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Vecchio 23-11-2007, 18.37.24   #1
Uno
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Predefinito Cosa mangiavamo da piccoli, gusti, mancanze e cambiamenti in età adulta

Basta il titolo quasi, potrebbe essere simpatico ma anche utile vedere le classiche cose che da piccoli le nostre mamme hanno dovuto sudare per farci mangiare, i trucchi che hanno usato (potrebbe essere utile alle mamme di adesso, magari se è possibile adattare a oggi) e altre cose, per esempio se oggi queste cose le mangiamo, volentieri o sforzandoci.
Ok inizio io, il pesce, non potevo mangiarlo, roba da star male, era impossibile farmelo mangiare, come molti bambini (questa cosa sarebbe da esplorare per gli assertori del vegetarianesimo) mangiavo le verdure ma con fatica, l'unica che mi piaceva era l'insalata, piselli.
Mangiavo volentieri i vari tipi di pasta. pizze, ma solo costretto i vari tipi di minestra, ovviamente amavo vari tipi di quelle che sono considerate schifezze... e tutto sommato non lo sono se non si esagera: penso alle varie patatine fritte, sott'aceti etc.
Crescendo alle "schifezze" si sono aggiunte la salse, maionese, senape, mostarda e pure il ketchup (che credevo prodotto Usa, invece nasce in oriente, completamente diverso, con pesce fermentato e dopo è modificato in europa come lo conosciamo oggi).
Oggi mangio di tutto il più variato possibile e se ancora ho qualche preferenza per quelle considerate schifezze, amo anche le verdure, mangio il pesce, alcuni tipi molto volentieri altri meno.

Trucchetti che sono stati usati con me? Dal classico braccio di ferro per spinaci e verdure (credo che oggi non avrebbe presa... magari se si riuscisse a convincere i bambini che qualche mostricciattolo giapponese mangia verdure... ) passando per l'uomo nero se non finivo di mangiare.
Quest'ultimo oltre che esser durato poco non è un metodo valido, oggi lo so, il primo sistema invece può essere buono se si invoglia l'imitazione di un eroe positivo però.

Post lungo, mi fermo, spero che vi piaccia la "traccia".


Avvertenze per l'uso: leggere solo dopo i pasti
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Vecchio 23-11-2007, 18.50.42   #2
turaz
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io sono un pò come te (ti sembrerà strano...)))
da piccolo mangiavo poca carne, faticavo anche con la pasta, verdura detestavo i pomodori e le melanzane e i ravioli di carne mi causavano quasi urti di nausea.
crescendo mangio un pò di tutto con moderazione ma con gusto
l'unica cosa che tuttora fatico a mangiare è il fegato (anche se rispetto a una volta riesco a mangiarlo in alcuni modi)
metodi a suo tempo era mescolarmeli con cose che mi piacevano.
il metodo invece mio quando devo sondare un nuovo cibo è staccare la mente un attimo e infilarlo in bocca
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Vecchio 23-11-2007, 19.42.04   #3
RedWitch
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Da bambina mangiavo quasi tutto quello che mi davano, ho sempre avuto una predilizione per il pesce piuttosto che per la carne, per farmela mangiare mia madre cercava di farla in modi più variegati possibili.. le polpette nel sugo, la "svizzera" (hamburger ai ferri), scaloppine etc, cercava di rendermela appetibile, ma con il passare degli anni, l'ho ridotta molto, non mi piace proprio anche se per forza di cose adesso la mangio un po' più spesso. I primi li mangiavo volentieri , pizze e focacce idem , le verdure le mangiavo volentieri nel minestrone, un po' meno bollite, ma le mangiavo.. anche a me dicevano che sarei diventata forte come Braccio di Ferro se le avessi mangiato gli spinaci
Una cosa che ho sempre scartato e che non mangiavo proprio era il "grasso" sia che fosse intorno alla carne che intorno ai salumi, e mi dicevano: "attenta che ti buca l'intestino" (in modo ironico)..nemmeno ora lo mangio ... quando lo vedo lo toglierei con uno strumento di precisione potendo..
Le schifezze sono aumentate crescendo (merendine, patatine fritte...)

Ho un bel ricordo di quando andavo a casa di mia zia, lei non avendo figli non teneva schifezze in casa e quando andavo da lei mi faceva mangiare grissini e sottilette per merenda.
tagliava le sottilette a quadretti con cui prima di mangiare giocavo a farci delle forme sul piatto era divertente ..

ps bello questo post Uno
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Vecchio 23-11-2007, 19.46.53   #4
griselda
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Da piccola dovevo essere una disperazione in fatto di cibo, mia madre diceva che aveva sudato sette camicie perchè mangiavo come un uccellino. Poi crescendo sono diventata peggio nel senso che non mi piaceva niente, solo il latte prediligevo. Ricordo le lotte, la minestra scotta, nel sugo ci sono i funghi, il pesce puzza insomma ne trovavo una per ogni pietanza, ma mi piaceva il coniglio.
Da adulta mangerei tutto, uso il condizionale perchè alcuni cibi non li digerisco, come ad esempio i peperoni o i cetrioli, ma come gusto mi piace tutto tranne il merluzzo.
Mio figlio sin da piccino ha sempre mangiato di tutto, tranne il pesce che lo rigettò sin dalla prima volta che glielo feci assaggiare con mio grande spavento ma appena un po' più grandino lui stesso ha voluto riprovare ed ora pare riesca a digerirlo. Adesso che sta crescendo ha iniziato a selezionare oggi vorrebbe mangiare solo quello che gli piace di più, ma poi quando vede che non esiste alternativa si accomoda e mangia quello che c'è.
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Vecchio 23-11-2007, 21.17.16   #5
Ray
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Da piccolo, a parte un periodo abbastanza breve in cui non mangiavo nulla, non ero uno difficile. L'unica cosa non potevo soffrire nessun formaggio e questo è andato avanti fin quasi all'età adulta... pian piano ho iniziato con qualche tipo, adesso li mangio quasi tutti con gusto.
Le minestre non mi andavano granchè a parte quella di fagioli che adoravo (mia figlia invece le adora... bon c'è anche da dire che mia moglie cucina assai meglio di come cucinava mia madre) e ovviamente preferivo pasta, pizza, lasagne e roba così. Anche le cosiddette schifezze avevano il loro peso nei miei gusti, ma la roba genuina mi attirava e sono stato educato, in particolare da mio padre, alla "roba buona", nel senso di fatta bene. Adoravo e adoro ancora i salumi, mio padre ne era un grande estimatore.
Adesso mangio di tutto e vario molto (nel senso che ogni sera cambio i condimenti della pizza ... scherzo) a parte i cavoli e affini... mi ci devo proprio sforzare e se posso li evito. Mi nausea tutto ciò che sa di anice.

Un trucco usato dai miei, che poi non è un trucco, è stato proprio quello di educarmi il palato, di insegnarmi a fare attenzione alle differenze, ai gusti... mica tutti i salami sono uguali, ne tutti i biscotti e neanche le schifezze... insomma mi hanno insegnato ad apprezzare le cose fatte bene, anche speigandomi da dove venivano, come si facevano eccetera.
C'è da dire che hanno trovato terreno fertile, sono un godurioso del palato e ho la tendenza ai peccati di gola.

Altra cosa: non mi piacciono le bibite gassate (le metto tra le schifezze comunque) anche se ogni tanto mi capita di berle... al limite preferiso quelle amare, tipo acqua tonica o chinotto. Da piccolo ovviamente le adoravo ma mi venivano centellinate... non esistevano come in molte famiglie odierne, cose come pasteggiare a cocacola.
Invece quando mi è stata fatta assaggiare la birra la mia opinione verso il mondo della materia è cambiato. Forse non era tutto da buttar via e si poteva anche rimandare il diluvio . La adoro tuttora e mi piace esplorare le mille varietà esistenti e fare abbinamenti. Purtroppo (o forse meglio) sono alcoliche, il che mi obbliga a spostarmi ancor di più dalla quantità alla qualità. L'amaro del luppolo è un gusto di cui non mi stancherei mai.

Boh, mi fermo sennò scrivo un romanzo... mi ha dato un sottile piacere scrivere sto post... ripercorrere certe parti da questo punto di vista...
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Vecchio 23-11-2007, 22.39.40   #6
stella
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Io da piccola non riuscivo a mangiare la carne, mi dava un senso di soffocamento e non riuscivo a masticarla....
Il trucco che usava mia madre era quello di farmi mangiare le cosiddette "svizzere" simili agli hamburger ma più sottili.
La verdura cotta invece la mangiavo volentieri, non mi piacevano i formaggi mentre andavo matta per la pastasciutta col ragù di carne (un altro trucchetto per farmi mangiare la carne).
Il pesce lo mangiavo, ma solo alcuni tipi... il pesce azzurro, calamari e seppie, mi sono sempre piaciuti, mentre il pesce con tante spine non l'ho mai sopportato, sempre per la paura di soffocare...
In quanto alle schifezze, mi piacevano le patatine, non sono mai andata a impazzire per la cocacola.... ho avuto il periodo delle caramelle che si sciolgono in bocca, il periodo delle merendine...
Ora mangio un po' di tutto, mi sono rimasti i gusti che avevo da piccola, per la carne non faccio più problemi, mi è passata la paura di non riuscire a mandarla giù...
Mi piace il cioccoloto fondente ma non sopporto più le merendine....
Prima delle merendine industriali mia madre per colazione mi dava pane burro e marmellata, qualche volta al posto del pane imburravo un biscotto di quelli quadrati e piatti...
Mangio abbastanza frutta e verdura e crescendo ho provato altri gusti che da piccola non avevo mai assaggiato, tipo besciamelle varie, cibi preparati con la panna da cucina, anche se limitatamente perchè faccio fatica a digerirli.
In genere da piccola mangiavo cose più semplici e genuine, di ogni cosa si sentiva il gusto, certe volte quando mangio un frutto mi ricordo che frutto è solo per la forma e per il colore, ma il gusto non è più lo stesso....
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Vecchio 23-11-2007, 23.00.37   #7
gibbi
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A me non piacevano i pomodori in insalata... adoravo la salsa, stravedevo per quelli ripieni al forno, ma se crudi riuscivo a mangiare qualche fetta solo se tagliata sottolissima. Questo sin dopo sposata ... oggi li adoro e sulla mia tavola in stagione (e anche non) compaiono sempre, soli o nell'insalata .
Odiavo il minestrone che in casa mia veniva propinato il martedì. Arrivare da scuola e sentirne l'odore già sulle scale... ..... comunque nessuna alternativa
(tranne il digiuno sempre concesso ) , si mangiava quello che c'era in tavola.
La donna che aiutava mia madre in casa e che era l'autrice del terribile piatto ( minestrone a parte , una cuoca eccezionale) quando i miei tardavano, preparava una zuppa veloce con brodo vegetale, pane e parmigiano a volontà , che divoravo altrettanto velocemente , lasciando poi il piatto vuoto in vista .... .
Ho scoperto più tardi che quello che mi infastidiva della zuppa di verdure era il sedano...sapore e odore , tolto quello ho incominciato ad apprezzarla .
Quello che più piacevolmente ricordo di quand'ero piccola, forse perchè ora mi farebbe comodo poter fruire della stessa organizzazione , era il conoscere in anticipo quello che si sarebbe mangiato ....lunedì e mercoledì pastasciutta , martedì minestrone, giovedì brodo , venerdì pesce - risotto, zuppa , anguilla... - e sabato minestra ( adoravo e stavedo ancor oggi per quella di fagioli) e la domenica il pasticcio o i tortellini. La sera mia madre cucinava la carne o il pesce e non mancavano le rane in stagione e nemmeno le lumache che adoro.
Sono stata abituata ad una buona , anzi strabuona cucina e ho a mia volta imparato a cucinare abbastanza bene e in tavola metto di tutto un po'.
Mi piace assaggiare i cibi che non conosco (l'ultimo il canguro ) e sono sempre pronta a ricredermi ....vedi la zucca che non mangiavo causa un terribile ricordo di sapore dolciastro e di consistenza troppo farinosa .....da qualche tempo , la cucino due o tre volte la settimana , in vari modi e ne sfrutto il colore abbinandola con altre verdure per ingolosire anche i miei figli.
Nessuna bibita gasata, nessun alcolico ....ma adoro il vino che mio padre mi ha insegnato a degustare ...e che mi concedo spesso , specialmente la sera.
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Vecchio 23-11-2007, 23.36.51   #8
Shanti
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Non ho molti ricordi di come mangiavo quando ero piccola, ma ne ho uno vivido dei sapori e dei profumi di ciò che mangiavo i primi anni di asilo: minestrine e pastasciutte che ricordo deliziose con un sapore che non ho mai più gustato così, mentre per il secondo ho il ricordo della bistecchina al burro che mi piace tantissimo ancora adesso.
Mio padre è sempre stato un gran mangiatore di carne, quindi a casa mia non mancava mai né a pranzo né a cena mentre anche il primo non è mai mancato nel senso che i piatti unici (a parte la pizza) non esistevano per i miei, variando tra pasta, riso e minestre, Tra le minestre mi piaceva una particolare che mia madre faceva con il latte. La carne la mangiavo di tutti i tipi, e visto che praticamente c’era sempre avevo le preferenze più che altro sul modo in cui era cucinata: per esempio odiavo i lessi, mi piaceva solo il pollo bollito. Il pesce mi piaceva poco ma più che altro per le lische. C’erano poi le battaglie per il pane che cercavano di obbligarmi a mangiare, e ancora adesso praticamente non ne faccio uso a tavola. Mi piacevano e ancora adesso la salsiccia e gli affettati, il prosciutto cotto è una cosa di cui non mi stancherò mai. Di verdura ho pochi ricordi, quella verde neanche a parlarne ma i finocchi crudi sì, i pomodori solo se spalmati di maionese, ricordo i ravanelli ma solo dopo che gli toglievo la buccia perchè troppo piccanti. Tra la verdura cotta mi piacevano i piselli mentre mia madre riusciva a farmi mangiare il cavolfiore cucinandolo con le olive, mentre le patate e le zucchine in tutti i modi mi sono sempre piaciute. Da mio padre avevo imparato a mangiare i carciofi crudi, cosa che oggi non faccio più. Tra la frutta l’unica che non ho mai amato molto e non so perché è sempre stata la banana, ancora oggi. E poi c’era il vino rosso che mi piaceva tantissimo, pasteggiando ne bevevo regolarmente e l’ho fatto dai sette otto anni fino all’adolescenza dopodichè non ne ho mai più bevuto fino a qualche anno fa quando ho ricominciato ad assaggiarlo e a trovarlo piacevole.
Oggi non c’è praticamente niente che non mangio a meno che non sia piccante, se non vogliono farmi mangiare qualcosa basta metterci un po’ di peperoncino sopra e io ci rinuncio, proprio non ce la faccio.
Caspita pensavo di avere pochi ricordi ma mi stanno tornando in mente un sacco di cose
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Vecchio 24-11-2007, 01.09.27   #9
jezebelius
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Beh...ad essere sincero anche io ho pochi ricordi.
Dovrei far fede, per quanto mi è possibile, alla memoria del mio stomaco.
Insomma la cosa cge ricordo e che si svolegeva in maniera sistematica è che alal domenica il menù era fisso: Bucatini al sugo di coniglio e coniglio mentre il contorno erano la patatine fritte; o anche capitava di mangiare pasta, la domenica successiva, con la carne in salsa come polpette o salsicce.
La pasta non è mai mancata anzi di solito i miei una volta messi ai fornelli, si dilettavano in vari menu durante la settiamana anche se non accadeva spesso. Tipo una volta con la salsa rossa o qualche volta capitava la pasta alle vongole. Qui non mi pare di aver fatto mai storie anche se, ripeto, il ricordo è parecchio offuscato. Comunque, come secondo il pesce diciamo che non è che non lo sopportavo ma quasi. Infatti quello che veniva propinato era sempre il merluzzo in acqua bollita. Mangiato sempre e solo questo ( quando c'era ed a parte altre volte le alici all'aceto ), accanto al polipo al sugo. Ora che ci penso la situazione non è che poi sia tanto cambiata.
La frutta. Per questa, nota dolente nel senso che se non la si frullava neanche la guardavo, come non guardavo la zucca, o anche l'anguria ( semplicemente perchè una sera, ad una festa di paese, ne mangiai talmente tanto da nausearmi dopo ovviamente averlo " rigettato" per dove era entrato: una notte intera a vomitare) o pure la pera ( per la quale a causa del mal di mare un giorno - guarda caso avevo bevuto un succo di frutta a pera - ho avuto sempre una repulsione) che ora, più o meno, a tratti mangio.
Per le schifezze non posso dire, poi, che siano mancate. Ricordo che quando mia madre usciva la mattina, prima di andare a lavoro, ci lasciava i cornetti caldi o le ciambelle zuccherate a colazione, sempre ogni mattina. Le abitudini son cambiate crescendo poichè le merendine industriali hanno preso il campo delle deliziose leccornie artigianali. Fatto è, tornando ancora più indietro, che mi piaceva " soffiare a mio fratello " la zuppetta che veniva preparata da nostra madre fatta coi biscotti per bambini e latte, così da far uscire una pappa particolare.
Non ho mai avuto problemi col cibo insomma, a parte comunque con la carne a volte: non è che mi entusiasmava ( come anche adesso ) tantissimo; ci mettevo un po per ingoiarla.
Pizze poi a volontà, alimento col quale, ipoteticamente, potrei, e potevo, sostentarmi per una intera settimana. Verdure poche però, mi rendo conto, anzi se ne faceva cosi poco uso a casa e quella volta che venivano proposte era sotto forma di spinaci ( idem la storia di Braccio di Ferro ). Pane a volontà col quale molto spesso accompagnavo la pietanza, sia il primo e sia il secondo. Quello che non mai potuto sopportare però è stato il formaggio grattuggiato sulla pasta in quanto modificava il gusto della pasta stessa. Anche ora non ne faccio un largo uso ma talvolta il pecorino mi piace utilizzarlo.
Tornando a quando ero piccolo, ecco poi c'erano yogurt a volontà di tutti i tipi ma i formaggi neanche a vederli da lontano ( nel senso che non mi piacevano ).
Ah...come dimenticare la trippa! Era una piatto ( anche ora ) nel quale l'arte culinaria di mio padre trovava il suo estro. Una cosa particolare.
Il cavolfiore invece, mi nauseava solo a sentirne l'odore; oggi, guarda un po, lo mangio.
Mio padre a pranzo, poi, pasteggiava con la birra e devo dire che noi abbiamo sempre utilizzato sempre e solo acqua ( qualche volta anche le bevande gassate ). La birra abbiamo iniziata a conoscerla dai sedici anni come pure il vino che in casa, a parte che utilizzato nella preperazione del coniglio, non si conosceva affatto.
Buoni i carciofi anche se li ho sempre considerati una paerdita di tempo a tavola. Poi come detto, polpette e salsicce che sguazzavano nelal salsa di pomodoro non sono mai mancate.
Latte a colazione e sera prima di dormire.
Per il momento il mio stomaco si ricorda solo di questo
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Dr. Marc Haven
“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 24-11-2007, 14.45.26   #10
cassandra
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Fin da bambina il pesce è stato mio nemico,mangiavo solo calamari,gamberi,del polpo la testa ben pulita,la vola marina al sugo,tutto ciò che aveva spine lo rifiutavo e continuo a farlo.
Un'altra cosa che ho sempre detestato sono i fagioli che ancora oggi non mangio (i borlotti si,ma non chiedetemi perchè ),non mi piacevano gli spaghetti alla puttanesca per via delle olive nere e capperi,ma oggi la mangio volentieri,rifiutavo tutto ciò che era verde,prezzemolo in particolare,addirittura svuotavo i cannelloni e mangiavo solo la pasta.
Adoravo la zucca,i ceci,pollo e coniglio (oggi non ci vado appresso,anzi del secondo mangio solo il fegato),il purè di patate,la pasta al gratin,la siciliana,la pasta al forno,la parmigiana di melenzane.
La frutta la mangiavo...mia madre la grattugiava o faceva la macedonia e così mi convinceva anche quando non volevo,le mele cotte anche mi piacevano.
Anche la frutta secca non mancava mai e tra noci,castagne e nocciole ci passavo le ore.
Yogurt,biscotti,brioscine non sono mai mancate,mia nonna riempiva ogni giorno l'armadietto ed io ero un ingorda pazzesca,per non parlare dei gelati, mia grande passione (ricordo che il nonno mi dava 1000lire ed io con la calcolatrice facevo il conto per calcolare quanti gelati potevo comprare),infatti ero una pallina da bambina .
Mi è sempre piaciuto il latte e lo yogurt,le uova in tutti i modi,alla coque,sodo,fritto,strapazzato,col pomodoro...ogni ricetta era buona.
Addirittura da piccola con papà mangiavo la cacciagione,gli uccellini che gli regalavano...oggi non più.
La carne la mangiavo preferibilmente al sugo,arrostita non mi faceva impazzire e come altri ancora tolgo il grasso,ma a bagno Maria era deliziosa,poi vabbè le cotolette,gli spiedini da cui prendevo solo i pezzi teneri,adoro il vitello...tonnato è ed era il top,le braciole.
Mi piacevano le patate in tutti i modi,il pane intinto nel sugo di pomodoro,le fritture di melenzane,carciofi,finocchi,zucchine...ero abbastanza una buona forchetta,ma molto decisa per cui se una cosa non volevo mangiarla,non la mangiavo (mio padre mi chiamava emicrania fin da piccola ).
La pizza,i rustici mi facevano impazzire,a casa cucinava la nonna che era (ora non cucina ma dirige)una cuoca fantastica,cambiava sempre menù...spesso si mangiava pesce perchè tutti ne sono ghiotti,per me c'era un piatto a parte.
Odiavo il parmigiano sulla pasta,persino l'odore...anche se mischiavano distinguevo il sapore e mi rifiutavo di mangiare,come pasta mi annoiavo ad avvolgere gli spaghetti per cui li tagliavo e così poi li mangiavo.
Dolci a volontà,da sempre ed ancora oggi ne sono quasi dipendente...mi piace quasi tutto tranne il cioccolato fondente,i dolci al liquore o al caffè se è troppo carico.
Da piccola non ricordo coca cola se non ai compleanni,per queste occasioni mamma preparava tantissime cose,adoravo il compleanno più per questo che per i regali,succhi di frutta sempre,a volte anche fatti in casa...buonissimi.
Un ultimo ricordo che ho al momento è che quando mamma mi imboccava usava dire questo è per papà,questo boccone è per il nonno...oppure arriva l'aereo,il treno per entrare in stazione etc.ed io di solito ci cascavo...ma ero abbastanza piccola.
A tavola ricordo sempre acqua e vino,birra la sera solo per papà...ancora oggi però bevo solo acqua anche se qualche volta gradisco un buon bicchiere di vino...tra i super alcolici detesto il wiscky(non so come si scrive ),perchè a 14 anni con un amichetta ci siamo scolate una bottiglia in due...mamma mia ragazzi,ancora rammento il dopo...
Per ora non c'è altro...
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Vecchio 25-11-2007, 00.33.45   #11
Sole
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Da bambina non amavo praticamente nulla, non avevo un piatto preferito, ma mi ricordo che facevo credere che mi piacesse una cosa piuttosto che un'altra, forse perchè la preferivo davvero ma non ricordo che proprio andassi matta per qualcosa. Piuttosto ho bei ricordi riferito alle circostanze di una pietanza. Ad esempio quando mamma cucinava i calamaretti fritti (i cerchietti) con le patatine fritte era una bella cosa perchè li faceva come un regalo a noi bambini e così era bello, un bel momento e non li faceva spesso perchè erano fritti, per cui una volta al mese era come mangiare al MC oggi per i bambini moderni. Poi il piatto della domenica con la torta fatta in casa.. insomma più l'occasione che il cibo.
Non mi piacevano le bibite gassate e non se ne bevevano a casa mia, solo qualche domenica l'anno e a Natale. In ogni caso quella che mi piaceva davvero era solo il chinotto e non lo compravano quasi mai. Non ero appassionata di dolci, anche se papà ogni domenica portava le pastarelle tornando dalla passeggiata.
La colazione, ricordo che bevevo il latte, ma non lo gradivo preferivo il the. Per metà mattina mamma ci prendeva la pizza dal fornaio accompagnandoci a scuola e a pranzo c'era sempre primo e secondo. Generalmente un piatto di pasta al sugo oppure una minestra cucinata durante la mattina. Non mi ricordo di aver mai amavo le verdure cotte eppure i miei mi dicevano sempre che da piccola prendevo la biedina e gli spinaci con le mani e me li mangiavo. I fagiolini proprio mi facevano schifetto, mettevo il boccone in bocca e ungurgitavo bicchieri di acqua per non sentire il saporaccio di terra che mi evocavano. Poi i carciofi nemmeno l'odore. Mia madre era di quelle all'antica ed era capace di lasciarmi senza mangiare, a parte la colazione, per un giorno finchè non mandavo giù. Con le zucchine ci riuscì i carciofi si spaventò dell'effetto che mi fecero e non mi costrinse più.
Il trucco che adottò poi per farmeli mangiare insieme a tutte le verdure fù una cosa che ancora oggi mi fa tenerezza a pensarci, mi passava il minestrone, e io lo riempivo di formaggio e mi piaceva, anche se mi facevo un brutto effetto... Si mangia con gli occhi. I formaggi non mi hanno mai attirata a parte la mozzarella che mi piace con tutto, oggi ne mangio alcuni con gusto ma la mozzarella resta insostituibile per me. C'è stato un periodo che senza non sapevo che mangiare a cena.
Gli spinaci me li condiva con la ricotta nascosti nei ravioli che faceva lei in casa.
Schifezze non ne ho mai conosciute perchè in casa non transitavano dalla spesa di mamma. In ogni caso, anche quando fortuitamente passavano, non ci andavo matta e tutt'ora a parte qualche eccezione (pistacchi) mangio più per nervosismo e distrazione certe cose che per altro.
Un bel ricordo è quello legato alle castagne, forse perchè si partiva la domenica insieme alla mia famiglia e mio zio per andare a raccoglierle. I funghi non li ho mai mangiati, ho inizato solo da grande ad assaggairli, oggi ne mangio solo conditi. Insomma non ho un'alimentazione variegata e quindi mi butto sulla carne e l'insalata.

Sono stata molto lunga, ma come per gli altri scrivere di questo è stato immergersi nei ricordo, molto piacevole..

Ah si, c'è una cosa che mi piace tantissimo.. è un cioccolatino ma non posso fare pubblicità ma lascia tanti messaggini in giro
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Se non sarò me stesso chi lo sarà per me? E se non ora, quando?
Sole non è connesso  
Vecchio 25-11-2007, 18.01.40   #12
griselda
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Ragazzi ho seguito il vostro esempio ed ho ritrovato un sacco di cose che manco ricordavo forse per pigrizia o forse per timore vi devo ringraziare ho trovato anche tante cose belle spesso mi fisso troppo su quelle brutte ed invece ho trovato un cestone pieno di bei ricordi e di amore che ognuno da a modo suo.

Da bambina d’estate quando ero a casa da scuola mia madre mi portava con se al mercato. Mi piaceva girare per le bancarelle specialmente soffermarmi davanti a quelle dei giochi, ma anche a quelle che vendevano prodotti in salamoia, dalle olive alle acciughe. La mamma allora mi faceva scegliere ogni volta un tipo di olive diverse e me ne comprava un cartoccio che mangiavo lungo la strada. Le acciughe invece le mangiavo al pomeriggio nel pane imburrato. Poi è arrivata la cosa del colesterolo e addio burro. Il burro per me era come il cibo degli dei. Mi piaceva con la marmellata sempre sul pane, oppure quando mia madre ci soffriggeva l’aglio e la salvia e poi ci cuoceva la bistecchina o le uova. Beh il burro di allora aveva un buon sapore non è uguale a quello di oggi oppure è cambiato il mio palato non so, ma penso sia più probabile la prima opzione.
Da bambina inoltre mi piacevano le interiora del pollo e coniglio, tanto che qualche volta mia mamma assecondando queste mie preferenze mi comprava solo quelle dal macellaio e me cucinava insieme all’arrosto di coniglio o di pollo. Come mi piaceva molto anche l’aglio con cui aveva fatto il soffritto per la carne arrostita. Poi mi piaceva il rognone, l’odore era strano ma il gusto dell’aglio e il prezzemolo lo rendeva gustosissimo.
Odiavo il fegato invece. Mi piaceva la carne trita cruda e la carne di cavallo perché mi dicevano che faceva bene. La salsiccia cruda poi era una delizia. Ricordo che per assecondarmi mia madre mi comprò di tutto, aveva piacere se mangiavo, persino le creste del gallo e i testicoli di non ricordo quale animale. Scusate ma ora mi viene da ridere, ma allora al mercato si vendeva di tutto.
Del pollo adoravo oltre che le interiora anche la testa di cui mangiavo con gusto la midolla, succhiavo anche quella del collo e facevo la ricerca nelle ossa per trovarne altra. Ma soprattutto le zampe oggi non si trovano più, mia madre sbrucciacchiava il pollo sul fornello per togliere tutti i rimasugli di piume e poi lo puliva, ricordo ancora quando svuotava lo stomaco del pollo da tutta quella roba verde-giallognola poi una volta cotto era mio, mi piaceva quel gusto di nervetto duro da mordicchiare e strappare con i denti e le mani si si perché il pollo e il coniglio si mangiano con le mani. Spiluccarli tutti è un’arte. Per il coniglio idem come sopra però il fegato di entrambi lo mangiavo ma spesso era amaro mia madre diceva che si era rotto il fiele e che dovevo lasciarlo indietro. Le parti che mi piacevano di più erano le cosce anche ora se lo mangio preferisco quelle se non si può però mi adatto ma il petto proprio non mi piace lo trovo stopposo, quindi se lo mangia qualcun altro sono bene felice di lasciarglielo.
Da bere c’era l’acqua che si faceva diventare gasata con una povere in bustina, inizialmente le bustine erano due poi divennero una sola. Queste operazione a me era vietata perché ritenuta troppo piccola, la faceva mia madre o mio fratello che era molto più grande di me. Bisognava fare attenzione a non far cadere fuori la polverina ma anche, appena versata la seconda bustina, chiudere ermeticamente la bottiglia con il suo tappo affinché non fuoriuscisse tutta sulla tovaglia. Il tappo aveva quelle chiusure di metallo che con forza si spingevano all’ingiù ed io non avevo ancora la forza di fare questa operazione senza rovesciare la bottiglia, però uff ricordo che volevo tanto farlo anche io. Ero già grande quando iniziò a comprare le bibite gasate se non mi curavano le bevevo a perdicollo quindi c’era un veto, ancora oggi mi piacciono tantissimo ma mi autolimito.
A mia mamma non piaceva molto cucinare o comunque le dava noia se qualcuno si lamentava di ciò che aveva cucinato, ora che cucino pure io, la capisco. Solo che cucinava una dose industriale a volte che durava dei giorni e quindi qualche lamentela poi logicamente se la ritrovava perché ci si stancava della stessa pietanza. Anche se a pensarci oggi povera donna faceva i miracoli con i soldi quindi cercava di sfamarci senza farci mancare nulla e quindi in qualche modo doveva pur risparmiare.
Mi piacevano le verdure cotte ma non amavo l’insalata rossa la trovavo amara oggi è quella che prediligo: la trevisana, forse per risparmiare la comprava un po’ avanti ed ecco che prendeva quell’amarognolo. Mi piacevano i cetrioli quando li metteva a fare l’acqua sotto sale li rubacchiavo perché mi piaceva il sale su quella verdura. Poi mi piaceva il melone anche se non lo mangiavamo spesso. I salumi tutti i formaggi solo quelli saporiti e invecchiati anche ora il gorgonzola quello che si scioglie tutto mi fa impazzire. Ahhhh dimenticavo lo zabaglione normale o anche con il caffè una delizia.
Il bello veniva al sabato quando ci concedevamo di andare dal salumiere. Il solo profumo entrando già bastava per spalancarmi narici e occhi pregustandomi ogni piatto pronto la sul bancone: i nervetti, l’insalata russa, i pascetti in carpione, sotto Natale il capitone e la anguilla, poi qualche frittura di pesce, sott’aceti e il fatidico sacchetto di patatine mentre aspettavo la fine della spesa. ( e il regalino all’interno la sorpresa come mi piaceva!) La domenica poi c’era sempre il pollo bollito, un pentolone enorme con i pollo che faceva quasi impressione sembrava un bambino nudo a testa in giù. Con il brodo mia madre cuoceva i ravioli e come al solito mi prendevo una sgridata perché li facevo scomparire nel parmigiano, come mi piaceva quando filava tutto e si attaccava al cucchiaio e lottavo per non lasciarne attaccato neppure un filino. Bevo tutto il brodo prima e poi mi gustavo i ravioli al formaggio fuso.
Poi siccome mi piaceva la cipolla me la teneva da parte dando ad ognuno la verdura che prediligeva, oppure metteva patata carota, zucchina e cipolla in una terrina e le condiva con olio e aceto. A volte faceva anche il bollito di carne non mi piaceva perché quella carne finiva tutta tra i denti ed era filacciosa però mi piaceva la parte nervosa quella attaccata alle ossa, anche quella degli ossibuchi mamma che buoni gli ossibuchi nervetti e midollo tutto insieme. Ahahah Del pane mai neppure l’ombra a pranzo e neppure a cena non lo volevo vedere ora invece mi piace tantissimo ma mi limito se no decollo.
Quando preparava il minestrone ero li come il mio gatto in cerca di un po’ cibo assaggiavo tutto tuttissimo anche la patata poi facevo finta che mi piacesse per non dare ragione a mia madre che mi aveva avvertito che non era commestibile cruda.
Mi incuriosivano i cibi che non avevo mai assaggiato e quindi quando arrivava una vicina con qualcosa di nuovo del suo paese facevo da assaggiatore fu così che scoprii le rane, le lumache, il pecorino e persino erbe di campo che mangiavo in insalata o germogli di rovi di cui non ricordo il nome, fiori di campo e il trifoglio con quel sapore agro.
La frutta ricordo che uff non mi piaceva molto allora me la sbucciava e me ne faceva assaggiare qualche fettina. Però mi piacevano i cachi e le melagrane. Gli aranci e i mandarini e l’uva solo se erano molto dolci.
Quando invece preparava il budino ero la con l’acquolina per tutto il tempo per cui quando aveva messo il tutto nella formina mi lasciava ripulire il pentolino con il cucchiaio di legno mettendomi in guardia affinché non mi scottassi.
Poi un giorno scopriì la nutella e quando racimolavo abbastanza mancia andavo in drogheria e me ne compravo un vasetto mangiandolo tutto di nascosto perché mi era vietato mangiarne molta. Divenni talmente golosa di cioccolato che mi feci salire gli zuccheri nel sangue così dovetti fare una cura per poter essere operata di appendicite. Mentre ero in cura ricordo che un giorno scoprii una scatoletta di ovetti di cioccolata e me ne mangiai alcuni di nascosto. Mamma come erano buoni due volte buoni.
Ad un certo punto dopo aver scoperto cosa mi piaceva facevo di quei miscugli tutti di seguito che arrivai a stare male mi rimpinzavo e poi stavo male. Piano piano mi resi conto ci vollero anni ma smisi di trangugiare di tutto e di più. Mi ricordo un pomeriggio in cui avevo bevuto una tazza di latte con il panettone, dopo mangiai un panino con il prosciutto crudo e infine un caco. Stetti male come un cane. Ahahah
Uh il panettone mi piaceva molto ma molto di più le uvette ricordo che mio padre non le mangiava per lasciarle a me mi riempiva dei contenitori che poi mangiavo i giorni successivi. Buonissime anche le caldarroste comprate sempre già calde in cartoccio proprio di questi tempi. Frutta secca, fichi, datteri che buoni.
Mi piacevano i pomodori raccolti negli orti di qualche vicino di casa assieme all’uva americana ma mi sa che era bellissimo andare a “rubacchiarli” piuttosto che trovarli già pronti in tavola.
Alcuni cibi li conobbi solo dopo sposata quando iniziai io ad andare a fare la spesa o confrontandomi con altre cucine.
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Vecchio 27-11-2007, 17.02.00   #13
dafne
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Da bambina sono stata molto fortunata, ho avuto un papà innamorato della cucina e una mamma che ha sempre variato il menù. A casa mia credo che il sugo prOnto sia stato usato si e no 10 volte. Brodo di carne, quello che fa "gli occhi" quasi tutte le sere alternato con la minestra di pomodoro o il minestrone, mio padre voleva una zuppa o una minestra tutte le sere, aveva la mania però di volere poca pastina in quella in brodo, una sera mi sono rifiutata e..zac..a letto senza cena, ho pianto, dopo c'era l'uovo alla coque...che didetta!!
Mia sorella ha quasi 10 anni più di me per cui sono stata testimone più di una volta del gioco che faceva con mio padre quando cercava di scoprire gli ingredienti del piatto. (papà era stile orsacchiotto l'ho già scritto, la cucina era uno degli argomenti su cui si scioglieva, l'altro, la politica, era un pò fuori dalla nostra portata ehheheehe)mi ricordo benissimo le grigliate di carne la domenica (casa circondata da prati e boschi, vivevamo in contrada per cui non c'era pericolo di vicini incazzosi per il fumo...) tutti i tipi di pesce, o quasi, anche se la mia adorazione andava per i crostacei, papà faceva un piattone di gamberi con la frutta e la salsa di maionese e arancia che era paradisiaco. Non credo di aver mai dato problemi per il cibo, anzi, anche se mia madre mi racconta spesso che ero la sua disperazione perchè non crescevo mai. Un segreto? Piccolo paesino di montagna, la scuola offriva una mensa ai bimbi che venivano dalle contrade lontane ( io ero a 15 min a piedi dal centro) e la signora che si occupava di questa micro mensa alle dieci a ricreazione faceva i panini. Mi ricordo che mi facevo dare dalla mamma quei..mah..50 lire? solo che invece del panino biciok (non c'era la nutbip) sapete quella cioccolata metà bianca e metà marrone? ecco...io mi facevo fare di nascosto un paninazzo con sgombro e cipolline hahhahhahaha ero da rinchiudere già allora..
crescendo e cambiando città mamma ha comunque continuato per un bel pò a cucinare benissimo, cotolette impanate, polpette, arrosto al latte, ora mi rendo conto del lusso alimentare in cui sono vissuta, quasi mai si mangiava per due volte di fila la stessa cosa, fagiolini, zucchine, peperonata, cavolo gratinato..ah che infami che eravamo a trovare sempre qualcosa che non ci piaceva. Poi è arrivato il tempo delle schifezze, dei fritti, della pizza, dell'haburger..ecc ecc, mamma aveva un pò esauriro la voglia e io mi sono tra l'altro ritrovata con dei problemi di digestione non proprio piccoli, ricordo che per un certo periodo ero obbligata a prendere uno sciroppo d'erbe prima di mangiare per digerire.
Poi mi sono sposata e mio marito amava i gusti semplici o le porcherie assolute, per dire, o insalata e pomodori oppure un panino con prosciutto wurstel maionese formaggio acetelli e quant'altro ci stava..
Ho imparato a cucinare da sola, oggi riesco a fare quasi tutto con una ricetta in mano tranne le patate fritte,che o si ammosciano o si carbonizzano, gli arrosti a cui bisogna dare il colpo di grazia perchè ancora vivi anche dopo 4 ore di forno/pentola, e il pane (ho provato Gri...manco le papere lo han voluto )anche se la mia predilezione in assoluto va per i dolci, specie quelli che vanno per le ricorrenze, tutti da decorare...
Oggi sto riscoprendo i gusti naturali, un pò alla volta sto sostituendo la passata pronta con quella vera, la carne impanata pronta con il petto di pollo da impanare ecc...un pò alla volta. Anche oggi mangio tutto, frattaglie comprese, anche se la cervella, ad esempio, me la farei fare solo da papà. Per me mangiare è un momento di assoluto piacere, di calma, e anche di calore. Sarà per quello che quando sono triste mastico mastico mastico?
Un altro ricordo curioso del passato è legato a mio nonno, il farmacista, aveva l'abitudine di mangiare tutto nello stesso piatto, tanto, diceva, poi si mescola tutto nello stomaco (e sua moglie faceva gnocchi e pasta fresca con la facilità con cui io oggi digito un messaggio sul cellulare...)
Insomma se mi guardo indietro direi che sto tornando a quando ero bambina per quel che riguarda i gusti anche se sono più, come dire, puliti, meno salse meno condimenti e più gusti semplici.
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Vecchio 27-11-2007, 18.31.28   #14
cassandra
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Eccomi qui per un integrazione,che magari servirà a me ma anche a voi...
Mi è tornato in mente ad esempio che da bambina bevevo l'uovo fresco,con un ago si faceva un buchino sul guscio e ancora sento la voce di mia nonna materna che mi incoraggiava a tirare più forte...ricordo che il bianco non mi piaceva ma valeva la pena arrivare al rosso,anche sull'uovo fritto quel po di albume che restava molle non riuscivo a mangiarlo,assolutamente da scartare ed in effetti ancora lo scarto se non friggo io l'uovo,poi lo zabaglione mi piaceva tantissimo,anche col caffè proprio come Griselda ...
Da ragazzina ho iniziato a mangiare il muso di maiale,(olio,sale,pepe e limone)selezionando i pezzi meno grassi,le minestre di verdura le gradivo ogni tanto,non so perchè se si trattava di verdure mischiate il colore verde non mi bloccava sempre(forse ero parac...fin dagli esordi ),così come mangiavo volentieri le frittelle di fiori di zucca,cavolfiore,stocco con l'uva passa che solitamente detesto e scarto dal panettone di Natale per esempio. Mi è tornata alla mente anche la gustosissima pizza di scarola che preparavano a casa mia,ovviamente senza acciughe,ma piena di uvetta,olive nere di cui apprezzo l'aroma,ma le scarto ancora oggi accuratamente.Ancora di quando con la nonna facevamo la pasta fresca o il ciambellone,io seguivo ed aiutavo perchè mi piaceva assaggiare e ripulire la zuppiera dai resti dell'impasto,ancora la pizza di crema un dolce semplicissimo che la mia bisnonna paterna aveva tramandato.Poi mi è tornata in mente la gelatina di frutta,quella per capirci(spero)dei cartoni di Tom e Jerry,tipo budino trasparente che mangiavo a casa di una vicina,quanto mi piaceva...eppure non son stata più capace di trovarne in commercio,penso fosse una polvere che si scioglieva sul fuoco e poi in frigo...sempre da lei ho provato il sanguinaccio (non al cioccolato,ma quello fatto col sangue di maiale)di cui ho un vago ricordo ma sento che mi piaceva...anche questo scomparso.La sera ogni tanto facevo compagnia alla nonna col semolino,la polenta qualche volta,adesso se posso la cucino io o col ragù,o anche con il sugo di coniglio. Ma il ricordo più strano che è affiorato riguarda le volte che ci regalavano conigli vivi che dovevano finire in pentola,io iniziavo a chiedere di risparmiargli la vita,ovviamente nessuno mi dava retta anche se cercavano di calmarmi, la signora che all'epoca aiutava in casa prendeva il coniglio e mentre io piangevo e protestavo,mio fratello di 3 anni più grande piangeva accanto alla signora perchè voleva partecipare,per non dire che voleva essere lui a finire il povero malcapitato... (questo confermato anche da mia madre e da lui che ne ridono visto che mio fratello non è diventato serial killer )sarei curiosa di capire come si spiega sta cosa o cosa può significare (se è OT mi scuso )
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Vecchio 27-11-2007, 18.57.45   #15
dafne
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OT
pssssssss Cass, nella zoNa del pavese, tipo Vigevano, Mortara e paesetti limitrofi il sanguinaccio è ancora di molto di moda, lo trovi soprattutto alle fiere del paese, io l'ho assaggiato e per me ha un gusto troppo forte ma non è scomparso.Così come i nervetti di maiale o quelli che chiamano "ciccioli" di maiale e d'oca.
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Vecchio 27-11-2007, 22.30.18   #16
Era
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non ero affatto schizzinosa...come tutti i bambini non gradivo
i sapori "forti" comunque mi adeguavo....la cosa che più
ha lasciato il segno in senso negativo sono gli spaghetti
li ho odiati...insultati...sputati....e non esagero...al
solo pensiero avevo conati di vomito (e lo so
na schifezza sto dicendo...ma è vero )
mio padre li amava...quindi in sugo...in bianco..in verde....nel minestrone sminuzzati...nella minestrina sminuzzatissimi mancavano solo nel
caffelatte al mattino ....uscita di casa non li ho mangiati
per anni....poi (strana la vita eh?) un marito che adora
gli spaghetti ...ora non li odio più ...non
li cucino
se capita li mangio (comunque se posso evito)..
mi piacevano le noci...le raccoglievo da terra che erano
ancora nel mallo....diventava un rito: liberale dal mallo
poi dal guscio con un sasso....e ancora togli la pellicina ancora verde
che avvolgeva il gheriglio....non dimenticherò mai quel sapore!!!!
e le dita nere...come non dimenticherò il sapore dei
frutti dei gelsi...
preferivo quelli bianchi...mi chiedo ma che fine hanno fatto
gli alberi di gelso?
oggi vario molto l' alimentazione...e gradisco quasi tutto
comprese le verdure "amare" che da piccola non amavo...
bevo solo acqua naturale (niente vino birra e simili)...
centra il fatto che mi piace cucinare? lo dico lo stesso
mi piace cucinare! e mi piace "inventare"

azz ho dimenticato le "schifezze"...in casa di rado...
poi...fuori un bel periodo di schifezzerie...compreso
il vino che oggi non bevo...compreso merendine scadute..
una necessità di ieri è diventata una coccola di oggi...
non so spiegarne il motivo ma il massimo della libidine
golosoica oggi è (vi rendo partecipi della mia acquolina )
per me cioccolatini con i grissini o pane

e va beh so strana!!!!

__________________
Dio mi conceda
la serenità di accettare
le cose che non posso cambiare
il coraggio di cambiare
quelle che posso cambiare
e la saggezza
di distinguere tra le une e le altre
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Vecchio 28-11-2007, 00.19.12   #17
Kael
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Da piccolo non amavo molto le verdure, e quindi tutti i piatti derivanti da esse, in primo luogo le minestre. Le mangiavo proprio se costretto, altrimenti preferivo di gran lunga la "pastasciutta" ( ) L'unica minestra che non mi dispiaceva era quella di fagioli, fatta molto densa che ricordava più una crema.. Ma in genere qualsiasi piatto liquido mi urtava. E le verdure meglio se crude, altrimenti se cotte (tipo spinaci, bieta) bleah..

Per il resto mangiavo praticamente di tutto, non mi piaceva solo il fegato, il grasso (lo toglievo anche dagli affettati), la gelatina (brodo freddo) e l'uvetta.
Amavo invece da matti la pasta alla panna e prosciutto, i panini di burro e nutella, le crep, il petto di pollo impanato con purè, la pizza, etc.. oltre ovviamente a quelle schifezze che piacciono a tutti i bambini...
Insomma se il piatto non era liquido e se non conteneva verdure mi andava bene qualsiasi cosa.

Trucchetti che hanno usato con me uno solo: mia nonna, sapendo che ero appassionato di arti marziali fin da tenera età, mi disse che la minestra di orzo era in realtà una minestra di "risi cinesi" ( ) e che era il piatto preferito di Bruce Lee... Da quel momento non l'ho più sputata ma anzi ne chiedevo il bis...

Oggi mangio di tutto, non solo non storco il naso per le verdure ma anzi so apprezzarle, così come il grasso (se non è in dosi esagerate in proporzione con la parte magra) Solo il fegato mi resta proprio fastidioso, se non ho altro lo mangio, ma lo terrei volentieri alla larga.
Le schifezze restano anche, adoro i pop corn, gli arachidi, la frutta secca in generale... e anche il panettone che da piccolo non mangiavo per via delle uvette...
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Vecchio 03-12-2007, 15.46.39   #18
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Stavo rileggendo quello che è stato scritto e pensavo ai trucchetti per far mangiare i bambini e mi sono ricordata della signora che mi faceva da baby sitter quando l'asilo non c'era...anzi, chiamiamola col suo nome...una vera e propria balia. Un tesoro di donna che mi adorava, anche se mi ha sempre chiamato peste nera (chissà perchè ) beh questa brava signora era costretta a raccontarmi delle storie lunghissime per farmi mangiare, non ricordo se non volevo mangiare o se volevo le fiabe ma mi ricordo benissimo lo stare a cavalcioni della sedia al contrario e lei col piatto che mi raccontava la storia di Biancaneve Cappuccetto Rosso e via..mi ricordo anche che di domenica andavo a trovarla la mattina con la mamma o da sola (mia nonna abitava di fianco) mi ricordo che aprivo un cassetto della cerdenza a cui arrivavo appena allungandomi tutta e infilavo dentro le mani per prendere..polenta e formaggio grana..mamma, mi ricordo benissimo il sapore del grana che si scioglieva assieme a quello della polenta ...e poi mi ricordo il formaggino dell'asilo, lo detestavo, così come non sopportavo mia mamma che voleva farmi mettere il pane nel latte la mattina.
Verdure, non mi ricordo bene ma mi pare di aver avuto una certa passione per i piselli per un pò, mi piaceva un sacco giocarci così come trovavo molto divertente aiutare nonno a spennare gli uccellini, passarli sulla fiamma per bruciare le pennine(con terrore di mia madre) e ancora di più dopo mangiarli (oggi non ci riuscirei più).
Una cosa che non ho più ritrovato con lo stesso gusto sono le ossa di maiale, mi ricordo che papà tornava a casa una volta l'anno con un secchio di ossa (sisi, secchio) le faceva bollire ed avevano un gusto fantastico (anche perchè era divertentissimo bisognava mangiare con le mani...)
La gelatina invece non l'ho mai assaggiata, un dolce tipico di casa nostra era il maccafame (comunemente chiamato dolce di pane) fatto col pane avanzato le mele l'uvetta e le uova. Sotto le feste si faceva lo zabaione e papà ricordo che alle volte farciva il pandoro con il mascarpone e la mostarda..hahhaha se ci penso adesso ma allora era una festa!
Cos'è cambiato da quando ero piccola? Il tempo, non ho mai mangiato di corsa e invece oggi anche con i bimbi faccio fatica a trattenerli a tavola, per loro mangiare è quasi un dovere più che un piacere, forse è meglio così ma...mangiare bene per me rimane una coccola.
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Vecchio 03-12-2007, 16.09.40   #19
Astral
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Da piccolino, mi ricordo che il biberon di latte lo mandavo tutto giù, poi mi sono ammalato con le tonsille e non mangiavo più.

Mi ricordo che il minestrone lo odiavo, e mia madre passava le verdure (sopratutto il sedano, non mi piaceva perchè mi sembravano pezzi di mantide religiosa) e ci metteva la pastina per renderla più gradevole.

Stessa cosa per la frutta: una bella macedonia era il modo migliore per farci mangiare tutti i frutti, spremute di frutta all'Arancia o frullati con il latte.

Una cosa che oggi non mangio e non ho mai mangiati sono gli asparagi, non mi vanno proprio giù e i peperoni li trovo pesanti.

Per il resto la mia alimentazione non è poi cambiata molta, sono soltanto aumentate le quantità e la frequenza con cui mangio.

Tendenzialmente nell'adolescenza ho mangiato troppo carne ( anche due volte a giorno).

Tranne nel periodo in cui ho lavorato in pasticciera, dove la mia alimentazione era disordinata più del solo, ed un buon 30% era fatta di dolci e arancini.

Negli anni ho aggiunto il caffè, e fortunatamente bevo vino e alcolici molto raramente.

In questo periodo sto riconsiderando un alimentazione con meno caffè, 2 volte il pesce a settimana, 1 le uova, 1 il formaggio (mozzarella), bistecche, carpaccio.

Durante il pranzo invece pasta forever, e d'inverno pasta e ceci, lenticchie.

Ho la fortuna di avere a casa che pane, verdure, carne e pesce vengono comprate nei medesimi negozi, e non al supermercato. Infatti per quanto riguarda queste cose, non ricorro ai surgelati.
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Vecchio 03-12-2007, 16.28.30   #20
griselda
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Leggendo l'ultimo post di Daf dove dice:" Cos'è cambiato da quando ero piccola?"
Al di là del cibo è cambiato il mio approccio con esso. Fino a non tantissimi anni fa quando la fame si faceva sentire DOVEVO MANGIARE mi prendeva una specie di raptus stavo male, sembrava mi mancasse la terra sotto i piedi diventavo persino scortese con si inframetteva tra me e il cibo. Se avevo fame a mezzogiorno e qualcuno mi imponeva di dover aspettare l'una per esempio facevo il diavolo a quattro. Dovevo subito calmare quel vuoto. Ecco questo è cambiato ora anche se sento lo stimolo della fame posso aspettare, sino anche ad arrivare a non mangiare per qualche ora.
Però ragionando su questa cosa non so se sia positiva o no. Nel senso che il corpo va ascoltato no? Ora lo sento ma gli poco retta è possibile? Questo forse è il frutto di mangiate inconsapevoli di cui l'unico fine era riempire vuoti che poi pagavo con indigestioni o comunque mettendo sotto stres lo stomaco. La tipica fame definita nervosa?
Ricordo che poi con la crescita mi bastava bere una scodella di latte per calmarmi mi appagava. Forse al latte avevo legato qualche impressione positiva che aveva quel potere di nutrirmi e coccolarmi?
Appena mi alzavo dal letto ancora con gli occhi semichiusi andavo in cucina e mi scaldavo il pentolino con il latte e una lacrima di caffè.( urka ora ricordo mettevo una lacrima di caffè perchè bianco mi creava dei problemi da bambina non ricordo quali però e poco caffè perchè il caffè mi faceva venire la tachicardia)
Ora il latte come detto più volte anche troppe ( sarà un sintomo) non lo riesco più a digerire da quando sono rimasta incinta. E mi manca la mia copertina di linus?
Con il tempo, ho, senza rendermene conto sostituito con la cocacola? ne bevevo a dismisura. Da qualche mese non ne bevo più ma è come una droga per me mi piace tantissimo specie con la pizza.
Tutto sto ragionamento per dire che molto probabilmente siamo noi a dare con le impressioni che leghiamo ad un determinato alimento il potere che poi eserciterà su di noi?
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