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Vecchio 09-06-2008, 14.26.45   #1
jezebelius
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Predefinito La Pietanza nel Forno

Ero in cucina.
Al tavolo rotondo c'erano mia madre - seduta, spalle al forno - ed un'altra signora che non ricordo bene chi fosse.
Io sono in piedi e vedo che nel forno c'è una Pietanza, non so bene se sia un pollo o giu di li ma comunque qualcosa che si stava cuocendo.
Vedo che, al di la del calore che il cuocere il cibo sprigiona, il forno ha un complesso sistema per l'alimentazione della fiamma. Tubi che passano, si intrecciano ed il gas all'interno.
Quello che mi rimane più impresso è il sistema, appunto che si divide tra una " fiamma piccola " - per intenderci una piccola piastra come quelle di una normale cucina, quella più piccola - ed una fiamma grande - dunque una piastra più grande - che erano, presumevo, collegate l'una all'altra. Forse per " regolare " la grande, dovevo regolare la piccola.
Però c'è qualcosa che attira la mia attenzione e cioè il " calore " che si percepiva era sintomo di un aumento di pressione interna.
Il ccibo che vi era all'interno non ne avrebbe subito danno ma sentivo che dovevo fare in modo di abbassare il calore per, appunto, diminuire la pressione.
Nel guardare il complesso sistema, sul quale non avevo messo mai mano, chiedo a mia mamma che però fa per ascoltarmi quando poi si gira nuovamente verso la sua interlocutrice. A sto punto vado da mio padre che era seduto nel salotto, al quale espongo la mia preoccupazione. La pressione intanto aumentava. Lui mi dice che va bene così ma io ho un po paura che possa accadere qualcosa, per cui una volta visto che neanche lui era disposto ad aaiutrami ritorno in cucina e mi metto davanti al sistema per capirne il funzionamento.
Noto una piccola valvola di sicurezza, posta su di un serbatoio ( arancione ) poco vicino il forno. Dal serbatoio che conteneva acqua, partiva un tubo che, appunto, si collegava al forno e passando in un tubo arrivava al centro, dove si stava cucinando il cibo. Di fianco a questo tubo ve ne era un'altro in cui passava il gas. Entrambi, come i tubi dell'acqua, salivano poi, ad angolo retto, voltavano a sinistra e poi riscendevano l'uno - non ricordo quale - presentando la piastra piccola e l'altro quella grande.
Premo sulla valvola di sicurezza del serbatoio per fare uscire un po d'acqua, per diminuire la pressione, e per un po ci riesco ma il sistema deputato al compito non funziona sempre per cui ogni volta sarei dovuto intervenire a mano ( faccio tutto con la sx ).
Allora cerco di " regolare " la piastra piccola, abbasandone la fiamma prima ma arrivo a spegnerla proprio perchè non sapevo come fare. La piastra grande nel frattempo rimane con la fiamma ed il cibo ancora nel forno con la pressione che, nel frattempo aumenta.
Aumenta a tal punto che la porta del forno " si apre " anche avendola chiusa quasi bloccata ed il calore esce. Mia mamma oltre però a dirmi: " ma che stai facendo", come se fosse un bambino a giocare col forno, mentre la mia ansia aumentava, mi dice di rimettere a posto....
Azz è una parola....
Mi son svegliato.

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Abbastanza angosciante, anche, questo sogno.
Un misto però tra angoscia e presa di coscienza di un qualcosa.
Insomma la mia incapacità di gestire e regolare dei meccanismi che si trovano a base della " cottura " è ancora evidente. Non riesco ne a regolare l'entrata, l'acqua ed il gas quindi gli elementi, e ne l'uscita quindi il fuoco.
Ho difficoltà a raggiungere una pressione " normale " ed anche sopportabile senza creare danni. La pressione giacchè forte, tende comunque ad uscire facendosi strada da se, appunto aprendo la porta del forno. Il cibo però rimane intatto segno che, forse, è ancora un problema di sola regolazione che non intacca quello fatto fino ad ora.
Non riesco a spiegarmi però l'indifferenza di mia mamma e mio padre. Avete suggerimenti?
Per quel che riguarda l'ansia e l'esclamazione di mia mamma. la prima c'è perchè non ho mai fatto sta " regolazione" qundi non mi sento in grado. la seconda, collegata alla prima,mette in luce un aspetto ossia quello che proprio perchè non ho mai fatto pur essendo una cosa " seria ", da chi guarda - mia mamma - viene considerato come un qualcosa che fa un bambino.
Qui ci stanno, forse, una serie di cose che bisogna rivedere come ad esempio l'essere collegato, ancora, ad una condizione di " sudditanza " genitoriale.
Per il resto avete altre ipotesi?
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Dr. Marc Haven
“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 09-06-2008, 20.39.04   #2
Ray
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La tua narrazione mi ha dato impressioni un po' discordi da come vedi tu le cose e te le riporto.

Sta mamma che non bada le tue ansie e sto babbo che ti dice che va bene così... ci vedo un comportamento più "sano" di quel sembra a te.
L'impressione mia è che sei tu a non reggere la pressione, o avere l'impressione/timore di non reggerla, nonostante che alla Pietanza non accada nulla, che la Madre non si preoccupi (il che è tutto dire per una mamma) e che il Padre (figura che ti insegna come si fanno le cose) ti dica che vada bene così.
Nonostante ciò tu smanetti con una valvola di sicurezza, che pure è presente, in un sistema complesso che non capisci (ancora) ma che Madre e Padre sembra conoscano bene.

Si, condivido l'impressione dei tuoi... un bambino che smanetta qualcosa che non capisce per impararlo, gli viene lasciato fare giustamente e quando rischia di incasinare le cose (ma non pericolo) la Madre lo ammonisce.

Queste ripeto sono impressioni, che mi vengono soprattutto dal tuo narrato... pigliale così...
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Vecchio 09-06-2008, 20.54.03   #3
Astral
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Vado un po' ot, non mi viene in mente nulla sull'interpretazione, ma volevo farti i complimenti per le descrizioni, non è da tutti ricordarsi sti particolari cosi perfetti.
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Vecchio 01-07-2008, 19.20.41   #4
Uno
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E' corretta l'interpretazione di Ray a cui aggiungo una cosa che hai visto parzialmente Jez.
Hai visto che hai paura di non sopportare la pressione, ma quello che tu prendi per regolare in realtà è gettare acqua sul fuoco (il subconscio è un nell'usare le metafore ) cosa che fai spesso, se vedi qualcuno che litiga cerchi di trovare il modo di spegnerli... cosa che non è del tutto negativa, ma a volte bisogna lasciare che la pietanza si cuocia, mica possiamo sempre mangiare sushi e cruditè.
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Vecchio 01-07-2008, 20.00.20   #5
jezebelius
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In effetti, quel che ha detto Ray lo stavo ancora valutando. Vero è però che ho questa tendenza a calmare chi " bolle ". Credo che sia un problema anche riuscire ( io ) a sopportare quel che vedo, in altri che quasi si danno addosso.
Ma se lo vedo per queste cose e per un verso mi è più semplice, diciamo così, rendermene conto all'esterno, per l'altro ho difficoltà a vederle per altre situazioni.
Cioè se è più evidente per due che stanno litigando, questa dinamica che mi si attiva e dunque nel cercare di calmare la lite, per quelle che mi interessano ( nel senso che riguardano me ) faccio difficoltà ad individuarlo.

Il fatto poi che tenda a gettare acqua sul fuoco, quindi mi dice che talvolta dovrei avere il coraggio di andare sino in fondo anche e non fermarmi " prima " per la paura che qualcosa possa andare a fuoco.
Vedendo meglio è una cosa che ancora non sono riuscito a risolvere anche perchè " mi manca " proprio il fatto in base al quale " posso " lasciare che la cosa vada avanti o intervenire affinchè non ci vada.
In sintesi mi manca il tempo, il quando!
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