Ermopoli
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Vecchio 28-07-2006, 11.54.31   #1
RedWitch
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Predefinito Comunicazione virtuale

In attesa che Uno abbia più tempo, iniziamo noi a parlare di questo tipo di comunicazione?

Sento spesso dire, che la comunicazione virtuale è fredda, priva di un vero contatto, ma tutto sommato, nella vita di tutti i giorni, non è che sia tanto diverso. Possiamo dire che con ogni persona che incrociamo abbiamo uno scambio costruttivo?
Per esperienza diretta, ho imparato che internet, se usato in una certa maniera, è un mezzo in più che abbiamo per comunicare. Un mezzo che annulla le distanze chilometriche, e che ci da l'opportunità di avere uno scambio costruttivo (e non solo...)
Se in ciò che scriviamo qui, ci mettiamo tutti noi stessi, lasciamo qualcosa di noi a disposizione degli altri.. e riusciamo a trasmettere e ricevere..
A comunicare davvero..
Che ne pensate?
Il discorso è ampio.. ci sono un sacco di cose da dire.. ma intanto per iniziare..
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Vecchio 28-07-2006, 13.18.25   #2
griselda
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Secondo me la comunicazione virtuale è simile alla corrispondenza epistolare.
Si scrive quando l’anima ha qualcosa da dire.
Cadono in quel caso i limiti che di solito ci portiamo addosso.
Questo è un tipo di comunicazione che accresce, che può aiutare se stessi e gli altri.
Però ve ne è anche un’altra sempre virtuale che si incontra in alcuni forum, come quella al bar, dove tutto diviene come nella vita con la parola, anzi forse è ingigantita dall’anonimato. Mettersi in mostra, ma in questo caso però non parlerei più di comunicazione perché i fraintendimenti diventano il leit motiv che limita ancor di più, l’eventuale contatto.
Quindi in soldoni se ci si deve mettere in mostra i limiti aumentano mentre se si cerca o si vuole portare aiuto i limiti cadono.
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Vecchio 28-07-2006, 14.59.15   #3
Era
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aggiungerei che ... è vero che la comunicazione virtuale
è un modo per "nascondersi" (in certi ambienti) ma è anche
soprattutto un modo per aprirsi...capitato a tutti di confidarsi con
persona sconosciuta..vero?
e...come dice Reddina...se usato bene porta bene....come tutto ciò
che è un mezzo...di per se neutro...la differenza la fa l' uso.....

virtuale? pe me Red...Sele...Ray... Shanti...Uno...ecc ecc...
mica sono virtuali!!!!


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Dio mi conceda
la serenità di accettare
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il coraggio di cambiare
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e la saggezza
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Vecchio 28-07-2006, 18.27.37   #4
nina
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Sono perfettamente d'accordo con red quando dice che "è un mezzo in più per comunicare". E, paradossalmente, a volte è preferibile ad una certa fisicità. Se la vicina di casa ci suona il campanello in un momento inopportuno, potremmo non essere predisposti al dialogo o disinteressati alla tematica propostaci.
Un conto è organizzare una cenetta tra amici, tra quegli stessi con i quali ti senti più in armonia, un altro conto è riuscire ad instaurare con uno sconosciuto e/o un conoscente una comunicazione ottimale, sulla stessa lunghezza d'onda.
Dobbiamo trovare persone e interazioni che ci soddisfino, sia nella comunicazione vis a vis che in quella non fisica.
Forse nella comunicazione scritta (ormai passata da quella epistolare a quella internettiana) hai più tempo per focalizzare il detto e l'intenzionalità e quindi trovarti più facilmente un luogo che si confà maggiormente alle tue necessità.
Maggiori opportunità.
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Vecchio 28-07-2006, 19.32.30   #5
Uno
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Eccomi qua, grazie per aver iniziato un discorso che mi sembra bene fare.
Spesso sento parlare di mondo virtuale riferendosi ad internet, il che sotto certi punti di vista può essere vero, in soldoni si può allegramente sognare senza dormire e crearsi tutte le realtà che si vogliono, un nick in teoria potrebbe mascherarci da quello che non siamo. Sarò forse bastian contrario (e forse no a giudicare dai primi post) ma ritengo che per alcuni scopi questo mezzo sia potenzialmente meglio che il contatto visivo.
Proviamo ad immaginare la costruzione di questo ambiente (Ermopoli) nella realtà: dovremmo cercare dei locali dove trovarci (in tutti i sensi ) e togliendo ora i problemi logistici di luoghi distanti di abitazione e di tempi, ammettiamo che abitassimo tutti nella stessa città, per conoscerci avremmo o dovuto frequentare gli stessi posti o in questo caso specifico ci sarebbe voluta una sorta di pubblicità. Ci saremmo dovuti presentare in un luogo sconosciuto dove non conosciamo nessuno con le problematiche della società oggi: "chissà che fanno lì dentro", "organizzeranno questa cosa per guadagnarci", e soprattutto non conoscendo gli argomenti e le affinità elettive che possono esserci tra noi.
Mettiamo che pian piano in qualche modo i primi ardimentosi avessero superato tutto questo, volete che vi descriva la prima possibile scena?
Entra una nuova persona ed inizia a guardarmi, vede come sono vestito, come mi muovo, come parlo, tra l'altro se so come fare posso dare un impressione diversa che solo pochi attenti osservatori e magari conoscitori di tecniche di linguaggio corporeo potrebbero scoprire, poi la persona inizia a guardarsi intorno vede l'ambiente e ne sente l'energia (a livello conscio o incoscio), ok questo succede anche in un sito, si percepisce la cura, ma in soldoni perderemmo una grossa parte dell'esperienza della nostra conoscenza filtrandola da percezioni che se non sono purificate da duro allenamento possono traviarci... e dopo alcuni incontri ancora ci conosceremmo ben poco, la nostra mente in gran parte continuerebbe ancora a girare sulle persone non sulle anime.
Questa è una grossa opportunità, volendola cogliere e sfruttare, qui non importa come siamo vestiti, non importa che macchina abbiamo, chi ha più soldi, o chi va in vacanza nel posto più alla moda.
Nella cosidetta realtà (ripeto io vedo solo una differenza di mezzo ma tutti coloro con cui inizia un rapporto come dice Era non sono solo nick o nomi, sono anime) ho visto persone che per gelosie stupide hanno alzato muri. Certo succede anche qui, per questo dico che non vi è differenza se non la possibilità di incontrare più persone, il resto non cambia, come nel quotidiano posso andare al night club qui si possono cercare siti con chat dove il chiodo fisso è verso argomenti goderecci, come nel quotidiano posso andare in chiesa qui volendo posso cercare un sito dove l'impostazione è orientata ad un certo tipo di concezione, addiritttura qui posso trovare siti come Ermopoli che onestamente nel quotidiano non ha riscontro come tipo di discorsi (non è propaganda ) ed è mia intenzione allargare un pò ad altri temi più leggeri purchè non si scada nella superficialità... cosa che è facile trovare nella vita di tutti i giorni... vogliamo aggiungere anche maleducazione?
Insomma non ho esaurito il discorso ma voglio dire che pur amando la vita non davanti ad un monitor, pur amando l'aria aperta ed un caldo fraterno abbraccio con gli amici, in questi 2 o 3 anni che uso anche internet ho avuto modo di conoscere belle persone e magnifiche anime... e non è finita ancora...
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Vecchio 28-07-2006, 19.53.50   #6
nina
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In effetti dal vivo bisogna prima superare l’innata diffidenza verso l’estraneo. Quindi c’è un tempo che serve per analizzare e filtrare le percezioni che derivano dall’impatto fisico. Nella comunicazione virtuale si salta questo “limite”… e si entra più facilmente in sintonia. Certo se ci si vuole mostrare per quello che si è (o si crede di essere )
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Vecchio 28-07-2006, 20.04.04   #7
Ray
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che uso anche internet ho avuto modo di conoscere belle persone e magnifiche anime... e non è finita ancora...
Vale anche per me e questo basterebbe a tagliare la testa a qualsiasi toro... a chiudere qualsiasi discussione su comunicazione e mezzi per la stessa.

Però, come dice Uno, il discorso è espandibile... quindi volevo porre l'accento, per esempio, cul concetto di "virtuale" (su quello di comunicazione anche e di più, ma una cosa alla volta).

Nella concezione comune del termine si tende ad opporre "virtuale" a "reale". Questo mostra una volta di più, come se ce ne fosse bisogno, la totale degenerazione del linguaggio attuale... e per conseguenza, del pensiero.

Virtuale viene da virtù. Virtù, nel suo significato originale, significa forza. Se una cosa è virtuosa è anche forte. Virtuale veicola tuttavia anche un significato di "potenziale", da opporsi a "manifesto". Questo non solo non è in contraddizione anzi. Ciò che è potenziale ha la possibilità della manifestazione in tutte le forme possibili ad esso per quell'ambito. Quindi è sicuramente più forte.

Ma quello che più conta è che non c'è nessuna opposizione con "reale". Tutt'altro. Dato che la realtà è data dalla permanenza e l'irrealtà dall'impermanenza... una cosa è tanto più reale quanto più è permanente rispetto all'ambito in cui la si considera, da cui l'unica cosa dotata di totale realtà è l'Assoluto (c'è una bellissima spiegazione di Kael su questo, non so più dove), ciò che è virtuale è più reale di ciò che è manifesto.

Non so se si capisce il doscorso, in ogni caso sostengo che la possibilità di comunicazione qui, a livello "virtuale", è molto maggiore e maggiormente reale che nel modo solito... anche per il motivo che citava Uno... è più facile e più possibile veicolare parti più "essenziali" di se... ovviamente volendo...
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Vecchio 28-07-2006, 20.23.09   #8
Uno
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Ed anche non volendo, individui attenti e svegli riconoscono subito chi finge anche solo usando le parole (per Nina e la parte finale del post di Ray)
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Vecchio 28-07-2006, 21.26.42   #9
milsan
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Come già affermato la comunicazione è reale, è il mezzo ad essere virtuale nell'accezione che intende Ray e virtuale è lo spazio occupato nell'accezione comune ma non reale.
Molto di noi trapela dallo scritto a chi sa intenderlo, poco di noi trapela a chi sa nasconderlo.
Questo penso,questo manifesto.
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Vecchio 30-07-2006, 11.52.50   #10
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Originalmente inviato da milsan
Molto di noi trapela dallo scritto a chi sa intenderlo, poco di noi trapela a chi sa nasconderlo.
Questo penso,questo manifesto.
Questo tuo pensiero apre molte considerazioni importanti, non sono pienamente in tema ma lo sviluppano bene.

Sulla prima parte non c'è nulla da dire credo, un osservatore attento anche senza doti particolari può capire molto di chi scrive a seconda di come questi si propone, sia quando uno è spontaneo che quando è un pò finto, nella seconda parte invece affermi che qualcuno è in grado di nascondersi e questo mi apre delle retoriche domande.

Vedo spesso (anche nel quotidiano) che coloro che cercano di nascondersi senza sapere di farlo, appunto proprio per questa particolarità non sono molto Svegli, lo fanno senza accorgersi, pensando di essere più interessanti o per nascondere anche a se stessi dei difetti per esempio... quello che non gli piace di se stessi provano vergogna a mostrarlo ad altri e quindi cercano di nasconderlo.
In questo caso penso che tutti converrano che un individuo sveglio riesca comunque a vedere i sotterfugi.

Altro caso, un individuo sveglio che voglia nascondersi sapendo di farlo e con vigore, perchè dovrebbe farlo? E perchè un'altro individuo sveglio non dovrebbe essere in grado di percepire comunque?

Alla prima domanda potrei rispondere che un individuo sveglio potrebbe sembrare chiuso a chi non è attento ed osservatore, mentre è aperto per chi vede le cose come stanno, inoltre potrei trovare scopi nobili volendo....
ma alla seconda domanda non vedo risposta... direi che non c'è perchè il caso non esiste ma aspetto altri pareri.

Esempiuccio solito.... torri... chi sta sopra chi sta sotto.... quelli sopra vedono quelli sotto, quelli sotto non vedono quelli sopra..... quello sotto vede poco anche di quelli sotto (c'è nebbia) quelli sopra vedono anche gli altri sopra.. un merlo della torre che può "riparare" (anche senza volerlo insieme alla nebbia) da quelli sotto alla fine lascia sempre qualche spiraglio a chi sta allo stesso livello.

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Vecchio 30-07-2006, 21.54.34   #11
milsan
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Condivido pienamente il tuo pensiero Uno;per citare l'efficace esempio delle torri pero' bisognerebbe sapere a che punto si è......io non lo so'...so che vedo una rampa apparentemente senza fine e questo mi rallegra, so dove finisce e so dove inizia...cerco di arrampicarmi...raramente guardo in basso...spesso guardo Su....
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Vecchio 30-07-2006, 22.47.46   #12
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Originalmente inviato da milsan
Condivido pienamente il tuo pensiero Uno;per citare l'efficace esempio delle torri pero' bisognerebbe sapere a che punto si è......io non lo so'...so che vedo una rampa apparentemente senza fine e questo mi rallegra, so dove finisce e so dove inizia...cerco di arrampicarmi...raramente guardo in basso...spesso guardo Su....
Beh che importa sapere dove si è? Importante è vedere se c'è da salire e provarci... se questa è la nostra intenzione.
L'esempio delle torri è comunque limitato alla metafora del vedersi e non... solo dopo ho pensato al perchè ho usato torri invece che il solito monte che si usa in questi casi... ho usato torri perchè da un certo punto di vista salire isola, ma proprio perchè non ci sono ostacoli nel mezzo ci si può vedere... che presuppone qualcosa più della vista fisica, significa che c'è un contatto.
Io invece guardo sotto di dove sono (qualsiasi sia l'altezza o la bassezza in cui io sia) perchè so che una parte di me è anche li sotto.
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Vecchio 02-08-2006, 20.00.58   #13
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E' anche vero però che ci sono tante cose e atteggiamenti che possono aiutarci a capire meglio l’altro durante la comunicazione dal vivo.
Per esempio la timidezza inibisce il più delle volte il dialogo ed influisce sulla capacità di far arrivare il vero pensiero all’altro. Vedendo una persona (e via via conoscendola sempre di più) facilmente se ne può accorgere. Saremo quindi portati a dare un certo peso e significato alle sue manifestazioni anche in considerazione di ciò, di quello che la sua comunicazione corporale ci suggerisce.
E se una controindicazione della comunicazione virtuale fosse nei limiti della stessa? Non perché uno (non il capo ) voglia nascondersi ma perché non riesce a manifestare come vorrebbe. E’ limitato dal solo scritto, dal rendere bene (al di là di ogni ragionevole dubbio… caspita, sembro un avvocato…) quello che intende comunicare.
Io mi ci trovo in questo per esempio. Adoro posti come questi, che stimolano la mente, pongono interrogativi e mettono a proprio agio… però molto spesso non mi sento in grado di verbalizzare come vorrei, non mi sento all’altezza. Mi ritengo sufficientemente sciolta da buttarmi nella mischia in ogni caso, per tentare di rendere il mio punto di vista ma…. se la mia modesta capacità, scioltezza di linguaggio, preparazione alterasse l'altrui sentire?
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Vecchio 02-08-2006, 20.55.01   #14
Era
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Mi ritengo sufficientemente sciolta da buttarmi nella mischia in ogni caso, per tentare di rendere il mio punto di vista ma…. se la mia modesta capacità, scioltezza di linguaggio, preparazione alterasse l'altrui sentire?

non credo che l' altrui sentire sia un tuo problema...a meno che non
si tratta di arroganza o maleducazione da parte tua...e non è affatto
il tuo caso...il problema è di chi ascolta....

per capire l' altro tante sono le cose che possono aiutare...come
gesticola....come si siede....il modo di parlate se lento o veloce...
se ti guarda negli occhi o li sfugge....un sacco di informazioni...
e forse proprio perchè talvolta si sente "troppo osservato"
sente aumentare la difficoltà a cominicare....

forse è èroprio l' altro...quello timido...impacciato...quello che ha
paura del giudizio...o di esporsi..ecc ecc... è forse in questo caso che
il non avere davanti l' interlocutore faccia si che si "apra" più favilmente...

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Vecchio 03-08-2006, 17.09.37   #15
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Citazione:
Originalmente inviato da Era
per capire l' altro tante sono le cose che possono aiutare...come
gesticola....come si siede....il modo di parlate se lento o veloce...
se ti guarda negli occhi o li sfugge....un sacco di informazioni...
Già. E infatti mi chiedevo: nella comunicazione virtuale, non potendo attingere a queste informazioni aggiuntive ci può essere il rischio che non venga colto a pieno il senso di quello che si desidera comunicare?
Una scioltezza di linguaggio ed una dialettica pronta ed esaustiva non è da tutti, sei d'accordo?
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Vecchio 03-08-2006, 18.27.54   #16
sitael
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Certo che comunicare con internet e comunicare di persona sono cose molto diverse...
Internet è un mondo a portata di mano conosci pareri e poi come gia avete detto voi è molto costruttivo,
Ma avolte ci sono persone che comunicano solo cosi i propi sentimenti..non si guardano più in faccia ma preferiscono farlo scrivendo...avolte è più semprice cosi perchè solo facendo cosi puoi dire delle cose che hai dentro e che non riesci a dire di persona.
Di certo non bisogna comunicare solo cosi....ma a me piace tanto...avolte scrivere leggere pareri di tutti i tipi ti fa sentire una persona completa.


sitael non è connesso  
Vecchio 03-08-2006, 19.34.05   #17
Ray
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Citazione:
Originalmente inviato da sitael
...avolte è più semprice cosi perchè solo facendo cosi puoi dire delle cose che hai dentro e che non riesci a dire di persona.
Ecco, qui secondo me c'è uno spunto che apre a questioni che già Uno aveva sfiorato.

Da un certo punto di vista si potrebbe dire che l'essenza comunica attraverso la persona, poi attraverso il mezzo raggiunge l'altra/e persona e attraverso questa l'altra essenza.
Ad ogni passaggio può esserci una deviazione, una perturbazione. Anzi c'è sempre.

Però a volte capita che una perturbazione riequilibri l'altra e, un po' per caso forse, le essenze riescono a comunicare davvero. Come dice Sitael, questo può avvenire, in certi casi, proprio grazie ad un mezzo particolare, utile in un certo momento per un certo qualcuno.

D'altra parte si potrebbe anche ipotizzare che a furia di usare un certo mezzo, e se la persona ha intenzione reale di collaborare con l'essenza, questa essenza trovi il modo di schivare i filtri, le perturbazioni.

E magari, anche grazie a sta cosa (ma non solo), capita di incontrare belle anime...
Ray non è connesso  
Vecchio 04-08-2006, 08.20.13   #18
Grey Owl
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Predefinito Solvet et coagula

Solvet et coagula... recita uno scritto alchemico... cosi' e' Ermopoli... mi dissolvo della mia parte materiale... grezza... emotiva... sensoriale... e mi coagulo col pensiero sulle domande... sulle risposte... sulla essenza di Ermopoli... perche' e' di questo che parliamo... un punto di luce... la citta' cresce mattone su mattone di consapevolezze... di scoperte e di ri-scoperte... anche la delusione e' una ri-scoperta... chi rimane lo fa' perche' vuole sapere e capire... e pochi fronzoli... in verita' non esiste una citta' cosi' sulla terra...
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