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Vecchio 02-03-2005, 17.22.46   #1
Uno
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Predefinito Simbologia della Scacchiera

Questa era una discussione iniziata da me nel forum vecchio, Era e Sissi l'hanno già vista ma mi sembrava un peccato lasciarla la a morire.....
Citazione:
Premetto che quello che sto per scrivere è frutto di mie considerazioni, magari suffragate da vaghe reminescenze di letture fatte anni fa.
La scacchiera... interessante per chi conosce un pò di simboli, è formata da un quadrato di 8 caselle per 8 caselle, (8 numero di conoscenza) di cui la metà bianche e la metà nere ( bene e male) e negli scacchi per giocare (la vita) bisogna passare sia sul bianco che sul nero.
Abbiamo 8 pedoni che sono quelli che dobbiamo mandare avanti per primi (tranne nel caso del cavallo che salta) 8 come.... l'ottuplice sentiero? poi tranne il re a la regina il resto dei pezzi sono complementari per esempio una torre destra (intuizione) e una sinistra (razionalità), le torri sui lati sono piazzate massiccie, vanno vie per orizzontale e verticale (su tutta la scacchiera) e spazzano quello che trovano sulla prorpria strada ancora razionalità in senso largo. Il cavallo come abbiamo detto salta è animale se vuole passa prima dei pedoni che dovrebbero aprire la strada.... l'istinto. L'alfiere corre in obbliquo su tutta la scacchiera, come il nostro lato creativo non ha bisogno di trovare la strada dritta, anzi sfrutta le possibilità laterali perchè farteci caso lavorando in obliquo dal nostro punto di vista deve sempre muoversi verso uno dei lati.
e dulcis in fondo Re e Regina(come pezzi ma c'è altro). Che dite continuiamo un'altra volta?
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Vecchio 02-03-2005, 17.25.09   #2
Uno
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Poi Papi inserì questo pezzo (so che non mi dirà niente se faccio un copia incolla anche del suo)
Citazione:
“E quando l'agnello aprì il settimo sigillo, si fece nel cielo un silenzio di circa mezz'ora. E vidi i sette angeli che stavano dinanzi a Dio, e furon loro date sette trombe… E il primo angelo diede fiato alla tromba, e ne venne grandine e fuoco misto a sangue e furono gettati sopra la terra, e la terza parte della terra fu arsa, e la terza parte degli alberi fu arsa, e fu arsa tutta l'erba verdeggiante. E il secondo angelo diede fiato alla tromba e una specie di grande montagna di fuoco ardente fu gettata dal mare, e la terza parte del mare diventò sangue… E il terzo angelo diede fiato alla sua tromba. E dal cielo cadde una stella grande, ardente come la fiaccola… La stella si chiamava Assenzio…"

Anche Ingmar Begman introduce la scacchiera nel suo film il Settimo Sigillo, parabola delle vicende umane e del significato dell'esistenza.

L’avete visto?
Antonius Block sta ritornando col suo scudiero dalla crociata in Terra Santa ed incontra un personaggio alquanto misterioso: ha il volto estremamente pallido ed è vestito di un mantello e di un cappuccio scuri. "Chi sei?", gli chiede il cavaliere. E il personaggio risponde: "Sono la morte." La Morte è venuta a prendere il cavaliere, ma in cambio di una partita a scacchi questi riesce ad ottenere una dilazione al compimento del suo destino. La Morte giocherà come le si addice con i pezzi neri, e perciò il cavaliere avrà il vantaggio della mossa.
La partita incomincia: dopo aver spostato il primo pezzo, i due si lasciano ed il cavaliere raggiunge il suo scudiero. Entrambi riprendono il cammino verso casa, ma sul percorso li attende l'epidemia della peste. Passano davanti a un carrozzone di attori girovaghi e, mentre gli occupanti si risvegliano dal sonno, i due proseguono senza badare loro per la propria strada. Si tratta di due uomini, di una donna e un bambino: Skat, Jof, sua moglie Mia e il loro figlio, Mikael, il cui nome richiama quello dell'Arcangelo Michele, ed un altro passo dell'Apocalisse di Giovanni (12, 7). Mia e Jof discutono del futuro del loro figlio: "Voglio che Mikael abbia una vita migliore della nostra", dice la donna. E Jof le assicura: " Mikael diventerà un grande acrobata, o un giocoliere che riuscirà a fare il numero più incredibile … Far rimanere una palla immobile in aria." Intanto, il cavaliere ed il suo scudiero hanno raggiunto una chiesa dove incontrano un pittore che sta affrescando una Danza Macabra.
Nella chiesa dove il pittore affresca la Danza Macabra, Antonius Block si apparta vicino ad un confessionale. Indotto a credere di parlare con un prete, chi ne ascolta i più intimi segreti dell'anima è invece la Morte, che riesce così a farsi dire quale sarà la sua strategia di gioco
" Voglio parlarti il più sinceramente possibile, ma il mio cuore è vuoto - dice il cavaliere alla Morte - Il vuoto è uno specchio che mi guarda. Vi vedo riflessa la mia immagine e provo disgusto e paura. Per la mia indifferenza verso il prossimo mi sono isolato dalla compagnia umana. Ora vivo in un mondo di fantasmi, rinchiuso nei miei sogni e nelle mie fantasie."
" E' così crudelmente impensabile percepire Dio con i propri sensi? Perché deve nascondersi in una nebbia di mezze promesse e di miracoli che nessuno ha visto?" - dice il cavaliere, che prima di morie vuole delle "garanzie", dalla Morte. E così prosegue: " Perché non posso uccidere Dio in me stesso? Perché continua a vivere in me in questo modo doloroso e umiliante, anche se io lo maledico e voglio strapparlo dal mio cuore? E perché, nonostante tutto, continua ad essere una realtà illusoria da cui non riesco a liberarmi … Io voglio sapere. Non credere. Non supporre. Voglio sapere. Voglio che Dio mi tenda la mano, che mi sveli il suo volto, mi parli … Lo chiamo nelle tenebre, ma a volte è come se non esistesse. " " Forse non esiste" , gli replica la Morte. E il cavaliere risponde: " Allora la vita è un assurdo errore. Nessuno può vivere con la Morte davanti agli occhi sapendo che tutto è nulla."
E il cavaliere non manca neppure di far riferimento al tema dell' "esistenza inautentica": " La mia vita è stata vuota, l'ho passata ad andare a caccia, a viaggiare, a parlare a vanvera di cose insignificanti. Lo dico senza amarezza né rimorso, perché so che la vita della maggior parte della gente è così."
Ma ora Antonius Block vuole compiere "un'ultima azione che abbia un senso": la sua partita a scacchi con la morte.
Fuori dalla chiesa, s'imbatte in alcuni soldati che mettono in ceppi una strega. Riprende il cammino e, giunto nei pressi di un gruppo di abitazioni, il suo scudiero s'incammina alla ricerca di un pozzo dove rifornirsi d'acqua. In una delle case incontra Raval, che sta derubando una povera vedova. Lo scudiero lo riconosce: è lo stesso uomo che diversi anni prima aveva indotto il suo padrone ad abbracciare la causa della crociata. Lo mette in fuga e quindi invita la vedova ad unirsi a lui ed al cavaliere. Nelle vicinanze di una locanda, Skat, Mia e Jof stanno rappresentando una commedia. L'argomento riguarda l'infedeltà di una donna e la gelosia del marito. Ben preso la farsa si trasforma però in un episodio "reale", con Skat che prende la fuga con la moglie del fabbro Plog. Si tratta di una commedia nella commedia e ancora una volta, come nel caso degli scacchi o della Danza Macabra nei Misteri, di una rappresentazione simbolica:
La commedia inscenata dagli attori girovaghi cessa bruscamente all'apparire di una processione di flagellanti che annunciano con la loro presenza l'arrivo dell'epidemia pestilenziale. Nella vicina locanda, il cavaliere chiacchiera col suo scudiero, il fabbro Plog va alla ricerca di sua moglie, ed altri ospiti discorrono sul Giudizio Universale e sui segni che ne costituiscono l'annunzio. Fa la sua comparsa anche Raval che istiga il fabbro contro Jof, mentre a non molta distanza dalla locanda il cavaliere si trova presso il carrozzone degli attori e parla con Mia. Sopraggiunto Jof, il cavaliere propone loro di attraversare la foresta durante la notte, viaggiando in direzione opposta al percorso lungo il quale si sta diffondendo la peste. Il cavaliere riprende la partita a scacchi con la Morte.
A sera, gli attori, Antonius Block ed il suo scudiero si riuniscono alla locanda, dove si aggrega a loro anche Plog. Calata la notte, s'inoltrano nella foresta ed incontrano un corteo di soldati che conducono al rogo la strega veduta il giorno innanzi dal cavaliere davanti alla chiesa. Al limite della foresta, la compagnia incontra anche Skat e la moglie del fabbro, che subito si avventa contro il rivale. Questi, per salvarsi, finge il suicidio con un pugnale da scena. Lascia che tutti si allontanino e quindi si arrampica su di un albero per riposarsi un poco. Risvegliato dal rumore si una sega, si accorge di essere al cospetto della Morte, che sta tagliando l’albero su cui si è appisolato..il suo tempo è scaduto.
Segue l'incontro con Raval. Colpito dal morbo pestilenziale, giace pure lui nei pressi di un albero abbattuto. Intanto, il cavaliere riprende la sua partita a scacchi con la Morte, che improvvisamente si rende manifesta anche a Jof. Questi allora prende con sé la moglie ed il figlioletto, e si allontana dal gruppo fuori dalla foresta. Accortosi della loro partenza Antonius Block può finalmente perdere la partita: è riuscito ad ingannare la Morte per il tempo sufficiente a permettere la salvezza dei due attori e del piccolo Mikael.
L'indomani Antonius Block raggiungerà il proprio castello dove ritrova la sua sposa, oramai invecchiata. Il loro destino e il destino dei suoi amici si compie. Lontano, Jof racconta alla moglie di avere avuto una visione: la Morte trascina con sé in una danza il cavaliere, lo scudiero Plog sua moglie e tutti gli altri, e in fondo al corteo c'è Skat, il giullare, "la pioggia cade sui loro volti e lava le loro guance dal sale delle lacrime."
Jof e Mia sono salvi e forse, un giorno, Mikael potrà fermare il tempo, sconfiggere il serpente antico e contemplare l'Essere nella sua fissità eterna, come una palla immobile nell'aria.
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Vecchio 02-03-2005, 17.28.44   #3
Uno
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Poi io continuai così.... (in mezzo c'erano un paio di commenti di Era di scarso valore )
Citazione:
Ok ero arrivato ai pezzi forti il Re e la Regina, sono per eccellenza il lato destro intuitivo e il sinistro razionale, se ci fate caso il Re è indispensabile, se muore lui la partita è finita, però pur potendo muoversi in tutte le direzioni.. può fare un passo per volta cioè, esempio stupidissimo e poco attinaente ma che spero rendi l'idea, per contare 4 oggetti, la ragione fa 1+1+1+1=4 cioè un passo per volta, in vece l'intuito (la regina) si muove velocemente e afferra in un colpo solo se ha gli spazi aperti, non ha ostacoli, da una parte all'altra della scacchiera cioè la vita simbolica, con tutti i suoi conflitti le sue difese i suoi attacchi, le sue riflessioni, con il sacrificio di un pezzo per salvarne un'altro, quante volte nella vita dobiamo farlo?
Poi ci potrebbero essere altre piccole sfumature l'8, che abbiamo detto di conoscenza, sulla base (potenzialità di nascita) moltiplicandolo per l'8 del percorso che ci porta dall'altra parte (conoscenza maturata con l'esperienza) fa 64 6+4=1 tutto è Uno (non inteso come me ).
Con questo volevo solo dirvi come si trova una chiave di lettura ( spesso usando i numeri) su qualsiasi aspetto della nostra vita, certo non siamo obbligati, c'è a chi non gliene può fregà de meno...
Tanto per finire le curiosità sulla scacchiera, (in questo caso senza scacchi) sapete la storiella del saggio che facendo un piacere ad uno sceicco ebbe il diritto di esprimere un desiderio?
Qua la discussione era finita (c'è stato il trasloco del forum)...
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Vecchio 02-03-2005, 19.19.50   #4
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mi sa che devo stampare, troppo interessante per essere letta velocemente...questo sito mi piace sempre di più, colgo l'occasione per complimentarmi nuovamente con il Capo e la sua conoscenza ben sfruttata. Sono seria
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Vecchio 13-12-2005, 10.35.44   #5
Sole
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Io a scacchi ho vinto rarissime volte ... mi manca l'attenzione e la concentrazione necessaria ( sto migliorando però, eh !? ) ... ed anche questo credo sia molto simbolico .. no ?
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Vecchio 13-12-2005, 20.36.38   #6
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se ho ben capito (ma non credo) gli scacchi visti come metafora della vita?
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Vecchio 14-12-2005, 12.25.15   #7
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Predefinito Riferimento: Simbologia della Scacchiera

Sì conosco la storiella....ne ho trovato una versione on line.....

Citazione:
Nei tempi antici, un saggio eremita aiutò, con i suoi consigli, il re
di una regione dell’India a risolvere un problema grave che da tempo affliggeva tutti.
Il re, per ringraziare il saggio, promise che gli avrebbe dato qualunque cosa egli avesse chiesto.
Il saggio, che sapeva bene quanti sudditi soffrissero la fame, chiese di prendere una scacchiera e di avere tanti chicchi di riso quanti risultavano da questa procedura: un chicco sul primo quadrato, due sul secondo, quattro sul terzo e cosi’ via, raddoppiando il numero di chicchi ad ogni quadrato.
Il re ed i suoi cortigiani sorrisero all’ingenuità del saggio, poi si resero conto che non sarebbe bastato tutto il riso mai coltivato !
Forse nella versione dello sceicco invece del chicco di grano chiedeva un granello d'oro......
Ora però devo chiudere

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Vecchio 26-01-2006, 12.02.07   #8
seleparina
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Ehm...se la vita può essere paragonata alla scacchiera, compresi Pedoni, Alfieri, Torri, Cavalli, Re e Regina...le mie mosse dipenderanno dalla posizione in cui si trovano i pezzi dell'avversario...io osservo, ragiono, prendo la decisione e faccio la mia mossa ma................................................ ...............................................








con chi sto giocando?
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Vecchio 26-01-2006, 13.37.21   #9
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Citazione:
Originalmente inviato da seleparina
Ehm...se la vita può essere paragonata alla scacchiera, compresi Pedoni, Alfieri, Torri, Cavalli, Re e Regina...le mie mosse dipenderanno dalla posizione in cui si trovano i pezzi dell'avversario...io osservo, ragiono, prendo la decisione e faccio la mia mossa ma................................................ ...............................................








con chi sto giocando?

Con Te stessa no?
Anche negli scacchi in realtà giochi "contro" i tuoi errori... la versione semplificata per farti capire potrebbe essere quel gioco delle X e dei cerchi sulla tabella quadrata di 9 caselle...
Ci hai fatto caso? Chi Inizia potrebbe vincere sempre se non sbaglia
Se perde non è perchè l'altro è + bravo... ma perchè ha sbagliato... peccato...
E serve solo la ragione
Negli scacchi con 64 caselle e tutto il resto la cosa si complica...
La ragione basta purchè l'intuito ti dia una mano nel comprendere quale tua mossa può essere frutuosa nel range (scelta) che l'altro ti mette a disposizione (trasportando la metafora: quello che ti è permesso dalle leggi universali a cui sei sottoposta nel piano in cui ti trovi)
Nella vita la ragione da sola non può più seguire tutto, fa solo un lavoro di trasporto nella realtà... senza l'intuito non si fa niente.
--------------------------------------------------

Brava Cat la nostra archivista....
No no era grano anche nell'altra versione... che poi è la stessa cambiano i nomi...
Non per niente il grano è l'oro vegetale... e non solo per il colore a maturazione.... l'oro è importante in tutte le sue forme... e dipende dallo scopo/momento quale è la forma che serve.

P.s che cosa vedete nella metafora del radoppio per ogni casella?
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Vecchio 27-01-2006, 13.57.06   #10
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Originalmente inviato da Uno
P.s che cosa vedete nella metafora del radoppio per ogni casella?
Mah, così a naso, proverei a prendere una spirale regolare e calcolare l'area dei vari cerchi successivi (come se fossero chiusi)... bon, non ho provato... ma così, a naso...
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Vecchio 27-01-2006, 14.10.32   #11
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... io ci vedo una successione ... di cosa non so .. ma una successione ..
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Vecchio 27-01-2006, 15.01.26   #12
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Mah, così a naso, proverei a prendere una spirale regolare e calcolare l'area dei vari cerchi successivi (come se fossero chiusi)... bon, non ho provato... ma così, a naso...
Eh si Ray, se consideri la spirale naturale (cioè quella che possiamo osservare in natura) è così in effetti...poi ci sono varie costruzioni geometriche di spirale, ma quella con le proporzioni obbedienti alle Leggi Universali è proprio composta così

Ho provato a immaginare realmente cosa significhi porre sul quadrato successivo il doppio della quantità di chicchi di grano del quadrato precedente...facciamo finta che il numero dei chicchi corrisponda invece all'altezza di un gradino...vi immaginate salire al successivo cosa diventerebbe ogni volta?
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Vecchio 27-01-2006, 15.45.14   #13
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Si, la spirale naturale ne è la conseguenza, ma in questo raddoppiarsi ogni volta io vedo il "portarsi dietro il bagaglio di ciò che è già stato"....

Perciò se sono arrivato a 4, il prossimo salto sarà di nuovi 4 più i 4 vecchi che in questo modo non andranno persi ma si integreranno nel nuovo "livello" raggiunto...
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Vecchio 27-01-2006, 15.48.56   #14
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...e solo perchè i primi 4 hanno trovato i loro corrispettivi "secondi" 4...il loro doppio appunto
seleparina non è connesso   Rispondi citando
Vecchio 27-01-2006, 15.58.55   #15
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Citazione:
Originalmente inviato da Kael
Si, la spirale naturale ne è la conseguenza, ma in questo raddoppiarsi ogni volta io vedo il "portarsi dietro il bagaglio di ciò che è già stato"....

Perciò se sono arrivato a 4, il prossimo salto sarà di nuovi 4 più i 4 vecchi che in questo modo non andranno persi ma si integreranno nel nuovo "livello" raggiunto...
si, anche io qualcosa del genere, compresi i granelli secchi e neri ..

se la scacchiera rappresenta la vita ...
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Vecchio 27-01-2006, 16.07.09   #16
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Aiuto, mi sto perdendo

Ma scusate, la divisione meiotica delle cellule cos'è? Il doppio del doppio di prima del doppio del doppio...fino a 1 unità che li comprende tutti
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Vecchio 06-01-2007, 21.25.33   #17
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Non ho spostato il thread in questa nuova sezione perchè ha un campionato olimpico, ma perchè comunque allena, anche se non il corpo, la mente in generale.
Così coglieremo l'occasione per riprendere in mano questa discussione
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Vecchio 11-03-2007, 20.45.14   #18
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Trovo parecchio simbolico anche il fatto che i pedoni (i pezzi meno importanti della scacchiera) hanno la facoltà di essere "promossi" a regina (ma anche ad altri pezzi) se arrivano sull' ottava traversa...

I pedoni quindi come bambini... sono ancora indifferenziati, si muovono di un passo alla volta (tranne alla partenza che possono farne due), e a differenza degli altri pezzi non possono retrocedere... Tante metafore dunque... e infine come detto se arrivano sull'ottava traversa (che sarebbe quella da cui partono il re e regina avversari) hanno la facoltà di essere promossi a qualsiasi pezzo...

Inoltre ogni schieramento si compone di due file: dietro i pezzi forti, che come abbiamo visto sono a coppie di due (tranne re e regina Unici) e davanti invece 8 pedoni identici per ogni colonna. Come se ogni pezzo avesse davanti il suo corrispettivo pedoncino... Il dietro è formato, il davanti ancora indifferenziato...
Molto spesso, per quanto poco importanti, sono proprio i pedoni a far vincere le partite... Un vantaggio di un pedone può essere s-fruttato alla fine, quando il pedone raggiunge l'ottava e si trasforma in ciò che vuole...
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Vecchio 11-03-2007, 23.14.13   #19
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Beh, tu l'hai messo tra parentesi, però è interessante che i pedoni/bambini possano saltare una casella quando fanno la prima mossa, come se prima di entrare in gioco abbiano una possibilità maggiore, ma una volta manifestati come pezzi giocanti debbano obbligatoriamente fare un passetto per volta. Le leggi a cui siamo sottoposti in questo piano iniziano ad essere inderogabili solo dopo che ci si è mossi/attivati.
E' interessante anche che debbano avanzare solo sulla loro colonna... a meno che non mangino una pedina avversaria. In questo caso avanzano in diagonale, come gli alfieri/intuito, ma poi devono restare sulla nuova colonna.

Saltando di palo in frasca una curiosità. Il nome "scacco", se se ne ricerca l'origine, si arriva a farl derivare, passando per l'antico provenzale, dal persiano shah (da cui scià) che vuol dire re. Beh certo, direte, il centro del gioco è il re. Si, però io direi anche che questo collega il gioco alla tradizione "regale" o, se vogliamo, all' ars regia...
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Vecchio 24-03-2007, 10.48.37   #20
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Ancora qualche considerazione... I due schieramenti sulla scacchiera sono stranamente speculari, diversamente da quasi tutti gli altri giochi/sport in cui ad esempio se uno batte da destra, anche l'altro batterà da destra. Negli scacchi invece, il Re bianco si trova a destra della sua regina, mentre il Re nero si trova a sinistra... (tutti gli altri pezzi "sembrano" disposti in maniera non speculare solo perchè non sono unici ma a coppie... se il cavallo bianco a destra del Re avesse una crocetta in testa, nel nero questa l'avrebbe il cavallo a sinistra del re, ecc..)
Come un combattere allo specchio dunque, come combattere contro se stessi...

Il gioco si compone sostanzialmente di 3 fasi:
Apertura
Mediogioco
Finale

Brevi accenni:
Apertura: non esiste ancora una strategia definita. I giocatori si limitano a prendere il controllo del centro e a posizionare nel miglior modo possibile i propri pezzi, in modo che abbiano la maggior possibilità di movimento, non sapendo ancora come si svilupperà la partita si tengono aperte il maggior numero di strade... I due schieramenti iniziano a prendere una forma manifesta ma che ancora contiene in potenza la possibilità di nuove forme.

Mediogioco: è il cuore della partita. I due schieramenti si sono manifestati, hanno preso una forma visibile e iniziano a darsi battaglia. Chiaro che chi ha eseguito l'apertura migliore si trova in vantaggio, avendo assunto una "forma" nettamente superiore a quella dell'avversario... A questo punto inizia la strategia, si cerca di sfondare il nemico laddove si siano individuati dei punti deboli. Chi ha ottenuto sulla scacchiera la forma migliore si troverà a "spingere", mentre l'altro dovrà difendersi, "tirando" avanti per la sua sopravvivenza... (vedi "Quanto contano i versi?")

Finale: è una parte puramente tecnica, in cui va concretizzato il vantaggio ottenuto dapprima nell'apertura ma poi manifestato nel mediogioco. Va detto che in molte partite non si arriva neppure al finale, in quanto uno dei due avversari riesce a ri-solvere (...) la battaglia già nel mediogioco, con uno scacco matto originale o un abbandono dell'avversario.

Questa è solo una panoramica incompleta e superficiale, ma penso che già basti per trovare molti spunti. In realtà, se la partita è suddivisibile in queste tre fasi (non nette, ma che vanno sfumando una nell'altra..) è anche vero che queste tre fasi si susseguono con una certa ciclicità nel corso della battaglia. Ogni mossa d'apertura è in potenza il mediogioco o il finale, cosi come ogni mossa del mediogioco può essere un'apertura o un finale, ecc ecc..

Una partita di scacchi è un continuo di solve et coagula, una forma può essere necessaria in un certo momento della partita ma poi deve essere abbandonata, trasmutata in qualcos'altro...

PS: A titolo informativo, Kasparov ha battuto nella prima partita Deep Blue (il mostruoso e potentissimo computer dell'IBM) con un'apertura del tutto assurda che ogni maestro di scacchi definirebbe sbagliata... Eppure, è stato proprio questo a farlo vincere: assumere una "forma" talmente nuova e imprevedibile che il computer non era in grado di prevedere e l'ha visto soccombere...
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