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Vecchio 01-11-2006, 00.19.03   #1
Ray
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Predefinito I figli degli dei

Gli uomini frattanto si erano moltiplicati sulla faccia della Terra ed erano nate loro delle figlie. I figli di Dio, vedendo che le figlie degli uomini erano belle, si presero per mogli quelle che fra tutte piacquero loro di più. Allora il Signore disse: "Il mio Spirito non rimarrà per sempre nell'uomo, perchè è carne: i suoi giorni sono già contati: 120 anni". In quel tempo vi erano i giganti sulla terra e ve ne furono anche dopo che i figli di Dio si erano uniti alle figlie degli uomini, e da queste nacquero loro dei figli. Sono essi quesgli eroi famosi fin dai tempi antichi.
(Genesi VI, 1-4)

Segue il diluvio...

Nella tradizione greca troviamo qualcosa che definire simile è pretendere di usare un lieve eufemismo.
La parola greca Heros (plurale Heroi), da quel che siamo in grado di ricostruire, subisce un'evoluzione decisamente particolare in un arco di tempo relativamente breve.
In Omero indica poco più di una classe sociale, anche se si deve ricordare che al tempo la classe sociale dipendeva da un diritto di nascita... genetico. Tuttavia - ed è quello su cui volevo porre l'accento - il termine viene usato per indicare una tipologia umana abbastanza abituale, nota, realmente presente. L'eroe si distingueva dall'uomo comune per nobiltà, libertà, capacità e scienza, mentre l'uomo comune (il figlio dell'uomo) era indicato con termini quali schiavo o servo.
Si e no due secoli dopo, in Esiodo, lo stesso termine indica una razza di semi-dei dai contorni mitici e sfumati. Guerrieri valorosi e dai poteri sovrumani che, dopo aver combattuto a Tebe, scomparirono dal mondo in direzione dell'Isola dei Beati.
Lo stesso Omero comunque ci veicola come, col passare di poche generazioni, le qualità degli "eroi" diminuirono in maniera palese. Nestore, rivolgandosi ai guerrieri giunti a Troia (gente coma Achille e Agamennone) fa notare come essi non potrebbero reggere il confronto coi suoi compagni di gioventù e come quei compagno non sarebbero affrontabili in combattimento dagli odierni eroi.

In ogni caso, nella mitologia greca in genere, gli eroi sono una particolare tipologia di semi-dei.
Il semidio era figlio di un dio e di una donna mortale. L'incrocio opposto dava sovente origine a qualche mostro. Il semidio però, pur scorrendogli nelle vene sangue divino, che gli conferiva spesso una serie di capacità fuori dal comune, era anch'egli mortale. L'immortalità non gli era tuttavia negata a priori, ma poteva conquistarsela... di solito tramite grazia divina ottenuta a seguito di grandi imprese.
Più o meno tutti gli eroi compirono grandi imprese ma, fra queste, una in particolare distingueva gli eroi veramente tosti... essere discesi agli inferi ed esserne usciti vivi e col ricordo del viaggio.

mi fermo per ora... ci sono molte direzioni che si possono prendere...
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Vecchio 01-11-2006, 04.37.20   #2
Enoch
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Bisognerebbe identificare con precisione chi sono i "Figli di Dio" ed i "Giganti"

Dall'intendimento della Bibbia che ho io comprendo che i figli di dio sono angeli che non hanno mantenuto la loro posizione (demoni) e hanno voluto unirsi sessualmente con il genere umano.

I Giganti o Nefilim sono i figli che nacquero da quella unione.

Ecco perchè la mitologia parla di semidei, cioè uomini nati dall'unione di creature angeliche (materializzate?) con donne del genere umano.

A questo punto mi chiedo come un angelo possa concepire un uomo non essendo i due della stessa specie e mi vengono in mente le storie medievali di possessione demoniche in cui venivano usati i termini "succube" ed "incubo" ovvero in cui i demoni avevano rapporti con uomini per prelevarne lo sperma e conservarlo per poi fecondare donne umane successivamente... chissà se i "figli di Dio" al tempo del diluvio usavano la stessa tecnica.

Probabilmente i nefilim erano delle creature ibride, cioè non in grado di riprodursi poichè sterili.
Il che comunque sarebbe stato difficile viste le loro dimensioni (se non ricordo male erano alti +di 4 mt) anche solo per incompatibilità anatomica con le donne.
La loro estinzione comunque è a causa del diluvio.

Sulla loro esistenza passata non ho dubbi, l'archeologia ha trovato molto spesso testimonianze in questo senso.

Ho dubbi sul fatto che potessero divenire immortali, in quanto erano alla fine di carne ed ossa (ed anche per il fatto che Dio mandò il diluvio proprio per porre fine alla violenza generata sulla terra da questi "eroi") ed avrebbero dovuto prima o poi morire.
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Vecchio 01-11-2006, 13.09.19   #3
griselda
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Originalmente inviato da Ray
L'eroe si distingueva dall'uomo comune per nobiltà, libertà, capacità e scienza, mentre l'uomo comune (il figlio dell'uomo) era indicato con termini quali schiavo o servo.
Schiavo o servo di chi?
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Vecchio 01-11-2006, 16.11.41   #4
jezebelius
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Originalmente inviato da griselda
Schiavo o servo di chi?
La butto li...Probabilmente schiavo o servo di chi Sapeva e Conosceva e per contro, al tempo stesso, di se stesso.

La prima cosa che mi viene in mente è che Omero, come tanti altri autori dell'antichità, doveva essere a conoscenza di particolari dinamiche che da tempo immemorabile interessavano il genere umano. Non a caso è stato fra i tanti che hanno riportato sotto forma di allegoria le vicissitudini a cui ad una particolare Battaglia, in un certo senso si è tutti sottoposti.
Non posso dare con precisione ad Enoch, poichè non ho dati a disposizione, ragguagli su ciò che riporta però mi sento di dire che oltre ( dentro ) la Storia novellata potrebbe esserci altro.
Da ciò che ha posto Ray sembrerebbe capire che tali " Eroi " tramandino all'interno della Classe Sociale della quale fanno parte, alcune particolari Proprietà che col passare del tempo e delle generazioni che vengono a formarsi in maniera " ibrida " perdono di intensità, poichè offuscate all'interno dell'uomo.
Omero Sapeva bene come tramandare la Tradizione o quanto meno sapeva portare alla conoscenza dei posteri, in maniera allegorica, le battaglie che i " nuovi Eroi " avrebbero dovuto affrontare.
Ad ogni modo è altrettanto palese che la Tradizione, anche in questo caso, sia il filo rosso che mantiene tradizioni differenti tra loro.
Il percorso verso l'Immortalità è un percorso arduo che racchiude non poche difficoltà, anche per gli Eroi ma essendo questi " predisposti " hanno una possibilità di riuscita nella Impresa che hanno valorosamente Intenzione di affrontare.
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“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 01-11-2006, 16.38.46   #5
griselda
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Originalmente inviato da Ray
La parola greca Heros (plurale Heroi)
Mi ha non poco incuriosito l'assonanza tra la parola greca Heros e la nostra eros hanno qualche attinenza le due parole?

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Più o meno tutti gli eroi compirono grandi imprese ma, fra queste, una in particolare distingueva gli eroi veramente tosti... essere discesi agli inferi ed esserne usciti vivi e col ricordo del viaggio.
Invece questa mi riporta al V.I.T.R.I.O.L. Alchemico.
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Vecchio 02-11-2006, 14.57.17   #6
Ray
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Originalmente inviato da griselda
Mi ha non poco incuriosito l'assonanza tra la parola greca Heros e la nostra eros hanno qualche attinenza le due parole?
Eros e Heros, in greco, sono due parole diverse. Purtroppo non ci sono i caratteri greci e tocca usare quelli latini, cmq... eros e heros iniziano con due lettere diverse, due "e" diverse. Si dice l'una aperta e l'altra chiusa anche se non è proprio prorpio preciso. anche la trascrizione di una con "e" e l'altra con "he" è un'approssimazione che, per altro, non è sempre valida. Le altre tre lettere invece sono le stesse.

Cmq, giustamente è stato chiesto delle attinenze e non delle differenze ed, in effetti, sono molto più interessanti le prima delle seconde... soprattutto se consideriamo che, per i greci ma non solo, un eroe deve avere molto eros...
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Vecchio 21-11-2006, 13.55.30   #7
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Originalmente inviato da Ray Visualizza messaggio
In Omero indica poco più di una classe sociale, anche se si deve ricordare che al tempo la classe sociale dipendeva da un diritto di nascita... genetico. Tuttavia - ed è quello su cui volevo porre l'accento - il termine viene usato per indicare una tipologia umana abbastanza abituale, nota, realmente presente. L'eroe si distingueva dall'uomo comune per nobiltà, libertà, capacità e scienza, mentre l'uomo comune (il figlio dell'uomo) era indicato con termini quali schiavo o servo.
Si e no due secoli dopo, in Esiodo, lo stesso termine indica una razza di semi-dei dai contorni mitici e sfumati. Guerrieri valorosi e dai poteri sovrumani che, dopo aver combattuto a Tebe, scomparirono dal mondo in direzione dell'Isola dei Beati.
Lo stesso Omero comunque ci veicola come, col passare di poche generazioni, le qualità degli "eroi" diminuirono in maniera palese. Nestore, rivolgandosi ai guerrieri giunti a Troia (gente coma Achille e Agamennone) fa notare come essi non potrebbero reggere il confronto coi suoi compagni di gioventù e come quei compagno non sarebbero affrontabili in combattimento dagli odierni eroi.

.....................................

mi fermo per ora... ci sono molte direzioni che si possono prendere...

Ne prendo una.. e la sparo come mi viene.

Così esposto sembrerebbe che dall'inizio dell'Umanità ci sia stata una dispersione della Tradizione e dei suoi Eroi, ma per poter essere dispersa (lontana dal punto massimo) e corrotta era necessario che fosse anche al suo massimo potenziale in un determinato punto.
Nel tempo e nelle generazioni gli Eroi si sono contaminati e la loro successione con loro, pur però mantenendo sempre una memoria genetica, un legame, un unione, che abbia dato loro la capacità poi di Ricercare, ritrovare, e ritornare Eroi
Questa discesa, che un pò mi ricorda la discesa del Raggio di Creazione (macro/micro), porta fino ad un "anno" 0, nel quale il livello di dispersione è totale (anche se non so se possa esistere una dispersione totale...) e l'uomo è incapace di tornare da solo un Eroe, la sua memoria cioè è completamente nel buio, nascosta.
In questo anno 0 appare un'Energia rivitalizzante che risolleva il velo e svela le verità sull'Uomo nuovo.
Il Cristo che rivitalizza l'umanità e la memoria genetica degli Eroi.
Egli ripulisce e smembra riportando all'Origine.
Così come entrando nel Tempio ne distrugge le orribili costruzioni umane/animali riportandolo all'Essen-zialità.

Ho farneticato abbastanza...
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Vecchio 22-11-2006, 00.55.29   #8
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Se un uomo comune del 20° (o meglio del 21°) secolo tornasse non dico tanto ma 2 o 3000 anni fa indietro, già con le capacità normali che abbiamo tutti sarebbe un semidio rispetto alle popolazioni semiselvagge, direte:" fisicamente magari sarebbero più forti loro", però magari io potrei fare una leva con una tavola e alzare un peso che loro non sanno, potrei coltivare la terra con un pò di organizzazione anche se non ho mai fatto il contadino e nella mia cultura generale conosco andamenti della natura, forse non meglio di loro (esperienza) ma abbastanza da organizzarmi.
E stiamo parlando di noi non al massimo delle possibilità evolutive.... e in generale... un chirurgo potrebbe operare dando l'idea del miracolo, un astronomo ricordare movimenti del cielo (anche se senza computer me li vedo ) etc etc... ho usato un "tornasse indietro" ma potrebbe anche essere un andare avanti... la cosa si incasella con i miti di Atlantide etc.... cicli con periodiche distruzioni, abbruttimenti e pochi "eletti" che mantengono il Sapere.
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Vecchio 22-11-2006, 13.51.19   #9
Enoch
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Dall'omonimo libro che porta il mio nome è scritto che gli angeli insegnarono agli uomini le varie arti tipo agricoltura, allevamento, scienze, ecc... quindi i nefilim essendo i figli di queste creature (ammesso che quanto sopra sia avvenuto realmente) è normale che avessero anche un qualche tipo di conoscenza superiore.

Ultima modifica di Enoch : 22-11-2006 alle ore 14.37.27.
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Vecchio 22-11-2006, 15.04.45   #10
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Il tuo intendimento non è corretto Enoch, provo a scrivere perchè, anche se non so quanto un post possa bastare.
Non puoi accumunare gli angeli ai Figli di Dio quanto non puoi dire che il vento che porta i semi sia il figlio dell'albero, gli angeli sono messaggeri nel senso più radice del termine, non sono dotati di personalità e quindi non possono divenire esseri umani, invece il concetto di Figlio di Dio è detto in sintesi la definizione che si può dare di un uomo che possa accogliere e manifestare il divino da un "certo livello in su". In definitiva siamo tutti figli di Dio ma quella particolare definizione biblica sta a sottointendere una diversa relazione tra l'essere umano e l'essere Dio.
Gli angeli che insegnano l'agricoltura potrebbe essere compreso più facilemente a chi è vicino ad un tipo di cultura sciamanica, come fanno gli animali a sapere se un'erba è velenosa o curativa? Lo "vedono", lo "sentono" attraverso i messaggi che ogni cosa nell'Universo emana, noi umani dal nostro punto di vista (cioè dove e quello che arriviamo a vedere) definiamo viventi le cose che emettono da una certa quantità di messaggi in su e morte le cose che non emettono messaggi a noi comunemente percepibili.
Nel post precedente ho fatto esempi concreti e materiali ed ho usato la parola semidio che sarebbe la percezione che potrebbe avere un uomo di 2000 anni fa rispetto ad uno di oggi (non tutti a dire il vero ), però se invece un Santo (uno vero non di quelli del calendario) di oggi si ritrovasse in un ambiente in cui la massa si e no si procaccia il cibo e questi nella loro semplicità percepissero la differenza spirituale, le scelte sarebbero due, o lo rispettano ed osannano o lo uccidono e qui si potrebbe discutere su cosa influenzerebbe la scelta.
Oggi un essere di tale genere generalmente viene ignorato.

p.s in riferimento a ciò che ho scritto ti viene in mente perchè degli angeli vi sono diverse gerarchie e con diverse caratteristiche? Tieni presente (se non lo sai già) che quelle più alte (gerarchie) sono innavicinabili all'umano comune quanto per usare termini biblici i nostri orecchi non possono sopportare la voce di Dio.
Il termine di paragone è non "chi" ma "da dove", "da chi"
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Vecchio 15-12-2006, 01.07.50   #11
'ayn soph
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I cosidetti giganti o Nephilim sono come avete descritto, ma con una piccola variante; sono solo proiezioni mentali, che del resto esistono anche oggi sotto forma di Potere, Stati o cmq esseri i quali ci incutono appunto paura e quindi il gigantismo inteso in questo senso.
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Vecchio 15-12-2006, 10.38.27   #12
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I cosidetti giganti o Nephilim sono come avete descritto, ma con una piccola variante; sono solo proiezioni mentali, che del resto esistono anche oggi sotto forma di Potere, Stati o cmq esseri i quali ci incutono appunto paura e quindi il gigantismo inteso in questo senso.
Sono sicuro che ti sia noto il ritrovamento di scheletri umani di 5 e più metri, è vero che "gigante" è usato ancora oggi (forse un pò arcaico) come statura morale e che possiamo anche riferirlo in tal senso alle Potestà etc..... ma il "sono solo" non è corretto al 100%.

Connettendo ancora l'antica grecia potrebbe essere illuminante capire perchè Omero parla di giganti con un occhio solo.
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Vecchio 15-12-2006, 11.11.50   #13
'ayn soph
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Sono sicuro che ti sia noto il ritrovamento di scheletri umani di 5 e più metri, è vero che "gigante" è usato ancora oggi (forse un pò arcaico) come statura morale e che possiamo anche riferirlo in tal senso alle Potestà etc..... ma il "sono solo" non è corretto al 100%.

Connettendo ancora l'antica grecia potrebbe essere illuminante capire perchè Omero parla di giganti con un occhio solo.
In effetti sapevo anche di una disnastia Egizia che era di ben 5 metri e considerati divinità, ma la devo trovare perchè non ricordo più i particolari.
"sono Solo" inteso che c'è cmq questa possibilità.
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Vecchio 15-12-2006, 17.47.18   #14
Smashan
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Mi viene in mente una frase di Victor Hugo che, è vero, si riferiva certamente all'importanza della storia, ma mi ha sempre dato da pensare:

'Siamo nani sulle spalle di giganti'

Scusate, ha più del romantico che dello storico-mitologico, ma è così, un pensiero 'en passant'.
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Vecchio 13-03-2008, 00.05.31   #15
Ray
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In ogni caso, nella mitologia greca in genere, gli eroi sono una particolare tipologia di semi-dei.
Il semidio era figlio di un dio e di una donna mortale. L'incrocio opposto dava sovente origine a qualche mostro. Il semidio però, pur scorrendogli nelle vene sangue divino, che gli conferiva spesso una serie di capacità fuori dal comune, era anch'egli mortale. L'immortalità non gli era tuttavia negata a priori, ma poteva conquistarsela... di solito tramite grazia divina ottenuta a seguito di grandi imprese.
Più o meno tutti gli eroi compirono grandi imprese ma, fra queste, una in particolare distingueva gli eroi veramente tosti... essere discesi agli inferi ed esserne usciti vivi e col ricordo del viaggio.
Riprendo su questo tread che mi è capitato qualche giorno fa per le mani e avevo visto che c'erano un sacco di strade possibili ancora non esplorate. Ne butto li una (anche se nel pezzo che ho ripreso volendo ce ne sono molte).

Come mai dio-donna da fuori un semidio e uomo-dea un mostro? Non ho la certezza che sia così in tutta la mitologia ma a memoria mi sembra che se non è così sempre negli altri casi si parla di eccezioni piuttosto rare.

In ogni caso par proprio che qui ci sia una precisa indicazione... che il sesso veicolante le qualità divine faccia una notevole differenza nel prodotto, non tanto per la quantità, quanto per come i due elementi (umano-divino) si mischiano, dando frutti decisamente diversi.
Se immaginiamo la parte divina più "forte" di quella umana, potremo forse pensare che, se questa è veicolata dal femminile va a finire maggiormente nella "terra" (quindi corpo fisico, grossolano, forza fisica, voracità eccetera) mentre se è veicolata dal maschio va altrove.

C'è ancheun altro discorso da fare però, che forse in un certo modo è lo stesso, e cioè che se metto un bicchire d'acqua in una botte di vino annacquo tutto il vino, se metto un bicchire di vino nell'acqua, oltre a "vinificare" tutta l'acqua, il resto del vino resta puro...
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Vecchio 13-03-2008, 01.19.22   #16
Kael
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Se immaginiamo la parte divina più "forte" di quella umana, potremo forse pensare che, se questa è veicolata dal femminile va a finire maggiormente nella "terra" (quindi corpo fisico, grossolano, forza fisica, voracità eccetera) mentre se è veicolata dal maschio va altrove.
Sono d'accordo, il sangue veicola l'Essere a cui appartiene, e se pensiamo che dentro al sangue c'è tutto il codice genetico di un individuo, è facile immaginare come il mischiarsi di due realtà così lontane fra loro (umano e divino) generano comunque fenomeni, intesi sia in positivo (semidei) che in negativo (mostri).

Del resto, già restando solo nell'umano il fattore sangue fra madre e padre è molto importante in una gravidanza. A tal proposito mi permetto di copia incollare un piccolo articoletto che espone bene le differenze fra uomo e donna: "Il gruppo sanguigno viene eseguito durante la gravidanza per accertare la compatibilità tra madre e padre. Se la madre è Rh negativa ed il padre Rh positivo, la probabilità che il feto sia Rh positivo è del 50%. La madre Rh negativa non possiede gli anticorpi contro il fattore Rh, ma li sviluppa a contatto con il sangue Rh positivo del feto (fenomeno detto di isoimmunizzazione ); in questo caso, se la successiva gravidanza si instaura con un feto ancora Rh positivo, gli anticorpi della madre prodotti durante la prima gravidanza attaccano i globuli rossi del feto. Fortunatamente questa situazione è oggi ben nota ed esistono specifici trattamenti farmacologici. L'incompatibilità si può manifestare anche tramite il sistema AB0: se la madre è A, B, oppure AB nessuna incompatibilità può verificarsi; se la madre è di gruppo Zero ed il padre di gruppo A, B, oppure AB il bambino alla nascita potrebbe manifestare il cosiddetto “Ittero da Incompatibilità AB0”, una condizione assolutamente non grave e senza conseguenze, la cui diagnosi viene però facilitata dalla conoscenza dei gruppi sanguigni di madre e padre."

Come si vede, parlando di gruppi sanguigni, ci sono degli accoppiamenti specifici che però non valgono al contrario, ossia se maschio e femmina si invertono. Quindi è accertato che l'uomo veicoli determinate "cose" e la donna altre... Figuriamoci se si tratta di un dio con una donna, o un uomo con una dea...
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Vecchio 14-03-2008, 12.28.00   #17
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Nella lettera di Giuda (paragrafi 6-7), c'è scritto:

" gli angeli che non conservarono la loro dignità ma lasciarono la propria dimora, egli li tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del gran giorno. Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all'impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno"

Qui si parla di angeli che hanno lasciato la propria dimora (i figli di Dio ???)
In altri passi della Bibbia si parla di angeli che hanno assunto fattezze umane, per esempio nell'episidio di Giacobbe che tutta la notte lottò con un angelo...

Che dopo questi fatti sia sopraggiunto il diluvio universale, vuol dire che la razza umana era molto corrotta e oltre a giganti non mancavano i mostri, come risulta in tutte le mitologie, tipo minotauri, sagittari, il dio Pan, ecc. tutti incroci presumibilmente fatti contro natura...
E si capisce anche perchè si continuava ad adorare idoli animali, come il vitello d'oro...
Forse questo indica, anche se non lo so esprimere bene, il passaggio nel decadimento da qualcosa di spirituale a qualcosa di bestiale...
Con questo ragionamento io penso che effettivamente ci sia stato questo incrocio tra angeli e razza umana, ma essendo questi angeli diventati demoni, si può capire perchè Dio mandò il diluvio...
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Vecchio 14-03-2008, 22.31.32   #18
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C'è ancheun altro discorso da fare però, che forse in un certo modo è lo stesso, e cioè che se metto un bicchire d'acqua in una botte di vino annacquo tutto il vino, se metto un bicchire di vino nell'acqua, oltre a "vinificare" tutta l'acqua, il resto del vino resta puro...
Non so se ho capito ma in questo caso il vino che resta puro è il sangue del figlio di dio che pur mischiandosi con una donna umana rimane puro, e il risultato è un semidio. Ma il sangue della dea a contatto con quello dell'uomo si altera, e il risultato è un mostro, o un gigante. Perchè succede questo? C'entra la ricettività della donna?
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Forse questo indica, anche se non lo so esprimere bene, il passaggio nel decadimento da qualcosa di spirituale a qualcosa di bestiale...
Sì se ho capito cosa vuoi esprimere sembra che a un certo punto la Terra seguendo un certo movimento, sia passata dalle mani dei figli di dio ad una razza più materiale. Questi mostri penso siano il risultato del miscuglio tra le due razze.
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Vecchio 15-03-2008, 00.56.18   #19
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Nella lettera di Giuda (paragrafi 6-7), c'è scritto:

" gli angeli che non conservarono la loro dignità ma lasciarono la propria dimora, egli li tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del gran giorno. Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all'impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno"

Qui si parla di angeli che hanno lasciato la propria dimora (i figli di Dio ???)
In altri passi della Bibbia si parla di angeli che hanno assunto fattezze umane, per esempio nell'episidio di Giacobbe che tutta la notte lottò con un angelo...

Che dopo questi fatti sia sopraggiunto il diluvio universale, vuol dire che la razza umana era molto corrotta e oltre a giganti non mancavano i mostri, come risulta in tutte le mitologie, tipo minotauri, sagittari, il dio Pan, ecc. tutti incroci presumibilmente fatti contro natura...
E si capisce anche perchè si continuava ad adorare idoli animali, come il vitello d'oro...
Forse questo indica, anche se non lo so esprimere bene, il passaggio nel decadimento da qualcosa di spirituale a qualcosa di bestiale...
Con questo ragionamento io penso che effettivamente ci sia stato questo incrocio tra angeli e razza umana, ma essendo questi angeli diventati demoni, si può capire perchè Dio mandò il diluvio...
Come ha già fetto sopra Uno non si può accomunare angeli e figli di Dio. In effetti nella Bibbia sono bene distinti ed è detto chiaramente che sono i figli di Dio ad accoppiarsi con le figlie degli uomini. Incroci umano-angelici non mi sovvengono.

Dal Genesi inoltre si trae l'impressione che il decadimento della razza umana sia slegato da questi accoppiamenti. Dice che i giganti c'erano già prima e continuarono ad esserci dopo e specifica che il risultato dell'accoppiamento fogli di Dio - figlie degli uomini produsse eroi.
Questa decisione di incrociarsi sa più di um voler salvare-tramandare qualcosa e potrebbe anche assumere il sapore di un sacrificio...
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Vecchio 15-03-2008, 01.00.34   #20
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Non so se ho capito ma in questo caso il vino che resta puro è il sangue del figlio di dio che pur mischiandosi con una donna umana rimane puro, e il risultato è un semidio. Ma il sangue della dea a contatto con quello dell'uomo si altera, e il risultato è un mostro, o un gigante. Perchè succede questo? C'entra la ricettività della donna?
Par come che il figlio di Dio maschio abbia avuto la possibilità di tramandare il suo "sangue" senza "sporcarsi" (anche se certamente cede qualcosa, non è più come prima... o forse quanto prima) mentre la figlia di Dio, accogliendo, si "contamina" tutta.
E' solo un modo di vedere la cosa questa dell'acqua e del vino... in effetti la Bibbia tramanda solo incroci "sicuri", mentre la mitologia greca parla anche della produzione di mostri. Tra l'altro non necessariamente le due narrazioni sono concomitanti.
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Vecchio 15-03-2008, 09.46.28   #21
dafne
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Ho letto un libro "iniziazione, memorie di un egizia" molti anni fà, lettura piacevole e ad un certo punto affrontavano proprio questo problema la ragazzina e il suo maestro e lui le diceva (vado a memoria, spero di non sbagliare) di immaginare un bicchiere di vino rosso e uno di vino bianco, una goccia di vino bianco in quello di rosso non modificava per nulla il colore mentre, al contrario, una goccia di rosso in quello bianco ne altera il colore.
Con gli anni (e due figli ) ho scoperto che il sangue della mamma si mescola per necessità a quello del figlio, com'è stato riportato sopra, forse il perchè è questo....ma non ne sono sicura
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Vecchio 15-03-2008, 21.04.06   #22
Uno
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Io vi inviterei ad approfondire la faccenda del vino e dell'acqua (che rende meglio del vino rosso e il vino bianco) perchè "ho l'impressione" ( P che l'abbiate "studiata" ma non compresa.
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Vecchio 15-03-2008, 23.03.41   #23
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Io vi inviterei ad approfondire la faccenda del vino e dell'acqua (che rende meglio del vino rosso e il vino bianco) perchè "ho l'impressione" ( P che l'abbiate "studiata" ma non compresa.
Dunque vediamo,
se "figli degli dei" è assimilabile a "spiriti incarnati", nel senso di incarnazioni complete, allora acqua e vino sono assimilabili a "acqua" e "fuoco", il fuoco dello spirito.
Se ciò che si voleva tramadare con questi incroci era l'in-formazione per una struttura capace di incarnare lo Spirito, a costo di dover cedere qualcosa, si voleva passare una possibilità o una facilitazione, ciò che andava comunicato è lo spirito.
In effetti il "vino" simboleggia anche l'equilibrio tra fuoco e acqua... corpo e spirito.

Ne seguirebbe che il vino che va in un contenitore d'acqua la vinizza, ci immette spirito, anche se ne risulta annaquato sempre vino è. Mentre immettere acqua in un contenitore di vino lo annacqua tutto rompendo l'equilibrio di prima... ma se la struttura non lo permette l'acqua aggiunta va a finire tutta nel frutto (tutta la "forza" nei lati material-istintivi) e la dea resta dea ma produce mostri.

Qualcosa del genere? Chi mi da una mano?
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Vecchio 16-03-2008, 11.08.08   #24
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Io vi inviterei ad approfondire la faccenda del vino e dell'acqua (che rende meglio del vino rosso e il vino bianco) perchè "ho l'impressione" ( P che l'abbiate "studiata" ma non compresa.
Provo a dare un'interpretazione basandomi sull'analogia vino ed acqua. Acqua intesa come elemento contenente anche le impurità e le pesantezze che l'uomo mortale ha in sè. Le parti più pesanti dell'essere mortale. Vino inteso come lo spirito più elevato, la parte più raffinata del processo di vinificazione. Lo spirito inteso come parte aerea e volatile e quindi più leggera.
Il vino è composto da una parte di acqua e da una parte di spirito (i saccaromiceti hanno trasformato la saccarina in alcool).
Quindi l'acqua non ha in sè lo spirito mentre il vino ha in sè l'acqua ed anche lo spirito. Se per analogia associamo l'acqua alla donna mortale mentre il vino al figlo di un Dio (ovvero un essere che incarna lo spirito di suo padre). Quindi unendosi il figlio di un Dio(vino) con una donna mortale esso trasmette lo spirito nel corpo (acqua) nel grembo della donna mortale generando un figlio che sarà "diluito" nello spirito ma pur sempre di-vino. Se un uomo mortale si unisce con una figlia di un Dio accade che esso trasmette acqua(con le impurità) nel puro vino generando un mortale con le caratteristiche mortali amplificate dal processo di vi(vi)nificazione del di-vino, generando appunto un mostro ovvero un essere dalle impurità umane amplificate.
Non si tratta quindi di diluizione come nel caso della donna umana ma al contrario di un potenziamento delle impurità umane(seme mortale) tramite il ventre della figlia del Dio(ventre di-vino).
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Vecchio 16-03-2008, 13.18.57   #25
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In effetti non a caso l'alcool che c'è nel vino viene chiamato spirito.
Nelle prime parole della Genesi c'è scritto che lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
Ma qui mi sopraggiunge un dubbio che vorrei esternare: noi sappiamo che il Figlio di Dio per eccellenza è Gesù Cristo.... che nell'Ultima Cena ha detto le parole "questo è il mio corpo...."
"questo è il mio sangue....." a chi si ciba del suo corpo e beve il suo sangue ha dato la facoltà di diventare "Figli di Dio".
Gesù è nato da Maria, per mezzo dello Spirito...
Ma l'uomo non possedeva lo spirito di Dio quando è stato creato, oppure lo ha perso dopo la caduta nel peccato, essendosi diviso da Dio....
E questi figli di Dio (simili a noi, ma non ancora contaminati dal peccato) potrebbero arrivare da altri mondi creati da Dio portando una conoscenza superiore sulla terra ???
Per il resto concordo che il vino versato nell'acqua rimane vino, mentre al contrario l'acqua versata nel vino lo annacqua tutto.
Quindi queste donne hanno generato uomini superiori, ma mortali...
"Il mio Spirito non rimarrà per sempre nell'uomo, perchè è carne: i suoi giorni sono già contati: 120 anni".

Mentre comunicando al corpo e al sangue di Cristo si ha la vita eterna, non più contaminata dal peccato.
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