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Vecchio 19-04-2009, 19.51.04   #1
dafne
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Predefinito Litigare con dio

E' da qualche giorno che ci penso.
Non è che non credo, non è neanche solo che m'infastidiscono le regole, i riti...è un pò di mille piccole cose assieme ma in fondo in fondo è che moltissimo tempo fà dio mi ha tradito.

Eh lo so, la vedo sempre al contrario, dio non tradisce niente e nessuno ma io ho vissuto e vivo il "mio" dio come se nel momento del bisogno fosse diventato sordo.
Non c'è stato, quello che avevo imparato su di lui non si è realizzato. (cioè io ho mollato..)
Per quanto ci provi però non riesco a dire "dio non esiste" perchè se mi ci soffermo un pò questo dio padre conosciuto da bambina aveva trovato un posto caldo e luminoso nel mio cuore, finchè, forse, ho smesso di sentirlo..o forse il mio cuore s'è chiuso, non so.

Oggi so che questo "tu non ci sei" non è altro che il riflesso di un vuoto realmente vissuto, di un calore realmente mancato. La rabbia sorda che mi prende e che mi fà disprezzare chi e quanto sia dolcezza, comprensione, amorevole tenerezza. "Chi disprezza compra" dicevano i vecchi ed è proprio così. La famosa fiaba della volpe e l'uva fatta ieri con mio figlio.

Ieri volevo entrare in chiesa, sedermi, arrendermi e lasciare che dio potesse amarmi ancora e viceversa ma mi sono ritrovata rabbiosa e spaventata assieme...e questo poi capita con gli altri.

Vorrei essere abbracciata..scriverlo è più difficile di quanto pensavo.
Vorrei che questo abbraccio risolvesse le mille domande che mi porto appresso, vorrei che quest'abbraccio cancellasse il vuoto, il freddo la paura...la sensazione che ho di essere così enormemente stupida.

Rivoglio il mio dio rivoglio la meravigliosa e calda sensazione di essere al posto giusto nel momento giusto col senso giusto.Chissà se era così che si sentiva Eva quando l'han scacciata dal paradiso...

Stasera con i piedi ben piantati per terra sento che forse non capiterà mai, forse la realtà è proprio questa, forse la mia strada è davvero imparare a stare senza un padre amorevole, forse la scelta sbagliata dei miei rari compagni è una diretta conseguenza di questo bisogno di sentirmi protetta ma non volendo realmente esserlo perchè come ogni figlia che si sia sentita tradita adoro ancora mio padre ma non tollero l'idea di dovergli portare le mie scuse.

E mescolo, padre vero con Padre nostro e combatto una battaglia inutile perchè coinvolge me e le parti di me.

Ma non riesco a credere più, non riesco ad avvicinarmi a questo dio che mi ha deluso e che ho deluso cercando di dimenticarlo.

E mi scivola lontano l'abbraccio fisico e quello spirituale e mi sento così infelice e così arrabbiata...e cercare negli altri tutto questo è ancora preannunciata delusione.

Non so se esista una soluzione a questa guerra, nè se esistesse se riuscirei ad afferrarla. So solo che sentire oggi mi fà incredibilmente male e se persistere è un suicidio anche arrendersi potrebbe equivalere a morire.

Ce l'ho con dio, ce l'ho con me,. ce l'ho con ogni scintilla di vita che mi riporti a questo vuoto che risucchia tutta l'incredibile splendente gioia che invece riesco a percepire nei rari momenti in cui la figlia si addormenta e diventa solo una delle infinite creature del Signore.

Uff stasera mi sento come un idrofobo che deve attraversare a nuoto un lago per tornare a casa....
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Vecchio 19-04-2009, 20.09.27   #2
nikelise
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E' da qualche giorno che ci penso.
Non è che non credo, non è neanche solo che m'infastidiscono le regole, i riti...è un pò di mille piccole cose assieme ma in fondo in fondo è che moltissimo tempo fà dio mi ha tradito.

Eh lo so, la vedo sempre al contrario, dio non tradisce niente e nessuno ma io ho vissuto e vivo il "mio" dio come se nel momento del bisogno fosse diventato sordo.
Non c'è stato, quello che avevo imparato su di lui non si è realizzato. (cioè io ho mollato..)
Per quanto ci provi però non riesco a dire "dio non esiste" perchè se mi ci soffermo un pò questo dio padre conosciuto da bambina aveva trovato un posto caldo e luminoso nel mio cuore, finchè, forse, ho smesso di sentirlo..o forse il mio cuore s'è chiuso, non so.

Oggi so che questo "tu non ci sei" non è altro che il riflesso di un vuoto realmente vissuto, di un calore realmente mancato. La rabbia sorda che mi prende e che mi fà disprezzare chi e quanto sia dolcezza, comprensione, amorevole tenerezza. "Chi disprezza compra" dicevano i vecchi ed è proprio così. La famosa fiaba della volpe e l'uva fatta ieri con mio figlio.

Ieri volevo entrare in chiesa, sedermi, arrendermi e lasciare che dio potesse amarmi ancora e viceversa ma mi sono ritrovata rabbiosa e spaventata assieme...e questo poi capita con gli altri.

Vorrei essere abbracciata..scriverlo è più difficile di quanto pensavo.
Vorrei che questo abbraccio risolvesse le mille domande che mi porto appresso, vorrei che quest'abbraccio cancellasse il vuoto, il freddo la paura...la sensazione che ho di essere così enormemente stupida.

Rivoglio il mio dio rivoglio la meravigliosa e calda sensazione di essere al posto giusto nel momento giusto col senso giusto.Chissà se era così che si sentiva Eva quando l'han scacciata dal paradiso...

Stasera con i piedi ben piantati per terra sento che forse non capiterà mai, forse la realtà è proprio questa, forse la mia strada è davvero imparare a stare senza un padre amorevole, forse la scelta sbagliata dei miei rari compagni è una diretta conseguenza di questo bisogno di sentirmi protetta ma non volendo realmente esserlo perchè come ogni figlia che si sia sentita tradita adoro ancora mio padre ma non tollero l'idea di dovergli portare le mie scuse.

E mescolo, padre vero con Padre nostro e combatto una battaglia inutile perchè coinvolge me e le parti di me.

Ma non riesco a credere più, non riesco ad avvicinarmi a questo dio che mi ha deluso e che ho deluso cercando di dimenticarlo.

E mi scivola lontano l'abbraccio fisico e quello spirituale e mi sento così infelice e così arrabbiata...e cercare negli altri tutto questo è ancora preannunciata delusione.

Non so se esista una soluzione a questa guerra, nè se esistesse se riuscirei ad afferrarla. So solo che sentire oggi mi fà incredibilmente male e se persistere è un suicidio anche arrendersi potrebbe equivalere a morire.

Ce l'ho con dio, ce l'ho con me,. ce l'ho con ogni scintilla di vita che mi riporti a questo vuoto che risucchia tutta l'incredibile splendente gioia che invece riesco a percepire nei rari momenti in cui la figlia si addormenta e diventa solo una delle infinite creature del Signore.

Uff stasera mi sento come un idrofobo che deve attraversare a nuoto un lago per tornare a casa....
Non so se ti puo' consolare ma sembra da alcune sue lettere che anche Madre Teresa di Calcutta fosse giunta a dubitare dell'esistenza di Dio .
LA sofferenza e la sua giusta comprensione e' la chiave .
Vedi il 3d gia' impostato .
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Vecchio 19-04-2009, 20.30.06   #3
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Ce l'ho con dio
Anche Giacobbe (o era Giobbe?) lottò tutta la notte con l'angelo del Signore. E ne riportò anche dolorose ecchimosi........ma al Signore va bene anche questo atteggiamento. Anzi, qualche volta, lo incoraggia. Non ho ancora del tutto compreso perchè..........

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Ieri volevo entrare in chiesa, sedermi, arrendermi e lasciare che dio potesse amarmi ancora e viceversa ma mi sono ritrovata rabbiosa e spaventata assieme...e questo poi capita con gli altri.
Perchè non l'hai fatto? Ti viene un'idea illuminata e non le dai ascolto? Se ricapita fallo!


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Vorrei essere abbracciata..scriverlo è più difficile di quanto pensavo.
Ti abbraccio Dafne. Ti abbraccio con tutto il mio cuore.
Sono superficiale? Regalo abbracci con troppa facilità? Può darsi. Ma sono sincero. Hai poi deciso dove andare in vacanza?

Ah......se la mia fede cristiana, oltre che fede, è anche, per caso, verità........allora io (come te e come tutti)sono un figlio di Dio. E se sono un figlio di Dio ho, evidentemente, le caratteristiche di Dio. Insomma sono Dio. Quantomeno suo legittimo erede.

Non sottovalutare dunque il mio proviene da Dio!
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L'unico vero insuccesso nella lotta consiste nello smettere di combattere.
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Vecchio 19-04-2009, 21.20.20   #4
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Oggi so che questo "tu non ci sei" non è altro che il riflesso di un vuoto realmente vissuto, di un calore realmente mancato. La rabbia sorda che mi prende e che mi fà disprezzare chi e quanto sia dolcezza, comprensione, amorevole tenerezza. "Chi disprezza compra" dicevano i vecchi ed è proprio così. La famosa fiaba della volpe e l'uva fatta ieri con mio figlio.

Ieri volevo entrare in chiesa, sedermi, arrendermi e lasciare che dio potesse amarmi ancora e viceversa ma mi sono ritrovata rabbiosa e spaventata assieme...e questo poi capita con gli altri.

Vorrei essere abbracciata..scriverlo è più difficile di quanto pensavo.
Vorrei che questo abbraccio risolvesse le mille domande che mi porto appresso, vorrei che quest'abbraccio cancellasse il vuoto, il freddo la paura...la sensazione che ho di essere così enormemente stupida.

Rivoglio il mio dio rivoglio la meravigliosa e calda sensazione di essere al posto giusto nel momento giusto col senso giusto.Chissà se era così che si sentiva Eva quando l'han scacciata dal paradiso...

Stasera con i piedi ben piantati per terra sento che forse non capiterà mai, forse la realtà è proprio questa, forse la mia strada è davvero imparare a stare senza un padre amorevole, forse la scelta sbagliata dei miei rari compagni è una diretta conseguenza di questo bisogno di sentirmi protetta ma non volendo realmente esserlo perchè come ogni figlia che si sia sentita tradita adoro ancora mio padre ma non tollero l'idea di dovergli portare le mie scuse.

E mescolo, padre vero con Padre nostro e combatto una battaglia inutile perchè coinvolge me e le parti di me.
Mi ha molto colpito questo tuo post, mi ha commossa perchè è un grido d'aiuto, una richiesta d'amore dall'unica persona che vorresti avere vicina a te, tuo padre!
So che è una strada difficile sentirsi tradita da chi più amiamo, è dura, forse non dovrestri chiedere scusa, potresti mandare una lettera, magari simile a questo post, a tuo padre, chissà se potrebbe esserti d'aiuto?!
A volte consideriamo tanto difficile un percorso che, poi, se lo proviamo restiamo meravigliati per la sua semplicità!
Far pace con tuo padre sarebbe come far pace con te stessa e con Dio, misteriosa presenza dai tanti aspetti,
a secondo di come lo vediamo e vogliamo
Posso dirti che anche io, spesso, ho avuto dei litigi con mio padre, tanti scontri durissimi...eppure rimpiango sempre quelle discussioni feroci, quella sua filosofia che allora detestavo, quei suoi pensieri strani, non rimpiangere di non aver fatto dei tentativi per ritrovarlo, sei in tempo a recuperare, un abbraccio...da una sconosciuta che hai fatto piangere!
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Vecchio 19-04-2009, 22.28.12   #5
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Mi ha molto colpito questo tuo post, mi ha commossa perchè è un grido d'aiuto, una richiesta d'amore dall'unica persona che vorresti avere vicina a te, tuo padre!
So che è una strada difficile sentirsi tradita da chi più amiamo, è dura, forse non dovrestri chiedere scusa, potresti mandare una lettera, magari simile a questo post, a tuo padre, chissà se potrebbe esserti d'aiuto?!
A volte consideriamo tanto difficile un percorso che, poi, se lo proviamo restiamo meravigliati per la sua semplicità!
Far pace con tuo padre sarebbe come far pace con te stessa e con Dio, misteriosa presenza dai tanti aspetti,
a secondo di come lo vediamo e vogliamo
Posso dirti che anche io, spesso, ho avuto dei litigi con mio padre, tanti scontri durissimi...eppure rimpiango sempre quelle discussioni feroci, quella sua filosofia che allora detestavo, quei suoi pensieri strani, non rimpiangere di non aver fatto dei tentativi per ritrovarlo, sei in tempo a recuperare, un abbraccio...da una sconosciuta che hai fatto piangere!

Mah..a mio padre non devo chiedere scusa e me ne farei poco anche delle sue scuse direi.
E' una di quelle persona orse per nascita, poi i miei si sono separati e ha semplicemente seguito la via più faciel, e più tipica per periodo e cultura, cioè lasciare che ci smazzasse mia madre.

Eì "semplicemente" rimasto fuori dalla mia vita anche se comunque lo avrebbe fatto lo stesso, a livello di manifestazioni d'affetto, per il cararttere che ha.

Certo il vuoto che ho percepito non l'ho sicuramente rielaborato e forse finchè sono rimasta tra le pieghe della chiesa questo calore, in un certo senso, lo trovavo nella figura di un dio padre buono e amorevole.

Poi si sono separati e ci siamo trasferiti e anche il catechismo è diventato un ricordo.

E poi cresci e sono sempre più le volte che non trovi che esista un che di giustizia e, forse, Colui che dovrebbe operarla perde il suo smalto e nel silenzio cominci a chiamare qualcuno che non c'è.

Mio padre ha vissuto la sua vita come voleva e poteva, idem mia madre, non servirebbe a niente e a nessuno mettersi a scrivere..potessi scrivere a Dio invece forse gli chiederei di farmi capire che Lui davvero sa perdonare...anche se riuscirei ad incazzarmi al volo perchè perdonerebbe anche chi io non vorrei ricevesse alcun perdono.

E allora di nuovo entro in conflitto.

Forse hai ragione Cento, forse avrei dovuto sedermi, semplicemente sedermi e permettermi di rilassarmi e lasciare che capitasse quel che doveva capitare...forse niente..forse.
Chissà che cosa ho paura di perdere
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Vecchio 20-04-2009, 02.24.20   #6
Ray
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Anche Giacobbe (o era Giobbe?) lottò tutta la notte con l'angelo del Signore. E ne riportò anche dolorose ecchimosi........ma al Signore va bene anche questo atteggiamento. Anzi, qualche volta, lo incoraggia. Non ho ancora del tutto compreso perchè..........
Perchè quando lotti hai quasi la stessa intimità di quando ami. Non è forse l'amore anhe un po' una lotta?
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Vecchio 20-04-2009, 10.25.20   #7
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Perchè quando lotti hai quasi la stessa intimità di quando ami. Non è forse l'amore anhe un po' una lotta?
Molto giusto e anche poetico quanto affermi. Ti ringrazio perchè mi hai aiutato a comprendere meglio un passaggio non certo tra i più semplici.
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Vecchio 21-04-2009, 01.56.07   #8
dafne
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Mah..a mio padre non devo chiedere scusa e me ne farei poco anche delle sue scuse direi.
E' una di quelle persona orse per nascita, poi i miei si sono separati e ha semplicemente seguito la via più faciel, e più tipica per periodo e cultura, cioè lasciare che ci smazzasse mia madre.

Eì "semplicemente" rimasto fuori dalla mia vita anche se comunque lo avrebbe fatto lo stesso, a livello di manifestazioni d'affetto, per il cararttere che ha.

Certo il vuoto che ho percepito non l'ho sicuramente rielaborato e forse finchè sono rimasta tra le pieghe della chiesa questo calore, in un certo senso, lo trovavo nella figura di un dio padre buono e amorevole.

Poi si sono separati e ci siamo trasferiti e anche il catechismo è diventato un ricordo.

E poi cresci e sono sempre più le volte che non trovi che esista un che di giustizia e, forse, Colui che dovrebbe operarla perde il suo smalto e nel silenzio cominci a chiamare qualcuno che non c'è.

Mio padre ha vissuto la sua vita come voleva e poteva, idem mia madre, non servirebbe a niente e a nessuno mettersi a scrivere..potessi scrivere a Dio invece forse gli chiederei di farmi capire che Lui davvero sa perdonare...anche se riuscirei ad incazzarmi al volo perchè perdonerebbe anche chi io non vorrei ricevesse alcun perdono.

E allora di nuovo entro in conflitto.

Forse hai ragione Cento, forse avrei dovuto sedermi, semplicemente sedermi e permettermi di rilassarmi e lasciare che capitasse quel che doveva capitare...forse niente..forse.
Chissà che cosa ho paura di perdere


Filo... mi spiace, sono stata antipatica e brutale.
Non è facile accettare certe cose.
In ritardo ma grazie per le tue belle parole.
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Vecchio 21-04-2009, 20.44.24   #9
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E' da qualche giorno che ci penso.
Non è che non credo, non è neanche solo che m'infastidiscono le regole, i riti...è un pò di mille piccole cose assieme ma in fondo in fondo è che moltissimo tempo fà dio mi ha tradito.

Eh lo so, la vedo sempre al contrario, dio non tradisce niente e nessuno ma io ho vissuto e vivo il "mio" dio come se nel momento del bisogno fosse diventato sordo.
Non c'è stato, quello che avevo imparato su di lui non si è realizzato. (cioè io ho mollato..)
Non è facile risponderti senza cadere in luoghi comuni, ma ci provo....
La sensazione che Dio ci molli nel momento del bisogno e che in questo modo ci tradisca sottintende il pensare che la nostra volontà debba venir esaudita, in caso contrario ci si sente traditi....
Se ci immaginiamo Dio come un padre, e in effetti lo è, (ma anche qui ci sarebbe da specificare un po' meglio...) ci aspettiamo il suo affetto e il suo interessamanto e invece ci sembra così lontano e distante che è come se non ci fosse... se poi si è fatta una esperienza negativa con il proprio padre naturale il gioco è fatto...
Ma Dio è padre nostro per adozione e questo vale per tutti i battezzati, questo comporta di accettare la sua Volontà che tante volte purtroppo non coincide con la nostra... di qui il senso di abbandono, del resto anche Gesù sulla croce ha provato questo immenso senso di abbandono.... quando ci troviamo soli e urliamo al cielo "dove sei ???"
In quel momento ci sentiamo veramente soli con la nostra piccola volontà, ma non siamo abbandonati perchè la notte e il buio non durano per sempre, a meno che non siamo noi che lo respingiamo per autoaffermarci, cioè mettiamo il nostro io al posto di Dio come se dovesse adeguarsi alla nostra volontà per esistere....

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Per quanto ci provi però non riesco a dire "dio non esiste" perchè se mi ci soffermo un pò questo dio padre conosciuto da bambina aveva trovato un posto caldo e luminoso nel mio cuore, finchè, forse, ho smesso di sentirlo..o forse il mio cuore s'è chiuso, non so.
Forse tutte e due le cose.... se hai un semino nel tuo cuore ma non lo coltivi e lo annaffi tutti i giorni la piantina non può crescere, ma il semino rimane, segno ne è che ne senti la nostalgia e la mancanza.

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Oggi so che questo "tu non ci sei" non è altro che il riflesso di un vuoto realmente vissuto, di un calore realmente mancato. La rabbia sorda che mi prende e che mi fà disprezzare chi e quanto sia dolcezza, comprensione, amorevole tenerezza. "Chi disprezza compra" dicevano i vecchi ed è proprio così. La famosa fiaba della volpe e l'uva fatta ieri con mio figlio.
Il disprezzare chi ispira dolcezza e comprensione lo vedo come un pensare: "visto che non ho mai provato questa dolcezza e comprensione sei falso e per questo ti disprezzo...." perchè se è una cosa che si sente di non possedere si rigetta e si afferma di starne benissimo senza ma se veramente si potrebbe vivere senza questa dolcezza non si proverebbe rabbia ma piuttosto indifferenza.


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Ieri volevo entrare in chiesa, sedermi, arrendermi e lasciare che dio potesse amarmi ancora e viceversa ma mi sono ritrovata rabbiosa e spaventata assieme...e questo poi capita con gli altri.
Questa è paura di lasciarsi andare, paura di fidarsi, paura di soffrire ancora, di sentirsi indifesi, di mollare false sicurezze che ci siamo costruiti, è sempre l'io che ha paura di perdere qualcosa...

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Vorrei essere abbracciata..scriverlo è più difficile di quanto pensavo.
Vorrei che questo abbraccio risolvesse le mille domande che mi porto appresso, vorrei che quest'abbraccio cancellasse il vuoto, il freddo la paura...la sensazione che ho di essere così enormemente stupida.
Non so se conosci questa poesia ma forse ti può far riflettere:

"Orme sulla sabbia.
Camminavo sulla spiaggia a fianco del Signore.
I nostri passi si imprimevano nella sabbia, lasciando una doppia serie di impronte, le mie e quelle del Signore.
Ciascuno di quei passi rappresentava un giorno della mia vita.
Allora mi fermai e mi voltai per guardare tutte quelle tracce che si perdevano lontano.
E notai che a tratti, invece delle due serie
di impronte, ce n’era soltanto una.
Rividi così tutto il cammino della mia vita.
Ma, sorpresa! I passaggi con una sola serie di impronte, corrispondevano ai giorni più tristi
della mia vita.
Giorni di angoscia e di impazienza, giorni di egoismo e di cattivo umore, giorni di prove e di dubbi, giorni incomprensibili, giorni di sofferenza.
Allora mi rivolsi al Signore con tono di rimprovero.
“Tu ci hai promesso di restare con noi tutti i giorni.
Perché non hai mantenuto la tua promessa?
Perché mi hai lasciato solo nei momenti peggiori
della mia vita, nei giorni in cui avevo più bisogno
della tua presenza?”
Il Signore sorrise.
“Figlio mio, piccolo mio, non ho cessato di amarti
un solo momento.
Le sole orme che vedi nei giorni più duri della tua vita sono le mie …
in quei giorni ...
ti portavo in braccio.”

In effetti Dio non è lontano da noi specie nei momenti più bui ma siamo troppo presi da noi e dai nostri problemi per sentirlo....

Un abbraccio

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Vecchio 21-04-2009, 23.15.24   #10
luke
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Per quel che può servire posso riportarti la mia esperienza, a tratti simile alla tua.

Quando ero bambino sono ovviamente andato a catechismo, dove mi raccontavano di quanto Dio fosse buono, di come ci amasse infinitamente,di come vegliasse sempre su di noi, insieme ai vari Santi, agli angeli, all'angelo custode, alle anime dei nostri cari deceduti ecc.

E' ovvio che un bambino si convinca di essere sempre protetto ed aiutato da queste entità superiori in ogni momento della sua vita. Crescendo cominci a ricevere le prime sberle dalla vita, dalla scuola , dagli amici o dal prepotente di turno.
Il tutto accade senza che si riveli mai la presenza o l'aiuto di queste presunte guardie del corpo, quindi dopo un pò capita di sentirsi quasi tradito ed abbandonato e di ritrovarsi " a fare a pugni con Dio", citando un pezzo di una canzone, e di sentire avversione e quasi rifiuto per il Signore, la chiesa e tutto ciò che riguarda il sacro.

Anche io ho avuto questa fase, che ho abbandonato da pochi anni grazie sia all'interesse pian piano sviluppato per le letture spirituali esoteriche, le quali mi hanno aiutato a vedere le cose in modo diverso ed a non considerare più Dio come un qualcosa che deve correre in mio aiuto ogni volta che ne ho bisogno, sia grazie alla voglia di confrontarmi con qualcosa di superiore che sotto sotto mi era comunque rimasto.
Ora sto cercando di vivere al meglio questo percorso; so che migliorando potrò al limite arrivare a scorgere i segni di una Volontà superiore e perfetta (anche nei momenti e nelle situazioni più buie), però per adesso non posso certo dire di sentire una presenza divina nel mio quotidiano.

Certamente,credo sia meglio attraversare momenti di rabbia e crisi, come sta succedendo a te adesso, che vivere per tutta la vita una fede o religione sterile, fatta solo di riti e gesti formali, fatti solo perchè così ci hanno insegnato e così continuiamo.
Io non vado più a messa da anni, ma non credo di stare molto peggio di chi ci va solo perchè deve, magari stando lì sbadigliando, guardando sempre l'orologio , sperando, magari che il prete faccia una predica non particolarmente lunga così si può tornare presto a casa, e tanti saluti fino a domenica prossima .
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Vecchio 02-10-2009, 21.40.30   #11
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Come spesso accade si pianta un seme e poi ce se ne dimentica...ma il seme germoglia comunque lavorando e crescendo sottoterra finchè non è pronto ad uscire.

Per diversi mesi mi sono interrogata sul far fare o meno ai bimbi il percorso di fede cristiana. Già in ritardo col grande per la Comunione stavo per fare il bis col piccolo.

Ma un generico motivo come "si fà così" o anche "per loro è meglio così" mi convinceva poco.

Non potevo condurre sulla strada della fede in maniera scettica. Non potevo confonderli anche su questo...

Rimaneva il senso di rabbia, di frustrazione, finchè un giorno ho cominciato ad evvertire i condizionamenti esterni (la fede è roba da esaltati o sfigati) e il mio incredibile senso di inadeguatezza.
Avevo sbagliato, ero "fuori dai ranghi", non accettabile ecc ecc

E poi il germoglio ha vinto, il desiderio di ritrovare il senso di pace è stato più forte della vergogna (sisi vergogna) e il desiderio di rimettermi a posto mi hanno spinto a decidere, in modo sicuro e deciso, che volevo farlo.

Provare a capire quanto di quanto penso proviene da e quanto invece è ciò che sento.

La Provvidenza pare aver gradito e ha messo sulla mia strada un parroco molto pacato, sereno e delicato.
Stamattina sono andata da lui per concordare un modo per far recuperare i bambini e mi sono ritrovata a parlare con un uomo che voleva ascoltare e che mi ha accolto senza alcuina pretesa.

Quando ha avvertito il mio bisogno di trovare quello che avevo perso (sono sicura che l'ha percepito) e il mio velatissimo disagio per essere nel peccato (nel senso più largo del termine, ossia nell'errore di essermi persa..) mi ha indicato delle possibili vie per riavvicinarmi a Dio senza alcuna pressione e senza alcuna pretesa.

Poi mi ha detto "andiamo a pregare" e lì è scattata la presuntuosa figh..ehm..ragazzetta che trova ridicole le preghiere..ridicolo il tono del prete...ridicolo parlare con l'aria..e la presuntuosa signorina arrivata davanti all'altare voleva allontanarsi di corsa. Bloccandola ho visto quanto fosse invece grande il bisogno di essere perdonata e l'idea di non meritarselo.

Leggendo un brano dei vespri con a fianco un parroco che si prestava anche a spiegare i passaggi la bimbetta che sono si è senta rassicurata e ha smesso di sentirsi ridicola.
Accogliere qualcuno e qualcosa significa anche farsi accogliere..spaventevole se non ti senti a posto.

Ora, ho scritto di getto per fissare questo giorno, parole come peccato colpa e inadeguatezza mi servivano per passare le sensazioni forti,forse sono inadeguate ma sono uscita dalla chiesa con una lacrima che non era per il peccato che tormenta nè per un senso di redenzione luminosa improvvisa
Sono uscita da quella chiesa come sono entrata ma con la sensazione di aver finalmente iniziato ad accettare una parte o un qualcosa di me che fin'ora avevo sempre soffocato. E questo mi piace moltissimo.
Perchè è per me, perchè sono io, perchè questo è il mio momento per capire e sentire fino a che punto sono in cerca di Dio.

Perchè mi manca
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Vecchio 02-10-2009, 21.58.44   #12
Era
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Sono uscita da quella chiesa come sono entrata ma con la sensazione di aver finalmente iniziato ad accettare una parte o un qualcosa di me che fin'ora avevo sempre soffocato. E questo mi piace moltissimo.
Perchè è per me, perchè sono io, perchè questo è il mio momento per capire e sentire fino a che punto sono in cerca di Dio.

Perchè mi manca
Ci sei arrivata a spintoni e gomitate lottando contro o a favore di te stessa...hai vinto questa battaglia brava..e una vittoria..anche se piccola incoraggia ad andare avanti...

(pssst non credo sia una piccola vittoria)

__________________
Dio mi conceda
la serenità di accettare
le cose che non posso cambiare
il coraggio di cambiare
quelle che posso cambiare
e la saggezza
di distinguere tra le une e le altre
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Vecchio 07-10-2009, 12.51.52   #13
dafne
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Ci sei arrivata a spintoni e gomitate lottando contro o a favore di te stessa...hai vinto questa battaglia brava..e una vittoria..anche se piccola incoraggia ad andare avanti...

(pssst non credo sia una piccola vittoria)


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Vecchio 07-10-2009, 13.46.21   #14
stefano
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complimenti
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Vecchio 09-10-2009, 21.03.50   #15
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Vi racconto una cosa perchè è talmente tenera da risultare simpatica

Sono stata accolta da un Don in gamba, l'ho scritto più su, che tra le varie cose mi ha anche regalato un libro "l'arte di trarre profitto dai nostri peccati" di J.Tissot che ha dei passi molto interessanti (che mi piacerebbe condividere con voi appena li ho assimilati meglio)

Bon, stà di fatto che da qualche giorno mi capita sempre più spesso di sentirmi attirata verso la chiesa, anche al di fuori degli orari di messa.
Superata la fase allarme per il rischio "adesso divento tutta chiesa casa chiesa" e quella di un inizio di dipendenza dal Don in questione mi sono rilassata e ho assecondato questo desiderio continuando ad osservarmi e ho scoperto che..mi son presa una cotta ...

Penso spesso di entrare in chiesa, almeno una volta al giorno ci passo per leggere o le lodi o i vespri (scoprendoli...) mi scopro a fare una strada piuttosto che un'altra per passarci davanti e sobbalzo ogni volta che mi sembra entri qualcuno perchè ho in sottofondo il timore che il tutto subisca una battuta d'arresto o che mi si dica qualcosa che mi faccia ripiombare nello stato di peccato/non ti accetto...

Razionalmente so che è la fase iniziale della scoperta, dell'avvicinamento, della novità..eppure non posso fare a meno di sentirmi come se una persona che mi piace mi avesse rivolto un sorriso mi sento incredibilmente e idiotamente felice..ahahahaha apposto siamo
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Vecchio 10-10-2009, 22.34.53   #16
Kael
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Come si dice, l'amore non è bello se non è...

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Vecchio 11-10-2009, 00.14.29   #17
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Vecchio 04-01-2010, 20.30.54   #18
dafne
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Sono giorni che giro attorno a questa discussione perchè vorrei scrivere qualcosa ma non riesco a cogliere le parole.
Ultimamente ho camminato per le strade di Ermo in modo piuttosto silenzioso, pensavo che fosse un normale e rigenerante momento di pausa (proprio qui ho imparato ad apprezzare il silenzio) ma man mano che passavano i giorni mi sono accorta che mi stavo nascondendo un pò e che per la primissima volta mi stava capitando una cosa importante e non ero qui a condividerla.

Lo devo ammettere la cosa mi ha fatto stare male, non tanto perchè "bisogna condividere tutto", ma perchè il fatto che consideri molti di voi come la mia famiglia mi spinge in modo naturale in quella direzione.(a condividere)

Ho cercato di capire che cosa fosse ed è stato deludente ritrovare il solito senso di inadeguatezza, il solito bisogno di rientrare nei gusti e nelle preferenze...il solito vizio di appioppare agli altri le mie personali seg....ehm ...sensazioni ed elucubrazioni.

Il fatto è che ho fatto pace con Dio e per dirla tutta stò intessendo un legame di profondissima e intensa amicizia.

La cosa pare aver scosso a tal punto la mia parte razionale (è la parte razionale che smania per il controllo su tutto, si?) e il mio lato cinico che ha generato il pensiero "sono tutti molto pragmatici e razionali e poco inclini al considerare l'esistenza di Dio, li perderai"

Sono sinceramente mortificata per avervi sottovalutato così tanto e soprattutto per aver avuto paura di essere giudicata, cosa che mai qui mi è capitata prima.

Credo che il senso di condanna sia profondamente radicato in me, vedi il post iniziale, vedi quel concetto di "fedele = sfigato" e vedi tutta una paura enorme che stà spingendo per non farmi aprire al cambiamento.

Perchè Dio lo stò vivendo come un profondissimo cambiamento, un'apertura direi verso un mondo che ho sempre avuto e che ho sempre ignorato.

Ho patteggiato con la mia parte cinica stabilendo che prima di parlare e conoscere Cristo, o ancor più sù Dio, quest'apertura è verso il conoscere quella scintilla divina che è in me, quel presunto spirito che con la Ricerca cerchiamo di acciuffare (o lui ad acciuffare noi..), lascio che la commozione salga e sciolga ogni volta che capita e che questo meraviglioso senso di comprensione e di amore che mi stà calando addosso mi guarisca dalle mie paturnie.

Divento smielosissima lo sò ma mi stò ripetendo "ecchissenefrega", comunque ragione e cinismo non sono scomparsi e mi permettono di mantenere un certo, seppur ancora instabile, equilibrio nuovo.

Ho provato la sensazione di essere amata così come sono, di essere accettata e consolata e compresa e la straordinaria sensazione che tutto questo può non finire, nè fluttuare a seconda dei fatti della vita.

Quando mi ero accorta di voler bene a quell'uomo anche se ci stavo litigando a fuoco avevo percepito che il Bene viaggia in maniera autonoma rispetto alle opinioni, ai giudizi. Allora avevo sperimentato il voler bene a... adesso sono io che sperimento al contrario, il riceverlo... è straordinario.

Certo è un percepire che fluttua attraverso tutte le mille pippe che mi faccio e che qualche volta ho avuto il sospetto che fosse un buon modo per raccontarmi che avevo risolto il problema dell'inadeguatezza..ma è indipendente dal mio umore...c'è e credo che sia ora che io cominci a rispettarmi un pochetto di più e mi conceda di essere quello che sono. E oltre a questo credo di dovere la fiducia agli altri di poter comprendere un cambiamento.

C'è stato un giorno, in particolare, che ho guardato un crocefisso e ho realizzato che era proprio così, che era in croce e che ce lo avevo messo io in ogni giorno della mia vita.
E' stato terribile e questo mi ha spinto a valutare tutto in un ottica diversa. La fede, la religione, mi stanno aprendo ad una comprensione che non sò ancora definire bene, ma a cui non sò rinunciare.

Non voglio essere come quei fumatori che una volta diventati ex fumatori diventano stressanti e fastidiosi persino per chi non fuma ma ho fatto pace con Dio e credo che piano piano anche il mio modo di portare esempi o comuinicare ne sarà influenzato, spero non troppo, di sicuro comunque non mi nasconderò dietro a qualche casa o dietro qualche lampione di questa città per una sciocca paura.
Almeno voglio provarci

Scusate ancora e lo sfogo e i tentennamenti,sono in caccia di un nuovo equilibrio, fino al prossimo cambiamento e mi sento a casa qui tra voi.
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Vecchio 05-01-2010, 22.05.05   #19
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Anche se non dico nulla ti leggo con interesse.
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Vecchio 06-01-2010, 13.38.05   #20
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Anch'io ti leggo con molto interesse.
Il sentirsi amati e accettati per come siamo, (infatti Gesù ci ha chiamati amici) è un amore gratuito che si può accettare o rifiutare, se parliamo di inadeguatezza o di razionalizzare tutto o di seguire le preferenze altrui è difficile trovare qualcuno che ammetta di essere attratto da questo amore, ma sentirlo dentro di noi e fare pace con lui vuol dire fare pace anche con se stessi, è un compagno di viaggio che ci sarà sempre soprattutto quando ci sentiamo deboli e sfiduciati, e quello che è più bello e che rispetta la nostra libertà...

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Vecchio 06-01-2010, 15.15.01   #21
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Il problema è quando questo bisogno di essere amati e accettati per quello siamo ci aspettiamo siano gli altri a soddisfarlo...
Ti leggo anche io Dafne, con tanto interesse, anche perchè un pò mi riconosco in te, che hai sentito la mancanza di tuo padre e che hai perduto il Padre.
Sono condizionata tuttora da un disperato bisogno di essere amata da un uomo, e questo mi ha fatto fare cose che, viste da chi non conosce me e la mia storia, possono sembrare senza senso. E per molto tempo mi sono data della stupida e debole da sola.
Dio l'ho cercato sino alla Cresima, ricevuta con convinzione. Poi ho iniziato ad allontanarmi e alla fine ho negato tutto, vivendo in un triste ateismo e materialismo per molti anni.
Tra ateismo e meditazione, tra periodi in cui mi sono riempita la testa di concetti e teorie e mi sono sentita una prescelta e periodi di successiva saturazione, in cui vedevo che mi stavo ingannando e "resettavo", posso dirti Dafne che non so... non so davvero che fare.
Però una cosa certa e bella è che, quando vado in riva al mare, mi sento accolta e amata. E voglio credere che, in quei momenti, posso sentire... l'amore di Dio?

Ultima modifica di Falketta : 06-01-2010 alle ore 15.36.52.
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Vecchio 06-01-2010, 15.36.57   #22
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Il fatto è che ho fatto pace con Dio e per dirla tutta stò intessendo un legame di profondissima e intensa amicizia.
.......
e il mio lato cinico che ha generato il pensiero "sono tutti molto pragmatici e razionali e poco inclini al considerare l'esistenza di Dio, li perderai"
Già le proiezioni se non le individui sono terribili.
E' un momento molto bello quello che stai vivendo non vale la pena di perderlo per niente al mondo. Quella è pace benefica che entra in te e purifica. E' un momento molto bello e per quanto mi riguarda se scriverai ne leggerò ancora con interesse.

Psssthhhh: Dio in ogni caso è dentro anche a chi non ci crede ahahahah
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Vecchio 06-01-2010, 15.46.20   #23
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Però una cosa certa e bella è che, quando vado in riva al mare, mi sento accolta e amata. E voglio credere che, in quei momenti, posso sentire... l'amore di Dio?
Questa è un immagine che amo molto, perchè non dovresti sentirti accolta e amata da Dio in riva al mare? Il mare io lo vivo come la parte femminile di Dio da dove tutto proviene.
Ogni volta che proviamo quelle sensazioni (mi hai fatto venire in mente il 3d sulla Bellezza) noi incontriamo Dio. Che sia una proiezione che sia invece esterna sta di fatto che in quel momento entriamo in unione con Lui.
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Vecchio 06-01-2010, 19.54.29   #24
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non so davvero che fare.
Però una cosa certa e bella è che, quando vado in riva al mare, mi sento accolta e amata. E voglio credere che, in quei momenti, posso sentire... l'amore di Dio?
Potrei riempire il post di frasette carine e smielose o usare paroloni altisonanti su Amore Comprensione Gioia...la verità è che sarebbero inutili.

l
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Vecchio 06-01-2010, 20.17.24   #25
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Ermo era così d'accordo con me che ha registrato il messaggio senza farmi finire...

(sono la solita impedita in pratica )

Comunque credo che sia una questione di momenti, una serie in successione di istanti che ti portano a quel momento di silenzio vero che ti permette di sentire cosa dici. Cosa senti

Io vivo sul lago, anche a me certi cieli azzurri, certi panorami davano un senso di benessere sconfinato, la percezione di un qualcosa di più grande, di più alto.

Ma non viviamo sempre immersi nel bello, paradossalmente è nel dolore e nella fatica che ho ritrovato il "mio" Dio, infatti moltissimo mi commuove e mi muove il Gesù in croce mentre per altre raffigurazioni, persino per la Madonna per assurdo, provo meno fervore.

Credo che ci stia dentro il discorso sugli archetipi.

Comunque sia voglio raccontarti una cosa, nel periodo in cui andavo in chiesa tutte le mattine presto a leggermi i salmi (senza dirlo al Don, ho sempre cercato di fare le cose per me e non per farmi gratificare..è un lavoraccio ma poi rende) poi mi concedevo una ventina di minuti per pensare. Non sapevo come pregare e quindi cercavo di sentire, i miei pensieri, la mia "vocina"..e per un certo tempo m'è venuto questo da fare.
Giocavo a dialogare con Dio ( gli omini bianchi mi cercano) e mi chiedeva "che cosa vuoi da te?" e io.."niente" "che cosa vuoi dagli altri?" e io.."niente" "che cosa vuoi da me?" e io.."niente".

Ora, per quanto assurdissimo stò gioco ti assicuro che per arrivare a quel "niente" sentito davvero ci sono voluti dei giorni e poi comunque facendolo e rifacendolo passavano magari anche una decina di minuti..anche più e a volte manco mi riusciva...
Ma io sapevo (non chiedermi come, gli omini sono già sulle mie tracce ) che finchè non avessi raggiunto quel "niente" non sarei stata in quello stato di preghiera che mi conduceva direttamente al senso di pace.

Pensaci, forse il mare e la sua bellezza ti appagano a tal punto che anche tu in quel momento non hai bisogno di niente.

Dio ti porta direttamente all'essenziale, e quando ci arrivi realizzi in modo immediato di quante poche cose abbiamo davvero bisogno.

Peccato che poi siamo così deboli di memoria

grazie per i vostri pensieri ragazze, grazie capo, sò che ci ascolti sempre tutti anche quando non scrivi.

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