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Vecchio 25-04-2010, 09.09.26   #1
webetina
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Predefinito Metodo e ordine

Metodo e ordine, già a scriverle mi mettono in crisi. So per certo che una grande motivazione e una guida possono rendermi esemplare sia nell'una che nell'altra cosa. Se lasciata a me stessa e senza meta, tendo a mettere troppa carne al fuoco, inizio una cosa e la lascio, poi la riprendo. Sono in grado di disordinare come poche al mondo, per poi sprecare il mio tempo nel tentativo di riprendere la situazione. Mi salvo e vengo perdonata di questo negli affetti e nel lavoro perchè lì sono costante, attenta e positivamente imprevedibile, ma pur sempre disordinata.
Ho del tempo per me e nella necessità di ricaricare profondamente la batteria, ho bisogno di continua esplorazione, di studiare cose nuove e sfidare ciò che di difficile mi attira. Mi imbarco in cose che richiedono assai tempo perchè diano veri risultati, la difficoltà nel trarne immediata soddisfazione me ne fanno cercare altre, che a turno abbandono e poi riprendo senza metodo e senza ordine, senza riuscire a spezzare questa catena che non fa certo onore alle mie capacità e invalida la mia parte più libera e creativa. Qualcuno di voi si confronta con la dispersività o l'ha a suo tempo risolta?
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Vecchio 26-04-2010, 13.27.53   #2
webetina
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Sono anni che lavoro in questa direzione, per trovare il modo di diventare ordinata.Da sola non ci riesco e forse nemmeno con un solo aiuto. Ci ho provato costantemente, è una sfida che non trova paragoni nella mia vita da quando mi si è posto davanti il dover abbandonare una strada tracciata infondo alla quale c’era la meta; come un fantino che perde il piede e si dedica a tutto ciò che riguarda la corsa e il cavallo. Farà l’allenatore, pulirà le stalle, organizzerà eventi, ma non potrà più montare il cavallo e correre. Qualcosa che non puoi cambiare.
Da tantissimo tempo è un agitare continuamente troppe cose in una volta, il non potere rinunciare a nulla di ciò che penso io possa fare. Mi stanca ciò che non mi viene facile. Finchè vado avanti tutto è ok, non mi fermo, il mio entusiasmo continua, sono capace di grande resistenza e per lunghi periodi.
Avere vissuto da piccola allo stato brado per certi versi, e con troppi pesi più grandi di me sulle spalle ha prodotto questo comportamento. Detto in un altro modo, mi venivano affidati compiti troppo grandi ma con direttive insufficienti, e non era importante il modo in cui le portavo avanti. Mi sono sempre inventata molte cose, ho trovato da sola dei metodi, ecco perché le tecniche mi hanno sempre affascinata , anche se poi le abbandono perché mi fanno sentire stupida.
Sono stata fortunata per molti versi, la mia fantasia aveva libera espressione e non ho mai avuto a che fare con la noia, ma da adulta ho avuto qualche problema. Mi piace cucinare, preparare più cose contemporaneamente in tempi veloci con buoni risultati per molte persone, ma poi non mi piace riordinare, è un sacrificio puro tutte le volte. E se capita che abbandono tutto per l’indomani mattina, quella confusione lasciata mi violenta la mente ma senza che io lo avverta, so che è così, perché sicuramente non mi alzerò di buon grado dal letto.
Ci sono cose che mi rifiuto di fare.
Però giusto per dare meglio idea di come funziono, se poi per caso mi ritrovo nel lavoro qualcosa di fastidioso da dover sistemare, ecco che mettere ordine a casa diventa meno spiacevole, e rimando di turno la cosa al lavoro. Alla fine le cose le faccio, altrimenti potrei andare sotto i ponti, ma con uno stress mentale elevato per la grave incapacità di pilotare la mia volontà.
“La volontà rende l’uomo divino” , per me è vero , e ci distingue anche dagli animali. Ecco forse sarebbe meglio dire che ho un difetto nella volontà e la necessità che qualcosa o qualcuno dia la traccia madre, perché le piccole me le do di continuo.

Ho fatto fatica a non scrivere questa cosa in cinque minuti come di solito faccio e senza rileggere, sono perfino uscita e tornata perché nel frattempo avevo altre dieci cose da fare.

Ultima modifica di webetina : 26-04-2010 alle ore 13.38.59.
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Vecchio 26-04-2010, 16.22.00   #3
nikelise
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Sono anni che lavoro in questa direzione, per trovare il modo di diventare ordinata.Da sola non ci riesco e forse nemmeno con un solo aiuto. Ci ho provato costantemente, è una sfida che non trova paragoni nella mia vita da quando mi si è posto davanti il dover abbandonare una strada tracciata infondo alla quale c’era la meta; come un fantino che perde il piede e si dedica a tutto ciò che riguarda la corsa e il cavallo. Farà l’allenatore, pulirà le stalle, organizzerà eventi, ma non potrà più montare il cavallo e correre. Qualcosa che non puoi cambiare.
Da tantissimo tempo è un agitare continuamente troppe cose in una volta, il non potere rinunciare a nulla di ciò che penso io possa fare. Mi stanca ciò che non mi viene facile. Finchè vado avanti tutto è ok, non mi fermo, il mio entusiasmo continua, sono capace di grande resistenza e per lunghi periodi.
Avere vissuto da piccola allo stato brado per certi versi, e con troppi pesi più grandi di me sulle spalle ha prodotto questo comportamento. Detto in un altro modo, mi venivano affidati compiti troppo grandi ma con direttive insufficienti, e non era importante il modo in cui le portavo avanti. Mi sono sempre inventata molte cose, ho trovato da sola dei metodi, ecco perché le tecniche mi hanno sempre affascinata , anche se poi le abbandono perché mi fanno sentire stupida.
Sono stata fortunata per molti versi, la mia fantasia aveva libera espressione e non ho mai avuto a che fare con la noia, ma da adulta ho avuto qualche problema. Mi piace cucinare, preparare più cose contemporaneamente in tempi veloci con buoni risultati per molte persone, ma poi non mi piace riordinare, è un sacrificio puro tutte le volte. E se capita che abbandono tutto per l’indomani mattina, quella confusione lasciata mi violenta la mente ma senza che io lo avverta, so che è così, perché sicuramente non mi alzerò di buon grado dal letto. Ci sono cose che mi rifiuto di fare.
Però giusto per dare meglio idea di come funziono, se poi per caso mi ritrovo nel lavoro qualcosa di fastidioso da dover sistemare, ecco che mettere ordine a casa diventa meno spiacevole, e rimando di turno la cosa al lavoro. Alla fine le cose le faccio, altrimenti potrei andare sotto i ponti, ma con uno stress mentale elevato per la grave incapacità di pilotare la mia volontà.
“La volontà rende l’uomo divino” , per me è vero , e ci distingue anche dagli animali. Ecco forse sarebbe meglio dire che ho un difetto nella volontà e la necessità che qualcosa o qualcuno dia la traccia madre, perché le piccole me le do di continuo.
Ho fatto fatica a non scrivere questa cosa in cinque minuti come di solito faccio e senza rileggere, sono perfino uscita e tornata perché nel frattempo avevo altre dieci cose da fare.
So di cosa si tratta e ho rinvenuto la sua causa nella mancanza di controllo dell'emotivita' o del centro emozionale che e' lo stesso .
La mancanza di metodo ed ordine partono da una cosa che e' positiva cioe' dalla grande velocita' alla quale lavora il cervello se a spingere e' l'emozione .
Questa velocita' fa si che le idee si accavallino in un continuo crescendo senza ordine .
Se ci si limita a questa fase non si puo' avere che un miscuglio di iniziative tra loro contrastanti .
Normalmente a far ordine ma e' un ordine precipitoso anch'esso che conserva qualche lacuna e' l'approssimarsi della fine del tempo di....consegna , di esposizione , di produzione di un bene o di un servizio .

Bisognerebbe anticipare un po' la seconda fase e lasciarsi piu' tempo per far ordine con piu' calma .
Non avviene perche' le persone con questo temperamento di solito finche' non entrano nella fase emozionale non riescono a fare nulla o molto poco e poi recuperano ma il tempo che rimane e' poco ormai
( sono sempre in pausa reduci dallo stress precedente ) .

Non bisogna cambiare , voglio dire ma anticipare un po' i tempi di riordino , perche' quello che da' l'emozione e' un plus rispetto a quello che da' la sola logica fredda ed ordinata .

Che ne dici e' cosi'?

Ultima modifica di nikelise : 26-04-2010 alle ore 16.35.26.
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Vecchio 26-04-2010, 19.56.57   #4
dafne
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Anche a me capita così Webetina, e da un bel pò di tempo ..praticamente da sempre

Quel pò che ho osservato (perchè mi dà piuttosto fastidio guardare questa cosa) mi riporta sempre a una mancanza di concentrazione, disperdo moltissimo e molto spesso disperdo pensando a quello che dovrei fare invece di farlo.

Non sò se è il tuo caso ma io stò imparando che maggior tempo mi concedo a pensare a quello che dovrei fare, tipo lavare i piatti la sera, maggiori saranno le probabilità che me li ritroverò al mattino e che il senso di incapacità che mi piglia dopo colazione posticipi sti benedetti piatti addirittura a mezzogiorno.

In effetti ho proprio scritto senso di incapacità, la cosa mi colpisce perchè non dovrebbe centrare molto, mi ci concentrerò meglio (quando avrò tempo )

Da non sottovalutare anche il fattore pigrizia, le cose che necessitano di calma e pazienza mi mandano in bestia una forma di iperattività che deriva forse dal bisogno del tuttosubitotuttoaposto che mi permetterebbe di togliermi immediatamente il problema.

Spesso comunque le cose più difficili, quelle che mi risultano più problematiche da fare sono sempre quelle che finiscono in fondo alla lista, come se lasciandole in fondo si facessero da sole per me il concetto di "fallo subito così ti togli il pensiero" è praticamente cirillico

Comunque una cosa che trovo in parallelo con te e sul quale forse dovremmo soffermarci di più è il desiderio di fare una cosa. Se una cosa piace, tipo far da mangiare, si innescano dei meccanismi particolari per cui si fanno cose diverse e in tempi brevi, mentre per le cose fastidiose i tempi si allungano e diventiamo, diciamo, incapaci.
Forse il trucco sarebbe "semplicemente" nel riuscire a trovare ordine e metodo piacevoli..............
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Vecchio 26-04-2010, 20.01.06   #5
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So di cosa si tratta e ho rinvenuto la sua causa nella mancanza di controllo dell'emotivita' o del centro emozionale che e' lo stesso .

Che ne dici e' cosi'?
Si, sai di cosa si tratta, mi hai fotografata, con l'aggravante che non posso permettermi lo stesso di stare sempre in pausa, e per questo credo il mio corpo a periodi mi da sintomi molto fastidiosi.
Parli di mancanza di controllo della emotività, non è una cosa positiva ne di poco conto riflettevo adesso. Però in questi termini non l'avevo mai visto il mio problema.
A volte ci sono arrivata ad evitare le cose che mi davano molta emozione, ma poi non riesco a trovare piacere nel vivere. le ricerco nuovamente e quando arrivano e mi invadono pienamente sento l'onda troppo alta e se non trovo tempo e modo per incanalarla sto male davvero. Ecco perchè la preoccupazione ad acquisire strumenti che mi diano la via per esprimermi. La cosa più bella per persone come me è avere la fortuna di potere scegliere presto la strada che prepari al lavoro che ti permetta di sostenerti e di dare fondo a ciò che di migliore si ha fino a totale appagamento e canalizzazione dell'energia. Sincera sincera ho dovuto scrivere in fretta, ma dovevo rinunciarci altrienti, ci ritorno, Grazie ,Nike
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Vecchio 26-04-2010, 22.34.32   #6
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Si, sai di cosa si tratta, mi hai fotografata, con l'aggravante che non posso permettermi lo stesso di stare sempre in pausa, e per questo credo il mio corpo a periodi mi da sintomi molto fastidiosi.
Parli di mancanza di controllo della emotività, non è una cosa positiva ne di poco conto riflettevo adesso. Però in questi termini non l'avevo mai visto il mio problema.
A volte ci sono arrivata ad evitare le cose che mi davano molta emozione, ma poi non riesco a trovare piacere nel vivere. le ricerco nuovamente e quando arrivano e mi invadono pienamente sento l'onda troppo alta e se non trovo tempo e modo per incanalarla sto male davvero. Ecco perchè la preoccupazione ad acquisire strumenti che mi diano la via per esprimermi. La cosa più bella per persone come me è avere la fortuna di potere scegliere presto la strada che prepari al lavoro che ti permetta di sostenerti e di dare fondo a ciò che di migliore si ha fino a totale appagamento e canalizzazione dell'energia. Sincera sincera ho dovuto scrivere in fretta, ma dovevo rinunciarci altrienti, ci ritorno, Grazie ,Nike
Ho l'impressione che l'energia catalizzi te e non viceversa .
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Vecchio 26-04-2010, 23.19.04   #7
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Ho l'impressione che l'energia catalizzi te e non viceversa .
Non capisco, potresti tradurre?
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Vecchio 26-04-2010, 23.37.23   #8
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A volte ci sono arrivata ad evitare le cose che mi davano molta emozione, ma poi non riesco a trovare piacere nel vivere. le ricerco nuovamente e quando arrivano e mi invadono pienamente sento l'onda troppo alta e se non trovo tempo e modo per incanalarla sto male davvero.
Qui bisogna fare due conti, nel senso di "quanto costa molta emozione"? Se l'imprinting con l'emozione è del tipo "poi la perdi e soffri per quanto hai goduto" fa da deterrente a cercare di infilarsi in quelle situazioni che presentano il conto.
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Vecchio 27-04-2010, 00.12.12   #9
Sole
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Mettere in disordine è un modo per disperdersi, un pò quello che diceva Dafne.
Quando metto a subbuglio la stanza mi diverto perchè lascio a briglie sciolte tutto quello che devo lasciare andare, bisogni, ricerca del soddisfacimento dei piaceri, bisogno di attenzione tutto quello che vuoi metterci, ma poi però bisogna anche ricostruirsi... riconettersi con se stessi, riemmergersi in quel caos e si fa fatica. Posso dire in più che spesso ci si mette difronte al nostro caos, creandolo ad arte e consumandoci dietro ad esso. Nel tuo caso Tina, cene con tante persone equivale a tantissimo caos, tantissima dispersione e tantissimo sforzo nel doverti ricostruire.
Nel caos si pensa di rilassarsi, ma la fatica che corrisponde a recuperare se stessi è maggiore a quello che si è guadagnato lasciando andare tutto, come un gelato che si scioglie al sole.

Non penso sia chiaro cosa sto cercando di dire ma se serve nel caso posso provare a spiegare meglio.
__________________
Se non sarò me stesso chi lo sarà per me? E se non ora, quando?
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Vecchio 27-04-2010, 00.19.45   #10
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Qui bisogna fare due conti, nel senso di "quanto costa molta emozione"? Se l'imprinting con l'emozione è del tipo "poi la perdi e soffri per quanto hai goduto" fa da deterrente a cercare di infilarsi in quelle situazioni che presentano il conto.
Proverò a descrivere il tipo di energia in cui entro, non mi riferisco a ciò a cui alludi tu, è qualcosa che non ho mai esternato.
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Vecchio 27-04-2010, 00.24.59   #11
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Mi imbarco in cose che richiedono assai tempo perchè diano veri risultati, la difficoltà nel trarne immediata soddisfazione me ne fanno cercare altre, che a turno abbandono e poi riprendo senza metodo e senza ordine
Non imbarcarti più in quello che fin dall'inizio sai che non porterai a termine (almeno nel breve-medio termine), o se lo fai imponiti di finirlo entro tempi decenti.
Il disordine in fondo è questo, si lasciano mille cose fuori raccontandoci che siamo impegnatissimi, in realtà non abbiamo la forza per finire nemmeno una cosa. Perchè quando si finisce, non c'è più motivo di lasciar la roba fuori, la si ripone via e si passa ad altro. Insomma mille libri aperti e neanche uno finito... A volte è utile, perfino necessario, saltare da un libro all'altro in cerca di riferimenti per capire meglio la materia che stiamo studiando, ma se questo diventa solo un pretesto per allontanarsi dall'intento iniziale (che so, sto studiando geometria e poi apro il libro di storia) i libri aperti diventano troppi ed è normale poi perdere il bandolo della matassa e sentirsi "sommersi".

A quel punto non resta altro da fare che fermarsi e iniziare a fare ordine. Il "problema" del disordinato è che per quanto ci prova non riesce a mettere via niente, gli serve tutto perchè è ancora tutto incompiuto (anche se lo finirà magari fra tre anni). A sto punto bisogna fare una selezione e "buttare via" (non intendo fisicamente, intendo "dalla mente") ciò che si è iniziato, tanto riprendere fra qualche anno equivale a ricominciare daccapo perchè sarà passato troppo tempo e non ricorderemo più niente, e tenere solo quello che possiamo promettere a noi stessi di finire nel breve-medio termine.

Questa è la teoria... Per la pratica invece sarebbe da lavorare su quella soddisfazione che è la causa del saltare spesso di palo in frasca... Più impegno e tempo ci si mette, più alla fine la soddisfazione dovrebbe essere grande no?
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Vecchio 27-04-2010, 00.44.44   #12
diamantea
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Non penso sia chiaro cosa sto cercando di dire ma se serve nel caso posso provare a spiegare meglio.
Grazie Sole, mi interessa tu chiarisca bene.
Io sono stata tanti anni quella dei pranzi per tutta la famiglia, ora non tollero più lo stress, fatico a ritrovarmi, a riprendermi. Preferisco si facciano da qualche altra parte ed io aiuto volentieri.
Quello che riesco a vedere è solo un'insostenibile fatica che una moltitudine consuma in pochissimo tempo. Ti sembrerà strano ma ancora non mi sono ripresa dal pranzo di Natale. Sento di avere bisogno di un lunghissimo periodo di riposo.
Per troppi anni ho fatto leva sul mio forte senso del dovere usando la volontà per sovrastare la fatica fisica, ora sento il rigetto.
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Vecchio 27-04-2010, 01.04.16   #13
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Ho letto , ho preso spunti di riflessione, domani avrò piacere di scrivere con calma qualcosa.
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Vecchio 27-04-2010, 08.20.09   #14
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Se una cosa piace, tipo far da mangiare, si innescano dei meccanismi particolari per cui si fanno cose diverse e in tempi brevi, mentre per le cose fastidiose i tempi si allungano e diventiamo, diciamo, incapaci.
Forse il trucco sarebbe "semplicemente" nel riuscire a trovare ordine e metodo piacevoli..............
Si, mi ritrovo in molte cose che hai scritto. Non so se hai descritto bene ciò che provi, parli di pigrizia, ma anche:
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Da non sottovalutare anche il fattore pigrizia, le cose che necessitano di calma e pazienza mi mandano in bestia una forma di iperattività che deriva forse dal bisogno del tuttosubitotuttoaposto che mi permetterebbe di togliermi immediatamente il problema.
C'è una contraddizione mi pare, dovresti chiarire meglio.Sei pigra o iperattiva?
A volte mi capita di non agire aspettando di decidermi quale cosa fare, ma non è la regola.Ho più spesso molte cose che voglio o che debbo, e passo da una all'altra cosa. Anzi mi viene in mente che le cose che debbo fare non volendole fare le alterno con quelle che mi piacciono, che sono sempre tante, col risultato che sto sempre in ansia mentre faccio entrambe.
Noto in te Dafne che ne ridi e fai bene, per me è una cosa presa troppo seriamente dalla mia mente. Grazie Dafne.
Citazione:
Da Nikeliseo l'impressione che l'energia catalizzi te e non viceversa
Questo concetto non mi è chiaro, ma mi procura un forte turbamento, se ho ben capito cosa è, credo sia vero. L'energia che esplode ogni qualvolta intuisco idee da sviluppare è tale che la mia azione risulta molto più lenta rispetto alla capacità ideativa, e soffro moltissimo, mi arriva in modo violento colpendo il mio stomaco e il torace soprattutto. Si aggiunge poi che per causa del lavoro o della ordinaria amministrazione della casa io sia impedita ancora di più e diventa un dramma nel senso che il sonno e altre funzioni perdono ritmo. Mentre scrivo una onda emozionale quasi mi soffoca, devo fermarmi e respirare profondamente perchè devo rinunciare a mettere nero su bianco tutto ciò che ho da dire, tutto importante, ma impossibile starci dietro. Non si può dire che sia stare male, ma è una accelerazione quasi incontenibile. Poi mi alzerò e farò qualcosa che mi impegni in cose più pratiche.
Citazione:
Da Sole: Nel caos si pensa di rilassarsi, ma la fatica che corrisponde a recuperare se stessi è maggiore a quello che si è guadagnato lasciando andare tutto, come un gelato che si scioglie al sole. [/b]
Ho evidenziato una cosa che non sò se mi appartiene, ma che voglio tenere in considerazione. Avrei infatti detto il contrario, che non amo il caos, ne invito le persone per alienarmi nel baccano e nel lasciarsi andare; se ho lasciato pensare ciò non è assolutamente vicino a ciò che sento. Chiarisco. Molte persone per me sono già dieci, a volte è capitato che siano molti di più ma solo in ricorrenze particolari. Gli appuntamenti e le feste mi stressano moltissimo; mentre ho il piacere di organizzare perchè poi è bello riunire la famiglia e gli amici cari, dall'altro canto c'è che la mia energia non è mai volentieri utilizzata per cose più che altro solo pratiche. Lo faccio spesso perchè mi sento spinta dal pensiero : "Faccio un sacrificio, ma poi da qualche parte avrò dei benefici".Ma sento che sto sconfinando. Vorrei restare nella questione ordine e metodo, perchè anche i sacrifici non voglio considerarli inutili, vanno fatti anche quelli. Se a mio figlio festeggio il diciottesimo a casa , con cibo fresco e genuino, con la musica se si vuole, non assordante, senza il contorno di gente estranea il cui vociare ti violenta l'udito e l'anima, certo è un grosso sacrificio che magari non mi farà dormire perchè non vedo l'ora che passi quel giorno, ma poi i regali " morali" , affettivi, della qualità della serata sono immensi anche se nel momento io ne godo e ne soffro. Esiste anche un dopo aver fatto le cose anche se resta il casino. In certe cose mi ci avvio perchè la mia mente sceglie che è meglio farlo, anche se il mio cuore e le mie viscere vorrebbero fare altro.Ma non stiamo parlando delle occasioni speciali ma della quotidianità. Scusate la lungaggine, smetto quì. Una cosa me la hai suggerita però Sole, che finchè sono in questo stato è meglio che la smetto di invitare persone, siano dieci che quaranta, un diciottesimo merita un sacrificio, ma il resto no. Il ricostruirsi come dici tu, poi è pesante e se non sono in grado di cavarmela serenamente è meglio che io rinunci, posso cominciare anche da quì. Un ricostruirsi tra l'altro che rimanda alla destrutturazione che il disordine procura non tanto all'esterno di me ma quanto all'interno di me. E' il nocciolo della questione questo. Grazie Sole.
Citazione:
Da Kael: Non imbarcarti più in quello che fin dall'inizio sai che non porterai a termine (almeno nel breve-medio termine), o se lo fai imponiti di finirlo entro tempi decenti.
Appunto, me lo devo mettere in cornice. Hai descritto bene tutto ciò che faccio. Vi ritornerò con molta calma nel tuo post(innanzitutto dentro di me). Grazie

Ultima modifica di webetina : 27-04-2010 alle ore 08.29.42.
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Vecchio 27-04-2010, 08.33.28   #15
griselda
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Buongiorno Webetina,
non conosco metodi e mi dicono che sono disordinata io mi definisco diversamente ordinata
Però ultimamente sto notando che la mancanza di metodo e il disordine derivano da un qualcosa che è mancato nella mia crescita: il vedere far le cose con amore.
C'era sempre invece quel senso del dovere obbligato che lascia un senso di amaro in bocca e anche il dover fare le cose per gli altri e mai per se stessi e per il gusto di farle.
Questo aumentava la mia ansia perchè ad ogni lavoro era come se dovessi avere una prestazione super che poi sarebbe andata in giudizio. Questo giudizio crea dentro un sacco di cose per le quali poi non avevo voglia di farle: le facevo per gli altri e poi questi altri mi avrebbero anche giudicata ed io rimanevo poi tutto il tempo in ansia fino a che non se ne andavano. Non mi godevo niente perchè volendo apparire perfetta mi perdevo tutto ciò che c'era da potersi godere, ero tutto il tempo: prima e dopo, sotto stress e via via che passavano gli anni avevo sempre meno voglia di fare e se potevo delegavo per scappare dalla responsabilità che pesava sempre di più per via del risultato superlativo che mi aspettavo data la tendenza al perfezionismo. Insomma una fatica assurda. Tanto che poi non avevo nemmeno la forza per riordinare anzi alla fine ero proprio stufa e mi chiedevo chi me lo avesse fatto fare il tutto andava peggiorando di volta in volta anche se non me ne rendevo conto ancora.

Oggi faccio meno, quel meno cerco di farlo ricordandomi le cose belle e il perchè ho deciso di farlo, cercando di godere nel farlo. Per il risultato ancora fatico a non aspettarmi niente ma solo quel che ne viene, ma ci sto provando in continuazione.
Quando riordino e sono brava a farlo lo faccio di fino e cerco di metterci estro come se facessi qualcosa di importante non più come un'obbligo per non esser giudicata male.

Insomma tutte queste parole perchè volevo dirti che a me serve cambiare ottica se la cambio l'ordine cambia aspetto e di conseguenza non lo rigetto più.
Per il metodo ancora non ci sono perchè metodo mi ricorda cose ancora non belle e quindi mi lascio condizionare mi da l'idea di senza cuore e per me è tremenda sta cosa, ma chissà potrei creare un metodo con un cuore ahahah
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Ultima modifica di griselda : 27-04-2010 alle ore 08.39.34. Motivo: edit non ho ancora letto Tina
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Metodo e ordine, già a scriverle mi mettono in crisi. So per certo che una grande motivazione e una guida possono rendermi esemplare sia nell'una che nell'altra cosa. Se lasciata a me stessa e senza meta, tendo a mettere troppa carne al fuoco, inizio una cosa e la lascio, poi la riprendo. Sono in grado di disordinare come poche al mondo, per poi sprecare il mio tempo nel tentativo di riprendere la situazione. Mi salvo e vengo perdonata di questo negli affetti e nel lavoro perchè lì sono costante, attenta e positivamente imprevedibile, ma pur sempre disordinata.
Ho del tempo per me e nella necessità di ricaricare profondamente la batteria, ho bisogno di continua esplorazione, di studiare cose nuove e sfidare ciò che di difficile mi attira. Mi imbarco in cose che richiedono assai tempo perchè diano veri risultati, la difficoltà nel trarne immediata soddisfazione me ne fanno cercare altre, che a turno abbandono e poi riprendo senza metodo e senza ordine, senza riuscire a spezzare questa catena che non fa certo onore alle mie capacità e invalida la mia parte più libera e creativa. Qualcuno di voi si confronta con la dispersività o l'ha a suo tempo risolta?
Allora, penso che questo meccanismo si inneschi per il piacere della sfida con noi stessi, e anche dal visualizzare le cose come già fatte e compiute, il che ci dà la carica per partire in quarta, quello che fa difetto invece è preventivare il tempo e l'energia che ci vuole per portarle veramente a termine.
Visto che la parte più noiosa non è quella creativa, ma quella di mettere in pratica la idee nel medio e lungo termine, qui c'è come un disperdersi, e allora, pur di rimandare quella cosa che sta diventando un peso più che un piacere, parte una una nuova idea creativa così che abbiamo un alibi per non concludere l'altra, essendo sempre l'ultima cosa che ci prende quella prioritaria.
Insomma la ricarica delle proprie batterie consiste nel far sempre cose nuove e diverse, quindi a mio avviso non è mancanza di energia, ma piuttosto il non voler incanalarla anche nelle cose un po' frustranti, come può essere rigovernare la cucina dopo aver cucinato per tutti....
Perchè sul lavoro sei più costante ? perchè lì sai che non puoi rimandare o evitare di fare, mentre a casa usi del tuo tempo libero quindi penso che non vorresti sprecarlo per fare cose che non ti procurano molto piacere, ma in questo modo anche il tempo libero va in qualche maniera ad essere sprecato perchè alla fine rimani frustrata da questo modo di impiegarlo...
Anche io spesso faccio così nel tempo libero, (tempo mio e solo mio) entusiasmo a mille per tante iniziative che spesso rimangono compiute solo a metà....
Quindi ? Ho provato a finire qualcosa anche se mi costava tempo che avrei voluto impiegare in altro, ma sai che soddisfazione !!!!
Anche questa è stata una sfida verso me stessa, la più difficile forse, per questo mi ha dato molto più piacere di quello che può darmi l'inizare qualcosa di nuovo.
E cos' un po' alla volta ho cercato di non inziare quel che penso di non poter finire, però non del tutto, sai quanti maglioni a ferri ho iniziato e abbandonato che sono lì dimenticati in un angolino, e più passa il tempo meno mi viene la voglia di finirli, ma non dispero...

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Vecchio 27-04-2010, 14.10.58   #17
Falketta
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Anche io sono afflitta da una "sindrome" simile negli effetti, ma forse i meccanismi sono un pò diversi. Comunque Gri, che ringrazio, mi ha dato un bello spunto di riflessione che non avevo colto da sola. Quando sei cresciuto immerso nel senso del dovere e nello spirito di sacrificio, tante cose non le fai con amore... diventano doveri, compiti... la motivazione a fare diventa la paura di quello che potrebbe succederti se non fai ciò che devi. Professionalmente mi sono ampiamente autosabotata, e ora intuisco che forse non è perchè sono un'inetta, che certe "paralisi" forse hanno una spiegazione
Forse tutto questo ha portato un pò ot la discussione e di questo mi scuso
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Vecchio 27-04-2010, 15.41.14   #18
nikelise
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Ho l'impressione che l'energia catalizzi te e non viceversa .
Ho sbagliato volevo scrivere canalizza te , nel senso che ti domina non che tu domini lei .
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Vecchio 27-04-2010, 17.30.13   #19
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...quanti maglioni a ferri ho iniziato e abbandonato che sono lì dimenticati in un angolino, e più passa il tempo meno mi viene la voglia di finirli, ma non dispero...
Mal comune mezzo gaudio! Ho iniziato a cucire i copridivani della mia cucina almeno 4 anni fa e ancora non ho intenzione di rifinirli, idem per le tende.
Da quanto ho letto fin ora mi viene da pensare che è sopratutto la donna che si pone il problema in quanto è strapiena di incombenze quotidiane che le rimane poco tempo da dedicare a se stessa. Come diceva anche Griselda, è il senso del dovere che ci hanno inculcato da bambine che mette in coda i nostri desideri o interessi. "Prima il dovere poi il piacere", ma quando arriva il tempo del piacere spesso si è troppo stanche.
Parlo per me che sono separata con due figli e un lavoro, quello che mi pesa è fare tutto da sola, non con-dividere neanche le preoccupazioni o le decisioni importanti. Spesso la sera mi viene l'angoscia per la paura di non saper affrontare domani.
Una volta nelle grandi famiglie ci si aiutava, si dividevano i compiti, oggi siamo sole a dover gestire tutto. Ci sono le priorità della famiglia che ci schiacciano con i sensi di colpa.
Chi ha una natura creativa non dovrebbe occuparsi anche della gestione di una famiglia intera. Almeno dovrebbe avere un'entrata economica tale da potersi garantire un'aiuto domestico che lasci respiro. Chi non ce l'ha deve darsi delle priorità, lasciare piatti e polvere, staccare il tel e non rispondere al citofono e dedicarsi un pò di tempo.
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Vecchio 27-04-2010, 18.18.38   #20
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..... Mi imbarco in cose che richiedono assai tempo perchè diano veri risultati, la difficoltà nel trarne immediata soddisfazione me ne fanno cercare altre, che a turno abbandono e poi riprendo senza metodo e senza ordine, senza riuscire a spezzare questa catena che non fa certo onore alle mie capacità e invalida la mia parte più libera e creativa. Qualcuno di voi si confronta con la dispersività o l'ha a suo tempo risolta?
Ti hanno già detto tante cose Tina, a me colpisce la frase che ho marcato... sembra un po' come la piccola fiammiferaia che accende i fiammiferi uno dietro l'altro per trarne immediata soddisfazione.. e mi ci rivedo perfettamente, ho la tendenza ad iniziare mille cose , mi ci imbarco con entusiamo, fino a quando... la fiammella del fiammifero non si esaurisce (rapidamente) e ho bisogno di accenderne un altro.

Il risultato per me è che mi sono interessata a moltissime cose, ma non ne ho mai approfondita nessuna, per cui tantissimi hobby (anche con spese abbastanza consistenti per acquistare i materiali a volte) , tanti tentativi lasciati cadere in farò.. vedrò.. che non diventano mai faccio, vedo etc..

Non avevo mai pensato che la cosa si potesse collegare all'ordine, ma sicuramente alla dispersività si, e nel tempo, mi hanno dato buoni spunti di cui uno, che forse puo' tornare utile anche a te è che mi faccio assorbire dall'ambiente.. per cui spesso sono attirata da cose in cui mi imbarco e che poi non porto a termine.

Le strategie che sto adottando, sono, di chiedermi molte volte prima di imbarcarmi in un qualsiasi lavoro/hobby se davvero lo voglio intraprendere o se è il solito fuoco di paglia... e se lo intraprendo, quando comincio a stufarmi cerco di metterci un po' di buona volontà e di non mollare, e poi cercare di ridurre la dispersività per me significa abbandonare il più possibile le cose superflue, in cui senza che me ne rendo conto spreco un sacco di energie, poi credo che la cosa più importante sia non farsi trasportare come banderuole al vento..
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Vecchio 27-04-2010, 18.48.27   #21
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Ti hanno già detto tante cose Tina, a me colpisce la frase che ho marcato... sembra un po' come la piccola fiammiferaia che accende i fiammiferi uno dietro l'altro per trarne immediata soddisfazione.. e mi ci rivedo perfettamente, ho la tendenza ad iniziare mille cose , mi ci imbarco con entusiamo, fino a quando... la fiammella del fiammifero non si esaurisce (rapidamente) e ho bisogno di accenderne un altro.

Il risultato per me è che mi sono interessata a moltissime cose, ma non ne ho mai approfondita nessuna, per cui tantissimi hobby (anche con spese abbastanza consistenti per acquistare i materiali a volte) , tanti tentativi lasciati cadere in farò.. vedrò.. che non diventano mai faccio, vedo etc..

Non avevo mai pensato che la cosa si potesse collegare all'ordine, ma sicuramente alla dispersività si, e nel tempo, mi hanno dato buoni spunti di cui uno, che forse puo' tornare utile anche a te è che mi faccio assorbire dall'ambiente.. per cui spesso sono attirata da cose in cui mi imbarco e che poi non porto a termine.

Le strategie che sto adottando, sono, di chiedermi molte volte prima di imbarcarmi in un qualsiasi lavoro/hobby se davvero lo voglio intraprendere o se è il solito fuoco di paglia... e se lo intraprendo, quando comincio a stufarmi cerco di metterci un po' di buona volontà e di non mollare, e poi cercare di ridurre la dispersività per me significa abbandonare il più possibile le cose superflue, in cui senza che me ne rendo conto spreco un sacco di energie, poi credo che la cosa più importante sia non farsi trasportare come banderuole al vento..
Trovo questo molto condivisibile questo discorso.
Anche a me è capitato svariate volte di iniziare qualcosa, magari uno sport, apparentemente pieno di voglia e di ritrovarmi dopo poco già stufo, a farlo quasi per forza.
Non so quale possa essere il vero motivo di tali situazioni, forse non avevo vera voglia di fare quel determinato sport, il ch significa accettare gli aspetti belli e quelli brutti, ma magari avevo solo voglia di veder-mi fare qualcosa, per chissà quale oscuro motivo

Probabilmente poi darsi un ordine può servire ad evitare dispersioni di energia, ma se ques'ultimo cala, dopo un pò che abbiamo intrapreso un'attivita, a ritmo vertiginoso, non so cos'altro si possa fare .

Nelle cose in cui ,a posteriori, mi sono accorto di aver messo vera o comunque forte passione e consapevolezza in quel che facevo, la spinta iniziale non si è affatto afflosciata, anzi..
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Vecchio 27-04-2010, 20.59.14   #22
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Ho letto, riletto, mi suscitate delle emozione che sembrano far scoppiare il mio torace e chiudono la mia gola, e non riesco a scrivere nulla. Ho degli ospiti tralatro(due), e ho deciso di stare totalmente con loro stasera. Le cose che vorrei dire mi avete indotto a notare sono tante, le voglio metabolizzare, anzi accadrà da solo, almeno su questo posso contare e come un miracolo il mio inconscio è più ordinato e lineare del mio conscio, assurdo no? Vi auguro buona serata.
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Vecchio 27-04-2010, 22.45.33   #23
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...se non trovo tempo e modo per incanalarla...
Intravvedo ancora il tuo rapporto con il tempo, un tempo breve perchè non riesci ad incanalarla, si fa giorno e sei costretta a fare altre cose che ti distolgono dall'onda ormai scemata.
Sembra un'incantesimo, come in quel film Ladyhawke, c'è un momento, alle 5, in cui vedi tutto con chiarezza ma poi sfugge...
non trovi il modo per trattenere ciò che vedi o senti, il vortice della quotidianità ti risucchia.

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Proverò a descrivere il tipo di energia in cui entro, non mi riferisco a ciò a cui alludi tu, è qualcosa che non ho mai esternato.
Attendo con pazienza...
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Vecchio 28-04-2010, 23.35.37   #24
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Intravvedo ancora il tuo rapporto con il tempo, un tempo breve perchè non riesci ad incanalarla, si fa giorno e sei costretta a fare altre cose che ti distolgono dall'onda ormai scemata.
Sembra un'incantesimo, come in quel film Ladyhawke, c'è un momento, alle 5, in cui vedi tutto con chiarezza ma poi sfugge...
non trovi il modo per trattenere ciò che vedi o senti, il vortice della quotidianità ti risucchia.


Attendo con pazienza...
Hai pescato nel thread del sogno, ma va bene , è tutto collegato. Mi fai pensare che il tempo in cui posso fare ciò che mi piace, anzi dare conto a ciò che preme in modo pressante lo prendo alla sera dopo il lavoro e la cena, e la mattina presto; il sogno ha anche la sua parte. Non appena si fanno le otto, anche se il mio lavoro comincia alle 9,30 la mia mente comincia a fibrillare e così senza poi nemmeno più avvertirlo, anche durante il lavoro e mentre tratto con la gente. Dò una buona parte di me, che sarebbe anche sufficiente,ma non sono del tutto presente, è uno spingere la giornata aspettando che viene sera. La domenica se posso permettermi di restare a casa alcune ore da sola ricarico ancora meglio, ma il tempo non mi basta mai. La sera se posso dedicarmi, e in genere lo faccio, alle cose che mi chiamano con talento, riesco a scaricare tutta la tensione che ho accumulato, la mattina presto invece ho la energia per costruire sulle intuizioni, non cose sulla relatività o salti quantici ovviamente, ma sulle cose normali che motivano le mie azioni, o mi permettono l'elaborazione creativa, oppure studiare o ultimamente di nuovo leggere alcuni libri.
Tutto ciò per dire che la gente mi blocca, il rumore delle macchine in strada mi blocca. Di giorno una parte di me va in stand by, e si sblocca dopo che anche mio figlio sarà uscito dopo la cena.
Devo adesso collegare questa altra cosa con l'argomento di questo thread. Non ho avuto il tempo di elaborare tutto ciò che si è scritto quì perchè ho degli ospiti a casa, sto cercando di non scrivere in fretta nei ritagli di tempo tanto per dire qualcosa, ma i fiammiferi che in tanti avete acceso so di sicuro hanno acceso delle candeline che stavano dentro di me. Ardono per fare luce, come tutti i thread che poi perdono energia e a turno vengono nuovamente riaccesi da qualche altro fiammifero. Stasera sono poetica.

Ultima modifica di webetina : 28-04-2010 alle ore 23.38.43.
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Vecchio 29-04-2010, 00.45.58   #25
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Oggi faccio meno, quel meno cerco di farlo ricordandomi le cose belle e il perchè ho deciso di farlo, cercando di godere nel farlo. Per il risultato ancora fatico a non aspettarmi niente ma solo quel che ne viene, ma ci sto provando in continuazione.
Quando riordino e sono brava a farlo lo faccio di fino e cerco di metterci estro come se facessi qualcosa di importante non più come un'obbligo per non esser giudicata male.

Insomma tutte queste parole perchè volevo dirti che a me serve cambiare ottica se la cambio l'ordine cambia aspetto e di conseguenza non lo rigetto più.
Per il metodo ancora non ci sono perchè metodo mi ricorda cose ancora non belle e quindi mi lascio condizionare mi da l'idea di senza cuore e per me è tremenda sta cosa, ma chissà potrei creare un metodo con un cuore ahahah
La parola metodo a me rimanda a disciplina, cosa a cui sono stata sempre refrattaria. In altro 3d è stato detto che quando vengono su delle emozioni, ed io aggiungo degli istinti, ci vorrebbe una mente di ferro per farli tacere. Mi è rimasta in mente questa cosa, mi piacerebbe avere una mente molto forte e perchè no, il metodo del cuore. Ti chiederei di mostrarmelo quando lo avrai messo a punto...
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