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Vecchio 04-10-2008, 11.53.32   #1
Sole
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Predefinito La vecchia scuola

Perchè in antiquariato? Perchè è come unmestiere che non esiste più, il vecchio metodo di insegnamento e la vecchia scuola da cui uscivano persone con una cultura generale degna di tal nome, generale ma piena di spunti da approfondire e possibilità di fare collegamenti di continuo.
A me sorprende sempre tantissimo il livello culturale dei giovanissimi di oggi. Ad esempio non sapere chi era Giulio Cesare, tanto per fare un esempio stupido.
Io non ero una che studiava, tutt'altro però mi sono rimaste impresse tantissime cose perchè per cinque anni le elementari le ho dovute frequentare e la maestraparlava, parlava e interrogava, e poi ci lasicava giocare anche. Poi alle medie io professori parlavano parlavano e tutti i giorni mi toccava sentire, e anche se non ascoltavo, qualcosa è rimasto, quella cultura generale che ti permette di cercare...
Un tempo la sucole aveva il compito di sviluppare la curiosità, l'interesse e la capacità di sapere degli alunni, oggi? Che fa?
C'è stato secondo me un degrado graduale della qualità a tutti i livelli di insegnamento, ma se così è anche degli stessi insegnanti non più capaci., Allora bene venga una bella rivoluzione e che ognuno impari a fare il proprio Mestiere.
Addirittura decenni e edecenni fa nelle scuole elementari siinsegnava il latino, mio padre che ora ha più di 80 anni, ha fatto solo le scuole elementari e lì imparò quel poco che sa di latino.
Oggi ho dubbi che insegnanino che la luna è un satellite...

Rivorrei quella scuola... con i pregi di oggi e i pregi di allora.
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Se non sarò me stesso chi lo sarà per me? E se non ora, quando?
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Vecchio 04-10-2008, 17.15.27   #2
jezebelius
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Un tempo la sucole aveva il compito di sviluppare la curiosità, l'interesse e la capacità di sapere degli alunni, oggi? Che fa?
Si, in " antiquario" secondo me sta bene.
Il problema maggiore è che, almeno per quello che riguarda la scuola, nel "vecchio" metodo doveva essere modificato qualcosa. Un stare al passo coi tempi direi, ma innanzitutto una formazione che potesse fornire una base che oggi non vedo.
In effetti mi pare che ciò non avvenga, anzi il modello che abbiamo importato talvolta, risulta quello americano italiniazzato.
Sarebbe auspicabile un ritorno al vecchio ma ovviamente modernizzato metodo di insegnamento.
Qualche segnale lo si vede, ad esempio, col ritorno al maestro unico per le elementari ma ciò comunque dovrebbe essere supportato da programmi di insegnamento " seri " finalizzati ad un obiettivo mirato, e soprattutto - in quanto ruolo primario - supportato da persone che sappiano insegnare e non solo da chi, invece, arriva in classe e si mette a leggere il giornale! Buon senso prima di tutto.
Poi, è vero che la scuola è cambiata ed è cambiato il suo metodo ma, per l'appunto come fai notare, si limita a quello e basta.
Non stimola o almeno non lo fa per tutti - facendo le dovute eccezioni che non bisogna dimenticare - , è incapace di affermare il suo " ruolo " formativo - perchè questo secondo me passa anche per la curiosità, nello stimolo per la scoperta del nuovo - e dunque è divenuta quasi vuota, senza un'anima. Come dire " soltanto " istituzione " senza tradizione.
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“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 04-10-2008, 22.00.21   #3
griselda
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Perchè in antiquariato? Perchè è come unmestiere che non esiste più, il vecchio metodo di insegnamento e la vecchia scuola da cui uscivano persone con una cultura generale degna di tal nome, generale ma piena di spunti da approfondire e possibilità di fare collegamenti di continuo.
A me sorprende sempre tantissimo il livello culturale dei giovanissimi di oggi. Ad esempio non sapere chi era Giulio Cesare, tanto per fare un esempio stupido.
Io non ero una che studiava, tutt'altro però mi sono rimaste impresse tantissime cose perchè per cinque anni le elementari le ho dovute frequentare e la maestraparlava, parlava e interrogava, e poi ci lasicava giocare anche. Poi alle medie io professori parlavano parlavano e tutti i giorni mi toccava sentire, e anche se non ascoltavo, qualcosa è rimasto, quella cultura generale che ti permette di cercare...
Un tempo la sucole aveva il compito di sviluppare la curiosità, l'interesse e la capacità di sapere degli alunni, oggi? Che fa?
C'è stato secondo me un degrado graduale della qualità a tutti i livelli di insegnamento, ma se così è anche degli stessi insegnanti non più capaci., Allora bene venga una bella rivoluzione e che ognuno impari a fare il proprio Mestiere.
Addirittura decenni e edecenni fa nelle scuole elementari siinsegnava il latino, mio padre che ora ha più di 80 anni, ha fatto solo le scuole elementari e lì imparò quel poco che sa di latino.
Oggi ho dubbi che insegnanino che la luna è un satellite...

Rivorrei quella scuola... con i pregi di oggi e i pregi di allora.
Nell'età in cui si studia secondo me non c'è molto interesse per tutte le tutte le materie ma per quelle in cui si riesce facilmente, o che ci attirano di più naturalmente, per le quail si è più portati, poi sta all'insegnante far nascere la curiosità stimolando gli allievi, ma non è cosa da tutti purtroppo e necessaria la vocazione.
Secondo me imparavamo di più perchè ci tenevano alta l'attenzione, avevo un rigoroso rispetto quasi ad arrivare sino alla paura e quindi in classe si stava attenti non si poteva scegliere di non farlo pena: castighi, urla, note, sospensioni etc e a casa genitori che ci davano il resto. Inoltre c'era la ripetizione quasi ipnotica delle cose, e non c'erano insegnanti che ci chiedevano se eravamo stanchi e cosa volevamo fare?
Oggi la paura l'hanno gil insegnanti a quanto pare per via delle varie riforme e dei cambiamenti culturali/morali, legislativi che ci sono stati.
Credo che ci siano stati insieme ai cambiamenti dei lati positivi e anche negativi, oggi i ragazzi non hanno più paura ma hanno perso il rispetto e questo non va bene.
Oggi è dato loro di scegliere solo quello che gli piace mentre ancora non sono in grado scegliere e questo li porta a non stare alle regole, troppo permissivismo che nasce già prima in famiglia.
Alla fine la scuola rispecchia la società in cui è inserita, anche se stanno cercando di correre ai ripari come abbiamo già detto altrove con vari reinserimenti: voto in condotta, esami a settembre, (sino all'anno scolastico di due anni fa esistevano i debiti che uno si portava (volendo) sulle spalle sino alla fine dei 4 anni di superiori, e i più delle volte venivano "abbonati" l'anno scorso sono stati tolti e le bocciature sono piovute a fiotti, quindi se cambiano le regole in continuazione logico è che pure gli insegnanti si trovano spiazzati) vedremo in futuro quali frutti saranno in grado di portare.
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Vecchio 07-10-2008, 22.40.29   #4
Babette
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Il ruolo del maestro.
Nella scuola di ieri era considerata una professione.
In un'epoca in cui la maggior parte dei bambini si fermava alla terza elementare, l'aver studiato fino alle magistrali era veramente un vanto e un onore.
Questo probabilmente si ripercuoteva sull'autostima dell'insegnante stesso, che rivestiva il suo ruolo con dignità, consapevole del suo compito.

Il problema delle classi con più o meno maestre mi sembra secondario rispetto alla qualità dell'insegnamento.
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Vecchio 07-10-2008, 22.57.15   #5
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Il ruolo del maestro.
Nella scuola di ieri era considerata una professione.
In un'epoca in cui la maggior parte dei bambini si fermava alla terza elementare, l'aver studiato fino alle magistrali era veramente un vanto e un onore.
Questo probabilmente si ripercuoteva sull'autostima dell'insegnante stesso, che rivestiva il suo ruolo con dignità, consapevole del suo compito.

Il problema delle classi con più o meno maestre mi sembra secondario rispetto alla qualità dell'insegnamento.
Quello che dici sembra vero, forse un tempo era un compito che ci si prefiggeva insegnare, però tengo a dire che faccio un discorso generale e non categorico, quindi chiaro che ci sono le dovute eccezioni.

Invece per la maestra unica io credo che ci sia una differenza di qualità. L'insegnamento per me non è un trasferimento di nozioni, nel qual caso allora si non ci sarebbe differenza, ma in una giovane e tenera età è un rapporto umano fatto di riferimenti e stimoli. Ma di questo parlavamo già in altra discussione. Se vuoi possiamo riprenderla.


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Vecchio 17-10-2008, 19.45.21   #6
Sole
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In questi giorni ho scoperto che tantissimi anni fa nelle scuole di una volta alle bambine veniva insegnato a lavorare a maglia, a cucire, a fare piccoli lavori di sartoria, nelle scuole migliori a suonare .. tante piccole arti. Oggi niente di tutto questo.
Insegnavano i mestieri, e magari ai ragazzini il fai da te..

Mi fa venire nostalgia questa scuola che non ho conosciuto.
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Vecchio 17-10-2008, 20.08.12   #7
Astrid
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Io non ho frequentato l'asilo, con mio dispiacere, il mio primo giorno di scuola è stato in prima elementare. Non avevo mai scritto. La maestra è passata in ogni banco e ad ognuno ha messo in mano la penna e mi ha chiesto se sapevo scrivere. Ha risposto di no, ha detto meglio così. Mi ha insegnato lei. Girava nell'aula e controllava ogni bambina e le teneva la mano nella giusta posizione per farla scrivere. Era molto severa, fino ad arrivare a prendere a calci qualcuna. Io ero terrorizzata da lei, ma forse proprio quel terrore mi sosteneva. Ci aveva divise in file nei banchi: la fila delle somare, quella delle così e così, poi seguivano le bravine, le brave e le bravissime. Io ero in quella delle bravissime.
Mio figlio ha iniziato il suo percorso scolastico a partire dall'asilo nido. Alla scuola materna già le insegnanti si lamentavano che non sapeva scrivere. La colpa di molti genitori, è di voler far apparire i propri figli eccezionali, e gli insegnano quello che non è loro compito. Quello che accade nelle aule noi non lo sappiamo. Alle elementari l'insegnante di italiano si lamentava che mio figlio non metteva la mano nella giusta posizione, e per anni ha avuto una scrittura poco leggibile. Ho dovuto insegnargli io a casa a scrivere. Sono seguiti diversi anni ed ora è al Liceo. In tutti questi anni, i colloqui con gli insegnanti sono stati sempre un modo per scaricare ogni responsabilità, sembra che siamo noi che dobbiamo diventare professori dei nostri figli. I miei genitori hanno parlato con i miei professori forse una volta alle medie ed una al liceo. Il rapporto era fra studente - insegnante. Ora non più. Loro diventano giudici degli studenti e dei figli.
Mio figlio una sera mi ha detto: bisognerebbe licenziare tutti gli insegnanti, e sostituirli con un computer, che insegna e non giudica, affiancato da un supervisore che ha il compito di vigilare sull'ordine della classe.
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Vecchio 17-10-2008, 21.12.32   #8
Era
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In questi giorni ho scoperto che tantissimi anni fa nelle scuole di una volta alle bambine veniva insegnato a lavorare a maglia, a cucire, a fare piccoli lavori di sartoria, nelle scuole migliori a suonare .. tante piccole arti. Oggi niente di tutto questo.
Insegnavano i mestieri, e magari ai ragazzini il fai da te..

Mi fa venire nostalgia questa scuola che non ho conosciuto.
eh cara Sole ho l' età per confermarti questa pratica...ebbene si..il famoso punto croce l' ho imparato proprio in 4a o 5a elementare e ho pure l' età per confermarti che la lezione di musica alle medie frequentate dai mie figli si limitavano a quel clarino colorato che tutti conoscono...è vero qualche lezione di solfeggio e via andare...rari gli ascolti di brani musicali classici...men che meno un elemento che reputo importante in una lezione che dovrebbe insegnare l' arte...la storia di almeno qualche musicista importante e dire che l' italia...tra le altre cose è detta la terra del bel canto e dire che ci si lamenta che i giovani non hanno cultura artistica...ekecavolo insegnamola no?

nonostante la "barba" di quei clarinisolfeggianti chi ha passione qualcosa nè fa...

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Vecchio 17-10-2008, 22.48.42   #9
griselda
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In questi giorni ho scoperto che tantissimi anni fa nelle scuole di una volta alle bambine veniva insegnato a lavorare a maglia, a cucire, a fare piccoli lavori di sartoria, nelle scuole migliori a suonare .. tante piccole arti. Oggi niente di tutto questo.
Insegnavano i mestieri, e magari ai ragazzini il fai da te..

Mi fa venire nostalgia questa scuola che non ho conosciuto.
Mi hai incuriosito
Ma in che classi? In che anni? Scuole pubbliche?

Quando andavo a scuola io, niente di tutto ciò, ne alle elementari ne alle medie,( a parte farmi ascoltare dei brani di musica classica troppo difficili per quell'età, e in applicazioni tecniche non insegnavano nulla ma tu dovevi comunque dimostrare di saper fare qualcosa, ma imparai a casa grazie ad una vicina: ferri, uncinetto, ricamo) infatti quando ho seguito mio figlio mi sono stupita, perchè io ho dovuto imparare a suonare la chitarra da sola, invece lui già alle elementari imparava sia canto che a suonare il flauto e anche molto bene, beh chiaro non è che insistono più di tanto, che trovo giusto, se sei portato impari altrimenti non ti mettono alla gogna.
Inoltre alle medie c'era la possibilità per chi richiedeva un tempo più lungo settimanale di fare anche lavoretti tipo quella che ai nostri tempi si chiamava applicazioni tecniche che comprendeva l'imparare a cucinare, o a fare i graffiti, o a smontare oggetti, o fare murales facendo scegliere a seconda di quello a cui il ragazzo era più portato.
Poi però devo dire anche che molto dipende dall'insegnante, che è umano come tutti per carità.... in seconda media ad esempio se ne è andato quello di musica che creava un sacco di opportunità si spendeva moltissimo per questi ragazzi, faceva loro provare a suonare tutti gli strumenti e li faceva cantare e faceva fare loro dei saggi che poi venivano registrati e messi in rete, insomma aveva inventiva e i ragazzi lo seguivano in tutto e per tutto. A mio figlio nacque la passione per la chitarra. Dal secondo anno in poi avendo ottenuto il trasferimento è stato sostituito da una professoressa che passava il suo tempo a lamentarsi degli stessi ragazzi e dei suo problemi familiari e di salute e il suo insegnamento si limitava alla teoria.
Credo che alla fine se qualcuno ha qualcosa da dare veramente lo da ovunque e comunque.
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Vecchio 17-10-2008, 23.31.20   #10
Shanti
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La colpa di molti genitori, è di voler far apparire i propri figli eccezionali, e gli insegnano quello che non è loro compito.
E a volte fanno anche dei danni. Ricordo un compagno di mio figlio che era entrato in prima elementare: la madre era orgogliosa del fatto che il bambino sapesse già fare le operazioni in colonna. Solo che con i metodi che le maestre usavano insegnavano ai bambini a contare usando vari ragionamenti, quello delle operazioni in colonna era il metodo più semplice e comodo, veniva insegnato alla fine, i bambini ci arrivavano di conseguenza e dicevano che insegnare loro subito a farlo non aveva alcuna utilità anzi.
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Vecchio 04-06-2009, 19.33.24   #11
fiore
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M'interessa l'argomento. Io penso che un buon risultato scolastico dipenda da più cose. L'educazione ricevuta in famiglia è un primo importantissimo passo per iniziare bene. Il rispetto non è cosa di poco conto. Oggi vedo poca educazione in giro a partire dai più piccoli; ma se non gliela insegnamo noi adulti, genitori troppo stanchi o distratti fin dai primi mesi di vita chi dovrà loro insegnargliela? Altra cosa importante è la motivazione che un insegnante riesce a stimolare nel bambino indipendentemente dal metodo che sceglie. Ricordo ancora la mia maestra severissima che pretendeva da ognuno il massimo, e si arrogava il diritto di dare qualche schiaffetto quando proprio era necessario, ma nessuno si è mai sognato di portarla per questo motivo in tribunale. Ricordo anche con quanta passione spiegava le cose, l'entusiasmo e la curiosità che ci metteva dentro! Penso poi alla mia classe di 40 bambine capaci di stare in silenzio quando l'insegnante parlava e l'educazione con la quale ci rapportavamo con lei, altro che "bulli"!
Ma queste son cose di altri tempi. Anch'io ho imparato qualcosina di ricamo a scuola.
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Vecchio 05-06-2009, 03.29.22   #12
MaxFuryu
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Io ancora non c'ero ai tempi a cui vi riferite in questo topic, se penso però alle persone che ci sono state e con le quali ho avuto occasione di parlare, mi vengono spontaneamente in mente due cose: tutte le rabelline a memoria e tutte le poesie a memoria, sembra riduttivo, ma per quello che ho visto mi pare una buona immagine.
Io sono tanto contento di essere nato molto più tardi, se ci fossi stato non sarei arrivato manco alla terza elementare e nella "fila dei somari" ci sarei rimasto a vita, e non solo nei tempi dello studio(eppure potenzialità ne ho tante). Penso che ogni cosa ha il suo tempo e che oltre a un minimo di infarinatura su certi argomenti (infarinatura che ad una certa età serve più a dare l'abitudine ad apprendere piuttosto che ad imparare nel vero senso della parola), inculcarli con la forza è tanto distruttivo quanto più che inutile.
L'età per imparare e capire non è quella dei bambini, lì server solo stimolare, daltronde impara più un adulto in un giorno che un bambino in un anno.
E infine ricordo le gite in cui i professori a spiegare e spiegare e io ad annoiarmi e a pensare ad altro, da grande ci sono tornato da solo e ho voluto imparare.
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Vecchio 05-06-2009, 09.07.15   #13
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Originalmente inviato da MaxFuryu Visualizza messaggio
Io ancora non c'ero ai tempi a cui vi riferite in questo topic, se penso però alle persone che ci sono state e con le quali ho avuto occasione di parlare, mi vengono spontaneamente in mente due cose: tutte le rabelline a memoria e tutte le poesie a memoria, sembra riduttivo, ma per quello che ho visto mi pare una buona immagine.
Io sono tanto contento di essere nato molto più tardi, se ci fossi stato non sarei arrivato manco alla terza elementare e nella "fila dei somari" ci sarei rimasto a vita, e non solo nei tempi dello studio(eppure potenzialità ne ho tante). Penso che ogni cosa ha il suo tempo e che oltre a un minimo di infarinatura su certi argomenti (infarinatura che ad una certa età serve più a dare l'abitudine ad apprendere piuttosto che ad imparare nel vero senso della parola), inculcarli con la forza è tanto distruttivo quanto più che inutile.
L'età per imparare e capire non è quella dei bambini, lì server solo stimolare, daltronde impara più un adulto in un giorno che un bambino in un anno.
E infine ricordo le gite in cui i professori a spiegare e spiegare e io ad annoiarmi e a pensare ad altro, da grande ci sono tornato da solo e ho voluto imparare.
Scusa Max se ti contraddico ma il vero apprendimento si ha proprio nell'età infantile quando abbiamo un cervello recettivo e libero da tante sovrastrutture, tutto ciò che si impara da piccoli difficilmente lo si dimentica mentre l'apprendimento in età matura costituisce uno sforzo di volontà, di esercizio quotidiano notevole.
Gli esempi che porti delle gite sono davvero un'altra cosa, il gusto di viaggiare e di osservare il mondo si sviluppa quando coscientemente desideriamo conoscere luoghi diversi e ci organizziamo da soli per poterlo fare, la gitaq scolastica è un momento ludico che comunque guida verso la scoperta di luoghi deiversi dal quotidiano.
Secondo me non si può mai tornare indietro, l'evoluzione che esiste nella scuola (o meglio involuzione?) non la si potrà cancellare perchè nasce dalla trasformazione della famiglia, della società, si potrà soltanto, credo, porre rimedio a tutta quella maleducazione degenerata che esiste in tutti gli ambienti e che si manifesta in modo più eclatante nella scuola perchè i giovani sono l'espressione più disinibita della società.
Lo studio dovrà essere più approfondito e di sicuro va migliorato il corpo insegnanti, oggi nella scuola c'è personale impreparato e che viene giudicato, maltrattato da ragazzi e genitori, è scomparsa la figura dell'insegnante veramente preparato che aveva l'autorità giusta per insegnare, per dare qualcosa ai giovani, per portarli alla conoscenza di se stessi e del mondo che li circonda. Il problema non sono di certo le tabelline, quello che oggi manca alla scuola è un corpo insegnanti valido, del resto chi si dedica più a questa professione con il piacere di farla?
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Vecchio 05-06-2009, 09.36.51   #14
dafne
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Tasto dolente questo, per me almeno, la cosa che mi stà stupendo (e facendo arrabbiare) maggiormente è l'enorme discrepanza che ci può essere tra una classe e l'altra di una stessa scuola.
Mio figlio più piccolo, ad esempio, ha acquisito molte più conoscenze sia di matematica che di grammatica del più grande.
Ed entrambi secondo me sono lontani anni luce dall'avere una buona preparazione.
Si perchè poi in prima media (stesso paese, stesso circolo scolastico vorrei far notare) partono con la quinta marcia, esercizi e argomenti a raffica, dando per scontatao che i bimbi abbiano acquisito modi e metodo di studio... ....se penso che al più grande non danno quasi mai compiti a casa da fare nè hanno insegnato come studiare...mi preparo al peggio

Ho cercato di trovare in giro un programma ministeriale che non fornisse solo gli obiettivi didattici e relazionali che devono raggiungere i bambini ma anche un programma scolastico, di nozioni. Per esempio, che ne so, in grammatica in terza elementare devi fare questo, in quarta quello ecc...non hoi trovato nulla di ciò. Cercherò meglio ma trovo inquietante che un insegnante possa andare " a braccio" su certe cose.

Per quanto riguarda imparare a memoria le poesie e simili Max è un esercizio utilissimo per il cervello che, non per caso, viene paragonato a un muscolo.
Io ho 34 anni, non ho vissuto il cucito e l'uncinetto a scuola (o gli esercizi di calligrafia che rimetterei SUBITO) ma mi ricordo ancora il "cantami o diva del pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse..." bon ero alle medie ma mi ricordo che si faceva e con tanto di parafrasi.
Stesso prof ci regalava un'ora di enigmistica alla settimana e spiegava l'avvenimento storico nel suo contesto globale con riferimenti alla storia dell'arte alla musica...una vera fortuna mi ha insegnato a studiare.
Senza contare un insegnante di musica cieco che suonava il pianoforte da dio e che ci chiedeva di individuare gli strumenti che suonavano nei vari brani di Mozart o Verdi.

Sono stata molto fortunata. Ho amato lo studio e questo mi ha salvata al liceo, alla fine, quando stavo mollando tutto.

Oggi guardo i miei figli e mi chiedo che senso abbia, per fare un esempio, sapere cosa sono le curve di livello di una cartina ma non sapere com'è fatta l'Italia...o peggio ancora quello in quarta che ha 10 in inglese e non sa quasi neache dire come si chiama . O disastro totale quando deve rispondere alle domande e scrive telegrammi o di fronte a un testo da studiare e non sa farsi i punti...

Ascolto le altre mamme e, almeno qui in queste scuole e con rarissimissime eccezioni le maestre o i prof sono diventati quelli che sopportano i ragazzi a scuola, leggono gli argomenti, fanno fare qualche esercizio e poi se hai capito bon sennò vai a farti dare ripetizioni.

Sostengo da sempre che le maestre, specie per i più piccoli, debbano aver seguito un percorso formativo notevole, ritengo che avendo in mano il carattere e la formazione di piccoli uomini e donne anche coloro che potevano accedere al ruolo con le magistrali dovrebbero essere riqualificate (e qui non è colpa degli insegnanti penso).
Ritengo anche che quando un insegnante genera problemi segnalati e comprovati debba poter essere allontanato dal mestiere, e non piazzato in altre scuole parggheggiato lì fino a prossima crisi. Credo anche che pure certi genitori dovrebbero imparare a cucirsi la bocca e legarsi mani e piedi perchè il rispetto sti ragazzi lo han perso..o non l'hanno mai avuto?

Mah

Il mio tavolo oggi ha su eserciziari di italiano matematice e inglese che useremo quest'estate ma trovo davvero tristissimo che la scuola abbia perso quel pò di verve e di smalto che aveva, e ne facciamo tutti le spese penso, genitori figli e insegnanti

Mi fermo, da dire ce ne sarebbe a iosa, e magari anche da costruire....Ray, che ne dici? Oltre alla fabbrica modello ci inventiamo anche una scuola?

dafne non è connesso  
Vecchio 05-06-2009, 09.56.40   #15
stefano
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il problema che evidenzi (quello che vanno a razzo dando per scontati modi e metodi di studio) era presente anche ai miei tempi.
Nel mio caso fui molto fortunato all'inizio ad avere una madre che cercò di insegnarmene uno tra le mura di casa (suo ma cmq utile per iniziare)
quantomeno avevo un modello di riferimento su cui basarmi.
forse sarebbe utile un insegnamento maggiore sulla maturazione come Uomini (quindi non so materie come educazione civica, Etica e cose di questo genere)
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Vecchio 05-06-2009, 10.10.26   #16
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il problema che evidenzi (quello che vanno a razzo dando per scontati modi e metodi di studio) era presente anche ai miei tempi.
Nel mio caso fui molto fortunato all'inizio ad avere una madre che cercò di insegnarmene uno tra le mura di casa (suo ma cmq utile per iniziare)
quantomeno avevo un modello di riferimento su cui basarmi.
forse sarebbe utile un insegnamento maggiore sulla maturazione come Uomini (quindi non so materie come educazione civica, Etica e cose di questo genere)

mmm..sisi certo, ma non trascurare che proprio imparare a memoria,imparare un metodo si studio, eseguire esercitazioni (un tempo era l'uncineto o la calligrafia) fanno parte di quel formarsi una disciplina, prima comune poi personale, che è sostanzialemnte necessaria per la riuscita di qualsiasi attività.

Non ultima proprio la Ricerca.

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Vecchio 05-06-2009, 10.24.21   #17
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sicuramente.
diciamo che le farei andare di pari passo anche se darei forse maggiore importanza ad altre attività cerebrali più basate sull'osservazione delle cose.

quantomeno sino a una certa età

sul discorso "arti" beh sono d'accordo sul fatto che servirebbe una maggiore presenza di esse.
Ma notavo un paio di anni fa che forse si sta "tornando indietro" in parte.
ho un parente di 11 anni che alle medie ha scelto un corso più incentrato sulla musica.
lui ha una grande capacità di apprendimento e una forte passione per il clarinetto.
A quanto ne so ha un maestro che oltre che durante le lezioni "normali" gli fa un paio d'ore fuori orario
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Vecchio 05-06-2009, 10.46.45   #18
Ray
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Ho cercato di trovare in giro un programma ministeriale che non fornisse solo gli obiettivi didattici e relazionali che devono raggiungere i bambini ma anche un programma scolastico, di nozioni. Per esempio, che ne so, in grammatica in terza elementare devi fare questo, in quarta quello ecc...non hoi trovato nulla di ciò. Cercherò meglio ma trovo inquietante che un insegnante possa andare " a braccio" su certe cose.
Cerca cerca, che tanto non trovi
(non esiste)


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Sostengo da sempre che le maestre, specie per i più piccoli, debbano aver seguito un percorso formativo notevole, ritengo che avendo in mano il carattere e la formazione di piccoli uomini e donne anche coloro che potevano accedere al ruolo con le magistrali dovrebbero essere riqualificate (e qui non è colpa degli insegnanti penso).
Mi fermo, da dire ce ne sarebbe a iosa, e magari anche da costruire....Ray, che ne dici? Oltre alla fabbrica modello ci inventiamo anche una scuola?

Su sta cosa ci torno con più calma, volevo solo far emergere una contraddizione: come riqualificare? non stiamo dicendo che quelle di una volta erano meglio?
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Vecchio 05-06-2009, 11.12.35   #19
dafne
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Su sta cosa ci torno con più calma, volevo solo far emergere una contraddizione: come riqualificare? non stiamo dicendo che quelle di una volta erano meglio?
spetta...primo punto...SIGH

Secondo punto
non è una contraddizione, quelle che arrivavano a fare le maestre lo facevano per desiderio, per passione (bon ci sono sempre le eccezioni ma tali restano) cosa che oggi non vedo quasi più e credo che anche quelle poche che la passione l'avrebbero si "smorzino" col tempo guardando in che guano sono.

Quando tutti van avanti, quando tutto va bene.. per questo parlo di riqualificare, per dare una marcia in più a chi davvero desidera e stangare chi potrebbe fare con più soddisfazione l'estetista

E poi non vorrei dire minch ma credo che i problemi dei bambini di oggi siano essenzialmente legati al mondo di oggi e che non possano essere risolti con le conoscenze di allora.
E in fondo stesso dicasi per le nozioni, oggi ci sono molte più cose da imparare.........
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Vecchio 05-06-2009, 12.25.50   #20
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Originalmente inviato da fiore Visualizza messaggio
M'interessa l'argomento. Io penso che un buon risultato scolastico dipenda da più cose. L'educazione ricevuta in famiglia è un primo importantissimo passo per iniziare bene. Il rispetto non è cosa di poco conto. Oggi vedo poca educazione in giro a partire dai più piccoli; ma se non gliela insegnamo noi adulti, genitori troppo stanchi o distratti fin dai primi mesi di vita chi dovrà loro insegnargliela? Altra cosa importante è la motivazione che un insegnante riesce a stimolare nel bambino indipendentemente dal metodo che sceglie. Ricordo ancora la mia maestra severissima che pretendeva da ognuno il massimo, e si arrogava il diritto di dare qualche schiaffetto quando proprio era necessario, ma nessuno si è mai sognato di portarla per questo motivo in tribunale. Ricordo anche con quanta passione spiegava le cose, l'entusiasmo e la curiosità che ci metteva dentro! Penso poi alla mia classe di 40 bambine capaci di stare in silenzio quando l'insegnante parlava e l'educazione con la quale ci rapportavamo con lei, altro che "bulli"!
Ma queste son cose di altri tempi. Anch'io ho imparato qualcosina di ricamo a scuola.
Ciao Fiore,
non abbiamo ancora avuto modo di conoscerci, benvenuta
Sono d'accordo su quasi tutto quel che hai scritto, il primo importantissimo passo dovrebbe essere l'educazione che viene impartita in famiglia, questo pero' non toglie che la scuola, dovrebbe essere altrettanto in grado di garantire che questa educazione prosegua nel migliore dei modi... e purtroppo non è sempre così. Io non posso dire di aver avuto (tranne una alle elementari che purtroppo è andata in pensione prima che io le finissi ed un paio di professori alle medie) insegnanti autorevoli che mi abbiano educata, mentre mi pare di capire anche dai racconti di persone più anziane (o più fortunate da questo punto di vista) di me che la scuola era proprio tutt'altra cosa.. d'altra parte se i bambini hanno genitori che invece che affiancare gli insegnanti minacciano di denunciarli se questi si permettono di riprenderli quando ritengono che sia il caso, genitori che credono di proteggere i figli non puo' esserci un punto di incontro, e questo penso sia uno dei problemi di base..
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Vecchio 05-06-2009, 12.39.41   #21
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Mio figlio più piccolo, ad esempio, ha acquisito molte più conoscenze sia di matematica che di grammatica del più grande.
Scusami Dafne, ma acquisito è una parola molto molto grossa, prova a prendere un esercizio di matematica e invece di farglielo risolvere, digli di spiegartelo, sono pronto a scommettere quello che vuoi che non ha proprio idea di cosa sta facendo, non dico che imparare le cose meccanicamente non serva, a me è servito tantissimo perchè molte cose le ho capite più avanti, ma ti dico anche che alle scuole medie ho avuto un'insegnate di matematica che mi ha insegnato poche cose, ma me le ha fatte capire, cinque anni dopo, partendo solamente da quella base sono stato in grado di prendermi i 5 volumi degli anni delle superiori, dove non avevo mai fatto nulla, e farmeli da solo, senza l'aiuto di nessuno e senza neanche tanti problemi. Alla faccia quindi di chi dice che adesso non esistono più professori buoni, e poi sarò stato anche fortunato, ma mi sono trovato tante volte incantato e catturato nell'ascoltare un docente innamorato della sua materia e a sentirne la passione che provava.


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Per quanto riguarda imparare a memoria le poesie e simili Max è un esercizio utilissimo per il cervello che, non per caso, viene paragonato a un muscolo.
Si, perfetto, ma non paragoniamolo neanche ad un computer dove tu ci infili continuamente dati, perchè sono sicuro che la memoria non è così tanto meccanica, ma va stimolata, per spiegare meglio il mio esempio della gita che è collegato anche a questo ti vorrei fare un esempio molto attuale dato che conosco tanti bambini, mettiamo che un bambino stia studiando inglese, metodo tuo (vecchia maniera) gli fai imparare a memoria verbi, parole, regole grammaticali, gli fai ripetere la pronuncia a iosa, credi che funzionerebbe così tanto questa memoria? io ho fatto inglese per 8 anni col metodo tuo, e anche i miei coetanei, ma di inglese a scuola abbiamo preso poco e niente.
Attualmente invece i bambini l'inglese un pò lo parlano, e già dalle elementari, e fidati, non è merito della scuola, ma è la musica che ascoltano, la tv, il computer ecc.. concordi con me?
La differenza mi pare banale da capire, una stimola e diverte (io sono tra quelli che pensa si ci possa divertire imparando), l'altra invece forza e annoia. Che ne pensi?
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Vecchio 05-06-2009, 13.03.16   #22
dafne
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Scusami Dafne, ma acquisito è una parola molto molto grossa, prova a prendere un esercizio di matematica e invece di farglielo risolvere, digli di spiegartelo, sono pronto a scommettere quello che vuoi che non ha proprio idea di cosa sta facendo, non dico che imparare le cose meccanicamente non serva, a me è servito tantissimo perchè molte cose le ho capite più avanti, ma ti dico anche che alle scuole medie ho avuto un'insegnate di matematica che mi ha insegnato poche cose, ma me le ha fatte capire, cinque anni dopo, partendo solamente da quella base sono stato in grado di prendermi i 5 volumi degli anni delle superiori, dove non avevo mai fatto nulla, e farmeli da solo, senza l'aiuto di nessuno e senza neanche tanti problemi. Alla faccia quindi di chi dice che adesso non esistono più professori buoni, e poi sarò stato anche fortunato, ma mi sono trovato tante volte incantato e catturato nell'ascoltare un docente innamorato della sua materia e a sentirne la passione che provava.



Si, perfetto, ma non paragoniamolo neanche ad un computer dove tu ci infili continuamente dati, perchè sono sicuro che la memoria non è così tanto meccanica, ma va stimolata, per spiegare meglio il mio esempio della gita che è collegato anche a questo ti vorrei fare un esempio molto attuale dato che conosco tanti bambini, mettiamo che un bambino stia studiando inglese, metodo tuo (vecchia maniera) gli fai imparare a memoria verbi, parole, regole grammaticali, gli fai ripetere la pronuncia a iosa, credi che funzionerebbe così tanto questa memoria? io ho fatto inglese per 8 anni col metodo tuo, e anche i miei coetanei, ma di inglese a scuola abbiamo preso poco e niente.
Attualmente invece i bambini l'inglese un pò lo parlano, e già dalle elementari, e fidati, non è merito della scuola, ma è la musica che ascoltano, la tv, il computer ecc.. concordi con me?
La differenza mi pare banale da capire, una stimola e diverte (io sono tra quelli che pensa si ci possa divertire imparando), l'altra invece forza e annoia. Che ne pensi?
Penso che non mi sono spiegata o non ci siamo capiti

Una cosa è imparare a memoria le tabelline, altra cosa la storia (per es) con date e guerre e basta.
La prima cosa va benissimo, la seconda serve a poco, per non dire niente.
La vedi la differenza? Sennò ci ripasso.

Idem per inglese, ci sono cose che non puoi non mandare a memoria e altre per le quali ci vuole altro. In buona sostanza è un insieme del "mio" e del "tuo" metodo

Se mi trovi un bambino che in terza elementare ti sa spiegare un esercizio segnalalo a chi di competenza perchè ha una mente notevole (non dimenticherei la fatica che abbiamo fatto pure noi con Ray anche solo per le sottrazioni....) quello che intendevo io è che per certe insegnanti neanche più le nozioni apprese a memoria è tutto bravi bravissimi, che mi andrebbe anche bene se poi non li massacrassero alle medie, i processi devono essere graduali, in ogni campo, non pensi?
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Vecchio 05-06-2009, 13.41.15   #23
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Il mio discorso non era riferito solo alla terza elementare, ma anche terza media, o se vogliamo per quasi tutti alla terza superiore.
Però a questo punto ho incasinato tutto, mi rendo conto di non aver capito com'era la vecchia scuola e ci avrò aggiunto del mio, se ti va Dafne di raccontarmela in qualche rigo e nel modo più concreto che puoi mi farebbe piacere e solo allora potrei risponderti alla domanda.
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Vecchio 05-06-2009, 13.50.29   #24
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Ciao Fiore,
non abbiamo ancora avuto modo di conoscerci, benvenuta
Sono d'accordo su quasi tutto quel che hai scritto, il primo importantissimo passo dovrebbe essere l'educazione che viene impartita in famiglia, questo pero' non toglie che la scuola, dovrebbe essere altrettanto in grado di garantire che questa educazione prosegua nel migliore dei modi... e purtroppo non è sempre così. Io non posso dire di aver avuto (tranne una alle elementari che purtroppo è andata in pensione prima che io le finissi ed un paio di professori alle medie) insegnanti autorevoli che mi abbiano educata, mentre mi pare di capire anche dai racconti di persone più anziane (o più fortunate da questo punto di vista) di me che la scuola era proprio tutt'altra cosa.. d'altra parte se i bambini hanno genitori che invece che affiancare gli insegnanti minacciano di denunciarli se questi si permettono di riprenderli quando ritengono che sia il caso, genitori che credono di proteggere i figli non puo' esserci un punto di incontro, e questo penso sia uno dei problemi di base..

In effetti sento anche io persone di una certa età che parlano dei maestri di 50 anni fa ad esempio, quasi con venerazione o comunque con un aura di rispetto:"a me insegnava il maestro tizio" "eh, io andavo con il maestro caio che le cose o le sapevi bene o erano dolori" ecc; oggi molti maestri sono ragazzotti appena usciti dall'università che si barcamenano tra una supplenza, un concorsetto ecc, in attesa di qualcosa di meglio.

Ora io non so quale siano i programmi ed i metodi di studio delle elementari o delle medie, vedo però la grande differenza di preparazione tra chi esce adesso dalle superiori o dall'università (anche con buoni voti) ed uno come me che si è laureato con il veccho ordinamento(sia per le superiori sia per l'univeristà) solo 5 anni fa. Allo stesso modo io so molte meno cose e , tranne che per un paio di professori, sono stato spinto a ragionare molto meno di uno che andava a scuola negli anni sessanta o settanta ad esempio.

A casa di un parente ho ritrovato, ad esempio, libri universitari di decenni fa, e gli esercizi erano molto più complicati di quelli che facevo io nella stessa materia: figuriamoci rispetto ai testi attuali, sui quali si studia per superare esami fatti tipo quiz televisivo, con una crocetta da mettere sulla risposta esatta...
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Vecchio 05-06-2009, 20.19.55   #25
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In effetti sento anche io persone di una certa età che parlano dei maestri di 50 anni fa ad esempio, quasi con venerazione o comunque con un aura di rispetto:"a me insegnava il maestro tizio" "eh, io andavo con il maestro caio che le cose o le sapevi bene o erano dolori" ecc; oggi molti maestri sono ragazzotti appena usciti dall'università che si barcamenano tra una supplenza, un concorsetto ecc, in attesa di qualcosa di meglio.

Ora io non so quale siano i programmi ed i metodi di studio delle elementari o delle medie, vedo però la grande differenza di preparazione tra chi esce adesso dalle superiori o dall'università (anche con buoni voti) ed uno come me che si è laureato con il veccho ordinamento(sia per le superiori sia per l'univeristà) solo 5 anni fa. Allo stesso modo io so molte meno cose e , tranne che per un paio di professori, sono stato spinto a ragionare molto meno di uno che andava a scuola negli anni sessanta o settanta ad esempio.

A casa di un parente ho ritrovato, ad esempio, libri universitari di decenni fa, e gli esercizi erano molto più complicati di quelli che facevo io nella stessa materia: figuriamoci rispetto ai testi attuali, sui quali si studia per superare esami fatti tipo quiz televisivo, con una crocetta da mettere sulla risposta esatta...
Alla base c'è l'insegnamento scadente in quanto i professori sono meno preparati tanto che è usuale trovare errori di grammatica un tempo di elementare conoscenza al punto che la lingua italiana si è quasi trasformata.
In effetti la trasformazione di una lingua è determinata proprio dalla ignoranza di chi la usa, se continueremo ad usare l'acca in modo sbagliato e a fare altri errori comuni, si arriverà al punto che la regola si perderà e diventerà normale quello che per anni è stato considerato errore gravissimo!

Mi è capitato di trovare errori di grammatica nei libri, in televisione ed anche in volantini politici che magari parlano di riforma della scuola e della cultura
Del resto se la categoria degli insegnanti è stata presa a calci non si può pensare che menti aperte, studiose, dedite al loro lavoro come ad una vocazione, continuassero a restare vincolate nell'ambito della scuola italiana, i più hanno scelto altre soluzioni di lavoro e quelli che sono restati, seppur bravi alcuni, hanno perso l'entusiasmo sufficiente per dare qualcosa agli alunni, anche perchè oberati da test...valutazioni schematiche...e burocrazia di ogni tipo!
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