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Vecchio 09-06-2007, 13.21.30   #1
Uno
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Predefinito Un giudice oggettivo e non in cerca di gloria

Ok è una cosa di gossip... di pettegolezzo ma la trovo un esempio da seguire.
Di che parlo? del Giudice che ha condannato e confermato la condanna a Paris Hilton.
Non perdo molto tempo nel riassumere la storia, basta cercare e la si trova in tutte le salse, il succo è che la signorina forte del suo potere economico dopo che le avevano tolto la patente per guida in stato di ubriachezza è stata ribeccata alla guida. Processo e condanna a 45 giorni (se non sbaglio ma poco importa il numero), come in un copione dopo 2 giorni di contentino visita dello psichiatra personale, stuolo di avvocati e richiesta (accordata da non so chi) di arresti domiciliari. Il Giudice della prima condanna ha voluto indagare sulla cosa e sul tg di oggi (che effettivamente potrebbe darci notizie più interessanti, ma questa come simbolo potrebbe anche meritare) la notizia che l'ha rispedita e non con il preteso dimezzamento per buona condotta (dopo 2 giorni? ) ma con la pena intera.

Bravo giudice


I potenti esisteranno sempre... ma almeno in apparenza che si limiti un pò la strafottenza, non le sarebbe costato nulla utilizzare uno dei tanti autisti che avrà alle dipendenze (personalmente o con la famiglia)
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Vecchio 10-06-2007, 11.23.45   #2
RedWitch
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In un mondo in cui tutto sembra ruotare intorno alle "persone di potere", questo mi sembra un buon esempio (anche se non saranno 20 giorni di carcere alla ragazzina viziata a cambiare certe cose).

Certo che per fortuna che ha commesso un piccolo reato, se ne avesse commesso uno peggiore a quest'ora sarebbe la prima notizia che danno sui tg ogni giorno, quasi non potessimo fare a meno di conoscere le peripezie della Hilton, già così ce la propinano pranzo e cena.. pensate se avesse preso davvero i 45 giorni che le spettavano ...
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Vecchio 10-06-2007, 11.31.29   #3
Uno
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per adesso li ha presi... anche se non mi stupirei della nascita di qualche comitato per la liberazione delle.... meglio che non specifico vah...
Si comunque a 45 non ci arriverà mai...
Del resto dobbiamo pensare che qui in Italia uno che decida di commettere freddamente e lucidamente un omicidio giocando bene buona condotta e altro può cavarsela con 7 anni, qui non si tratta di riabilitazione che mi trova favorevole, si tratta di deresponsabilizzazione.
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Vecchio 10-06-2007, 16.16.48   #4
griselda
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Un plauso a quel giudice dovrebbero essercene di più.
Sbaglio o la legge è uguale per tutti o almeno così dovrebbe essere anche se al lato pratico pare che per alcuni non lo sia.
Anni fa ricordo, nel quartiere dove abitavo arrivò un tizio era uscito di prigione dopo aver scontato diversi anni (11) per omicizio, beh dopo qualche tempo ne commise un altro. Era uscito per buona condotta.
Il carcere dovrebbe servire per la rieducazione anche se non so si è in grado di stabilirlo con certezza, ma addirittura ridurre una pena perchè è il tal tizio/a potente vuol dire dare licenza di fare quello che si vuole e quando si vuole.
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Vecchio 10-06-2007, 17.23.27   #5
Ray
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Sbaglio o la legge è uguale per tutti ...
Parafrasando Orwell (la fattoria degli animali, libro che si dovrebbe far leggere a scuola... qualcuno lo fa), la legge è uguale per tutti, solo che alcuni sono più uguali di altri.

Comunque una cosa è il potente che evita la pena, un'altra cosa è il discorso "riabilitazione" e buona condotta. Se ci si pensa non è così assurdo... se uno è in grado di comportarsi bene e in modo controllato per 11 anni in una situazione disagevole e dove è controllato e non può barare, beh potrebb essere preso come un indizio di riabilitazione. Non dico che basta o che venga applicato come si deve, ma il principio ha un senso. Certo se dopo 11 anni di "buona condotta" esce e lo rifà si può dirgli "beh ma allora lo fai apposta".

Per la signorinella viziata e spaventata in questione invece credo (spero) che anche i pochi giorni che si farà in carcere serviranno a qualcosa... fosse solo il farle riconsiderare la sua onnipotenza e la sua perfezione... sperem.
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Vecchio 10-06-2007, 23.31.47   #6
Sole
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Non son tanto d'accordo sulla legge uguale per tutti. La giustizia dovrebbe essere in grado di valutare ogni singolo caso al di là dell'intervento del potere del singolo.
Se una persona uccide in preda ad un raptus, perchè può avere tantissime ragioni per farl, valide o no, non è la stessa cosa di un omicidia freddo e volontario.
Ma poi la legge prevede lo stesso trattamento, anche se per anni diversi, per entrambi .. lo vedo come un fallimento della legge e della giustizia nel loro compito di bilanciere.

Il nostro giudice ha fatto il suo dovere con onestà, ed è raro in effetti (probabile che non seguisse i gossip e non sapesse chi fosse ).
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Vecchio 11-06-2007, 10.43.16   #7
RedWitch
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Del resto dobbiamo pensare che qui in Italia uno che decida di commettere freddamente e lucidamente un omicidio giocando bene buona condotta e altro può cavarsela con 7 anni, qui non si tratta di riabilitazione che mi trova favorevole, si tratta di deresponsabilizzazione.
A proposito di riabilitazione mi è venuto in mente un film che ho visto di recente in cui Nino Manfredi recitava il ruolo di un anziano, uscito dal carcere dopo 30 anni scontati in cella (si scoprirà poi per un errore giudiziario). Esce di prigione, e stenta a riconoscere Roma, non ha una casa, non ha dove andare. Tenta in ogni modo di tornare in carcere perchè è l'unica realtà che conosce (c'è una scena simpatica in cui Manfredi dice alla guardia che deve tornare in cella perchè ha dimenticato lo spazzolino da denti..), ma ora, nemmeno lì lo vogliono più. E' il momento di reinventarsi una vita... E' un film, forse le cose non sono proprio così, pero' è indicativo .. si preferisce deresponsabilizzare piuttosto che impegnarsi per offrire una riabilitazione, che per come la vedo io dovrebbe esistere per chi paga .. invece è molto più semplice permettere che si possa uccidere senza pagarne conseguenze..

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Non son tanto d'accordo sulla legge uguale per tutti. La giustizia dovrebbe essere in grado di valutare ogni singolo caso al di là dell'intervento del potere del singolo.
Se una persona uccide in preda ad un raptus, perchè può avere tantissime ragioni per farl, valide o no, non è la stessa cosa di un omicidia freddo e volontario.
Ma poi la legge prevede lo stesso trattamento, anche se per anni diversi, per entrambi .. lo vedo come un fallimento della legge e della giustizia nel loro compito di bilanciere.
La parte che ho sottolineato invece Sole è proprio il significato che attribuisco alla frase " la legge è uguale per tutti", per me dovrebbe significare usare lo stesso metro (oggettività), un giudice, dovrebbe essere in grado di valutare oggettivamente caso per caso, ma senza favoritismi ogni crimine.
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Vecchio 11-06-2007, 13.15.55   #8
Sole
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Già, penso a casi in cui si perde la testa e ti ritrovi in carcere con persone malate.

Mi sembra di averlo visto quel film che citi e colpì anche me.
Sarebbe opportuno infatti cercare di insegnare dei mestieri a questi detenuti, oppure educarli a fare qualcosa per loro stessi. Lavori forzati li chiamavano tempo fà, ma io li rinominerei lavori riabilitativi e rieducativi.

Entrano in carcere per disagi personali che scatenano nella criminalità (non tutti, certo), potrebbero uscirne educati. Ma il problema è: chi deve rieducarli? Chi deve insegnarli?
Se si potesse pensare ad una struttura anche statale che usa i detenuti come forza lavoro, sarebbe già un modo di aiutarli indirettamente. E' nota la frase dei monaci "ora et labora", il lavoro occupa il corpo e la mente è concentrata. Il lavoro ti impedisce di oziare e piano piano entra in te un mesasggio che ti rieduca, un metodo.
Si potrebbe pensare alla riscoperta degli antichi mestieri.. L'artigianato sta morendo e sarebbe bello affiancare un detenuto, meritevole, vicino ad un artigiano anziano e senza eredi. ce ne sono ancora... pochi ma ce ne sono.
Ma non conviene a nessuno questo. I detenuti dovrebbero essere accompagnati da polizia ogni giorno.. (e chi farebbe le multe? chi perderebbe tempo sotto casa di un politico qualunque?) sarebbe un riorganizzare completamente le carceri e creerebbe un fastidio di firme e passaggi ogni giorno dai cancelli .. troppe complicazioni, meglio annebbiare e lasciare che qualcuno pensi ad un indulto.. per poi rimmeterne l'80% dentro dopo pochi mesi... (bah!)

Se la Hilton fosse stata costretta a lavare i piatti in uno dei suoi hotel... e si fosse vista rompersi una delle sue curatissime unghie avrebbe magari capito come possa essere diversa la vita di uno dei suoi dipendenti. Ma se non esiste uno stato Educato allora non può nascere neppure l'idea di educare...

Mi viene in mente sempre Platone in queste circostanze, quando ipotizzava un governo fatto di pochi Filosofi. I Filosofi nell'antichità non erano quel che oggi vediamo cioè parlatori, scrittori.. ma erano conoscitori dell'Animo umano, conoscevano la Psiche e lo Spirito... Avevano quindi il senso della Giustizia.
Platone non realizzò mai il suo ideale di replubblica.
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Vecchio 11-06-2007, 14.19.26   #9
griselda
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Tanti anni fa vidi un film stupendo si intitolava "Capitani coraggiosi" vi chiederete che c'entra? Beh se si facessero fare più esperienze di questo genere ai ragazzi forse le cose andrebbero meglio. E' la storia di un ragazzino viziato cresciuto senza affetto ed i giusti valori che si trova a doversi mettere in gioco per la sopravvivenza imparando così i veri valori della vita.
Il cercere come riabilitazione lo può essere nei confronti di pene minori credo, perchè immagino che cmq entrare in carcere sia un'esperienza forte che ti segna nel profondo e che è il risultato di una vita con grandi lacune. Ma se chi è preposto alla riabilitazione non sa che pesci pigliare, sapere quale la cosa giusta da fare, la pena ( colmare quelle lacune) non sarà adeguata al suo reinserimento nella società. Il carcere a certi livelli di detenzione, deve essere un inferno della peggior specie.
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Vecchio 12-06-2007, 14.49.28   #10
jezebelius
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Il carcere a certi livelli di detenzione, deve essere un inferno della peggior specie.
Credo di si infatti.
Per la Hilton deve essere questo ciò che prova, secondo me. Cioè una che avuto la vita, più o meno, tutta " rosa e fiori" è ovvio che vivrà, ma dipende forse anche da altro, l'esperienza di qualche tempo in carcere come frustrante la sua " solidità" psichica. Poi ad ognuno il suo..nello specifico..!
La possibilità di avere a che fare, parlando del Giudice, con persone che riescano ad essere governati da una certa visione oggettiva, secondo me, è sempre più lontana in questo periodo ma ciò non significa che sia impossibile.
Quel Giudice è servito, probabilmente, anche qui in Italia come cassa di risonanza di Principi che troppo spesso, vengono sottovalutati. Una persona attenta, che si tratti di Giudice e non solo, se ne rende conto. Come c'è chi si rende conto che la " legge ( non ) è Uguale per tutti ".
Si potrebbe dire molto, appunto sulla mancanza di oggettività dei Giudici odierni, più facilmente governati dalle tendenze politiche che non da quelle che dovrebbero sottendere ad un reale " ruolo di filosofo".
Ma qui non basterebbe la sola lettura di Platone mi sa..!
Per quanto riguarda la detenzione in carcere aggiungo una cosa. Oltre al fatto di essere a favore di una pena " rieducativa" che abbia, in sostanza, un fine che è quello della reitroduzione nella società, c'è da fare una specificazione. Il Nostro Sistema Penale mira certamente a questo...ma solo sulla carta. Mancano alla fine quelli che in America ( prendiamoli solo per il nome..và ) si chiamano " Penitenziari".
Quello che conosciamo come carcere altro non è che la " Casa Circondariale" e cioè non dovrebbe essere altro che un luogo di " passaggio" in attesa della pena. Quest'ultima appunto dovrebbe essere scontata secondo i criteri posti nel sistema stesso, per l'appunto, nei Penitenziari. Cosa che ovviamente non avviene e ci sono istituti come l'Indulto... utilizzati a sproposito.
Tempo fa ho sentito che per rendere la pena più " costruttiva", anche se si tratta di Casa circondariale, in numerose strutture( ad esempio quelle di Bologna, Milano, Viterbo etc) si svolgono dei lavori " retribuiti" per i detenuti.
In pratica oltre a lavorare, pagati naturalmente per il lavoro svolto con relativo versamento di contributi, viene scalato il "costo" che lo Stato deve affrontare per detenuto. Come dire..."la responsabilità è tua e tuo deve essere anche il sostentamento; non te lo do a gratis..!"
Questo modo di fare comunque contribuisce, peccato che siano pochi gli istituti di pena che ne assumono realmente il senso, alla realizzazione di un "metodo" per colui che ha commesso il reato.
Per quanto riguarda poi la possibilità di fare cenno ai lavori forzati...beh..nella revisione del Codice Penale questa voce...fu eliminata. Infatti nel nuovo non se ne trova traccia...ma bisognerebbe ripensarci secondo me, nella misura in cui come ha gia pensato chi tali lavori, anche se non forzati, fa svolgere.
__________________
Dr. Marc Haven
“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 12-06-2007, 23.30.43   #11
Sole
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Si Jez, i lavori forzati alla fin fine non sono tanto rieducativi, almeno intesi come siamo abituati a vedere nei film con catene ai piedi e vanga in mano, ma come dici riabilitare ad un mestiere si. Lavoro forzato, perchè ti costringo coattamente a lavorare ma non forzato perchè incatenato.
Lo hanno tolto dal codice penale e si son dimenticati di elaborare il sistema di cura.
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Vecchio 13-06-2007, 12.01.23   #12
Grey Owl
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Ho letto il televideo... riporto questa notizia:

Party a Las Vegas per Paris Hilton
Una mega festa per festeggiare l'uscita
di carcere. La sta organizzando al Las Vegas Rick
Hilton per la figlia Paris, in galera per violazione della libertà vigilata
relativa ad una condanna per guida in stato di ebbrezza.
Paris, che si trova nel centro correzionale di Los Angeles da una decina di
giorni, deve scontare in tutto 45 giorni di carcere.


Alla fine tutto questo non e' che un altro spettacolo del circo mediatico...

Invece che il carcere le avrei fatto raccogliere la spazzatura per 45 giorni lontano dai riflettori... non come Naomi Chambel o Boy George o Kate Moss e tanti altri... perche' e' diventata una moda andare in carcere... farsi fotografare come un comune mortale dietro le sbarre... e poi tornare a "lavorare" con piu' ingaggi e soldi... perche' il valore aggiunto e' la "sofferenza" patita in galera...hahahahaha

Il giudice magari fa' parte di tutta questa farsa... magari ne e' una "vittima"... magari... alla fine tutto fa' brodo "mediatico".


Ultima modifica di Grey Owl : 13-06-2007 alle ore 12.11.40.
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