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Vecchio 25-01-2007, 19.10.32   #1
jezebelius
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Predefinito Quale Via: Mano Destra, secca, o Mano Sinistra, umida?

Effettivamente ci sono molte discussioni in giro per il Forum, ma nulla Ci vieta di approfondire anche questo aspetto che traggo per uno spunto dall'articolo

http://www.ermopoli.it/portale/showthread.php?t=2507


di oggi, che Uno ha lasciato.
Le Scuole insomma, e le Vie che ognuna di esse rappresenta, sono l'oggetto della Discussione.
Si è parlato di molte cose e per ognuna, bisognerebbe approfondirne la tematica. Ammetto che i miei strumenti sono molto limitati, per cui ho bisogno di avere alcuni chiarimenti in merito all'argomento trattato.
Sicuramente si potrebbe partire dal concetto trainante dell'articolo: Quale Via: La Destra o la Sinistra?
Mi pare di capire che ognuna per quanto potenziale, e possibile, la predisposizione di ogni individuo, raggiunga il risultato. Esistono talune prerogative, sia per l'una e sia per l'altra che ne evidenziano le Caratteristiche nella Forma mentre l'Essenza invece è la stessa?
Vorrei scendere ancora di più nella Discussione inserendo anche l'aspetto Via di Mezzo chiedendo spiegazioni.
Questa è una Via, sintesi di entrambe, oppure è una Via a sè?
I temi trattati sicuramente sono tanti ed altrettanto certamente andrebbero sviscerati....
Mi date una mano?
Ehm...che Ayn...non me ne voglia...
A voi.....: Svolgimento
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Dr. Marc Haven
“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 26-01-2007, 11.19.31   #2
RedWitch
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Sicuramente si potrebbe partire dal concetto trainante dell'articolo: Quale Via: La Destra o la Sinistra?
Mi pare di capire che ognuna per quanto potenziale, e possibile, la predisposizione di ogni individuo, raggiunga il risultato. Esistono talune prerogative, sia per l'una e sia per l'altra che ne evidenziano le Caratteristiche nella Forma mentre l'Essenza invece è la stessa?
Non volermene Jez, ma a me questa domanda, "Quale Via ?", da un po' l'idea del "terno al lotto"... guardo le possibilità, scelgo e si parte (e che il ciel mi aiuti ).. non mi sembra proprio così semplice, nè che esista per l'uomo comune la possibilità di Scegliere davvero quale percorso seguire.
Una cosa scritta molto chiaramente nell'articolo di Uno, è che da soli non si va da nessuna parte. L'umiltà di vedere davvero questa cosa, penso che potrebbe essere una buona partenza, potremmo stare ore a vedere le differenze tra destra e sinistra, ma poi che faccio mi metto alla disperata ricerca di un maestro che possa soddisfare quelle che credo le mie esigenze?.. Altro punto toccato nell'articolo.. spesso si cerca la Via pensando che essa debba adattarsi a noi... (la più semplice e apparentemente meno scomoda), così possiamo passare gran parte della nostra vita, a girare in tondo alla ricerca di qualcosa che non c'è.. mentre davanti a noi abbiamo una possibilità, l'occasione...
Da qualche parte in forum è stato scritto che "quando l'Allievo è pronto si odono i passi del Maestro".. ecco la nostra Occasione.. e se guardiamo bene.. non con la mente.. possiamo coglierla.. poi pero' dovremmo muoverci.. meritarci questa occasione.
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Vecchio 26-01-2007, 12.07.23   #3
'ayn soph
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per rispondere a Jez,
non ti voglio niente per la battuta
se invece ti riferivi alla via di mezzo, devo dire che in particolare, se anche
ho seguito o mi fossi ispirato a qualcuna di queste vie, sicuramente sarebbe stata quella di mezzo.
tendenzialmente portato per quella di destra senza mai riuscirci, nel tempo ho considerato anche quella di sisnstra, ma non è mai stata per me quindi...
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Vecchio 26-01-2007, 12.21.03   #4
Smashan
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'C'è la colomba e c'è il serpente; scegli bene'.

La scelta è una questione secondaria (nel senso che avviene in un secondo tempo) perchè un uomo fa della sua vita quello che vuole entro i limiti fissati dal destino che eredita, dunque prima credo vi sia la propria propensione, poi favorendo la bilancia si conosce la propria parte oscura (nel senso la via opposta alla propria indole) ......la via di mezzo è una conseguenza dell'equilibrio, non tanto una scelta.
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Vecchio 26-01-2007, 14.49.22   #5
Ray
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Se leggiamo con attenzione l'articolo notiamo che la Via di mezzo è la più veloce e la più difficile (due aspetti connessi). Io quindi non la vedrei come rifugio peccatorum... buona per quelli che non riescono la dx o la sx.
Se non si è capaci di quelle più "semplici" come si fa a ripiegare su quella più difficile?
E non vale la cosa dell' "è adatta a me"... sempre nell'articolo viene detto molto chiaramente che adattare una Via a se stessi invece di adattare se stessi ad una Via è una pericolosa illusione...

Invece dall'articolo emerge che ci si deve "nascere" ancor più che per le altre due (è ovvio, se nn ci nasci neanche ricerchi davvero, magari sbirci per curiosità, ma non fai Ricerca), come se fosse già stata fatta una certa preparazione, come se ci fosse una predisposizione.
Certo è che, come è detto nel tread apposito, predisposizioni se ne può avere quante si vuole ma se non si lavora... (Mozart che tamburella la scrivania... era una cosa simile no?)
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Vecchio 26-01-2007, 14.54.49   #6
Ray
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Questo passo (come tutti gli altri cmq) merita a mio avviso un approfondimento.

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Vi dico una cosa che molti rifiuteranno con tutta la forza, fino ad un certo livello avendo un computer abbastanza potente potremmo creare un database che copra in maniera euristica tutte le varianti di risposta della comune razza umana, potremmo predirci il futuro e molte altre cose, quello che non potremmo mai fare con un elaboratore elettronico è lo stimolo per uscire dalle possibilità definite per entrare in quelle indefinibili seppur certe.
Mi risulta forse il passo più ostico dell'articolo. Quell' "indefinibili seppur certe" è parecchio interessante... mi piacerebbe qualche ulteriore specifica se possibile, per finire di abbozzare la mezza idea che mi son fatto... non so, forse serve un tread apposito?
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Vecchio 26-01-2007, 15.13.02   #7
Uno
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Appena ho tempo lo rileggo pure io
non mi sembra di aver detto che si scelga una via... è una cosa tipo il cappello di Harry Potter c'è qualcos'altro che sceglie in che gruppo devi andare......
Sto scherzando ma la metafora non è sbagliata del tutto.... in base a ciò che siamo possiamo prendere una via....
Ha ragione in parte pure Sma la via di mezzo la si può percorrere in due soli modi o con qualcuno che ce la insegna o se siamo in grado di insegnarla noi, la seconda ipotesi significa comprendere anche le altre due.
La tua affermazione Ayn non è valida, non è che potresti fare a meno di seguire una di queste vie... a meno che tu fossi un barbaro senza intenti di crescita (poi è da vedere se ne esistono) ogni tuo sforzo (cosciente o meno) di sviluppo riuscito sarebbe inquadrato in una delle tre...
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Vecchio 26-01-2007, 15.16.29   #8
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Questo passo (come tutti gli altri cmq) merita a mio avviso un approfondimento.

Mi risulta forse il passo più ostico dell'articolo. Quell' "indefinibili seppur certe" è parecchio interessante... mi piacerebbe qualche ulteriore specifica se possibile, per finire di abbozzare la mezza idea che mi son fatto... non so, forse serve un tread apposito?
Ho pensato se sia necessario un'altro thread, forse conviene.... il discorso si può sviluppare con sue ramificazioni... appena ho 1 minuto lo apro...
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Vecchio 26-01-2007, 15.32.16   #9
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Vorrei scendere ancora di più nella Discussione inserendo anche l'aspetto Via di Mezzo chiedendo spiegazioni.
Questa è una Via, sintesi di entrambe, oppure è una Via a sè?
E' la possibilità che più affascina, perchè appunto sembra di poter evitare le rogne di entrambe le altre due.... in realtà le si prendono in carico completamente e moltiplicate. Generalmente è una via percorribile solo da un certo grado equilibrio in su... oppure con un aiuto appunto come detto sopra.
Per fare un esempio, la via secca si può sperimentare anche in maniera diciamo "casuale" anche se ovviamente sarà un causale, trovandosi in un deserto per un periodo abbastanza adeguato, forzatamente, sopravvivendo senz'altro non usciremmo uguali, la via umida è ancora più difficile, uno che nascesse per esempio ricchissimo a livello economico, anche se si circondasse di ogni bene in maniera bulimica se non stesse seguendo volontariamente (e anche con un certo controllo) questa via arriverebbe sempre a fermarsi un momento prima, la via di mezzo non da nessun spazio di manovra o c'è qualcuno che ci conosce meglio di noi stessi e sa quando dobbiamo rinunciare e quando dobbiamo fare indigestione e per quanto a lungo oppure staremo male senza ottenere nulla.... oppure dovremmo conoscerci perfettamente da soli... e di conseguenza conoscere anche gli altri....

Quindi ha caratteristiche di entrambe Jez ma modi di applicazione che sono più condizionati dal particolare momento del soggetto e il suo contesto nell'ambiente.
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Vecchio 26-01-2007, 21.22.42   #10
'ayn soph
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secondo me non esistono (ovvero non s'è una catalogazione) strade secche o molli che siano, esiste la strada, che è diversa per ciascuno di noi.
certo può coincidere in alcuni tratti o proseguire in parallelo ma ognuno
di noi è unico in tutto l'universo, quindi sarebbe un errore stabilire dei percorsi chiamiamoli tipologici per ciascuno.

l'iniziazione? è quella vissuta sulla propria pella nella strada della vita, non di certo quella suggerita da persone che ripetono per imparare, ocncetti mai acquisiti.
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Vecchio 28-01-2007, 13.19.13   #11
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Beh sull'unicità non ci torno.... però sulle vie... vediamo un pò....

Esiste il giorno ed esiste la notte, quante cose possiamo fare durante il giorno e quante ne possiamo fare durante la notte... possiamo fare potenzialmente infinite cose diverse, ed ognuna di queste cose farla in modi potenzialmente diversi, es.. di giorno potrei lavorare, fare il calzolaio o l'ingegnere... ma anche fare il calzolaio artigiano o quello industriale in fabbrica.... etc etc
Di notte di solito invece si dormiva o comunque ci si dedicava ad attività produttive ma non materialmente......
Oggi con la luce artificiale si può lavorare materialmente di notte e dormire di giorno... etc etc l'esempio potrebbe continuare quasi all'infinito... ma comunque il fatto saliente ai fini di questo discorso è che anche se ognuno fa cose diverse, anche se ognuno riesca a farle in maniera diverse non puoi negare che esista il giorno e la notte Ayn.... neanche chiamando a raccolta tutti gli spiriti di contraddizione che conosci .

Sull'iniziazione ho già fatto esempi a sufficienza... comunque si è vero che ci sono persone che usano questa parola in maniera indegna, l'ho già detto, inoltre in 4 paginette sono sicuro di non aver potuto (per quanto con buona intenzione) esprimere tutto l'esprimibile su tali argomenti soprattutto per chi convinto di saperne già abbastanza ha letto molto velocemente.
Nell'esempio della radio forse non emergono due cose ad uno sguardo superficiale: che la radiolina che riceve non è passiva, lei deve ricreare materialmente la voce che arriva sotto forma di "dati" dall'emittente, senza l'opportuno lavoro di ricezione/trasformazione etc nulla accade. La seconda cosa è che l'emittente trasmette la voce del conduttore, cantante, attore etc radiofonico.... "l'unico" lavoro che fa è ricevere questa voce e trasformarla perchè possa viaggiare nell'etere finchè trova delle radioline oppurtunamente sintonizzate.... e ovviamente che ci sia poi un individuo ad ascoltare e bearsi per esempio di una bella canzone. In soldoni se lo strumento corpo/anima riceve ma qualcosa in me deputato ad ascoltare non vuole sarà solo rumore fastidioso...
Poi si può anche dire che esistono radio dj, 105, dimensione suono, ma anche radio Maria, e chissà quante altre.... inoltre ci sono pure i concerti dal vivo... il musicista suona. il suono cammina come vibrazione, i miei apparati uditivi trasformano la vibrazione e creano un suono nella mia mente..... quindi seppur più diretto il concetto è identico.
insomma il discorso può essere lunghissimo ammesso che a qualcuno interessi...

Finisco questo post lunghissimo con un'altra riflessione, una volta che attraverso la radio o dal vivo ho ascoltato sufficienti suoni, la mia mente è in grado di riprodurre prima e poi crearne di nuovi, prima nuove combinazioni di quelli ascoltati poi qualcosa di realmente unico (per quanto le note siano sempre e solo 7), mi chiederei perchè pretenderei di passare direttamente a questo stadio senza mai aver sentito un suono semplice...... potrebbe accadere "casualmente" come ho scritto, una via naturale... ma quel casualmente presuppone che si siano già esplorate tutte le variabili e che ci rimane solo di fare il salto... le Vie "codificate" servono solo per aiutare ad esplorare le altre variabili in maniera più veloce possibile.
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Vecchio 28-01-2007, 13.46.35   #12
'ayn soph
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ok, allora ammettiamo e consideriamolo pure vero che, non abbia intenzionalmente seguito mai nessuna delle vie indicate poc'anzi.
è ovvio che nello stato in cui mi trovo, cioè il percorso che ho compiuto
(se l'ho compiuto), mi ha portato ad un certo livello, ovvero mi ha condotto
anche in questo forum, semplicemte digitando sulla tastiera del Pc e facendo una ricerca su un motore.

ora, primo punto che vorrei sapere è perchè inconsapevolmete, senza conoscere terminologia e teoria, abbi percorso cmq un tratto di strada (a me pare, altrimenti decade tutto).

secondo, se l'ho percorso, allora a cosa servono le tre vie?
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Vecchio 28-01-2007, 15.21.21   #13
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Se per non seguito intendi che non gli hai dato un nome... ok può essere (del resto chi sono io per scrivere qui che tu hai seguito la destra sapendolo....) e in effetti il nome non è importante, come per vedere il sole che sorge da una capanna del borneo non serve dire che quello è il giorno (anche se un nome glielo danno pure loro) però "studiarle" (intendo Comprenderle) per quanto possibile man mano che si sperimentano può aiutare.....

Il discorso si allunga... ma se è vero che potenzialmente abbiamo tutto dentro (su questo "dentro" ci si potrebbe scrivere una tre cani per la complessità della cosa) , se è vero che però non ne siamo coscienti e che divenire completi dobbiamo conoscerci completamente, le nostre esperienze dovranno percorrere tutte le possibilità che adesso sono potenziali e poi saranno concrete no?

Conoscere i modi con cui queste potenzialità possono esprimersi mi permette di condensarne l'infinità in un numero ragionevole, percorribile nell'arco di una misera vita umana, ovvio l'infallibilità non è garantita e questo non significa
perdere la "spontaneità" di alcuni avvenimenti, ma significa appoggiarsi alla memoria di chi è passato prima per certe vie.

La genetica già ci aiuta molto in tal senso, ma perchè per operare chirurgicamente una persona invece che studiare medicina ogni medico non inizia a sezionare cadaveri in quantità industriale, poi continua facendo esperimenti sui vivi e invece studia?
Poi dovrà comunque fare tirocinio (cioè sperimentare) ma se ognuno reiniziasse da zero saremmo ancora all'età della pietra...
perchè per le cose dello Spirito non potrebbe valere questo concetto?
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Vecchio 28-01-2007, 17.53.06   #14
'ayn soph
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ok, ammettiamo che abbia percorso la cosidetta via destra inconsapevolmete, cioè non sapendo che si chiamasse "destra", ma vivendo come se lo fosse.
incontrerò, come incontro, persone che hanno approfondito questi dettagli (e spero che mi li spieghino pure a me) e sono in grado effettivamente di "catalogare" la mia esperienza, in questo modo darebbero uno slancio teorico-sistematico sulla pratica che è stata già svolta?
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Vecchio 28-01-2007, 18.07.25   #15
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Quello che è fatto è fatto... nel bene e nel male, al limite può interessarti per adesso...
Come detto sopra non è che poi sia importante dire che hai percorso o stai percorrendo la via secca... quello va bene per capirsi al volo, però se decidessi di fare un digiuno di una certa intensità come pratica forse sapere che è qualcosa che va oltre la semplice purificazione (questo è quello che comunemente e banalmente si dice no?) magari me lo fa affrontare diversamente.....
se fabbrico un mattone da solo lo faccio in un certo modo... magari mi piace rotondo... se lo faccio per fare una casa devo dargli una forma che si adegui al risultato che voglio ottenere alla fine... anche se questo non l'ho ben presente completamente.
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Vecchio 04-02-2007, 18.10.40   #16
jezebelius
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c'è qualcos'altro che sceglie in che gruppo devi andare......
in base a ciò che siamo possiamo prendere una via....
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E' la possibilità che più affascina, perchè appunto sembra di poter evitare le rogne di entrambe le altre due.... in realtà le si prendono in carico completamente e moltiplicate. Generalmente è una via percorribile solo da un certo grado equilibrio in su... oppure con un aiuto appunto come detto sopra.
Per fare un esempio, la via secca si può sperimentare anche in maniera diciamo "casuale" anche se ovviamente sarà un causale, trovandosi in un deserto per un periodo abbastanza adeguato, forzatamente, sopravvivendo senz'altro non usciremmo uguali.
La via umida è ancora più difficile, uno che nascesse per esempio ricchissimo a livello economico, anche se si circondasse di ogni bene in maniera bulimica se non stesse seguendo volontariamente (e anche con un certo controllo) questa via arriverebbe sempre a fermarsi un momento prima, la via di mezzo non da nessun spazio di manovra o c'è qualcuno che ci conosce meglio di noi stessi e sa quando dobbiamo rinunciare e quando dobbiamo fare indigestione e per quanto a lungo oppure staremo male senza ottenere nulla.... oppure dovremmo conoscerci perfettamente da soli... e di conseguenza conoscere anche gli altri....
.
Grazie Uno.
Cerco di vedere se ho capito.
Insomma una Via, sia Destra/secca che Sinistra/umida, non si sceglie anzi, se di scelta può parlarsi, questa è la risultante della predisposizione ovvero della caratteristiche che ognuno, per eriditarietà e non solo, possiede. Sostanzialmente nella Secca si accentua la rinuncia( ad esempio un Eremita), mentre invece nella Umida si porta all'estremo sia le caratteristiche della rinuncia e sia quelle dell'eccesso.
Pertanto anche la Via di Mezzo, sintesi di entrambe, è per certi versi più difficile, in quanto, nella sua percorrenza, si incontrano elementi di entrambe le Vie.
Quello che non riesco a capire, e qui chiedo aiuto, è l'episodio che nel riportare il tuo post ho sotttolineato.
Cosa si intende per fermarsi un momento prima ?
Forse la circostanza che, ad esempio, se c'è una situazione spiacevole che nella percorrenza stiamo vivendo possiamo fare marcia indietro, per l'appunto fermandoci sulla Strada?
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Vecchio 04-02-2007, 19.32.29   #17
griselda
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Mi è capitato di sentir dire:" eh è nato sotto una cattiva stella..."Puo avere qualche valenza, si nasce in un certo modo, ovvero ci si accorge di aver percorso una certa via piuttosto che un altra, di esserci portati, di avere questa indole?
Mi associo alla domanda di Jez ovvero se sei su una via perchè la devi percorrere sino in fondo, per avere un contraccolpo?
Mah chissà se si capisce?
griselda non è connesso  
Vecchio 04-02-2007, 22.47.20   #18
Ray
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Cosa si intende per fermarsi un momento prima ?
Forse la circostanza che, ad esempio, se c'è una situazione spiacevole che nella percorrenza stiamo vivendo possiamo fare marcia indietro, per l'appunto fermandoci sulla Strada?
Rinuncia o indigestione che sia, di frizione si tratta. E' un aumneto dell'energia, della tensione, della temperatura... tramite soffritto, sofferenza, eccesso (anche la rinuncia è un eccesso).

Quando la frizione arriva al culmine che puoi reggere, sei al limite. se insisiti superi il limite... fai un salto, cambi stato, muovi qualcosa... ognuno la vede in modo diverso.

Se non sai che vuoi superare il limite, assumendoti i rischi che comporta, ti fermi un attimo prima... per istinto (di sopravvivienza direi) o per semplice sfinimento. Ti accade anche se lo sai, ma se non lo sai puoi starne certo. E ti fai più male che se avessi insisitito (soprattutto se eri umido..).

Boh, io la vedo così, poi magari Uno ti risponde...

Ultima modifica di Ray : 04-02-2007 alle ore 22.49.35.
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Vecchio 04-02-2007, 23.44.55   #19
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Proviamo uno sforzo di immaginazione:
Immaginiamo un binario che gira in tondo come i trenini giocattolo dei bambini e una galleria che incenerisce e fonde ricreando su nuovi stampi.
Sul trenino ci siamo noi dentro dei palloncini di adeguata misura incollati al vagone, attraverso una cannuccia possiamo inspirare aria che possiamo espirare all'interno del palloncino o ancora fuori, la cannuccia non può essere chiusa, se non ad una certa pressione tramite valvola.
Ci siamo?
Ogni volta che aspiriamo aria se decidiamo di soffiarla dentro gonfiamo il palloncino, se la soffiamo fuori (cioè la usiamo nel mondo) il palloncino non si gonfia ma dato che la cannuccia è sempre aperta tra una boccata e l'altra il palloncino si sgonfia potrebbe quasi soffocarci se arriviamo al minimo (ed quello che succede a chi rivolge troppo e solo fuori l'attenzione) o a non riuscire più a prendere in bocca la cannuccia.
Se invece continuiamo a prendere aria da fuori ed immetterla dentro arriviamo ad un punto in cui la valvola si chiude... e con l'ultima aria che abbiamo nei polmoni possiamo far scoppiare il palloncino prima di finire sotto la galleria.

Si capiscono le sostituzioni no?
la ferrovia è la vita
la galleria è la morte
l'aria e la cannuccia sono le vie e le energie...
il palloncino è il non essere liberi, e scoppiarlo è diventare liberi, liberati (e c'è un perchè a questa forma passiva... senza l'aria....)
se che sia via umida o secca ci fermiamo sempre a mezza via, quel tanto che non scoppia e quel tanto che non soffochiamo... rimaniamo dentro il palloncino.

Spero che sia chiaro, modestamente come metafora prende molte cose interessanti oltre quelle che ho scritto.
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Vecchio 05-02-2007, 10.52.42   #20
'ayn soph
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bel paragone indubbiamente, ma si sono toccati vari tasti della tastiera, e alcuni sconfinano in altri argomenti, ad esempio la fonderia che ci ri_fabbrica è una teoria relativa alla reincarnazione o sbaglio?
Ma a prescindere da questo la mia attenzione è andata sul cosiddetto fermarsi a metà strada. Come ci si ferma a metà strada, oppure ci fermiamo o ci fermano?
Secondo me è un insieme di fattori che porta il binario a fermarsi, perchè se seguo il discorso è il binario che si ferma e fa fermare il palloncino con quello dentro, oppure devo arguire che di colpo si salta dal binario (dalla vita) e si resta fermi, ai margini.

Altra cosa è il liberarsi, ma su questo ci vuole ovviamente un'altro trhead dove si specifichi il come liberarsi e da cosa.
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Vecchio 05-02-2007, 11.17.24   #21
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Mi pare di capire che non e' importante seguire una via piuttosto che un'altra... una volta intrapresa una di queste vie... bisogna cercare di arrivare sino in fondo e non arrestarsi a mezza via...

Come dire... se voglio giungere alla piazza centrale del paese posso prendere Via dell'umidita' o Via della secchezza o Via di mezzo... ma se poi mi fermo o torno indietro non arrivo mai in piazza...

Immagino la via come un vicolo stretto... la si percorre in solitaria... pochi svincoli o magari nessun svincolo... indicazioni sulla via ci sono che indicano "per la piazza di qua"... oppure una mappa della citta' con su scritto "siete qui"...

Il rischio e' sempre quello di girare sempre intorno al centro... sempre alla periferia... anche perche' tutte le vie portano alla piazza posta in alto nel paese... in salita e' ogni via... certo e' che... se fosse facile arrivare al centro della citta'... in tanti affollerebbero la piazza...

Esiste un naturale freno al percorrere la via... la chiamo salita... non fosse per la zavorra che portiamo addosso... ma anche se camminassimo senza zavorra... rimarrebbe arduo il cammino... questo perche' non e' "naturale" per l'uomo raggiungere ed oltrepassare i confini della sua naturale "conoscenza"...

Credo sia un punto interessante comprendere che l'umanita' non possa comprendere oltre un certo limite... mentre il singolo uomo, lavorando con incessante impegno, possa oltrepassare questo limite...
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Vecchio 05-02-2007, 14.56.18   #22
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Proviamo uno sforzo di immaginazione:
Immaginiamo un binario che gira in tondo come i trenini giocattolo dei bambini e una galleria che incenerisce e fonde ricreando su nuovi stampi.
Sul trenino ci siamo noi dentro dei palloncini di adeguata misura incollati al vagone, attraverso una cannuccia possiamo inspirare aria che possiamo espirare all'interno del palloncino o ancora fuori, la cannuccia non può essere chiusa, se non ad una certa pressione tramite valvola.
Ci siamo?
Ogni volta che aspiriamo aria se decidiamo di soffiarla dentro gonfiamo il palloncino, se la soffiamo fuori (cioè la usiamo nel mondo) il palloncino non si gonfia ma dato che la cannuccia è sempre aperta tra una boccata e l'altra il palloncino si sgonfia potrebbe quasi soffocarci se arriviamo al minimo (ed quello che succede a chi rivolge troppo e solo fuori l'attenzione) o a non riuscire più a prendere in bocca la cannuccia.
Se invece continuiamo a prendere aria da fuori ed immetterla dentro arriviamo ad un punto in cui la valvola si chiude... e con l'ultima aria che abbiamo nei polmoni possiamo far scoppiare il palloncino prima di finire sotto la galleria.

Si capiscono le sostituzioni no?
la ferrovia è la vita
la galleria è la morte
l'aria e la cannuccia sono le vie e le energie...
il palloncino è il non essere liberi, e scoppiarlo è diventare liberi, liberati (e c'è un perchè a questa forma passiva... senza l'aria....)
se che sia via umida o secca ci fermiamo sempre a mezza via, quel tanto che non scoppia e quel tanto che non soffochiamo... rimaniamo dentro il palloncino.
Seguo con attenzione l'esempio e cerco di carpirne le parti importanti.
Insomma il treno scorre sul binario della vita ed il treno stesso fornisce la " base " sulla quale posizionare i palloncini e cioè noi.
Il palloncino può sia gonfiarsi, e riuscire così a racchiudere l'aria, quindi l'energia, necessaria a che si gonfi oppure può essere solo " passivo" permettendo, di conseguenza, all'aria di non rimanere "bloccata". Nel primo caso si segue una via nel secondo, almeno, non necessariamente.
Il palloncino se " sfrutta " questa energia svolge il lavoro, al quale naturalmente è gia predisposto, altrimenti svolge la sua funzione di passaggio e di " semplice circolo " dell'aria stessa.

Le energie dunque, che il palloncino ha assorbito tramite la cannuccia, ossia la via di Percorrenza, e che gli hanno permesso di gonfiarsi sino ad un certo punto, oltre il quale non è possibile andare a causa della valvola di sicurezza, per l'appunto sono ostacolate da questa valvola in maniera tale che non escono liberate, se non poco prima di arrivare nella galleria.
Insomma questa valvola funziona come circuito di sicurezza che si attiva per pressione e che ci permette da un lato, di contenere l' energia che si è assorbita fino a quando non è arrivato il momento di liberarla e di liberarci e dall'altro di tenerla per fare un certo tipo di lavoro, in questo senso su noi stessi.
La valvola in pratica funge da ostacolo permettendo così la non liberazione dell'energia, ad esempio in un momento che non sia solo quello dell'approssimarsi alla galleria.
L'attenzione in questo caso permette di racchiudere o non l'aria, giacchè se la si sposta troppo verso l'esterno l'energia tende a non rimanere bloccata, al contrario gonfia il palloncino che proprio per la valvola non si gonfierà se non fino al momento della chiusura della valvola che non permette più l'assorbimento.
Ora una Via, sia Secca e sia Umida o di Mezzo, è inserita all'interno di questo sistema tant'è che la sua percorrenza permette l'ulteriore collegamento/passaggio alla energia, in questo caso l'aria del palloncino attraverso la cannucccia, che verrà assorbita. Le energie insomma alle quali si attinge, date dalla Percorrenza, possono riempirmi fino ad un certo punto, che in questo caso presumo sia soggettivo visto che non tutti entrano in galleria allo stesso tempo, oltre il quale si aspetta la possibilità di fare scoppiare e liberare tutto ciò che si è assorbito nel palloncino.
Quindi " fermarsi un momento prima" altro non è che il percorrere una Via che ci permetta di assorbire sino a quel punto .
Se questo è esatto la Via di Mezzo è quella più veloce per arrivare a quel punto di rottura o scoppio.
Mi chiedevo però: possono ad esempio essere " seguite " più Vie?
Mi spiego meglio.
Prendiamo ad esempio la Via di Mezzo.
Questa è la Sintesi delle altre due e che, per questo, non permette alcuno spazio di manovra. E' gia di per se veloce, permettendo cosi un rapido assorbiomento delle energie che servono; da questo presumo che sia impossibile camminare sia su quella di Mezzo che su quella Umida o Secca al fine di accellerare, ancora di più, l'assorbimento. Ci pensavo in quanto, ad esempio ci sono molti che contemporaneamente appartengono a più Ordini, insomma a più correnti che suppongo però siano espressioni di quella Via, anche se con forme diverse.
__________________
Dr. Marc Haven
“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 05-02-2007, 16.22.03   #23
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Originalmente inviato da 'ayn soph Visualizza messaggio
bel paragone indubbiamente, ma si sono toccati vari tasti della tastiera, e alcuni sconfinano in altri argomenti, ad esempio la fonderia che ci ri_fabbrica è una teoria relativa alla reincarnazione o sbaglio?
Ma a prescindere da questo la mia attenzione è andata sul cosiddetto fermarsi a metà strada. Come ci si ferma a metà strada, oppure ci fermiamo o ci fermano?
Secondo me è un insieme di fattori che porta il binario a fermarsi, perchè se seguo il discorso è il binario che si ferma e fa fermare il palloncino con quello dentro, oppure devo arguire che di colpo si salta dal binario (dalla vita) e si resta fermi, ai margini.

Altra cosa è il liberarsi, ma su questo ci vuole ovviamente un'altro trhead dove si specifichi il come liberarsi e da cosa.
No non parlo di reincarnazione... o per lo meno non come passa oggi.... quello di noi che entra con il palloncino si fonde e con la stessa sostanza nasce qualcosa di nuovo, quindi non re.-incarnazione , ma "semplice" incarnazione, quel "noi" è perso in un certo senso... in un'altro sopravvive.
Il binario = vita ovviamente intendendo ciò che comunemente viene considerata vita... se ci si libera del palloncino si sta lo stesso sul vagone fino alla fornace e poi... andiamo fuori argomento come giustamente facevi notare
Molto arguta invece l'osservazione sul se ci fermiamo o ci fermano... direi parafrasando il gergo assicurativo stradale: concorso di colpa.
L' aria che può gonfiare il palloncino è la stessa che gli fa pressione esternamente... quindi una pressione esterna cerca di impedirci di gonfiarlo, la stessa può essere sfruttata per essere liberati.
Per questo sapere che esiste bianco e nero va bene, agire nel bianco va bene, ma bisogna saper usare pure il nero... perchè ad un'altro punto di osservazione sono la stessa cosa...
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Vecchio 05-02-2007, 16.26.20   #24
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Originalmente inviato da Grey Owl Visualizza messaggio

Credo sia un punto interessante comprendere che l'umanita' non possa comprendere oltre un certo limite... mentre il singolo uomo, lavorando con incessante impegno, possa oltrepassare questo limite...
Condivido (anche il resto) ma specifico che da solo puoi arrivare fino al limite, per superarlo serve "l'unione fa la forza"....
Unione.... perchè poi so che qualcuno capisce male... poi che all'interno dell'Unione qualcuno passa e altri lo stesso si fermano per quanto gli tendi una mano fa parte dei misteri del creato...
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Vecchio 05-02-2007, 16.33.24   #25
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Originalmente inviato da jezebelius Visualizza messaggio
Ci pensavo in quanto, ad esempio ci sono molti che contemporaneamente appartengono a più Ordini, insomma a più correnti che suppongo però siano espressioni di quella Via, anche se con forme diverse.
Teoricamente è possibile, se parliamo di veri Ordini, vere Vie etc e se ne siamo capaci.... in realtà credo che ben pochi ne sarebbero in grado almeno fino ad un certo punto.....

Se sai guidare che tu prenda in mano una cinquecento, un ferrari, addirittura un furgone o un pulman (se sai guidare realmente, magari vai più piano ma vai) vai... ma se stai imparando e a scuola guida fai 10 minuti con la cinquecento. poi neanche se partito quasi ti fermi e monti sul camion etc etc

Bisogna tenere presente che tutte le vie sono oggi incomplete a meno che non si trovi qualche depositario quindi in apparenza due vere Vie potrebbero sembrare opposte, in realtà ad una è rimasto alla luce del sole un lato e all'altra il lato opposto... bisognerebbe essere proprio bravini per integrare due cose che ci sembrano opposte senza sapere dove si dovrebbe andare a finire....
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