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Vecchio 16-08-2010, 10.34.46   #1
diamantea
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Predefinito Allo specchio con mio padre

Estrapolo solo il particolare significativo di un lungo sogno di stanotte.

Mi trovo a casa dei miei genitori, mio padre si sta facendo la barba nel bagno di servizio dove solitamente la faceva.
La porta è aperta, il bagno è piccolo, c'è solo il water e il lavabo con lo specchio davanti, come nella realtà.
Io mi metto accanto a lui, alla sua destra, devo solo dare l'ultimo tocco ai capelli e al trucco, ormai sono vestita per il concerto. Sono un pò timorosa a stargli accanto, mia madre è lì vicino, in cucina con mia sorella che parla.
Ma poi mi faccio coraggio, è mio padre e voglio riconciliarmi con la sua vicinanza, gli ho sempre voluto bene e lui a me.
Comincio a canticchiare un'aria famosa che dovrò cantare e che conosce bene anche lui, era un appassionato delle opere liriche e le conosceva a memoria quasi tutte.
Io mi sistemo i capelli, canticchio e lui la barba, ci guardiamo allo specchio, mi segue nelle parole, ma poi il testo ci porta a civettare un pò con gli sguardi ammicchevoli, ma il tutto è fatto con molta innocenza, stiamo recitando e ridiamo, anche se ho un leggero senso di fastidio e uso la buona volontà nel continuare qualcosa che ora mi mette un pò a disagio.
Poi finisco e mi allontano, parlo un pò con mia madre, sono pronta per andare al concerto ma lei mi accusa di avere civettato con mio padre, di avermi sentita, ha sentito il testo e dice che l'ho fatto apposta per provocarlo, ha lo sguardo accusatorio e giudicante, severo come solitamente faceva per farmi stare male e mettermi in testa intenzioni che non avevo avuto, ma non con mio padre ma con qualsiasi uomo si fosse avvicinato a me anche solo per chiedermi un'informazione.
Io mi difendo dicendo che non facevo nulla di male, lui è stato tranquillo e non è successo nulla di ciò che vuole pensare. Ma lei continua imperterrita.
La guardo e non vedo preoccupazione nel suo sguardo per me ma solo accusa, e nella mia testa penso che è solo un problema suo di gelosia e di rivalità che proietta su di me ed io ne sono stata sempre vittima.
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Vecchio 20-08-2010, 16.21.18   #2
diamantea
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Probabilmente tutte queste parti femminili malate che devono morire sono da ricondurre alla madre che intrappola e controlla la mia vita in nome dell'amore.
C'è una domanda che mi martella in testa, ma che tipo di amore?

Sono stata l'unica gravidanza da lei accettata, aveva 26 anni e voleva godersi questo ultimo figlio. L'unica delusione che fossi femmina ma subito superata dal mio aspetto "da cotoletta" come lei mi definiva sempre...
Sospetto che io sia stata il prolungamento di se stessa, come afferma la Greene una forma di contenitore da riempire con ciò che desiderava e non poteva ottenere; il figlio è la prima parte della autorealizzazione creativa, la seconda parte è il riempimento di tale forma in modo egoistico con i propri bisogni/desideri senza lasciare spazio al figlio di realizzare se stesso...
Ero sua, o se stessa? Una madre può innamorarsi della figlia? O è solo insano possesso invischiante?

Non so se qualcuno sia in grado di rispondermi ma è questo nodo che devo sciogliere se voglio guarire, l'inconscio mi sta martellando e non mi lascerà in pace finchè non otterrò la risposta.

E' il suo veto che mi impedisce di accettare il maschile in mio padre come primo riferimento opposto esterno da accettare.
Nel bagno sono vestita di nero come nel sogno dei vermi.
Il timore superato con la cosciente volontà di recuperare ciò a cui ho rinunciato per evitare la gelosia di mia madre.
E' la anche la prima forzatura che mi impongo per superare il disgusto che l'energia genitoriale mi provoca dopo il mio definitivo rifiuto di loro.
Il rifiuto fisico del genitore femminile è esteso in ogni sua parte anche al suo opposto come necessità di sopravvivenza, e poi per estensione dopo la "cosa" a tutto il genere umano.
Ecco cosa mi tormenta ancora dentro, il disgusto. La bocca piena di vermi e l'uomo con le pustole è disgustoso. La macchia sul water è disgustosa, la bocca rossa di madre figlia è disgustosa, la vecchia che muore prima di mio figlio e vomita qualcosa dalla bocca è disgustosa, l'uomo che cammina come una lucertola è disgustoso, il viso butterato della donna che mangia solo zuccheri nel sogno della carne è disgustoso, il bagno nella palude è disgustoso...
In quasi ogni sogno c'è un elemento di disgusto.

Citazione:
ha lo sguardo accusatorio e giudicante...
La guardo e non vedo preoccupazione nel suo sguardo per me ma solo accusa...
Questo non è un semplice pensiero ma una certezza messa nella mia testa come spiegazione.
Non è si è mai preoccupata di come mi sentissi io, ma di come si sentiva lei attraverso i miei pensieri e le mie azioni.
Ha paura di morire perchè ha paura di lasciarmi, di poter sopravvivere a lei, tanto che mi ha già condannata al vuoto della sua esistenza in solitudine e sofferenza.

Ultima modifica di diamantea : 20-08-2010 alle ore 16.47.53.
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Vecchio 22-08-2010, 11.38.48   #3
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Ecco cosa mi tormenta ancora dentro, il disgusto.
Sto cercando di vedere con una nuova luce la mia tendenza al bello e alla perfezione.
Più volte mi sono sentita dire da mia sorella che a me le cose o persone brutte o squallide mi danno disgusto e ce l'ho dipinto sul viso.
Anche con il cibo ho questo rapporto, con gli odori, con molti aspetti della vita.
Ci ho riflettuto parecchio in questi giorni, è vero che sono una ipercritica ma per contro sono pure una lascia molto vivere gli altri come vogliono. C'è una parte di me che non si stupisce di nulla, accetta tante cose...
Ecco, io credo che l'origine del mio perfezionismo potrebbe essere quello di evitare sensazioni di disgusto attraverso tutti i sensi, non solo nel ricevere ma anche nel trasmettere agli altri, cioè la paura di dare disgusto agli altri.

E' vero che con il mio lavoro ho visto tante situazioni particolari che ci ho fatto un pò il callo a certe cose e sono più tollerante, non girò più gli occhi, non mi tappo più il naso e le orecchie, posso pure toccare persone che non mi danno tranquillità energetica, mangiare un pò di cibo cucinato male purchè genuino solo per educazione quando le circostanze di lavoro o familiari proprio lo richiedono.
Sono stata forzature consapevoli per superare certe barriere ma non so fino a che punto mi abbia fatto bene, se il mio sia solo adattamento o superamento.
Di sicuro il prenderne coscienza mi sta aiutando molto ad allentare certe pressioni interiori.

Sto facendo caso ora ad un sogno di qualche giorno fa attinente con l'argomento: facevo affari con due uomini con il camion della spazzatura, e poi si radunavamo i clienti nel cimitero i quali pagavano bei soldi ed erano tutti felici di riunirsi e giocare di notte come nei labirinti!
Rifiuti disgustosi con cui si fanno affari... nel luogo del seppelimento dei cadaveri (rifiuti umani) molto divertimento...
Mah!

Ultima modifica di diamantea : 22-08-2010 alle ore 11.48.18.
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