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Vecchio 17-09-2011, 00.07.38   #26
diamantea
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E invece e' proprio cosi' alla fine il cordone e' una proiezione veso l'esterno che va ritirata .
Ed e' cosi' proprio perche le potenzialita' che abbiamo sono molte , perche' in noi c'e' la scintilla del divino che da' senso a noi ed alle cose ed e' quella che va scovata dove si trova che va messa a nudo eliminando il velo che la copre .
Potenzialità che per ora io identifico con la creatività, cioè la creatività mi sembra essere il mio mezzo per scoprire la scintilla del divino.
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Vecchio 17-09-2011, 14.07.41   #27
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Lo stato di cui parli va vissuto proprio per capire dove sta quel momento della vita che ha assorbito tutte le energie e una volta rivisto scorgere il lato opposto che invece dona vitalita' .
Il lato opposto di quello nero che si e' vissuto............

.
Mi faresti un esempietto si?
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Vecchio 17-09-2011, 15.36.20   #28
nikelise
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Potenzialità che per ora io identifico con la creatività, cioè la creatività mi sembra essere il mio mezzo per scoprire la scintilla del divino.
Vero la creativita' e la fantasia intesa come richiamare e vivere i ''fantasmi '' le immagini che sono in noi sono uno dei modi per scoprire e vivere se' stessi nel modo piu' pieno .
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Vecchio 17-09-2011, 18.04.19   #29
diamantea
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Torno sulla questione sopravvivenza per fare alcune riflessioni.

Pensavo che si l'istinto della sopravvivenza è legato al calore inteso come energia ma anche sopravvivenza di altre cose, tipo spazio vitale o ego più in generale tanto per dire che alla fine vuol sopravvivere l'ego.

A yoga a proposito di chakra si diceva che la kundalini in genere non riesce a risalire oltre il terzo chakra, quindi l'affermazione di sè fin nella sfera materiale della vita.
Poi Uno una volta mi ha detto che l'uomo minuscolo vive stabilmente nella 2° dimensione con qualcosa di stabile nella 3° e un assaggio sporadico nella 4°.
Vuol dire che siamo ancora fermi alla questione della sopravvivenza? A me sembra così. E così mi sembra la mia vita e quella di molti che mi circondano. Ho conosciuto qualcuno che ha oltrepassato questa fase.

Finchè ho la preoccupazione, conscia o inconscia che sia, della sopravvivenza, a qualunque livello, mi spunta fuori il mal di vivere, non posso pensare di essere nella crescita, posso aspirarci, prepararmi, desiderarlo. Il fatto di assaggiare qualcosa non vuol dire che me ne sto saziando o ce l'ho a portata di mano, o se ce l'ho posso non avere la capacità di saziarmene, non ho lo stomaco per digerire o il corpo adatto ad assorbire quantità maggiori.
Allora quando sono nell'assaggio sto bene, poi digerisco in fretta visto che ho solo assaggiato e non trovando più quel nutrimento ecco spuntare la depressione, la paura.

Alla fine il creativo non ha raggiunto ancora la pienezza di sè finchè la sua creatività si manifesta come bisogno di assaggiare il divino. La persona realizzata non ha necessità di creare, di manifestarsi nella creatività.
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Vecchio 17-09-2011, 20.08.18   #30
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Lo stato di cui parli va vissuto proprio per capire dove sta quel momento della vita che ha assorbito tutte le energie e una volta rivisto scorgere il lato opposto che invece dona vitalita' .
Il lato opposto di quello nero che si e' vissuto............
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Mi faresti un esempietto si?
Scusa Nike forse non ho espresso bene la domanda visto che non hai risposto.
Non è che voglio che entri nel personale eh
Ma siccome come traduco io le tue parole sembra che dici che dopo aver tenuto un certo comportamento e che questo era nero poi se poi passi al bianco recuperi vitalità, ma se ho capito bene questo è quello che succede normalmente in quei casi sei catapultato proprio all'opposto o no?
Probabile che non ho capito cosa voi dire
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Vecchio 18-09-2011, 13.12.53   #31
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Scusa Nike forse non ho espresso bene la domanda visto che non hai risposto.
Non è che voglio che entri nel personale eh
Ma siccome come traduco io le tue parole sembra che dici che dopo aver tenuto un certo comportamento e che questo era nero poi se poi passi al bianco recuperi vitalità, ma se ho capito bene questo è quello che succede normalmente in quei casi sei catapultato proprio all'opposto o no?
Probabile che non ho capito cosa voi dire
Non e' facile descrivere condizioni che vissute determinano un trauma ma che all'opposto hanno un valore .
Ci provo con concetti che ho gia espresso altrove :
ostinazione e tenacia come suo opposto .
Pensa ad un atteggiamento concreto e continuo di un ostinato , pensaa ai danni che puo' fare se e' un genitore ad essere cosi' e pensa al lato opposto e superiore dell'ostinazione che e' la tenacia .

Ancora : morbosita' , in qualsiasi cosa anche nel lavoro , nello sport non solo nei rapporti interpersonali e pensa al suo opposto la passione .

Credo sia evidente il gran salto di qualita' tra due atteggiamenti cosi' diversi ma che partono da una stessa base di fatto .
Non so se ho reso l'idea .
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Vecchio 18-09-2011, 14.30.19   #32
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Non e' facile descrivere condizioni che vissute determinano un trauma ma che all'opposto hanno un valore .
Ci provo con concetti che ho gia espresso altrove :
ostinazione e tenacia come suo opposto .
Pensa ad un atteggiamento concreto e continuo di un ostinato , pensaa ai danni che puo' fare se e' un genitore ad essere cosi' e pensa al lato opposto e superiore dell'ostinazione che e' la tenacia .

Ancora : morbosita' , in qualsiasi cosa anche nel lavoro , nello sport non solo nei rapporti interpersonali e pensa al suo opposto la passione .

Credo sia evidente il gran salto di qualita' tra due atteggiamenti cosi' diversi ma che partono da una stessa base di fatto .
Non so se ho reso l'idea .
Sì ora hai reso prefettamente l'idea e si che ho capito, prima ero lontana

P.S. Mi è sorto di nuovo un dubbio, ma tu usi la parola opposto che mi confonde...non è che vorresti dire che trovi il complementare? Dovrebbe essere quello che cambia le cose come il male è mancanza di bene.
Sono confusa?
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Ultima modifica di griselda : 18-09-2011 alle ore 15.08.19. Motivo: aggiunto il dubbio :D
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Vecchio 18-09-2011, 15.31.55   #33
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Sì ora hai reso prefettamente l'idea e si che ho capito, prima ero lontana

P.S. Mi è sorto di nuovo un dubbio, ma tu usi la parola opposto che mi confonde...non è che vorresti dire che trovi il complementare? Dovrebbe essere quello che cambia le cose come il male è mancanza di bene.
Sono confusa?
Perche' male e bene sono complementari ?Non sono contrari ?
Complementari sono bene e santita' , male e cattiveria .
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Vecchio 18-09-2011, 15.50.53   #34
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Perche' male e bene sono complementari ?Non sono contrari ?
Complementari sono bene e santita' , male e cattiveria .
OT scusate mi serve per capire
Sono un'eccezione secondo me....esempio sbagliato magari perchè non evidente.
Ma il tuo non mi pare un opposto, scusa se pignoleggio ma è per capire...
Uno ha scritto qui:
http://ermopoli.it/portale/showpost....4&postcount=66
Prendendo esempio il
monte opposto è una voragine
complementare è la valle
e il contrario il mare
Ora
tu dici che
ostinazione è opposto a tenacia
a me non pare
trovo che l'ostinazione sia mancante di qualcosa (che sintetizzavo in bene) ma che aggiungendolo diventa tenacia.
E' chiaro cosa voglio dire?
Fine OT
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Vecchio 18-09-2011, 16.29.32   #35
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OT scusate mi serve per capire
Sono un'eccezione secondo me....esempio sbagliato magari perchè non evidente.
Ma il tuo non mi pare un opposto, scusa se pignoleggio ma è per capire...
Uno ha scritto qui:
http://ermopoli.it/portale/showpost....4&postcount=66
Prendendo esempio il
monte opposto è una voragine
complementare è la valle
e il contrario il mare
Ora
tu dici che
ostinazione è opposto a tenacia
a me non pare
trovo che l'ostinazione sia mancante di qualcosa (che sintetizzavo in bene) ma che aggiungendolo diventa tenacia.
E' chiaro cosa voglio dire?
Fine OT
Meglio che leggi il post di Uno 17 di quel 3d .
Gli esempi non possono stare staccati dalla regola generale , dalla regola astratta senno' con la fantasia si finisce chissa' dove .
Mi pare che non sia come dici , tra ostinazione e tenacia non c'e' alcuna complementarieta' ma vera opposizione perche' l'una esclude l'altra , non possono mai coesistere .
L'opposto sta sempre su un altro piano come superamento dei contrari : ostinazione arrendevolezza :contrari , tenacia opposto ad entrambi .

Non e' semplice e dietro questi concetti c'e' molto .
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Vecchio 18-09-2011, 17.13.07   #36
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Meglio che leggi il post di Uno 17 di quel 3d .
Gli esempi non possono stare staccati dalla regola generale , dalla regola astratta senno' con la fantasia si finisce chissa' dove .
Mi pare che non sia come dici , tra ostinazione e tenacia non c'e' alcuna complementarieta' ma vera opposizione perche' l'una esclude l'altra , non possono mai coesistere .
L'opposto sta sempre su un altro piano come superamento dei contrari : ostinazione arrendevolezza :contrari , tenacia opposto ad entrambi .

Non e' semplice e dietro questi concetti c'e' molto .
Ti sono riconoscente per la pazienza, ma ancora non mi batte del tutto, non è colpa tua è difficile per me capire questa cosa, per cui mi rileggo ancora e ancora quel 3d lasciando libero questo che ha un altro argomento, e in caso se ti andrà, in seguito a ciò che ne tirerò fuori ti farò domande dall'altra parte.
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Vecchio 18-09-2011, 19.58.43   #37
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Sarà una sottigliezza, di sicuro hai usato la fase "realizzazione materiale" per dire altro.
Non ho mai dato molta importanza al denaro, all'aspetto materiale. Ho dato priorità all'aspetto affettivo.
Questo mi ha portato ad una mancanza di vero radicamento alla terra. L'aspetto materiale è prioritario ai fini della sopravvivenza. Se io dipendo dagli altri materialmente anche la mia sopravvivenza dipenderà dagli altri.
Finchè avevo mio marito o la mia famiglia a mantenermi o garantirmi quello che mi serviva indipendentemente dal mio guadagno non potevo garantirmi una vera autonomia o indipendenza, quindi la paura di non sopravvivere la sentivo più forte.
Da un pò di tempo invece do importanza a questo aspetto, devo garantirmi da sola la sussistenza e quando penso di non poterla avere mi viene il mal di vivere, la depressione, ho paura, seriamente paura.
La realizzazione materiale indica solo questo, intanto garantirmi i bisogni primari, poi posso passare al punto successivo.
Pomeriggio riflettevo sul fatto che chi ha paura di morire o non sopravvivere non può/sa Amare. Solo affrancandosi di questa paura si comincia ad aprire il Cuore, si ha la vera generosità, la vera abbondanza che trabocca e non ci si pone più il problema delle risorse che non bastano perchè il Cuore è una Fonte, ricarica di continuo.
Quando si ha paura di morire nell'attimo del dubbio per la propria sopravvivenza l'amato diventa nemico, ostacolo, pericolo.

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Ma in te la questione del riconoscimento è talmente forte che la vivi come fosse cosa materiale, fisica come la fame e il freddo.
Per quanto riguarda la questione del riconoscimento come sensazione fisica io credo che dipenda dal fatto che finalmente ne ho preso coscienza, lo sento e lo vedo, quasi lo tocco, così come sento la fame e il freddo, diventa una percezione fisica quindi abbordabile, soddisfacibile, risolvibile.
Può essere segno che dall'inconscio è passato al conscio e quindi ci posso lavorare a carte scoperte. Se la mancanza di riconoscimento mi fa avvertire la paura o il mal vivere, il suo affrancamento lavorandoci potrebbe farmi superare questa paura.
E' un'ipotesi da verificare però.
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Vecchio 18-09-2011, 23.23.59   #38
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Non puoi avere volonta' se non c'e' una motivazione che nasce da un atteggiamento diverso che a sua volta anch'esso proviene dalla conoscenza /comprensone .
Altra resistenza alla depressione e' la fede in qualcosa di piu' grande e di estraneo a noi , per chi ce l'ha.

Altrimenti quella volonta' non e' feconda , e' la volonta' dei tristi e degli ostinati , non e' la volonta' felice di chi sa dove deve andare e soprattutto non dura .
Bella questa frase. Il mal di vivere lo conosco molto bene, è una sensazione che a tratti è stata tanto forte da essere invalidante in altri momenti quasi un sussurro...ma c'è.

Finchè non fai qualcosa di completamente diverso, finchè non stacchi la spina dei se e ma e perchè e tenti di vivere in pieno anche se sai che quello che stai vivendo non è quello che stai cercando.

La sensazione di sblocco e potere è altrettanto agghiacciante..tanto che a non esserci abituati si cerca alla svelta di ritornare alla passività che invece ci si è illusi di poter controllare per bene.

Ray scrive che bisogna dare per ricevere molto, è vero, come altrove ho letto troppo di sfuggita che l'amore ci gratifica più quando amiamo che non quando siamo amati (che discussione era? help)

La volontà nel momento del buco è immobile, occorre trovare uno stratagemma per sbloccare la mente, per aggirarla e riprenderne il controllo.

Questo sento. E' come la storia di Peter Pan..anche con la polverina magica solo un pensiero felice poteva produrre il volare......sarà questo il motivo che ci spinge anche ad innamorarci? Perchè ho la sensazione che ci sia un filo che lega tutto assieme?...
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Vecchio 01-11-2011, 21.48.43   #39
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In qualche modo la mia paura inconscia, della fame e del freddo, ovvero i bisogni primari dell'uomo, legato all'istinto della sopravvivenza.
Nel mio inconscio c'è forte questo istinto che sale alla coscienza, lo vivo, lo sento forte in certi momenti in cui le mie difese si abbassano.
Leggendo questa cosa di Gurdjieff, in cui parla di essenza giovane... io non avevo mai considerato la cosa, cioè che l'essenza potesse avere degli stadi di sviluppo o di stasi.
Egli afferma che lo sviluppo precoce della personalità in seguito ad eventi traumatici possono limitare l'essenza ad uno stadio giovane. Personalità che rende l'involucro intorno l'essenza impenetrabile come una corazza, imprigionando la parte più importante, la nostra anima.
Non capisco ancora bene cosa vuol dire, però penso che si, io possa aver sviluppato una personalità forte e precoce per difendermi da un mondo che mi faceva paura, da cui non ero abbastanza protetta per quel che mi serviva sul momento. Ho sempre avuto la percezione di una spinta interiore a crescere, diventare adulta e forte e fronteggiare le avversità da sola.
Se così è, spiegherebbe la presenza di questa bambina che cerca protezione, spazio, emersione, sviluppo.
La tendenza a cercare l'uomo maturo e protettivo.
Le maschere, la voglia di apparire, questa corsa inconscia a proteggere ciò che sento sgretolare, denudandomi. Nei miei
sogni ne troverei tanti di questi riferimenti.
Il mal di vivere potrebbe derivare da una essenza non sviluppata, adulta ma non so se è corretto dire così.
Mi piacerebbe poter sviluppare l'argomento, saperne di più, capire se la mia intuizione è corretta.
Al momento non ho strumenti sufficienti per farlo da sola, per cui gradirei suggerimenti se ne avete da darmi.
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Vecchio 01-11-2011, 22.00.46   #40
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Il fatto che l'essenza rimanga "abbozzata"ai primi stadi riuguarda praticamente tutti o quasi.

Credo sia un processo pressochè inevitabile, la personalità serve, si deve formare per proteggere l'essenza, poi purtroppo in quasi tutti i casi si sviluppa in modo abnorme non lascia più passare nulla all'essenza che resta quindi ad uno stadio primitivo.
Se ho ben capito bisognerebbe togliere tutto ciò che riguarda la falsa personalità, quindiemozioni negative, identificazioni,integrazione dei vari piccoli io e così via, in modo da ri-avere una personalità forte ma al nostro comando, che lasci sviluppare l'essenza senza soffocarla.
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Vecchio 02-11-2011, 21.49.25   #41
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Il fatto che l'essenza rimanga "abbozzata"ai primi stadi riuguarda praticamente tutti o quasi.
C'è una differenza tra dirlo, leggerlo, saperlo in teoria, e invece prenderne coscienza, averne il bagliore.
Se è vero che è così per tutti a cosa mi servirebbe sapere quali traumi hanno ispessito la mia personalità? Un motivo vale l'altro.
Indugiare troppo a lungo sullo psicologico mi sembra mi faccia girare intorno, mi fa rimanere sempre su un piano.
Comincio a pensare che questa sofferenza derivi dal vedermi spogliata dalle varie personalità a cui sono abituata a vedermi, a pensare di essere, e questo mi spaventa moltissimo perchè non ho esperienza di altro al di fuori della mia personalità, anche se ne ho "assaggiato" qualcosa.
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Vecchio 02-11-2011, 21.53.11   #42
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Se è vero che è così per tutti a cosa mi servirebbe sapere quali traumi hanno ispessito la mia personalità? Un motivo vale l'altro.
No, il tuo motivo vale per te ed è la chiave per te.
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Se non sarò me stesso chi lo sarà per me? E se non ora, quando?
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Vecchio 02-11-2011, 22.06.52   #43
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Condivido quanto detto da Sole sull'importanza di capire le proprie perculiarità, gli eventi che hanno portato ad una data situazione e le nostre reazioni a questi eventi naturalmente.
Lo psicologico è uno degli aspetti da tenere in considerazione, uno sui quali viene più facile lavorare all'inizio ma non può essere certamente l'unico.
La paura di rinunciare alle proprie "sicurezze" basate sulla personalità è abbastanza naturale, nel senso che nel bene e nel male abbiamo vissuta quasi sempre attaccata ad essa, anche se poi i momenti più belli, andando a veder bene, probabilmente li abbiamo vissuti quando è rimasta coinvolta l'essenza in misura maggiore, anche se in modo non voluto , abbastanza episodico e casuale.

Figurati che io ho paura dirinunciare a tutto il tempo che passo ad elucubrare, a parlare ocn me stesso, il pensiero di agire senza far precedere e seguire il tutto da ore e ore di analisi, contro analisi lo vedo come un salto nel buio...
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Vecchio 02-11-2011, 22.11.44   #44
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Capire il proprio mal di vivere è un ottimo punto di partenza, ma ciò non basta.
Infatti molte persone sanno perfettamente quale sono i loro problemi, ma l'impossibilità a risolverli spesso crea questo.

Il mal di vivere può essere anche dato da un incapacità di poter manifestare i propri talenti, perchè si è nel contesto sbagliato. Questo è solo un esempio, ovviamente.

Concordo che per ognuno di noi i fattori sono diversi, anche se forse la radice prima di ogni mal di vivere è comune a tutti gli esseri umani.
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non ho esperienza di altro al di fuori della mia personalità, anche se ne ho "assaggiato" qualcosa.
Stasera, quasi nello stesso momento abbiamo scritto intorno a questa cosa, sia tu, che io in altro thread(sogno), ma in modo molto diverso. Per me ho detto che mi sta bene la personalità che ho e non ne vorrei un'altra e ci ho lavorato per averla com'è già.
Tu invece ti stai spogliando di alcune sue parti.
Mi ha colpito la coincidenza.
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Infatti molte persone sanno perfettamente quale sono i loro problemi, ma l'impossibilità a risolverli spesso crea questo.
credo che questo sia uno dei punti più importanti dell'argomento e forse occorrerebbe dedicarci maggiore attenzione.
Provo, magari un po' provocatoriamente ma dicendo quello che penso, a ribaltare la questione.

Un problema impossibile da risolvere non esiste e se esiste non è un problema...
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Un problema impossibile da risolvere non esiste e se esiste non è un problema...
e che cos'è?
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e che cos'è?
Un non-problema, un'illusione di problema. Ma così non so se ci capiamo... riusciresti a farmi un esempio di problema non risolvibile?
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No, il tuo motivo vale per te ed è la chiave per te.
E' da anni che mi occupo della mia questione, del mio motivo, anzi dei motivi e ne conosco tanti eppure ancora brancolo nel buio. O non ho ancora capito il vero motivo oppure il semplice saperlo non mi garantisce il venirne fuori. Ci posso lavorare è vero ma anche questo fin ora non ha risolto molto.
Piuttosto a un certo punto il motivo può diventare un ostacolo, ci si può identificare o ci si può lasciare condizionare fino al rallentamento.
Prendo lo yoga come esempio, certe asana non le faccio perchè ho paura di rompermi la schiena, il sapere delle due ernie e di quanti problemi mi hanno dato in passato mi condiziona al punto da non lasciare fiducia e libertà al corpo di esprimersi secondo un potenziale nuovo e ritrovato di flessibilità.

Pensavo cosa gliene frega all'Universo del mio motivo...
Rifletto sempre sul perchè la mia questione è importante, importante per quale parte di me? Quanta importanza serve per risolvere?

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Tu invece ti stai spogliando di alcune sue parti.
Mi ha colpito la coincidenza.
Non so se è corretto dire che mi sto spogliando. Vero è che l'immagine è quella di togliersi di dosso, ma potrebbe essere solo disidentificarsi, ritirare l'importanza, invece che di togliere qualcosa.
E' importante questa differenza perchè avrebbe a che fare con la macchia. Il dubbio è se certe possono creare danni irreparabili o meno.
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Vecchio 03-11-2011, 17.11.19   #50
Astral
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Originalmente inviato da Ray Visualizza messaggio
Un non-problema, un'illusione di problema. Ma così non so se ci capiamo... riusciresti a farmi un esempio di problema non risolvibile?
Vediamo, un male incurabile, o per esempio essere paralizzati su una sedia a rotelle e voler camminare o correre.

Poi vediamo... una casa difficile da vendere per esempio o il non poter aver bambini!
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Astral
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