viene?
l'ho trovato in un sito dove si parla di donna. Lo scritto è pubblicato in riferimento al libro dove ci sono donne e lupi nel titolo

ti ho mandato il link

Ultima modifica di webetina : 07-04-2010 alle ore 00.43.50.
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Vecchio 07-04-2010, 00.53.37   #25
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l'ho trovato in un sito dove si parla di donna. Lo scritto è pubblicato in riferimento al libro dove ci sono donne e lupi nel titolo

ti ho mandato il link
Anche senza mettere il link, credo sia corretto nominare il sito. A me non piacerebbe trovare altrove qualche pezzo da me scritto qui senza che venga citato ermopoli.

Per carità, tu hai detto che riportavi da altrove, ma qualcuno presumo ha fatto fatica per scriverlo.

Detto questo adesso sarebbe bello utlizzarlo come spunto per cavarci qualcosa di pensato da noi...
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