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Vecchio 29-01-2007, 14.15.02   #1
Grey Owl
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Predefinito Percorso facile facile

Pensavo a come ero tempo fa’… credevo che il percorso spirituale fosse un percorso facile... un percorso breve...

Cosi’ pensavo io… mi sentivo un predestinato… che tutto accadeva perche’ ero io il prescelto dal divino…

Fai un corso e pensi che sia facile potere avere un contatto col divino e invece sperimenti “qualcosina” e ti “siedi sugli allori” e credi di essere un predestinato… poi quando un collega di lavoro ti affronta bruscamente gli mangi la faccia… oppure senti quella tristezza nel cuore e persi che ti sei allontanato dal divino… con una meditazione o un altro corso sicuramente ritorni al cospetto del divino… solo facendo il corso giusto… perche’ tanti ci provano ma tu sei il prescento… per te e’ facile… basta poco… poco sforzo… ce’ tempo… ora ho altri impegni…

Eppoi sembra il tuo percorso sia fatto soltanto di amore e luce… non si pensa da dove si parte… da dove si arriva… chi siamo… che storia abbiamo alle spalle…

Sono il prescelto e sono gia’ perfetto cosi’… hahahah… ma se non sapevo neppure cosa avevo fatto la sera prima… che coscienza limitata… che presunzione pretendere di essere al cospetto col divino e non sapere neppure chi si e’…

E quanto dedicavo alla ricerca?... quando si ha "tempo"... come se per ottenere un qualcosa si debba dedicargli un tempo "definito"...

Che sciocco presuntuoso… hahahaha… mi viene da ridere per come fossi ingenuo… non che non lo sia ora… ma ripensando a quei tempi… vedevo la ricerca come un “passatempo” nobile… come un “oggetto” da mostrare… per far vedere agli altri quanto fossi “impegnato” nella ricerca… nell’ottenere il divino nella mia vita…

La ricerca e’ fatica… e’ sacrificio… e’ mettersi in gioco… ogni istante della vita… in ogni fibra del corpo… ogni pensiero… ogni emozione e’ volta a questo… ad ogni respiro… ad ogni battito di cuore…

E pure in questo non vi e’ “certezza” di riuscita… nessuna certezza… come potrebbe… la vita non ti garantisce nulla… come potrebbe essere certa la riuscita?…

Oggi guardo a quel ragazzo-gufetto che ci credeva… ohh… ci credeva eccome… a tutte le illusioni belle che gli facevano credere… gli piaceva credere… lo facevano stare meglio… almeno per un po’… almeno era passato dal bicchiere di vino… al calice divino…hahahaha

Oggi non bevo vino ne’ ho la pretesa di essere al cospetto del divino… non ho certezze se non me stesso… il lavoro su me stesso… mi guardo e lavoro… con fatica e perseveranza… assieme ad amici… perche’ da soli e’ facile perdersi… anzi e’ sicuro perdersi…
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Vecchio 29-01-2007, 16.08.09   #2
Uno
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E quanto dedicavo alla ricerca?... quando si ha "tempo"... come se per ottenere un qualcosa si debba dedicargli un tempo "definito"...
Questo vale da solo come spunto.... bravo Gufetto.... al lavoro tocca dare l'orario fisso, se andiamo in palestra abbiamo una certa scadenza, perfino i divertimenti e il riposo ha dei tempi.... disco (per i più giovani) al sabato fisso etc... tv, film, cinema la sera etc.... ma al mondo dello spirito lasciamo il rimasuglio... gli avanzi... ovvio che se non ci ritiriamo in convento non è che si possano portare avanti pratiche di un certo livello 24/7 ma vivendo una vita normale con l'attenzione puntata a ciò che di più importante abbiamo, si tratta solo di decidere cosa abbiamo di più importante..........
Comunque sia come si va in palestra o altro dedicare un piccolo spazio (temporale) costante a proprie pratiche interiori aiuta... meglio 20 minuti al giorno pur dormendo il resto della giornata piuttosto che parlare di Spirito tutto il giorno senza fare niente....
Ah... quanto si allungherebbe sta cosa... ma prima o poi la "bignamizzo"
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Vecchio 29-01-2007, 20.41.41   #3
'ayn soph
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non ho la pretesa di stare in un cammino spirituale e mai c'è l'avrò immagino,
so solo che più vado in avanti con l'età e più noto (in certe occasioni), quanto mi faccio "schifo", mentre prima non lo avrei notato anzi mi sarei compiaciuto di questo.
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Vecchio 30-01-2007, 12.22.15   #4
Astral
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Io non credo proprio che un percorso spirituale sia facile o difficile, sono definizioni nostre.

Un percorso spirituale è normale se non siamo troppo esigenti con noi stessi, ma nello stesso tempo non dimentichiamo una variante importante: LA CONTINUITA'.

E' ovvio che chi ha in mente e pretende di trovare la serenità, senza un minimo di consapevolezza non la troverà, ma è anche vero che chi pretetende cambiamenti dall'oggi al domani, ha una visione un po' distorta del percorso spirituale.

Credo che il percorso spirituale, non è sentiero difficile, per nulla proprio, se si segue il ritmo della natura, che è un ritmo lento, ma costante e perfetto.

Quindi bisogna sempre tenere in considerazione anche gli strumenti di un sentiero spirituale, se uno non li usa allora tutto è difficile, tutto è complesso, se uno li usa la difficoltà è sempre graduale.

Qualcuno ha fatto l'esempio della palestra o del lavoro, se io pretendo di segnarmi a karate ed affrontare subito un cintura nera, oppure di andare a lavoro e pretendere di saper far tutto, allora si che tutto è difficile.

E se sono un nuotatore e comincio a fare delle vasche con chi non sa nuotare, non posso di certo dire che sto facendo progressi...


Chi dice che un percorso spirituale è difficile, è perchè il suo punto di destinazione, è al di là di ciò che attualmente è.

Chi dice che un percorso spirituale è facile, è perchè in realtà il punto di partenza ed il punto di arrivo sono quasi lo stesso punto in cui si trova.


Credo che poi per ognuno è diverso, non si può dare una formula per tutti, ma sicuramente non è che ci vogliono anni anni di preghiera e meditazione per arrivare necessariamente da qualche parte.

Ed è importante non confondere i mezzi con il fine.

Se la meditazione non mi porta a nulla, è preferibile non praticarla e trovare qualcos'altro più adatto a noi.
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Vecchio 30-01-2007, 12.41.44   #5
Ray
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La continuità, la costanza, è la cosa più difficile di tutte. Per voi no?
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Vecchio 30-01-2007, 12.48.49   #6
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Io non credo proprio che un percorso spirituale sia facile o difficile, sono definizioni nostre.
Non voglio contraddire il tuo punto di vista Astral, però anche nella tradizione Cristiana si parla della "porta stretta" che conduce al Vero, e la porta larga che conduce alla perdizione...
E' chiaro che ci sono dei flussi... se la maggior parte delle persone andasse verso la porta stretta, questa diventerebbe larga e quella larga diverrebbe stretta. Ma è un ipotesi che credo sia del tutto impossibile, ci sono delle leggi naturali che regolano la vita sulla terra e al momento queste sono... Bisogna andare controcorrente, risalire il fiume opponendosi al flusso d'acqua che scende impetuoso a valle...

Già il fatto stesso di imporsi una continuità, anche solo pochi minuti al giorno come ha detto Uno, rappresenta una grande crescita che pochi credo sapprebbero realmente attuare...
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Vecchio 30-01-2007, 12.50.18   #7
Kael
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Ho postato mentre stava postando anche Ray, non avevo letto il suo post..
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Vecchio 30-01-2007, 13.20.09   #8
Astral
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Il fatto che la porta è stretta può avere moltissimi significati, potrebbe uno essere una delle tanti frasi per far sentire il popolo che segue tali insegnamenti, l'eletto ( quindi quello che passerà la porta stretta, mentre gli altri popoli pagani probabilmente percorreranno quella larga).


Una porta stretta poi non limita quanta gente nello spazio ci possa passare, ma soltanto quanto afflusso in un certo periodo tempo.

Se si calcolano le teorie reincarnative( ampiamente cancellate dal cattolicesimo per questioni di comodo), questo ha senso, infatti è vero che non tutti nello stesso momento possono passare la porta stretta, ma soltanto chi è più evoluto, il resto andrà nella porta larga.

Se abbiamo il concetto di fatica, è perchè siamo ancora all'inizio di un sentiero, voglio dire è faticoso tutto ciò che non ci piace e che ci costa qualcosa.
Quindi se pensiamo che un sentiero sia faticoso, è forse perchè stiamo sacrificando qualche parte di noi?

Anche se devo dire che questa frase la trovo un po' discutibile e duale.


Il fatto di volersi o non volersi imporre una continuità non dipende dalla difficoltà del sentiero spirituale, ma dalla volontà della persona.

Questo vale per tutto, se io non ho continuità in una dieta, non posso sperare di dimagrire.

Infatti pochi ci riescono, e molti ancora tentano, questo perchè la maggior parte di noi in questo contesto è intorpidito.

Concordo con te che nel contesto odierno pochi danno una continuità, ma non solo...

Ci vuole un vero contatto con il divino, che è allo stimolo alla volontà a continuare, uno per percorrere un sentiero spirituale deve essere stimolato.

Mi spiego meglio...

Tu parli di flusso?

E se fosse chi percorre la porta larga ad andare contro corrente?

Mi dispiace io sono piu che convinto, che tutti hanno le stesse possibilità di percorrere la porta stretta chi percorrendo enormi difficoltà, chi con maggiore facilità.

Infatti il fatto di dover " faticare" per ottenere qualcosa, è di matrice cristiana, ma sinceramente mi discosto da questo pensiero, perchè alla fine la verità si trova nella semplicità.

Infatti questo concetto è stato molto frainteso in passato, si credeva che soltanto facendo molte pratiche spirituali si poteva passare per la via stretta, ignorando invece che hanno proprio uno scopo primario le vicende del quotidiano, ed è proprio li che siamo calati.

Inoltre lancio una piccola provocazione.

Io starei molto attento a dire che sto facendo fatica per percorre un sentiero spirituali, sembra quasi volessi distinguermi dagli altri, che fanno meno di me.

C'è gente che ricerca tutta la vita, ed altri ottengono gli stessi risultati con molto meno, perchè?

Semplicemente perchè ognuno ha il proprio sentiero, e sopratutto ognuno decide come percorrerlo, è questo la differenza tra le vie.

Poi che nel contesto di oggi nessuno si cura del proprio progresso spirituale è verissimo, l'occassione però viene sempre data, e gli eventi si dispongono ugualmente( è la consapevolezza che manca).
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Vecchio 30-01-2007, 13.31.43   #9
griselda
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La continuità, la costanza, è la cosa più difficile di tutte. Per voi no?
E' come un tiro alla fune no?
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Vecchio 30-01-2007, 13.44.49   #10
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Mi dispiace io sono piu che convinto, che tutti hanno le stesse possibilità di percorrere la porta stretta chi percorrendo enormi difficoltà, chi con maggiore facilità.
Continui a vedere sta cosa dell'essere eletti, ma non era assolutamente mia intenzione parlare di questo... Tutti hanno le stesse difficoltà, vedi i salmoni che risalgono il fiume... il flusso del fiume è lo stesso per tutti, ciò che cambia è solamente il loro grado di resistenza... per cui alla fine pochi arriveranno alla sorgente, ma questa è una conseguenza non certo una causa o tantomeno una "predestinazione"...

Come per i salmoni, ho un immagine in mente... quella che dall'Alto scende un raggio creatore, un flusso costante e continuo che alimenta la vita... Il singolo pesce però può avere la forza di risalire questo "flusso creatore" discendente, e iniziare un suo personale raggio evolutivo ascendente... per tornare alla sorgente... "per tornare ad essere come bambini"... ma in qualche modo deve pur "opporsi" (oddio ora qualcuno penserà male...) al flusso che scende... (e vista da un'altra ottica, dovrebbe invece smetterla di opporsi, e arrendersi al flusso che lo "richiama" verso l'Alto... ma bon...)
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Ultima modifica di Kael : 30-01-2007 alle ore 13.47.54.
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Vecchio 30-01-2007, 13.51.18   #11
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ovvio che se non ci ritiriamo in convento non è che si possano portare avanti pratiche di un certo livello 24/7 ma vivendo una vita normale con l'attenzione puntata a ciò che di più importante abbiamo, si tratta solo di decidere cosa abbiamo di più importante..........
E' chiaro che se uno decide di dedicarsi seriamente alle "cose dello spirito" si troverà a fare delle scelte obbligato da questioni di tempo a disposizione (non solo ma di queste si parla adesso). Come dire che se devo scegliere tra andare al cinema e dedicarmi ad una ratica buona per la mia evoluzione, o meglio migliore per la mia evoluzione (non è detto che il cinema sia del tutto inutile quindi parliamo solo di più fruttuoso) dovrò stabilire cosa è più importante per me. se arrivo al punto in cui stabilisco che la priorità va alla Ricerca farò a meno del cinema (e aggiungo che farò a meno volentieri).

Però inseriti nella quotidianità in cui siamo (abbiamo escluso il convento mi pare) molto spesso questa scelta semplicemente non c'è. Anche riducendo all'osso, restano una quantità di "doveri" che portano via un sacco di tempo e che non possono cmq essere tralasciati... a volte il tralasciarli farebbe più male che bene anche dal punto di vista spirituale.

Quindi si arriva ad un punto in cui dedichiamo tutto il tempo disponibile alla Ricerca e quello indisponibile al resto dell'esistenza. Così facendo però si rischia di scindersi a mio avviso... un me che ricerca e un me che si sbatte a far presto tutto il resto per non togliere minuti alla ricerca. In questo secondo me è nascosto un grosso errore in agguato al Ricercatore.

Invece a mio avviso si dovrebbe, dove e come possibile, far confluire nella Ricerca anche e soprattutto tutte quelle attività quotidiane a cui non si può (e non si vuole) dire di no. Concentrandosi sul come piuttosto che sul cosa... (se non fosse possibile la Via naturale non esisterebbe).
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Vecchio 30-01-2007, 14.21.40   #12
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Inoltre lancio una piccola provocazione.

Io starei molto attento a dire che sto facendo fatica per percorre un sentiero spirituali, sembra quasi volessi distinguermi dagli altri, che fanno meno di me.
Sebbene io personalmente non ho mai detto di fare fatica.. ti rilancio la provocazione, io starei attento a non svegliarmi, mica vorrò essere diverso da quelli che dormono....
Sto scherzando Astral... ma mi dici che problema c'è nel cercare l'individualità? E' diverso dal superuomo


Comunque molto spesso vedo in azione il gioco dialettico (non mi riferisco ad Astral) di ribaltare la questione... ma senza usare un opposto valido ed assoluto.
Faccio un esempio (ripeto non è una cosa verso Astral, esce adesso lo spunto, ma se volete cerco altri 100 post di altre persone) se Gufetto dice che si rende conto quanto voleva le cose facili, non è sinonimo che adesso le voglia difficili... sarebbe un pazzo, lui e chiunque lo pensasse...
Avrei altro ma mi sembrerebbe sufficiente chiarire questo per adesso.... (con tutti)

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Vecchio 30-01-2007, 15.19.31   #13
Grey Owl
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Riprendo il discorso fatto prima...

"Sono il prescelto e sono gia’ perfetto cosi’…"
"Mi sentivo un predestinato… che tutto accadeva perche’ ero io il prescelto dal divino"
Me la raccontavo... e sapete da cosa l'ho capito che me la stavo raccontando?... osservandomi... nella vita di tutti i giorni... tra la gente... nei momenti belli e nei momenti brutti... non solo quando ero ad uno di quei corsi per l'illuminazione garantita o rimborsata.

"...poi quando un collega di lavoro ti affronta bruscamente gli mangi la faccia… oppure senti quella tristezza nel cuore e persi che ti sei allontanato dal divino"
Quando la vita e' come lo sognamo, come la vogliamo, quando la vita si conforma ai nostri sogni tutto e' amore e luce...
Ma la vita non e' il nostro sogno... ed allora accade che si rompe il giochino... ci si arrabbia con la vita... la vita ci delude... mi sento solo contro la vita cattiva... non sono capito... io che ho capito tutto della vita... sono il prescelto contro tutti...

"La ricerca e’ fatica… e’ sacrificio… e’ mettersi in gioco… ogni istante della vita… in ogni fibra del corpo… ogni pensiero… ogni emozione e’ volta a questo… ad ogni respiro… ad ogni battito di cuore…"
Per ottenere un risultato serve lavorare, nulla e' regalato a meno che non sia una fregatura...hehehehe
Fatica intesa come impegno che ci fa' muovere e ben venga la fatica...
Si sacrifica qualcosa per un'altra, faccio questo e sacrifico quello, si sceglie cosa fare e cosa no...
Ad esempio... mi metto davanti al tv a guardare il "grande flagello" oppure mi leggo un libro oppure lavoro con gli acquerelli?... in qualche modo "sacrifico" un qualcosa no?
Mettersi in gioco vuol dire...non essere spettatore (non pagante) delle tante scelte che facciamo...
Ogni giorno abbiamo l'occasione per metterci in gioco... dare il massimo in quello che facciamo...
Non importa se faccio cose "importanti" o "inutili"... metto tutto me stesso, attenzione, presenza, cuore, insomma me stesso... in questo modo non saro' mai mezzo... ma intero... totale... almeno un po'... un po' di piu' ogni giorno... sempre piu'...
E se cadro'... faro' uno sbaglio... lo avro' fatto con tutto me stesso... responsabile fino in fondo... (gran parlolona la responsabilita'...hehehe)
Ma e' pur vero che se riusciro' in qualcosa lo avro' ottenuto con tutto me stesso...
Credo che valga la pena di provarci no?...

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Vecchio 30-01-2007, 17.37.09   #14
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Io penso che per compiere un percorso spirituale non è necessario dividersi... anche se all'inizio potrebbe esserlo per ricavare uno spazio personale, solo nostro, nell'arco di una giornata....
Ma se poi non si trasporta la teoria nella propria vita quotidiana, non si fa un percorso di vita, ma solamente un percorso mentale....
Quello che è difficile è essere sempre presenti a se stessi, ma a parte questa difficoltà non da poco, penso che se una persona deve sforzarsi di ricordarsi di agire in conformità alla propria idea di "percorso spirituale" anche questa diventa una divisione in se stessa...
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Vecchio 30-01-2007, 18.40.47   #15
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Uno nessun problema nel cercare l'individualità, o il senso di distinzione anzi...

Soltanto non mi sento di dire che un percorso è facile o difficile, credo che la difficoltà dipenda anche da noi.

Poi credo che non si possa generalizzare sulla difficoltà, ma soltanto nel percorso.

Ad esempio a me risulta estremamente naturale e facile essere una persona sincera, non ho mai dovuto lavorarci sopra su di essa, mentre magari sulla pazienza devo lavorarci costantemente, e qui ho maggiori difficoltà.

Tuttavia non mi sento di dire che è il sentiero facile o difficile, semplicemente ci sono delle sfide spirituali dove è richiesta anche una maggiore evoluzione spirituale, e maggiori energie, ed ancora non mi ci imbatto.

Però concordo con Uno, forse magari hai cominciato a prendere qualcosa sul quale lavorare, e che richiede maggiore impegno, maggiore disponibilità, continuità e consapevolezza.



P.s: no tranquillo Kael preferisco specificare sempre, per non cadere nell'errore di pensarmi un predestinato o cosa, forse sarò patetico, ma mi piace vedere che siamo come dei fratelli, c'è chi è fratello maggiore, chi è fratello minore, chi è neonato, e chi deve ancora nascere

Ultima modifica di Astral : 30-01-2007 alle ore 18.43.47. Motivo: aggiunta
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