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Vecchio 30-06-2010, 12.18.09   #1
Edera
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Dunque parlo ancora da perfetta profana.
Inizio a subire il fascino dei film del cinema classico del passato ( li incontrati a causa di studio universitario).
Sto preparando un esame sui film di Bergman, ieri sera ho visto il 'Il posto delle fragole'(1957) e poco tempo fa ho visto 'Fanny e ALexander'.
Le immagini in bianco e nero, le inquadrature montate quasi sempre usando raccordi di sguardo, i primi piani intensi degli attori mi emozionano.
Sempre ieri cercando su youtube delle canzoni dei Radiodervish, sono incappata in un video montato con le immagini della Carne e il Diavolo con Greta Garbo (1927) sulla canzone 'L'esigenza' dei Radiodervish. Ne sono rimasta ipnotizzata, mi partono dei meccanismi di identificazione assurdi, specialmente nei film che parlano d'amore. Insomma mi sento molto anacronistica...
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Vecchio 30-06-2010, 12.37.10   #2
luke
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Io non sono mai stato un grandissimo appassionato di cinema, però la maggior parte di quelli che ho apprezzato di più sono quasi tutti di oltre 20/30 anni fa, i film degli ultimi anni grandi emozioni non me ne hanno date.

Pochi giorni fa, ad esempio, stavo vedendo su you tube un film dell'orrore degli anni 20, Nosferatu il vampiro di Murnau e mi ha fatto più effetto di tanti splatter odierni.
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Vecchio 30-06-2010, 12.55.20   #3
Edera
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Io non sono mai stato un grandissimo appassionato di cinema, però la maggior parte di quelli che ho apprezzato di più sono quasi tutti di oltre 20/30 anni fa, i film degli ultimi anni grandi emozioni non me ne hanno date.

Pochi giorni fa stavo vedendo su you tube un film dell'orrore degli anni 20, Nosferatu il vampiro di Murnau e mi ha fatto più effetto di tanti splatter odierni.
La passione per il cinema anche per me è abbastanza recente. Direi gli ultimi 3 o 4 anni, ma mi coinvolge sempre più, trovo che recitare ( e il mondo del teatro in genere) e vivere siano cose molto simili.
Fin'ora però il fascino del cinema classico d'annata non l'avevo mai subito
Nosferatu è un mito! Siamo sempre nel 1922 come epoca.
Se ti piace il genere anche Dracula di Coppola ha il suo perchè, però è del 1992 quindi tutt'altra dimensione.
Per rimanere nel passato invece altro classico, ' Frankenstein' di James Whale' o 'Freaks'
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Vecchio 30-06-2010, 13.01.45   #4
luke
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La passione per il cinema anche per me è abbastanza recente. Direi gli ultimi 3 o 4 anni, ma mi coinvolge sempre più, trovo che recitare ( e il mondo del teatro in genere) e vivere siano cose molto simili.
Fin'ora però il fascino del cinema classico d'annata non l'avevo mai subito
Nosferatu è un mito! Siamo sempre nel 1922 come epoca.
Se ti piace il genere anche Dracula di Coppola ha il suo perchè, però è del 1992 quindi tutt'altra dimensione.
Per rimanere nel passato invece altro classico, ' Frankenstein' di James Whale' o 'Freaks'
SI Dracula di Coppola l'ho visto ed anche Freaks è parecchio inquietante , specie il finale.
Sono contento per la tua passione, magari un giorno potrai fare la regista, magari di un film impressionista sulla Divina Commedia
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Vecchio 30-06-2010, 13.18.03   #5
Edera
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SI Dracula di Coppola l'ho visto ed anche Freaks è parecchio inquietante , specie il finale.
Sono contento per la tua passione, magari un giorno potrai fare la regista, magari di un film impressionista sulla Divina Commedia

E poi c'era la marmotta che confezionava la cioccolata.... (cit. pubblicità)
Grazie, anzi diciamo così, sicuramente lo farò. E i protagonisti li pescherò qui ad Ermopoli. Sarei curiosa di vedere chi farà Virgilio anche se qualche idea, ce l'avrei.
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Vecchio 30-06-2010, 13.33.48   #6
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Dunque parlo ancora da perfetta profana.
Inizio a subire il fascino dei film del cinema classico del passato ( li incontrati a causa di studio universitario).
Sto preparando un esame sui film di Bergman, ieri sera ho visto il 'Il posto delle fragole'(1957) e poco tempo fa ho visto 'Fanny e ALexander'.
Le immagini in bianco e nero, le inquadrature montate quasi sempre usando raccordi di sguardo, i primi piani intensi degli attori mi emozionano.
Sempre ieri cercando su youtube delle canzoni dei Radiodervish, sono incappata in un video montato con le immagini della Carne e il Diavolo con Greta Garbo (1927) sulla canzone 'L'esigenza' dei Radiodervish. Ne sono rimasta ipnotizzata, mi partono dei meccanismi di identificazione assurdi, specialmente nei film che parlano d'amore. Insomma mi sento molto anacronistica...
Eh figuriamoci curiosa come sono se non andavo a vedere, poi amo il cinema, e sono passata anche da tutto quel genere anni fa. Quei film, regista e attrice che hai citato sono entrati a far parte della storia del cinema...

Beh un regista come Bergman non era uno qualunque, e un bravo regista sa usare bene gli archetipi, per far vibrare il pubblico, semplici scene per far vibrare in noi la passione, sintetizzata in scambio di sguardi appassionati di uno sfiorarsi trattenuto di visi....dove dietro vi è tutto un mondo di emozioni. Il tutto in bianco e nero, (dell'epoca) anche se molto curato, quasi a dimostrare che il colore è in quello che si prova.
Per l'ancronismo, a me dava un sottile piacere pensarlo alla fine mi sono scoperta non molto diversa da molte altre persone
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Vecchio 30-06-2010, 16.14.37   #7
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recitare e vivere sono la stessa cosa?
dipende.
se "Sei" la cosa cambia.
e solo quando Sei Vivi, se reciti non vivi sei un manichino nelle mani di un regista che non sei Tu.
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Vecchio 30-06-2010, 19.11.29   #8
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recitare e vivere sono la stessa cosa?
dipende.
se "Sei" la cosa cambia.
e solo quando Sei Vivi, se reciti non vivi sei un manichino nelle mani di un regista che non sei Tu.
Al di là del fatto che il thread parla di altro..... ma vorrei proprio conoscere qualcuno che vive realmente senza recitare una parte, sarebbe una scoperta scientifico-esoterica-psicologica mica da ridere..

Chiusa parentesi, non mi lascerò incastrare da infiniti "dipende", "forse" etc...
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Vecchio 30-06-2010, 19.23.33   #9
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c'è chi sa di recitare e chi identificato nel ruolo che ha... pensa di essere quel ruolo (normalità della cosa)
pertanto... in questo c'è differenza netta.
senza dipende, forse o quello che vuoi
chi Vive E' molto semplicemente.
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Vecchio 30-06-2010, 21.57.36   #10
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recitare e vivere sono la stessa cosa?
dipende.
se "Sei" la cosa cambia.
e solo quando Sei Vivi, se reciti non vivi sei un manichino nelle mani di un regista che non sei Tu.
Stefano stiamo parlando di cose diverse, non parlavo di vivere fingendo di essere qualcun'altro. Secondo me un attore serio proprio perchè ha scoperto le varie parti di cui è composto, le usa per fare arte anche se questo non vuol dire le abbia per forza integrate ma scoperte credo di sì. Forse proprio perché si E' si riesce a essere tutti e nessuno allo stesso tempo

Stasera tocca a ' Monica e il desiderio'

Ultima modifica di Edera : 30-06-2010 alle ore 21.59.48.
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Vecchio 30-06-2010, 23.36.52   #11
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c'è chi sa di recitare e chi identificato nel ruolo che ha... pensa di essere quel ruolo (normalità della cosa)
pertanto... in questo c'è differenza netta.
senza dipende, forse o quello che vuoi
chi Vive E' molto semplicemente.
In ogni caso recita per vivere, anzi recita di più chi non è identificato....

E' inutile, volevi rifilare una "perla di saggezza" ma hai toppato


Umiltà... l'unica cosa che ci tiene con i piedi per terra mentre tocchiamo le vette , altrimenti rischiamo di salire come palloncini finchè la pressione non ci fa fare il botto.
Ogni riferimento è puramente casuale, ma chi vuol sentire ascolti.
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Vecchio 01-07-2010, 11.53.26   #12
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qualcun'altro.
Umiltà ci vorrebbe anche a chi scrive di fretta e con disattenzione facendo castronoerie
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Vecchio 01-07-2010, 12.09.39   #13
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Beh un regista come Bergman non era uno qualunque, e un bravo regista sa usare bene gli archetipi, per far vibrare il pubblico, semplici scene per far vibrare in noi la passione, sintetizzata in scambio di sguardi appassionati di uno sfiorarsi trattenuto di visi....dove dietro vi è tutto un mondo di emozioni.
Una delle cose che mi piacciono di questo regista è il modo in cui attraverso l'inquadratura il volto diventa paesaggio, la natura diviene la trasposizione figurativa di uno stato d'animo. Nei suoi film gli elementi naturali rivestono un'importanza centrale. Il volto nel suo eccesso di visibilità è posto spesso in relazione col vento che per sua natura appare indefinito, immateriale, praticamente è l'elemento tra quelli fisici più condannato all'impossibilità di rappresentazione.
E sempre il vento diventa la forza inconscia che fa riaffiorare attraverso il sogno o il ricordo le angosce dei protagonisti.
Così come il cielo, il mare, la luce, tutto viene accordato al sentimento dei personaggi, il paesaggio esterno riflette sempre quello interno, concretizzandolo.

Ultima modifica di Edera : 01-07-2010 alle ore 12.51.45.
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Vecchio 01-07-2010, 12.33.45   #14
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In ogni caso recita per vivere, anzi recita di più chi non è identificato....

E' inutile, volevi rifilare una "perla di saggezza" ma hai toppato


Umiltà... l'unica cosa che ci tiene con i piedi per terra mentre tocchiamo le vette , altrimenti rischiamo di salire come palloncini finchè la pressione non ci fa fare il botto.
Ogni riferimento è puramente casuale, ma chi vuol sentire ascolti.
ma che stai dicendo?
dove recita?
se recita non E'.
e se lo fa consapevolmente è solo un gran furbetto con l'abito dell'evoluto (o illuminato) di cui il mondo ne ha detto tra me e te pure piene le cosiddette (in fin dei conti è un "falso")
io ho scritto che sa recitare non che recita appositamente e consapevolmente.
la recitazione è sinonimo nel 99% dei casi di falsità.
e nel 1% che avanza di abile furbizia manipolatrice.
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Vecchio 01-07-2010, 12.59.24   #15
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la recitazione è sinonimo nel 99% dei casi di falsità.
e nel 1% che avanza di abile furbizia manipolatrice.
Io non la prenderei così male la parola recitare, che come il dipingere è un modo ad arte(stiamo parlando di cinema di un certo livello) di proporre un messaggio che è già dentro l'uomo.Il recitare in teatro è cosa diversa dall'ingannare, o il manipolare furbescamente nella vita reale , secondo me.

Ultima modifica di webetina : 01-07-2010 alle ore 13.02.00.
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Vecchio 01-07-2010, 13.12.53   #16
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Recitare può insegnare anche a vedere meglio quanti personaggi inutili indossiamo. Per questo trovo molte analogie tra il teatro e la vita, recitazione reale e non ripetizione di quattro parole in croce per fare soldi. Se sia possibile disfarsene del tutto o meno di questi personaggi non credo di essere in grado di stabilirlo veramente, però mi piacerebbe recitare la mia parte nel mondo dignitosamente.
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Vecchio 01-07-2010, 17.07.46   #17
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...anzi recita di più chi non è identificato....
Mi piacerebbe che approfondissi Uno.

Ultimamente mi ritrovo a recitare ruoli a cui non sono identificata, ma so che è quello che l'interlocutore si aspetta.
All'inizio mi veniva da ridere, lo facevo quasi per gioco, per liberarmi velocemente di qualcuno, ora mi rendo conto che posso recitare con chi non è molto consapevole ed è identificato con il proprio ego. Basta dare lo zuccherino e il gioco è fatto.
Mi viene da pensare alla gente che imbroglia individuando la parte dell'ego dell'altro che vuole essere nutrita.
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Vecchio 01-07-2010, 17.49.54   #18
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Mi piacerebbe che approfondissi Uno.

Ultimamente mi ritrovo a recitare ruoli a cui non sono identificata, ma so che è quello che l'interlocutore si aspetta.
All'inizio mi veniva da ridere, lo facevo quasi per gioco, per liberarmi velocemente di qualcuno, ora mi rendo conto che posso recitare con chi non è molto consapevole ed è identificato con il proprio ego. Basta dare lo zuccherino e il gioco è fatto.
Mi viene da pensare alla gente che imbroglia individuando la parte dell'ego dell'altro che vuole essere nutrita.
appunto
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Vecchio 01-07-2010, 17.53.03   #19
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Io non la prenderei così male la parola recitare, che come il dipingere è un modo ad arte(stiamo parlando di cinema di un certo livello) di proporre un messaggio che è già dentro l'uomo.Il recitare in teatro è cosa diversa dall'ingannare, o il manipolare furbescamente nella vita reale , secondo me.

non prendo "male" la parola recitare vista come forma d'arte.
la ritengo anzi una forma molto utile per conoscere se stessi e per capire i propri "blocchi".
Ma una volta comprese le maschere ecc. ecc. dovrebbe altresi permettere di non usarne... e di essere totalmente "aderenti" tra l'immagine che si mostra e ciò che si E'.
Se non si arriva a questo punto... diciamo che a mio avviso in un mondo o nell'altro si è FALSI.
ho usato la parola recitazione intendendo la distorsione che nel tempo si è venuta creando di quel termine.
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Vecchio 01-07-2010, 18.20.15   #20
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non prendo "male" la parola recitare vista come forma d'arte.
la ritengo anzi una forma molto utile per conoscere se stessi e per capire i propri "blocchi".
Ma una volta comprese le maschere ecc. ecc. dovrebbe altresi permettere di non usarne... e di essere totalmente "aderenti" tra l'immagine che si mostra e ciò che si E'.
Se non si arriva a questo punto... diciamo che a mio avviso in un mondo o nell'altro si è FALSI.
ho usato la parola recitazione intendendo la distorsione che nel tempo si è venuta creando di quel termine.
Sei molto determinato nello schierarti riguardo all'essere totalmente aderente a se stessi, ma per me è un pò più complessa la cosa, penso alle volte in cui per esempio ho scelto di non mostrarmi paurosa o debole, di fronte a mio figlio quando aveva bisogno del contrario.E' solo un esempio. Non ti è mai capitato di dovere dissimulare per salvare una situazione senza avere necessariamente la sensazione di stare facendo una cosa sbagliata? Forse sono andata fuori tema, ma mi è venuta spontanea la domanda.
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Vecchio 01-07-2010, 21.59.08   #21
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Mi piacerebbe che approfondissi Uno.

Ultimamente mi ritrovo a recitare ruoli a cui non sono identificata, ma so che è quello che l'interlocutore si aspetta.
All'inizio mi veniva da ridere, lo facevo quasi per gioco, per liberarmi velocemente di qualcuno, ora mi rendo conto che posso recitare con chi non è molto consapevole ed è identificato con il proprio ego. Basta dare lo zuccherino e il gioco è fatto.
Mi viene da pensare alla gente che imbroglia individuando la parte dell'ego dell'altro che vuole essere nutrita.
Se uno E' e basta sta immobile, fermo e non fa nulla. Se uno E', è consapevole di Essere, ma vive pure deve agire ed interagire con gli altri.
Quindi se E', re-cita, cioè cita ancora, chiama.... le personalità migliori a seconda del momento e delle circostanze. Se non E', sono le circostanze che vestono quelle poche personalità che si sono impadronite di "quell'individuo".

C'è motivo e motivo di dare lo zuccherino, potrebbe essere per imbrogliare o per aiutare, l'altro o se stessi. Aiutare se stessi non è male, lo è se per fare questo si danneggiano gli altri, nel caso del tuo esempio tu con lo zuccherino soddisfi una loro esigenza e aiuti te stessa a liberarti per fare qualcosa che ti interessa di più. Non c'è nulla di male. Se invece sfrutti una loro debolezza per arricchirti mentre loro si impoveriscono (per esempio) allora è male.
Comunque bisogna stare attenti, è facile raccontarsi di non essere identificati in un ruolo (sto parlando in generale, non di te), ma se ne può avere la certezza solo se si è in grado di cambiare ruolo anche se viene difficile farlo.

Questo si osserva anche nella metafora della vita che è il teatro o il cinema. Ci sono attori che riscuotono successo con un determinato personaggio e non riescono più a staccarsene.
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Vecchio 02-07-2010, 01.37.06   #22
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Grazie Uno per la tua risposta, chiara e chiarificatrice.

Ci sono ruoli che cambio come gli abiti, ed altri che non mi riesce proprio di abbandonare, non so come me li ritrovo sempre addosso. Uno di questi è il ruolo di nutrice. E' incredibile quanto mi condiziona. Ci sono arrivata in campeggio, è un ruolo che ho adottato subito dopo il liceo, me lo ha passato mia sorella come si fa con il fuoco olimpico e non sono più riuscita a liberarmene.
Mi chiedo se è il mio compito in questa vita o devo andare oltre, o devo imparare a gestire come gli altri ruoli. Fatto sta che mi crea conflitto e non ne conosco la vera origine e non vedo per ora soluzione.
Per il momento credo di non poter fare altro che osservare.
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Vecchio 02-07-2010, 12.44.42   #23
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Sei molto determinato nello schierarti riguardo all'essere totalmente aderente a se stessi, ma per me è un pò più complessa la cosa, penso alle volte in cui per esempio ho scelto di non mostrarmi paurosa o debole, di fronte a mio figlio quando aveva bisogno del contrario.E' solo un esempio. Non ti è mai capitato di dovere dissimulare per salvare una situazione senza avere necessariamente la sensazione di stare facendo una cosa sbagliata? Forse sono andata fuori tema, ma mi è venuta spontanea la domanda.
per quanto mi riguarda mi mostro per quello che sono in quel momento senza stare a fare calcoli su come essere.
se già si arriva a fare calcoli... non si E' ma si recita distorcendo.
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Vecchio 02-07-2010, 12.48.25   #24
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Se uno E' e basta sta immobile, fermo e non fa nulla. Se uno E', è consapevole di Essere, ma vive pure deve agire ed interagire con gli altri.
Quindi se E', re-cita, cioè cita ancora, chiama.... le personalità migliori a seconda del momento e delle circostanze. Se non E', sono le circostanze che vestono quelle poche personalità che si sono impadronite di "quell'individuo".

C'è motivo e motivo di dare lo zuccherino, potrebbe essere per imbrogliare o per aiutare, l'altro o se stessi. Aiutare se stessi non è male, lo è se per fare questo si danneggiano gli altri, nel caso del tuo esempio tu con lo zuccherino soddisfi una loro esigenza e aiuti te stessa a liberarti per fare qualcosa che ti interessa di più. Non c'è nulla di male. Se invece sfrutti una loro debolezza per arricchirti mentre loro si impoveriscono (per esempio) allora è male.
Comunque bisogna stare attenti, è facile raccontarsi di non essere identificati in un ruolo (sto parlando in generale, non di te), ma se ne può avere la certezza solo se si è in grado di cambiare ruolo anche se viene difficile farlo.

Questo si osserva anche nella metafora della vita che è il teatro o il cinema. Ci sono attori che riscuotono successo con un determinato personaggio e non riescono più a staccarsene.

per fare quello occorre conoscerle tutte e non esserne usati.
sul discorso ruolo tu sai fare l'allievo e non il maestro tanto per dirne una attualmente?
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Vecchio 02-07-2010, 13.08.20   #25
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per quanto mi riguarda mi mostro per quello che sono in quel momento senza stare a fare calcoli su come essere.
se già si arriva a fare calcoli... non si E' ma si recita distorcendo.
Può darsi che si recita senza esserne consapevoli.
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