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Vecchio 15-12-2008, 19.49.15   #76
Ray
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Da ciò però si ha difficoltà nel riconoscere chi potrebbe darci una mano. Forse dipende sempre da quella resistenza alla passività?
Credo dipenda soprattutto dall'Importanza Personale, di cui un aspetto può essere proprio la resistenza alla passività.
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Vecchio 07-02-2011, 18.52.26   #77
Sole
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Questo è vero... e capita diverse volte nel percorso.. ci sono dei salti ogni tanto...
Come tutte le cose hanno il lato negativo... ci sentiamo impotenti... dall'altra è positivo... sia perchè ci permette di arrenderci a Noi stessi... sia perchè ci fa comprendere qual'è la dinamica da mettere in moto per superare questi "buchi"
Detta in parole semplici (ma che non rendono tutto il senso) in questi spazi... in questi salti... ci sono due possibilità (ed infinite sfumature fra esse):
1 Ci serve una spinta energetica e qualcuno ce la dà.
2 Ci serve una spinta energetica e ci diamo da fare ad imparare come procurarcela.

[.....]


la seconda ipotesi è quella a cui dovremmo arivare se siamo veramente in Cammino... si passa per forza per la prima... e un qualche Maestro (personificato o meno... interno od esterno) ci spingerà nel buco.... lo farà più volte nel corso della vita... ogni volta per uscire più forti... ma si ripeterà sempre lo stesso buco (con forme diverse) finchè non saremo riusciti ad uscirne da soli...
"Trucchi"?
E' difficile darne in quanto siamo tutti Individui che sperimentano la stessa cosa in una forma diversa... ma ci sono dei punti di contatto in comune..... che si possono condensare in sintesi in Energia.
Quando ci troviamo in un buco l'unico modo per saltarne fuori è avere l'energia per farlo...
Nel prossimo vedremo alcuni modi per incrementare o meglio dirigere/concentrare l'energia a nostra disposizione (non nostra, ma a nostra disposizione) sempre se non lo fa qualcun'altro....
Venire fuori dal buco... a parole è facile. Basta riconcentrarsi, rimettersi in moto, faccio attenzione qui, poi lì, poi dopo non mi distraggo, poi vedo cosa mi distrae, poi mi osservo qui e là. Evito di parlare di altri, faccio buone letture che mi aiutano a rimettere l'attenzione deve deve stare.... ma dura tutto molto poco. La verità è che uscire dal buco è difficilissimo ed altrettanto diffiicile è riuscire a non caderci più.

Manca la forza, manca l'energia, è vero lo sento, lo avverto. Non si ha la forza per mettere in pratica tutto quello che si è imparato, per non dipendere dal Maestro.
Arrenderci a Noi stessi. Cosa vuol dire?
Sembra l'indicazione del metodo che suggerisci per uscire.
Noi abbiamo un toto di energia a disposizione ogni giorno che consumiamo o disperdiamo od utilizziamo. La maggior parte della dispersione è ovviamente nel quotidiano, con i vari confllitti, le varie dinamiche ecc ecc. Tutto quello non siamo Noi. Ma ci fa consumare energia che invece ci serve per uscire dal buco.

L'immagine l'ho ma non riesco a razionalizzarla.
Se sono in un buco per poter salire o salto caricaricando la molla con compressione, ma poi arrivata in cima non avrò energia per restarci, rischio di ricadere. Oppure come una mongolfiera mollo zavorra, allegerisco il carico e salgo. Una mongolfiera poi controllerà il fuoco per mantenere la quota.
Ma questo cosa c'entra con l'arrendersi? E' vero che arrendersi è alleggerirsi della pesantezza della battaglia. Però è anceh vero che se serve energia quella è anceh data dall'attrito della nostra volontà con le varie meccanicità o nero.

Si può risalire per compressione, ma si ricade.

Voi che dite?
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Vecchio 07-02-2011, 19.09.25   #78
luke
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Secondo me è per i "primi buchi", soprattutto quelli profondi è pressochè indispensabile un 'aiuto.
Difficilmente si può essere in grado di riuscire a risparmiare così tanta energia per fare tutto da soli, si può arrivare a risalire fino ad un certo punto ma poi uno che ci tende una mano bisogna pur trovarlo.

Non parlo solo di un Maestro ma anche al limite di qualche evento , poi per ognuno può essere diverso, che sia la scintilla giusta che dia fuoco alle polveri da sparo che abbiamo accumulato, per la seconda cosa dobbiamo provvedere noi per la prima, come detto, all'inizio serve un input molto forte.

Poi se sappiano sfruttare questa prima uscita dal buco, posto in cui avremo soggiornato per un periodo cospicuo, allora le cose potrebbero cambiare, cioè noi potremmo essere cambiati ed allora anche da soli saremo in grado di uscire dal buco, avremo muscoli più forti, mani più salde ecc presumo sarà diverso l'approccio all'uscita, avremo l'esperienza ecc, tutte cose che la prima volta mancano.
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Vecchio 07-02-2011, 20.03.06   #79
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Poi se sappiano sfruttare questa prima uscita dal buco, posto in cui avremo soggiornato per un periodo cospicuo, allora le cose potrebbero cambiare, cioè noi potremmo essere cambiati ed allora anche da soli saremo in grado di uscire dal buco, avremo muscoli più forti, mani più salde ecc presumo sarà diverso l'approccio all'uscita, avremo l'esperienza ecc, tutte cose che la prima volta mancano.

Si, o trucchetti inconsci che poi scopriamo mettere in pratica come ad esempio il forum stesso
In una discussione ci si potrebbe creare delle tensioni con qualcuno pur di accendere il fuoco, solo che il più delle volte la vampata finisce con una bella e deleteria arrabbiatura.
In fondo i pugili, almeno nei film, si fanno prendere a schiaffi per caricarsi.

Alla fin fine è una questione di allenamento e buona volontà.

Uff
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Vecchio 07-02-2011, 21.23.58   #80
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Si, o trucchetti inconsci che poi scopriamo mettere in pratica come ad esempio il forum stesso
In una discussione ci si potrebbe creare delle tensioni con qualcuno pur di accendere il fuoco, solo che il più delle volte la vampata finisce con una bella e deleteria arrabbiatura.
In fondo i pugili, almeno nei film, si fanno prendere a schiaffi per caricarsi.

Alla fin fine è una questione di allenamento e buona volontà.

Uff
Si esatto, spesso bruciamo o sprechiamo a vuoto occasioni che sarebbero utili per crescere (il forum spero di non sprecarlo, è stata una manna dal cielo ).

A volte sembra di fare qualche passo avanti ma poi ne faccio dieci indietro

Sull'arrendersi a se stessi, penso sia una strada molto proficua, serve umiltà e credo anche molta energia, se non ho capito male permetterebbe di far spazio a qualcosa/qualcuno che la sa molto più lunga di noi.

A tal proposito c'è una scena della serie Romanzo Criminale che mi ha inspirato in tal senso, (il delirio mistico fa di questi effetti ) si trova scrivendo sul motore di ricerca di youtube "brutto scoprì chi sei eh", dura un minuto scarso.

In sostanza c'è quello che guida la macchina che è appena scappato per paura da una sparatoria lasciando soli gli amici, e nello specchietto retrovisore gli appare il fantasma di un suo amico, morto ammazzato qualche tempo prima, che gli dice quella frase guardandolo con uno sguardo fisso abbastanza espressivo, almeno per me.
Io ho rapportato (non credo fosse nelle intenzioni degli autori, è un pensiero mio) il guidatore alla persona, con le sue paure, incertezze, conflitti ecc e il fantasma dietro, al Sè, che ti sta alle spalle, ti vede, ti può far capire chi sei, ti fa capire che , se gli lasci spazio, vivi le cose per fargliele "conoscere", per rendergliene conto, anche se magari lui le sa già, è molto meglio per te...

Ultima modifica di luke : 07-02-2011 alle ore 21.27.41.
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Vecchio 10-02-2011, 18.57.05   #81
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............

se arriviamo al punto di saturazione e con il trauma iniziamo il lavoro cosciente iniziamo ad esplorare le altre "personalità" (intendendo come prima l'incompletezza ed imprecisone del termine), se non arriviamo alla saturazione la lasciamo ai nostri eredi comprese le memorie nostre e prima delle nostre (in potenza però) allo stesso modo con cui noi dobbiamo "riappropriarci" anche delle memorie precedenti....
Mi sa che non si capisce ancora
OT Ma se si riuscisse prima della nascita degli eredi a fare qualcosa, ad archiviare le nostre memorie, loro partirebbero con un "vantaggio?" Più catene si spezzano , meno il nostro passato peserà sui figli?

Poi hai scritto che dobbiamo riappropriarci anche delle memorie precedenti , dunque non solo quello della vita che stiamo vivendo ma anche delle eredità ricevute?
fine OT

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.........
Quando ci troviamo in un buco l'unico modo per saltarne fuori è avere l'energia per farlo...
Nel prossimo vedremo alcuni modi per incrementare o meglio dirigere/concentrare l'energia a nostra disposizione (non nostra, ma a nostra disposizione) sempre se non lo fa qualcun'altro....
Si potrebbe riprendere questo punto? Finisco sempre col parlare di dispersioni, ma ho idea che anche qui c'entrino... come si fa ad incrementare, o dirigere/concentrare l'energia?
L'unico "trucco" che finora ho trovato, è quello di fare uno sforzo di volontà per superare l'empasse, e concentrarmi su qualcosa di specifico, in questo modo rimetto in circolo l'energia.. e funziona, pero' il più delle volte è una cosa temporanea, il che mi fa pensare di non essere realmente uscita dal buco...

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.... La verità è che uscire dal buco è difficilissimo ed altrettanto diffiicile è riuscire a non caderci più.
Si sono d'accordo, ma alla fin fine credo che in qualche modo dal buco se ne esca, il problema maggiore è quello di non ricaderci, anche se credo che sia ciclico.. Uno diceva che il buco è sempre lo stesso finchè non siamo capaci di uscirne da soli, posto di aver imparato ad uscirne , se ne presentano altri?... ogni volta che c'è da fare un salto, in mezzo c'è un buco in cui si puo' cadere? e si puo' evitare di cadere? credo di no , almeno fino ad un certo momento...

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Manca la forza, manca l'energia, è vero lo sento, lo avverto. Non si ha la forza per mettere in pratica tutto quello che si è imparato, per non dipendere dal Maestro.
La mia è solo una sensazione, ma ho idea che nel buco, ci sia ancora più buio del solito e che in qualche maniera ci risucchi...cioè una volta dentro, mi sento più "sparpagliata" del solito, e questo contribuisce alla mancanza di energia.. ci vuole uno sforzo notevole per ricompormi e rimettermi in moto...
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Vecchio 10-02-2011, 20.05.26   #82
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La mia è solo una sensazione, ma ho idea che nel buco, ci sia ancora più buio del solito e che in qualche maniera ci risucchi...cioè una volta dentro, mi sento più "sparpagliata" del solito, e questo contribuisce alla mancanza di energia.. ci vuole uno sforzo notevole per ricompormi e rimettermi in moto...
E quindi c'entra il discorso dell'inerzia.
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Vecchio 10-02-2011, 20.39.17   #83
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Mi chiedo, ma forse è un'idiozia, la funzione di questi buchi. Voglio dire, sono solo trappole esistenziali o possono anche avere una loro funzione di crescita?

Perchè se dentro nel buco prima di voler a tutti i costi uscire facessimo un pò come nella grotta cercando di esplorare nel buio più buio quello che normalmente alla luce ci sfugge?


Se ci fosse in quel buco uno dei nodi succhiosi (ahahah, scusate, non mi veniva un altro aggettivo) del passato e esplorandolo e scigliendolo potessimo recuperare l'energia per fare il salto fuori? E' una folle fantasia?

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Vecchio 10-02-2011, 20.59.23   #84
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Mi chiedo, ma forse è un'idiozia, la funzione di questi buchi. Voglio dire, sono solo trappole esistenziali o possono anche avere una loro funzione di crescita?

Perchè se dentro nel buco prima di voler a tutti i costi uscire facessimo un pò come nella grotta cercando di esplorare nel buio più buio quello che normalmente alla luce ci sfugge?


Se ci fosse in quel buco uno dei nodi succhiosi (ahahah, scusate, non mi veniva un altro aggettivo) del passato e esplorandolo e scigliendolo potessimo recuperare l'energia per fare il salto fuori? E' una folle fantasia?

Se è come nella vita...quando ti capita una disgrazia/guaio... a me è successo di uscire dal buco dopo esserci marcita un bel po' come il un seme che marcisce ed esce una piantina. Durante ho sofferto e la sofferenza mi scaricava e non riuscivo ad uscire, poi piano piano ho realizzato qualcosa che mi ha permesso di non disperdere più energia, in pratica ho costruito un'altra idea, una visione diversa ed è stata quella che mi ha portato fuori. C'è stato un cambiamento globale nella visione di quella cosa che mi teneva nel buco.

Poi non so se si parla invece di ottave perchè anche li è come se cadessi in buchi nei quali perdo ad esempio la concentrazione su un obiettivo che mi ero proposta...
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Vecchio 11-02-2011, 13.18.02   #85
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Mi chiedo, ma forse è un'idiozia, la funzione di questi buchi. Voglio dire, sono solo trappole esistenziali o possono anche avere una loro funzione di crescita?
Io credo che abbiano una loro funzione, ma se per uscirne ci vuole un atto volontario, quando si è dentro, non credo che si possa fare granchè se non smettere di disperdere come un colabrodo e raccogliere le forze per il salto.. , un buco poi lo vedo come una depressione, in tutti sensi...

Tu dici che quando si è nel buco è possibile ricapitolare e sciogliere il nodo? e con l'energia recuperata fare il salto per uscire? Non lo so, io quando sono nel buco mi sento inerme, senza forze ... e prima di poter ricominciare a lavorare devo "raccogliere" le energie uscirne, non ho altre a disposizione..
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Vecchio 11-02-2011, 15.14.16   #86
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Boh (linguaggio proattivo ) forse parliamo di buchi diversi. Io ci stò in questo da così tanto tempo che le energie le ho impiegate per farci un divano e intessere una coperta

Vabbeh no dai, scherzi a parte, ho la sensazione di aver trovato nel tempo buchi simili, come diceva il capo, ma sempre uguali di fondo anche se sempre più profondi.

Adesso sò con più chiarezza qual'è il problema, problema che scava la buca,ma ho anche la percezione di una forza che scava, che mi toglie, letteralmente, la terra sotto i piedi, grammo a grammo e che l'erosione sia comunque opera mia quindi la forza origina da me...Saprei anche cosa fare, seppur in linea teorica, ma non sò come, mi manca la forza è vero ma ho idea che la forza ci sia solo che è dispersa in fuori ad incavolarmi con la situazione, il tempo, Tizio X, Tizia Y e via dicendo.

Non riesco a trattenere a sufficienza per incazzolarmi con me stessa,perchè è in me il come.
Mentalmente ho l'immagine del gatto (o della rana o canguro o cavalletta...alla fine il concetto è sempre quello) che per saltare avvicina tantissimo l'arto al petto, un assurdità a guardare, ci si abbassa moltissimo per ottenere uno slancio in alto maggiore. Anche se ho notato, sperimentando , che esiste un punto in basso oltre al quale non ci si prepara più al salto ma si cade giù, e la stessa forza per scendere non dev'essere scendere e basta ma ... slanciarsi...al contrario

Oltre ai vaneggi sui salti comunque ragionavo anche sull'energia. Un pò ovunque ho letto che di nostro, di serbatoio, di energia ne abbiamo pochetta e che in realtà attingiamo altrove.

In quest'ottica sentirsi senza forze potrebbe non essere averne meno ma essere "solo" più consapevoli di come stiamo di solito davvero, scarichi, e che se riuscissimo ad attingere in quel momento probabilmente riusciremmo anche a capire un pò meglio come trovare la Fonte...


Infine,per uscire da un buco ci si può anche arrampicare, con mani e piedi ma il rischio di far franare ulteriore terreno è altissimo.
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Vecchio 11-02-2011, 23.41.04   #87
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Bello questo 3d, ringrazio Sole per averlo riportato all'attenzione. Nei 10000 e passa post Uno sembra abbia parlato proprio di tutto, qui dovrei trovare qualche risposta a quanto mi sta accadendo ultimamente, cioè dolori traumi e dire si. Ma visto che la mia mente è particolarmente fervida di immagini voglio andare coi piedi di piombo magari facendo qualche domanda di verifica.

Sto osservando i miei cicli e ricicli continui, si tratta forse di ricadere nello stesso buco di cui si parla qui?
Se si dovrei trovare la forza dal trauma per non ricaderci più.
Magari rendere più chiaro il concetto di saturazione prima del trauma, non è ancora entrato dentro. Non ne ho avuto ancora abbastanza vuol dire non sono satura? il trauma che segue potrebbe non essere risolutivo quindi non è un vero trauma?

E dell'arrendersi a se stessi potrei affermare che il mio dire si corrisponda all'arrendermi a me stessa, ovvevo a non opporre grande resistenza?
Il mio dire si mi sta apportando dei benefici in diversi ambiti, ma non vorrei confondere le due cose.
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"Due è meglio di una, la felicità si raddoppia!"
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Vecchio 11-02-2011, 23.50.12   #88
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Per me nel buco va impiegato quello che si è messo da parte durante il periodo di veglia.
Mi spiego. Se durante la veglia riesco a recuperare energia e forza con i vari metodi che conosciamo, nel momento inevitabile (per crescere e diventare adulti) della caduta nel buco dovrei avere la forza di non disperdere e automotivarmi per l'uscita.
Come se ci dovessimo lasciare delle ancore di salvezza.
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Vecchio 08-05-2011, 13.15.42   #89
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Arrenderci a Noi stessi. Cosa vuol dire?
Sembra l'indicazione del metodo che suggerisci per uscire.
E' da un po' di giorni che mi frulla per la testa il pensiero della resa a se stessi e di cosa possa significare nel cammino.
Fin'ora la risposta che mi sono data è che si arriva a un certo punto in cui finalmente riusciamo ad abbandonare ogni resistenza della mente che cerca effetti speciali, in quel momento riusciamo a riconoscere l'utilità e il bisogno di certe pratiche come potrebbero essere il t.a. o i 5 tibetani o qualsiasi altra cosa SEMPLICE che ci è stata indicata.
Fino a quando non avviene questa resa, ci sembra di lavorare, magari facciamo anche qualcosa ma in realtà ci stiamo ingannando perchè siamo impegolati nella ricerca di qualcosa. La resa a se stessi forse consente di lavorare con costanza spontanea (non con incaponimento) inziando da cose apparentemente banalissime come tenere la concentrazione su un piede o sull'ombelico senza che la mente ci porti via dal nostro obiettivo, come se fossero naturali e senza cercare altro..
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