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Vecchio 16-05-2008, 23.11.23   #1
dafne
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Predefinito la musica nel cuore

Vi è mai capitato di vedere un film e di sentire il bisogno, la voglia, il desiderio la gioia di rfivederlo, rivederlo e rivederlo ancora? A me era capitato con dei brani musicali, mi è capitato di ascoltare un brano particolare anche per 5 volte di seguito ma mai con un film. Tanto che mi sono sempre chiesta come facessero,. quand'erano piccoli i miei figli a rivedere la stessa videocassetta in modo ripetitivo e quasi ossedssivo più volte di seguito.
Finchè non sono incappata nel film del titolo, "la musica nel cuore" che è la storia del piccolo August Rush.
Credo di essere riuscita a vederlo anche due volte in un giorno, nei noleggi è ancora considerata una prima visione ma sono già sicura che me ne comprerò una copia.
Le musiche sono bellissime, la storia forse un pò troppo romantica, per qualcuno addirittura banale e scontata, poco verosimile (mia madre ama i thriller e i film d'azione e ha inarcato scettica le sopracciglia dopo le prime due scene e si è addormentata dopo 12 minuti... ) ma io mi stupisco a far ripartire il film e rivivere ogni volta le emozioni provate come se fosse la prima volta.Lacrimucce finali comprese...
Se non siete fervidi sostenitori dei film dove ci devono essere almeno un paio di morti e dove le macchine saltano per aria ogni due per tre ve lo consiglio. La storia è quella di un orfano, un virtuoso genietto musicale che però non ha mai suonato nulla, solo la sua fervida fiducia nella musica che sente e nella convinzione che i suoi genitori non l'abbianop abbandonato per sempre lo spingono a partire alla ricerca di sua madre. Seguendo la musica. E seguendo la musica scopre il suo talento e la sua strada. C'è una frase, tra tante che mi ha colpito molto, il bimbo (undicenne) guarda i fili della luce mossi dal vento mentre il sottofondo li rende simili al suono delle corde di violino e dice "non so da dove venga-intende la musica appunto- ma è ciò a cui sono aggrappato. E non posso mollare la presa" Rende benissimo la sensazione di credere in un qualcosa che non si può spiegare, nè vedere ne comprendere. C'è e basta.
Mi ha colpito anche che, finalmente, sono riuscita a vedere la storia di un talentuoso e non provare invidia, non mi fà onore nè piacere raccontarlo ma le storie di super-bravio in disegno o musica o canto ecc ecc mi hanno sempre infastidito molto, hanno sempre provocato in me pensieri come " non è giusto" eo " fortunato lui/lei. Brutta bestia l'invidia, sono felice che almeno ora sia venuta allo scoperto.
Di questo film poi trovo stupendo il modo in cui gli autori hanno saputo rendere il senso della musica, musica che ad orecchie attente stà in ogni cosa, mi è piaciuto come abbiano saputo rendere non solo il talento ma anche l'assoluta ingenuità del bambino, ingenuo ma non stolto, capace di un credo che io posso solo sognare.
A condire il tutto una romantica storia d'amore tra i due genitori del piccolo,durata una notte e interrotta dalla vita e dalle bugie del padre di lei proteso a fare "il suo bene". Sarà che anche questi due, soprattutto lei, sono personaggi senza macchia e capaci di "sentire" sarà che come storia tormentata e impedita ha tutti i crismi per accontentarmi ma questo film davvero mi ha colpito con forza.
Forse idiota ma guardarlo mi estrania dal mondo totalmente e mi fà stare bene.
Stà quasi diventando un'ossessione
Ora, oltre a chiedervi se vi è mai capitato di consumare un film a furia di rivederlo mi piacerebbe sapere se questo rivedere e rivedere è un puro piacere fine a se stesso o se la necessità di farsi proiettare davanti le stesse scene infinite volte non provenga anche dal bisogno di portare a galla cose che, altrimenti, non verrebbero mai viste spontaneamente?
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Vecchio 17-05-2008, 15.41.58   #2
griselda
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Quando si riguarda un film lo si fa con l'animo in pace, perchè si conosce già la fine. Poi se le sensazioni che ci hanno dato ci sono piaciute, sono state di nostro gradimento si si lo vogliamo rivedere per riprovarle.
Quando guardo un film che ho già visto un paio di volte sono rilassata e riesco a notare più cose perchè sono rilassata e non mi divido in chissà come andrà a finire, ma godo i vari periodi in pace.
I bambini li guardano in continuazione perchè anche per loro è una sicurezza divertiirsi senza colpi di scena. Difatti ricordo che anche il mio quando era piccino me li faceva vedere in continuazione e prima di riuscire a convincerlo a provarne un'altro ce ne voleva, poi però non si staccava più e lo rivedeva mille volte.
Ci sono film che rivedrei anche io all'infinito perchè mi mettono in uno stato d'animo meraviglio, ecco mi piacerebbe sapermici mettere senza bisogno di un surrogato.
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Vecchio 17-05-2008, 18.58.40   #3
Grey Owl
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Ora, oltre a chiedervi se vi è mai capitato di consumare un film a furia di rivederlo mi piacerebbe sapere se questo rivedere e rivedere è un puro piacere fine a se stesso o se la necessità di farsi proiettare davanti le stesse scene infinite volte non provenga anche dal bisogno di portare a galla cose che, altrimenti, non verrebbero mai viste spontaneamente?
Mi è capitato di rivedere film come Frankenstein Junior ed ogni volta ridere come se fosse la prima...hahahaha (ancora adesso se ci ripenso rido per certe scene).
Penso che oltre al piacere di rivedere un film che ci fà stare bene vi sia la voglia di staccare la spina.
Come per la musica anche i film ci distolgono dai quotidiani pensieri e quindi sognamo assieme alla musica o a quel film. Ritengo che non vi sia nulla di male se non diventa un modus operandi per fuggire dalle proprie responsabilità.
Ogni tanto staccare la spina aiuta a raffreddare situazioni che se non controllate diventano pesanti. Prendersi una pausa e sognare ad occhi aperti poi alla fine del film fare un sospiro, una soffiata di naso e riprendere a vivere.
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Vecchio 17-05-2008, 19.20.02   #4
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Ora, oltre a chiedervi se vi è mai capitato di consumare un film a furia di rivederlo mi piacerebbe sapere se questo rivedere e rivedere è un puro piacere fine a se stesso o se la necessità di farsi proiettare davanti le stesse scene infinite volte non provenga anche dal bisogno di portare a galla cose che, altrimenti, non verrebbero mai viste spontaneamente?
A me è capitato anni fa, con tre film. Uno ero quasi bimba ancora ed era il Tempo delle Mele, poi il mitico Grease e per finire Dirty Dancing. (elloso )
Tutti film con sfondo "romantico", di cui ricordo molto bene le musiche, e anche le trame, li ho visti tutti è tre davvero tante volte, ed ogni volta che li davano in tv era una "festa".
Il farsi proiettare davanti queste scene per me rappresentava in realtà entrare in quelle scene, mi piaceva sognare di essere al posto delle protagoniste, e di vivere la favola romantica.. ma sinceramente non ho idea se certe scene possano aiutare a portare a galla certe cose.. non so.

Ora sinceramente è difficile che un film mi piaccia a tal punto da volerlo rivedere tante volte, una seconda magari se non lo ricordo bene e se mi interessa qualcosa in particolare..

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Vecchio 17-05-2008, 19.22.06   #5
nikelise
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Il mio film e' ''c'era una volta l'america'' di S. LEONE.
Visto molte molte volte.
Ma le emozioni che suscitano i film sono una cosa molto interessante: richiamano gli archetipi junghiani o i '' DEMONI '' i daimones da cui ciascuno e' dominato compresso ,sottomesso o esaltato : il bene che vince , il forte che salva il proprio amore ,il talento innato che alla fine prevale su tutto, la coerenza portata all'estremo , la fedelta' assoluta all'amicizia, il percorrere la propria strada contro tutti ecc.ecc.
Ecco, un film visto in questa chiave puo' far capire molto di noi ,del demone che ci e' toccato in sorte, dal quale a volte .....o sempre ci si deve pero' liberare.
Ma liberarsi e' difficilissimo.
C'era una volta in America aveva molti molti temi che mi colpivano ma uno su tutti era il tentativo disperato di NOUDLES (DE NIRO) di conservare il valore dell'amicizia e dell'amore per LEI nonostante tutto gli fosse stato negato in vita :dal tradimento di Max ( l'amico di sempre)che alla fine come un rifiuto si gettera' in una macchina tritarifiuti appunto e dalla scelta per la carriera artistica di LEI (anzicche' dell'amore per LUI -De NIRO) che poi diverra' anche amante prima e poi moglie di Max, l'amico di Noudles De Niro.
Il film finisce ,ricordate,non con De Niro vecchio ma con un'immagine fantastica di De Niro giovane che entra in una fumeria d'oppio e dopo alcune ''tirate'' tira fuori e mantiene uno sorriso inebetito.......come a dire (per me)....... a volte la vita e' troppo troppo difficile da sopportare...........se la si prende troppo sul serio.
E cosi' torno agli archetipi ,daimones, che a ciascuno di noi sono toccati in sorte ,da capire ,da accettare e da controllare per evitare di far la fine di De Niro giovane costretto ad entrare nella fiumeria d'oppio per sopportare la vita.
Spero di non essere uscito dal tema.
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Vecchio 18-05-2008, 08.59.50   #6
dafne
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Visione interessante questa degli archetipi, se ho capito cosa vuoi dire un film ci colpisce più di un altro perchè in quello riviviamo il nostro demone? Devo essere sincera e ammettere che i miei ricordi su Jung sono lontani nel passato e che forse non ho compreso bene il suo messaggio perchè se mi tocca in sorte, ad esempio, la fedeltà assoluta all'amicizia perchè me ne devo liberare?
Non è una buona cosa?
(ehm...la mia mamma adora i thriller e particolarmente i thriller psicologici...mi devo preoccupare? )
ps
anche a me Dirthy dancing ha fatto impazzire per molto tempo e anche Grease ma quelli erano, come dice bene Gri, dei film-breack (uahhahhahaha sò poliglottica stamattina) dei film che ci regalano dei momenti di sogno e di pace, questo che ho visto negli ultimi giorni mi colpisce soprattutto per il messaggio che stà sotto, messaggio però che forse enfatizzo io per quello che dice Nikelise, e cioè che ha toccato una mia corda profonda...
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Vecchio 18-05-2008, 10.51.55   #7
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Visione interessante questa degli archetipi, se ho capito cosa vuoi dire un film ci colpisce più di un altro perchè in quello riviviamo il nostro demone? Devo essere sincera e ammettere che i miei ricordi su Jung sono lontani nel passato e che forse non ho compreso bene il suo messaggio perchè se mi tocca in sorte, ad esempio, la fedeltà assoluta all'amicizia perchè me ne devo liberare?
Non è una buona cosa?
(ehm...la mia mamma adora i thriller e particolarmente i thriller psicologici...mi devo preoccupare? )
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anche a me Dirthy dancing ha fatto impazzire per molto tempo e anche Grease ma quelli erano, come dice bene Gri, dei film-breack (uahhahhahaha sò poliglottica stamattina) dei film che ci regalano dei momenti di sogno e di pace, questo che ho visto negli ultimi giorni mi colpisce soprattutto per il messaggio che stà sotto, messaggio però che forse enfatizzo io per quello che dice Nikelise, e cioè che ha toccato una mia corda profonda...
No a mio avviso ci si deve liberare dal demone non da un sano principio di fedelta' all'amicizia.
Liberata dal demone , ad esempio , puoi mandare a quel paese uno che pensavi fosse un amico e che non si rivela tale.
Il demone della fedelta' all'amicizia invece ti incastra in una coerenza inutile ed anzi dannosa.
E cosi' per ogni cosa.
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Vecchio 18-05-2008, 20.21.19   #8
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Ci si dovrebbe liberare dalla schiavitù del Daimon, perchè del Demone ci si può "liberare" solo con il vestito di legno.
Può sembrare una sottigliezza semantica però se ci pensi....
Che ne dici?
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Vecchio 18-05-2008, 20.23.29   #9
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Questa me la spiegate poi, che non l'ho proprio capita, ma mi interessa.
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Vecchio 18-05-2008, 20.44.48   #10
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Ci si dovrebbe liberare dalla schiavitù del Daimon, perchè del Demone ci si può "liberare" solo con il vestito di legno.
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Vecchio 18-05-2008, 20.52.09   #11
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Ci si dovrebbe liberare dalla schiavitù del Daimon, perchè del Demone ci si può "liberare" solo con il vestito di legno.
Può sembrare una sottigliezza semantica però se ci pensi....
Che ne dici?
Ho sempre creduto che fossero la stessa cosa Demone come Ego di cui ci si può liberare dalla schiavitù ma di cui non ci si può liberare, senza ego siamo morti.
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Vecchio 18-05-2008, 21.11.18   #12
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Ho sempre creduto che fossero la stessa cosa Demone come Ego di cui ci si può liberare dalla schiavitù ma di cui non ci si può liberare, senza ego siamo morti.
Io invece oltre a quello che dici, ho sempre pensato che un demone non è soltanto un ego, ma potrebbe essere anche un entità vera e propria.
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Vecchio 18-05-2008, 21.51.10   #13
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Credo intendesse dire che è diverso dire liberarsi dal e liberarsi del... insomma liberarsi non vuol dire eliminare.

E' vero che siamo schiavi del Demone ed è altrettanto vero che dobbiamo liberarci da questa schiavitù, infatti tu sopra dici che dobbiamo controllarlo, ovvero smettere di esserne controllati.
Il fatto è che quando si dice "liberarsi" è facile trasmettere "eliminare", nel senso di staccare da noi... e questo è possibile solo col vestito di legno (bara) di cui parlava Uno, in quanto è uno dei "poli" che generano la "tensione" all'interno della quale siamo vivi.

Andrebbe integrato, per così dire, che poi anche questo è un concetto di Jung, su cui ti basi.

Bon, mi sono intromesso con la mia opinione, ti darà certamente la sua Uno.
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Vecchio 18-05-2008, 22.12.55   #14
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Io invece oltre a quello che dici, ho sempre pensato che un demone non è soltanto un ego, ma potrebbe essere anche un entità vera e propria.
Infatti ho il dubbio che nel momento che non lo gestiamo più si impossessa di noi e qui ritorniamo alle ossessioni e alle possessioni, forse.
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Vecchio 18-05-2008, 22.20.08   #15
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Si parla di psicologia del profondo cioe' di inconscio.
L'io razionale e' altro dal se': l'inconscio.
daimon ,demone o archetipo difficilmente definibili sono la stessa cosa.
Tipo in greco significa marchio, segno ,impronta,immagine, forma.
Arche' sigifica primo, originario.
Si tratta di figure universali esistite da sempre non definibili a parole che abbiamo nel profondo della nostra anima il cui contatto genera emozioni incontrollabili...... ad es. le lacrime al cinema!
Per questo possono anche chiamarsi daimones , demoni perche' siamo loro soggiogati.
Ricordate il discorso sulla bellezza che getta nel panico , terrorizza.
Gli antichi spiegavano gli archetipi, la cui importanza per l'equilibrio della psiche era stata gia' ampiamente capita, attraverso i miti i quali agivano e provocavano emozioni nelle persone e queste attraverso le emozioni comprendevano .
Ecco, un film frutto di fantasia alla fine se emoziona e' perche ' parla di archetipi.
La potrenza di queste figure puo' essere devastante per la psiche e travolgere l'io razionale per questo vanno controllate.
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Vecchio 18-05-2008, 22.34.07   #16
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Infatti ho il dubbio che nel momento che non lo gestiamo più si impossessa di noi e qui ritorniamo alle ossessioni e alle possessioni, forse.
Si ,io e se' devono essere in equilibrio cio' significa che il proprio archetipo demone va prima accettato e poi controllato .
Eliminarlo e' impossibile Lui esiste da sempre e per noi esistera' sempre ed e' per questo che e' difficile controllarlo.
E' se vogliamo una nevrosi ma puo' essere anche fonte di crescita ,di conoscenza.Il nostro lato ombra...necessario a crescere.
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Vecchio 18-05-2008, 22.36.24   #17
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Ci si dovrebbe liberare dalla schiavitù del Daimon, perchè del Demone ci si può "liberare" solo con il vestito di legno.
Può sembrare una sottigliezza semantica però se ci pensi....
Che ne dici?
Adesso ho capito, sono d'accordo come vedi.
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Vecchio 18-05-2008, 22.41.08   #18
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Si parla di psicologia del profondo cioe' di inconscio.
L'io razionale e' altro dal se': l'inconscio.
daimon ,demone o archetipo difficilmente definibili sono la stessa cosa.
Tipo in greco significa marchio, segno ,impronta,immagine, forma.
Arche' sigifica primo, originario.
Si tratta di figure universali esistite da sempre non definibili a parole che abbiamo nel profondo della nostra anima il cui contatto genera emozioni incontrollabili...... ad es. le lacrime al cinema!
Per questo possono anche chiamarsi daimones , demoni perche' siamo loro soggiogati.
Ricordate il discorso sulla bellezza che getta nel panico , terrorizza.
Gli antichi spiegavano gli archetipi, la cui importanza per l'equilibrio della psiche era stata gia' ampiamente capita, attraverso i miti i quali agivano e provocavano emozioni nelle persone e queste attraverso le emozioni comprendevano .
Ecco, un film frutto di fantasia alla fine se emoziona e' perche ' parla di archetipi.
La potrenza di queste figure puo' essere devastante per la psiche e travolgere l'io razionale per questo vanno controllate.
Forse comincio a capire (sono ottimista stasera...)
Battute a parte mi stavo chiedendo se, nel caso di un film (ma potrebbe essere anche un mito che ci ha colpito più di un altro, o il personaggio o una vicenda di un libro?) gli archetipi che più emozionano sono quelli che agiscono su di noi con maggiorn forza? Quelli che dovremmo cercare di dominare perchè forse ci stanno dominando?
Mi sembra di camminare sulle uova
Faccio un esempio, nel film che mi ha colpito c'è un bimbo senza genitori, è una figura che mi colpisce sempre molto, ovunque la trovi, posso pensare che io sia dominata da un demone dell'abbandono o qualcosa di simile?..
Bon alla peggio stò facendo spanciare dal ridere qualcuno ma sarebbe sciocco se non approfittassi di questa discussione per capire un pò meglio stì archetipi che trovo dappertutto e che sono scivolosi come bisce...
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Vecchio 19-05-2008, 06.46.09   #19
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Forse comincio a capire (sono ottimista stasera...)
Battute a parte mi stavo chiedendo se, nel caso di un film (ma potrebbe essere anche un mito che ci ha colpito più di un altro, o il personaggio o una vicenda di un libro?) gli archetipi che più emozionano sono quelli che agiscono su di noi con maggiorn forza? Quelli che dovremmo cercare di dominare perchè forse ci stanno dominando?
Mi sembra di camminare sulle uova
Faccio un esempio, nel film che mi ha colpito c'è un bimbo senza genitori, è una figura che mi colpisce sempre molto, ovunque la trovi, posso pensare che io sia dominata da un demone dell'abbandono o qualcosa di simile?..
Si e' proprio cosi'.
Ciascuno di noi ha il suo o i suoi demoni ,archetipi che marchiano o improntano tutta la vita.
Anzi alcuni dicono che questa e' la vera realta' che viviamo mentre quella che percepiamo con i sensi e' solo ombra o riflesso degli archetipi.
La madre che protegge i piccoli e' senz'altro un archetipo e quando lo incontri ti emoziona.
Il problema e' che questa realta' inconscia e' talmente potente che se non e' controllata manda in tilt la realta' quotidiana.
Ma e' la parte piu' vera di noi.
Un film che non dice nulla e' perche' non ha parlato del nostro demone, archetipo.
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Vecchio 19-05-2008, 10.54.30   #20
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Acciderbolina non avevo mai visto il film sotto questo aspetto. Cioè da usare come possibile ricerca su se stessi. Ora capisco anche perchè certi film piacciono di più e altri meno. Che alcuni diventano cult moovie, quindi probabilmente contengono il maggior tipo di archetipi più che incarnano la maggior parte della gente.

Quindi quando mi guardo film come pretty woman, come dirty dancing, è l'archetipo del principe azzurro/ quello che sul suo bianco destriero, che ho dentro che mi muove?
Cosa mi fa capire questo? Che il mio demone non mi permette di accettare niente di meno del principe azzurro? E di conseguenza condanna tutti gli altri principi colorati diversamente?

Oppure quando guardo film dove c'è l'eroe di turno che dona la sua vita per una grande causa se non mi comporterò così anche io il mio demone mi farà sentire sminuita?
Cioè i mie domoni pretendono da me che io li incarni totalmente e invece io mio Se li contrasta perchè sa di non essere loro?

Daf anche a me succede ho dentro un parte che quando non so qualcosa o non capisco si agita ma ritengo anche che sia una cosa dettata dalla mia ip se non la so non la so. Per anni non ho mai chiesto nulla perchè mi vergognavo di mostrare la mia ignoranza o di fare domande. Adesso le faccio e se pensano che sono ignorante e bon è vero non sono perfetta è ora di che io lo accetti.
E quasto lo dico per me.
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Non farei dei demoni e degli archetipi la stessa cosa anche se hanno dei punti di contatto.
Gli archetipi si possono definire la struttura base dell'universo, sono immutabili anche se a seconda del tempo e luogo si possono vedere diversamente, per esempio l'archetipo dell'eroe maciste una volta uomo ragno adesso (esempio al volo eh....) ma sotto sotto alla base l'archetipo dell'eroe è identico anche prendendo una forma (o parte di forma) diversa.
I Demoni sono organismi non dotati di autodeterminazione che possono manifestarsi alimentandosi di esseri viventi di qualsiasi tipo. Chi mastica informatica può capire meglio, in informatica ci sono dei programmini che si chiamano proprio demoni, questi lavorano "nell'ombra" per ascoltare i movimenti, cioè gli eventi di sistema. Per fare un esempio, c'è un demone che aspetta che noi clicchiamo con il mouse il pulsante di spegnimento, quello che tiene l'ora, etc... in informatica (come nella vita) possiamo creare altri demoni o far lavorare in maniera diversa quelli che esistono, alcuni possono essere "killati" (cioè uccisi, spenti... spenti ma basta che qualcuno qualcosa lo riattivi, lanci e il demone è ancora li) se "impazziscono" (tipo quando il pc si impalla), altri no, sono fondamentali per il sistema.
Per questo sopra dicevamo che ci si può liberare del controllo dei demoni ma non dei demoni in se, senza di loro non ci sarebbe più il nostro sistema.
Neanche il binomio ego-demoni è corretto al 100%, l'ego è il nostro strumento di interfacciamento, quello che corrisponde al pre-io, punto. Noi possiamo identificarci con l'ego e di conseguenza essere preda dei demoni... preda nel vero senso della parola, il demone che trova appiglio ci mangia e consuma, alcuni modi di dire non sono solo letterali: "era preda del demone del gioco".
Possiamo dire sinteticamente che noi siamo la risultante dell'evoluzione che prende la forma dell'archetipo, influenzata dai Daimon del sistema in cui viviamo e da quelli generati nel nostro sistema, influenza proporzionale al modo di usare l'ego.
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Vecchio 19-05-2008, 13.02.37   #22
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Non farei dei demoni e degli archetipi la stessa cosa anche se hanno dei punti di contatto.
Gli archetipi si possono definire la struttura base dell'universo, sono immutabili anche se a seconda del tempo e luogo si possono vedere diversamente, per esempio l'archetipo dell'eroe maciste una volta uomo ragno adesso (esempio al volo eh....) ma sotto sotto alla base l'archetipo dell'eroe è identico anche prendendo una forma (o parte di forma) diversa.
I Demoni sono organismi non dotati di autodeterminazione che possono manifestarsi alimentandosi di esseri viventi di qualsiasi tipo. Chi mastica informatica può capire meglio, in informatica ci sono dei programmini che si chiamano proprio demoni, questi lavorano "nell'ombra" per ascoltare i movimenti, cioè gli eventi di sistema. Per fare un esempio, c'è un demone che aspetta che noi clicchiamo con il mouse il pulsante di spegnimento, quello che tiene l'ora, etc... in informatica (come nella vita) possiamo creare altri demoni o far lavorare in maniera diversa quelli che esistono, alcuni possono essere "killati" (cioè uccisi, spenti... spenti ma basta che qualcuno qualcosa lo riattivi, lanci e il demone è ancora li) se "impazziscono" (tipo quando il pc si impalla), altri no, sono fondamentali per il sistema.
Per questo sopra dicevamo che ci si può liberare del controllo dei demoni ma non dei demoni in se, senza di loro non ci sarebbe più il nostro sistema.
Neanche il binomio ego-demoni è corretto al 100%, l'ego è il nostro strumento di interfacciamento, quello che corrisponde al pre-io, punto. Noi possiamo identificarci con l'ego e di conseguenza essere preda dei demoni... preda nel vero senso della parola, il demone che trova appiglio ci mangia e consuma, alcuni modi di dire non sono solo letterali: "era preda del demone del gioco".
Possiamo dire sinteticamente che noi siamo la risultante dell'evoluzione che prende la forma dell'archetipo, influenzata dai Daimon del sistema in cui viviamo e da quelli generati nel nostro sistema, influenza proporzionale al modo di usare l'ego.
L'archetipo preesiste sta nel mondo delle idee ,e' giusto dire che queste idee universali una volta che , per qualche motivo , ci sono toccate in sorte , fanno parte di noi, diventano i nostri demoni?
Sono idee che formano, strutturano la nostra anima?
Mi pare importante dire che queste idee , questi demoni , sono ambivalenti nel senso che possono se non controllati ammalare l'anima ma se accettati e conosciuti dare un senso al nostro quotidiano alla nostra realta'possono arricchirla. Farci progredire sulla strada della comprensione delle cose.
Per questo taluno li ritiene la nostra vera realta' mentre quella quotidiana e' solo riflesso cangiante dei demoni e in definitiva degli archetipi.
Per essere un po' pratici le nostre vere aspirazioni quelle che alla fine ci muovono e ci completano sono questi demoni : essere eroi , essere madri regine del focolare domestico ,essere seduttive ,essere i piu' bravi ed infallibili , essere predestinati,
a volte questi demoni non hanno un nome sono indefinibili ma ci costringono alla rissa ,alla bevuta ,alla difesa incondizionata del perdente di turno dal prepotente, all'inganno ecc.ecc.
I greci a queste idee, demoni hanno dato il nome di Apollo , Ermes ,Dioniso, afrodite ma sono aspetti dell'anima.
Ma non sono solo cose belle sono anche l'ombra , cio' di cui il nostro io si vergogna che nasconde ma fanno sempre parte di noi : l' aggressivita', la lussuria , l'ostinazione , la presunzione ,la prepotenza ecc. ecc.
Quando li incontriamo nella vita ma anche in un film l'emozione e' forte.
Ti pare sia cosi'?
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Vecchio 19-05-2008, 13.15.45   #23
Era
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Ora, oltre a chiedervi se vi è mai capitato di consumare un film a furia di rivederlo mi piacerebbe sapere se questo rivedere e rivedere è un puro piacere fine a se stesso o se la necessità di farsi proiettare davanti le stesse scene infinite volte non provenga anche dal bisogno di portare a galla cose che, altrimenti, non verrebbero mai viste spontaneamente?
ho l' abitudine di "rivedere" e di "rileggere" determinate cose...rileggo alcuni libri ciclicamente...(vedi che sto peggio messa di te? ) che siano leggeri o impegnativi li leggo perchè ogni volta mi regalano un piacere diverso..mmmh..portare a galla...forse si tuttavia l' imput è rileggere ciò che mi ha colpito....per i film è diverso...sono meno compulsiva ma ricordo bene la sensazione che mi lasciano...da brava buonista qual io sono..."angeli con la pistola" e "la vita è meravigliosa" (e lo so sono antichi come me) mi ricordano il fine margine tra buono e buonismo...e mi raddrizzo! ...in altri momenti...digiamo quando sento un mare di ingiustizie...in vari settori eh..mica nei miei confronti...ma in generale...mi fiondo nel "colore viola" e "nelle ali della libertà"...

sono patologica?

(adesso leggo il resto così almeno non mi frullo il cervello col fatto che è gia stato detto)
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Faccio delle domande per vedere se seguo o no il discorso.
Gli archetipi esistono nell'universo e a seconda del nostro comportamento lo incarniamo.
Se è così io posso incarnare qualuque archetipo basta che mi comporti con quei requisiti?
Se così fosse basterebbe che io mi immedesimassi per un poco senza rendermi conto per allinearmi a lui e credendo poi di far parte di quell'archetipo e i miei difetti farebbero di tutto per assecondare ciò a mia insaputa?
Faccio un esempio su di me. da piccola avevo la passione per il lilbro cuore ancora prima di saper leggere mio fratello gentilmente me lo leggeva ed io mi immedesimavo in quei personaggi tanto da piangere ogni volta e soffrire con i personaggi stessi. Me so rovinata così?
E' possibile che poi in me sia scattata la scintilla del devo essere un'eroina a tutti costi e mi aspetto da me di esserlo?
E questo poi diventa il parametro di giudizio su tutto?
Se così fosse potrei decidere di incarnare l'archetipo opposto, che non so quale sia e rimediare alla mia costante spinta a risolvere i problemi degli altri? Non sono ne l'uomo ragno ne superman e ne tanto meno batman
Ho capito qulcosa o sto fuori alla finestra come spesso mi accade? ( e che di solito mi porta a non fare domande ma se non domando come faccio a sapere se ho capito o no?)apposto ora parlo anche da sola ahahahah
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Vecchio 19-05-2008, 15.30.10   #25
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Faccio delle domande per vedere se seguo o no il discorso.
Gli archetipi esistono nell'universo e a seconda del nostro comportamento lo incarniamo.
Se è così io posso incarnare qualuque archetipo basta che mi comporti con quei requisiti?
Se così fosse basterebbe che io mi immedesimassi per un poco senza rendermi conto per allinearmi a lui e credendo poi di far parte di quell'archetipo e i miei difetti farebbero di tutto per assecondare ciò a mia insaputa?
Faccio un esempio su di me. da piccola avevo la passione per il lilbro cuore ancora prima di saper leggere mio fratello gentilmente me lo leggeva ed io mi immedesimavo in quei personaggi tanto da piangere ogni volta e soffrire con i personaggi stessi. Me so rovinata così?
E' possibile che poi in me sia scattata la scintilla del devo essere un'eroina a tutti costi e mi aspetto da me di esserlo?
E questo poi diventa il parametro di giudizio su tutto?
Se così fosse potrei decidere di incarnare l'archetipo opposto, che non so quale sia e rimediare alla mia costante spinta a risolvere i problemi degli altri? Non sono ne l'uomo ragno ne superman e ne tanto meno batman
Ho capito qulcosa o sto fuori alla finestra come spesso mi accade? ( e che di solito mi porta a non fare domande ma se non domando come faccio a sapere se ho capito o no?)apposto ora parlo anche da sola ahahahah
No non credo sia cosi' gli archetipi per qualche motivo ci toccano in sorte , ciascuno ha il suo .
Ciascuno e' come intonato a queste figure originarie che stanno nell'inconscio e l'inconscio non si lascia manomettere cosi'.
Pensa che emergono nei sogni quando l'anima puo' finalmente esprimere quello che e', oppure se li incontri te ne accorgi dalle emozioni che ti da' : le lacrime al cinema
A volte ripetiamo quelli dei nostri genitori:quante volte le figlie iniziano come femministe sfegatate e finiscono casalinghe come la mamma.
Liberarci da queste schiavitu' e' difficilissimo ma basterebbe capirli per vivere un po' meglio
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