Ermopoli
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Vecchio 17-02-2010, 10.14.54   #1
Uno
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Predefinito Ancora sugli Iniziati

Sposto il discorso che origina dal 3d http://ermopoli.it/portale/showthrea...newpost&t=5071

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dunque la via dell'Iniziazione è una via di dolore, di accettazione della sofferenza al punto di essere indifferente alla morte.
e allora l'iniziato non ha più timore della morte, è libero dalla paura...la sua libertà consiste in questo?
No, non si può dire che l'Iniziazione sia per forza una via di dolore.
Può essere anche o solo questo.
Dipende da chi viene iniziato, dalle circostanze, dal momento e come conseguenza di tutto questo anche da chi Inizia l'Iniziando.
Si invece che, tra gli effetti facilmente descrivibili, l'Iniziato non ha più paura di morire, è già morto pur essendo più vivo degli altri. Questo non significa che non tiene in considerazione la Vita, anzi l'Ama a tal punto che se è necessario può perderla, ma solo se è necessario, non è un suicida o un assassino.
Con Vita intendo a tutti i livelli, compresi quelli che non sono descrivibili, non intendo solo il mero pulsare di un cuore.
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Vecchio 17-02-2010, 11.54.43   #2
m@pi
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Sposto il discorso che origina dal 3d http://ermopoli.it/portale/showthrea...newpost&t=5071



No, non si può dire che l'Iniziazione sia per forza una via di dolore.
Può essere anche o solo questo.
Dipende da chi viene iniziato, dalle circostanze, dal momento e come conseguenza di tutto questo anche da chi Inizia l'Iniziando.
Si invece che, tra gli effetti facilmente descrivibili, l'Iniziato non ha più paura di morire, è già morto pur essendo più vivo degli altri. Questo non significa che non tiene in considerazione la Vita, anzi l'Ama a tal punto che se è necessario può perderla, ma solo se è necessario, non è un suicida o un assassino.
Con Vita intendo a tutti i livelli, compresi quelli che non sono descrivibili, non intendo solo il mero pulsare di un cuore.
eppure spesso passiamo per il dolore prima di arrivare a cercare uno scopo più alto nella vita del semplice semplice pulsare del cuore, io per prima ci ho dovuto battere la testa tante volte, è come se il dolore ci affina le armi, ci spinge verso la ricerca e ci rende più sensibili, a volte ho provato delle incomprensibili gioie proprio mentre il dolore soffocava la mia vita, nel cercare di guardarlo per esorcizzarlo distaccandomene si sono ritrovata in stati di serena gioia che ancora oggi non mi spiego
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Vecchio 18-02-2010, 00.40.11   #3
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Si invece che, tra gli effetti facilmente descrivibili, l'Iniziato non ha più paura di morire, è già morto pur essendo più vivo degli altri.
L'Iniziato, sulla via della ricerca interiore, muore ai richiami terreni, ai bassi istinti, si purifica e si avvicina alla verità a tal punto che diventa come morto ai sensi?
Come Essere, invece, depurato dalle scorie dei sensi, è più vivo perchè più vicino alla Verità?
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Vecchio 18-02-2010, 01.31.37   #4
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Forse ci si incammina verso la verità affinando, cercando di affinare la propria sensibilità, cercando di estraniarsi dalla baraonda, dal mercato che può essere talvolta la vita quotidiana. Cioè non voglio dire che sia necessario isolarsi, diventare anacoreti, ma prendere un po' le distanze da ritmi frenetici a cui spesso si è sottoposti. Coltivare il bello in multiformi direzioni...

Il dolore ha da insegnare molto. Se "usato" sapientemente ci rende più umili, più ricettivi, anche più empatici probabilmente. Ma anche la gioia che si prova in certi frangenti non è da sottovalutare. Quei momenti in cui ci sentiamo tutt'uno con la natura, ecco quei momenti francescani di amore per le creature, per il cosmo...e ...per i nostri simili... quante porte aprono nel nostro cuore.
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Vecchio 18-02-2010, 01.54.05   #5
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Si invece che, tra gli effetti facilmente descrivibili, l'Iniziato non ha più paura di morire, è già morto pur essendo più vivo degli altri. Questo non significa che non tiene in considerazione la Vita, anzi l'Ama a tal punto che se è necessario può perderla, ma solo se è necessario, non è un suicida o un assassino.
..........
Al momento dell'Iniziazione, quando l'iniziando sperimenta la morte, deve aver già superato la paura?

A senso direi che non è possibile non averne paura senza averla sperimentata, ma per farlo, bisogna senza dubbio essere pronti...

Ultima modifica di RedWitch : 18-02-2010 alle ore 01.56.43. Motivo: ripetizione inutile
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Vecchio 18-02-2010, 10.30.20   #6
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Al momento dell'Iniziazione, quando l'iniziando sperimenta la morte,
per essere iniziati bisogna sperimentare la morte?.....

(perdonate la mia ignoranza..)
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Vecchio 18-02-2010, 12.32.17   #7
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L'Iniziato, sulla via della ricerca interiore, muore ai richiami terreni, ai bassi istinti, si purifica e si avvicina alla verità a tal punto che diventa come morto ai sensi?
Come Essere, invece, depurato dalle scorie dei sensi, è più vivo perchè più vicino alla Verità?
Poeticamente si può dire così

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Il dolore ha da insegnare molto. Se "usato" sapientemente ci rende più umili, più ricettivi, anche più empatici probabilmente. Ma anche la gioia che si prova in certi frangenti non è da sottovalutare. Quei momenti in cui ci sentiamo tutt'uno con la natura, ecco quei momenti francescani di amore per le creature, per il cosmo...e ...per i nostri simili... quante porte aprono nel nostro cuore.
Proprio così la sofferenza e la gioia sono due facce della stessa medaglia. Generalmente sfruttiamo meglio il dolore, ma questo non vuol dire che non si possano ottendere dei risultati anche con la gioia.

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Al momento dell'Iniziazione, quando l'iniziando sperimenta la morte, deve aver già superato la paura?

A senso direi che non è possibile non averne paura senza averla sperimentata, ma per farlo, bisogna senza dubbio essere pronti...
Ma come fai ad esser pronto su una cosa che non hai mai fatto?

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per essere iniziati bisogna sperimentare la morte?.....
(perdonate la mia ignoranza..)
Prendendo per buono che non è una domanda retorica si che bisogna sperimentare la morte.
Se Gigi viene iniziato al tiro con l'arco non muore il Gigi che non sa tenere in mano l'arco? Se quel Gigi arco-incapace non muore non può nascere il Gigi arciere.
Si può pensare che il passaggio può essere sfumato e quindi non percepibile e sperimentabile. In realtà tanto più la nuova realtà è grande tanto più il passaggio è sconvolgente in tutti i sensi (letteralmente). Quindi se parliamo di Iniziazione.....

Approfitto anche per chiarire una cosa. Sulla morte di solito ci sono due barricate: quelli per cui morte significa fine di tutto senza ricorsi in appello, e quelli per cui morte alla fin fine è un passaggio bla bla ma rimane tutto uguale identico etc...
In realtà la morte è la fine di una determinata organizzazione di elementi per un fine, ne più ne meno.
Se tolgo le gambe ad un tavolo e appoggio il piano ad una parete e le gambe sul pavimento potrei dire (non si usa, ma non è scorretto) che il tavolo è morto. Idem con le cellule di un corpo umano, solo che in questo definiamo morte anche lo stato in cui sono ancora unite, in ogni caso hanno finito di essere organizzate a mantenere l'entità corpo.
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Vecchio 18-02-2010, 15.04.37   #8
Edera
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L'iniziazione è qualcosa che ho sempre cercato, che mi ha sempre affascinato e che ho sempre temuto.
Cercandola ho trovato solo fuffa e business, poi mi è stato detto che quando l'allievo è pronto il maestro arriva. Ho considerato maestri tutti i libri che ho letto e tutte le persone che mi hanno fatto fare passi in avanti, Ermopoli per me è un maestro, voi tutti lo siete. Ma la vera Iniziazione quella di cui parlate credo mi sia sempre sfuggita, forse è giusto così, forse arriverà, forse no, ma credo che cercarla come facevo in passato non porti lontano. A dire la verità una volta è successo, ho avuto l'occasione. Ma la strada mi è apparsa troppo nera e qualcosa nel cuore mi ha detto no. Mi chiedo anche se sia qualcosa a cui pochi sono destinati alla nascita o se tutti potenzialmente possono incontrarla nella loro strada.
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Vecchio 18-02-2010, 16.15.36   #9
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Prendendo per buono che non è una domanda retorica

no non era una domanda retorica....anni fa ho temuto..anzi
ero già pronto a morire.
Tutto questo nell'arco di una giornata,da quel momento sotto
molti aspetti la mia vita è cambiata.
La domanda è sorta,ripensando a questo accadimento.
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Vecchio 18-02-2010, 18.09.06   #10
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L'iniziazione è qualcosa che ho sempre cercato, che mi ha sempre affascinato e che ho sempre temuto.
Cercandola ho trovato solo fuffa e business, poi mi è stato detto che quando l'allievo è pronto il maestro arriva. Ho considerato maestri tutti i libri che ho letto e tutte le persone che mi hanno fatto fare passi in avanti, Ermopoli per me è un maestro, voi tutti lo siete. Ma la vera Iniziazione quella di cui parlate credo mi sia sempre sfuggita, forse è giusto così, forse arriverà, forse no, ma credo che cercarla come facevo in passato non porti lontano. A dire la verità una volta è successo, ho avuto l'occasione. Ma la strada mi è apparsa troppo nera e qualcosa nel cuore mi ha detto no. Mi chiedo anche se sia qualcosa a cui pochi sono destinati alla nascita o se tutti potenzialmente possono incontrarla nella loro strada.
credo che potenzialmente tutti possiamo incontrarla, forse la incontriamo ma non ce ne accorgiamo e passiamo oltre, iniziazione forse è anche un semplice intuire o provare qualcosa di nuovo che ci cambia la vita
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Vecchio 19-02-2010, 02.18.30   #11
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Ma come fai ad esser pronto su una cosa che non hai mai fatto?
Non lo so...se mi preparo per un esame, avrò più possibilità di superarlo, se ho studiato, ho fatto del mio meglio, dovrei essere pronta, poi non c'è certezza che l'esame vada bene.. è comunque un salto nel vuoto. Allo stesso modo pensavo che ci si potesse preparare alla morte iniziatica, ma è vero che se non si sperimenta una cosa, non si puo' essere pronti, perchè non si sa cosa ci aspetta.. per quanto ci si possa preparare si va verso l'ignoto... ma allora il Maestro come sa quando è il momento giusto?
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Vecchio 19-02-2010, 10.11.59   #12
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In passato mi ero riempito la testa di fuffa sulle iniziazioni. Credevo fosse un ricevere in dono qualcosa e con questa essere iniziato. Per rendere l'idea di cosa credevo fosse l'iniziazione, era come se il maestro di arco mi consegnasse l'arco e da quel momento ero diventato di fatto arciere.

Ora penso che l'iniziazione sia come lo spezzarsi di un'anello della catena dove la catena sono gli accadimenti della nostra vita.
Poeticamente la catena ci tiene legati alle cause-effetti del nostro quotidiano torpore.
Allegoricamente la catena è il nostro vivere senza soluzione di continuità e quindi nulla cambia e non vi è un nuovo inizio, quello che di fatto è per l'iniziato.
Penso che la nostra prima iniziazione sia stato uscire dal grembo materno, nascere e diventare indipendenti da nostra madre (indipendenti fino ad un certo punto).

L'iniziato attraverso lo sforzo, il lavoro di mente,corpo e anima giunge ad un punto in cui il Maestro gli appare ed in quel momento spezza l'anello della catena. Quello che era prima termina, muore per così dire. Inizia una nuova catena, una nuova vita per la mente,corpo e anima.
Fisicamente il corpo cambia, la mente cambia e l'anima è più luminosa.

In questo credo fermamente ora, all'iniziato non viene dato in dono l'iniziazione. L'iniziato prima di essere tale, si è tolto, ha eliminato tutta una serie di balzelli, con lavoro costante e continuo egli ha limato via il ferro, ha spezzato l'anello che lo teneva legato.

Gli iniziati sono uomini che hanno lavorato e sofferto per ottenere la libertà.
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Vecchio 19-02-2010, 11.09.32   #13
William
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Penso che la nostra prima iniziazione sia stato uscire dal grembo materno
quì ti condivido pienamente..con questo non voglio dire che
il resto del discorso sia da meno,anzi ti dirò sotto certi aspetti
abbiamo dei punti in comune...limitatamente al mio punto di vista,naturalmente. (se vuoi anche del momento)
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Vecchio 19-02-2010, 11.39.03   #14
Edera
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credo che potenzialmente tutti possiamo incontrarla, forse la incontriamo ma non ce ne accorgiamo e passiamo oltre, iniziazione forse è anche un semplice intuire o provare qualcosa di nuovo che ci cambia la vita

Quindi secondo te non c'è predestinazione.. Iniziati non si nasce ma si diventa e tutti possono diventarlo?
Se l'Iniziazione è un'intuizione che ti cambia allora sono d'accordo anche un libro può esserlo, ma mi sembrava di aver letto che la vera Iniziazione passa sempre attraverso un maestro e apre una Via, non sarebbe quindi una porta raggiungibile da soli a parte rari casi che hanno segnato la storia.. Per questo mi chiedevo se a quella porta possono arrivarci tutti o solo alcuni per cui è già stato previsto l'attraversamento della soglia in un modo o nell'altro
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Vecchio 19-02-2010, 11.46.50   #15
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Quindi secondo te non c'è predestinazione.. Iniziati non si nasce ma si diventa e tutti possono diventarlo?
Se l'Iniziazione è un'intuizione che ti cambia allora sono d'accordo anche un libro può esserlo, ma mi sembrava di aver letto che la vera Iniziazione passa sempre attraverso un maestro e apre una Via, non sarebbe quindi una porta raggiungibile da soli a parte rari casi che hanno segnato la storia.. Per questo mi chiedevo se a quella porta possono arrivarci tutti o solo alcuni per cui è già stato previsto l'attraversamento della soglia in un modo o nell'altro

A mio avviso è una porta aperta a tutti, certo per alcuni sarà più facile raggiungerla per altri più difficile, ma esclusioni a prescindere non credo ve ne siano, a parte casi estremi , per esempio malattie gravissime, handicap tremendi che sorgono sin dall'infanzia ecc.
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Vecchio 19-02-2010, 12.00.43   #16
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Quindi secondo te non c'è predestinazione.. Iniziati non si nasce ma si diventa e tutti possono diventarlo?
Se l'Iniziazione è un'intuizione che ti cambia allora sono d'accordo anche un libro può esserlo, ma mi sembrava di aver letto che la vera Iniziazione passa sempre attraverso un maestro e apre una Via, non sarebbe quindi una porta raggiungibile da soli a parte rari casi che hanno segnato la storia.. Per questo mi chiedevo se a quella porta possono arrivarci tutti o solo alcuni per cui è già stato previsto l'attraversamento della soglia in un modo o nell'altro
Una possibilità è che sia stata dal Maestro vista nei vari possibili futuri che l'iniziando può percorrere, però la mia è solo un'ipotesi

Per quanto riguada l'iniziazione Vera e propria non saprei, so invece che in un certo Ordine che conoscevo vi era come iniziazione la rappresentazione della Morte e Rinascita di Osiride, veniva proprio mimata dal gruppo compreso lo Jerofante e l'iniziando veniva ucciso a sua insaputa, in pratica si prendeva una botta in testa dopo aver visto avventarsi delle persone su di lui, con coltelli tutti vestiti per il rito, in poche parole se la faceva sotto dalla paura perchè non se lo aspettava. Ma questa credo fosse solo una rappresentazione di ciò che invece avveniva in Egitto patria delle antiche Iniziazioni. Da li poi si intraprendeva la Via e una serie di Lavori su di sè e per gli altri oltre a studi vari

Chissà perchè io invece mi aspetterei che il Maestro mi facesse uscire dal mio corpo fisico per entrare in un altro, un po' come avviene alla morte, lascerò il mio corpo fisico che tornerà al tutto, al mondo da cui proviene, per provare la vita nel primo altro mio mondo, sempre se l'ho creato perchè sino a che non l'avro costruito non potrò farlo, poi li come Virgilio lo vedo accompagnarmi. La vedo come la seconda nascita e forse non ne sono sicura come del resto, forse ha a che vedere con l'Unzione
Bon credo di aver tirato fuori tutto giusto o sbagliato che sia


P.S. Forse necessitano anche delle capacità psicofisiche, insomma una predisposizione tutte cose che un Maestro può osservare prima, il corpo dovrà sopportare una trasformazione atomica se non dico eresie lenta lunga e dolorosa mica una robetta da niente mi sa
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Ultima modifica di griselda : 19-02-2010 alle ore 12.18.01. Motivo: ps
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Vecchio 19-02-2010, 18.05.46   #17
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Se l'Iniziazione è un'intuizione che ti cambia allora sono d'accordo anche un libro può esserlo, ma mi sembrava di aver letto che la vera Iniziazione passa sempre attraverso un maestro e apre una Via, non sarebbe quindi una porta raggiungibile da soli a parte rari casi che hanno segnato la storia.. Per questo mi chiedevo se a quella porta possono arrivarci tutti o solo alcuni per cui è già stato previsto l'attraversamento della soglia in un modo o nell'altro
Possono esserci tante piccole iniziazioni, un libro, una frase, un avvenimento, una persona ecc ecc, tantissime piccole cose che ti iniziano ad un cambiamento e poi ci sono le Iniziazioni per le quali una volta occorreva un rituale oggi forse non occorre più e nel percorso ti ritrovi in un'Iniziazione e devi saperla prendere.
Un'Iniziazione banalizzando moltissimo è un inizio verso qualcosa che all'improvviso, mentre vuoi fare una cosa, arriva il come farlo, e pouff da quel momento puoi e devi ripeterlo. Non è facile. Io la definirei un passaggio, un'acquisizione di capacità potenziale in più. Potenziale però, poi ci deve lavorare sopra.

Il Maestro che apre la via lo abbiamo avuto era Gesù Cristo. Ha aperto la Via (leggendo qui è più chiaro) per tutti, questo vuol dire che ha dato la possibilità a tutti, ma possibilità non vuol dire che tutti riescano a finire.
Credo poi che il numero di Adepti dipenda dall'epoca in cui si vive per una questione di equilibri universali ma in una visione molto più vasta tutti sono finiti (o tutto è).
Il Maestro che ti guida serve, eccome se serve ma realmente non Lavora per te per cui in un modo o nell'altro è da solo che Lavori, Lui cammina (che non è poco per noi pigri bisognosi) al tuo fianco, ma ci sono passaggi in cui sei necessariamente solo con te stesso.
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Non lo so...se mi preparo per un esame, avrò più possibilità di superarlo, se ho studiato, ho fatto del mio meglio, dovrei essere pronta, poi non c'è certezza che l'esame vada bene.. è comunque un salto nel vuoto. Allo stesso modo pensavo che ci si potesse preparare alla morte iniziatica, ma è vero che se non si sperimenta una cosa, non si puo' essere pronti, perchè non si sa cosa ci aspetta.. per quanto ci si possa preparare si va verso l'ignoto... ma allora il Maestro come sa quando è il momento giusto?
Ecco: preparati e pronti, qui c'è il succo del discorso

Pre-parato/a significa che metti una cosa (in questo caso te stessa) nella giusta disposizione per fare una cosa.
Quando prepari la tavola metti piatti e forchette nel modo in cui poi ci risulterà più semplice usarli.

Pronto è connesso al tirare fuori ciò che è già fatto ma non manifesto. E' l'azione ( ---> ) del tirar fuori, non ciò che c'è un centesimo di secondo (o meno) prima. Quindi non si può essere pronti prima di fare una cosa, non si può essere pronti dopo averla fatta, pronti è una condizione di quel presente.

La preparazione è connessa al metodo, che questo sia evidente o meno. Prepararsi a mangiare è diverso in un ristorante occidentale rispetto ad una tenda di beduini anche se alla fine si mangerà comunque. Si mangerà nello stesso modo? No


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non credo che la natura divina metta limiti, i limiti li mettiamo noi umani
Sebbene tutto abbia il divino in se, "natura divina" non suona per nulla.
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Vecchio 20-02-2010, 16.59.58   #20
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Pronto è connesso al tirare fuori ciò che è già fatto ma non manifesto. E' l'azione ( ---> ) del tirar fuori, non ciò che c'è un centesimo di secondo (o meno) prima. Quindi non si può essere pronti prima di fare una cosa, non si può essere pronti dopo averla fatta, pronti è una condizione di quel presente.
Non credo che mi sia chiaro il come si è pronti.

Sicuramente la paura è un fattore che fa si che non ci si senta mai pronti, ma dal punto di vista da cui proponi la questione, la paura è la tensione per la manifestazione di qualcosa che fino al momento è ignoto. Si ha sempre paura prima di un esame anche se si sa il libro a memoria. Per cui la paura non è l'indice dell'esser pronti.
Allora mi rimane solo un altro indice che però mi è difficile da spiegare. Ma in un certo senso è quando non rimane altro da fare che fare.. che togliere la pasta dal fuoco anche se la pentola scotta.
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Non ti rispondo direttamente Sole, ma voglio evidenziare un'altra cosa.
Oggi per lo più crediamo che ci si prepara per essere pronti e che si possa accelerare (o rallentare) quest'essere pronti.
In realtà ci si prepara, punto. Ci si prepara per quando si sarà pronti. Si può accelerare (o rallentare, o anche non fare per niente) la preparazione. pronti o no è il momento giusto per fare un certa cosa. La mela casca dall'albero quando è pronta, ma la puoi anche tirare giù artificialmente o la può tirare giù il vento. Nel caso di un individuo può fare una cosa per cui non è pronto, non perfettamente pronto, non completamente pronto o anche troppo pronto, passato usato un termine agricolo.

Parlando di Iniziazione il Maestro oltre che aiutare nella preparazione (solo nello insegnare i metodi, non nel farla, quella è una questione che riguarda l'Iniziando) sa quando uno è pronto, ma può staccare il frutto dall'albero solo se l'albero è suo (gli è stato affidato... è lui stesso l'albero) e quando si rischia che il frutto passi, marcisca.
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Vecchio 20-02-2010, 18.53.01   #22
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Non ti rispondo direttamente Sole, ma voglio evidenziare un'altra cosa.
Oggi per lo più crediamo che ci si prepara per essere pronti e che si possa accelerare (o rallentare) quest'essere pronti.
In realtà ci si prepara, punto. Ci si prepara per quando si sarà pronti. Si può accelerare (o rallentare, o anche non fare per niente) la preparazione. pronti o no è il momento giusto per fare un certa cosa. La mela casca dall'albero quando è pronta, ma la puoi anche tirare giù artificialmente o la può tirare giù il vento. Nel caso di un individuo può fare una cosa per cui non è pronto, non perfettamente pronto, non completamente pronto o anche troppo pronto, passato usato un termine agricolo.

Parlando di Iniziazione il Maestro oltre che aiutare nella preparazione (solo nello insegnare i metodi, non nel farla, quella è una questione che riguarda l'Iniziando) sa quando uno è pronto, ma può staccare il frutto dall'albero solo se l'albero è suo (gli è stato affidato... è lui stesso l'albero) e quando si rischia che il frutto passi, marcisca.
Già...inoltre questo tuo post tira giù dall'albero anche tutte le fantasticherie che uno si fa e costruisce dopo aver letto fuffa su fuffa, le parole morte sono davvero inutili almeno per chi non le sa resuscitare. Mi riporti terra, terra alla realtà che alla fine è quella che poi conta e a cui non si pensa, perchè è più faciile volare sopra le nuvole dove la mancanza di gravità elimina l'attrito.
Grazie Uno spero di non dimenticare.
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Vecchio 22-02-2010, 12.07.14   #23
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Originalmente inviato da Sole Visualizza messaggio
Il Maestro che apre la via lo abbiamo avuto era Gesù Cristo. Ha aperto la Via (leggendo qui è più chiaro) per tutti, questo vuol dire che ha dato la possibilità a tutti, ma possibilità non vuol dire che tutti riescano a finire.
Credo poi che il numero di Adepti dipenda dall'epoca in cui si vive per una questione di equilibri universali ma in una visione molto più vasta tutti sono finiti (o tutto è).
Il Maestro che ti guida serve, eccome se serve ma realmente non Lavora per te per cui in un modo o nell'altro è da solo che Lavori, Lui cammina (che non è poco per noi pigri bisognosi) al tuo fianco, ma ci sono passaggi in cui sei necessariamente solo con te stesso.
Ho letto il topic a cui hai rimandato e c'è tantissimo materiale, forse non sono nemmeno in grado di assimilarlo completamente quindi dovrà tornarci sopra, tra le altre cose devo cercare materiale su Gurdjieff.
Personalmente non mi importa sapere se Gesù è esistito o meno mi affascina la forza del suo messaggio. Non è da molto che la sua via ha iniziato a coinvolgermi. Ma è possibile per noi accedere all'insegnamento esoterico del cristianesimo?

P.s. Grazie a Mapi e Griselda per le risposte

Ultima modifica di Edera : 22-02-2010 alle ore 12.17.29.
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Vecchio 23-02-2010, 12.19.15   #24
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Sebbene tutto abbia il divino in se, "natura divina" non suona per nulla.
già, è vero... l concetto era chiaro dentro ma scrivendo è venuto fuori così... grazie per aver precisato che non ha senso.
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Vecchio 23-02-2010, 12.23.23   #25
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Originalmente inviato da Uno Visualizza messaggio
Non ti rispondo direttamente Sole, ma voglio evidenziare un'altra cosa.
Oggi per lo più crediamo che ci si prepara per essere pronti e che si possa accelerare (o rallentare) quest'essere pronti.
In realtà ci si prepara, punto. Ci si prepara per quando si sarà pronti. Si può accelerare (o rallentare, o anche non fare per niente) la preparazione. pronti o no è il momento giusto per fare un certa cosa. La mela casca dall'albero quando è pronta, ma la puoi anche tirare giù artificialmente o la può tirare giù il vento. Nel caso di un individuo può fare una cosa per cui non è pronto, non perfettamente pronto, non completamente pronto o anche troppo pronto, passato usato un termine agricolo.

Parlando di Iniziazione il Maestro oltre che aiutare nella preparazione (solo nello insegnare i metodi, non nel farla, quella è una questione che riguarda l'Iniziando) sa quando uno è pronto, ma può staccare il frutto dall'albero solo se l'albero è suo (gli è stato affidato... è lui stesso l'albero) e quando si rischia che il frutto passi, marcisca.
spetta... non ho mica capito questa cosa qui del rischio che il frutto passi e marcisca... è legato al fatto che se muoriamo senza aver raccolto il frutto amen non c'è più nulla da fare oppure ad altro?
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