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Vecchio 19-10-2009, 20.33.56   #1
Uno
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Predefinito Serve una legge per l'omofobia?

Ammetto di non aver seguito per bene la faccenda, ho solo ascoltato qualche pettegolezzo. Mi pare di aver capito che trasversalmente tutti gli schieramenti politici hanno bocciato una legge contro l'omofobia.

Non so neanche nel concreto cosa questa legge avrebbe dovuto prevedere, un pettegolezzo ascoltato parlava dell'aggravio di pena su reati commessi con la motivazione omofobica.

Posto che queste cose siano vere (se non lo sono qualcuno più informato mi faccia un fischio) sono contento che non sia stata approvata.

Per quale motivo bisogna farci una legge apposita (con tutti gli eventuali problemi di interpretazione che potrebbero scaturire e che dirò poi), se uno da un un pugno ad un'altro che lo faccia perchè gli sta genericamente sulle... (ci siamo capiti) o perchè il secondo è gay che cambia?
Va punito punto e basta a prescindere dalla motivazione.

Se altrimenti qualcuno mi sa spiegare la motivazione dell'aggravante perchè io proprio non ci arrivo.
Per me che uno sia gay, etero, nero, cispadano, miliardario o il cosiddetto normale comune anonimo umano (nonchè l'animale) va rispettato e basta, chi danneggia uno qualsiasi di questi soggetti sopra categorizzati va punito, limitato, rieducato etc.. con una forza proporzionale al fatto commesso non verso chi lo fa.

Una volta ricordo esisteva (esiste ancora?) l'aggravante se qualcuno picchiava qualcuno con gli occhiali. Non ho mai capito neanche quella... potrei trovargli una flebile motivazione sul fatto che il rischio di danni biologici è maggiore, ma si punisce il danno reale fatto o quello previsto?

Sinceramente se passasse la legge oggetto del 3d io temerei che a volte se ne potrebbe abusare. Io personalmente (ho amici gay anche se è parecchio che non li vedo quindi parlo, come sempre, per esperienza) considero il/la gay esattamente uguale a tutti gli altri, c'è quello intelligente , c'è quello furbo, c'è quello onesto, c'è quello stupido, c'è quello disonesto etc etc..
Chi mi dice che un soggetto cattivo e/o stupido non approfitti per provocare o peggio qualcuno che per paura dell'aggravante sia costretto a subire?
Non mi dite che è fantascienza, un padre oggi deve stare attento a baciare sua figlia in pubblico, mentre i pedofili veri fanno le loro porcate quasi tranquillamente.

Comunque di fondo il mio pensiero è che se si vuole affermare l'uguaglianza di un qualsiasi tipo di soggetto, il modo migliore è non cercare di avvantaggiarlo in qualcosa, semmai è nell'impedire che sia discriminato in qualcosa.
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Vecchio 19-10-2009, 22.19.43   #2
Kael
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Sono d'accordo con te.
Il governo "ingenuamente" ha tentato di rispondere come in passato, optando per l'inasprimento delle pene per tentare di arginare il crimine che va più di moda. Anni fa è iniziato con la patente e la guida in stato d'ebbrezza, le pene sono raddoppiate se non triplicate, poi la storia degli stupri, e adesso l'omofobia, proponendo di punire maggiormente chi alza le mani su un gay.
Il metodo certamente non è quello giusto, non si può usare due pesi e due misure solo per l'inclinazione e i gusti sessuali. Stessa cosa vale per episodi di razzismo, etc..

Se vuole essere un deterrente perchè non inasprire le pene su qualsiasi forma di abuso o violenza che sia indirizzata a qualsiasi tipo di essere umano, a prescindere dal colore della pelle o da qualsiasi altro fattore?
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Vecchio 20-10-2009, 10.18.18   #3
m@pi
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Se vuole essere un deterrente perchè non inasprire le pene su qualsiasi forma di abuso o violenza che sia indirizzata a qualsiasi tipo di essere umano, a prescindere dal colore della pelle o da qualsiasi altro fattore?
questa è davvero una bella domanda, difficile trovare la giusta risposta sul perchè non viene fatto ciò.
Aggiungo, forse basterebbe la certezza della pena.
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Vecchio 07-12-2009, 02.49.06   #4
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Più che altro picchiare qualcuno perchè gay, rientra già nell'aggravante dei futili motivi (almeno per me, e spero anche per tutti i giudici d'Italia), quindi quella che andrebbe inasprita è l'aggravante per i futili motivi, visto che oggi la gente si prende a pugni per piccolezze e dettagli, come sguardi di troppo e paroline isolate. La vera emergenza è questa, che tutti ricorrono alle mani, quando prima tutt al più nasceva un diverbio, e finiva lì.

Riguardo alla certezza della pena, è il sogno di tutti o quasi gli italiani. Peccato che la politica non voglia spendere qualche miliardo di euro per costruire nuove carceri. Si calcola che se la pena fosse certa e giusta in Italia si salirebbe a 105.000 detenuti contro i 66.000 attuali, e la capacità del nostro sistema penitenziario è oggi di 48.000 posti.
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Vecchio 07-12-2009, 10.26.57   #5
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Riguardo alla certezza della pena, è il sogno di tutti o quasi gli italiani. Peccato che la politica non voglia spendere qualche miliardo di euro per costruire nuove carceri. Si calcola che se la pena fosse certa e giusta in Italia si salirebbe a 105.000 detenuti contro i 66.000 attuali, e la capacità del nostro sistema penitenziario è oggi di 48.000 posti.
Per un po', poi tornerebbero giù.
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Vecchio 08-12-2009, 10.33.26   #6
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Sono convinta che l'inasprimento della pena non porta da nessuna parte, anche nei paesi dove vige la pena di morte si è visto che i crimini non diminuiscono!

Colui che commette un crimine non pensa alla pena, nel momento in cui lo compie non ragiona, non riflette, se riflettesse penserebbe al gesto insano e alle sue conseguenze sull'altro e su di sè

Per la società è importante inculcare i valori giusti nei bambini, rafforzare in loro il valore del Bene, ricreare quei naturali freni inibitori che anche in un atto d'ira ci impediscono di fare del male.

Oggi la cultura educativa non crea più queste sane barriere in nome di una falsa libertà...i ragazzi crescono davanti ad una tv, dove confondono realtà con finzione, il messaggio che recepiscono è che in fondo uccidere rientra nella normalità, non c'è azione o trama che non abbia scene di morte cruenta.
In nome del giornalismo si è fatto vedere l'uccisione in diretta di un uomo lungo una via centrale, ma che idea si faranno mai i giovani che l'hanno vista? chi sarà per loro l'eroe? l'0micida o la polizia che è riuscita a prenderlo?
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Vecchio 08-12-2009, 15.53.40   #7
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Sono convinta che l'inasprimento della pena non porta da nessuna parte, anche nei paesi dove vige la pena di morte si è visto che i crimini non diminuiscono!

Colui che commette un crimine non pensa alla pena, nel momento in cui lo compie non ragiona, non riflette, se riflettesse penserebbe al gesto insano e alle sue conseguenze sull'altro e su di sè
Che la pena di morte non sia una soluzione e sia intollerabile oggi è un discorso su cui tutti quelli dotati di buon senso concorderanno, ma la certezza della pena è un'altro discorso.
La pena per un determinato reato potrebbe essere anche una sgridata (dico per fare un esempio assurdo) ma una volta stabilito che quella è la giusta pena dovrebbe essere comminata a tutti senza sconti e attenuanti assurde.
Io sarei anche per delle riduzioni delle pene in generale invece che per gli inasprimenti ma che poi siano rispettate queste pene.
E' vero che se uno ha da delinquere non ci sono santi che tengono, ma è pur vero il contrario che uno che non ha un forte senso di integrità ed onestà (ed è la maggioranza, da li il proverbio: l'occasione fa l'uomo lardo) se sapesse di non avere nessun tipo di conseguneza negativa per lui si lascerebbe andare di più.
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Vecchio 08-12-2009, 17.12.47   #8
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Che la pena di morte non sia una soluzione e sia intollerabile oggi è un discorso su cui tutti quelli dotati di buon senso concorderanno, ma la certezza della pena è un'altro discorso.

Io sarei anche per delle riduzioni delle pene in generale invece che per gli inasprimenti ma che poi siano rispettate queste pene.
Sono d'accordo sulla certezza della pena, tutti dovremmo essere consapevoli di venire puniti qualora commettessimo un atto delinquenziale!

L'inasprimento delle pene mi lascia dei dubbi, sono convinta che il criminale, una volta condannato, potrebbe rivedere il suo stile di vita, il carcere dovrebbe avere, oltre ell'intento punitivo, anche un compito rieducativo del soggetto che ha commesso il crimine. Chi sbaglia non sarà sempre uguale a se stesso, fissato, quasi cristallizzato finchè vivrà nel momento dell'azione del crimine, voglio sperare che possa subentrare una sorta di pentimento, una maturazione in senso positivo, l'uomo non rimane mai uguale per sempre, le esperienze negative cambiano profondamente più di quelle positive.
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Vecchio 08-12-2009, 20.05.37   #9
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Che la pena di morte non sia una soluzione e sia intollerabile oggi è un discorso su cui tutti quelli dotati di buon senso concorderanno, ma la certezza della pena è un'altro discorso.
Buon senso... io credo di essere una persona dotata di buon senso ma non escludo a priori la pena di morte.
Quando il danno che la persona crea alla comunità non è in alcun modo risolvibile ed è (non potenzialmente ma certamente) possibile che lo rifaccia in tutta franchezza non riesco ad escluderla come soluzione.
Un pedofilo è una persona ammalata, ho sentito da poco uno speciale su Sky che nemmeno la castrazione chimica risolve del tutto il problema in quanto non toglie l'impulso... Pertanto il pedofilo rimane pericoloso nonostante tutto.
I pedofili sono persone che in tenera età hanno subito violenze, violentando a loro volta creano altri potenziali pedofili ed allora mi chiedo se per queste persone la pena di morte non possa essere una soluzione...

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La pena per un determinato reato potrebbe essere anche una sgridata (dico per fare un esempio assurdo) ma una volta stabilito che quella è la giusta pena dovrebbe essere comminata a tutti senza sconti e attenuanti assurde.
Io sarei anche per delle riduzioni delle pene in generale invece che per gli inasprimenti ma che poi siano rispettate queste pene.
E' vero che se uno ha da delinquere non ci sono santi che tengono, ma è pur vero il contrario che uno che non ha un forte senso di integrità ed onestà (ed è la maggioranza, da li il proverbio: l'occasione fa l'uomo lardo) se sapesse di non avere nessun tipo di conseguneza negativa per lui si lascerebbe andare di più.
Nei tribunali c'è scritto "la legge è uguale per tutti" .. ma in ogni luogo del globo un buon avvocato fa la differenza, i soldi fanno la differenza ed un po' di potere non guasta.

Omofobia... Mah..
Se sei Gay, porti gli occhiali e sei debole di cuore ti puoi permettere di picchiare tutti?
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Vecchio 08-12-2009, 22.28.12   #10
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Buon senso... io credo di essere una persona dotata di buon senso ma non escludo a priori la pena di morte.
Quando il danno che la persona crea alla comunità non è in alcun modo risolvibile ed è (non potenzialmente ma certamente) possibile che lo rifaccia in tutta franchezza non riesco ad escluderla come soluzione.
Beh, c'è sempre l'ergastolo. Risolvere risolve. Se lo scopo della pena è rieducativo la pena di morte va esclusa anche per logica, oltre alla questoine etica. Se non è rieducabile che resti dentro.
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Vecchio 09-12-2009, 02.15.41   #11
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Sono convinta che l'inasprimento della pena non porta da nessuna parte, anche nei paesi dove vige la pena di morte si è visto che i crimini non diminuiscono!

Colui che commette un crimine non pensa alla pena, nel momento in cui lo compie non ragiona, non riflette, se riflettesse penserebbe al gesto insano e alle sue conseguenze sull'altro e su di sè

Per la società è importante inculcare i valori giusti nei bambini, rafforzare in loro il valore del Bene, ricreare quei naturali freni inibitori che anche in un atto d'ira ci impediscono di fare del male.

Oggi la cultura educativa non crea più queste sane barriere in nome di una falsa libertà...i ragazzi crescono davanti ad una tv, dove confondono realtà con finzione, il messaggio che recepiscono è che in fondo uccidere rientra nella normalità, non c'è azione o trama che non abbia scene di morte cruenta.
In nome del giornalismo si è fatto vedere l'uccisione in diretta di un uomo lungo una via centrale, ma che idea si faranno mai i giovani che l'hanno vista? chi sarà per loro l'eroe? l'0micida o la polizia che è riuscita a prenderlo?
Gli illuministi dicevano che il miglior deterrente al crimine è il carcere. La maggior parte dei crimini sono premeditati non sono tutti raptus. Sulla pena di morte vale lo stesso discorso, per chi ha già passato pene tremende nella sua vita è quasi una liberazione, il carcere invece lo vedrebbe come ulteriore sofferenza e quindi farebbe di tutto per non finirci.

E' vero che bisogna educare i bambini in un certo modo. Ma se gli adulti sono i primi ad essere stati educati male, come si fa? Si può rieducare un adulto?
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Vecchio 09-12-2009, 12.42.33   #12
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Beh, c'è sempre l'ergastolo. Risolvere risolve. Se lo scopo della pena è rieducativo la pena di morte va esclusa anche per logica, oltre alla questoine etica. Se non è rieducabile che resti dentro.
Ma il problema è proprio che non resta dentro... il carcere viene considerato un posto detentivo ma per la redenzione del carcerato. Se ti comporti bene e maturi un'educazione civile ti scarcerano per buona condotta.
Ora se uno ruba o ha ucciso e si pente.. bene si rimette in libertà un potenziale pericolo che magari si è veramente redento ed è diventato un modello di onestà. E ce ne sono stati molti, ma questo però non può succedere (da quello che dicono psicologi e medici) nel caso degli abusi sessuali.
Per ora non vi è ancora soluzione se poi si pensa all'abominio dell'atto che fanno i pedofili..
Scusate ma proprio non riesco a pensare alla forca
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Vecchio 09-12-2009, 12.44.43   #13
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Si può rieducare un adulto?
Ottima domanda. Perchè no?

Da un certo punto di vista tuttavia, colui che necessita di essere educato non è adulto, per definizione. Adulto è coolui che non ha bisogno di altri, che è in grado di cavarsela da solo. Quindi se non riesce a mettere in campo comportamenti adattivi all'ambiente, non è adulto. Indipendentemente dall'età anagrafica.
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Vecchio 09-12-2009, 12.48.14   #14
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, ma questo però non può succedere (da quello che dicono psicologi e medici) nel caso degli abusi sessuali.
Per ora non vi è ancora soluzione se poi si pensa all'abominio dell'atto che fanno i pedofili..
Uhm, tutti gli psicologi e i medici? Perchè la cosa mica mi batte.

Io dico invece che è possibile eccomee risolvere il problema, e che il problema è l'atto e non l'impulso. In me è presente l'impulso di far fuori il vigile che mi da la multa, ma lo controllo tranquillamente e non faccio fuori nessuno.

Che poi nel collettivo tutti proiettino quel certo lato d'ombra sui pedofili e desiderino la loro rimozione (che è rimozione dell'impulso) è un problema non dei pedofili.
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Vecchio 09-12-2009, 13.41.41   #15
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Uhm, tutti gli psicologi e i medici? Perchè la cosa mica mi batte.

Io dico invece che è possibile eccomee risolvere il problema, e che il problema è l'atto e non l'impulso. In me è presente l'impulso di far fuori il vigile che mi da la multa, ma lo controllo tranquillamente e non faccio fuori nessuno.

Che poi nel collettivo tutti proiettino quel certo lato d'ombra sui pedofili e desiderino la loro rimozione (che è rimozione dell'impulso) è un problema non dei pedofili.
Io non credo che il problema sia l'atto, in questo caso direi che è proprio l'impulso. Tu non hai l'impulso di violentare una donna quando la vedi... Se così fosse saresti malato...
Che tu lo faccia o meno (l'atto) non cambia cosa sei, chi sei e cosa potresti fare appena il tuo controllo cala.
Infatti il tizio diceva che anche con l'apparecchietto non era completamente a posto, usciva di rado e stava lontanissimo dai luoghi che per lui erano pericolosi.
Per questo i medici intervistati asserivano che la soluzione non era ancora stata trovata in quanto non toglie il piacere dell'atto né la voglia di farlo.
Che poi questa non sia opinione di tutti... non lo credo nemmeno io, gli psicologi sono famosi per pensare che con una buona terapia si risolva tutto.


- la castrazione chimica di cui parlo è un'apparecchio che ha un ago che viene inserito nel braccio che immette nel sangue tot dose ogni tot tempo di questo medicinale.
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Vecchio 09-12-2009, 14.53.37   #16
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Io non credo che il problema sia l'atto, in questo caso direi che è proprio l'impulso. Tu non hai l'impulso di violentare una donna quando la vedi... Se così fosse saresti malato...
Temo di doverti dare torto. Mi rendo conto che il discorso che sto per fare pochi sono in grado di accettarlo, ma tant'è.

L'impulso di violentare una donna è presente in me e in tutti gli uomini. Fa parte degli istinti che condividiamo con molti animali. La malattia non consiste nella presenza dell'impulso, ma dalla sudditanza ad esso.
So che molti diranno no, io non ho l'impulso. E pure sinceramente... ma si tratta di rimozione. Chi si conosce un po' meglio, chi ha esplorato alcune profondità di se stesso, sa che quell'impulso c'è (e ha anche un suo senso nella natura, ma questo qui non c'entra).

Il guaio è che proprio chi nega l'esistenza di questo impulso rischia la malattia: rischia di diventarne succube se questo per qualche motivo sfuggisse al sistema difensivo del'io che lo reprime o rimuove.
Diverso chi mi dice: non farei mai una cosa del genere. A questi credo, e mi unisco a loro. Non violenterei mai una donna. E credo che moltissimi non lo farebbero mai, SE restano coscienti.

E' vera anche un'altra cosa: in certe persone determinati impulsi sono cresciuti a dismisura in seguito alle esperienze che hanno avuto. Può capitare che un normale controllo non sia sufficiente a trattenerli (sono casi comunque rari) e anche qui siamo in malattia. A volte curabile.
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Vecchio 09-12-2009, 15.02.33   #17
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- la castrazione chimica di cui parlo è un'apparecchio che ha un ago che viene inserito nel braccio che immette nel sangue tot dose ogni tot tempo di questo medicinale.
Per forza non funziona, ci hanno messo dentro il famoso vaccino per l'influenza A* che non sapevano dove metterlo


*=che sta per "la prossima la chiameremo B, risparmiamo sulle parole e spendiamo sui vaccini"
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Vecchio 09-12-2009, 19.11.51   #18
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Temo di doverti dare torto. Mi rendo conto che il discorso che sto per fare pochi sono in grado di accettarlo, ma tant'è.

L'impulso di violentare una donna è presente in me e in tutti gli uomini. Fa parte degli istinti che condividiamo con molti animali. La malattia non consiste nella presenza dell'impulso, ma dalla sudditanza ad esso.
So che molti diranno no, io non ho l'impulso. E pure sinceramente... ma si tratta di rimozione. Chi si conosce un po' meglio, chi ha esplorato alcune profondità di se stesso, sa che quell'impulso c'è (e ha anche un suo senso nella natura, ma questo qui non c'entra).

Il guaio è che proprio chi nega l'esistenza di questo impulso rischia la malattia: rischia di diventarne succube se questo per qualche motivo sfuggisse al sistema difensivo del'io che lo reprime o rimuove.
Diverso chi mi dice: non farei mai una cosa del genere. A questi credo, e mi unisco a loro. Non violenterei mai una donna. E credo che moltissimi non lo farebbero mai, SE restano coscienti.

E' vera anche un'altra cosa: in certe persone determinati impulsi sono cresciuti a dismisura in seguito alle esperienze che hanno avuto. Può capitare che un normale controllo non sia sufficiente a trattenerli (sono casi comunque rari) e anche qui siamo in malattia. A volte curabile.
bé è il discorso legato al "potenzialmente" di cui si parla spesso, questo intendi?
Più o meno quello che si afferma nell'altro 3d quando si dice che siamo potenzialmente tutti dei criminali?
In noi questi istinti vengono gestiti dalla coscienza di ciò che è sbagliato e giusto, effettivamente se questo "sapere" viene a mancare confondi il corretto con lo scorretto e agisci seguendo un istinto che liberi anche se sbagliato
Tanto per capire se ho capito
Però è dura pensare che a livello istintivo ci sia questo genere di "potenzialmente"
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Vecchio 09-12-2009, 22.00.59   #19
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Però è dura pensare che a livello istintivo ci sia questo genere di "potenzialmente"
Ed è per questo che la gente rimuove. E rimuove e rimuove... e rischia la nevrosi.

Se poi ti dico che lo stesso istinto è presente anche nelle donne (per lo stesso motivo biologico) solo all'inverso mi vai fuori di zucca... quindi non te lo dico
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Vecchio 10-12-2009, 07.31.54   #20
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Ottima domanda. Perchè no?

Da un certo punto di vista tuttavia, colui che necessita di essere educato non è adulto, per definizione. Adulto è coolui che non ha bisogno di altri, che è in grado di cavarsela da solo. Quindi se non riesce a mettere in campo comportamenti adattivi all'ambiente, non è adulto. Indipendentemente dall'età anagrafica.
Non condivido. Se una certa tendenza a travalicare le ragioni altrui e a commettere reati, è ormai parte integrante di quella persona, è molto difficile rieducarlo. Non necessita di essere educato, necessita di essere RIeducato. Cioè resettato ed educato, e non educato solamente, quindi è adulto, anche se è cresciuto in modo anomalo. Se un albero da frutto, non fa frutti, non si dice che non è più un albero da frutto, ma che non fa ciò che dovrebbe fare. Di solito per ovviare al problema si RIutilizza il tronco (la base) e lo si innesta in modo che faccia frutti. Molte volte la cosa non va a buon fine, è raro che l'innesto ovvi a un tale problema. Lo stesso vale per un criminale incallito.
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Vecchio 10-12-2009, 10.52.26   #21
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Non condivido. Se una certa tendenza a travalicare le ragioni altrui e a commettere reati, è ormai parte integrante di quella persona, è molto difficile rieducarlo. Non necessita di essere educato, necessita di essere RIeducato. Cioè resettato ed educato, e non educato solamente, quindi è adulto, anche se è cresciuto in modo anomalo. Se un albero da frutto, non fa frutti, non si dice che non è più un albero da frutto, ma che non fa ciò che dovrebbe fare. Di solito per ovviare al problema si RIutilizza il tronco (la base) e lo si innesta in modo che faccia frutti. Molte volte la cosa non va a buon fine, è raro che l'innesto ovvi a un tale problema. Lo stesso vale per un criminale incallito.
Molto difficile non significa impossibile, anche se non escludo che per alcuni lo sia.

In ogni caso... resettare? E come si fa a resettare?
Non si può togliere ciò che qualcuno è, si può però aggiungere altro in modo da fornire alternative, in modo che qualcuno diventi quello che era prima e anche qualcos'altro. Le eseprienze passate non si possono cancellare, così come non si possono cancellare i loro effetti.
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Vecchio 10-12-2009, 13.39.52   #22
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Molto difficile non significa impossibile, anche se non escludo che per alcuni lo sia.

In ogni caso... resettare? E come si fa a resettare?
Non si può togliere ciò che qualcuno è, si può però aggiungere altro in modo da fornire alternative, in modo che qualcuno diventi quello che era prima e anche qualcos'altro. Le eseprienze passate non si possono cancellare, così come non si possono cancellare i loro effetti.

Lobotomizziamoli dopo averli violentati tutti seguendo il nostro istinto primordiale

Ray sapevo che quando parlavi di uomini intendevi esseri umani, ero già preparata al momento in cui mi avresti detto che sono una "potenzialmente" anch'io....
Ma... ti stupirò dicendoti che ne sono consapevole, ho affrontato senza false scuse chi potrei essere se i miei "istinti" fossero manifesti.

Ritengo però che il "potenzialmente" non sia ad ampio raggio bensì ristretto ad alcuni crimini.
Cioè c'è chi è più portato ad essere un potenziale omicida che un violentatore, questi istinti latenti sono presenti in noi ma non uguali e non in tutti...
Penso...
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Vecchio 10-12-2009, 16.09.09   #23
Ray
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Cioè c'è chi è più portato ad essere un potenziale omicida che un violentatore, questi istinti latenti sono presenti in noi ma non uguali e non in tutti...
Penso...
Certo, non siamo tutti uguali. In potenza tutti hanno tutto, comprese caratteristiche personali che li differenziano.
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Vecchio 10-12-2009, 19.38.44   #24
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Anch'io penso che ciascuno di noi potrebbe essere tutto in potenza, che poi si sviluppi in un modo piuttosto che in un altro dipende da tanti fattori, ma proprio partendo da questo che potenzialmente potremmo essere nello stesso modo di chi viene picchiato o offeso perchè "diverso" significa solo che ha fatto un percorso e certe esperienze diverse da noi...
Quindi una legge che punisca le aggressioni è più che sufficiente, fare una legge ad "hoc" per l'omofobia è sbagliato perchè è discriminante già in partenza.
Sull'inasprimento delle pene non saprei cosa dire visto che le carceri son già troppo affollate, rieducare è una bella parola ma farlo su un adulto è difficile, se non si rende conto da solo di aver sbagliato e il perchè ha sbagliato.
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Vecchio 10-12-2009, 20.46.25   #25
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Certo, non siamo tutti uguali. In potenza tutti hanno tutto, comprese caratteristiche personali che li differenziano.
Tutti hanno tutto che poi con lo sviluppo il tutto si riduce in alcune potenzialità?
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