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Vecchio 05-02-2008, 17.05.19   #1
Uno
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Come al solito cercando tutt'altro ho trovato uno spunto.
Stavo leggendo un forum tecnico per i software che sto preparando, tra l'altro quel 3d era poco attinente a ciò che cercavo ma come si sa i motori i ricerca non fanno miracoli.... comunque una firma di un utente ha attirato la mia attenzione:

"Non esiste uomo il cui tempo sia tanto prezioso, da non potersi
fermare un attimo a raddrizzare un chiodo ancora buono.
"

Banale se vogliamo fare i preziosini, ma quante cose buttiamo che potrebbero essere ancora buone? Ok ci stanno facendo passare per antieconomico recuperare certe cose, figuriamoci poi un chiodo... ma in questi giorni più che mai stiamo vedendo le montagne che si formano dove si apre una discarica.
Consumismo = costa poco > quando si rompe > costa più riparare > getto via
A livello individuale è vero, inoltre gli elettrodomestici oggi sono costruiti sperando che non durino più di 5 anni (purtroppo per loro a volte il miracolo accade, anche se guardando la media di tutti gli elettrodomestici che abbiamo usato... non siamo così lontani mi sa) .

Quando quell'uomo che crede di utilizzare il tempo in maniera più preziosa non saprà più dove piantare i suoi pomodori genetici, quando pure il polistirolo su più piani (avete mai visto le colture idroponiche, fanno impressione per quanto sono perverse, altro che progresso) non basterà... chissà se si farà in tempo a fare retromarcia e soprattutto una retromarcia è sempre una sconfitta, non per la retromarcia in se, perchè prima si sono fatte le cose con i piedi in nome di chissà che.
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Vecchio 05-02-2008, 20.47.49   #2
griselda
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Non conoscevo e colture idroponiche, beata ignoranza, appena ho visto le foto e letto come viene fatta ho provato dolore e rabbia. E' assurdo quello che l'uomo sta facendo senza rendersene conto. ( Chissà se l'ha già fatta in un ormai diimentiato passato e ora lo sta rifacendo?)
Di certo è che oggi potremmo ancora mettere un freno, ma oggi non domani o dopo domani.

Il cambiamento dovrebbe iniziare alla fonte per dare una sferzata.
Avevamo le bottiglie di vetro per il latte l'acqua, abbiamo deciso che non andava bene meglio la plastica.
Oggi ci dicono di riciclare ma perchè non iniziano dall'alto a produrne meno di inquinanti? Compri qualuque cosa ed è avvolta nella plastica.

Tutto quello che compri dura un terzo del tempo che duravano quelli di una volta. Ci prendono in giro e noi non facciamo niente, la nostra terra viene violentata sotto i nostri occhi e non facciamo niente per difenderla.

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Vecchio 05-02-2008, 22.30.31   #3
jezebelius
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Manco io conoscevo le colture idroponiche. Brutta roba direi anche se mi pare che la faccciano passare per " buona cosa ".
Non vorrei essere disfattista, anzi lungi da me il colorare tutto di nero e negativo, ma mi pare che siamo quasi al limite. Manca poco per oltrepassare il punto di non ritorno e la cosa che si nota è che a pochi, veramente pochi, interessa questo scenario, per alcuni quasi apocalittico di qui a breve, che ci stiamo costruendo per il futuro, passando anche per la velocità con cui, oggi, si fanno tante cose e forse non se ne fa nessuna.
Fare retromarcia una volta che si è oltrepassato il punto di non ritorno si può? Credo di no. Come se volessi tornare indietro appena mi accorgo che ho fatto un salto nel vuoto; ovvio che non posso. Però potrei pensarci prima e fare in modo quanto meno di rallentare e poi via via modificare, uno " stile " di vita che inevitabilmente porta da qualche parte che non mi pare costruttivo in se, se pure, per certi versi, tecnologicamente avanzato.
L'esempio dell'elettrodomestico potrebbe, per altro verso, essere portato a questo nostro modo di vivere: è un modo di fare che è destinato, come sempre accade per quelli distruttivi e che usuranti se stessi costringono al nuovo, a trovarsi cambiato anche nel suo modo di porsi di cui non si conoscono gli effetti se non immaginandoli basandoci su quelli di oggi; il tutto senza preavviso di alcun genere.
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“Non deve essere l’alba di luce che deve iniziare ad avvisare la tua anima di tali doveri giornalieri e dell’ora in cui gli incensi devono bruciare sui fornelli; è la tua voce, solo lei che deve chiamare l’alba di luce e farla brillare sulla tua opera, alfine che tu possa dall’alto di questo Oriente, riversarla sulle nazioni addormentate nella loro inattività e sradicarle dalle tenebre in cui versano.”
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Vecchio 06-02-2008, 10.58.17   #4
dafne
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Culture idroponiche..la prima volta che ne ho sentito parlare le hanno descritte come una grande conquista..più veloci meno costose e igienicamente più sicure.
A me quello che fa arrabbiare davvero è che non c'è scritto da nessuna parte COME sono stati coltivati...
Comunque, io mi sono scoperta sprecona nel tempo e più ci ho fatto caso in cucina più mi sono resa conto che lo faccio dappertutto. Ne è una prova quando mi scatta la sindrome dello scoiattolo (tipo le pulizie di Pasqua ) e mi ritrovo con i sacchi pieni di roba inutile..
Ma anche quello è un vizio, come la pentola a cui si stacca il manico e finisce nella spazzatura, cambiare la vitina no eh Daf?
Piano piano imparo, ci vuole attenzione,attenzione e ancora attenzione perchè è più semplice, facile, comodo buttare e ricomprare. Economico? mica tanto, così si compra l'oggetto che qualitativamente è più scadente ma che si può ricomprare. Un cane che si morde la coda insomma.
E ti tocca alla fine fare reromarcia come dice capo Uno, che non solo è, passatemi il termine, poco funzionale ma purtroppo non è neanche sempre possibile.
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Vecchio 06-02-2008, 11.42.39   #5
Uno
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Culture idroponiche..la prima volta che ne ho sentito parlare le hanno descritte come una grande conquista..più veloci meno costose e igienicamente più sicure.

Certo (rispondo a te ma ovviamente non parlo di te/con te) mica vorremmo continuare a usare quella porcheria della terra, vuoi mettere l'insalata che sa di polistirolo? Magari poi gli cambiamo qualche gene e la facciamo sapere di pollo
Quote:

A me quello che fa arrabbiare davvero è che non c'è scritto da nessuna parte COME sono stati coltivati...
invece la trattoria a gestione familiare rischia di beccarsi un multone se tiene i piatti (quelli che usa tutti i giorni e di conseguenza usa, rilava e ripone di continuo, non soggiornano mai) su una mensola scoperta , rischia il multone (e questo giustamente) se non scrive sul menu se usa ingredienti surgelati... e poi ciò che anche lei compra all'ingrosso arriva come vuole
Quote:

Comunque, io mi sono scoperta sprecona nel tempo e più ci ho fatto caso in cucina più mi sono resa conto che lo faccio dappertutto. Ne è una prova quando mi scatta la sindrome dello scoiattolo (tipo le pulizie di Pasqua ) e mi ritrovo con i sacchi pieni di roba inutile..
Ma anche quello è un vizio, come la pentola a cui si stacca il manico e finisce nella spazzatura, cambiare la vitina no eh Daf?
Piano piano imparo, ci vuole attenzione,attenzione e ancora attenzione perchè è più semplice, facile, comodo buttare e ricomprare. Economico? mica tanto, così si compra l'oggetto che qualitativamente è più scadente ma che si può ricomprare. Un cane che si morde la coda insomma.
E ti tocca alla fine fare reromarcia come dice capo Uno, che non solo è, passatemi il termine, poco funzionale ma purtroppo non è neanche sempre possibile.
Per una sana politica ecologica l'economico non dovrebbe neanche esistere, dovrebbe essere tutto di qualità (e non solo sulla carta), pagato quello che merita e riparato se serve. Si rifletterebbe anche sulla forma mentis delle persone, oggi nulla ha più valore, una moglie mi stufa? La cambio invece che "ripararla" (il rapporto), ovvio che se è "rotta" del tutto non c'è nulla da fare... ma se "l'ho pagata poco" non ci perdo troppo tempo ad aggiustare le cose anche quando si potrebbe.
E' vero che a volte anche con l'oggetto economico si può tentare la riparazione, io lo faccio spesso, l'importante in questi casi è arrangiarsi però, se è una vitina è più la buona volontà che altro il problema.
In tema, ci avete fatto caso che le ferramente negozio stanno scomparendo? (almeno da me) Quelle erano il regno della riparazione, dell'aggiustare per le famiglie che non buttavano via tutto. Ora dove va bene si trova qualche Brico enorme magazzino, se ti serve una vite devi comprare l'astuccio da mezzo chilo.
Per chi capisce di cosa sto parlando, ditemi quanto difficile è trovare viti e chiodi e ferramenteria in ottone per mobili antichi. C'è poco da fare, il sistema è messo in modo che non si può tenere la qualità, neanche quando l'abbiamo già.
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Vecchio 06-02-2008, 12.31.30   #6
dafne
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Per una sana politica ecologica l'economico non dovrebbe neanche esistere, dovrebbe essere tutto di qualità (e non solo sulla carta), pagato quello che merita e riparato se serve. Si rifletterebbe anche sulla forma mentis delle persone, oggi nulla ha più valore, una moglie mi stufa? La cambio invece che "ripararla" (il rapporto), ovvio che se è "rotta" del tutto non c'è nulla da fare... ma se "l'ho pagata poco" non ci perdo troppo tempo ad aggiustare le cose anche quando si potrebbe.
E' vero che a volte anche con l'oggetto economico si può tentare la riparazione, io lo faccio spesso, l'importante in questi casi è arrangiarsi però, se è una vitina è più la buona volontà che altro il problema.
In tema, ci avete fatto caso che le ferramente negozio stanno scomparendo? (almeno da me) Quelle erano il regno della riparazione, dell'aggiustare per le famiglie che non buttavano via tutto. Ora dove va bene si trova qualche Brico enorme magazzino, se ti serve una vite devi comprare l'astuccio da mezzo chilo.
Per chi capisce di cosa sto parlando, ditemi quanto difficile è trovare viti e chiodi e ferramenteria in ottone per mobili antichi. C'è poco da fare, il sistema è messo in modo che non si può tenere la qualità, neanche quando l'abbiamo già.

Da donna invece io ho notato che sono quasi scomparse le mercerie.
Ma per quanto riguarda i mobili antichi ti capisco benissimo perchè mia mamma ha avuto ben 14 anni fà un negozio dove riparavano anche mobili antichi e già allora spesso andava nei mercatini francesi per recuperare i pezzi.
Vogliamo parlare delle sarte? Se ne trovi una che sappia il fatto suo (e sottolineo se) non trovi più il tessuto che le vada bene, quello "buono"
Ogni tanto mi giustifico diccendomi "ma è bello cambiare" (sarà che è un pensiero tanto diffuso che ci han fatto su una pubblicità?), come per i maglioni per esempio, costano poco, li cambi ogni anno, sai che p....avere lo stesso per qualche decennio?
Oggi però stì maglioni "stagionali" scopro che non scaldano, che mi irritano la pelle che si imbruttiscono al terzo lavaggio,e comincio a sentire la nostalgia del cotone-cotone o della lana-lana (e vi assicuro che ho controllato le etichette è tal materiale è quasi irreperibile). Buon senso mi dice che una piccola percentuale di acrilico e C. aiuta il tessuto a non infeltrirsi a non stingere a non necessitare di stiro ehm piccola..necessaria?..buon senso?? Mah
La forma-mentis delle persone, eh si, mio figlio di 8 anni già da quando ne aveva 5 aveva capito che se un gioco si rompeva ne arrivava uno nuovo e io a credere di avergli "regalato" la possibilità di essere sempre contento
alla fine c'è sempre uno scarico di responsabilità, si rompe? amen, lo cambio, chissenefrega.
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Vecchio 06-02-2008, 13.11.38   #7
griselda
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Io sono ancora fortunata dove abito c'è sia la ferramenta che la merceria e la sarta.

La ferramenta credo che appena morirà il tizio sparirà però sono gli altumi baluardi. E bellissimo entrare li. Negozio enorme con mille scaffali, cassetti, cassettini, ed una cantina enorme.
Un giorno siamo andati per sostituire una serratura che si era rotta e l'omino è stato troppo forte! Ha smontato la serratura ha guardato da sopra agli occhialini e poi è sparito. Dopo un po' ritorna con una vitina piccola piccola e ce la mette in mano e indicando il punto esatto dice: ecco va li! Ma, ma, ma non devo cambiarla? E perchè mai vuol buttare via i soldi? ci fa.
Insomma abbiamo speso niente ed abbiamo la serratura che funziona da allora. Vai da lui e sa già lui cosa ti serve se non sei esperto. Lo vedi sempre in giro a smontare cose e con un'occhiata di dice cosa ti serve. Ah quando scomparirà lui scomparirà con lui la sua arte.
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Vecchio 06-02-2008, 14.09.19   #8
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chissà se si farà in tempo a fare retromarcia e soprattutto una retromarcia è sempre una sconfitta, non per la retromarcia in se, perchè prima si sono fatte le cose con i piedi in nome di chissà che.
In nome del denaro del potere e dell' ambizione secondo me.....Oggi...sempre secondo me consumismo è uguale a spreco...usa e getta senza nemmeno chiedersi se cio che a me non serve più potrebbe servire ad altri (non faccio di ogni erba ecc ecc però...)...sembra strano ma nascono in maniera incredibile i negozzi dell' usato dell' abbigliamento...si lo so che ci sono sempre stati...ma prima era quasi un vanto da signorine bene stanche del solito e intenzionate a mettersi "in luce" stando fuori dalla corrente....oggi invece (ne parlavano ieri in tv) ci vanno in molti e cosa particolare è che prendono l' usato (nello specifico riguardava una famiglia numerosa con parecchi figli piccoli) con l' intenzione di riportare al negozio anche il loro usato a beneficio di altri...Se non ho capito male il proprio usato viene scalato al successivo acquisto con una sorta di tagliando bonus.....


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E' assurdo quello che l'uomo sta facendo senza rendersene conto. ( Chissà se l'ha già
dici? penso invece che del tanto parlare di risorse e rispetto della natura...a molti non ne frega un emerito cavolicchio...il fatto che non gli interessi non vuol dire che non sanno cosa stanno facendo
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Vecchio 06-02-2008, 23.10.23   #9
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Qui da me i ferramenta ci sono ancora, sia quelli "vecchi" con dentro l'omino che sa tutto tuttissimo parente di quello di Gris sia quelli che si modernizzano, un po' per entusiasmo un po' per necessità. Vendono rubinetterie anche di design, stendibiancheria di plastica come al coop, lampadari di vario tipo... ma hanno ancora le viti e i chiodi sfusi anche se si stenta un po' con le misure... proprio uguale a quella che hai in tasca no, ma si avvicina abbastanza. Sanno anche dare consigli che poi è il fulcro del mestiere il dire al cliente cosa e con cosa fare... ma meno specifici e meno buoni dell'omino di cui sopra. Paiono prosperare decentemente. Se è così, forse è un compromesso accettabile. Sarebbe da dire qualcosa sui prezzi anche qui, ma almeno riparo e non butto.

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,e comincio a sentire la nostalgia del cotone-cotone o della lana-lana (e vi assicuro che ho controllato le etichette è tal materiale è quasi irreperibile). Buon senso mi dice che una piccola percentuale di acrilico e C. aiuta il tessuto a non infeltrirsi a non stingere a non necessitare di stiro ehm piccola..necessaria?..buon senso?? Mah
Per le feste, nel solito mercatinomercatone di bancarelle quest'anno ti becco quello delle calze buone. Vera Lana dice la tabella. Mi fermo, palpo, scruto, leggo le etichette e attacco bottone.
Mi spiega che oramai le calze 100% lana non si trovano quasi più e comunque solo per le donne, mentre per l'uomo massimo 95%. Spiega che più alta è la percentuale di lana più devi lavare a freddo e viaggia sta idea, per lui da ghignare, che alle donne i piedi sanno di violette. E la gente non vuole lavare a freddo e non vuole lavare differenziato, vuole buttare in lavatrice e stop.
Lui comunque ste calze le ha e a pochi soldi. Se le procura perchè vengono fatte in Italia su ordinazione o per giri di negozi di lusso o per l'estero, tipo germania, olanda ecetera, dove i controlli qualità son diversi che da noi e quindi rimandano indietro tutta una serie di colori, misure, percentuali e soprattutto confezioni non perfette. Lui ritira quasi per nulla questi avanzi, li screma e li rivende. Risultato: mi porto via per una ventina di euri un borsone di calzettoni Vera Lana certificata tiziodellabancarella. Ne ho un paio addosso adesso... spesi bene.
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Vecchio 07-02-2008, 00.45.26   #10
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dici? penso invece che del tanto parlare di risorse e rispetto della natura...a molti non ne frega un emerito cavolicchio...il fatto che non gli interessi non vuol dire che non sanno cosa stanno facendo
Hai ragione Era, io sempre portata a pensare che chi fa qualcosa di male non ne sia mai consapevole e che altrimente non lo farebbe.
Invece a volte il desiderio ottenebra al punto da offoscuare la coscienza, ostacolando la visione della realtà delle cose. Cioè non si vuole vedere perchè fa comodo, ma sono altressì convinta che prima o poi ci si sveglia e di botto anche.
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Vecchio 07-02-2008, 15.03.16   #11
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Mi spiega che oramai Lui comunque ste calze le ha e a pochi soldi. Se le procura perchè vengono fatte in Italia su ordinazione o per giri di negozi di lusso o per l'estero, tipo germania, olanda ecetera, dove i controlli qualità son diversi che da noi e quindi rimandano indietro tutta una serie di colori, misure, percentuali e soprattutto confezioni non perfette. Lui ritira quasi per nulla questi avanzi, li screma e li rivende. Risultato: mi porto via per una ventina di euri un borsone di calzettoni Vera Lana certificata tiziodellabancarella. Ne ho un paio addosso adesso... spesi bene.
Capita anche qui...a pochi passi dalla patria del tessile..grande azienda conosciutissima oltre allo shoo room (o come caspita si scrive) c'è lo spaccio (questo scritto in italico puro: spaccio ) nel quale trovi
biancheria...intimo...accappatoi ecc ecc a un terzo del prezzo di vendita...motivo? il mio accappatoio nuovo di zecca ha l' etichetta scucita ma si può? per un' etichetta o un filo tirato c'è chi scarta e paga soldoni manco fosse un abito da sera

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Vecchio 07-02-2008, 18.45.09   #12
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Anche nella mia zona esistono spacci in cui si trova a poco roba di marca con qualche piccolo difetto...
Comunque in quanto a sprechi volevo far notare quanto si spreca anche di carta, e non solo...
Una volta in ufficio per fotocopiare si usava la carta riciclata, ma da un po' di anni in qua carta bianchissima a manetta... però devo dire che lo scarto si raccoglie in scatole di cartone per il riciclo....
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Vecchio 07-02-2008, 21.04.33   #13
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Anche nella mia zona esistono spacci in cui si trova a poco roba di marca con qualche piccolo difetto...
Comunque in quanto a sprechi volevo far notare quanto si spreca anche di carta, e non solo...
Una volta in ufficio per fotocopiare si usava la carta riciclata, ma da un po' di anni in qua carta bianchissima a manetta... però devo dire che lo scarto si raccoglie in scatole di cartone per il riciclo....
per assurdo la carta riciclata...nel senso: quaderni bloc notes ecc ecc costa di più....evvai a deforestare

parliamoci chiaro...se comprando biscotti...li trovo nel loro sacchetto punto e basta...a casa mi pappo i biscotti e butto 1 dico 1 sacchetto...ma no bisogna dare corpo all' ipocrisia...quindi da un lato ti tartassano con i rifiuti...da quell' altro ti propinano i biscotti che per arrivarci a mangiarli 1° apri la carta stagnolata coloratissima...2° estrai la vaschetta in vera plastica garantita (se sei fortunano perchè diversamente ti tocca anche 3° prendi il sacconcello che contiene 10 biscotti dei totali 30 che hai comperato...4° mi son rotta di scartare per un misero biscotto) ...Il peggio è che anche le aziende che del naturale...rispettiamo la terra...sano è meglio e blablabla usano gli stessi metodi di confezionamento .. we comincio a dubitare che le cosa possano andare meglio a breve.... ...e se boicottassimo tutte ste cartacce? (per quanto mi è permesso gia lo faccio)

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