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Vecchio 15-06-2010, 18.01.51   #51
filoumenanike
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Riprendo qui l'argomento dell'unità d'Italia perchè mi sembra attinente, mi sto rendendo sempre più conto che l'Italia è una nazione senza eggregore, senza quel sentimento di comunanza, di spirito di aggregazione che dovrebbe contraddistinguere una nazione!
Non è più importante cantare l'inno nazionale, ognuno che si alzi storto canta ciò che vuole, perfino le canzoni di Gino Paoli sono considerate migliori!
Non abbiamo neppure il senso di appartenenza nel momento che da sempre ha accomunato questa povera italia, mi ricordo che quando giocava la nazionale di calcio si diventava tutti italiani, peccato!
Certo non è il fatto del tifo quello che mi preoccupa ma è tutto quanto si nasconde dietro questa manifesta volontà di non sentirsi italiani!
Nel tread Uno mi diceva che è un fenomeno legato a poche persone, che chi la pensa come me è da considerare retrogrado, sarei veramente più serena se fosse vera questa teoria, purtroppo la cronaca, anche quella non raccontata nei tg, rafforza i miei timori.
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Vecchio 15-06-2010, 20.39.02   #52
Uno
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Il rifiuto dell'Italia e di conseguenza del sentirsi italiani lo osservo spesso anche io e non solo al nord, online leggo (quando posso) diverse persone del sud che dicono di voler andare via da questo paese che secondo loro non fa abbastanza per noi.

Da un certo punto di vista una mezza ragione ce l'hanno, ma se ci si guarda intorno con un pò di oggettività non vedo più Americhe capaci di far sognare, non esistono paesi incantati.

Ci sono paesi sottosviluppati in cui un imprenditore capace può con un piccolissimo capitale di partenza fare una fortuna in poco tempo, ma allo stesso tempo può rischiare di morire per una puntura di un insetto perchè l'ospedale locale, in confronto alla tanto denigrata sanità italiana, usa le sanguisughe su chi soffre di pressione alta.

Insomma la nostra vecchia, ma di non altrettanto vecchia unità, Italia con tutti i suoi difetti non è comunque il peggiore posto in cui vivere.

Tolti questi trasversali (nord, centro e sud) cittadini, a parte qualche provocazione, a volte forse anche stupidina, non vedo tutto questo disamore per il nostro paese.
Forse l'affievolimento di alcune fedi cieche e finti bisogni di vita, tra cui quella per la nazionale di calcio, per il calcio stesso, il campanilismo nazionale esagerato
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Vecchio 16-06-2010, 06.35.24   #53
nikelise
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Il rifiuto dell'Italia e di conseguenza del sentirsi italiani lo osservo spesso anche io e non solo al nord, online leggo (quando posso) diverse persone del sud che dicono di voler andare via da questo paese che secondo loro non fa abbastanza per noi.

Da un certo punto di vista una mezza ragione ce l'hanno, ma se ci si guarda intorno con un pò di oggettività non vedo più Americhe capaci di far sognare, non esistono paesi incantati.

Ci sono paesi sottosviluppati in cui un imprenditore capace può con un piccolissimo capitale di partenza fare una fortuna in poco tempo, ma allo stesso tempo può rischiare di morire per una puntura di un insetto perchè l'ospedale locale, in confronto alla tanto denigrata sanità italiana, usa le sanguisughe su chi soffre di pressione alta.

Insomma la nostra vecchia, ma di non altrettanto vecchia unità, Italia con tutti i suoi difetti non è comunque il peggiore posto in cui vivere.

Tolti questi trasversali (nord, centro e sud) cittadini, a parte qualche provocazione, a volte forse anche stupidina, non vedo tutto questo disamore per il nostro paese.
Forse l'affievolimento di alcune fedi cieche e finti bisogni di vita, tra cui quella per la nazionale di calcio, per il calcio stesso, il campanilismo nazionale esagerato
Io invece credo che il popolo italiano abbia una sua caratteristica che ogni tanto emerge con varie forme .
La caratteristica dell'italiano e' di tendere all'indipendenza piuttosto che alla liberta' .
La liberta' e' la rinuncia all'egoismo a favore della legge , del bene comune .
L'indipendenza e' la possibilita' di appagare ogni proprio desiderio , di farsi gli affari propri a scapito del bene comune .
Questa tendenza e' propria di noi italiani non c'e' niente da fare ed e' la nostra croce ma anche la nostra delizia .
Questa tendenza ovviamente viene travestita in vario modo col federalismo , il diritto di evadere le tasse per difenderci ( a ragione ) da chi ci governa , col diritto di avere una casa e quindi di realizzare ogni abuso edilizio , ecc.
I popoli liberi sono paradossalmente piu' onesti e piu' pecoroni di noi italiani , sanno rinunciare all'indipendenza anche perche' incapaci di esserlo ( indipendenti ) cosa che per l'italiano e' un'arte , la famosa arte di arrangiarsi .
Persino il risparmio elevatissimo delle famiglie italiane e' il frutto di un disincanto di una sfiducia per chi ci governa , per la realizzazione di un bene comune .
Pe questi motivi noi non siamo un popolo di guerrieri , non abbiamo mai avuto un esercito forte , ma saremmo degli ottimi guerriglieri , degli efficenti banditi .
Il banditismo ed il brigantaggio di cui le mafie costuiscono una maledetta degenerazione nascono dallo spirito indipendente dell'italiano .

Allora , diventammo popolo libero quando c'era da formare lo Stato italiano ma lo siamo stati per breve tempo , c'e' sempre la tendenza a tornare indipendenti farabutti, imbroglioni ma anche fantasiosi , creativi e sempre per furbizia, legati in clan mai un popolo unito .
Sentiamo poco la tendenza ad essere popolo libero cioe' popolo che rinuncia a qualcosa di suo per un'idea di bene comune .

Anche l'inno non e' apprezzato per i suoi contenuti ma e' disprezzato perche' musicalmente non e' un gran che' e forse a ragione perche ' una musica non deve eccellere per le parole ma per i sentimenti che suscita la melodia .
Provate a sentire l'inno tedesco e sentirete l'orgoglio di far parte di un popolo .
L'inno di Mameli , parole a parte , richiama piu' l'entusiasmo di un ragazzinio che la maturita' di un Uomo .
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Vecchio 17-06-2010, 19.15.32   #54
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Anche l'inno non e' apprezzato per i suoi contenuti ma e' disprezzato perche' musicalmente non e' un gran che' e forse a ragione perche ' una musica non deve eccellere per le parole ma per i sentimenti che suscita la melodia .
Provate a sentire l'inno tedesco e sentirete l'orgoglio di far parte di un popolo .
L'inno di Mameli , parole a parte , richiama piu' l'entusiasmo di un ragazzinio che la maturita' di un Uomo .
Posso essere d'accordo con te sulla qualità dell'Inno ma da qui a disprezzarlo ce ne corre, tuttavia non è ammissibile da parte di nessuno, soprattutto da parte di ministri, ignorarlo o far suonare canzoni di Gino Paoli.
Inoltre penso che sentire l'orgoglio di far parte di un popolo non dipenda assolutamente dal tipo di Inno, ma dal sentimento di appartenenza, di comunanza che ci dovrebbero unire e farci sentire un popolo.
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Vecchio 17-06-2010, 21.53.47   #55
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Non sono leghista e non apprezzo il partito del Nord. Per vari motivi che non sto qui ad esprimere.

Tuttavia c'è un'intuizione, nel federalismo, che ritengo corretta: coloro che ci governano debbono stare il più possibile vicino a noi! Bisogna poterli guardare in faccia e loro devono sentire che i governati non sono distanti diverse centinaia di kilometri. Bisogna aver condiviso un minimo di territorio comune, un briciolo di storia (magari aver frequentato la stessa scuola, palestra, etc.)

Che cavolo di storia condivisa possono avere un aostano con un palermitano? E un napoletano con un trevigiano?

Credo che solo la difesa, la politica estera e quella infrastrutturale debbano rimanere statali. Tutto il resto a comuni e regioni.
__________________
L'unico vero insuccesso nella lotta consiste nello smettere di combattere.
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Vecchio 17-06-2010, 23.27.02   #56
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Non sono leghista e non apprezzo il partito del Nord. Per vari motivi che non sto qui ad esprimere.

Tuttavia c'è un'intuizione, nel federalismo, che ritengo corretta: coloro che ci governano debbono stare il più possibile vicino a noi! Bisogna poterli guardare in faccia e loro devono sentire che i governati non sono distanti diverse centinaia di kilometri. Bisogna aver condiviso un minimo di territorio comune, un briciolo di storia (magari aver frequentato la stessa scuola, palestra, etc.)

Che cavolo di storia condivisa possono avere un aostano con un palermitano? E un napoletano con un trevigiano?

Credo che solo la difesa, la politica estera e quella infrastrutturale debbano rimanere statali. Tutto il resto a comuni e regioni.
Mi sembra che gli attuali comuni, le attuali regioni, le province governino il territorio da vicino eppure i malanni che procurano sono sotto gli occhi di tutti!

Sicuramente come dici un aostano e un palermitano non hanno niente in comune tuttavia la grande guerra vide morire tanti giovani di tutta l'Italia compreso il sud, ragazzi che non sapevano neppure cosa dovevano difendere e dovevano difendere i confini minacciati dagli austriaci che volevano prendersi Venezia e di certo a loro non ne veniva niente!
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Vecchio 17-06-2010, 23.54.06   #57
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Non esiste una vera unità d'Italia nei nostri cuori, Ci guardiamo come estranei come se appartenessimo a mondi diversi. Siamo fratellastri d'Italia. Non siamo d'accordo nemmeno su un inno che dovrebbe simboleggiare l'unità della famiglia, stiamo a guardare quando orgoglio hanno i tedeschi, (ce l'avevano anche ai tempi di Hitler?) ma non è certo per merito della musica dell'inno...
Tutto ciò che è fatto bene e con amore è bello, altrimenti diventa una caricatura. Cambiare l'inno non servirà ad unire i cuori italiani, a rinforzarne l'orgoglio patriottico, ma a uccidere una partitura difficile e importante come il Va Pensiero si.
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Vecchio 18-06-2010, 00.25.57   #58
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Non esiste una vera unità d'Italia nei nostri cuori, Ci guardiamo come estranei come se appartenessimo a mondi diversi. Siamo fratellastri d'Italia. Non siamo d'accordo nemmeno su un inno che dovrebbe simboleggiare l'unità della famiglia, stiamo a guardare quando orgoglio hanno i tedeschi, (ce l'avevano anche ai tempi di Hitler?) ma non è certo per merito della musica dell'inno...
Tutto ciò che è fatto bene e con amore è bello, altrimenti diventa una caricatura. Cambiare l'inno non servirà ad unire i cuori italiani, a rinforzarne l'orgoglio patriottico, ma a uccidere una partitura difficile e importante come il Va Pensiero si.
Siamo cosi' , siamo italiani ,
avete presente il film italians o i film di Alberto Sordi ?
Guardiamoci allo specchio per quello che siamo nel bene e nel male , non per quello che vorremmo essere e non saremo mai .
Se anche avremo il federalismo nessuno ci fara' diventare cittacini modello , nessuno evitera' che l'italiano medio pensi che se non pensa per se' nessuno mai pensera' per lui
e probabilmente a ragione .
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Vecchio 19-03-2011, 16.01.32   #59
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Il rifiuto dell'Italia e di conseguenza del sentirsi italiani lo osservo spesso anche io e non solo al nord, online leggo (quando posso) diverse persone del sud che dicono di voler andare via da questo paese che secondo loro non fa abbastanza per noi.

Da un certo punto di vista una mezza ragione ce l'hanno, ma se ci si guarda intorno con un pò di oggettività non vedo più Americhe capaci di far sognare, non esistono paesi incantati.

Ci sono paesi sottosviluppati in cui un imprenditore capace può con un piccolissimo capitale di partenza fare una fortuna in poco tempo, ma allo stesso tempo può rischiare di morire per una puntura di un insetto perchè l'ospedale locale, in confronto alla tanto denigrata sanità italiana, usa le sanguisughe su chi soffre di pressione alta.

Insomma la nostra vecchia, ma di non altrettanto vecchia unità, Italia con tutti i suoi difetti non è comunque il peggiore posto in cui vivere.

Tolti questi trasversali (nord, centro e sud) cittadini, a parte qualche provocazione, a volte forse anche stupidina, non vedo tutto questo disamore per il nostro paese.
Forse l'affievolimento di alcune fedi cieche e finti bisogni di vita, tra cui quella per la nazionale di calcio, per il calcio stesso, il campanilismo nazionale esagerato
Quoto sul fatto che l'estero, seppur presenta migliori diritti civili, non è più l'eldorado della speranza.

Interessante discussione che riprende un 'po' il discorso sull'unità d'Italia. Mio padre è dell'estremo sud, sono nato e vivo al centro, ed ho passato molte vacanze al nord ed ho alcuni amici di là.

Mi capita ancora di sentire qui, non solo parlare di terroni, ma anche di polentoni, essendo ormai Roma diventata la capitale del sud.
Si è vero si giudica ancora troppo per origine, parliamo dei napoletani, dei milanesi, dei romani, etc. come se fossero inglesi, francesci, tedeschi, quindi come se fossimo una sorta di nazioni.

Devo essere sincero che ho trovato più apertura mentale, e meno freddezza al nord, al contrario di come si diceva, ma paradossalmente anche al sud.
Nella mia città è importante come ti vesti, e si da valore a tante cose superficiali, e non si è poi cosi cordiali.
Non mi vergogno per niente di essere italiano anzi ne vado fiero per la cucina, per personaggi come i grandi artisti e non parlo solo quelli del passato antico (voglio dire tipo una come Mina che è stata detto essere patrimonio cultura dell'Unesco non è poco).

Si parla di scambi culturali con altri popoli, ma dovrebbero avvenire più tra di noi.
Cioè, prendi una regione come la Toscana, dove all'interno della regione ci sono faide, tra quelli di Pisa, Massa Carrara, Lucca etc.

Si ok, siamo una ricchezza, ognuno c'ha la sua storia, ma dovremmo essere uniti sulle cose più importanti, se vogliamo ritornare ad essere il Bel Paese.
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