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Vecchio 08-06-2008, 23.12.13   #1
griselda
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Predefinito Il primo amore non si scorda mai

Con questa frase le nonne raccontavano alle nipoti davanti al camino, dal tempo dei tempi, del loro primo amore, quello che rimane nel cuore per sempre, così dicevano.

Il primo amore non si scorda mai perchè è un'iniziazione e proprio per il fatto che è qualcosa che facciamo per la prima volta ci rimane impresso.

Ma cosa fa questa impressione?
Che vogliamo o no, che ce la ricordiamo o no, ci muove.

Alcune prime volte le ricerchiamo in continuazione altre non vorremmo più riprovarle, a seconda di come ci hanno impressionate le ricerchiamo o le scansiamo.

La prima volta che siamo andate in bicletta, il primo giorno di scuola, i primi esami scolastici, la prima mestruazione, il primo bacio... quella prima volta che tanto ci ha emozionato e a cui come tutte le cose nuove abbiamo prestato la massima attenzione.

Poi ci sono le prime volte che non ricordiamo quelle da neonato ad esempio eppure credo che siano dentro di noi.

Quindi secondo voi è vero che il primo amore non si scorda mai?
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Vecchio 09-06-2008, 10.12.13   #2
stella
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E' vero, il primo amore non si scorda mai, perchè è legato alla prima volta di quel certo batticuore e di quella particolare emozione.
Può essere un ricordo più o meno piacevole ma dà l'imprinting a tutto quello che viene dopo, fa da prima esperienza su cui poi fare i confronti con le esperienze successive.
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Vecchio 09-06-2008, 22.39.36   #3
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Quindi secondo voi è vero che il primo amore non si scorda mai?
Se per primo amore intendi quello che intendo io, e cioè la prima volta in cui ci si innamora davvero (con farfalle nello stomaco, suoni di campane e piedi a un metro da terra per intenderci) di qualcuno da cui ci si sente ricambiati con la stessa intensità non credo che si possa scordare... Ma a questa domanda personalmente trovo difficile rispondere, il primo amore me lo sono sposato: e quando mai me lo scordo?
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Vecchio 09-06-2008, 23.25.45   #4
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Se per primo amore intendi quello che intendo io, e cioè la prima volta in cui ci si innamora davvero (con farfalle nello stomaco, suoni di campane e piedi a un metro da terra per intenderci) di qualcuno da cui ci si sente ricambiati con la stessa intensità non credo che si possa scordare... Ma a questa domanda personalmente trovo difficile rispondere, il primo amore me lo sono sposato: e quando mai me lo scordo? :D
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Vecchio 10-06-2008, 09.47.04   #5
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Se per primo amore intendi quello che intendo io, e cioè la prima volta in cui ci si innamora davvero (con farfalle nello stomaco, suoni di campane e piedi a un metro da terra per intenderci) di qualcuno da cui ci si sente ricambiati con la stessa intensità non credo che si possa scordare... Ma a questa domanda personalmente trovo difficile rispondere, il primo amore me lo sono sposato: e quando mai me lo scordo?
Intendo quello a cui abbiamo legato tutte quelle emozioni per come la penso io, in ogni caso avresti sempre ricercato "lui" in ogni altro, convinta di cercare altro, insomma un bel girotondo.
Se poi ci aggiungi quello che ha scritto Uno nel partner ideale, che quello che incontri di cui ti innamori è il migliiore che potessi incontrare, questo da l'idea di tante cose....
A volte si gira a vuoto nell'illusione di trovare di meglio, ma sino a che non abbiamo compiuto ciò che dovevamo compiere saremo sempre li ad avere davanti una confezione diversa con l'interno identico.
Almeno credo.
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Vecchio 10-06-2008, 13.28.01   #6
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Stavo pensando una cosa. Mi sa che da qualche parte è gia venuta fuori.
Se pigliamo la parte " ...non si scorda mai " partendo dal presupposto che ogni cosa che facciamo, consapevolmente o no, ha in se un po di amore, mi riferisco a quello che diceva Stella ad esempio ma innanzitutto alle cose che facciamo con presenza di se, quel " non si scorda mai " è anche una sorta di collegamento.
Di solito la prima cosa che viene in mente, almeno per quanto mi riguarda, è il richiamo che si fa al ricordo, ossia al cercare di ricordare l'emozione, la sensazione e tanto altro. Ma lo " scordare " è anche riferito ad una possibile assonanza con quel gesto, con quella persona, con quella emozione o anche, per questo, a tutte e tre collegate, tanto per dirne una.
Quindi il " non scordare mai " lo si può intendere anche come strumento, ormai accordato, con cui un qualcosa risuona al ricordo. Di più, si può dire che con quel " ..mai " in effetti rimane, indelebile, una fotografia, una istantanea di tutto ciò che, in un momento, si è vissuto. Quello strumento continuerà a risuonare ogni volta. Ancora, potrebbe anche valere il fatto che non si scorda, qualora vi sia una " stessa " frequenza con cui veniamo in contatto ma che una frequenza " altra ", forse più intensa, potrebbe scordarlo per accordarlo su altro.
Vabbè...vagavo...
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“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 10-06-2008, 14.32.03   #7
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Stavo pensando una cosa. Mi sa che da qualche parte è gia venuta fuori.
Se pigliamo la parte " ...non si scorda mai " partendo dal presupposto che ogni cosa che facciamo, consapevolmente o no, ha in se un po di amore, mi riferisco a quello che diceva Stella ad esempio ma innanzitutto alle cose che facciamo con presenza di se, quel " non si scorda mai " è anche una sorta di collegamento.
Di solito la prima cosa che viene in mente, almeno per quanto mi riguarda, è il richiamo che si fa al ricordo, ossia al cercare di ricordare l'emozione, la sensazione e tanto altro. Ma lo " scordare " è anche riferito ad una possibile assonanza con quel gesto, con quella persona, con quella emozione o anche, per questo, a tutte e tre collegate, tanto per dirne una.
Quindi il " non scordare mai " lo si può intendere anche come strumento, ormai accordato, con cui un qualcosa risuona al ricordo. Di più, si può dire che con quel " ..mai " in effetti rimane, indelebile, una fotografia, una istantanea di tutto ciò che, in un momento, si è vissuto. Quello strumento continuerà a risuonare ogni volta. Ancora, potrebbe anche valere il fatto che non si scorda, qualora vi sia una " stessa " frequenza con cui veniamo in contatto ma che una frequenza " altra ", forse più intensa, potrebbe scordarlo per accordarlo su altro.
Vabbè...vagavo...
Un giorno lessi una cosa che mi lasciò alquanto stupita diceva: se entri in un negozio di pianoforti e fai vibrare una corda la stessa corda sugli altri pianoforti vibrerà per simpatia.

Qualcosa in noi registra tutto, anche se noi ci scordiamo, (almeno a noi pare di esserci scordati) là rimane invece accordata, per far quadrare il tutto dobbiamo ri-cordare che vibriamo su quella frequenza.
Almeno credo, attendo correzioni di sorta
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Vecchio 10-06-2008, 18.40.18   #8
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Un giorno lessi una cosa che mi lasciò alquanto stupita diceva: se entri in un negozio di pianoforti e fai vibrare una corda la stessa corda sugli altri pianoforti vibrerà per simpatia.

Qualcosa in noi registra tutto, anche se noi ci scordiamo, (almeno a noi pare di esserci scordati) là rimane invece accordata, per far quadrare il tutto dobbiamo ri-cordare che vibriamo su quella frequenza.
Almeno credo, attendo correzioni di sorta
Che è il discorso che si faceva in altro tread sui ricordi come perline di una collana... la corda, il ricordare come un allineare, per avere presente.

Sta cosa della prima volta era uscita già altrove e ci sono pezzi sparsi del discorso, forse non farebbe male esplorare e mettere insieme.

Il "non si scorda mai" vale per tutto, non solo per l'amore, anche se l'amore è forse l'emblema della questione, come d'altra parte è l'emblema quasi sempre. Ma in genere le prime volte non si scordano e sono intese come le più significative... che in qualche modo determineranno il nostro successivo esperire quelle cose, quando non addirittura tutta una serie di comportamenti e meccanismi.

Perchè le prime volte non si scordano e le successive (forse) si? Quale è la sostanziale differenza tra la prima, poniamo fragola che mangio e le successive?

L'aspettativa, la mente, l'idea che ci siamo fatti. La prima volta che mangio una fragola, per quante pippe mi posso essere fatto prima sul sapore, consistenza eccetera, sarà comunque una scoperta e, come tale, sarà sconcertante.
In seguito, grazie al ricordo dell'esperienza (unito ai vissuti e al ricordo dei vissuti) si imprimerà (a volte si fisserà ma le distinzioni un po' alla volta) un qualcosa, un parametro, un termine di paragone, ma anche una struttura, una procedura mentale, tale che tutte le successive volte verrano in qualche modo paragonate alla prima, che ce ne rendiamo conto o meno in quanto terine di paragone e inoltre la mente, nell'approssimarsi della successiva esperienza, "caricherà" in memoria operativa il "programma" relativo e si aspetterà qualcosa di paragonabile, qualcosa di già noto.

Il vivere ogni cosa come se fosse la prima volta forse è impossibile... infatti molti suggeriscono di vivere ogni cosa come se fosse l'ultima... modo che avvicina alla "verginità" anche mentale della prima volta.

Questo pre-vivere della mente, che poi è un vivere parzialmente ogni volta la prima volta, presenta vari aspetti. Da una parte mi impedisce di esperire del tutto, mi fa sognare più o meno intensamente, insomma mi fa perdere "l'attimo", dall'altra mi "protegge" da quello sconcerto di prima, per piacevole o spiacevole che possa essere stato, è comunque uno destabilizzare, un'interruzione, un "passaggio"... che per un attimo destruttura quello che siamo stati fino ad allora (solve) per poi ristrutturare un noi con in più quell'esperienza (coagula)...

Bon, avrei altro esplorando i vari punti, ma divento noioso, quindi mi interrompo.
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Vecchio 10-06-2008, 18.55.50   #9
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Questo pre-vivere della mente, che poi è un vivere parzialmente ogni volta la prima volta, presenta vari aspetti. Da una parte mi impedisce di esperire del tutto, mi fa sognare più o meno intensamente, insomma mi fa perdere "l'attimo", dall'altra mi "protegge" da quello sconcerto di prima, per piacevole o spiacevole che possa essere stato, è comunque uno destabilizzare, un'interruzione, un "passaggio"... che per un attimo destruttura quello che siamo stati fino ad allora (solve) per poi ristrutturare un noi con in più quell'esperienza (coagula)...

Bon, avrei altro esplorando i vari punti, ma divento noioso, quindi mi interrompo.
Direi per nulla noioso anzi, solo che questa parte non riesco a farla mia potresti spiegarmela in un'altro modo?
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Vecchio 10-06-2008, 19.25.35   #10
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avete mai pensato che il primo amore nella vostra vita è solitamente vostra madre o vostro padre?
il primo imprinting arriva da li a mio modo di vedere.
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Vecchio 10-06-2008, 20.00.49   #11
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Poi ci sono le prime volte che non ricordiamo quelle da neonato ad esempio eppure credo che siano dentro di noi.
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avete mai pensato che il primo amore nella vostra vita è solitamente vostra madre o vostro padre?
il primo imprinting arriva da li a mio modo di vedere.
No
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Vecchio 10-06-2008, 23.37.45   #12
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avete mai pensato che il primo amore nella vostra vita è solitamente vostra madre o vostro padre?
il primo imprinting arriva da li a mio modo di vedere.
glap..veramente no
non mi sconfinfera stà cosa (Griiiiiiiiii aiuttto! )
Sulla prima volta e sul discorso di Ray invece credo che intendesse che la prima volta non abbiamo alcuna informazione in merito a quello che stiamo per fare per cui siamo attentissimi a tutto, ad ogni sfumatura, odore, temperatura ecc Già la seconda non è più così, abbiamo già un'idea in testa e ancora prima di fare quell'esperienza una seconda volta abbiamo già davanti il film della prima. Capo Uno se non mi sbaglio faceva l'esempio del cioccolato, al secondo pezzo se la cioccolata ti è piaciuta la salivazione aumenta ancor prima di avere il pezzo in bocca, così come ti si chiuderebbe lo stomaco guardandola se ti avesse fatto schifo.
Credo almeno che sia quello che intendeva dire Ray attendiamo
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Vecchio 11-06-2008, 00.39.56   #13
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Direi per nulla noioso anzi, solo che questa parte non riesco a farla mia potresti spiegarmela in un'altro modo?
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Sulla prima volta e sul discorso di Ray invece credo che intendesse che la prima volta non abbiamo alcuna informazione in merito a quello che stiamo per fare per cui siamo attentissimi a tutto, ad ogni sfumatura, odore, temperatura ecc Già la seconda non è più così, abbiamo già un'idea in testa e ancora prima di fare quell'esperienza una seconda volta abbiamo già davanti il film della prima. Capo Uno se non mi sbaglio faceva l'esempio del cioccolato, al secondo pezzo se la cioccolata ti è piaciuta la salivazione aumenta ancor prima di avere il pezzo in bocca, così come ti si chiuderebbe lo stomaco guardandola se ti avesse fatto schifo.
Credo almeno che sia quello che intendeva dire Ray attendiamo
Si, esatto è la cosa del cioccolato. In effetti non è immediata da esplorare... io avevo usato la fragola e torno sulla fragola.

Prima di aver mai mangiato una fragola, esiste un Ray che è una struttura (più o meno stabile, adesso questo non importa) che non comrende quella esperienza. Alla prima volta che assaggio una fragola, non avendo alcuna idea di ciò che mi aspetta, sono pervaso dalle impressioni (se ci si osserva quando assaggiamo una cosa nuova, siamo tutti tesi a cogliere, in trepidante attesa si dice) e la cosa è sconcertante. Lo è in quanto la mia struttura precedente, il Ray di prima, si sconguacchiera tutto e si solve per far entrare la nuova esperienza... c'è un momento (un passaggio) di destabilizzazione, quasi di dissolvimento, e poi subito dopo (per la fragola, ma per altro ci può volere un po') si ricoagula un nuovo Ray più simile possibile al precedente ma con in più quella nuova impressione, la conoscenza della fragola. Come una palla o una bolla di sapone che, per far entrare nuove particelle, si disfa per un attimo e rifà una bolla (vedi i percorsi alchemici) con le particelle in più assieme a quelle vecchie.

Da quel momento in poi la struttura Ray prevederà (proprio prevedere) le fragole e ogni volta che ne mangerò si attiverà il ricordo/aspettativa dell'evento (il passato che va nel futuro... prevedere).

se si coglie la portata di questo meccanismo anche solo per una fragola, ci si può forse immaginare cosa è stato lo sconquassamento del "assaggiare" il frutto dell'albero del bene e del male...
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Vecchio 11-06-2008, 08.22.03   #14
griselda
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Allora spiego meglio io cosa non ho capito spettate.
Allora io mangio un avocado, siccome non so che sapore ha mi appresto a mangiarlo con un po' di tensione sono in aspettativa di sapere conoscere vedere toccare insomma fare esperienza di ciò. I miei ricettori sono tutti in attività come se da me uscissero duemila tentacoli per esaminare la cosa, tra cui l'eccitazione del nuovo che di sicuro sarà qualche ormoncino che mi si spande nel corpo, sono sia timorosa che eccitata e curiosa, perchè non so cosa aspettarmi, ma ho scelto di vedere di scoprire in questo caso, in altri no e veniamo presi alla sprovvista, quindi credo che vi sia diversità perchè in uno siamo tesi verso e nell'altro invece siamo sorpresi. Anche se la sorpresa vi è in entrambi.
In quel momento mi apro che lo voglia o no ed entrano una serie di imput, sensazioni emozioni che tra l'altro ci possono anche mandare un po' in tilt per la mole dei dati che non riusciamo ad analizzare tutti, o forse proprio perchè sono così tanti non ce la facciamo.

Le volte successive è questo il punto a cui mi riferivo, anche se non ho il ricordo mentale completo, mentre in me c'è da qualche parte c'è, nella parte di me che registra tuttissimo, appena mi trovo davanti ad un avocado la registrazione interiore e quella esteriore hanno una discrepanza, proprio perchè non ho mentalmente presente il ricordo completo dei dati.

E' per questo che continuo a mangiare avocadi? Per avere un'esperienza completa per recuperare nel conscio quello che è rimasto nell'inconscio? E' questo che non riesco a comprendere.
Il drogato che fa l'esperienza della sua prima dose o quello che fa lo sport estremo ricerca la sua prima volta?

Sta di fatto che pur sapendo razionalmente qualcosa capita che nel cuore non l'abbiamo compresa e questo crea in noi una defaiance.

Adesso dopo aver detto un sacco di cose mi domando se la prima volta non sia quella perdita di se che tanto aneliamo perchè ci ricorda l'incontro con Dio. Alla fine è questo che ricerchiamo il vuoto quella perdita di se. L'abbiamo provata li e li la ricerchiamo ma non è li che possiamo incontrare Dio davvero è solo un'illusione, un piccolo esempio di ciò a cui invece dovremo anelare e a cui aneliamo anche se inconsciamente.
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Vecchio 11-06-2008, 09.24.27   #15
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non mi sconfinfera stà cosa (Griiiiiiiiii aiuttto! )
Penso al bambino che già nella placenta riceve poco nutimento...che imprinting avrà sto bimbo?
Oppure quando lo si attacca al seno per la prima volta non sa cosa gli succede sente quel fastidio...e poi il dolce seno di sua madre che lo nutre e il battito calmo del suo cuore pieno di amore, mentre invece provo a pensare al seno mezzo vuoto che non riempie o al latte acquoso che non nutre ed al cuore agitato.... credo che siano esperienze diverse.
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Vecchio 11-06-2008, 13.19.13   #16
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Sulla prima volta e sul discorso di Ray invece credo che intendesse che la prima volta non abbiamo alcuna informazione in merito a quello che stiamo per fare per cui siamo attentissimi a tutto, ad ogni sfumatura, odore, temperatura ecc Già la seconda non è più così, abbiamo già un'idea in testa e ancora prima di fare quell'esperienza una seconda volta abbiamo già davanti il film della prima. Capo Uno se non mi sbaglio faceva l'esempio del cioccolato, al secondo pezzo se la cioccolata ti è piaciuta la salivazione aumenta ancor prima di avere il pezzo in bocca, così come ti si chiuderebbe lo stomaco guardandola se ti avesse fatto schifo.
Credo almeno che sia quello che intendeva dire Ray attendiamo

sicuramente è questo che intendeva ray e che comprendo.
la frase "vivere ogni momento come se fosse l'ultimo" rappresenta bene la cosa.
è come dire che ogni situazione andrebbe vissuta appieno eliminando la paura e il "vissuto" legato alla mente e "attivarla" solo dopo aver vissuto per comprendere qualcosa in più dell'esperienza.
quell' "uscire dalla mente" che molti maestri indicano come via per vivere completamente e appieno ogni istante di vita.

quanto ho scritto io... è che la prima "volta" riguardo all'amore ha a che vedere con quel famoso complesso di Edipo e che è legato al padre-madre.
le prime manifestazioni di amore per il bimbo sono quelle e saranno quelle le prime cose con cui confronterà il resto.
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Vecchio 11-06-2008, 13.29.32   #17
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Le volte successive è questo il punto a cui mi riferivo, anche se non ho il ricordo mentale completo, mentre in me c'è da qualche parte c'è, nella parte di me che registra tuttissimo, appena mi trovo davanti ad un avocado la registrazione interiore e quella esteriore hanno una discrepanza, proprio perchè non ho mentalmente presente il ricordo completo dei dati.

E' per questo che continuo a mangiare avocadi? Per avere un'esperienza completa per recuperare nel conscio quello che è rimasto nell'inconscio? E' questo che non riesco a comprendere.
Il drogato che fa l'esperienza della sua prima dose o quello che fa lo sport estremo ricerca la sua prima volta?
Il motivo per cui tu continui a mangiare avocadi può essere vario, magari ti piacciono, magari ti devi nutrire... e non è detto che se sei una mangiatrice di avocadi allora sei anche tossica di avocadi.

Quello di cui si parlava è il motivo per cui non ci si scorda mai la prima volta che mangiamo un avocado e di come le successive, per qualunque motivo avvengano (fame, voglia, tossicodipendenza e chissà cos'altro) a quella si riferiscono.
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Vecchio 11-06-2008, 13.34.46   #18
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quanto ho scritto io... è che la prima "volta" riguardo all'amore ha a che vedere con quel famoso complesso di Edipo e che è legato al padre-madre.
le prime manifestazioni di amore per il bimbo sono quelle e saranno quelle le prime cose con cui confronterà il resto.
Beh, forse è meglio mettersi d'accordo su cosa si sta facendo la prima esperienza.
Se parliamo di rapporti affettivi certamente i genitori sono i primi, se parliamo di innamoramento forse un po' il tuo discorso ci può stare... nell'infanzia passiamo una fase di "innamoramento" verso il genitore o altra figura analoga... ma allora perchè la prima volta che ci innamoriamo (o il primo bacio o la "prima volta") siamo così trepidanti?

E' comunque una cosa profondamente diversa, il primo amore è il primo amore che ha la possibilità di giungere a compimento secondo certe modalità, almeno in situazioni non del tutto insane, banalmente, se mi innamoro di mia madre è già sposata... fuori di banalità, nel primo amore è la prima volta che il mio slancio non trova freni.
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Vecchio 11-06-2008, 14.31.14   #19
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Il motivo per cui tu continui a mangiare avocadi può essere vario, magari ti piacciono, magari ti devi nutrire... e non è detto che se sei una mangiatrice di avocadi allora sei anche tossica di avocadi.

Quello di cui si parlava è il motivo per cui non ci si scorda mai la prima volta che mangiamo un avocado e di come le successive, per qualunque motivo avvengano (fame, voglia, tossicodipendenza e chissà cos'altro) a quella si riferiscono.
Eh io corro sempre dove voglio arrivare e salto sorry
Ma bon se prima non c'era ed ora c'è faccio riferimento a quella e quella diviene il parametro il termine di paragone.
Altro non mi viene. In qualche modo ha forgiato la mia forma mi sa.

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Ultima modifica di griselda : 11-06-2008 alle ore 14.36.25.
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Vecchio 11-06-2008, 14.48.17   #20
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Beh, forse è meglio mettersi d'accordo su cosa si sta facendo la prima esperienza.
Se parliamo di rapporti affettivi certamente i genitori sono i primi, se parliamo di innamoramento forse un po' il tuo discorso ci può stare... nell'infanzia passiamo una fase di "innamoramento" verso il genitore o altra figura analoga... ma allora perchè la prima volta che ci innamoriamo (o il primo bacio o la "prima volta") siamo così trepidanti?

E' comunque una cosa profondamente diversa, il primo amore è il primo amore che ha la possibilità di giungere a compimento secondo certe modalità, almeno in situazioni non del tutto insane, banalmente, se mi innamoro di mia madre è già sposata... fuori di banalità, nel primo amore è la prima volta che il mio slancio non trova freni.

sicuramente amico ray.
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Prima di aver mai mangiato una fragola, esiste un Ray che è una struttura (più o meno stabile, adesso questo non importa) che non comrende quella esperienza. Alla prima volta che assaggio una fragola, non avendo alcuna idea di ciò che mi aspetta, sono pervaso dalle impressioni (se ci si osserva quando assaggiamo una cosa nuova, siamo tutti tesi a cogliere, in trepidante attesa si dice) e la cosa è sconcertante. Lo è in quanto la mia struttura precedente, il Ray di prima, si sconguacchiera tutto e si solve per far entrare la nuova esperienza... c'è un momento (un passaggio) di destabilizzazione, quasi di dissolvimento, e poi subito dopo (per la fragola, ma per altro ci può volere un po') si ricoagula un nuovo Ray più simile possibile al precedente ma con in più quella nuova impressione, la conoscenza della fragola. Come una palla o una bolla di sapone che, per far entrare nuove particelle, si disfa per un attimo e rifà una bolla (vedi i percorsi alchemici) con le particelle in più assieme a quelle vecchie.

Da quel momento in poi la struttura Ray prevederà (proprio prevedere) le fragole e ogni volta che ne mangerò si attiverà il ricordo/aspettativa dell'evento (il passato che va nel futuro... prevedere).


se si coglie la portata di questo meccanismo anche solo per una fragola, ci si può forse immaginare cosa è stato lo sconquassamento del "assaggiare" il frutto dell'albero del bene e del male...
Torno un momento qui... il discorso che hai fatto sulla fragola, vale per tutte le esperienze?
Se e' cosi' e' al momento della prima esperienza in qualsiasi ambito che facciamo quella famosa "foto" di cui parlavamo giorni fa, quella che si imprime e che poi diventa tanto difficile da sostituire..
Se e' cosi' anche il discorso ricapitolazione torna.. nel senso che se tra gli episodi riesco a beccare il primo, quello che mi e' rimasto impresso e per cui continuera' per esempio a tornarmi in mente una persona, sciogliendo quello, rivivendolo, potro' andare a modificare il ricordo e di conseguenza cadrebbe l'aspettativa ...
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Vecchio 11-06-2008, 19.10.50   #22
stella
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Ci sono certi alimenti però che la prima volta non mi sono piaciuti, mi hanno lasciato un'impressione e un gusto strani, e poi col tempo riassaggiandoli ho cambiato il gusto, ora mi piacciono, altri invece sono rimasti tali e quali la prima impressione.

Per quanto riguarda il primo amore, si può intendere la prima cottarella, il primo batticuore, che comunque dà una scossa alla struttura più o meno stabile che c'era prima, ora si sa che esiste questa emozione di cui si era solo sentito parlare, e provarla sulla propria pelle fa quasi male tanto è forte... mi ricordo che col mio primo amore mi veniva un vuoto allo stomaco anche solo a vederlo da lontano....
E va a finire che si associa la parola amore a quelle emozioni, ma ho notato che quando si cresce anche le emozioni crescono e diventano meno acerbe, comunque ancora oggi alla parola amore associo quel vuoto allo stomaco....
Così succede per ogni cosa che si prova per la prima volta, entrando in noi ci cambia, e ci fa diversi da come eravamo prima.
Il primo amore comunque va a finire che si idealizza e si cristallizza in quelle emozioni, chiaramente se il rapporto si stabilizza non si prova più quell'emozione così intensa...
Solo se accade qualcosa di destabilizzante, come il rischio di perderlo o un forte litigio, si riprovano le stesse emozioni quando si fa la pace.
Ma vorrei chiedere perchè l'amore non è sempre della stessa intensità, quando è sabilizzato e senza scossoni, diventa routine, anche se è sempre amore...
Sarebbe bello per tutta la vita sentire lo stesso batticuore, come quando assaggio una fragola, sentire ogni volta il sapore come fosse la prima...
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Vecchio 11-06-2008, 20.28.48   #23
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Ci sono certi alimenti però che la prima volta non mi sono piaciuti, mi hanno lasciato un'impressione e un gusto strani, e poi col tempo riassaggiandoli ho cambiato il gusto, ora mi piacciono, altri invece sono rimasti tali e quali la prima impressione.
Il discorso non cambia... se qualcosa che non ti è piaciuto la prima volta adesso ti piace vuol dire che sei passata attraverso un cambiamento o inversione rispetto alla prima volta, ma quella resta il punto di riferimento.


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Ma vorrei chiedere perchè l'amore non è sempre della stessa intensità, quando è sabilizzato e senza scossoni, diventa routine, anche se è sempre amore...
Perchè non siamo in grado di reggere a lungo quell'intensità.


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Originalmente inviato da stella Visualizza messaggio
Sarebbe bello per tutta la vita sentire lo stesso batticuore, come quando assaggio una fragola, sentire ogni volta il sapore come fosse la prima...
Ovvero diventare in grado di reggere quell'intensità, che corrisponderebbe a stare sempre "svegli" a sufficienza da tenere costante quell'intensità nel nostro "normale" range. Occorre una trasformazione che a mio modo di vedere, passa attraverso varie cose tra cui ad esempio il discorso che faceva Red sul non disperdere.
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