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Vecchio 07-12-2007, 17.19.01   #26
jezebelius
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Sarò troppo pessimista ma siamo vicini al fondo, molto vicini.
Come ho detto sotto, la censura secondo me non è la soluzione, la strada per arrivare a ciò che è censurato c'è sempre (ripeto la censura per i minori l'approvo e la condivido appieno, non sto parlando di quella).
Sinceramente non vedo soluzioni, alcune.
Tutto è marcio dal politico di turno al collega che cerca di fregarti sul lavoro, il vicino di casa isterico/depresso, l'autista sciroccato che se non stai attenta scende e ti mena, bullismo a scuola che si è allargato anche tra le ragazze... ma non eravamo il sesso debole?
Manca il controllo, si sono persi i valori di base tutti cercano di fregare tutti...
Una giungla..
Fortunatamente abbiamo il giudizio ed amiamo i nostri simili, di modo che ci contorniamo di persone simili a noi creandoci una nicchia che lascia fuori il marcio.
Purtroppo sono arrivata al limite e personalmene non reggo più un telegiornale, di rado sbircio in internet tanto per tenermi un minimo aggiornata...
Probabilmente il mio è l'atteggiamento più sbagliato, bisognerebbe che tutti nel nostro piccolo cercassimo di migliorare ciò che ci circonda... ma ho la nausea.
Mi rintano nei miei libri e quando posso, qui.
E' l'unica cosa che attualmene riesco a fare...
Come non essere d'accordo.
Il videogioco alla fine altro non è che una ennesima manifestazione, forse ad un basso livello o anche bassissimo, di ciò che induce a fare una società, ovvero il suo specchio, ormai senza punti di riferimento, e quei pochi valori che possiede ancora, stanno prendendo pure una brutta piega.
Ognuno reagisce come può sicuramente.
Però credo che quando c'è anche una minima possibilità della quale approfittare, soprattutto nell'ipotesi che vi siano persone, più o meno, simili o che queste perseguano, con mezzi differenti probabilmente, un fine che nella sostanza si può definire uguale, perchè non considerarlo anche in maniera permanente, quale soluzione al problema?
Forse non ci sono soluzioni predefinite; forse è importante iniziare a fare qualcosa.
E questo qualcosa trae la sua forza da una comunione di intenti che ad oggi, sempre più pessimisticamente, è difficile da riuscire a trovare.
Un nucleo iniziale per poi riuscire ad espandersi, una volta che si viene coinvolti, senza pretese e senza " forza ", in ciò che si ritiene conforme e o vicino al Valore.
Secondo me, ecco la censura di un videogioco rientra in tale meccanismo.
Vanno bene i libri, secondo me, ma non bisogna dimenticare che è chiesto, a chi può e ne ha la possibilità, di collaborare in qualsiasi modo.
Per cui se da un lato si vorrebbe chiudere la porta in maniera definitiva, sono certo che questo " sistema" potrebbe attivare un meccanismo opposto che, paradossalmente, alimenterebbe, in continuum, il meccanismo "sociale " dal quale si vuole fuggire.
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“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”

Ultima modifica di jezebelius : 07-12-2007 alle ore 17.22.37.
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Vecchio 07-12-2007, 20.55.04   #27
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Sarò troppo pessimista ma siamo vicini al fondo, molto vicini.
Come ho detto sotto, la censura secondo me non è la soluzione, la strada per arrivare a ciò che è censurato c'è sempre (ripeto la censura per i minori l'approvo e la condivido appieno, non sto parlando di quella).
Sinceramente non vedo soluzioni, alcune.
Tutto è marcio dal politico di turno al collega che cerca di fregarti sul lavoro, il vicino di casa isterico/depresso, l'autista sciroccato che se non stai attenta scende e ti mena, bullismo a scuola che si è allargato anche tra le ragazze... ma non eravamo il sesso debole?
Manca il controllo, si sono persi i valori di base tutti cercano di fregare tutti...
Una giungla..
Fortunatamente abbiamo il giudizio ed amiamo i nostri simili, di modo che ci contorniamo di persone simili a noi creandoci una nicchia che lascia fuori il marcio.
Purtroppo sono arrivata al limite e personalmene non reggo più un telegiornale, di rado sbircio in internet tanto per tenermi un minimo aggiornata...
Probabilmente il mio è l'atteggiamento più sbagliato, bisognerebbe che tutti nel nostro piccolo cercassimo di migliorare ciò che ci circonda... ma ho la nausea.
Mi rintano nei miei libri e quando posso, qui.
E' l'unica cosa che attualmene riesco a fare...
Ti capisco, ci sono passato e ci passo periodicamente... più riesci a vedere, a capire, più vedi e capisci lo schifo. Vale nella ricerca interiore, ma vale anche fuori, dato che la chiarezza in una poi si traduce in chiarezza anche nell'altra.
E lo schifo è duro da reggere... viene da scappare isolarsi non pensarci. Anche perchè ti chiedi: che ci posso fare? Se lo guardo e mi nauseo cambia qualcosa?

Non so darti certezze, ma per me le cose sono cambiate quando mi son reso conto per esempio che parlarne qui, parlarne con altri, protestare, trovare possibii soluzioni e quant'altro non era una attività sterile... perchè siamo letti, perchè le cose si doffondono a macchia, perchè per quanto piccoli, proprio perchè piccoli, possiamo fare i virus... bisogna essere molti per riuscire a nuocere all'organismo... ma per diventare molti bisogna non essere sterili...
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Vecchio 07-12-2007, 22.55.27   #28
Astral
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Su queste ultime parole bisognerebbe aprire un topic apparte. A volte sembra che quando sei stupido o addormentato in un certo senso non vedi determinate cose che quando ti svegli un po' e ti accorgi, ti fanno pensare.
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Vecchio 18-12-2007, 11.54.14   #29
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Ti capisco, ci sono passato e ci passo periodicamente... più riesci a vedere, a capire, più vedi e capisci lo schifo. Vale nella ricerca interiore, ma vale anche fuori, dato che la chiarezza in una poi si traduce in chiarezza anche nell'altra.
E lo schifo è duro da reggere... viene da scappare isolarsi non pensarci. Anche perchè ti chiedi: che ci posso fare? Se lo guardo e mi nauseo cambia qualcosa?

Non so darti certezze, ma per me le cose sono cambiate quando mi son reso conto per esempio che parlarne qui, parlarne con altri, protestare, trovare possibii soluzioni e quant'altro non era una attività sterile... perchè siamo letti, perchè le cose si doffondono a macchia, perchè per quanto piccoli, proprio perchè piccoli, possiamo fare i virus... bisogna essere molti per riuscire a nuocere all'organismo... ma per diventare molti bisogna non essere sterili...

Come non darti ragione? Certo si fà prima a chiudere gli occhi e rintanarsi ma, non si può. Anzi, non si deve.
Il problema dei videogiochi comincia a toccare anche me, ho sempre evitato di comprarli, mio fratello ci ha regalato la play e l'ho centellinata ai nani dicendo che litigavano troppo, poi è arrivato il papà con il dos per uno e ciao ciao propositi. Adesso c'è la guerra del dischetto però qui devo dire che ho applicato la teoria di Ray "questo no perchè è no e se gli altri lo fanno è un problema loro" (riassunto ) e devo dire che i piccoli protestano ma tutto sommato accettano.
Due osservazioni, chi ha regalato il videogioco è ancora piccolo,un piccolo che non ha avuto niente quando era bambino davvero e che quindi adesso colma il vuoto collezionando di tutto e di più (persino le sorpresine Kinder per un certo tempo...) e sommergendo i figli di giochi (che piacciono a lui) M'è capitato di vederlo giocare con le costruzioni quando il grande aveva 5 anni e litigare col piccolo perchè non costruiva come diceva lui . La seconda osservazione è che ho come l'impressione che si riversi nel videogioco il bisogno di fare quello che non si può, uccidere squartare, picchiare (grazie al cielo i miei figli sono ancora affascnati dal dischetto per cucinare oltre che dall'eroe dei fumetti del momento)e su questo facciano leva igli inventori di certi giochi e videogiochi..io per esempio ho sempre proibito le armi giocattolo in casa (sarò esagerata ma mi urtano) e loro alla fine hanno assimilato che la mamma non vuole perchè uccidere non è un gioco ma una brutta cosa...ma non so se abbiano solo recepito la regola o se abbiano assimilato il concetto. Insomma, non bisognerà per forza sperimentare che il fuoco brucia ficcandoci dento le dita no? Quello che non passa nella testa dei genitori è che per i bimbi la differenza tra realtà e fantasia non è così automatica, anzi. Sbaglio?
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Vecchio 18-12-2007, 15.34.14   #30
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C Quello che non passa nella testa dei genitori è che per i bimbi la differenza tra realtà e fantasia non è così automatica, anzi. Sbaglio?
Secondo me non sbagli, anzi. L'importanza di riuscire a capire certi meccanismi e poi vederli sfruttare da parte di alcuni non è cosa da mettere in secondo piano.
Chi "inventa ", mette su o programma,un videogioco violento ma espandendo ancora di più si può fare riferimento alla stessa moda, la tendenza, sa che si muovono entrambi grazie a questo maccanismo.
Come hai detto bene " si fa leva" e mi pare che questo aspetto, poco più su, sia venuto gia fuori.
Peraltro sono del tuo stesso parere circa la impossibilità o la difficoltà di " differenziare " la realtà dalla finzione, o meglio dalla rappresentazione come per i bambini, ma forse per questi maggiormente, così per gli adulti ( aggiungo che gia non è cosi semplice come si vuole credere e di discussioni che trattano di questo ce ne sono, il forum ne è pieno ).
Si potrebbe fare un'analogia, forse un po forzata, con lo stato di sogno vale a dire quello che comunemente percepiamo come tale quando dormiamo. Insomma poichè in quello stato di sonno/sogno a volte capita di riuscire a fare di tutto, anche nella realtà, per desiderio o chissà per cos'altro nell'illusione che si possa controllare un propio comportamento, si tende, come si suol dire a " far diventare i sogni, realtà". Ovviamente dipende da come si vuole attuare un programma del genere e se un sogno è quello di dare libero sfogo a pulsioni che di solito si trovano sopite da qualche parte, ecco che il videogioco mi da la possibilità di tirale fuori. Il bambino, in questo meccanismo subisce forse in maniera maggiore ciò che accade, soprattutto perchè inizia ad identificare ciò che si può fare da ciò che non si può fare e se pure lo si convince che quella, del videogioco, è una finzione, non è incerta la possibilità che, quella avrà esercitato una " pressione" e che questa possa essere causa di altro anche per il futuro.
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Vecchio 18-12-2007, 16.54.17   #31
Astral
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Secondo me si stanno demonizzando troppo i videogiochi su questa discussione.

Come ripeto, se io seguo ed educo bene mio figlio ( non parlerò da padre, ma posso parlare da figlio) posso regalo pure un gioco dove si usano le pistole, e tale gioco rimane, se invece mio figlio non sa distinguere realtà e fantasia allora il discorso è un altro.

Per un una bambina non seguita, può essere pericoloso persino vedere superman o wonder woman, se non gli si spiega che buttandosi dal balcone non si vola.

Si riversa indubbiamente come dice Dafne sul videogioco le proprie impotenze, ma quelle si riversano anche su altre cose se sono presenti.

Ora non voglio fare lo scientifico, ma una miccia da sola non fa esplodere nulla. Il videogioco può essere una miccia, ma poi è facile scannare una persona, ed avere l'alibi del videogioco.

Io ritorno sempre al punto: un bambino educato nel modo giusto, non si diverte neanche a giocare a certi giochi.

Secondo me poi i genitori dovrebbero intendersi loro per prima dei videogiochi, quanto se ne intendano almeno coi film.

Ci sono videogiochi dal contenuto educativo e ludico estremamente alto, ed altri che sarebbero da sconsigliare, invece molto spesso ( in buona fede) il genitore prende e compra.

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Vecchio 18-12-2007, 17.36.47   #32
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Forse vado contro corrente ma non mi pare che si stia parlando di tutti i videogiochi ma, ovviamente, solo di quelli che possono, o potrebbero, essere causa di un qualche comportamento tendente alla " lesione" sia personale e sia collettiva.
Comportamento, come la lesione naturalmente, in senso ampio.
Altro dato che mi pare sia da prendere in considerazione, basandomi anche su affermazioni che Ray ha messo in evidenza, è che talvolta, parlando dei genitori, non ci si trova davanti persone adulte e che loro per primi tendono a quel modo di educare, proprio perchè, loro malgrado, non sono cresciuti. Come dire che, forse, di persone responsabili in giro ce ne sono poche e all'interno di questo insieme si può o no identificare, più o meno, una educazione giusta e consapevole per il bimbo.
Ciò non toglie l'utilità di alcuni videogiochi che, anzi ed in controtendenza a ciò che stiamo dicendo, favoriscono la crescita sotto tutti gli aspetti o almeno sfruttano quel filone " tecnologico" di cui, oggi, non si può fare a meno.
Per dirla tutta, per quanto mi riguarda, se ci fosse a disposizione il videogioco con una struttura ben fatta ed intelligente, atto a spronare chi ci gioca ( anche adulto perchè no ), non sarebbe forse da sottovalutare. Quello che invece non va è la normale tendenza a lasciare " via libera " ad un certo tipo di giochi ovvero, in funzione di ciò, alla comparsa del divieto per ovvi motivi, mediante lo strumento della censura. Non credo poi che il limite - quello dei tre anni anche se non so per quale tipo di giochi si presenti - sia sufficiente a fare in modo da non creare alcuna " pressione " sulla crescita, come ad esempio la male interpretazione del bambino riguardo ad alcuni meccanismi di interazione col mondo reale.
Mi pare, che come la si voglia mettere l'impressione di un "cattivo esempio " - poichè è anche di questo che si dovrebbe tenere conto - gioca un ruolo particolarmente importante. Forse sarebbe il caso di arrivare alla consapevolezza che in fondo non c'è un modo giusto di educare e che ognuno fa del suo meglio. Ed in questo " fare il meglio " dovrebbe, in relazione a quello che il genitore considera come il meglio ed in base anche alle corrispondenze con la collettività ed almeno per una prima parte del percorso del proprio figlio, fare in modo di essere più attenti.
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Vecchio 18-12-2007, 23.47.46   #33
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Originalmente inviato da dafne Visualizza messaggio
..io per esempio ho sempre proibito le armi giocattolo in casa (sarò esagerata ma mi urtano) e loro alla fine hanno assimilato che la mamma non vuole perchè uccidere non è un gioco ma una brutta cosa...ma non so se abbiano solo recepito la regola o se abbiano assimilato il concetto. Insomma, non bisognerà per forza sperimentare che il fuoco brucia ficcandoci dento le dita no? Quello che non passa nella testa dei genitori è che per i bimbi la differenza tra realtà e fantasia non è così automatica, anzi. Sbaglio?
E ai pirati li lasci giocare anche se anche fare i pirati è una brutta cosa?

Provocazioni a parte, ok a fermare gli eccessi di violenza nei videogiochi, ma questo non significa che va bene estremizzarsi dalla parte opposta... educare non è mica castrare la naturale aggressività, ma insegnare ad incanalarla. Non sto parlando con Daf adesso, parlo in generale, anche se mi rendo conto che questo discorso darà fastidio a molte mamme di maschietti.

A volte, complice lo schifo di società in cui ci troviamo, ci facciam prendere dalle nostre paure e ci dimentichiamo, per esempio, che non è la cosa in se ad essere buona o cattiva ma come la si usa. La stessa arma, intendo quella vera, può essere usata "bene".. per cacciare ad esempio (in una società che vive anche di caccia). E' chiaro che un'arma veicola meglio l'aggressività di una costruzione (vale anche per i giocattoli ovvio) ma aggressività non vuol dire violenza. Da che mondo è mondo i bambini fan giochi "maschili"... come con gli altri giochi imitano i grandi... l'importante è che abbiano da imitare dei grandi che sappiano incanalare bene queste cose.
Concordo con Astral quando dice che sta a noi insegnare a distinguere realtà da fantasia... i bambini sono inesperti si, ma non stupidi, capiscono come distinguiamo noi le cose, come passimo noi da gioco a relatà, cosa noi ci permettiamo di fare "per finta" e cosa ci permettiamo "per vero".

Non c'è niente di male a far fuori qualche mostro con la mitragliatrice della play per salvare il mondo in pericolo, così come non c'è niente di male a far fuori l'orco con la spada della fantasia di ogni epoca per salvare la principessa.

Diverso è il gioco pensato apposta per insegnare ad incanalare male certe energie, sfruttando il fatto che probabilmente neanche gli adulti lo fanno bene. Ma sta proprio qui il discernimento del genitore... non dico di provare tutti i giochi e vedere che effetto fa su di noi prima di far giocare i figli... anzi no, lo dico.

Questo perchè ci sono giochi che non c'erano quando eravamo bambini noi...
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Vecchio 19-12-2007, 08.55.11   #34
dafne
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accetto la provocazione no neanche spade in casa, vabbè fino all'anno scorso quando gli è presa la mania dei pirati dei Caraibi. Sarò un pò malata Ray ma la spada per me è una cosa diversa, è un gioco diverso. va bene va bene mi autocastigo ma il pirata non è un cacciatore ecco. (pssss ho capito che non ti riferivi nello specifico a me ma ti rispondo per continuare il discorso...)
Uffa mi sa che mi tocca darti ragione, uccidere il drago della fantasia che assilla la principessa è anche un bel gioco ma mi fanno impressione le armi giocattolo di oggi, sembrano così vere , sinceramente, non voglio che i piccoli abbiano "confidenza" con le armi. Certo che poi prendono due rami e si fanno il fucile ma quella è un'altra cosa. Sicuramente c'è un rifiuto mio eccessivo, l'ho scritto, ma mitragliatrici e pistole con mirino elettronico a casa mia no no no. E per i videogiochi...ci ho giocato ma si era aperto il discorso su uno vietato e io, francamente, sono dell'idea che in un mondo come quello di oggi dove tutto va bene pur di fare numero arrivare a vietarlo significa che era davvero tremendo.
Però chi parla è una che non riesce neanche a guardare i trailers dei film d'orrore per cui..non faccio granchè testo mi sa...
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Vecchio 19-12-2007, 09.05.41   #35
Astral
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Comprendo Dafne: in alcune situazioni la pistola come giocattolo può essere un pericolo ( ad esempio avere un padre poliziotto con un arma vera in casa) e comunque potresti risolvere tutto, magari comprandogli delle pistole ad acqua, ti ritroverai una casa che è uno schifo, ma almeno c'è poca violenza .


Infine sono daccordo con Jez quando dice che la violenza va censurata e che certi genitori non sono responsabili, ma concordo anche con Ray quando dice che il bene ed il male dipende da noi, non tanto dallo strumento.

Insomma con un coltello ci si può uccidere, oppure tagliare un po' di prosciutto.

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Vecchio 20-12-2007, 12.18.53   #36
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Appena sentito in radio:
Due bambini hanno picchiato mortalmente una bambina imitando "mortal kombat"

Non voglio strumentalizzare questa notizia, poi il gioco c'entra relativamente se comunque i genitori se ne fregano, il discorso (già fatto nei post prima) è che si sta spostando il limite dei valori con qualsiasi mezzo (giochi compresi).
Si sta lavorando a che la finzione sia indistinguibile dalla realtà e di conseguenza la realtà diventa indistinguibile dalla finzione.
Io da bambino presi coscienza di cosa fosse la morte (una minima parte ovvio, l'inizio della presa di coscienza) vedendo un vecchio film di cowboy. Chiesi a mio padre che cosa significava che sparandosi cascavano da cavallo. Mi venne spiegato che morivano e mi vennero risposti i vari "E perchè..." ma comunque alla fine mi fu chiaro che quella era finzione, che serviva per farci vedere come andavano i fatti invece reali e neanche sempre, che la cosa non stava comunque avvenendo in contemporanea. Questa cosa mi fu più chiara della morte in se che poi occupò altre domande nel corso degli anni, questo mi permise di non arrivare mai ad identificarmi automaticamente completamente in nulla, certo alti e bassi sono normali e umani.
Questo non avviene se non c'è qualcuno in famiglia che da i primi strumenti di discernimento, poi è sacrosanto che ognuno li affini secondo le proprie inclinazioni, ma una base è necessaria anche solo per riconoscere le proprie inclinazioni.
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Vecchio 20-12-2007, 13.08.19   #37
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Credo che c'è proprio sempre una questione di educazione, e sopratutto credo che questi bambini per comportarsi cosi abbiano anche una rabbia repressa.

Mortal Kombat ci ho giocato molte volte, da quando avevo 12-13 anni.

Molte volte anche noi fantasticavamo sui personaggi, e simulavamo il combattimento, però era tutto schermato ( ovvero non ci colpivamo), e per noi era un modo di sfogare la fantasia senza farsi male.

Poi per carità come gioco è un po' violento, però credo che faccia da catalizzatore, ad una violenza che oggi giorno è già dentro al bambino e che esplode, in piu come dice Uno, non si distingue più la realtà dalla fantasia.
Questo comunque è sempre stato un problema per i bambini: mia sorella ad esempio credeva di essere Lulu, e stava facendo prendere una crisi a mia madre, perchè la sua spilla non si attivava coi fiori.

Però erano altri tempi, adesso poi con internet, non mi stupisco che se un bambino veda un film di Dario Argento, si possa poi ispirare a lui.
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Vecchio 22-03-2012, 17.51.46   #38
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ripesco questa vecchia discussione (mi capita di farlo, vado indietro per conoscere meglio, per non essere ripetitivo, per far sedimentare un po' di idee..) e sono quasi divertito.

A parte poche eccezioni, si approva la censura, l'idea che qualcuno decida cosa è pericoloso, cosa no, per la mia mente, per la mente dei miei figli.

Non mi spaventa solo perche' per fortuna di queste cose di parla come al bar : ma grazie, no. Alla salute mentale dei miei figli tocca a me pensarci, e a cosa giocano o no lo controllo io, finche' posso. E nel frattempo cerco di dare loro qualche strumento per capire come funziona un videogioco, e quali meccanismi fa scattare.

Mio figlio grande si godeva interminabili puntate di WWF (all'epoca ultrademonizzato dal crocchio di mamme davanti a scuola), il piccolo non va a dormire felice se non ha massacrato di botte un po' di mostriciattoli a Soul Calibur. Sono mediamente sereni, mediamente felici, mediamente non violenti (pure un po' di piu' che mediamente).

Mi chiedo solo: ma tutte queste opinioni cosi' belle acuminate, nascono sempre dalla conoscenza reale dell'argomento? Oppure ci facciamo trascinare da Studio Aperto?

(analoghe riflessioni in un topic sull'abbigliamento scolastico e non, in cui ho letto suggestioni di divise pure per gli adulti, anche se in forma chiaramente provocatoria).

E questo sarebbe il lasciar fluire?
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Vecchio 23-03-2012, 09.52.29   #39
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Sebbene, come avrai senz'altro letto Cubo, sostengo che il problema non sia solo dei videogiochi o in alcuni casi magari per nulla dei videogiochi, la società ha il dovere di intervenire dove il singolo non arriva.

Ti faccio degli esempi per analogia. E' giusto che ci sia un limite di età all'acquisto di sigarette ed alcool (anche se poi nella realtà... ma vabbeh..)?
Sono certo che tu penserai che per te e la tua famiglia non servirebbe perchè tu spieghi ai tuoi figli e decidi cosa è giusto e sbagliato per loro.
Però tu non vedi i tuoi figli 24 ore su 24 x7 giorni a settimana e allo stesso tempo se tu decidi che tuo figlio a 14 (sempre se la tua decisione sia lecita) può fumare magari il padre dell'amico di tuo figlio non ha le stesse idee.
Un principio simile viene fuori in quei casi in cui i genitori vegani convinti (ma magari neanche troppo esperti di alimentazione) decidono che i loro figli debbano essere vegani come loro e questi figli si ammalano. Lo stato (la società) può e/o deve intervenire?
E i figli mandati a rubare, a chiedere l'elemosina, a prostituirsi etc.....?

Certe forme di censura poi non si limitano ai bambini, se la società decide che la pedofilia è una porcheria, uno anche se adulto non può commetterla, e mi pare giusto.
Insomma, riassumendo, come detto all'inizio, sono d'accordo con l'autogestione delle persone, ma la società in quanto tale ha il dovere di intervenire ove il singolo non riesce a prendere delle decisioni lucide e soprattutto che coinvolgono altri adulti o minori che siano.
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Vecchio 23-03-2012, 10.33.34   #40
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Sebbene, come avrai senz'altro letto Cubo, sostengo che il problema non sia solo dei videogiochi o in alcuni casi magari per nulla dei videogiochi, la società ha il dovere di intervenire dove il singolo non arriva.
Provo a rispondere per punti.

Citazione:
Ti faccio degli esempi per analogia. E' giusto che ci sia un limite di età all'acquisto di sigarette ed alcool (anche se poi nella realtà... ma vabbeh..)?
Sono certo che tu penserai che per te e la tua famiglia non servirebbe perchè tu spieghi ai tuoi figli e decidi cosa è giusto e sbagliato per loro.
Però tu non vedi i tuoi figli 24 ore su 24 x7 giorni a settimana e allo stesso tempo se tu decidi che tuo figlio a 14 (sempre se la tua decisione sia lecita) può fumare magari il padre dell'amico di tuo figlio non ha le stesse idee.
Non mi infastidisce il limite su sigarette e alcol, il perche' lo dico dopo. In astratto, e per seguirti, confermo che penso che il limite in teoria non servirebbe, o almeno che io come famiglia non mi "appoggio" al limite per le mie strategie educative sul consumo di alcol e fumo da parte dei miei figli. Io devo cercare di mettere i MIEI paletti, a volte saranno piu' severi di quelli di legge, a volte (in teoria) no. I miei figli hanno libertà e responsabilità proporzionale all'età, e scelgono come comportarsi quando non ci sono io a controllarli, se seguire le regole o meno. Se fumano di nascosto o bevono di nascosto, fottendosene dei "Limiti di casa", non sarà la legge che mi salva, è molto piu' facile aggirare questa che quelli.
Riguardo al padre dell'amico me ne frego. Mio figlio si comporta secondo le mie regole (vedici un condizionale, eh), suo figlio si comporta secondo le sue. Per mio figlio la giustificazione "ma gli altri lo fanno" non vale, per cui non mi curo se i figli altrui la usano in casa. Sarà compito dell'altro padre spiegare a suo figlio che anche se mio figlio fuma lui non lo deve fare.

Citazione:
Un principio simile viene fuori in quei casi in cui i genitori vegani convinti (ma magari neanche troppo esperti di alimentazione) decidono che i loro figli debbano essere vegani come loro e questi figli si ammalano. Lo stato (la società) può e/o deve intervenire?
E i figli mandati a rubare, a chiedere l'elemosina, a prostituirsi etc.....?
Ecco, lo dico qui perche' il limite su sigarette ed alcol non mi infastidisce. Perche' tu porti esempi "piu' facili", in cui esiste una specie di "comune sentire". E' pensiero diffuso che l'alcol, il fumo, la prostituzione minorile ecc... siano "un male". In questi casi è piu' semplice intervenire con una "censura". (sono in febbre da virgolette, perdonami).

A me la censura fa paura nei casi grigi. Tutti concordano che un ragazzo di 10 anni non deve fumare, non tutti concordano che un ragazzo di 17 non deve giocare a God of War. Se vuoi introdurre la censura, sono quelli i casi complicati: chi decide per tutti? Per me non c'e' soluzione, si sbaglia comunque, meglio lasciare la responsabilità di farlo (nei casi grigi) a chi ha responsabilità educative generali. E , quando ne ha facoltà legale, al singolo interessato.

Citazione:
Certe forme di censura poi non si limitano ai bambini, se la società decide che la pedofilia è una porcheria, uno anche se adulto non può commetterla, e mi pare giusto.
Insomma, riassumendo, come detto all'inizio, sono d'accordo con l'autogestione delle persone, ma la società in quanto tale ha il dovere di intervenire ove il singolo non riesce a prendere delle decisioni lucide e soprattutto che coinvolgono altri adulti o minori che siano
Sulla prima parte: non siamo piu' alla censura ma ai reati. Sono d'accordo. Ma o si ricade nel caso di prima (una condivisione di sentire) o la legge sarà sbagliata tanto quanto la censura (chesso' le leggi razziali).

Riassumendo, per me il punto fondamentale è che la censura è un atto arbitrario come un altro, che individua un limite. In certi casi è giusto e normale che ci sia, e anche "facile": sono i reati, i fatti gravi, le abitudini PALESEMENTE pericolose. Non appartengono a queste i videogiochi, e per tale motivo ritengo che i danni che si introducono "facendo passare il concetto che uno decide per me" siano potenzialmente e attualmente molto superiori ai benefici del caso, e quindi voto contro.
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It may not be the truth of your dimension, but it is mine."
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