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Vecchio 15-12-2006, 15.20.50   #1
Ray
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Predefinito caffè, tè e "eccitanti" vari

Il modo di vedere moderno, che si limita agli aspetti "densi" delle sostanze che analizza, accomuna caffè e tè sotto la stessa categoria.

Non che quelle caratteristiche a cui alludo non ci siano o non siano importanti, ma penso che possa risultare interessante osservare su se stessi i diversi effetti delle sostanze anche ad altri livelli.

Generalmente si ritiene che caffeina e teina siano più o meno la stessa cosa, che al massimo varino in intensità di azione e che facciano entrambe un po' male (chiaramente l'abuso di qualsiasi cosa fa male e sarebbe bene stabilire quando si passa dall'uso all'abuso e quanto ciò sia soggettivo..).

Invece, da un altro punto di vista, teina e caffeina sono opposti. Il caffè raggruppa i pensieri, il te li sparpaglia...
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Vecchio 16-12-2006, 16.00.11   #2
Ray
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Invece, da un altro punto di vista, teina e caffeina sono opposti. Il caffè raggruppa i pensieri, il te li sparpaglia...
Dato l'enorme interesse che ha suscitato questo tread ( ), mi autocito e continuo a parlar solo.

Cosa intendi Ray con "raggruppa" e "sparpaglia"?

Per prima cosa è utile specificare che per "pensieri" intendevo la parte più bassa del pensare umano, quella per così dire discorsiva, quella che l'uomo tende a fare chiacchierando (spesso a vanvera) con se stesso. Questa attività è spesso ridondante, in termini di quantità molto superiore all'effettivamente necessario (insomma sprechiamo e disperdiamo).
Da un certo punto di vista possiamo vedere questa attività come un confluire di certe energie nella parte periferica della mente, quella che "copre", che "riveste", isolando ognuno nei suoi mondi interiori. La parte un po' meno perifierica di questa attività potremmo chiamarla "riflettere"...

Se ci limitiamo a considerare questo meccanismo possiamo accomunare caffè e tè sotto la categoria di "eccitanti". Ovvero hanno entrambi la tendenza ad aumentare questa attività, aggiungendo pensieri ai pensieri, ridondando il già ridondante.

Però questa attività può prendere due direzioni diverse... potremmo dire l'associazione e la dissociazione, dove l'una fa confluire sullo stesso tema un numero enorme di "pensieri" (a vanvera) e l'altra invece moltiplica i salti di qua e di la tra pensieri più o meno sconnessi (sempre a vanvera).
Ovviamente parlo di tendenze già presenti. Le sostanze non hanno il potere di produrre questi meccanismi, ma si limitano a rinforzarli ove già esistenti.

Se guardiamo la cosa da un punto di vista delle attività "sociali" vediamo come il caffè aiuta la sviscerazione di un certo tema, la raccolta dei particolari et similia... pensiamo a come ci viene da bere caffè se dobbiamo studiare (magari imparare in modo acritico) o scrivere un articolo o cose del genere. Invece il tè aiuta per così dire la socializzazione, intesa come il chiacchierare di questo e di quello senza approfondire alcunchè... la classica attività da salotto, pensiamo ai te delle scope o all'attività diplomatica per esempio.
Potremmo dire che il caffè è yang e il tè yin.

Queste caratteristiche erano ben note in tempi antichi. Prendiamo ad esempio l'arte orientale di preparare il te (arte sacra a tutti gli effetti) che era riservata alle donne. Uno degli obiettivi era proprio stimolare una certa tendenza e, grazie alla Presenza e all'Attenzione, dominarla e "farla salire"...


bon altri spunti... prossimamente continuo, per adesso ho terminato l'effetto del caffè
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Vecchio 16-12-2006, 16.35.40   #3
Uno
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Tirando le due parole in una maniera che l'etimologia moderna non contempla....
ca-fe (che fa) e the o te (a cui non serve traduzione delle "visioni" unesi )

inoltre per non lasciar morire di solitudine Ray (sarebbe meglio che morisse in altro modo ) aggiungo che la loro diffusione per lunghi periodi era maggiormente concentrata per il caffè ad occidente e per il the ad oriente.... non a caso.
Oltre l'arte di fare il the esiste anche una vera e propria arte di fare il caffè... per lo più tramandata nelle zone Campane (Napoli e dintorni) che in forma popolare ormai pressochè inconscia conservano molte conoscenze.
sintesi=
caffè stimola la concentrazione
the stimola l'espansione

sempre eccitanti ma con bersaglio diverso
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Vecchio 16-12-2006, 21.05.16   #4
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Tirando le due parole in una maniera che l'etimologia moderna non contempla....
ca-fe (che fa) e the o te (a cui non serve traduzione delle "visioni" unesi )

inoltre per non lasciar morire di solitudine Ray (sarebbe meglio che morisse in altro modo ) aggiungo che la loro diffusione per lunghi periodi era maggiormente concentrata per il caffè ad occidente e per il the ad oriente.... non a caso.
Oltre l'arte di fare il the esiste anche una vera e propria arte di fare il caffè... per lo più tramandata nelle zone Campane (Napoli e dintorni) che in forma popolare ormai pressochè inconscia conservano molte conoscenze.
sintesi=
caffè stimola la concentrazione
the stimola l'espansione

sempre eccitanti ma con bersaglio diverso
Beh...non so...per l'utilità delle bevande..mhm...
forse perchè l'Occidente aveva bisogno del caffè, come stimolante per la concentrazione, mentre il The, era per le zone Orientali ove l'espansione rifletteva un successivo stadio, rispetto alla Concentrazione.
In questo senso se parliamo di " Concentrazione " ed " Espansione " possiamo dire che l'Oriente rispetto all'Occidente, ha sempre manifestato una apertura particolare.
Per il caffè...beh..anche io ho pensato alle zone di Napoli dove addirittura fare, preparare il caffè..può essere posto sullo stesso piano che concerne la preparazione " sacra " del The in Oriente, difatti è considerato un momento di aggregazione sociale. E ' un vero e proprio rito.
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“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 16-12-2006, 21.28.58   #5
Ray
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emmenomale che anche stavolta non mi si lascia morire di solitudine... in effetti credo di non essere il solo ad augurarsi un altro modo di morire quando è il momento... un distacco naturale tipo. Tutto stà a sapere il modo quando ha da giungere

Effettivamente ci sarebbe da dire qualcosa sui luoghi di origine delle sostanze e anche sui luoghi in cui hanno meglio attecchito, vedi Inghilterra per il tè. Alla fin fine si potrebbe ricavarne qualche indicazione di massima sulle caratteristiche dei popoli (connesse anche ai luoghi che abitano) e alle conseguenti diverse esigenze di un certo tipo, per esempio cosa è importante che sacralizzino, discorso non del tutto sconnesso sull'attecchire o meno di certi culti in certe zone.

Altra questione è la preparazione (qui tutti attendono l'interventi di Era... si lo so che ne hai già parlato, ma si potrebbe connettere con certi "effetti"). Il te è un infuso non forzato, ovvero si lascia che le caratteristiche della foglia si "espandano" nell'acqua calda. Per il caffè la cosa è più complessa. Qui da noi è opposta (si spara l'acqua calda a pressione nel caffè tritato. Gli americani fanno un infuso tipo tè mi pare (bleah ) mentre i turchi fanno un decotto (sarà per quello che fumano come turchi?). Interessante sarebbe analizzare bene il sistema napoletano... se chi lo conosce lo illustrasse...
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Vecchio 17-12-2006, 16.24.27   #6
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in effetti credo di non essere il solo ad augurarsi un altro modo di morire quando è il momento... un distacco naturale tipo
beh, al riguardo direi che speriamo di sfruttare la tua capacità di esporre gli argomenti per molto tempo!

La domanda che mi è venuta naturale invece è stata se queste due domande potrebbero coadiuvare (causare mi sembra eccessivo) l'insorgenza di comportamenti tendenti all'ossessione (il caffè) od alla dissociazione (il the) o se, da tue esperienze potrebbero opporsi ai due stati.
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Vecchio 17-12-2006, 23.51.42   #7
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La domanda che mi è venuta naturale invece è stata se queste due domande potrebbero coadiuvare (causare mi sembra eccessivo) l'insorgenza di comportamenti tendenti all'ossessione (il caffè) od alla dissociazione (il the) o se, da tue esperienze potrebbero opporsi ai due stati.
Beh, giustamente dici coadiuvare e non causare quindi mi libererei senza dubbio anche della parola "insorgenza".
Sicuramente il caffè, se preso in dosi massicce (intendo davvero massicce) può influire su una tendenza ossessiva intensificando, ma per bere tutto quel caffè devo essere già ossessivo (non so se si capisce...) ovvero ciò che mi spinge a consumare ossessivamente caffè è proprio una tendenza ossessiva del comportamento già esistente... e possiamo anche arrivare a livelli clinici (ricordiamoci che stiamo parlando di una parte molto piccola, periferica e settoriale del topic).

Chi lavora in psichiatria sa benissimo che il caffè viene usato dai pazienti cronici (no comment su sta cosa o vado tanto OT che mi auto banno), più o meno consapevolmente, come contrasto agli effetti di certi psicofarmaci. Per sortire effetto c'è tuttavia bisogno di dosi davvero massicce... ho sentito di uno che si buttava in bocca caffè liofilizzato e lo teneva li a mo di tabacco da masticare... era arrivato a mezzo chilo al giorno. Sarebbe da fare confronti analoghi per il tè.

In linea di massima le sostanze hanno poco potere di generare un qualche effetto (qui la scienza inorridisce) che non sia già presente in chi le assume. Anche se presente a livello potenziale, ovvero non manifesto. Ovviamente vale sia per gli eccitanti (che aumentano) sia per i sedativi (che diminuiscono)... cmq anche qui si apre un discorso enciclopedico...
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Vecchio 20-12-2006, 11.14.21   #8
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Le analogie con i sistemi orientali e occidentali sono moltissime, dalla preparazione alla consistenza visiva etc
il caffè come accennato da Ray nella maniera occidentale tradizionale (lasciamo stare quello all'americana che è il solito prendere le cose peggiori) è preparato con l'acqua sotto che bollendo va in pressione ed inizia a salire.... la polvere è già in sede al di sopra, ci sono state vari tipi di moche (che strana l'assonanza con Moksha -liberazione in sanscrito- ) ma sostanzialmente prima dello strano ibrido all'americana, erano tutte simili.... l'acqua passa nella zona polvere e porta via solo l'essenza... ci sono varie regole che volendo oltre che di ordine pratico hanno anche un valore simbolico, la caffettiera non va mai lavata con il sapone, farlo per quanto risciaquata cambia qualcosa di quasi impercettibile al caffe, la pressione della polvere è una cosa ben precisa che non è quantificabile a peso ma la mano sa... impara.... un vecchio Maestro del caffè praticava tre forellini (pozzi) nella zona centrale con uno stuzzicadenti in legno, superstizione? Forse ma per chi ha letto l'articolo sull'agricoltura biodinamica ci sono forze che agiscono in maniera a noi spesso non chiara, sempre questo arzillo signore metteva un cucchiaino di traverso sul coperchio a tenerlo leggeremente sollevato.... di poco, quel tanto da lasciar sfogo alla pressione che sale ma non completamente aperto.... il caffè così sale anche più rapidamente....
Ci sono molti spunti simbolici/pratici che ne dite?

Il resto e il thè ai prossimi giri, intanto qualcuno potrebbe prendere spunto per espandere... ah avremmo anche una maestra del caffè moderno tra noi, ma non so se mentre ne faceva ha mai pensato a queste cose
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Vecchio 20-12-2006, 14.03.20   #9
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L'Arte della Preparazione, non solo di te e caffè ma di tutto, consiste in molte cose... una di queste è far interagire in modo corretto le giuste "quantità" (apporti) dei 4 Elementi.

Qui per elementi intendo i Principi, roba non fisica, e ci colleghiamo ad altri discorsi fatti in omeopatia e in molti tread in giro per il forum, alchimia compresa.

Nella moka il Fuoco (la cui intensità è assai rilevante... lento ma non troppo) trasforma l'Acqua e le conferisce la proprietà di "salire" attraversando un tobo più stretto del suo contenitore e di passare attraverso la Terra (caffè) portandosi via alcune caratteristiche essenziali, ma lasciando giù la terra scarto (che poi è un prodotto da un altro punto di vista... discorso sui frutti, prossimamente su questi schermi). L'Aria è nell'ambiente che accoglie il prodotto... interessante la faccenda del cucchiaino che da un apporto di aria maggiore ma non troppo, permette un interscambio con l'esterno (universo) ma controllato... poi c'è la temperatura a cui bere il succo prodotto... calda ma un po' meno di come viene su, un po' si deve attendere... e come la pressione giusta da dare alla Terra la sa la mano, la temperatura giusta per bere la sa il corpo (la bocca)... se si sa ascoltare.
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Vecchio 11-02-2007, 16.18.54   #10
griselda
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Siccome con le parole non riesco mai a comprendere a fondo ( non quello del caffè ) allora sperimento:
con il caffè riesco a concentrarmi meglio nella lettura, mentre
con the mi pare mi venga meglio la scrittura, ad esempio rispondere ai post.
E' possibile?
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Vecchio 11-02-2007, 16.41.29   #11
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Beh lo trovo possibile si, oltre che interessante. In effetti leggere, come fai notare, chiede concentrazione ma non solo, in qualche modo è un'azione che ricorda il concentrare, il raccogliere... mentre scrivere (anche se cmq si deve stare concentrati per farlo bene) è un far uscire, quindi in qualche modo connesso all'espansione.

Da ricordarsi che cmq le sostanze aiutano, faclitano, non fanno nulla. Se non mi so concentrare posso bere mille caffè e l'unico risultato che otterrò sarà farmi venire il mal di testa (e non farmelo passare come pensa una certa farmacologia che da caffeina come analgesico per le emicranie... può servire ma si deve distinguere, me lo può anche aumentare).
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Vecchio 12-02-2007, 03.09.51   #12
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e non farmelo passare come pensa una certa farmacologia che da caffeina come analgesico per le emicranie... può servire ma si deve distinguere, me lo può anche aumentare)
Come si distingue? L'ho sentita questa cosa del caffè come analgesico, e se non ricordo male deve essere bevuto amaro e mischiato con succo di limone.
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Vecchio 12-02-2007, 21.24.43   #13
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Il caffè è un vasodilatatore dei vasi cerebrali (e dei polmoni), quindi da quanto ricordo non solo non è adatto a guarire emicranie, ma anzi se preso in dosi elevate le provoca... (per dirla terra-terra dilata i vasi fino a farli "battere" sul cranio). Sta cosa che sia usato come analgesico quindi mi giunge nuova...
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Vecchio 12-02-2007, 21.37.43   #14
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Come si distingue? L'ho sentita questa cosa del caffè come analgesico, e se non ricordo male deve essere bevuto amaro e mischiato con succo di limone.
A me risulta che bevuto in questo modo risultava come digestivo
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Vecchio 12-02-2007, 22.42.15   #15
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Il caffè è un vasodilatatore dei vasi cerebrali (e dei polmoni), quindi da quanto ricordo non solo non è adatto a guarire emicranie, ma anzi se preso in dosi elevate le provoca... (per dirla terra-terra dilata i vasi fino a farli "battere" sul cranio). Sta cosa che sia usato come analgesico quindi mi giunge nuova...
Però se non faccio troppa confusione mi sembra che il mal di testa venga proprio perchè questi vasi sono "strozzati" e un analgesico li dilata appunto (spero che non legga qualche medico qui )
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Vecchio 12-02-2007, 22.44.04   #16
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A me risulta che bevuto in questo modo risultava come digestivo
E ho sentito anche per riprendersi dopo una sbornia
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Vecchio 12-02-2007, 23.54.08   #17
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Come dicevo si deve distinguere. Se ho mal di testa per il motivo opposto a quello che può essere l'effetto del caffè, ecco che esso può esseremi d'aiuto.
Però se ho mal di testa per il motivo opposto, che poi corrisponde ad eccesso di caffè (o dei suoi effetti) ecco che il caffè me lo fa aumentare.

L'utilizzo di caffeina come analgesico è piuttosto consolidato. Purtroppo non è consolidato l'insegnamento della "lettura" dei propri mali di testa... e menchemeno della capacità di tenerseli (per altri interventi più diretti non ne parliamo nemmeno... cmq non è la sezione).
Figuratevi che esiste un prodotto farmaceutico analgesico composto da 33% caffeina, 33% ibuprofene e 33% acido acetil-salicilico (aspirina... meriterebbe un discorso a parte, magari in salute). Chi lo ha pensato immaginava di dare una risposta certa al tipo di dolore che si presentava. evidentemente senza considerare che se una sostanza mi lenisce, contemporaneamente un'altra può acuire.

Discorso digestivo. Il caffè, data le sue proprietà sui vasi, effettivamente aiuta la digestione. Questo però in dosi minime... se ci facciamo venire acidità o mal di stomaco non digriamo tanto bene. Da un punto di vista un po' meno grossolano, la capacità del caffè di agitare, eccitare, nel senso di aumentare un moto già esistente ma raggruppando (vedi i pensieri) può spiegare un incremento di intensità di un processo in corso (quindi un convolgio di energie) come la digestione.

Il limone meriterebbe un tread, anzi lo avrà. In ogni caso la cosa delle sbornie è vera. L'azione combinata dei due riconcentra pensieri sparpagliati e confusi dall'alcool e "pulisce", disinfetta (tra l'altro per combustione) la zona specifica in cui raggruppiamo i pensieri e iniziamo ad uscire dalla sbornia. Zona che cmq è più ristretta rispetto a quella che usiamo da sobri... quindi ci sembra di essere sobri, ma per una buona percontuale siamo ancora ubriachi.

Bon, molta gente è "ubriaca" di suo senza bere... caffè, limone e roba varia fan quel che possono...
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Vecchio 25-02-2007, 21.25.37   #18
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Predefinito breve storia del tè

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Effettivamente ci sarebbe da dire qualcosa sui luoghi di origine delle sostanze e anche sui luoghi in cui hanno meglio attecchito, vedi Inghilterra per il tè. Alla fin fine si potrebbe ricavarne qualche indicazione di massima sulle caratteristiche dei popoli (connesse anche ai luoghi che abitano) e alle conseguenti diverse esigenze di un certo tipo, per esempio cosa è importante che sacralizzino, discorso non del tutto sconnesso sull'attecchire o meno di certi culti in certe zone.
Non mi pare inutile, non solo per questioni di completezza, dire due parole sulla storia del te (e poi del caffè), sulle leggende che vi si raccontano e soprattutto sul simbolismo connesso alla pianta, questione tutta orientale, derivante da quella che a noi è nota come "la cerimonia del tè".

Per quanto se ne sa la pianta è originaria degli altopiani del Tibet. La si sa coltivata intensamente in Cina dal VI secolo e in Giappone solo dal XI. Fu solo nell'800 che venne trapiantato in India, mossa degli inglesi che pensarono più conveniente produrlo che importarlo dalla Cina. Verso la fine dello stesso secolo si iniziò a coltivarlo a Ceylon (Sri Lanka) e si scoprì che la speciale terra di quell'isola restituiva una qualità di tè particolarmente gustosa.

Anche se Sulamain ne parla già nel 879, il te non approda in Europa prima della fine del XVI secolo quando qualche viaggiatore inizia a parlarne. Nel 1610 la Compagnia delle Indie inizia l'importazione in Olanda, Italia, Francia e Portogallo e il te è pagato quasi a peso d'oro dagli speziali, quindi resta un lusso appannaggio di pochissimi. Era inoltre considerato terapeutico per via delle proprietà lassative (che effettivamente ha).
Sono comunque gli inglesi gli artefici delle grande diffusione del te. In inghilteraa infatti iniziò ad arrivare in scatola e potè essere venduto in modo diverso.
Una curiosità, che dice anche qualcosa sull'origine del nome, è data dall'annuncio pubblicitario pubblicato il 3 Settembre 1658 sul settimanale "Mercurius Politicus", annuncio che comunicava che presso il Royal Exchange di Londra, nella Sultaness Head Coffee House, veniva servita una nuova bevanda approvata dai medici. La bevanda era quella chiamata dai cinesi Tcha e dalle altre nazioni Tay, quindi in inglese tea.

In ogni caso, anche se Caterina di Braganza ne diffuse l'uso a corte, il te resta una bevanda d'elite per questione di costi. Fu solo nel 700 che inizia a diffondersi tra il popolo, grazie soprattutto al contrabbando, che abbatteva l'imposta enorme che vi era stata appunto imposta.

L'origine invece del te delle cinque, notissima abitudine sempre inglese, risale all'800, durante l'epoca vittoriana. La tradizione vuole che il tè delle signore sia stato introdotto dalla contessa di Bedford, che volle riproporre in chiave profana quel che aveva sentito dire della cerimonia del tè orientale... insomma, senza capire granchè della questione, riuscì tuttavia nel suo intento... lanciare una moda.
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Vecchio 25-02-2007, 23.57.46   #19
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Predefinito leggende sull'origine del tè

Una delle leggende più diffuse narra che Bodhidharma (28° patriarca post Buddha), mentre era immerso in una meditazione di molti anni, si addormentò. Al risveglio, contrito per essersi addormentato, si tolse le palpebre e le gettò a terra. In quel punto nacque una pianta che aiuta a stare svegli...


Un'altra versione vuole invece lo stesso Bodhidharma impegnato in una meditazione di sette anni, assonarsi verso il quinto. Intuitivamente allunga una mano e si ficca in bocca delle foglie prese da una pianta li appresso. Grazie al continuo smangiucchio riesce a stare sveglio e concludere la meditazione.


Invece una leggenda cinese sostiene che fu l'Imperatore ShenNong il primo ad assaggiare la bevanda, in seguito a delle foglie fatte cadere dal vento nell'acqua che stava facendo bollire all'aperto. L'imperatore ne restò così colpito che da quel giorno fece coltivare la pianta nei giardini imperiali.
Interessanti alcuni particolari: i giardinieri deputati alla cura delle piante di te dovevano essere sani, ovvero non dovevano necessitare di mangiare aglio o cipolle, cosa che avrebbe nociuto al buon aroma delle piante da te. La raccolta veniva eseguita tra la fine della luna di Febbraio e l'inizio di quella di Marzo. Chi raccoglieva doveva lavarsi le mani sette volte e poi indossare dei guanti di seta.


Da queste leggende si può notare come da subito il te viene associato alle pratiche di espansione o di contemplazione in qualità di eccitante, ovvero aumentatore di certi processi (cmq già in atto). La prudenza dell'Imperatore ci da forse qualche indicazione sulla facilità con cui il te libera la sua essenza e quindi vada preservato da impurità, oltre ovviamente a sottolineare, se ce ne fosse bisogno, l'importanza dei metodi tradizionali. Lavarsi le mani sette volte e poi mettersi i guanti, azione che può sembrare sciocca ad una mente moderna, consegna invece indizi simbolici su determinati processi energetici...
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Vecchio 26-02-2007, 01.54.05   #20
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Predefinito simbolica tradizionale del tè

Il primo libro tradizionale sul te che ci è noto risale all'VII secolo e lo si deve a Lu Yu, cinese e poeta. Il titolo Ch'a ching, ovvero “il canone del te”.
Il libro associa la preparazione, servizio e consumo del te ad una cosmogonia, facendone una cerimonia simbolica. Ecco quindi che, svolgendo la cerimonia del te, l'officiante ripercorre la vita dell'universo dal suo inizio alla sua fine (e reinizio). Microcosmicamente quindi ripercorre le varie fasi dell'Iniziazione.


Merita invece riportare le parole di un altro poeta, YouQiang (IX sec.) che così parla del te:
La prima tazza mi inumidisce le labbra e la gola,
la seconda infrange la mia solitudine,
la terza fruga i miei sterili visceri per trovarvi soltanto
quasi cinquemila volumi di ideogrammi confusi.
La quarta stimola una leggera traspirazione – tutti i mali della vita
se ne vanno attraverso i pori.
Alla quinta coppa mi sono purificato;
la sesta mi assume al regno degli Immortali.
La settima – ah! non ne potrei sorbire ancora...
sento soltanto il soffio di un vento fresco che mi si leva nelle maniche.
Dov'è Penglaishan?
Lasciatemi montare su questa dolce brezza e diffondermi oltre.


(Penglaishan è una delle tre isole del paradiso taoista.) La poesia è parecchio interessante, soprattutto se si legge al posto di coppa di tè un altro tipo di coppa...


continua...
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Vecchio 10-05-2007, 23.59.00   #21
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Mi sono ricordata del tuo discorso quando mi è capitato di leggere qualcosa su questa cerimonia del tè che mi ha colpita e ho visto che in Giappone rispecchiava una religione singolare definita da certi filosofi giapponesi “teismo”.
La cerimonia del tè esigeva quattro virtù ognuna con un senso materiale e uno immateriale: armonia, rispetto, purezza e serenità. Due ore può durare una cerimonia per un partecipante, dieci anni per avvicinarsi da lontano allo spirito del tè e tutta una vita per raggiungere la perfezione. Da cosa ho capito praticando assiduamente la preparazione si prende coscienza delle proprie imperfezioni, tipo corpo pesante, dita goffe, la ciotola che si rovescia ecc..
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Vecchio 17-12-2007, 13.29.13   #22
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che bello questo thread Ray,stavo cercando qualcosa sul the visto che mi hanno appena detto che per bere del the deteinato non serve altro che buttare l'aqua dell'infuso dei primi 3-4 minuti per il the normale e dei primi 2-3 minuti per il the verde e volevo sapere se è vero. Ho trovato molto interessante che il the disperda mentre il caffè concentra e poi anche la storia delle origini del the, quante cose non si sanno ma...quel continua messo lì a morire di tristezza?
dafne non è connesso  
Vecchio 17-12-2007, 14.23.57   #23
Astral
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Mi ricollego al primo topic.

Cioè il Caffè concentra? Concentra i pensieri?

Non riesco a capire, io ho una menta abbastanza dispersiva ( o se preferiamo che si espande, piuttosto che si concentra), quindi se prendessi meno caffè la mente diventerebbe ancora più dispersiva?

Sto messo male allora

L'effetto della teina e della caffeina, non è soggettivo?

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Vecchio 17-12-2007, 21.11.30   #24
Ray
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Originalmente inviato da Astral Visualizza messaggio
Mi ricollego al primo topic.

Cioè il Caffè concentra? Concentra i pensieri?

Non riesco a capire, io ho una menta abbastanza dispersiva ( o se preferiamo che si espande, piuttosto che si concentra), quindi se prendessi meno caffè la mente diventerebbe ancora più dispersiva?

Sto messo male allora

L'effetto della teina e della caffeina, non è soggettivo?

Molti prendono il caffè proprio perchè concentra i pensieri, anche se non se ne rendono conto... o magari si rendono conto solo in modo superficiale... in ogni caso fai esperimenti no? Anzi, potremmo organizzarne, tipo quelli di Daf, solo cercando di osservare altri tipi di effetto.

In che senso effetto soggettivo? Intendo che, per esempio, a te l'acqua fa venire sete?



PS: per Daf... molti tread sono li fermi con un "continua" che aspettano il momento buono. Sono come tread iberanti, che aspettano di ri-prendere vita dall'interesse dei cittadini. Ibernati ma non morti... basta soffiarci su.
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Vecchio 17-12-2007, 22.22.32   #25
Astral
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Intendo dire che ad esempio la caffeina a molti fa eccitare, ad altri invece produce effetti rilassanti.

Io bevo molto caffè e quasi mai tè, eppure ho una mente che mi sembra di avere pensieri più dispersivi che concentrati. Se non prendessi proprio caffè, avrei una mente ancora più dispersiva?

Chiedevo appunto se c'era la probabilità che il caffè potesse fare un effetto diverso, in base al soggetto che lo prende.

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